Coronavirus: nessun caso positivo al momento nelle Marche

Coronavirus: Riunito il Gruppo operativo per l’emergenza regionale. Nessun caso positivo al momento nelle Marche – Tre casi monitorati 

“Siamo in attesa di un passaggio importante: Protezione civile nazionale sta lavorando alle linee guida per le grandi manifestazioni. Il contagio a livello nazionale ha fatto un salto di qualità, poiché non riguarda più solo coloro che sono andati nei luoghi dei focolai principali, in Cina, ma ci sono persone contagiate qui nel territorio nazionale. Nelle Marche al momento non abbiamo nessun caso positivo. Tre casi sono monitorati e gli esiti arriveranno presto. Ciò non toglie che dobbiamo rafforzare tutte le attività di prevenzione. La prima, più delicata e più importante, è che quando si hanno dei sintomi non bisogna andare al pronto soccorso ma chiamare al telefono il medico di medicina generale, cioè il medico di famiglia, o il medico di continuità assistenziale, affinché intervengano loro per gestire la situazione. Noi stiamo lavorando nella sala operativa da molte ore e lo faremo anche nei prossimi giorni, senza abbassare la guardia, senza creare inutili allarmismi. Tutto quello che è importante sarà via via comunicato ai cittadini. Sono già pronti, se serviranno, 57 posti per ospitare casi che dovessero rivelarsi, perché la macchina non aspetta l’ultimo momento ma si muove per tempo. Lavoriamo anche per proteggere chi lavora in sanità. Si fanno scelte che devono consentire a tutto il sistema di essere pronto. Tengo molto a mantenere costante la comunicazione e l’informazione. Non dobbiamo generare paura, ma ognuno di noi deve fare la propria parte. Nel tavolo del Gores, per questo, abbiamo tutte le componenti istituzionali più importanti del territorio. Si lavora insieme per offrire il meglio alla nostra comunità”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente Luca Ceriscioli, che ha partecipato alla riunione del Gores, Gruppo operativo per l’emergenza sanitaria.

La parola a Luca Ceriscioli

 

Cari Marchigiani, oggi pomeriggio ho partecipato alla riunione del Gruppo operativo per l’emergenza sanitaria della regione Marche, per fare il punto sulla situzaione del Coronavirus nella nostra regione. Siamo in attesa di un passaggio importante: Protezione civile nazionale sta lavorando alle linee guida per le grandi manifestazioni. Il contagio a livello nazionale ha fatto un salto di qualità, poiché non riguarda più solo coloro che sono andati nei luoghi dei focolai principali, in Cina, ma ci sono persone contagiate qui nel territorio nazionale. Nelle Marche al momento non abbiamo nessun caso positivo. Tre casi sono monitorati e gli esiti arriveranno presto. Ciò non toglie che dobbiamo rafforzare tutte le attività di prevenzione. La prima, più delicata e più importante, è che quando si hanno dei sintomi non bisogna andare al pronto soccorso ma chiamare al telefono il medico di medicina generale, cioè il medico di famiglia, o il medico di continuità assistenziale, affinché intervengano loro per gestire la situazione. Noi stiamo lavorando nella sala operativa da molte ore e lo faremo anche nei prossimi giorni, senza abbassare la guardia, senza creare inutili allarmismi. Tutto quello che è importante sarà via via comunicato ai cittadini. Sono già pronti, se serviranno, 57 posti per ospitare casi che dovessero rivelarsi, perché la macchina non aspetta l’ultimo momento ma si muove per tempo. Lavoriamo anche per proteggere chi lavora in sanità. Si fanno scelte che devono consentire a tutto il sistema di essere pronto. Tengo molto a mantenere costante la comunicazione e l’informazione. Non dobbiamo generare paura, ma ognuno di noi deve fare la propria parte. Nel tavolo del Gores, per questo, abbiamo tutte le componenti istituzionali più importanti del territorio. Si lavora insieme per offrire il meglio alla nostra comunità.

 

 

Questa mattina il Gores è venuto a conoscenza dal Comitato operativo nazionale che all’ospedale di Cremona sono stati identificati oggi due casi accertati di Coronavirus. Per motivi di salute pubblica è stata dunque assunta, in condivisione con la Prefettura di Ascoli, la decisione di sospendere la partita Ascoli-Cremonese.

Tre i casi in osservazione oggi, uno a Fermo e due ad Ancona, per i quali è stato messo in atto il percorso di valutazione diagnostica. I risultati dei tamponi saranno disponibili in serata.

Si ribadisce che i cittadini che hanno dubbi rispetto al loro stato di salute non devono recarsi in ospedale, né negli studi dei loro medici, ma devono contattare telefonicamente i medici di medicina generale o, durante gli orari in cui non c’è la reperibilità, la guardia medica, che fornirà le indicazioni in base alle singole situazioni.

La richiesta ai cittadini è quella di affrontare questa emergenza con attenzione ma senza allarmismi, contribuendo ad evitare la diffusione seguendo le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità:

  1. Lavarsi spesso le mani
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccare occhi, naso e bocca con le mani
  4. Coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assistono persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Contattare il Numero Verde 1500 se si hanno febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus




dall’UniUrb

dal 25 al 27 febbraio a Urbino Laure Guillou

– In programma un ciclo di incontri con l’esperta di biologia marina –

Dal 25 al 27 febbraio l’Università di Urbino ospiterà Laure Guillou, docente di chiara fama internazionale, Direttrice della Stazione Biologica di Roscoff per la Sorbona di Parigi.

Durante il ciclo di seminari la prof.ssa Guillou parlerà di banche dati, analisi computazionale di genomi marini, Biologia marina , geni e parassiti agli studenti della Scuola di dottorato REMEST del DISPEA e agli studenti di Scienze Biologiche del DISB. 

In particolare si annuncia di particolare interesse la lectio “Why we need parasite?” che giovedì 27 Febbraio Laure Guillou terrà dalle 9 alle 11 nell’Aula C2 dell’Area “Paolo Volponi” in Via saffi, 15  

Martedì 25 febbraio nuovo incontro con Maurizio Viroli

– La sua Lezione Rettorale su diritti e doveri dei cittadini –

La Sala della Tartaruga di Palazzo Passionei, attuale sede del Rettorato di Uniurb in via Valerio, 9 e un tempo nobile residenza borghese, riccamente decorata e ornata di fregi latini, sembra proprio la sede adatta per le periodiche riflessioni che il professor Maurizio Viroli sta conducendo assieme a un pubblico variegato ma sempre partecipe e appassionato. Del resto si parla di Etica Civile, un tema capace di appassionare, specie di questi tempi discussi e discutibili.

Il docente della Princeton University, dove è Professore Emerito di Teoria Politica, attualmente Visiting Professor alla Carlo Bo, parlerà martedì 25 febbraio, a partire dalle ore 16 dopo il saluto del Magnifico Rettore Vilberto Stocchi che ha voluto questo ciclo di Lezioni Rettorali, e inviterà i presenti a ragionare con lui sulla seguente affermazione: “Essere cittadini non significa solo avere diritti ma soprattutto capire e adempiere i propri doveri”. Una riflessione solo apparentemente scontata, se si resta sul piano superficiale dell’enunciato, ma destinata a mettere in discussione le nostre certezze e i nostri comportamenti quotidiani, a cominciare da quel “soprattutto” in luogo del consueto “anche”. Così accade in occasione di ogni incontro con Maurizio Viroli, e lo sarà di certo anche in questa, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

 

 

Urbinoir 2020 propone la III edizione di HAIKU NOIR

  • C’è tempo fino al 30 maggio per inviare fino a tre componimenti –

Nel segno di un successo di partecipazione crescente, il concorso “Haiku Noir” prende il via anche per il 2020 con il bando predisposto dal gruppo di Urbinoir dell’Università di Urbino.

