San Benedetto del Tronto, 2025-11-12 – Oggi la conferenza stampa inerente il futuro della Cassa di Colmata e l’Apertura di Via Lombroso; intervenuti il Sindaco Antonio Spazzafumo, il Consigliere Umberto Pasquali, Tecnici del Comune e di Progettazione. Pubblichiamo immagini, video e videointerviste
Apertura di via Lombroso, presentato alla stampa il progetto preliminare
Nuovi spazi verdi, marciapiedi, pista ciclabile e un’area di parcheggio con 89 stalli
È stato presentato alla stampa, nella giornata di mercoledì 12 novembre, il progetto di fattibilità tecnico – economica – PFTE, vale a dire il primo passaggio verso la realizzazione dell’opera, per l’apertura di via Lombroso e il conseguente collegamento della strada, oggi senza uscita, con l’asse di viale dello Sport. Il progetto, che dopo le opportune verifiche dovrà essere approvato dalla Giunta, è il risultato dell’incarico affidato ad un raggruppamento temporaneo di professionisti a seguito dell’approvazione del documento di indirizzo alla progettazione da parte dello stesso esecutivo comunale.
Nel corso della conferenza stampa il dirigente dell’Area Urbanistica arch. Giorgio Giantomassi e il sindaco Antonio Spazzafumo hanno sottolineato l’importanza dell’opera, e come questa tragga la sua legittimazione dalla volontà dell’Amministrazione comunale di dare seguito alle richieste dei cittadini.
“Il progetto – ha spiegato il Sindaco – è scaturito da un’esigenza manifestata del Comitato di quartiere, a cui come amministratori abbiamo dato seguito. I cittadini si sono espressi e, sulla base delle loro richieste e delle osservazioni che ci hanno fatto pervenire, abbiamo impostato i punti fondamentali di un progetto in grado di rispondere alle esigenze della popolazione: un progetto che guarda alla sostenibilità, che accoglie e promuove soluzioni di mobilità dolce e asservito allo scopo di migliorare il flusso del traffico nell’area. Serviranno investimenti per portarlo a compimento, ma rappresenterà un importante passo avanti per tutta la nostra città”.
Tra le novità che introduce il progetto, spiccano l’introduzione di aree verdi – cosiddetti “pocket garden” – lungo i lati di via Lombroso, oltre all’aggiunta di percorsi pedonali su ambo i lati e di una pista ciclabile sul lato est.
Giardini e asfalti saranno realizzati con tecnologie volte a favorire il deflusso delle acque meteoriche, in particolare in considerazione delle “bombe d’acqua” ormai sempre più frequenti: gli elementi drenanti serviranno, in tandem con delle vasche di raccolta sotterranee, a impedire l’allagamento della strada e dei giardini, fornendo inoltre una riserva d’acqua che verrà sfruttata dagli impianti di irrigazione della zona.
Il tratto rivisitato di via Lombroso sarà dotato di limitatori di traffico, con limite di percorribilità di massimo 30 km/h per i veicoli e l’istituzione del senso unico in direzione nord-sud. Al contempo, anche in via Volta sarà istituito il senso unico di marcia, con transito permesso solo in direzione sud-nord.
Verrà riaperto il sottopassaggio ferroviario che collega via Lombroso a via Volta, rendendo così più agevole il transito dei pedone verso il lungomare. Infine il progetto prevede la realizzazione di un parcheggio con 89 stalli per auto e 10 per motocicli, in aggiunta agli stalli situati lungo il percorso della stessa via Lombroso.
Dopo l’approvazione del PFTE, l’iter prevede come prossimo passaggio la convocazione della conferenza dei servizi, alla quale seguirà la procedura di non assoggettabilità a valutazione ambientale strategica – VAS, la redazione e approvazione del progetto definitivo e, infine, previo reperimento dei fondi, la pubblicazione del bando per l’affidamento dei lavori.
CONTRIBUTO AL TAVOLO TECNICO COMUNE-AUTORITA’ DI SISTEMA – DEFINIZIONE DELLE LINEE GUIDA
IN COERENZA CON IL DPSS PER IL PORTO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO
PREMESSA
Il contenuto di tale documento tende ad esplicare il contributo che il Comune di San Benedetto del Tronto
vuole fornire al Tavolo tecnico con l’Autorità di Sistema Portuale per l’avvio delle fasi propedeutiche allo
studio di un aggiornamento del PRP (Piano Regolatore Portuale) in coerenza con quanto già inserito nel
DPSS approvato nel 2024.
In estrema sintesi l’antefatto è il seguente:
• A San Benedetto è vigente un PRP (Piano Regolatore Portuale) approvato nel 2014 che prevede la
realizzazione di un “terzo braccio” e di un bacino con almeno 6 m.di profondità a nord dell’attuale
bacino destinato prevalentemente ad attività di pesca e diporto nautico
• il DPSS (Documento di Programmazione Strategica di Sistema) è stato approvato nel 2024
dall’Autorità di Sistema , con osservazioni specifiche del Comune (ottobre 2023).
