La mostra sarà inaugurata il 2 ottobre 2025 dalle ore 17 e rimarrà visitabile fino al 30 novembre 2025 presso la sala Ceci della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno
Un viaggio attraverso le opere grafiche del maestro marchigiano. La seconda tappa della mostra Carlo Maratti e l’incisione permette di esplorare il rapporto tra Maratti e Ascoli Piceno, rivelando la grandezza del maestro marchigiano. Dopo Camerano, la mostra percorre il legame tra l’artista e la città, offrendo al pubblico la rara possibilità di confrontare le incisioni con i dipinti originali di Maratti.
Ascoli Piceno, 30 settembre 2025 – Dopo il successo della prima tappa a Camerano, città natale di Carlo Maratti, il progetto espositivo Carlo Maratti e l’incisione approda ad Ascoli Piceno, nella Pinacoteca Civica, per un nuovo capitolo delle celebrazioni dedicate al IV centenario della nascita del maestro marchigiano (1625–1713). La mostra sarà inaugurata giovedì 2 ottobre alle ore 17.00 nella sala Ceci e resterà aperta al pubblico fino al 30 novembre.
A differenza della tappa cameranese, il percorso ascolano si arricchisce inoltre della presenza di quattro straordinari dipinti autografi custoditi nelle collezioni civiche: Santa Francesca Romana in gloria, La Vergine con il Bambino appaiono a Santa Francesca Romana, Ritratto di Giovanna Garzoni e Ritratto di Papa Clemente IX. Opere di assoluto rilievo, che offrono al pubblico la rara occasione di confrontare direttamente la pittura originale con la sua traduzione incisoria.
L’iniziativa, parte del programma ufficiale del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario, è sostenuta dalla Regione Marche e riconosciuta dal Ministero della Cultura. Dopo Camerano e Ascoli, il percorso espositivo sarà proposto ad Ancona e si concluderà a Roma nel 2026, città in cui Maratti visse e operò per oltre sessant’anni, chiudendo idealmente il cerchio della sua vicenda artistica.
Nella sala Ceci a partire dal 2 ottobre saranno esposte 44 stampe, dieci delle quali eseguite dall’artista marchigiano mentre le altre riproducono i suoi capolavori incisi da alcuni fra i maggiori calcografi attivi a Roma nel XVII secolo.
Consapevole che la conoscenza delle proprie opere rappresentasse un motivo di prestigio e di affermazione del suo operato, Carlo Maratti favorì la riproduzione a stampa dei dipinti più importanti eseguiti presso il suo atelier romano attraverso contatti diretti con gli incisori italiani e stranieri attivi nell’Urbe: del resto egli stesso, per sperimentare direttamente le potenzialità divulgative ed i segreti dell’acquaforte, si era cimentato nella esecuzione di alcune piccole lastre che aprono questa mostra dedicata alle incisioni tratte dalle opere di Maratti con cui prendono avvio le celebrazioni per il 400 esimo anniversario della nascita dell’artista.
Seguendo anche in questo aspetto i metodi adottati da Raffaello, del quale si sentiva in qualche modo l’erede, Maratti si avvalse delle incisioni tratte dalle sue opere per diffondere fra collezionisti ed artisti la conoscenza dei suoi dipinti e le dediche delle lastre ai maggiori esponenti del patriziato e del mondo prelatizio attestano la fama di cui l’artista marchigiano ha goduto già in vita.
Maratti è stato l’artista italiano più riprodotto dagli incisori che hanno tratto più di quattrocento stampe dalle sue opere: molte di quelle esposte in questa circostanza, provenienti dalla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e dalla Biblioteca Comunale di Fermo, sono appartenute al pittore Fortunato Duranti (1787-1863), singolare figura di artista e di amateur marchand attivo fra le Marche e Roma, che seppe dare del Neoclassicismo una versione più aperta alle istanze del nascente Romanticismo, ponendosi accanto ad artisti come Felice Giani a capo “di una eroica scapigliatura neoclassica”, come ebbe a scrivere Roberto Longhi che per primo ne rivalutò la figura.
Presso la Pinacoteca di Ascoli Piceno la mostra trova un suo naturale sviluppo nelle altre sale del suggestivo museo dove i visitatori potranno ammirare quattro opere autografe del Maratti, avendo così l’opportunità che soltanto i musei civici di Ascoli Piceno possono offrire, di ammirare la qualità straordinaria dei suoi dipinti che coniugano l’equilibrio e la compostezza del Classicismo con la teatralità barocca.