Queste le modalità di partecipazione espresse dal regolamento:

Si partecipa con un massimo di tre poesie, in lingua italiana, inglese o giapponese (in questo caso seguita dalla traduzione in italiano), secondo le regole dell’haiku: tre versi di 5, 7, 5 sillabe. In considerazione degli sviluppi contemporanei della forma haiku, sia in Giappone sia in Occidente, tale numero di sillabe non è strettamente obbligatorio, pur restando altamente auspicabile.

Le opere devono essere ben riconoscibili come noir, pena l’esclusione – o per tematica, o per atmosfera, o per stile, o per personaggi…

Non è prevista alcuna quota di partecipazione.

I partecipanti dovranno inviare (in formato Word) – entro e non oltre la data di scadenza fissata al 30 MAGGIO 2020 – all’indirizzo mail haikunoir@uniurb.it un allegato contenente: le poesie con le quali intendono concorrere, il nome e l’e-mail dell’autore/autrice.

La Giuria è composta da:

Gianni Darconza (poeta, studioso di letterature comparate e Presidente del Premio);

Giovanni Ballarin (studioso di lingua e cultura giapponese);

Alberto Fraccacreta (poeta e direttore della rivista online “La resistenza della poesia”);

Vittoria Silviana Iorio (vincitrice edizione Haiku Noir 2017);

Tiziano Mancini (scrittore e giornalista);

Ben Pastor (autrice di noir e Presidente del Premio di Poesia Haiku “La luna e il vigneto”);

Luigi Sanvito (editor, traduttore di narrativa poliziesca e studioso di cultura giapponese);

Sara Pini (vincitrice Haiku Noir 2019);

Simonetta Sarchi (vincitrice Premio Giuria Popolare 2019).

Verrà premiato un solo haiku per autore/autrice con diploma e prezioso premio a sorpresa.

La cerimonia di premiazione si terrà in occasione di Urbinoir 2020 (novembre 2020).

https://urbinoir.uniurb.it/

https://www.facebook.com/urbinoir.uniurb




Trasformazione digitale e sviluppo territoriale, UniMc attiva in nuovi progetti europei

Parte dei fondi saranno dedicati al finanziamento di borse di studio per ricercatori.

Macerata – Trasformazione digitale e sviluppo territoriale: sono due temi cruciali che vedono l’Università di Macerata impegnata come partner all’interno di nuovi progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea nel contesto del programma Erasmus+.

Dopo “The Wine Lab” e “Foodbiz”, giunti a conclusione lo scorso dicembre, a portare a casa questo importante risultato di cooperazione scientifica internazionale è il gruppo del Dipartimento di Scienze della Formazione, Beni Culturali e Turismo coordinato dal prof. Alessio Cavicchi

Il primo progetto, DiTEMP (Digital Transformation and Employability: acquiring transversal competences in curricular education) riguarda la trasformazione digitale in relazione all’occupabilità e all’acquisizione di competenze trasversali, durerà due anni, è coordinato dall’Università di Padova, conta su un finanziamento di oltre 280 mila euro e su un consorzio di sei partner: Università del La Laguna, Spagna; Università Alexandru Ioan Cuza Din Iasi, Romania; Fundación Universidad-Empresa, Spagna; Militos Symvouleutiki A.E.,Grecia, e Unimc. Lo scopo è quello di preparare i laureati, soprattutto nel contesto dei corsi di laurea in Beni Culturali e Turismo, ad affrontare i cambiamenti nel mondo del lavoro dovuti alla trasformazione digitale, considerando gli atenei come mediatori di conoscenza e supporto allo sviluppo di competenze utili nel mondo del lavoro.

Il secondo progetto, “Re – ACT” (Self-reflection tools for smart universities acting regionally) è finanziato per quasi 500 mila euro e intende favorire una collaborazione tra Atenei e tra Atenei e Regione al fine di rendere più efficienti i finanziamenti alla ricerca e all’innovazione, prestando maggiore attenzione alle esigenze del territorio. Il partenariato – coordinato dalla Porto Business School del Portogallo e composto dalla Corvinus University di Budapest, Ungheria, da Babes-Bolyai University of Cluj Napoca, Romania, dalla Technical University of Košice, Slovacchia), da Start-up Europe Network e dall’Università di Macerata – intende applicare, sperimentare, aggiornare e migliorare uno strumento di auto-riflessione elaborato dall’Unione Europea per rilevare il livello di coinvolgimento degli Atenei nel sistema regionale per l’innovazione e la specializzazione intelligente.

Nei mesi scorsi i referenti Unimc hanno partecipato con gli altri partner alle riunioni di avvio dei progetti organizzati a Padova e a Porto. Parte dei fondi saranno dedicati al finanziamento di borse di studio per ricercatori.




Ricerca disperso al largo di Porto Recanati

2020-02-22 – 18:08:40 – GUARDIA COSTIERA: Ricerca disperso al largo di Porto Recanati.

Aggiornamento delle ore 1800 del 22 febbraio 2020

Ancora vane le ricerche del Sig. Vincenzo Castellani, disperso ieri mattina nella acque prospicienti il comune di Porto Recanati, a circa 4 miglia dalla costa.
Dalle prime luci della giornata odierna, mezzi aerei, navali e operatori subacquei della Guardia Costiera, unitamente ad una unità navale, un elicottero ed una squadra di subacquei dei vigili del fuoco, ed un’unità navale della Guardia di finanza hanno ispezionato la fascia di mare compresa tra la foce del fiume Musone e la foce del fiume Tronto, fino ad una distanza di otto miglia dalla costa, senza nessun riscontro positivo.
Le operazioni di ricerca continueranno anche nella giornata di domani domenica 23 febbraio 2020, con l’impiego di unità navali e areee della guardia costiera e dei vigili del fuoco, sin dalle prime luci dell’alba.
Si fa riserva di fornire ulteriori aggiornamenti in merito.

2020-02-22 – 12:08:18 – “GUARDIA COSTIERA: Ricerca disperso al largo di Porto Recanati.

 

 

Aggiornamento delle ore 12.00 del 22 febbraio 2020

Proseguono le ricerche del Sig. Vincenzo Castellani – 51 anni – pescatore di Porto Recanati, disperso ieri mattina nelle acque prospicenti il litorale del medesimo Comune, a circa 4 miglia dalla costa.

Le ricerche iniziate ieri mattina a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di emergenza 1530 della Sala Operativa della Guardia Costiera di Ancona, nella quale alcuni pescatori avevano notato l’imbarcazione del Sig. Castellani – denominata “ANNA – 8AN325” – muoversi in circolo senza nessuno a bordo.

La macchina dei soccorsi messa in campo ha visto, nella giornata di ieri, impegnati mezzi aerei, navali e sub della Guardia Costiera, mezzi navali della Guardia di Finanza e di un rimorchiatore partito dal porto di Ancona.

L’imbarcazione da pesca, recuperata e posta a secco in località “Fiumarella” del Comune di Porto Recanati, è stata ispezionata dai militari della Guardia Costiera che, da una prima analisi, non riporta alcun segno di manomissione o danneggiamenti dovuti a urti o collisioni.

All’attualità la zona di ricerca, allargata dopo le prime 24 h di operazioni, si estende dalla Foce del Fiume Musone – a nord, sino alla foce del Fiume Tronto – a sud, per una distanza verso il mare di circa 10 miglia nautiche (18,5 Km).

Data la vastità dell’area di ricerca è stato nuovamente impiegato il velivolo della Guardia Costiera ATR42 denominato “MANTA 10-03”, unitamente ad un elicottero AB412 di Vigili del Fuoco, entrambi decollati dall’aeroporto di Pescara. Sono, altresì, impegnate nelle ricerche n. 3 motovedette S.A.R. (Search And Rescue) della Guardia Costiera – CP 861 – CP 839 – CP 843, partite rispettivamente dai porti di Ancona, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto, un’imbarcazione dei Vigili del Fuoco, e squadre di subacquei del 1°Nucleo Sub della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e del Nucleo Sub Vigili del Fuoco di Ancona.

