KIM ROSSI STUART, UN ATTORE DI MESTIERE

KIM ROSSI STUART, UN ATTORE DI MESTIERE
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(voleva essere un’intervista… si è trasformato in un trattato, Kim! )

E’ accaduto un po’ come quando ti piaceva una canzone e facevi di tutto, da ragazza, per procurarti il 45 giri. Il primo. Poi se ne aggiungevano altri; poi avevi bisogno di un LP, perché più completo, raccontava una ‘storia’. Magari non tutti i pezzi erano eccellenti ma tu sicuramente scorgevi bellezza anche in quelli più di nicchia. E probabilmente l’interprete o qualche componente del gruppo prescelto era anche “bono” e dovevi difenderti da questa visione riduttiva che le amichette ti attribuivano relegando tutto a “evvabbè…ti piace quello, perciò…”.

Che rabbia! Sì , perché quanto detto sopra ha molto a che vedere con un’altra forma d’arte e riguarda un attore, indiscutibilmente bello (aggettivo anche vuoto..in verità) , ma prima di ogni altra cosa bravo, competente, misurato ma trascinante , emozionante.

Va senza dire che quel viso angelico di Romualdo di Fantaghirò spaccava lo schermo e non lasciava indifferenti. Eppure si notava nello sguardo una profondità d’intenzioni e una ‘smania’ di mostrare e dimostrare “altro” . E difatti…

Negli anni ’90 spero di non essere stata una delle poche fortunate nello scoprire “i vari 45 giri ed LP” (vedi sopra…) di Kim Rossi Stuart (perché è di lui che si parla! ) non solo come attore, e poi regista di cinema.

Sulle tavole dei teatri , intenso e forte, recita Macbeth diretto da Giancarlo Cobelli, Amleto di Antonio Calenda, Edmund nel Re Lear diretto da Luca Ronconi. E chi riesce a comunicare ed emozionare in teatro, dando spessore e profondità anche a momenti declamatori e senza cadere nell’estraniamento, ha senz’altro una marcia in più.

Un gioiello che resta custodito nei ricordi e in -mia- videocassetta è un lavoro teatrale trasmesso poi in TV su Rai2 , “Il visitatore” prima rappresentazione italiana del testo di Eric Emmanuel Schmidt. Non si riescono a staccare occhi e orecchie da questi due personaggi , dalla fluidità dei dialoghi così accattivanti, misteriosi, comici, drammatici.

Turi Ferro è Sigmund Freud, agnostico inquieto e pieno di dubbi e Kim Rossi Stuart è Dio , una figura che ondeggia tra leggerezza e follia. Il misterioso visitatore riesce a far vacillare le solide convinzioni del padre della psicoanalisi, a porgli il dubbio del divino e il bisogno di credere nell’esistenza di Dio. Lo spettatore forse sarà l’unico a ‘decidere’ se il seducente visitatore è un pazzo, un impostore, il diavolo o Dio stesso.

Sulla maestrìa di Turi Ferro non si dubitava ma un’interpretazione così perfetta, nei guizzi, nei sorrisi, nelle visioni, nei racconti di questo Kim-Dio fu una sorpresa tanto grande da indurre ad impossessarmi di tutta la sua …”discografia” !

Mi viene poi da citare altri lavori trasmessi sul piccolo schermo come “Il rosso e il nero” tratto dal romanzo di Sthendal, nonché lo sceneggiato “Il cielo non cade mai“. Sono prove d’attore differenti ma sempre oneste nelle intenzioni e nel risultato. Si notava già la cura nella recitazione che lo caratterizza tutt’oggi.

Si legge un po’ ovunque che Kim sia arrivato alla “notorietà” con “Uno bianca”, “Pinocchio” “Le chiavi di casa”. Certamente sono stati dei punti salienti , in un momento di maturità artistica giunta, però, dopo tante ma tante e svariate presenze sui set. Ed è lì che ci si fa le ossa, unitamente alle basi aquisite attraverso studi e tecniche recitative in scuole specializzate.

Invece, se c’è un film che ha lasciato un segno forte da vederlo e rivederlo più volte è “Senza pelle”

“Perché ci sia qualcosa che si trova ci deve essere sempre qualcosa che si perde”. Una frase detta da questo fragile ragazzo scatena un turbinìo di sensazioni, meno che paura e diventa anche una sorta di insegnamento e di visione della vita, delle gioie e delle sofferenze, quelle più dure.

Saverio è uno “psicopatico” (altro termine abbastanza vuoto…). Saverio ha soprattutto un’alta sensibilità a ogni stimolo esterno : a suoni, odori, al tatto e la capacità di mettersi nei panni altrui. Vive tutto in maniera molto amplificata. Essere accettato, poter esprimersi e parlare, sorridere a Gina, prescelta figura femminile che gli ispira poesie e pensieri “che sono di tutti”, come lui stesso dice, lascia intravedere uno sbocco positivo. Ma non dura molto. Non è facile , per le persone “normali”, entrare nel mondo di Saverio. Resta però una sottile speranza , di inclusione e di amore. In questo film Kim Rossi Stuart è semplicemente eccezionale.

Il resto, tutte le prove d’ attore e ancor più da regista che guida i suoi attori sono ” l’oggi”.

Ammiriamo (in una realtà sovraesposta e dove si grida per farsi notare e si sgomita per emergere ) il modo di comunicare a voce bassa, con sguardi che indicano probabilmente la voglia di capire la mente altrui e la propria e trovarne sintonie.

Chi lo ha seguito nelle varie fasi sa bene che è minuzioso, attento .Una recitazione che fruga e richiama esperienze passate ,forti emozioni, gioia, dolore, rabbia o tristezza. Saranno queste a mettere a nudo l’anima e far sì che si apra totalmente scevra da sovrastrutture.

Chi ha compreso questo, comprende anche come abbia potuto ‘essere’ un Vallanzasca o il Freddo di Romanzo Criminale dove passa attraverso il Male ma non fa nulla per esaltarlo, anzi, un male da cui trarre tutto il possibile Bene.

Come regista, diventa chiara la scelta di personaggi apparentemente normali ma sostanzialmente borderline, i suoi preferiti e forse anche i nostri. Perché i lati grigi o neri sono parte dell’Uomo.

Il mio primo film era sulla pancia, il secondo sul cervello e questo sui polmoni” -dice Kim Rossi Stuart riguardo Anche libero va bene, Tommaso, Brado. Il tema è la necessità di riscattarsi oltre che dalle nostre ferite, da quelle ‘pensate per il nostro bene’ dai nostri genitori. Liberarsi è l’atto più giusto.

Per ultimo, ci piace anche quando dà fondo a tutta la sua profonda “romanità” con frasi, anche parolacce che ,chissà perché?! non risultano mai volgari, anzi! Sono pennellate, colori, stimoli, e spontanee risate.

Lo aspettiamo ancora più aperto, empatico, comunicativo come ha mostrato di essere nella bella serie Everybody love diamonds, simpaticone di un Kim!

P.S. Kim Rossi Stuart sarà Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina nella serie in sei episodi Il Gattopardo su Netflix nel 2025 e fedelmente rispettoso nel racconto del libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

riceviamo da Anna Maffei e pubblichiamo