Dichiarazioni
Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno
«Ospitare questa mostra nella nostra Pinacoteca è un motivo di grande orgoglio per la città. Ascoli Piceno diventa protagonista di un progetto culturale di respiro nazionale che valorizza il nostro patrimonio e mette in dialogo le opere di Maratti con le incisioni che ne hanno diffuso la fama in Europa. È un’occasione preziosa per far conoscere il nostro museo e rafforzare il ruolo di Ascoli nel panorama culturale delle Marche».
Claudio Strinati, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario della nascita di Carlo Maratti
«Questa seconda tappa offre un’occasione unica: vedere le incisioni accanto ai dipinti originali permette di comprendere fino in fondo la strategia artistica e comunicativa di Maratti. La sua consapevolezza del valore della diffusione dell’immagine fu straordinariamente moderna e continua a parlarci ancora oggi».
Barbara Mori, Segretario Tesoriere del Comitato Nazionale
«Con la tappa di Ascoli il progetto si arricchisce di un ulteriore livello di lettura, valorizzando un patrimonio civico di grande valore. La sinergia tra istituzioni e territorio dimostra come la memoria di un grande artista possa ancora oggi generare cultura, conoscenza e coesione».
Stefano Papetti, co-curatore della mostra e Curatore delle Collezioni Civiche di Ascoli Piceno
«Ad Ascoli il dialogo tra incisione e pittura diventa concreto: accanto alle stampe che diffusero il linguaggio marattesco in tutta Europa, il pubblico può ammirare le tele originali del maestro, cogliendo così la straordinaria forza espressiva della sua arte. È un’opportunità rara, che arricchisce la lettura del suo percorso creativo».
Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, curatrice della mostra e storica dell’arte
«Questa tappa amplia la prospettiva e consente di restituire al pubblico l’intero processo di elaborazione e diffusione dell’opera marattesca. Il confronto tra incisione e pittura offre nuove chiavi di lettura e arricchisce la comprensione di uno dei protagonisti assoluti del Seicento romano».
Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura
«La Fondazione Marche Cultura sostiene con orgoglio ogni iniziativa volta a valorizzare il patrimonio artistico delle Marche e i suoi autori più significativi. Questa mostra, dopo essere stata a Camerano, città natale del Maestro, arriva ora ad Ascoli Piceno, che già conserva alcune sue opere di grande impatto. Tra le celebrazioni, desidero ricordare anche la pubblicazione di una monografia su Maratti, presentata proprio in occasione dei 400 anni dalla sua nascita: un lavoro eccellente, frutto di decenni di studi. Maratti è stato un artista molto apprezzato e celebrato già in vita, e mi auguro che queste iniziative rappresentino per molti l’opportunità di scoprire o riscoprire un grande marchigiano, i cui dipinti sono ammirati nei musei di tutto il mondo».
Informazioni utili
Carlo Maratti e l’incisione – Seconda tappa
Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno – Sala Ceci
2 ottobre – 30 novembre 2025
Inaugurazione: giovedì 2 ottobre, ore 17.00
L’ ingresso alla mostra è compreso nel biglietto della Pinacoteca
Per info e prenotazioni 0736.298213
APPROFONDIMENTO E SPECIFICHE TECNICHE DELLA MOSTRA
Carlo Maratti, un artista europeo nell’Urbe barocca
La figura di Carlo Maratti emerge con forza nel panorama della pittura barocca del secondo Seicento come quella di un maestro di sobrietà e misura, interprete di un classicismo profondamente aggiornato, capace di dare risposta alle esigenze religiose e ideologiche della Controriforma, pur rimanendo fedele a un ideale di bellezza nobile e armoniosa. La sua carriera, lunghissima e prestigiosa, lo vide protagonista assoluto della scena artistica romana dopo la scomparsa di Pietro da Cortona (1669) e Gian Lorenzo Bernini (1680), assumendo progressivamente il ruolo di caposcuola della pittura romana in età tardo-barocca.
Conteso da papi, cardinali, ambasciatori, collezionisti, aristocratici e monarchi, Maratti seppe incarnare un linguaggio pittorico divenuto canone: fu il ritrattista ufficiale di pontefici e alti prelati, dipinse pale d’altare destinate alle maggiori chiese barocche di Roma, da Santa Maria sopra Minerva a Sant’Andrea al Quirinale, e i suoi dipinti vennero richiesti da Genova a Palermo, da Pescia a Vienna. In particolare, fu il pittore prescelto della potente famiglia Altieri, per la quale realizzò, tra le altre opere, la grande allegoria della Clemenza nel soffitto dell’omonima sala di Palazzo Altieri.
