L’AST PICENA SMENTISCE, PRECISA E CHIARISCE
La direzione dell’Ast 5 interviene per fare chiarezza riguardo i contenuti dell’articolo dal titolo ‘Pronto soccorso del Mazzoni, ancora senza barelle e ambulanze bloccate’ pubblicato ieri 6 dicembre 2025.
“L’articolo, oltre che enfatizzare fatti e circostanze che non appaiono conformi alla realtà, si riferisce espressamente a un software quale ‘cure primarie’, precedentemente collegato al monitor della sala d’attesa del Pronto soccorso che fornisce informazioni su tempi d’attesa e codici, che è stato sostituito dal nuovo sistema Dedalus, finanziato con il Pnrr e applicato in tutta la regione allo scopo di collegare in rete tutti i punti di erogazione del sistema e renderlo maggiormente efficiente”. Così il direttore generale dell’Ast 5, Antonello Maraldo, nel replicare all’articolo in cui i fatti descritti sono distanti dalla realtà della giornata di ieri 6 dicembre 2025 del Pronto soccorso dell’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli. Al fine di fornire una corretta informazione ai cittadini, la realtà è quella descritta dal direttore dell’unità operativa complessa di Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale ‘Mazzoni’, Gianfilippo Renzi.
“Dalla mezzanotte alle 19 di ieri 6 dicembre (includendo dunque anche il ‘pomeriggio di caos’ come definito nell’articolo) – spiega Renzi -, in totale sono stati 85 gli accessi registrati al Pronto soccorso, di cui 5 codici rossi, 20 arancioni, 25 azzurri, per il resto verdi e qualche bianco. Sono stati effettuati 12 ricoveri e alle 19 c’erano 12 pazienti da visitare e 8 in corso di visita, per un totale di 20. L’indice nedox è sempre stato inferiore a 100, quindi non c’è stato alcun sovraffollamento. Ci sono state 2 ambulanze ferme, ma non per ore come scritto nell’articolo, perché una lo è stata tra le 13.30 e le 15 e una solo per 20 minuti. Non c’è stata assolutamente alcuna carenza di barelle, né di carrozzine, e non è stato necessario ricorrere a barelle aggiuntive per liberare le ambulanze.
Le barelle rotte di cui parla l’articolo non sono utilizzate per i pazienti e sono parcheggiate lungo un corridoio (normalmente si trovano nell’ex Murg, ora sede di lavori), in attesa di essere riparate e rimesse in uso. Comunque queste barelle sono sostituite da altre, quindi il numero di quelle disponibili è sempre lo stesso”.
Il direttore generale Maraldo, infine, rimarca come appaia “curioso che nell’articolo si parli del software, aspetto noto solo ad alcuni operatori economici e ad alcuni professionisti” e conclude: “Il resto di quanto descritto nell’articolo è smentito dai fatti riferiti dal direttore del Pronto soccorso Renzi. Fatti che appaiono eloquenti. Abbiamo sicuramente aree da migliorare e momenti di difficoltà, lo sappiamo, ma mi piacerebbe che una volta ogni tanto prevalessero la verità e l’oggettività dei numeri”.





