Si fa riserva di fornire ulteriori aggiornamenti in merito.”

 

 

 

2020-02-21 “ GUARDIA COSTIERA: Ricerca disperso al largo di Porto Recanati. –  Aggiornamento delle ore 16.00

Proseguono le ricerche del marittimo disperso questa mattina nelle acque prospicenti il comune di Porto Recanati, a circa 4 miglia dalla costa.

Attualmente la zona di ricerca si estende nella zona compresa tra la foce del Fiume Musone a nord ed il Comune di Porto Potenza Picena a sud, all’interno della quale stanno operando le motovedette della Guardia Costiera CP 861 e CP 839, gli uomini del 1° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, l’elicottero della Guardia Costiera denominato NEMO e n. 3 motovedette della Guardia di Finanza.

Le ricerche, qualora non diano esito positivo, proseguiranno sino al tramonto odierno per riprendere alle prime luci di domani 22 febbraio 2020 con l’impiego di mezzi navali della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e del Nucleo Sommozzatori di Vigili del Fuoco di Ancona e di un elicottero dei Vigili del Fuoco del nucleo di Pescara.

Si fa riserva di fornire ulteriori aggiornamenti in merito.”

 




Escrementi dei cani, la proposta di Tonino Armata

AL COMUNE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

 

PROPOSTA DI UN REGOLAMENTO COMUNALE PER “PRELEVARE IL DNA DEI CANI E MULTARE I PADRONI CHE NON PULISCONO”.

Molti di noi amano gli animali e in particolare i cani. Tutti dobbiamo rispettare i padroni dei cani; ma, i padroni dei cani devono rispettare i cittadini che non ne hanno, o non hanno la possibilità di possederne uno.

Marciapiedi e parchi pubblici sono spesso luoghi privilegiati per portare a spasso i cani. Molti rispettano l’obbligo di portare sacchetto e paletta per pulire le deiezioni degli animali; altri, però, non lo fanno. Gli escrementi lasciati dai cani non sono solo un problema di decoro urbano, ma anche di salute per gli animali, le persone, i minori e gli adolescenti (bambine, bambini, ragazze e ragazzi).

In viale De Gasperi (ma anche in altre vie della città), non è più tollerabile vedere la pipì dei cani a cielo aperto e escrementi di cani lasciati ben in vista dai padroni, nell’indifferenza da chi dovrebbe far rispettare ordinanza ministeriale n. 180 del 6 agosto 2013. 

Per sottolineare il problema e valutare le soluzioni mi permetto di presentare la proposta al Comune di San Benedetto del Tronto di un regolamento comunale per “PRELEVARE IL DNA DEI CANI E MULTARE I PADRONI CHE NON PULISCONO”. E con questo, il prelievo del Dna dai «bisognini» dei cani per risalire al quattrozampe «responsabile» e, soprattutto, al suo padrone.

Risalendo al proprietario dell’animale, il comune potrà comminare multe, come recita “l’ordinanza ministeriale n. 180 del 6 agosto 2013 che impone l’obbligo a chiunque conduca un cane in ambito urbano di raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse”.

L’iter prevede un primo passaggio con la rilevazione del Dna tramite un tampone salivare, non invasivo per l’animale. Poi l’analisi in laboratorio, quindi la costruzione della banca dati. Per arrivare al proprietario del cane è necessario che il Comune abbia un’Anagrafe canina. In questo modo si incrociano i dati e si ha il quadro completo del Dna sugli escrementi del cane non raccolti dai padroni e le relative sanzioni.

Una volta introdotto il regolamento comunale, i proprietari “furbetti” dei nostri amici a quattro zampe non avranno vita facile e dovranno stare attenti al luogo in cui il proprio cane fa i suoi bisogni. Pena, l’individuazione dell’animale, tramite l’esame del Dna sugli escrementi, e multe salate. Ai proprietari verrà imposto di sottoporre i cani a un prelievo del pelo o della saliva, così da riuscire a mapparne la genetica. In questo modo, verranno censiti tutti i cani e, una volta che il lavoro sarà completato, partiranno i controlli sugli escrementi non raccolti. Così, non sarà più necessario cogliere sul fatto i trasgressori, ma basterà effettuare il prelievo di un campione di Dna, per effettuare il test, che riporterà a uno degli animali presenti sul database. A questo punto, seguirà una multa al proprietario del cane, che potrebbe essere anche di 100 euro da investire per far funzionare al meglio il REGOLAMENTO COMUNALE PER “PRELEVARE IL DNA DEI CANI E MULTARE I PADRONI CHE NON PULISCONO”.

A sostegno della proposta di un regolamento comunale per “prelevare il dna dei cani e multare i padroni che non puliscono”, occorre realizzare un grande archivio dei cani in possesso ai residenti. Dopo i primi mesi quest’anno, è necessario instaurare una banca dati e perfezionare le procedure di campionamento affinché le stesse avessero la massima efficacia, al progetto che propongo all’Amministrazione Comunale quando entra nel vivo.

Il progetto prevede l’azione sinergica tra: Guardie Ecozoofile (se ci sono), agenti di Polizia Locale e Ufficio tutela ambientale adottando diverse modalità di prelievo, per sperimentare quale fosse la più efficace per la conservazione del profilo biologico.

Ultimata la fase di “taratura” del sistema, dopo sarà possibile effettuare i primi accertamenti e, per incrocio dei dati, comminare le prime sanzioni amministrative.

COME FUNZIONA LA FASE DI ACCERTAMENTO DEL DNA

  • Le guardie ecozoofile (se ci sono), secondo una programmazione mensile concordata con il comando di Polizia Locale, ed in base alle segnalazioni pervenute dalla cittadinanza, intervengono per le attività di controllo, di verifica degli illeciti, di sensibilizzazione alla cittadinanza e di campionamento;
    • i campioni raccolti vengono registrati secondo un preciso protocollo ed inviati al laboratorio che provvede all’analisi ed alla restituzione alla Polizia Locale della scheda di riscontro. Qualora l’incrocio tra iDNApresenti nella banca dati e il DNA del campione prelevato desse esito positivo, il Comando di Polizia Locale, il quale gestisce l’intero iter sanzionatorio, provvede a recapitare al trasgressore il verbale di violazione.

Per segnalare l’abbandono di deiezioni, i cittadini possono rivolgersi all’ufficio tutela ambientale, o al Comando di Polizia Locale, o alle Guardie Ecozoofile (se ci sono); gli agenti provvederanno al campionamento ed al successivo invio al laboratorio.

Con tanta cordialità

Tonino Armata

P.S. La proposta è stata protocollata al comune di San Benedetto del Tr.  il 21 febbraio alle ore 11

 

ndr: e per la pipì?




dalla Regione Marche

IL PRESIDENTE CERISCIOLI HA INCONTRATO GIOVANNI LEGNINI CHE NEI PROSSIMI GIORNI SI INSEDIERÀ COME COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO


Un incontro informativo, fruttuoso concluso con l’impegno condiviso di mettersi subito al lavoro quello con Giovanni Legnini che nei prossimi giorni si insedierà come Commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto. È stato ricevuto in Regione oggi pomeriggio dal presidente Luca Ceriscioli e da una delegazione di tecnici dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e della Protezione Civile. “Un incontro molto positivo, utile e subito operativo – ha detto il presidente – Abbiamo parlato dei nodi più urgenti da sciogliere per accelerare la ricostruzione: le risorse per le macerie, le ordinanze che applicano i provvedimenti legislativi che riguardano ad esempio l’anticipo ai professionisti, il problema della mancanza di personale e le assunzioni necessarie per poter ripartire. C’è poi la criticità di sempre, cioè la necessità di avere norme straordinarie per dare un ritmo diverso alla ricostruzione. A breve Legnini tornerà per incontrare i Sindaci e il territorio. Siamo ormai al quarto Commissario ed è veramente necessaria una svolta. Per questo auguro buon lavoro a Giovanni Legnini e assicuro, ovviamente, la massima collaborazione da parte della Regione Marche”.