I suoi ritratti erano ambiti anche dai viaggiatori del Grand Tour: i cosiddetti “milordi” inglesi, durante la permanenza a Roma, si contendevano il privilegio di essere immortalati dal “gran Maratti”, come veniva soprannominato per la sua fama in tutta Europa.
L’incisione come mezzo di diffusione e consacrazione
L’aspetto centrale e innovativo messo in luce dalla mostra riguarda il rapporto fra produzione pittorica e circolazione delle immagini attraverso la stampa. Maratti fu infatti tra i primi pittori romani a valorizzare l’incisione come strumento di riproduzione e di divulgazione controllata del proprio repertorio figurativo. In vita, seguì e supervisionò la trasposizione calcografica di oltre 400 incisioni tratte da suoi disegni e dipinti, e realizzò anche un piccolo ma prezioso corpus di 13 incisioni originali, giovanili, tutte presenti nella mostra.
Queste incisioni, eseguite da celebri incisori come Robert van Audenaerde, Nicolas Dorigny, Jacob Frey, Pietro Aquila, Cesare Fantetti, garantirono al linguaggio marattesco un’ampia diffusione nelle corti europee, nelle accademie artistiche e nei circuiti collezionistici, ben prima dell’invenzione della fotografia. In molti casi, le incisioni venivano commissionate prima ancora che il dipinto originale fosse collocato nell’altare di destinazione, o spedito in sedi lontane, come accadde ad esempio per: la Morte di san Francesco Saverio, destinata alla chiesa del Gesù a Roma; il Transito di San Giuseppe, commissionato dall’imperatrice Eleonora d’Asburgo e oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna; la Madonna del Rosario per l’Oratorio di Santa Cita a Palermo.
Altre opere, chiuse in collezioni private, come quelle di Niccolò Maria Pallavicini, suo maggiore mecenate, videro nella stampa l’unico mezzo per diventare pubbliche.
La mostra come progetto culturale e scientifico
Questo progetto rappresenta un raro esempio di mostra monografica sull’opera incisoria di Maratti, costruita con metodo scientifico e filologico. L’iniziativa non si limita a una celebrazione retorica, ma si pone come strumento di ricerca, divulgazione e valorizzazione patrimoniale. Le opere esposte, molte delle quali inedite al grande pubblico, gettano nuova luce sulla funzione della stampa d’arte nel Seicento, intesa non solo come riproduzione ma come amplificazione simbolica del prestigio dell’artista.
Le opere in mostra: un percorso in quattro sezioni
La mostra propone 44 incisioni, accuratamente selezionate secondo criteri filologici e documentari, divise in quattro sezioni tematiche:
SEZIONE A – Incisioni originali di Carlo Maratti
Comprende le 10 incisioni autografe dell’artista, rare e preziose, tutte provenienti da Camerano.
SEZIONE B – Incisioni da pale famose di Maratti
Capolavori incisori derivati dalle sue grandi pale d’altare, realizzati dai più celebri calcografi europei. Documentano la funzione propagandistica dell’incisione nell’affermazione del “modello Maratti” in Europa.
SEZIONE C – Incisioni per frontespizi o illustrazioni librarie
Prove raffinate di come il disegno marattesco si prestasse a illustrare opere letterarie, teologiche e scientifiche, spesso legate a committenze accademiche o ecclesiastiche.
SEZIONE D – Soggetti legati all’Accademia dell’Arcadia
Maratti fu una figura chiave dell’ambiente intellettuale romano e dell’Accademia dell’Arcadia: questa sezione illustra soggetti tratti dalla storia antica e dalla mitologia, riletti in chiave morale e allegorica.
APPENDICE – ELENCO COMPLETO DELLE OPERE IN MOSTRA
Totale opere in mostra: 44 incisioni.
Provenienza: Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, Collezione del Comune di Camerano, Biblioteca Comunale “Romolo Spezioli” di Fermo.
