Successo per “L’analfabeta”, la potente rilettura di Kristóf ad opera di Fanny & Alexander

Successo per “L’analfabeta”, la potente rilettura di Kristóf ad opera di Fanny & Alexander
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande successo per “L’analfabeta” di Fanny & Alexander con Federica Fracassi, di scena al Teatro Concordia di San Benedetto nelle due serate di giovedì 8 e venerdì 9 gennaio in esclusiva regionale. Lo spettacolo era stato allestito la scorsa estate proprio al Teatro Concordia nel corso di una residenza artistica promossa dal Comune e dall’AMAT.

La compagnia ravennate e l’attrice milanese avevano già dedicato alla scrittrice Ágota Kristóf un premiatissimo spettacolo ispirato alla famosa opera “Trilogia della città di K.” ed ora sono tornate con un altro spettacolo a lei ispirato, mescolando linguaggi diversi – teatrale, cinematografico, letterario, psicoanalitico – per arrivare a una messa in scena di rara potenza poetica e visiva. “L’analfabeta” racconta intimamente la scrittrice ungherese, interpretata da una Fracassi sensazionale, che si muove a lungo come un’ombra, piegata sul proprio piano di lavoro in una fabbrica di orologi, prima di rendere concreta la sua fisicità e con essa la sua storia di espatriata, prima di addentrarsi in una drammaturgia di traumi e silenzi, in quel cruciale incontro-scontro con una lingua nemica, il francese, che finirà per essere la lingua dei suoi scritti. È un racconto autobiografico, tanto breve quanto denso, ultravisionario e terribile, persino grottesco. Ágota è fuggita in Svizzera, a Neuchâtel, nel ’56, dopo l’invasione sovietica, è lì è rimasta fino alla morte, adattandosi lentamente e mal volentieri al francese, che non imparerà mai del tutto, continuando a sentirsi un’analfabeta a vita. Ma la scrittura è la cura per molte malattie, la solitudine, la nostalgia, l’incomunicabilità, il senso di non appartenenza, è l’uscita salvifica dal sé per andare verso l’altro da sé. Proprio in questo senso, la scena è significativamente divisa in due metà, da una parte c’è Ágota sul posto di lavoro, dall’altra c’è l’immagine della scrittrice moltiplicata a rappresentare i tanti personaggi della sua vita reale e della sua vita di finzione. Fracassi si muove con una presenza camaleontica, tra la leggerezza del disorientamento e la pesantezza di chi si sente in ostaggio, in una battaglia d’immagini e parole contro un idioma, che pian piano viene conquistato per dare forma all’arte di scrivere.

 

 

SAN BENEDETTO, “OFFICINA CONCORDIA”

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