• Sono stati captati fondi statali per 18 milioni di € per il porto di S.Benedetto Tr. ; con tali fondi è
stato redatto dall’ADSP un PFTE per realizzare una nuova cassa di colmata nella zona nord del porto
accanto a quella già esistente
• Il Consiglio Superiore LL.PP. all’atto dell’espressione del parere sul progetto ha accettato l’utilizzo
dello strumento dell’ATF (Adeguamento Tecnico Funzionale) chiedendo la condivisione
dell’intervento con il Comune di S.Benedetto del Tronto. Per tale motivo è stato istituito
dall’Autorità di Sistema Portuale un tavolo tecnico
Il Comune di S.Benedetto del Tr. ha chiesto un allargamento dell’oggetto del tavolo tecnico inserendo, in
congruenza con il DPSS approvato, l’avvio della progettazione del nuovo PRP secondo le linee guida già
trasmesse in sede di osservazione al DPSS nell’ottobre 2023. Con Delibera di Giunta n.89 del 17 Aprile 2025
sono stati approvati gli indirizzi politico amministrativi agli Uffici comunali per la partecipazione al tavolo
tecnico con ADSP. Prima dell’avvio del tavolo, il Comune ha attivato una campagna di ascolto con gli
stakeholder a partire da un “Consiglio comunale aperto” tenutosi il 24 Maggio 2025. A seguito del Consiglio
Comunale sono state convocate delle riunioni cogli operatori che direttamente o indirettamente lavorano o
gravitano nel porto di S.Benedetto Tr.
Si sono svolte riunioni presso la sede e l’Auditorium comunale nelle date del 5-7-11 giugno e 3 luglio coi
seguenti operatori:
– CNA Nautica e altri cantieri navali anche non associati
– Circolo nautico Sambenedettese e L.Navale Italiana
– Operatori della pesca (CO.VO.PI, pesca a strascico, pesce azzurro, O.P., ecc…)
– Operatori della piccola pesca
– Associazione pescatori sambenedettesi
– Associazioni operanti nel commercio (Confcommercio e Confesercenti)
– Associazioni operanti nel turismo (Associazione Albergatori)
A tali riunioni, oltre agli operatori indicati, hanno partecipato anche i tecnici comunali designati al tavolo
tecnico e gli Amministratori comunali.
Le risultanze principali di tali incontri sono così riassumibili:
1) Il Consiglio Comunale in maniera UNANIME ha espresso, nelle attuali condizioni, la sostanziale
contrarietà alla realizzazione di una cassa di colmata aggiuntiva rispetto a quella già esistente per ragioni
ambientali, paesaggistiche e di opportunità, legate allo sviluppo turistico e sociale delle zone interessate.
2) Gli stakeholder ascoltati nelle riunioni tenute nei mesi scorsi hanno apprezzato la linea politico amministrativa
avviata dal Comune condividendo i contenuti dell’osservazione già presentata dal Comune
al DPSS ad Ottobre 2023
3) Tutti gli stakeholder condividono un percorso di avvicinamento ad un nuovo PRP che offra opportunità e
strategie diverse rispetto al Piano vigente secondo le indicazioni contenute nel DPSS approvato.
CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE
La legge 84/1994 di riordino della legislazione in materia portuale ha attribuito alle Autorità (prima portuali
e poi di Sistema) competenze pianificatorie e gestionali finalizzate allo sviluppo e all’ammodernamento
delle infrastrutture portuali; nel garantire lo sviluppo sostenibile dei porti, la legge ha introdotto strumenti
di pianificazione strategica come il Piano Regolatore di Sistema e il Documento di Pianificazione Strategica
di Sistema (DPSS).
Il porto di San Benedetto del Tronto è parte integrante del Sistema dei Porti del Medio Adriatico Centrale,
secondo quanto previsto dalla programmazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico
Centrale (AdSP-MAC). L’infrastruttura , come sopra detto, è disciplinata da un proprio Piano Regolatore
Portuale (PRP), approvato con Delibera di Giunta Regionale del 13 giugno 2014, che ne stabilisce l’assetto
urbanistico e le destinazioni funzionali.
Nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) – approvato con Decreto Ministeriale n. 106
del 16 aprile 2024 ai sensi dell’art. 5 della Legge 84/1994 e s.m.i. – il porto è oggetto di un’analisi
dettagliata, in particolare nei capitoli 6 e 7, nei quali sono individuate le criticità strutturali, le funzioni
consolidate e le prospettive di sviluppo, in un’ottica di sostenibilità, sicurezza e integrazione urbana.
Nel Capitolo 6 – “Obiettivi di Sviluppo dell’AdSP-MAC” (pp. 154–157), il DPSS evidenzia i limiti allo sviluppo
del porto come scalo commerciale (…)
“I traffici commerciali attualmente presenti negli altri tre porti del sistema portuale (Pesaro, S.
Benedetto del Tronto e Pescara) non hanno una significativa potenzialità di sviluppo a causa
dei seguenti fattori:
(i) limitati fondali che caratterizzano l’imboccatura portuale, attualmente di circa 5,0÷6,0 m,
nelle previsioni di PRP pari a 9,0 m;
(ii) eccessive interclusioni e interconnessioni con il contesto urbano (…).
Il porto viene dunque assimilato agli scali minori del sistema, per i quali non si prevede un’espansione
significativa dei traffici commerciali. Tuttavia, il sito mantiene una funzione attiva nella cantieristica navale,
anche se in misura inferiore rispetto ad Ancona e Pesaro “(…) Le attività connesse alla cantieristica navale si
sviluppano in misura maggiore ad Ancona, anche se in misura minore, a Pesaro, dove è presente una
cantieristica di eccellenza rivolta ai super-yachts, a San Benedetto del Tronto e ad Ortona (…).”