PARTE L’ITER DEL PROGETTO DI REALIZZAZIONE DELLA CICLOVIA DEL TESINO

In bici da Grottammare a Force: il comune costiero individuato come Ente capofila del progetto per la rete ciclabile regionale. Incontro tra Regione e Comuni. Anna Casini : 300 mila euro le risorse regionali per il progetto e per realizzare una prima parte del tracciato.”

“L’intervento fa parte della programmazione che la Regione Marche sta attuando per la realizzazione della “rete ciclabile regionale – spiega la vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini nel corso dell’incontro tra Regione e Comuni interessati alla realizzazione della ciclovia del Tesino – che è  caratterizzata da un asse costiero costituito dalla Ciclovia Adriatica e da direttici trasversali (est-ovest) disposte lungo le principali vallate fluviali.”

“Nell’incontro con i Comuni”- prosegue Casini –  Grottammare è stato individuato come comune capofila e il tracciato ipotetico è di 36 km. Le risorse regionali stanziate, attualmente pari a 300mila Euro, permetteranno la redazione del progetto esecutivo e la realizzazione di una prima parte del tracciato che ha inizio a Grottammare e risale il corso del fiume Tesino attraversando altri 9 Comuni: Ripatransone, Offida, Cossignao, Montalto delle Marche, Castignano, Montedinove, Rotella, Force. “

L’intervento è stato pensato per una mobilità integrata e sostenibile. L’inizio del percorso si trova a meno di 2 km dalla stazione ferroviaria di Grottammare, collegata dalla Ciclovia Adriatica. Verrà realizzata una “infrastruttura leggera” ciclopedonale (meglio ancora: una dorsale cicloturistica) e non un itinerario in promiscuo, quanto più possibile lineare, sicura e continua. L’asse portante si sviluppa prevalentemente in contesto extraurbano, lungo l’argine del fiume Tesino, incrociando reti secondarie di penetrazione nei centri urbani.

La ciclovia del Tesino contribuirà a formare quella maglia a pettine del macro progetto delle ciclovie delle Marche: 13 tracce totali, per uno sviluppo complessivo di 500km di cui la metà già finanziati con ben 50,3 milioni di Euro. L’impianto “a pettine” consentirà il collegamento delle aree interne, caratterizzate dalle vallate fluviali che si configurano come percorrenze “naturali”, sia dal punto di vista morfologico che dal punto di vista storico-turistico (è lungo le vallate che storicamente si sono sviluppate tutte le attività umane), con la litoranea, interessata dal progetto nazionale della Ciclovia Adriatica, caratterizzata attualmente da una maggiore urbanizzazione residenziale e produttiva.

È prevista anche una segnaletica comune di direzione, informativa con totem all’inizio e lungo il percorso, attrezzature di sosta/informazione/servizio nei luoghi nodali.

La rete ciclabile regionale darà un forte contributo alla promozione del turismo e a una migliore e più sana fruizione del territorio. Parallelamente si sta sviluppando la rete dei bike hotel (alcuni esistenti e altri in fase di adeguamento grazie a specifici finanziamenti regionali – fondi POR FESR). Ogni ciclovia permetterà di raggiungere gli innumerevoli punti di interesse (POI) disseminati su tutto il territorio regionale (musei, abbazie, eremi, chiese, santuari, beni architettonici e archeologici, ville e giardini storici, centri sportivi, aree naturali protette, centri di educazione ambientale.

 

 

 Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli è intervenuto oggi pomeriggio al convegno “Azioni di policy per il rilancio del sistema produttivo delle Marche” organizzato dalla Fondazione Merloni

Prima Regione in Italia per Pil, dati positivi di crescita occupazionale e diminuzione della disoccupazione: è un contesto socio economico che registra segnali di ripresa e che incoraggia a proseguire il percorso intrapreso. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli è intervenuto oggi pomeriggio al convegno ‘Azioni di policy per il rilancio del sistema produttivo delle Marche’  organizzato dalla Fondazione Aristide Merloni nella Facoltà di Economia ‘G. Fuà’.

“Siamo al passo con le migliori Regioni italiane. Questi risultati sono lo stimolo a fare sempre di più, nel 2020, per sostenere lo sviluppo e l’occupazione della nostra bellissima terra rafforzando e coniugando le politiche a supporto dell’innovazione con le politiche per la coesione”.

Nel confronto con le politiche delle Regioni in questi anni “non ci sono  radicali differenze rispetto ai macro temi sui quali investire per sostenere le imprese: dall’internazionalizzazione all’innovazione, la migrazione verso il digitale, l’industria 4.0, la valorizzazione delle filiere, sono tantissimi i fondi che la Regione ha dedicato ai progetti europei – ha specificato Ceriscioli – Le Marche però hanno vissuto una fase più complicata rispetto all’Emilia-Romagna, sia per il punto di partenza che è fatto di imprese molto piccole verso un’economia che invece ha bisogno di una scala di dimensione diversa; in secondo luogo, non banale, quello che è stato per noi la crisi del credito con la funzione di Banca Marche, altro elemento di difficoltà e di freno.

Ma quando ci andiamo a confrontare su alcuni parametri sono tanti i segni che ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta: l’incremento del Pil negli ultimi due anni, la crescita dell’occupazione e dell’ export che ha registrato nei primi nove mesi 2019 un più 3,9 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta quindi di cogliere positivamente il lavoro fatto, impegnarsi per continuare a lavorare su temi come l’economia circolare dove arriveranno i fondi europei più significativi, rafforzare le start up innovative e le pmi che stanno crescendo. Aumentano gli investimenti in ricerca e sviluppo e si rafforzano le imprese più strutturate. E’ in corso un processo di trasformazione e riorganizzazione dell’economia marchigiana che le politiche regionali stanno accompagnando”. Cinque anni fa “l’Emilia-Romagna era sopra di noi in termini di valore di un paio di punti e oggi ancora un paio di punti sopra ma significa che abbiamo tenuto la stessa tendenza” ha concluso il presidente.

 

 

CORONAVIRUS: ESITO NEGATIVO. AD OGGI NESSUN CASO REGISTRATO NELLE MARCHE

Ieri sera alle 22 circa una bambina italiana di sette anni si è presentata spontaneamente, accompagnata dai familiari, al Pronto soccorso dell’Ospedale Pediatrico Salesi. La piccola paziente è stata registrata con febbre di 38,8 gradi, in trattamento con antibiotici, iporesponsiva ai comuni antipiretici. La Direzione Sanitaria dell’Ospedale Salesi riferisce che i sanitari hanno ritenuto di proporre il percorso diagnostico terapeutico previsto per il Coronavirus. Il centro diagnostico regionale di riferimento ha eseguito le indagini e il risultato ha dato esito negativo. “Il livello di guardia – afferma il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – rimane alto. Le strutture preposte controllano capillarmente ogni situazione per poter garantire una risposta pronta per ogni evenienza che possa ingenerare il seppur minimo sospetto. Confermiamo che a oggi nessun caso si è registrato nelle Marche”.

 

CONTRASTO E PREVENZIONE DEI CRIMINI INFORMATICI, FIRMATO IL PROTOCOLLO TRA REGIONE MARCHE E IL COMPARTIMENTO POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI

Cesetti: “Prioritaria la sicurezza nell’erogazione dei servizi”

Prevenire e contrastare i crimini informatici sui sistemi e i servizi informativi critici dell’ente regionale è l’obiettivo del protocollo di intesa tra la Regione Marche e il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni sottoscritto oggi  nella sede regionale alla presenza del questore di Ancona, Claudio Cracovia e dell’assessore all’Informatica e Reti Ict, Fabrizio Cesetti.