SEZIONE A – Incisioni originali di Carlo Maratti
(Provenienza: Camerano)
Carlo Maratti, Madonna Assunta
Carlo Maratti, Annunciazione
Carlo Maratti, Sacra Famiglia e due angeli
Carlo Maratti, Madonna con il Bambino e san Giovannino
Carlo Maratti, Madonna con il Bambino e la Maddalena
Carlo Maratti, Sposalizio mistico di Santa Caterina
Carlo Maratti, Adorazione dei Magi
Carlo Maratti, Visitazione
Carlo Maratti, Nascita della Vergine
Carlo Maratti, Martirio di Sant’Andrea (da Domenichino)
SEZIONE B – Incisioni da pale famose di Maratti
(Provenienze: Fermo, Ascoli Piceno)
Nicolas Dorigny, Madonna con i Santi Ignazio e Carlo Borromeo
(Roma, Chiesa Nuova – Fermo, FC s 1328)
Nicolas Dorigny, La Madonna appare a S. Stanislao Kostka
(Roma, S. Andrea al Quirinale – Fermo, FC s 1331)
Robert van Audenaerde, Annunciazione
(Roma, Quirinale – Fermo, FC s 1814 o 1831)
Robert van Audenaerde, Morte della Vergine
(Roma, Villa Torlonia – Fermo, FC s 1815)
Pietro Aquila, San Pietro presenta alla Vergine i nuovi santi canonizzati
(Roma, S. Maria sopra Minerva – Fermo, FC s 2243, 2244 o 2245)
Francesco Faraone Aquila, La Vergine presenta San Carlo a Cristo
(Roma, Ss. Ambrogio e Carlo – Fermo, FC s 2962)
Jacob Frey, Morte di san Francesco Saverio
(Roma, chiesa del Gesù – Fermo, FC s 2436)
Robert van Audenaerde, Martirio dei santi Biagio e Sebastiano
(Genova, S. Maria in Carignano – Fermo, FC s 1812)
Robert van Audenaerde, San Filippo Neri in estasi
(Pescia, San Domenico – Fermo, FC s 3406)
Robert van Audenaerde, Madonna del Rosario e Santi
(Palermo, Oratorio di Santa Cita – Ascoli Piceno, inv. 11070)
Cesare Fantetti, Transito di San Giuseppe
(Vienna, Kunsthistorisches Museum – Fermo, FC s 2359)
Jacob Frey, Martirio di Sant’Andrea
(Fermo, FC s 2439 o 2440)
Jacob Frey, Immacolata
(Fermo, FC s 2442)
Robert van Audenaerde, Sant’Antonio
(Fermo, FC s 1825 o 1826)
Robert van Audenaerde, Pietà (da dipinto perduto)
(Fermo, FC s 1823 o 1824)
Robert van Audenaerde, Allegoria di Inverno e Primavera (da dipinto perduto)
(Fermo, FC s 817 o 1818)
SEZIONE C – Incisioni per frontespizi o illustrazioni di libri
(Provenienze: Fermo, Ascoli Piceno)
Guillaume Vallet, Fasti senesi
(Fermo, FC s 1259)
Copia da Cornelis Bloemaert, Presentazione al Tempio
(Ascoli Piceno, 6835)
Pietro Aquila, Annibale Carracci solleva la pittura
(Fermo, FC s 2241)
Gian Giacomo Frezza, I quattro Evangelisti
(Fermo, FC s 2454)
Farjat, Ritratto di Raffaello (edito da Jacob Frey)
(Fermo, FC s 2804)
SEZIONE D – Incisioni di soggetti legati all’Accademia dell’Arcadia
(Provenienze: Fermo, Ascoli Piceno)
Jacob Frey, Cleopatra
(Fermo, FC s 2434)
Jacob Frey, La vestale Tuccia
(Fermo, FC s 2435)
Robert van Audenaerde, Betsabea
(Ascoli Piceno, 1629)
Robert van Audenaerde, David
(Fermo, FC s 1832)
Robert van Audenaerde, Isacco
(Fermo, FC s 1819 o 1820)
Robert van Audenaerde, Rebecca
(Fermo, FC s 1827)
Robert van Audenaerde, Maddalena
(Fermo, FC s 1828)
Andrea Procaccini, Clelia attraversa il Tevere
(Ascoli Piceno, inv. 11070)
Gerolamo Ferroni, Giuseppe e la moglie di Putifarre
(Fermo, FC s 2378)
Gerolamo Ferroni, Giosuè
(Fermo, FC s 2379)
Gerolamo Ferroni, Giuditta
(Fermo, FC s 2380)
Gerolamo Ferroni, Miriam
(Fermo, FC s 2381)
Gerolamo Ferroni, Giaele
(Ascoli Piceno, inv. 1860)





