L’elemento più rilevante del DPSS è la destinazione del porto come sede di un Polo europeo per la ricerca e
la formazione nei settori della pesca sostenibile e della biologia marina, giustificata dalla posizione
geografica baricentrica e dalla vocazione storica “(…) Nell’ambito del Sistema portuale del MAC la
componente del Sistema portuale potenzialmente più idonea alla istituzione del polo è il Porto di San
Benedetto del Tronto, in ragione sia della posizione geografica baricentrica non solo al Sistema stesso, sia
alla possibile rifunzionalizzazione della nuova darsena in ampliamento a Nord del molo di sottoflutto, già
contemplata dal vigente PRP. (…)”
Più in generale, alle pag. 156 e 176, laddove viene trattato il tema della pesca in Adriatico come modello in
crisi irreversibile, si individua in San Benedetto il luogo più rappresentativo per la creazione di un Centro
Pilota con un carattere nazionale e internazionale capace di promuovere nuovi modelli più compatibili nel
senso più ampio (ambiente, produzione, dignità del lavoro, identità nazionale); l’ampliamento del Porto a
Nord con la formazione di una nuova darsena viene individuato come un’opportunità per accoglierne tutte
le strutture necessarie.
Il DPSS riconosce San Benedetto del Tronto come “Città-Porto”, ovvero come una realtà urbana dove la
presenza portuale deve integrarsi armonicamente con il contesto sociale e paesaggistico:
Il DPSS sviluppa anche il tema del rapporto tra Città e Porti assegnando a San Benedetto del Tronto
l’identità di Città-Porto, e la necessità/opportunità di condividere con la Città ogni iniziativa di sviluppo o
attività di impatto importante in ambito portuale. Per la Città-Porto, le aree retroportuali potranno essere
utilizzate anche per attività sociali, culturali, turistiche, sportive che fanno riferimento ad una utenza
cittadina più ampia.
Questo principio assume particolare rilievo in relazione alla progettazione della nuova vasca di colmata.
Una nuova vasca di colmata è un’opera di grande impatto che l’ADSP ha programmato in ottica di sistema
(già dal 2018), a ridosso del molo nord del porto di San Benedetto del Tronto, in assenza di una condivisione
riconducibile ad un luogo che solo di recente, con l’approvazione del DPSS, la stessa ADSP ha consacrato
come Città-Porto. La necessità che un’opera di tale impatto debba essere condivisa con la città è stata
ribadita da Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, a cui l’ADSP ha chiesto parere consultivo per la fattibilità
del progetto programmato.
Nel paragrafo 6.2.2 (pp. 174–176), il DPSS individua sei obiettivi strategici principali per il porto di San
Benedetto del Tronto:
1. Accessibilità marittima e sicurezza della navigazione
Previsto il prolungamento del molo di sopraflutto e la realizzazione di un nuovo molo di sottoflutto,
con fondali più profondi per migliorare l’accesso al porto.
2. Ripristino fondali e gestione dei sedimenti
Interventi di dragaggio e stanziamento di 22 milioni di euro per:
? nuova vasca di colmata;
? dragaggio a quota -5,00 m;
? autorizzazione di un sito di conferimento tra San Benedetto e Porto San Giorgio.
3. Potenziamento infrastrutturale
Realizzazione della nuova darsena Nord, escludendo lo sviluppo commerciale in favore di attività
legate a pesca, nautica e cantieristica.
4. Sostegno alla cantieristica navale e nautica
Potenziamento degli spazi a terra e a mare, incluse aree adiacenti alla Capitaneria, per supportare il
settore.
5. Sviluppo della nautica da diporto
Destinazione di banchine alla nautica e recupero di aree non pienamente utilizzate, per ricadute
positive su economia e occupazione.
6. Pesca sostenibile e Centro Pilota/Polo permanente
Il centro tratterà formazione, ricerca, sperimentazione e regolazione.
La sua localizzazione è prevista nella nuova darsena Nord, per spazi adeguati e possibilità di
riqualificazione urbana.
Il DPSS individua nell’ampliamento del porto di San Benedetto del Tronto il luogo più adatto a
rappresentare su scala nazionale e oltre, iniziative e attività riconducibili alla tutela dell’ecosistema
Adriatico e alla rigenerazione della pesca; è su questo scenario, percepito come valore aggiunto al
Sistema dei Porti di appartenenza e alla Città, che l’Amministrazione Comunale sta operando per una
riconoscibile condivisione .
Di seguito si riportano i temi e le principali considerazioni tratte dagli incontri con l’utenza portuale e gli
operatori che rappresentano il carattere e l’identità cittadina sul tema.
A) Incontro con la Cantieristica Navale, Lega Navale Italiana, Circolo Nautico Sambenedettese
-La Cantieristica
Per la cantieristica navale è CNA a rappresentare la maggiore consistenza degli operatori di settore .