“E’ necessario prevenire e ostacolare ogni forma di accesso illecito, anche tentato, con finalità di interruzione dei servizi di pubblica utilità erogati attraverso sistemi informatici e di telecomunicazioni, di indebita sottrazione di dati personali o di qualsiasi ulteriore attività illecita – ha dichiarato l’assessore Cesetti – Sottoscrivere il Protocollo di Intesa è quanto mai opportuno ai fini di una concreta attuazione di un modello di cooperazione volta alla prevenzione e repressione dei crimini informatici che si ispiri al principio di sicurezza partecipata a vantaggio dell’intera collettività a tutela della libertà individuale e della democrazia”.

I data center di Regione Marche, con i suoi sistemi informatici e le reti telematiche di supporto alle funzioni istituzionali, sono stati ritenuti candidabili a Polo Strategico Nazionale dal censimento del Patrimonio ICT delle PA dell’Agenzia per l’Italia Digitale per la loro comprovata idoneità ad ospitare le soluzioni digitali degli enti locali del territorio. “Sono quindi da considerare  – ha aggiunto Cesetti – importanti infrastrutture sensibili di strategico interesse pubblico che richiedono efficaci modalità di gestione e di protezione dei dati personali e di contrasto alla criminalità informatica”.

Il Protocollo impegna le parti a sviluppare un piano di collaborazione per la condivisione e l’analisi di informazioni idonee a prevenire e contrastare attacchi, le cui modalità sono sempre più sofisticate e complesse, o danneggiamenti delle infrastrutture informatiche della Regione Marche, alla segnalazione di emergenze relative alla vulnerabilità o minacce alla regolarità dei servizi. Il piano prevede la collaborazione nell’identificazione dell’origine degli attacchi alle infrastrutture gestite ed attività di comunicazione per fronteggiare situazioni di emergenza. Sono previste anche attività formative congiunte sui sistemi e sulle tecnologie informatiche utilizzate e sulle procedure di intervento per prevenire e contrastare accessi o tentativi di accesso illeciti e ogni altro fenomeno delittuoso in ambito informatico.

 

 

 

UN’INDAGINE SCIENTIFICA SULLA RICADUTA ECONOMICA DEL SUMMER JAMBOREE

I risultati presentati in anteprima al presidente Luca Ceriscioli. Presto resi noti in una conferenza stampa.  Il Festival si conferma 1° nella regione per presenze turistiche.

Uno studio scientifico basato su dati economici e finanziari forniti da un nutrito campione per numeri e qualità, ovvero interviste a visitatori di molteplici tipologie e turisti, sia italiani che stranieri,  presenti nei 12 giorni in cui si svolge a Senigallia il Summer Jamboree , oltre che sui dati forniti dall’Osservatorio regionale del Turismo, per valutare la ricaduta economica della famosa manifestazione, sia a livello cittadino che regionale.  Oggi i risultati dell’indagine, condotta dalla Società ARIS Leading edgecom – specializzata in operazioni straordinarie di impresa ed evalutions-  con la collaborazione di Lucia Baldi, docente di Statistica e Marketing presso l’Università Statale di Milano, sono stati presentati in anteprima in un incontro con il presidente della Regione, Luca Ceriscioli a cui erano presenti Angelo Di Liberto e Alessandro Piccinini dell’Organizzazione del Summer Jamboree e il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi

“E’ un ottimo modo di valutare l’impatto e l’indotto di un’iniziativa – ha sottolineato il presidente Ceriscioli –  con una ricerca che può essere considerata un’apripista per la nostra regione per capire e misurare quanto sia valida una manifestazione in termini economici sul territorio e quindi quali benefici porti. Un modo utile di ricevere indicatori di economia turistico-culturale ma anche in termini di visibilità dell’immagine, calcolando anche quanto costerebbe in spazi pubblicitari  ciò che invece in massima parte, al di là delle diverse forme promozionali, funziona bene da anni con il passaparola e la reputazione, proprio perché il Summer Jamboree veicola un messaggio unico e originale di sano divertimento ma anche di grande organizzazione artistica. Sono risultati anche questi che testimoniano il lavoro fatto dalla Regione attraverso una costante azione di promozione, sostenendo ogni iniziativa capace di rafforzare l’immagine delle Marche, da Sanremo alle grandi manifestazioni artistico-culturali e sportive.” ”

I risultati complessivi, che saranno presentati a breve in una conferenza stampa,  hanno permesso non solo di valutare la ricaduta economica per Senigallia e per le Marche, ma anche di delineare la tipologia di presenze e dei loro principali comportamenti di consumo nel territorio. Il Summer Jamboree è anche il primo evento delle Marche per presenze turistiche e tra i primi due Festival al mondo per quanto riguarda la programmazione artistica oltre che a caratterizzarsi da sempre come il più grande Festival del genere al mondo per numero di presenze registrate ad ogni edizione.

 Il Summer Jamboree è il Festival Internazionale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 organizzata dalla Società Summer Jamboree, e sostenuto dal Comune di Senigallia con la collaborazione di Regione Marche e la partecipazione della Camera di Commercio di Ancona che si svolge ogni anno tra la fine di luglio e la prima parte di Agosto.

 

 

 

Arpam: presentato il bilancio operativo. Un anno per l’ambiente nelle Marche, nel 2019 crescono i numeri, le attività, i progetti dell’agenzia

 

Presentato ieri 20 febbraio dal Direttore Generale Giancarlo Marchetti il bilancio operativo 2019 dell’ARPAM, che ha visto crescere attività, impegno e progetti promossi dall’Agenzia a fronte di un costo per la collettività inferiore alla media nazionale.

Marchetti ha fornito il quadro dettagliato dei “numeri” dell’ARPAM, convinto che “per far capire come la nostra mission si traduce in sostanza, crediamo nel valore del dare conto di ciò che si è compiuto, nella forza espressiva dei numeri che parlano del lavoro che svolgiamo per tutti i cittadini marchigiani”.

Si parte quindi dai controlli e dalle ispezioni sulle diverse matrici ambientali (2331), per passare ai monitoraggi sulle acque (6821), ai campioni analizzati (20683) e parametri indagati (456213), alla redazione di pareri e al supporto tecnico-scientifico agli enti locali (2953), alle verifiche negli ambienti di vita e di lavoro (10162), e infine alle sanzioni amministrative comminate (39) ed alle comunicazioni di reato (65) inoltrate all’Autorità Giudiziaria. Un significativo impegno ha riguardato inoltre il monitoraggio della qualità dell’aria, che con le 19 stazioni dislocate sul territorio dotate di 104 analizzatori, ha permesso di elaborare nel 2019 ben 2496 parametri giornalieri per un totale di 911.040 dati raccolti.

“Attività, compiti e funzioni – ha continuato il Direttore –  che ARPAM svolge nella volontà di proporsi come punto di riferimento sia per la Pubblica Amministrazione, sia per i cittadini e le loro associazioni, e sia per le imprese, attraverso un dialogo aperto e continuo che ne riafferma il ruolo di terzietà che la definisce e caratterizza come soggetto a disposizione di tutti per affrontare e migliorare le azioni in campo ambientale”.

ARPAM è impegnata, oltre che nell’attività più strettamente istituzionale, in diversi progetti specifici, anche sovraregionali e nazionali, nella produzione e diffusione di report ambientali (8 nel 2019, integrati da 156 bollettini tematici) fino alla educazione e promozione culturale della sostenibilità ambientale ed alla comunicazione in generale, vantando inoltre specificità ed eccellenze territoriali come il Centro di Valenza Regionale di Aerobiologia di Ascoli Piceno, il Centro Regionale Amianto (designato unico in Italia come laboratorio di revisione delle analisi di prima istanza) e quello di Riferimento per la legionellosi di Pesaro, la sezione di Ecotossicologia ed il Centro di controllo sulla filiera delle macerie post-sisma di Macerata, il monitoraggio marino costiero ed il controllo sulla direttiva europea Marine Strategy assicurati dal dipartimento di Ancona, ed il Servizio di Epidemiologia Ambientale presso la Direzione Tecnico Scientifica.

