San Benedetto del Tronto, 2024-08-15 – <<I territori di Jesi e Senigallia (zona J-S per capirci), con tutti i comuni confinanti (tolti quindi i comuni confinanti con Ancona e quelli confinanti con Fabriano) coprono 835,64 km². La provincia del Piceno copre 1.229,44 km², ossia il 47,13% in più. La popolazione dei comuni della “zona J-S” è di 179.220 abitanti (ISTAT 31 maggio 2024); quella del Piceno è di 200.637, ossia dell’11,95% in più. A questi numeri aggiungiamo che Torrette dista 30 km sia dall’ospedale di Jesi che da quello di Senigallia. Aggiungiamo anche che l’ospedale unico di 1° livello del Piceno di cui parlò Ceriscioli, con le slide mostrate ai sindaci nel 2018, aveva gli stessi reparti cche ci sono adesso tra Ascoli e SBT. Per ultimo aggiungo che secondo i dati del Piano sanitario regionale 2023-25 i due ospedali J-S hanno 44 reparti, di cui 19 duplicati. Posti letto oltre 700. SBT e Ascoli hanno 34 reparti di cui 9 duplicati. Posti letto meno di 500 (con l’ospedale unico 503). Qualche numero non è chiaro? Perché mai una parola sull’ospedale unico Jesi-Senigallia? Gli interessi degli anconetani non si devono toccare? ( Nicola Baiocchi)>>
<<Ieri la Giunta ha lavorato e quindi oggi lavoro anche io.
Ieri è toccato ai cittadini di San Benedetto del Tronto essere presi in giro con la promessa del loro nuovo ospedale che si farà chissà come e chissà quando.
Claudio M. Maffei, 15 agosto 2024 Anche su Facebook
Priva ormai di qualunque senso del pudore la Regione Marche ha fatto uscire ieri un comunicato stampa per parlare del nuovo Ospedale di San Benedetto del Tronto. L’occasione è stata la Conferenza dei Servizi con l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Baldelli più alcuni dirigenti regionali e aziendali per fare il punto sul cosiddetto “quadro esigenziale” del nuovo nosocomio. Questo nuovo Ospedale era già stato previsto nel primo programma di Edilizia Sanitaria di questa sciagurata Giunta nel luglio del 2021 (tre anni fa), come conseguenza della rinuncia all’unica scelta sensata e cioè quella dell’Ospedale unico Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, che la Giunta Ceriscioli aveva perseguito. La scelta del nuovo Ospedale di San Benedetto del Tronto era stata confermata l’anno dopo nel febbraio del 2022 nel Programma di Edilizia Sanitaria della Giunta e nel maggio del 2023 era stato di nuovo confermata nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. Dopo due anni, e cioè nel luglio del 2023, è stato fatto il primo passetto semi-concreto in avanti con l’accordo tra Regione e Comune di San Benedetto del Tronto, accordo che comprendeva anche la scelta della sede. Dopo un altro anno ancora, e cioè ieri, in Regione avrebbero fatto nella Conferenza dei Servizi il punto e cioè analizzato “dettagliatamente il piano del fabbisogno sanitario per la realizzazione della nuova struttura”. Insomma hanno deciso tre anni fa di farlo e poi hanno impiegato tre anni per avere chiari i motivi per farlo. Dei geni.
Aggiungiamo che le risorse per questo nuovo ospedale non ci sono (sono 0) e vanno trovate e che prima o poi qualcuno si sveglierà a Roma al Ministero della Salute e a quello delle Economia e delle Finanze e si accorgerà che la programmazione ospedaliera delle Marche è contro la norma e la bloccherà. E’ contro la norma perché non rispetta i vincoli del Decreto Ministeriale 70 del 2015 in termini di numero massimo di posti letto e numero massimo di numero di reparti chiave, come quelli di terapia intensiva, cardiologia con UTIC e di Pronto Soccorso con Medicina d’Urgenza. La Giunta ne prevede 14 e la norma 10. La programmazione allegra della Giunta Acquaroli è inoltre contro il buon senso perché già oggi gli ospedali delle Marche fanno acqua da tutte le parti e si reggono solo grazie ai medici delle Cooperative in reparti chiave come i Blocchi Operatori, i Pronto Soccorso e le Pediatrie. Sono troppi e vanno razionalizzati, lo sanno anche i bambini, ma le scelte responsabili non sono il forte di questa Giunta, che ama quelle irresponsabili che favoriscono i loro orti elettorali e che non possono essere mantenute.
Per fortuna che tra un anno anziché l’ennesimo comunicato stampa ci saranno le regionali e questi dovrebbero tornare a casa. Non ne sono del tutto sicuro, ma me lo auguro fortemente. Di danni ne hanno già fatti abbastanza.>>