Per la cantieristica navale ,è condivisibile la preoccupazione dell’AC per la vasca di colmata così come
rappresentata dall’ADSP; se realizzata con quelle dimensioni , l’uso ipotizzato e in un contesto di
improbabile futuro per l’ampliamento del Porto, la vasca di colmata rischia di rappresentare un serio danno
alla Città e alle sue vocazioni. E’interessante l’idea di un polo cantieristico collocato all’interno della nuova
darsena prevista dal PRP ; potrebbe offrire l’opportunità di un ampliamento della cantieristica orientata su
nuovi modelli di commessa che riguardino l’accoglienza e l’allestimento di Yacht di livello medio alto. CNA
fa presente ,altresì ,che si nutrono seri dubbi sulla disponibilità nel breve/medio termine di risorse
finanziarie –tecniche-operative per l’eventuale realizzazione dell’opera dell’opera prevista dal PRP e che
nella necessità di dare continuità al presente sarebbe importante e forse più concreto realizzare opere
all’interno del Porto più abbordabili in termini di necessità di risorse.
La Lega Navale Italiana
La Lega Navale Italiana è rappresentata dal suo Presidente .
La Lega Navale Italiana , per sua istituzione rappresenta valori culturali ,sociali ,sportivi e ambientali in
ambiente marino . Facendo riferimento a questi principi, LNI condivide le preoccupazioni dell’AC per un
opera come la vasca di colmata così come rappresentata e collocata dall’ADSP ;la necessità di mantenere
un porto fruibile all’utenza corrente deve comunque essere compatibile con la sostenibilità ambientale e
con i valori che la città esprime.
Il Circolo Nautico Sambenedettese
Il Circolo Nautico Sambenedettese è stato rappresentato dalla Vicepresidente. Il Circolo Nautico
Sambenedettese è un’espressione della città e ne sostiene i valori culturali sociali e sportivi; la vasca di
colmata così come rappresentata non è condivisibile . Il CNS ritiene che, oltre alle previsioni di PRP,
debbano essere messe in campo iniziative e opere a breve /medio termine all’interno del Porto con
particolare riferimento all’idea progettuale di una piccola darsena all’interno dell’esistente (con riferimento
alle banchine portuali da mettere in sicurezza secondo il DPSS) , condivisa con CNA e LNI
B) Incontro con la Marineria sambenedettese
Le considerazioni della marineria sambenedettese ,sul tema proposto dall’AC, sono state espresse dalla
rappresentanza della pesca a strascico ,da quella della piccola pesca e dal Presidente dell’Associazione
Marinai Sambenedettesi. I rappresentanti delle vongolare (draghe idrauliche) e della pesca del pesce
azzurro non hanno dato contributo alla discussione (si tratta di operatori residenti in prevalenza in località
diverse da San Benedetto)
– La Marineria Sambenedettese
Per una parte della rappresentanza della marineria (pesca a strascico e piccola pesca)
L’interesse principale deve essere quello di garantire l’accesso al Porto e se per questo è necessaria una
vasca di colmata , la si faccia strettamente finalizzata allo stoccaggio di sabbie escavate nel Porto di San
Benedetto ;la vasca di colmata venga poi inertizzata e messa a disposizione della Città. Questa parte della
marineria sostiene altresì di non credere nella possibilità che si realizzi ,in tempo utile, un interesse
dell’ADSP verso un progetto come quello che riguarda l’ampliamento del Porto e che sarebbe invece
opportuno chiedere all’ ADSP una sistemazione condivisa dell’attuale bacino Portuale
Per l’altra parte della rappresentanza della marineria (pesca a strascico):
Per una pesca senza futuro non dovremmo prendere in considerazione alcun tipo di vasca di colmata.La
pesca deve continuare e perché questo possa succedere dobbiamo confidare e partecipare ad un progetto
che tratti il tema su scala più ampia di quella locale alla ricerca di un possibile nuovo modello che
rappresenti in primis la dignità del lavoro. Se per questo progetto , previsto nel DPSS approvato dall’ADSP, è
stato indicato San Benedetto del Tronto come luogo più idoneo a rappresentarlo , dobbiamo esserne
onorati e impegnarci perché questa opera si faccia.
Associazione Pescatori Sambenedettesi
L’Associazione Pescatori Sambenedettesi rappresentata dal suo Presidente sostiene l’idea progettuale
dell’ampliamento del Porto finalizzato alla realizzazione di un Centro Pilota per la Pesca, con il carattere
indicato nel DPSS; l’idea progettuale sarebbe una grande opportunità per quello che può rappresentare, in
un momento di così complessa criticità della pesca nazionale .Può essere condivisibile l’idea di una
eventuale vasca di colmata per le sabbie non riciclabili del Porto di San Benedetto in un contesto più ampio
che preveda l’ampliamento del Porto finalizzato a quanto previsto nel DPSS
C) Incontro con le Associazioni e Istituzioni che rappresentano l’idea di una città proiettata nel futuro in
un contesto di inevitabile trasformazione
Confcommercio, Confesercenti e rappresentanza del Turismo Sambenedettese
Esprimono grande apprezzamento per una iniziativa (quella dell’A.C.) che, partendo da una criticità
insostenibile indotta da una vasca di colmata di quelle dimensioni e fine a se stessa, possa trovare soluzione
uno scenario che può rappresentare un valore aggiunto per la Città. Un polo complesso come quello
ipotizzato dal DPSS ,proprio a San Benedetto, per sua destinazione dimensione e carattere, sarebbe
riconoscibile e visibile su scala decisamente più ampia di quella locale. In un luogo così suggestivo
troverebbero una collocazione certificabile, anche attività espositive , eventi e frequentazione più ampia
compresa quella turistica ; un’opportunità irrinunciabile per una Città che sente la necessità di nuove
vocazioni e nuove opportunità di sviluppo compatibile. Una specifica considerazione viene fatta anche sulla
necessità di ridare decoro all’interno del Porto per un recupero all’urbano ,dei luoghi contenuti ,che non
può prescindere dalla sviluppo, in quella direzione ,del Centro Cittadino. Infine invitano l’AC a proseguire
senza esitazione il percorso intrapreso in un contesto che si percepisce in grado di favorire relazioni e
rapporti anche su scala internazionale.