Fra le novità principali che hanno caratterizzato il 2019, infine, la valorizzazione del settore laboratoristico dell’ARPAM, che ha visto l’istituzione del Laboratorio Unico Multisito regionale accompagnarsi ad un importante impegno finanziario (circa 1.000.000 di euro) per l’acquisizione di strumenti di alta e media fascia all’avanguardia nel settore delle analisi, fra le altre cose, sui microinquinanti e sugli inquinanti emergenti.

 




Dipendenti comunali sul piede di guerra?

San Benedetto del Tronto, 2020-02-21 – Riceviamo dai cons. Falco e Curzi e pubblichiamo integralmente

I sottoscritti Rosaria Falco e Marco Curzi, quali consiglieri appartenenti al Gruppo Misto, nell’esercizio delle prerogative derivanti dal loro mandato istituzionale, propongono la seguente interrogazione a risposta scritta e orale ai sensi dell’art. 42 del vigente Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale , avente ad oggetto la situazione di disagio ambientale e di difficoltà operativa di molti servizi comunali.

premesso

  • Che il dipendente comunale che opera della delegazione di Porto d’Ascoli, dopo aver rivolto all’Amministrazione comunale, per circa due anni, segnalazioni orali e scritte, in cui evidenziava una situazione di criticità del servizio da lui gestito, per il quale una sola persona non è sufficiente, senza ricevere alcun riscontro, esasperato dalla situazione venutasi a creare e dall’indifferenza dell’Amministrazione in persona del Sindaco, si risolveva ad inviare segnalazioni via pec alla Prefettura con pec del 26 settembre 2019 e del 24 dicembre 2019;

  • Che va rilevato che il lavoro da svolgere, relativamente al servizio di Stato Civile, è andato infatti negli anni sempre crescendo: sono molto più numerosi gli stranieri, e di conseguenza le attribuzioni di cittadinanza, cui si aggiungono gli atti di morte, agli incombenti per i matrimoni, alle pratiche di separazione e divorzio da effettuare dinanzi all’Ufficiale di Stato civile, alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (testamento biologico), insomma tutte le azioni e gli atti che scandiscono la vita dei cittadini;

  • Tutto questo carico continuo e costante di lavoro comporta seri problemi, in caso di adempimenti indifferibili, se l’unico responsabile del servizio incorre in un malattia o in un sinistro, cosa peraltro già accaduta in passato, e con l’ultima riorganizzazione-lampo di dicembre, immediatamente esecutiva senza previsione di alcun affiancamento né di un periodo dedicato al graduale passaggio di consegne, la situazione si è aggravata ulteriormente: nell’ufficio dello stato civile del comune erano fino ad allora in organico tre dipendenti di fascia D e uno di fascia C;

  • Che a seguito degli spostamenti effettuati sono rimasti tre dipendenti di fascia C ed un solo dipendente di fascia D, tutti iscritti all’Albo degli Ufficiali di Stato Civile, con una complessiva rilevante dequalificazione dell’ufficio e difficoltà rilevantissime nello svolgimento in tempi accettabili di tutto il lavoro al servizio dei cittadini;

  • Che dall’anagrafe nel contempo è stata trasferita una dirigente (fascia D), mandata nel settore Assetto del Territorio, pur se il dirigente di tale servizio non aveva richiesto personale, tantomeno così qualificato: la dipendente in questione oltretutto è abilitata ed iscritta all’albo degli Ufficiali di Stato Civile e possiede esperienza, formazione e rilevanti competenze in tale settore operativo;

  • Che dunque le qualifiche, le competenze acquisite e l’anzianità di servizio sono state completamente ignorate e vanificate, in quanto nel nuovo settore di destinazione (assetto del territorio), la stessa non ci risulta avere alcuna competenza, ed occorreranno anni per acquisirla ex novo;

  • Che i responsabili del servizio di Stato Civile inviavano quindi, il 14 gennaio 2020, formale proposta all’Amministrazione per cercare di evitare la semi paralisi dell’ufficio, proposta inviata anche al Prefetto, in cui si chiedeva di destinare tale dipendente agli uffici dello Stato Civile, onde ovviare al sottomansionamento dell’ufficio e ripristinarne la piena operatività, inviando uno degli addetti di fascia C, in organico allo stesso, presso la delegazione di Porto d’Ascoli, in ausilio all’unico funzionario ivi operante, tutto ciò a costo zero per l’Ente ed ai soli fini dell’efficientamento;

  • Che tale proposta è stata completamente ignorata, e l’ufficio sembra versare in una situazione critica, dovuta non ai dipendenti ma a decisioni che prescindono da ogni finalità di efficienza operativa, con grave disagio per i responsabili, ma soprattutto per i tantissimi cittadini che abbisognano dei delicati servizi forniti da questo settore, i cui atti, per l’eccellenza e professionalità con cui era gestito, erano presi quali punti di riferimento per moltissimi comuni anche fuori Regione, e che ora ha difficoltà ad assolvere alle proprie funzioni;

  • Che le decisioni sulla riorganizzazione del personale sembrano assunte da tempo senza alcun rispetto per le abilità e le competenze conseguite a spese dell’Ente, senza che si comprendano i reali motivi di decisioni irrazionali; circolano voci di conflitti e rivalità interne, si avverte un clima diffuso di timore, con un’Amministrazione che se ne infischierebbe dell’efficienza dei servizi ai cittadini, assecondando le lotte e i dissidi interni invece di porvi fine una volta per tutte, sanzionando pesantemente i responsabili;

  • Che per restare poi sui disservizi più macroscopici lamentati dai cittadini, relativamente all’Assetto del Territorio, riceviamo segnalazioni frequenti da cittadini esasperati i quali, da circa due mesi, a causa dell’assenza del dirigente, non riescono ad ottenere autorizzazioni relative non solo a pratiche edilizie, ma persino a tutte le occupazioni di suolo pubblico che in questa stagione vanno rinnovate: infatti nel nostro Comune occorre che il dirigente istruisca personalmente tali pratiche e prepari il provvedimento di autorizzazione, quando potrebbe essere incaricato altro soggetto, per lasciare al dirigente responsabile solo la firma finale dei procedimenti;

  • In tal modo si alleggerirebbe il lavoro di un soggetto già titolare di incombenze fondamentali e gravose, liberandolo dall’impiegare il suo tempo in pratiche, spesso banali e ripetitive, ma che comunque portano denaro alle casse comunali: nessuno ha ancora pensato o voluto modificare questo assetto illogico per favorire la snellezza dei procedimenti, perpetuandosi, in caso di imprevisti, un disservizio rilevante, oltre al pregiudizio economico in capo all’Ente;

  • Che relativamente all’Ufficio riscossione coattiva dei crediti tributari e non tributari, con una determina di riorganizzazione del settembre 2019 le relative funzioni venivano trasferite dal servizio tributi al servizio Pianificazione Strategica e Controllo di Gestione di Mariagrazia Villa, poi dall’inizio di dicembre, mentre il servizio partecipate passava alla dott.ssa Villa, il servizio riscossioni coattive e stato trasferito al Servizio Sanzioni e contenzioso della dott.ssa Sandroni ed al Dirigente De Berardinis;

  • Che appare chiara l’irrazionalità di tale nuova distribuzione: il servizio riscossione coattiva è logicamente collegato al servizio tributi, in quanto oltre il 90% delle entrate da riscuotere coattivamente è costituito da tributi, quindi si realizza una sorta di dicotomia delle stesse poste tra due Servizi di due differenti settori, creandosi di inevitabilmente facili disguidi e lungaggini per i cittadini, che devono confrontarsi con due diversi sportelli per avere un’unica informazione relativamente ad una ingiunzione di pagamento;

  • Che ci risulta da tempo la situazione di una dipendente comunale con qualifica dirigenziale D3 (la massima qualifica retributiva) diversi corsi e qualifiche all’attivo nell’ambito della cultura, competenze maturate e accumulate nell’Ente nei settori Cultura e Sport e nel Servizio Anagrafe, confinata nel servizio Urbanistica al Suap, senza alcuna mansione assegnata, con soppressione della sua posizione organizzativa, nonostante due sentenze di merito in suo favore per demansionamento (che è oggi considerato una palese forma di mobbing), che la hanno vista vittoriosa.

