Maurizio Carucci “Non esiste un posto al mondo”

Maurizio Carucci “Non esiste un posto al mondo”
Listen to this article

Non aspettatevi il solito libro di un musicista prestato alla pagina scritta che poco aggiunge a quanto di lui già sappiamo dalle sue canzoni. L’esordio letterario di Carucci (frontman degli Ex-Otago) è un’opera altra, che parte come romanzo di formazione, diventa presto una sorta di Walden dell’Appennino per poi trasformarsi nella sua parte finale in un libro di viaggio. L’autore vive da vent’anni in Val Borbera, dove ha fondato Cascina Barbàn, si dedica ad un’agricoltura sostenibile e, tra le altre cose, ha recuperato gli ultimi vigneti storici della valle. È anche un viaggiatore nemico del petrolio, si muove dunque a piedi o in bicicletta, e nel tempo che resta scrive canzoni per gli Ex-Otago o per sé (nel 2022 è uscito il suo disco solista “Respiro”). “Non esiste un posto al mondo” è un’indagine attorno ad un malessere esistenziale di fronte al quale la risposta migliore che l’autore riesce a trovare è partire. Si parte in preda al tormento e si procede piano fino a farsi male («alcune cose del mondo e di noi stessi si vedono solamente andando a cinque all’ora») ma si torna ogni volta alla convinzione che nessun posto può essere l’ultimo, che c’è sempre un’altra partenza all’orizzonte. Un libro per chi ama la solitudine e il silenzio, per chi si ostina a cercare un’alternativa alle dinamiche disumanizzanti dell’era digitale, per chi tiene in somma considerazione il rispetto per il prossimo e per l’ambiente che ci circonda, per il nostro spazio e per il nostro tempo.