D) La Commissione consiliare e Il Consiglio Comunale aperto a rappresentare le anime della città
In maniera pressochè unanime è stata espressa contrarietà alla realizzazione della vasca di colmata .Così
come proposta ,la vasca di colmata viene considerata un danno ai valori e vocazioni che la città esprime.
Dalle due istituzioni comunali non sono pervenute indicazioni per una condivisione del tema su scala più
ampia (vedi previsione del PRP) ma la consapevolezza di uno stato del porto non compatibile con
l’immagine della città ,a partire dalla vecchia vasca di colmata ,il muro paraonde dato per ristrutturato in
quelle condizioni ,la zona a nord dei piccoli manufatti in abbandono, per finire con i capanni della
cantieristica a sud che offrono una cornice indecorosa al centro della città. Di fatto quel PRP non ha
prodotto alcun valore aggiunto alla qualità del porto e all’immagine della città ne generato alcun interesse
per investimenti di qualsiasi tipo da parte di operatori privati.
E) ulteriore contributo da parte del Comune in fase di redazione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale).
Attualmente il Comune di S.Benedetto del Tr. sta provvedendo, in ossequio alla nuova Legge Regionale sul
governo del territorio, ad aggiornare la pianificazione generale del territorio. E’ stata avviata la redazione
del nuovo PUG ai sensi della L.Reg.19/2023 con la definizione delle analisi, tra le quali quella socioeconomica,
svolta dall’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) – Dipartimento di Management. Nel
report finale (Dicembre 2024), con particolare riferimento al contesto dell’area portuale di S.Benedetto, si
sono evidenziate altresì delle interessanti valutazioni svolte dal soggetto incaricato, anche tramite audit di
soggetti portatori di interesse pubblici e privati, nelle quali si è evidenziato che tale area è da definirsi:
“ …Non solo area per addetti ai lavori, ma rilevanti potenzialità di sviluppo per la città e il territorio di
influenza: luogo identitario e fortemente culturale, possibilità di integrazione e valorizzazione attività
differenti: cantieristica, pesca, somministrazione, ricettività, sport, cultura, svago…. Necessità di maggiore
collegamento e crescita offerta di servizi.”
E’ stato svolto anche un focus group con i Comitati di Quartiere cittadini, nel quale le valutazioni sono
risultate le seguenti:
“- pur mantenendo una rilevanza storica e identitaria per la città, l’area avrebbe subito una
trasformazione delle sue funzioni principali. Mentre il porto peschereccio avrebbe perso parte della sua
centralità rispetto al passato, emergerebbero nuove opportunità legate all’assistenza e ai servizi per i
natanti e allo sviluppo del turismo nautico, ed anche alla cantieristica navale. Tuttavia, la limitazione
dell’accesso ai mezzi più pesanti (superiori a 35 quintali) e la mancanza di infrastrutture adeguate,
ostacolerebbero il pieno sfruttamento del potenziale strategico di questa area.
– l’area portuale di San Benedetto del Tronto rappresenterebbe una risorsa strategica per il futuro della
città, con un potenziale ancora inespresso nel settore turistico e nautico. Attraverso interventi mirati
all’accessibilità, alla diversificazione delle funzioni e allo sviluppo di infrastrutture moderne, il porto
potrebbe diventare un punto di riferimento per il turismo nautico e un modello di integrazione tra
economia, sostenibilità e qualità della vita.
-Un porto multifunzionale e ben connesso potrebbe non solo rilanciare l’economia locale, ma anche
rafforzare il ruolo di San Benedetto del Tronto come polo attrattivo e innovativo sul panorama adriatico.
Sempre in relazione all’area portuale, viene osservato che il Molo Sud attualmente destinato principalmente
al transito pedonale e a scopi ricreativi, offrirebbe un grande potenziale per la creazione di un’area
multifunzionale e attrattiva. Durante i focus group, è emersa la necessità di valorizzare questa zona
attraverso l’introduzione di attività economiche e servizi che possano attrarre residenti, turisti e diportisti,
trasformandola in un polo vivace e strategico per la città. Ne risulterebbero un rafforzamento dell’identità
marittima della città e l’attrazione di un pubblico sempre più ampio. Un Molo Sud attivo e ben integrato
potrebbe diventare un simbolo di innovazione e rinascita per l’intera area portuale. E’ stato inoltre
osservato che San Benedetto del Tronto, con la sua vocazione turistica e culturale, necessiterebbe di uno
spazio dedicato ai grandi eventi, capace di ospitare manifestazioni, concerti, fiere e altre iniziative di
rilevanza non solo locale. La zona del Molo Nord emergerebbe come un’opzione strategica, grazie alla sua
posizione privilegiata nell’area portuale e alla vicinanza con il centro cittadino e il lungomare. Questa
proposta mirerebbe a trasformare il Molo Nord in un’area multifunzionale, valorizzando al contempo
l’identità marittima della città; un Molo Nord innovativo e ben attrezzato potrebbe contribuire a consolidare
la posizione della città come punto di riferimento per eventi culturali, turistici ed economici, rafforzandone
l’attrattività e la competitività. Nei focus group sono inoltre emerse riflessioni relativamente all’offerta
cittadina in merito all’aggregazione ed alla socializzazione. San Benedetto del Tronto, con una popolazione
che include una significativa quota di anziani e una necessità di spazi dedicati ai giovani, soffrirebbe la
mancanza di strutture centrali per l’aggregazione.