  • Che questa situazione costituisce un ennesimo comportamento repressivo, volto ad umiliare e ridurre al silenzio ed all’impotenza soggetti dotati di potenzialità e competenze, ma evidentemente scomodi a chi si arroga il diritto di annullare finanche la personalità dei dipendenti, col beneplacito di questa amministrazione (a meno che non sia la stessa a fomentare tale stato di cose) e con gravi danni economici per le casse pubbliche, pagando uno stipendio senza che alla dipendente, inconcepibilmente, venga concesso di fare nulla;

  • Che trapelano di recente, dalle ultime vicende che coinvolgono l’annunciato stato di agitazione, addirittura tentativi di reprimere o silenziare i diritti sindacali e la legittima espressione delle istanze e delle esigenze dei dipendenti, a scapito dei doveri di collaborazione e della necessaria serenità sul posto di lavoro, che l’Amministrazione ha invece il dovere di garantire, evitando di demandare ogni responsabilità rimandando ogni decisione con la scusa del confronto con i dirigenti o le RSU.

Tutto quanto sopra premesso

i sottoscritti consiglieri comunali, per le prerogative attribuite per legge ed ai sensi del vigente regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, chiedono al Sindaco :

  • Se intenda ottemperare alle richieste degli Uffici dello stato Civile, ripristinandone la piena operatività mediante lo spostamento della dipendente di fascia D, trasferita a dicembre dall’Anagrafe all’Assetto del Territorio, da quest’ultimo allo Stato Civile;

  • Se intenda anche riscontrare positivamente la proposta avanzata di destinare uno dei dipendenti di categoria C dal servizio di Stato Civile del Comune a quello sito nella Delegazione di Posto d’Ascoli in ausilio al servizio ivi istituito, tutto questo a costo zero per l’Ente ed a vantaggio dell’efficienza dei servizi dallo stesso forniti ai cittadini;

  • Se non sia considerato più razionale, conveniente e efficiente far rientrare il servizio di riscossione coattiva dei crediti tributari e non tributari nell’alveo del servizio tributi, anche per agevolare i cittadini nell’avere un unico interlocutore quale sportello di riferimento;

  • Se non ritenga che sia giunto il momento, dato il gran numero di competenze e di pratiche gravanti sul dirigente all’assetto del territorio, incaricare finalmente un altro dipendente di istruire le pratiche relative alle occupazioni di suolo pubblico e di predisporre i provvedimenti autorizzatori, lasciando al dirigente stesso l’incombente della sola firma finale, onde snellire anche i tempi di attesa, i disagi e le incertezze per i cittadini e gli operatori commerciali e turistici, che non possono attendere dei mesi per ottenere un semplice rinnovo delle autorizzazioni, né rischiare di vedersi elevare una sanzione amministrativa per i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni, né possono permettersi di bloccare o limitare l’esercizio delle loro attività;

  • Se si ritenga logico retribuire una dipendente con qualifica dirigenziale senza attribuirle, in modo arbitrario ed immotivato, alcuna mansione, in spregio anche alla normativa giuslavoristica e con il rischio di ulteriori contenziosi ed inevitabili condanne a carico dell’Ente, o se risulti logico e dovuto valorizzarne, accrescerne e utilizzarne la professionalità nei settori nei quali la stessa è maturata, ed in caso di diniego si domandano i precisi e puntuali motivi di tale decisione pregiudizievole ed illegittima, sia ai danni dell’Ente che della dipendente in oggetto;

  • Se il sindaco, considerati i recenti accadimenti e segnalazioni avanzate alla sua attenzione, non ritenga giusto ascoltare dalla voce dei dipendenti comunali, magari sentiti ufficio per ufficio e in assenza dei dirigenti, per favorirne la piena libertà di espressione e di critica, le problematiche operative riscontrate, anche a seguito delle riorganizzazioni dell’organico effettuate, onde poi, avendo riguardo alla funzionalità degli uffici ed all’esigenza di efficienza dei servizi ai cittadini, poter avere un quadro completo dei risultati da ottenere e dei provvedimenti da assumere;

  • cosa sia accaduto infine del Consigliere di Fiducia, che questa Amministrazione nel mese di luglio 2019 aveva deliberato di istituire a tutela dei dipendenti nei confronti di atti di discriminazione e di mobbing che dovessero verificarsi all’interno del nostro Comune.

San Benedetto del Tronto; lì 18 febbraio 2020

Cons. Rosaria Falco

Cons. Marco Curzi




dall’UniUrb

Lunedì 24 febbraio il rettore Vilberto Stocchi e Ario Costa al Liceo “Marconi di Pesaro”

  • Per gli incontri “Etica e Sport” organizzati da UCID e CONI –

Lunedì 24 febbraio il Liceo Marconi di Via Nanterre, 10 Pesaro ospita l’incontro con il Magnifico Rettore dell’Università di Urbino, Vilberto Stocchi e Ario Costa dirigente ed ex giocatore basket. Coordina Andrea Carloni, Presidente USSI Marche.

Il tema trattato sarà “I valori universali dello sport in questo tempo di crisi. Il gioco di squadra nella società e nello sport, solidarietà e tolleranza

L’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), Federazione Nazionale, nasce nel 1947 quale organizzazione degli imprenditori e dirigenti che si riconoscono nelle finalità contenute nella Dottrina sociale della Chiesa Cattolica.

<Fra i settori di nostro interesse> dichiara il presidente di UCID Marche Giuseppe Palestini <c’è il mondo dello sport, che oltre ad avere un’importanza rilevante dal punto di vista economico, resta uno dei pochi ambiti all’interno dei quali è ancora possibile sviluppare con efficacia un buon piano formativo per i nostri giovani>.

Grazie alla preziosa collaborazione del CONI, della Scuola regionale dello Sport e di numerosi altri Enti e Associazioni sostenitori dell’iniziativa, è diventato possibile invitare nelle Marche autorevoli personaggi del mondo sportivo con cui approfondire il tema in maniera efficace.

Relazioni con i media 02/85154500- 339/2443481- 335 6413321

Parte l’8° edizione della Competizione Italiana di Mediazione della Camera Arbitrale di Milano- Camera di commercio

Mediatori in erba crescono: anche Urbino nel torneo tra le università italiane

Premiato chi sa fare squadra, comunicare e negoziare

Negli ultimi due anni ha vinto la squadra della Statale

Dal 27 al 29 febbraio, con incontri, a seconda del giorno, nelle sedi di Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono e in Università Cattolica del Sacro Cuore – Largo A. Gemelli, 1. Negli ultimi due anni ha vinto la squadra della Statale.

Apertura della competizione e presentazione

27 Febbraio ore 12.30

Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono, 3 h. 12.30

Saluti istituzionali di Stefano Azzali, Direttore generale della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio, Prof. Stefano Solimano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Prof. Cesare Pitea, Università Statale di Milano

Competizione tra 21 Università d’Italia: Bari, Bergamo, Brescia, Camerino, Firenze, Insubria (Como), LUISS (Roma), Milano Bicocca, Milano Cattolica, Milano Statale, Pavia, Piacenza Cattolica, Piemonte Orientale (Alessandria), Reggio Calabria, Rovigo, Salento, Telematica Pegaso, Torino, Trento, Urbino, Verona. Partecipano 144 studenti, divisi in 24 squadre che si confrontano in una gara di mediazione su 5 casi giuridici. Una giuria di 2 mediatori professionisti e un ex studente valuterà e premierà la squadra migliore per capacità di lavoro in team, doti di comunicazione e negoziazione.




