2024-09-12
Ingegneria Umanistica. I primi iscritti al corso titolato “Repertorio di parole voci suoni immagini per la nuova estetica” sono Lorenzo Vecchioni, Serenella Marano, che da tanti anni scrivono in scena poesie memorabili del Minimo Teatro e l’attore Paolo Aceti che ritorna al Minimo dopo 3/4 decenni, fu bravo allievo della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e con avvedutezza si rimette in gioco ancora come allievo perché sa che la conoscenza a volte è un viaggio lineare, a volte parabolico. Tutti coloro che hanno frequentato la Scuola sanno che al Minimo non ci sono repliche, è bene farsi rivedere per partecipare alla progressione dello studio. Ecco, in questo nuovo coraggioso radicale viaggio mi piacerebbe che, come Lorenzo, Serenella, Paolo, aderiscano altri allievi veterani, anche molto veterani, oltre ai nuovi, perché nello studio e nel fissaggio del Repertorio della nuova estetica ci saranno sorprese grandi, lo sento, sono tanti gli anni che abbiamo viaggiato e soprattutto abbiamo viaggiato bene. Intanto grazie a Lorenzo, Serenella, Paolo, sono belli della bellezza che piace a me. Avanti! Fatevi avanti! C’è posto nella nuova estetica, e se no rimanete sotto, a recitare.
Aperte le iscrizioni al Repertorio di estetica del Minimo Teatro
2024-09-06
L’accanimento giornalistico su Sangiuliano è schifoso. Il dileggio, i giochetti cretini con il suo nome, l’eco della stampa è certamente più riprovevole di quello che egli dichiara di aver compiuto.
Sinceramente mi dispiace che si sia dimesso il ministro della cultura. Era perfettamente espressione del livello cinematografico, festivaliero, carnevalesco che vige in Italia non da adesso ma almeno da 45 anni. Direi che una data significativa per l’inaugurazione delle puttanate intellettualoidi è il 1978, in quell’ anno esce Ecce bombo. Ero a Bologna e Umberto Eco ci teneva a che noi studenti comprassimo il suo libretto: “Come si fa una tesi di laurea”. E come?! Siamo alla laurea, ci avete dato 30 e lode agli esami e che ci avete indicato se pensate che non siamo nemmeno in grado di scrivere la tesi?! Ipocrisia totale, intellettuali e intellettualoidi sulla stessa barca a scambiarsi favori e commissioni. Il controllo promozionale della propaganda e cultura era nato con Mussolini e trovava l’apice del clientelismo nelle rosse Emilia Romagna, Toscana, Veneto, regioni che erano all’avanguardia nella costituzione di una fittissima e controllata rete di produzione, distribuzione, organizzazione che sarebbe diventata esempio apripista per tutta l’Italia. Di lì in poi, dopo momentanei esempi di belle cose, inizia una inarrestabile degenerazione del livello culturale, artistico in cui le cose pregevoli si devono a singoli operatori, quasi sempre fuori circuito, fuori controllo. Le cose più belle sono “errori” che sfuggono al controllo. Con questo ministro di destra è come se si fosse chiuso il tracciato di un cerchio che era iniziato con la penna nera, era continuato per decenni con la penna rossa e all’ultimo momento è stata ripresa la penna nera. Ora, un ministro alla cultura con laurea è sostituito con un ministro senza laurea, solo quando si nominerà un ministro totalmente analfabeta, solo allora potremo sperare di ricominciare a comprendere qualcosa d’arte. Mia nonna era analfabeta ma se avesse fatto il ministro della cultura avrebbe potuto addestrare gli artisti italiani a coltivar patate. Chi fa film, teatro, poesia, ecc. se non sa come si coltivano le patate non ha scampo, massimo potrà fare Ecce bombo.
2024-09-05
È un secolo che la cultura è un bordello, però tutti zitti. Adesso la deve scontare l’ultimo cerimoniere, che manco lui sa il perché sia stato messo lì a smistare il traffico delle entrate e delle uscite.

È buono il film su Roberto Baggio perché fa comprendere che il più grande campione del calcio italiano, insieme a Gigi Riva, ha vinto due mondiali. Sì Baggio, per chi comprende la poesia dimenticata del calcio, ha vinto due mondiali, con Mazzone allenatore. Sacchi e Trapattoni invece li hanno persi.
2024-09-02
È possibile che per recitare L’ infinito non riuscite a trovare un attore che sappia almeno l’ortoepia dell’italiano? Magari con un ulteriore piccolo impegno trovereste un attore che sappia anche un po’ di recitazione in versi, ce ne sono pochissimi in Italia, però se cercate bene troverete bene. A pochi chilometri da Recanati c’è anche colui che è il vertice dell’interpretazione leopardiana, ma ve lo sconsiglio perché difficilmente potreste permettervi questo lusso. Però suvvia, almeno la decenza, siete il sedicente servizio pubblico! Comunque non vi scoraggiate, avete sempre fatto meglio di quell’ altro filmetto sul Leopardi in cui c’era quel blando simulatore che soffriva tanto a recitare L’infinito accovacciato sotto una pianta, dando l’ impressione che andava proprio stitico. Un saluto. Firmato: Boldrini.
Vale anche il contrario. Una lingua strabordante di parole crea ipocrisie e nuovi bisogni, le differenze diventano solo industriali e quindi perdono il loro valore e assumono esclusivamente le logiche della valuta. Ad esempio, troppe aggiunte e attributi alla parola “persona” deviano con ipocrisia dal senso di base e a seconda della moda dissolvono la differenza “industriale” da “svantaggiata” a “speciale” creando una catena di montaggio e smontaggio di pensieri e di comportamenti. Così facendo si perde di vista il valore sostanziale: la persona, appunto, la quale diventa sono soggetto (colui che subisce) di un trattamento. La questione invece è scrivere finalmente un vocabolario che sia indicativo, calibro, equilibrio tra l’esattezza del senso e l’esattezza del tono, un’equilibrio non certo obbligato e permanente, bensì misura di riferimento tra le intenzioni linguistiche e le azioni sortite. Questo compito indicativo spetterebbe al Poeta, l’Ingegneria Umanistica insiste vanamente da venti anni in questa direzione, ma niente, i poeti o non capiscono o preferiscono trastullarsi con lo scrivere poesie, fanno libretti che vanno a leggere nei bordelli acculturati.
2024-09-01
Qualche furbetto, o che si crede tale, ha presentato in pubblico il testo Advocata che Giovanni Prosperi scrisse per me su mia commissione. Per il momento ignoro come si sia procurato la copia, se sottratta al Minimo Teatro o se abbia sbobinato il testo da una mia precedente interpretazione o se gli è stata fornita da qualcuno a cui avrò dato la fotocopia in lettura. Avendo commissionata l’opera a Giovanni ne possiedo, come altre sue opere da me commissionate, anche il manoscritto. Ovviamente in pubblico ha taciuto che sul titolo c’è scritto “Advocata scritto per la voce di Maurizio Boldrini”, e se no che furbetto sarebbe. Ora, concedo pietà? O vendetta lenta come Armonica in C’era una volta il west. Sono scorpione, e anche se non ne capisco di astrologia, dicono che lo scorpione sia particolarmente vendicativo. Vedremo, o forse è già Natura che è migliore bilancia di giustizia.
© Maurizio Boldrini


































