L’America di Nicola Pignati

L’America di Nicola Pignati
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di Giuseppe Merlini

San Benedetto del Tronto, 2024-10-09 – Anni fa grazie ad Emiliana Giammarini di Viareggio – ma di chiare origini sambenedettesi – ho avuto il piacere di conoscere Pola Cinquini, vedova di Nicola (Nick) Pignati. Dai suoi racconti è emersa la figura del marito: figlio di migranti italiani trasferitesi nel dopoguerra negli Stati Uniti, con tanto studio e costanza ha raggiunto livelli professionali molto soddisfacenti in quella parte di California meglio nota come la Silicon Valley. Ho chiesto a Pola di raccontarmi la storia di suo marito. In una delle sue ultime mail nel dirmi che suo marito aveva tanti interessi – su tutti il ciclismo e l’Inter – Pola ha scritto: Thank you for the opportunity to share Nicola’s successes and dreams that began in San Benedetto del Tronto, his birthplace full of sweet family memories.

Nicola, figlio primogenito di Giuseppe Pignati, soprannominato “Cavagnaro”, e di Fernanda Perotti, era nato a San Benedetto del Tronto il 29 giugno 1949. Nel 1960 suo padre raggiunse suo fratello Bernardo a San Francisco, in California mentre Nicola, Viviana, Ugo, Antonio e la loro mamma rimasero con i nonni materni Maria e Ugo Perotti in via Carducci, nella stessa casa dove al pian terreno gestivano un piccolo negozio di alimentari.

Nel 1963 Fernanda e i suoi figli attraversarono l’Atlantico e solo dopo altri tre giorni di viaggio in treno raggiunsero, sulla costa orientale degli Stati Uniti, la California. Nicola si ambientò rapidamente all’interno della comunità italiana di North Beach di San Francisco, imparando l’inglese e frequentando le scuole locali. Dopo il diploma venne accettato alla San Jose State University come studente in ingegneria meccanica. È il primo a lasciare la famiglia d’origine e a laurearsi a pieni voti. In seguito, nonostante il clima di tensione per le pressioni e le proteste circa la guerra in Vietnam, conseguì con grande sacrificio la laurea specialistica presso l’Università della California Berkeley.

Immediatamente ebbe inizio la sua carriera in IBM guadagnandosi rapidamente il rispetto e l’ammirazione dei suoi colleghi, dei manager ma anche della concorrenza, tanto da ricoprire quasi subito il ruolo di leadership.

L’industria informatica era agli albori e Nicola divenne un collaboratore fondamentale per questa attività. I quindici anni trascorsi in IBM gli consentirono di sviluppare una linea di produzione 24/7 (MaxMedia) che, finanziata dalla Hyundai, fu subito in concorrenza diretta con altri tre produttori asiatici. Questo suo successo seppe attirare l’attenzione di concorrenti come Seagate, Maxtor, Conner Peripherals, che iniziarono a contenderselo. Si apriva così una nuova fase della sua carriera: le eccellenti doti umane e il suo stile manageriale attirarono l’interesse della New Focus, poi Bookham Technology, società emergente di fibre ottiche che scelse Nicola quale Presidente, CEO e Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Il successo professionale non spinse mai Nick a tralasciare gli affetti o dimenticare le sue origini: riuscì a mantenere sempre vivi nel suo cuore i ricordi d’infanzia e l’amore per San Benedetto del Tronto. Il destino fece anche il suo corso facendogli incontrare Pola che per puro caso aveva ascendenze viareggine. La famiglia di Nicola ha trascorso quasi tutte le estati a San Benedetto e a Viareggio. Anche se Nick è venuto a mancare il 5 agosto 2017 le sue figlie Lisa e Lori, che conoscono molto bene l’italiano, sono innamorate anche loro di San Benedetto del Tronto.

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