Indagine Cna Ap sulle aspettative per le Imprese del Piceno nel 2020

NUMERI INCORAGGIANTI PER L’ALIMENTARE MA TESSILE E ABBIGLIAMENTO FANNO PREVISIONI IN ROSSO A CAUSA SOPRATTUTTO DEGLI SCENARI INTERNAZIONALI CHE SI STANNO PROFILANDO

BALLONI (DIRETTORE CNA ASCOLI): “AVVIEREMO GIA’ DA MARZO UN TOUR SU TUTTO IL TERRITORIO PER INFORMARE PORTA A PORTA GLI IMPRENDITORI SULLE OPPORTUNITA’ DI SOSTEGNO E FINANZIAMENTO E PER FAR SI’ CHE ALCUNI SEGNALI INCORAGGIANTI DI FINE 2019 NON SI DISPERDANO”

Ascoli Piceno – Anche se con grande fatica che imprese del Piceno tornano a investire e a programmare di investire nel 2020. Lo rileva un sondaggio commissionato dalla Cna di Ascoli al Centro studi della Cna regionale delle Marche. Nei primi 6 mesi dell’anno in corso il 22 per cento delle aziende metteranno a bilancio spese per ammodernamento, innovazione, nuove figure professionali. “Una percentuale ancora sicuramente bassa – spiega il direttore della Cna, Francesco Balloni – ma che incoraggia a proseguire nel nostro lavoro. Soprattutto in quello di informare le imprese sulle opportunità di sostegno agli investimenti. Fra aprile e marzo abbiamo in programma una serie di appuntamenti su tutto il territorio proprio per dare indicazioni precise e dettagliate agli imprenditori. Incontri programmati sia nelle nostre sedi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, come nella zona montana e nella vallata”.

L’impulso agli investimenti – è la valutazione della Cna Picena – è fondamentale e da sviluppare in tempi rapidissimi. Il 22 per cento delle aziende che hanno programmato investimenti da qui all’estate sono – sempre in base ai dati storici elaborati dalla Cna – quasi il doppio di quelle che hanno investito fra il 2018 e il 2019, ovvero poco più del 14 per cento delle imprese. A questo si aggiunge che settori come la meccanica (più 47%) e l’alimentare (più 63%) raddoppiano o addirittura triplicano questa propensione a investire. Segnano invece il passo settori come moda, abbigliamento e servizi che – nelle intenzioni espresse rispondendo al sondaggio della Cna – non pensano di effettuare alcun investimento, almeno per questo primo semestre dell’anno.

Altro dato significativo, raccolto da Cna intervistando oltre 60 imprese picene del settore manifatturiero, è che un terzo di queste hanno dichiarato di aver chiuso il 2019 in crescita e solo il 18 per cento con attività in calo. “Nel complesso di tutte le imprese medie e piccole artigiane a commerciali – precisa Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – il 70 per cento ha dichiarato un fatturato stabile. E’ come vedere un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Ma è dalla stabilità che si può sperare di passare alla crescita. Dopo anni di segni negativi su quasi tutti gli indicatori economici territoriali”.

Da monitorare con attenzione – secondo Cna – i fatto che imprese come quelle del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero che nel 2019 avevano fatto registrare un’impennata di fatturato e investimenti, per il 2020 non prevedono assolutamente di continuare su questa strada positiva. E certamente in questi specifici settori le congiunture internazionali, dai dazi agli embarghi, per arrivare alle psicosi di pandemie, incidono fortemente soprattutto sui vitalissimi mercati dell’est e orientali.

“Misure di sostegno ne sono in atto molte per questo 2020 – conclude Massimo Capriotti, direttore provinciale di Ascoli Piceno di Unico – e lo stesso discorso si può fare per la possibilità di agganciare finanziamenti a tassi indubbiamente agevolati. Proprio per non lasciare indietro nessuno abbiamo deciso di attivare un vero e proprio tour porta a porta per le aziende, per informarle e farle riprendere un cammino virtuoso già intrapreso ma che, almeno nelle aspettative di molti titolari, in questo 2020 sembra non proseguibile. La sfida è che in questo contesto dinamico, fatto di trasformazioni ma anche di problematiche, per chi opera nel credito è sempre più difficile fornire supporto e sostegno alle imprese. Da qui la missione di Unico, volta sia ad agevolare e ben indirizzare gli investimenti, sia a contrastare le tante difficoltà che l’impresa trova sul proprio cammino”.

leggi tutto in allegato: dati della cna di ascoli sulle aspettative e i timori delle imprese del piceno per il 2020 (1)




Transizione digitale, “Era meglio la carta!”

Grande successo dell’evento formativo “Era meglio la carta!”

Giulianova – Prima tappa abruzzese del tour nazionale inerente il progetto “Transizione digitale” per sensibilizzare i Comuni verso la digitalizzazione

Grande partecipazione di Enti Pubblici ed aziende del settore all’evento formativo “Era meglio la carta!”, organizzato dal Comune di Giulianova, in collaborazione con la Provincia di Teramo, nell’ambito del progetto nazionale “Transizione digitale”, tenutosi giovedì 20 febbraio, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, nella Sala Buozzi a Giulianova Paese.

Dopo i saluti istituzionali del Consigliere Comunale Valentina Piccione, sono intervenuti all’incontro di formazione l’esperto nazionale Andrea Marella, ideatore del progetto Transizione Digitale, il primo sistema integrato per l’affiancamento al Responsabile della Transizione Digitale dedicato ai Comuni, e il Responsabile dei Servizi di sviluppo di sistemi informativi per la transizione digitale del Comune di Giulianova Gabriele Massimiani.

L’iniziativa è servita a stimolare il dibattito sul tema della trasformazione digitale anche condividendo la strategia organizzativa adottata dal Comune di Giulianova, presentata dal dott. Gabriele Massimiani.

L’incontro è stato proficuo per gettare le basi per la costituzione di un laboratorio digitale territoriale capace di informare, sensibilizzare e raccogliere le esigenze tutti i Comuni abruzzesi, con l’obiettivo di costruire un modello organizzativo condiviso tra i Comuni ed avviare in cooperazione progetti pilota sul digitale.

L’evento ha inoltre permesso di iniziare a sviluppare il modello unico di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, a partire dall’analisi delle reali esigenze del cittadino e delle imprese del territorio cogliendo le opportunità offerte dal digitale in modo erogare servizi semplici, efficaci ed inclusivi, in coerenza con la pianificazione nazionale.
L’obiettivo è quello di conseguire la digitalizzazione, la semplificazione e l’efficientamento dell’azione amministrativa attraverso:
1.      L’individuazione della figura professionale del Responsabile per la Transizione Digitale e la costituzione del suo ufficio nei Comuni, indispensabile per governare i processi di transizione digitale all’interno dell’organizzazione dell’Ente attraverso una chiara strategia organizzativa.
2.      Diffusione capillare della cultura digitale ad ogni livello per rafforzare le competenze digitali all’interno dei Comuni anche attraverso la pianificazione di percorsi formativi condivisi.
3.      Riorganizzazione e ristrutturazione dei processi organizzativi dei Comuni per orientarli al digitale;
4.      Stesura dei piani di fabbisogni di personale per il reclutamento di nuove figure professionali con competenze specialistiche sul digitale da inserire nell’organizzazione degli Enti.

Il risultato atteso è quello di predisporre delle modalità condivise di comunicazione e di interazione da parte dei Comuni abruzzesi verso i cittadini e le imprese mediante la selezione e l’offerta di servizi innovativi.