-Attraverso interventi mirati alla riqualificazione urbana e alla promozione culturale si potrebbe rispondere
alle esigenze della comunità e rilanciare il centro cittadino come luogo di socializzazione, inclusione e
partecipazione. I nuovi spazi dedicati contribuirebbero a migliorare la qualità della vita dei residenti e a
rafforzare l’identità culturale e sociale della città.”
In sintesi i desiderata desunti da tale documento, che in buona parte si sovrappongono sia agli obiettivi
inseriti nel DPSS che ai contributi ottenuti negli incontri con gli stakeholder , sono i seguenti:
– Ricucire il rapporto tra centro città e mare (area più attraente, servita, marineria fattore identitario, storia
e cultura della città) con collegamenti ciclopedonali , sottopassi (o sovrappassi), pavimentazioni dal centro
fino al porto, …. “far sentire il porto come un nuovo centro”.
– Valore strategico dell’area portuale (attualmente non accessibile a mezzi superiori a 35 q.li) porto non più
solo peschereccio come in passato ma con assistenza/servizi per natanti, possibilità di incremento
dell’attività turistica (creando le condizioni per accogliere barche di cabotaggio superiore).
– Sviluppo del molo Sud con attività attrattive (es.negozi e servizi per la nautica da diporto, piccole
manutenzione, ecc…)
– Individuazione di area per grandi eventi ( es. zona molo nord)
Ad integrazione di tale studio e del DPSS è possibile suggerire un ulteriore approfondimento riguardante
la qualità paesaggistica della zona in cui operiamo. Essa è da considerare come componente essenziale
della competitività portuale: Nel DPSS sono ben riconoscibili i riferimenti da trattare per il Porto di San
Benedetto del Tronto che possono conciliare lo sviluppo infrastrutturale con il patrimonio dei valori della
città. Ai riferimenti programmatici del DPSS, sopra menzionati, servirebbe poi una cornice rigenerata
dell’intero porto, compatibile con il luogo di appartenenza. Decoro , qualità delle vocazioni e riferimenti
programmatici garantibili, sono valori che inducono grande visibilità e interessi finanziari per il Sistema dei
Porti di appartenenza e per la Città che favoriscono la conciliazione tra sviluppo e patrimonio.
Anche in letteratura, recentemente, la questione della tutela paesaggistica dei porti è un tema molto
dibattuto. Si fa riferimento ad esempio al saggio “LA QUESTIONE DELLA TUTELA PAESAGGISTICA NEI
PORTI: UNA CRITICITA’ ANCORA IRRISOLTA” (pubblicato sulla rivista “Diritto Pubblico Europeo Rassegna
online” Fascicolo 2/2025) , dove il Prof. Ugo Patroni Griffi, Ordinario di Diritto Commerciale e docente di
Infrastrutture e Logistica sostenibili Università Aldo Moro e presso la Luiss-Guido Carli- Roma, insieme al
dott. Tito Vespasiani, segretario Generale Autorità Portuale di Sistema Portuale del Mare Adriatico
Meridionale affrontano tale tema. ll saggio affronta una delle questioni più delicate del Diritto portuale
contemporaneo: “…come conciliare lo sviluppo infrastrutturale dei porti con la tutela del nostro prezioso
patrimonio paesaggistico costiero (…) I porti non sono semplici infrastrutture tecniche , ma elementi
costitutivi del paesaggio costiero che hanno plasmato l’identità storica e culturale delle comunità marittime
(…) Da sempre ,vi sono esigenze di sviluppo infrastrutturale di un porto per competere economicamente con
altri scali, esigenze che interferiscono con la protezione del patrimonio paesaggistico costiero che genera un
conflitto normativo e operativo (…) La pianificazione portuale è necessariamente orientata alla funzionalità
e all’efficienza operativa , dovendo rispondere a criteri di produttività e competitività internazionale. La
valutazione paesaggistica ,per contro, privilegia la conservazione dei valori estetici e culturali del territorio,
applicando parametri di giudizio che spesso prescindono dalle esigenze funzionali delle infrastrutture
portuali. (…) .Le conclusioni sottolineano la necessità di un cambio di paradigma culturale che superi la
contrapposizione tra tutela e sviluppo, abbracciando una visione integrata che consideri la qualità
paesaggistica come componente essenziale della competitività portuale.”
SINTESI FINALE DEI POSSIBILI OBIETTIVI PER IL NUOVO PRP DEL PORTO DI SAN BENEDETTO DEL TR.
1) Riqualificazione dell’attuale porto, per una migliore sua funzionalità a breve termine, compresi il muro
para-onde del molo nord e la vecchia cassa di colmata (manutenzione pavimentazioni, infrastrutture
tecnologiche, illuminazione, sicurezza, ecc…).
