2024-11-05 – Spunti, Appunti e Contrappunti del Prof. Maurizio Boldrini
Come si dice: tutto il mondo è paese. L’America mi assomiglia a Bologna, non cambia mai. Anche se cambiano facciata la sostanza è sempre la stessa. Passano decenni ma nel capoluogo emiliano la gomma venuta male la spacciano per pizza e nelle mense universitarie spacciano per vino una ciofeca che se ne bevi un dito comincia a girarti la testa. Praticano sevizie in forma di affitti. L’ America è ancora quella di Sergio Leone, cambia la differenza industriale, diventa tecnologia missilistica ma l’estro rimane sempre lo stesso, pistoleri dentro e fuori, senza confini. Come deterrente per sfigati e non protetti mantengono la pena di morte. Però il popolo è convinto di scegliere tra il nero e il rosso, il pari e il dispari e la partita finisce pari e patta, anche se una metà è convinta di aver vinto e l’altra metà di aver perso. Più di qualcuno non la racconta sparato qua e là, affogato là e specialmente qui. Ma tanto i poveracci morti ammazzati non fanno la storia, da quello che dicono i telecronisti adesso la storia la fanno quelli che vincono le medaglie olimpiche, poco importa se nella merda della Senna. Almeno a Bologna coprono il fossato cittadino costruendovi sopra strade e palazzi, ogni tanto l’acqua reclama il suo corso e inonda l’idiozia che si dà tono ingegneristico, ma che importa, tanto se la prendono con l’ inclemenza della pioggia, come si permette la pioggia di diventare acqua che scorre! Insomma in questa cloaca mondiale o paesana non si distingue più quali siano le acque bianche, quelle da bere, da quelle scure, cioè le fogne. Comunque finché c’è vita brindiamo! Alla faccia delle spie, come diceva nonno, e non col vino della mensa universitaria di Bologna, ma con un buon bicchiere di Vernaccia! Intanto tutti a votare e vediamo chi vince tra milanisti e interisti, è tutto un derby o per dirla con Totò “sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie …”. © Maurizio Boldrini

Oggi sarebbero stati 80.
Auguri Gigi!
“Per noi sardi ha sempre rappresentato qualcosa di più di un fuoriclasse del pallone, dell’uomo che ha regalato uno scudetto a una terra dimenticata che grazie a lui ha annullato distanze e complessi d’inferiorità. Riva è stato una specie di eroe messianico, nato a Leggiuno e piovuto da qualche sistema solare sconosciuto. Ha deciso di incatenarsi dolcemente alla Sardegna perché, dopo un iniziale disorientamento, si è reso conto che quello era il luogo perfetto per proteggere la sua diversità, la sua natura selvatica, il suo modo di intendere la vita. È finito per appartenere a tutta Italia, perché dietro a quelle mascelle serrate e quei silenzi gonfi di tensione, dietro a quei furori improvvisi che non l’hanno mai abbandonato, si scorgevano le radici di uno sportivo purissimo e di un uomo onesto, leale. La sua dimensione epica ed etica non è in nessun modo riproducibile.
Uno come Gigi Riva non nascerà mai più”.
Giorgio Porrà




































