Macerata, 2024-11-23 – Venerdì scorso niente luci di scena, solo qualche faretto di servizio ad illuminare la piattaforma dell’ Auditorium della Biblioteca Comunale. Un paio di microfoni usati più che altro come parodia del microfono, simulacro di potere per chi lo ha in mano. Niente musiche, se non il ritmo dei corpi, delle voci, degli umori, delle pause cariche di tensione. È Teatro smascherato quello del Minimo Teatro corpo autentico, sovversivo, politico di Pier Paolo Pasolini redivivo, ancor più vivo di quando fu legato alla cronistoria perché libero finalmente dai cliché pasoliniani dell’intellettuale scomodo.
All’Auditorium della biblioteca passa un “Pasolini controvento”, dismesso dalla scena del prevedibile, ed è un uragano di poesia , di segni, di telegrammi, di gesti vocativi che reclamano i sensi più umani, quelli dimenticati, addirittura mai resi possibili della vita ideale. Ecco, Pasolini ritorna finalmente a dettare un ideale umano attraverso un manipolo di giovani attori eroi sottratti alle accademie omologanti del quotidiano, che incantano di poesia antica e allarmano di bellezza contemporanea, istantanea, immediatamente scritta a corpo, sono: Erasmo Eugeni, Roman Golinschi, Alice Luchetti, Arianna Marinangeli, Annaclara Moschini, Riccardo Narr, Matteo Palermo, Elisa Patrizi, Davide Rizzi. Che lezione ragazzi siete stati capaci di essere! B-Live, Biblioteca da vivere è il titolo del progetto del Comune di Macerata che ha reso possibile il laboratorio teatrale curato dall’Associazione Minimo Teatro. Una bella vita di ragazzi circolata in biblioteca, luogo ideale per diffondere e praticare conoscenza, specialmente con il percorso laboratoriale su Pasolini di cui lo spettacolo è stata naturale conclusione. Il pubblico eterogeneo composto da giovani, meno giovani, amici, poeti, artisti, allievi ha capito subito, anche prima dell’inizio, che sarebbero stati testimoni dell’ennesima perla Minimo Teatro, perché Guido Garufi introducendo da par suo Pasolini è stato egli stesso sintesi, esempio di poesia, una poesia ancor prima che la poesia iniziasse. E a seguire, dalla prima pagina di “Ragazzi di vita” fino alla fine dello spettacolo non si è rappresentato Pasolini, c’è stato Pasolini, giovane tra giovani. Con la complicità di alcuni “fuori quota” come li ha definiti Maurizio Boldrini, conduttore del laboratorio e regista dello spettacolo: Serenella Marano, determinante nell’assistenza registica nonché lettrice memorabile di una memorabile pagina da “Petrolio”, Lorenzo Vecchioni, attore-compendio esemplare dei personaggi pasoliniani; inoltre Monia Ciminari, l’unica con licenza di fingere la dissuasione dalla poesia, alla quale invece avvicina la piccola Maria Vittoria Bianchi, sua figlia, ulteriore tenerissima poesia in transito di purezza e leggerezza. In definitiva “Pasolini controvento” è un corpo poetico, oltre ogni protocollo drammaturgico, che trattiene le forme di una autentica, ostinata (disperata?) vitalità. Documentazione a cura di Lucia Copparoni. Ilaria Ribichini è la coordinatrice di “Biblioteca da vivere”, progetto del Comune di Macerata finanziato sul bando “Giovani in Biblioteca” del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
“Qualcosa e qualcuno”Talvolta le parole possono apparire tromboni amplificati, però sia pure questo rischio. Perché quando ciò che nominiamo teatro si manifesta nella sua altezza suprema tra il furore creativo e la calma dell’assoluto c’è come una sospensione, un breve cedimento in commozione ed esso stesso barcolla in un “qualcosa” che se volessimo battezzarlo con una nuova parola sarebbe bestemmia rispetto a ciò che gli artefici percepisco in tale immediato. Questo “qualcosa” non sopporta spettatori a meno che non siano attori a guardar la scena. Per conforto nostro e pubblico, per conforto di esserci ancora, si farà uno spettacolo, non potrà che essere solo la cenere ancora calda di ciò che ci avvampò per sospenderci a nostra unica memoria, per sempre impubblicabile, cioè in pubblicabile. È uno di quei momenti in cui anche un miscredente sente la tentazione di credere in Dio, nel suo “indeterminato Dio, in qualunque Dio” scriverebbe Borges , perché se il nostro lavorio deriva, nell’ immediato contingente, dall’ opera di Pier Paolo Pasolini ci pare impossibile che egli, la sua anima, non possa sentire tutto il lusso della grazia (ecco la parola meno difettata per quel “qualcosa”) alla quale gli artefici si sono arresi per il suo corpo poetico. Quindi, violando come al solito il protocollo, desiderio ringraziare subito, vicino al “qualcosa”, piuttosto che dopo lo spettacolo le persone che con pazienza e perizia, in definitiva con affetto, sono complici nominabili e diretti di questo PASOLINI CONTROVENTO: Erasmo Eugeni, Roman Golinschi, Alice Luchetti, Arianna Marinangeli, Annaclara Moschini, Riccardo Narr, Matteo Palermo, Elisa Patrizi, Davide Rizzi e Lucia Copparoni (documentazione) e Monia Ciminari, Serenella Marano, Lorenzo Vecchioni, la piccola Maria Vittoria Bianchi. Maurizio Boldrini Minimo Teatro













































