Lu Campanò, presenza forte nelle nostre tradizioni
di PATRIZIO PATRIZI
San Benedetto del Tronto – Viaggiare nei ricordi, in quel che è stato, potrebbe apparire un esercizio estemporaneo sul percorso della nostalgia. Fors’anche sembrerebbe voler annotare un desiderio autoreferenziale. Si direbbe: l’uso di uno strumento di comunicazione e di divulgazione con sole finalità celebrative.
No, non è così! La realizzazione di un inserto de Lu Campanò, che sarà sviluppato in più numeri assemblabili come unica raccolta, vuole essere l’opportunità per ripensare cosa si è fatto, o non si è fatto, in questi 55 anni di pubblicazione dello strumento che il Circolo dei Sambenedettesi mette a disposizione della città, di quanti vivono a San Benedetto del Tronto che hanno motivo di partecipare alla sua vita sociale, lavorativa, professionale. Un giornale che nel lavoro di chi mi ha preceduto nella sua conduzione ed elaborazione ha sempre promosso e sviluppato le esigenze dell’apertura al dialogo, della condivisione delle questioni che hanno reso difficile o importante la quotidianità dei sambenedettesi. E mai si è trascurato di perpetuare la cultura marinara, la lingua, unica nella sua musicalità e capace di espressioni che esaltano la nostra natura umana e il segno di appartenenza.
Celebriamo, dunque, l’oltre mezzo secolo di vita de Lu Campanò perché vogliamo analizzare quanto ha inciso nel percorso iniziato nel 1971 sulla volontà di evitare che si perdessero le tradizioni, la ricchezza della letteratura vernacolare; che non si dimenticasse quanto il Circolo dei Sambenedettesi è stato vicino ai temi politici e sociali, con una visione super partes, imprimendo un segno di collaborazione per la ricerca di quelle affermazioni che ancora oggi devono essere sostenute. Le lotte per il mantenimento dell’ospedale Madonna del Soccorso, per trovare una soluzione all’asfissiante traffico, per il potenziamento del porto che non può diventare rimessaggio di immondizie, per il rispetto delle persone anziane che nel centro Primavera hanno avuto un rifugio protetto, sono esempi fulgidi di memoria e di impegno.
Il Gabbiano Jonathan di Mario Lupo, Il Mare il Ritorno di Paolo Annibali, sono opere realizzate grazie al Circolo dei Sambenedettesi e Lu Campanò ne ha descritto tutti i passaggi, procedurali e artistici, per la loro creazione. La presenza de Lu Campanò, il più antico e puntuale giornale di San Benedetto del Tronto, che arriva nelle case di tutti i soci, presente nei luoghi istituzionali cittadini, si conferma con energia e ricchezza di argomentazioni grazie all’aiuto dei numerosi collaboratori che sentono di dovere contribuire affinché continui a battere forte il cuore ricco del colore rosso della tenacia (sanguigna) e del blu salmastro del mare.




