2) Nuovo Centro Pilota ( Polo europeo per la ricerca e la formazione nei settori della pesca sostenibile e
della biologia marina) ,con un carattere nazionale e internazionale capace di promuovere nuovi modelli più
compatibili nel senso più ampio (ambiente, produzione, dignità del lavoro, identità nazionale), posto a nord
dell’attuale bacino nell’ambito dell’ampliamento a nord (terzo braccio)
3) Riguardo la Cantieristica navale e il diporto nautico: Potenziamento degli spazi a terra e a mare con
possibile ampliamento a nord negli spazi adeguati dell’attuale e futura(?) vasca di colmata per nuovi
modelli di sviluppo e tecnologie per la cantieristica e ridefinizione degli spazi destinati alla diportistica e
relativi servizi sia a terra che a mare
4) Rigenerazione urbana delle aree di interazione città-porto con miglioramento infrastrutturale,
individuazione di nuove destinazioni sugli spazi rigenerati, connessione con gli attrattori comunali della
attigua zona centrale turistica ed eventuale rivalutazione delle zone demaniali per un loro migliore utilizzo e
fruizione.
ESPLICAZIONE DEI PRINCIPALI OBIETTIVI DI PIANIFICAZIONE PORTUALE IN CONGRUENZA CON IL DPSS E
COL NUOVO PUG-PRG DEL COMUNE IN FASE DI AVVIO/REDAZIONE
In tema di condivisione le aspettative cittadine si rifanno tutte al carattere della “Città-Porto” che il DPSS
approvato ha introdotto e individuato come elemento portante del progetto. Anche la analisi socioeconomiche
ed urbanistiche preparatorie al nuovo PUG(PRG) comunale ne hanno evidenziato i tratti
principali di seguito e sopra declinati.
La Città Porto
Il porto è l’identità storica della città. A San Benedetto , più che in altri luoghi, la pesca ha sostenuto la
crescita e lo sviluppo di una comunità fino a diventare un fenomeno culturale ,oltre quello produttivo,
riconoscibile su scala decisamente più ampia di quella locale.
Un tempo il centro città ,all’interno del porto, si affacciava sul mare a rappresentare un’appartenenza e un
legame inscindibili ; oggi la pesca non è più la ragione esistenziale prevalente ma il porto è sempre presente
nelle immagini che la città espone a sostegno delle proprie vocazioni .
La Percezione attuale del Centro Storico come luogo della città a ridosso dell’ambito portuale
Il centro storico non si affaccia più sul mare e neppure sul porto ;il completamento delle opere portuali e le
strutture dell’utenza hanno sensibilmente deformato la percezione dell’identità cittadina .
Le strutture dell’utenza portuale ( cantieri ,Capitaneria e impianti industriali di conservazione e lavorazione
di pesce congelato) sono diventate un’argine “impermeabile e senza qualità” che mortifica e sostituisce un
valore consolidato con immagini di desolazione irreversibile in ogni senso .
Il PRP prevede, si, la rigenerazione degli edifici destinati alla cantieristica ,ma propone poi anche soluzioni
che, per densità edificatoria e volumi edificabili, separano ancora di più la città dal porto.
Anche la Città ha le sue colpe per aver partecipato “distratta e inconsapevole “alla condivisione di quel PRP
Il paradosso
La Vasca di Colmata , per il peso delle criticità che rappresenta, ha realizzato le condizioni per un risveglio
civico partecipativo sul tema città e porto e su quelli che sono valori irrinunciabili ,in un contesto di nuove
opportunità messe in campo dall’ADSP con l’approvazione del DPSS (documento di programmazione
strategica di sistema)
I temi sviluppati nella condivisione con la città e l’utenza portuale
La condivisione con la città e l’utenza portuale si è sviluppata su più temi che possono essere riconducibili a
due titoli riportati in uno schema grafico a carattere indicativo
1) Promuovere iniziative e opere previste nel PRP con il recepimento delle strategie di sviluppo espresse
nel DPSS
2) Adeguare il PRP con l’inserimento di parametri e norme attuative che consentano alla città e all’utenza
di potersi riaffermare ,con qualità, in ambito portuale
Di seguito vengono esplicati questi temi riguardo le principali linee guida che sono state condivise nel
percorso effettuato e sulla base degli studi/progetti già disponibili del passato.
PUNTO 1 – INIZIATIVE E OPERE PREVISTE NEL PRP CON RECEPIMENTO STRATEGIE ESPRESSE DAL DPSS
a) Ampliamento del porto con le destinazioni , indicate nel DPSS, con particolare riferimento
all’opportunità di realizzare a S. Benedetto del Tronto un Centro Pilota a carattere internazionale per un
nuovo modello di pesca inteso come contenitore di :
–Attività di tutela ambientale e Osservatorio Ambientale del mare Adriatico
-Attività di ricerca e promozione
-Laboratori per una modellazione operativa di nuova generazione nella pratica della pesca
-Formazione quadri istituzionali a carattere nazionale (Cap.di Porto)
-Formazione personale impegnato in un nuovo modello di pesca
-Università del mare (ricerca e modellazione compatibile)
-Laboratorio di filiere
-Luogo di rappresentanza e relazioni istituzionali sul tema
-Luogo di fiere ed eventi sul tema alimentare
-Luogo di eventi culturali finalizzati alla visibilità turistica e cittadina
-Luogo per lo sviluppo dell’ittiturismo
-Sede di uffici direzionali e finanziari
-Realizzazione di strutture ricettive finalizzate all’accoglienza funzionale e a quella turistica
-Viabilità e Parcheggi di dimensione adeguata per una sosta di scambio
b) Polo cantieristico attrezzato con spazi a terra e in acqua adeguati per :
-Un’utenza di qualità medio alta
-Laboratorio per la costruzione di pescherecci e attrezzature di nuova generazione
c) Specchio d’acqua e banchine attrezzate per accogliere:
-Diporto nautico di livello medio alto
-Navi e imbarcazioni per attività istituzionali
-Imbarcazioni strumentali alla formazione –
-Imbarcazioni laboratorio strumentali alla ricerca di una nuova modellazione della pesca
d) Strutture di servizio generali funzionali all’attività del Polo
e) Vasca di colmata
-La vasca di colmata va inserita nel progetto che sovraintende alla realizzazione dell’intera opera portuale di
ampliamento
-L’opera sarà realizzata non fine a se stessa ma strutturata come banchina destinata all’utenza condivisa nel
PRP
-L’opera dovrà prevedere il recupero funzionale della vecchia vasca con la stessa destinazione della nuova
f) Opere all’interno del porto esistente indicate nel DPSS
Messa in sicurezza della banchina di riva esposta alla risacca (che ne impedisce l’uso) con opere che
l’utenza portuale (associata in un protocollo di intesa) ha individuato in uno schema di progetto di darsena
interna (condiviso con un protocollo d’intesa ) in grado di accogliere imbarcazioni oggetto di attività
cantieristica e imbarcazioni per attività turistica (charter)
g) Muro paraonde
Completamento dell’opera di messa in sicurezza del muro paraonde esistente, incompiuta nella sua parte
terminale per motivi legati al livello di degrado e fatiscenza ; in caso di inevitabile demolizione e
ricostruzione , se contestualizzato con il progetto di ampliamento del porto che ne elimina la funzione, il
rifacimento potrà essere realizzato anche con una soluzione a carattere provvisorio
PUNTO 2 – ADEGUAMENTO DEL PRP CON LE STRATEGIE DI SVILUPPO DESCRITTE DAL DPSS
Con riferimento alla premessa avente per oggetto la Città Porto devono potersi realizzare opere a modifica
e integrazione dell’esistente che consentano alla città di tornare a percepire il suo WaterFront , quel
rapporto diretto col mare che come detto ne ha forgiato l’identità.
Il DPSS ha individuato nella Città Porto un carattere su cui investire e si ritiene che sia possibile sviluppare
il tema anche senza stravolgere i riferimenti portanti del PRP (confini e destinazioni di zona).
Sono state individuate alcune opportunità attuative, (riconducibili anche in un ATF) che si ritengono
funzionali al tema della Città Porto e alla riaffermazione di un uso confacente dell’ambito portuale nel
segno della qualità e di un’offerta più ampia .
In particolare:
a) Le strutture fatiscenti della cantieristica nella zona sud del porto delimitano l’intera darsena turistica in
un contesto frazionato degli spazi che rende poco compatibile la domanda dell’utenza con l’offerta dl
servizio. Queste strutture immutate da anni realizzano un argine indecoroso tra città e porto che deve
essere rimosso o quantomeno rimodellato. L’attività della cantieristica “leggera” come quella praticata in
zona non necessita di una miriade di fabbricati come previsto dal PRP(in un contesto eccessivamente
frazionato) ma di ampi spazi aperti per il rimessaggio invernale e strutture coperte limitate (supportate da
coperture provvisorie ). Con questo carattere ,fermo restando le dimensioni di zona, è già possibile
realizzare una cornice più compatibile con l’esigenza di ridare la percezione del “WaterFront”al centro
cittadino
b) Il PRP, sempre nella zona sud del porto a ridosso di quei cantieri di cui sopra , prevede un vero e proprio
“muro” costituito da un fabbricato a forma di stecca che partendo in prossimità del faro arriva fino al mare
con un’altezza di almeno 10 metri.
La previsione di quell’edificio ,di cui non si comprende pienamente la funzione ma che evoca un sicuro
danno d’immagine e di percezione del cono visuale verso il mare ,dovrà essere sostituita da una
destinazione a raso , non escluso il parcheggio o un nuovo assetto della viabilità primaria (di
attraversamento) e secondaria.
c) La viabilità attuale rappresenta un elemento di criticità nella pratica di un porto disponibile alla città .
La previsione di una viabilità nord-sud più efficiente è inevitabile ma può essere resa più compatibile , con
geometrie e collocazione modificate ,con l’esigenza di sostenere meglio la cornice della città verso il mare e
offrire l’opportunità (largamente condivisa) per una soluzione continua e suggestiva di un percorso ciclo
pedonale protetto tra Abruzzo e Marche con la città al centro dell’interesse.
d) Rafforzare il rapporto tra città e porto: E’ ipotizzabile un percorso sopraelevato panoramico che consenta
il superamento della viabilità attuale senza discontinuità con il centro storico turistico .























































































