Denunce di infortunio da Covid19 inviate all’Inail

REGIONE MARCHE  

Denunce di infortunio da Covid19 inviate all’Inail – Periodo gennaio/agosto 2020 

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL SICUREZZA SUL LAVORO UIL ASCOLI PICENO 

 

Nelle Marche nel periodo gennaio 31 agosto 2020 ci sono stati 1.446 (2.8%) denunce d’infortunio Covid 19 inviate all’INAIL. Con 11 morti pari al 3.6% del totale.

 

Marche Italia % Marche
Denunce 1.446 5.209 2.8
Morti 11 303 3.6

 

Genere An AP Fm Mc PU Tot. %
Donne 301 27 76 197 424 1.025 70.9
Uomini 136 12 50 73 150 421 29.1
Totale 437 39 126 270 574 1.446 100

 

Età 

anni An AP Fm Mc PU Tot. %
18/34 83 1 22 51 81 238 16.5
35/49 165 10 47 79 234 535 37.0
50/64 183 27 55 133 244 642 44.4
+64 6 1 2 7 15 31 2.1
Totale 437 39 126 270 574 1.446 100
Incid. % 30.2 2.7 8.7 18.7 39.7 100
Morti 3 1 1 2 4 11

Rispetto al 31 luglio le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 25 casi, (9 avvenuti ad agosto, i restanti riconducibili a mesi precedenti); gli eventi mortali si sono incrementati di un caso.

Le professioni: 

  • tra i tecnici della salute l’89,3% sono infermieri;
  • tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali sono tutti operatori socio sanitari;
  • tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 62,9% sono ausiliari ospedalieri.
  • tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 61,8% sono operatori socio assistenziali;

L’attività economica:  

  • la gestione Industria e servizi registra il 98,8% delle denunce, seguono l’Agricoltura e la gestione per conto dello Stato (0,5% per entrambi);
  • il 44,4% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della “Sanità e assistenza sociale”; in particolare l’assistenza sanitaria (56,8%), i servizi di assistenza sociale residenziale (25,7%) e l’assistenza sociale non residenziale (17,5%); le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali;
  • l’Amministrazione pubblica registra l’1,9% dei casi: in prevalenza attività degli organi legislativi ed esecutivi, centrali e locali;
  • il settore “Trasporto e magazzinaggio” registra l’1,8% delle denunce, con corrieri e conduttori.
  • il settore “Noleggio e servizi alle imprese” registra l’1,8% delle denunce codificate: oltre la metà ha coinvolto gli addetti alle pulizie negli ospedali, negli uffici e nei ristoranti.

I decessi: coinvolti principalmente i tecnici della salute, professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali, conduttori di veicoli.

 

COMMENTO 

La percentuale delle denunce, del 2.8%, colloca la nostra Regione all’ottavo posto dopo Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Liguria e Lazio.  

I morti per Covid nelle Marche, nel periodo in esame, sono 11 cioè il 3,6% del totale nazionale pari a 303.  

Circa le differenze il 70.9% sono donne, il resto uomini, mentre le fascia di età più colpite sono quelle tra i 35/49 anni pari al 37% e tra i 50 e i 64 anni, pari al 44,4%. 

I dati della nostra provincia evidenziano 39 casi (di cui 27 donne) e un morto. 

Le professioni più colpite, in regione, riguardano l’area socio-sanitaria con l’80% dei casi.  

Il 42,3% dei contagi riguardano i tecnici della salute e gli infermieri, il 26,7% operatori ed educatori sanitari e l’11,4% i medici”.  

È evidente che il settore più a rischio è quello sanitario poiché direttamente a contatto con i malati. 




Amianto, prestazione a favore dei malati di mesotelioma non professionale e dei loro familiari 

FONDO INAIL PER LE VITTIME DELL’AMIANTO 

 

 

Ai malati di mesotelioma per esposizione familiare o ambientale spetta una prestazione assistenziale, una tantum, di importo fisso pari a 10mila euro dal 1°gennaio 2015, da corrispondere su istanza dell’interessato, o, in caso di decesso, dai suoi eredi. 

 

  • L’esposizione familiare è comprovata se il soggetto ha convissuto in Italia con il familiare in un period in cui quest ‘ultimo era impiegato in una lavorazione che lo esponeva all’amianto. L’insorgenza della patologia, in particolare, deve essere compatibile con i periodi della convivenza. 

     

  • L’esposizione ambientale è comprovata se il soggetto è stato residente nel territorio nazionale in periodi compatibili con l’insorgenza del mesotelioma. 

     

Per richiedere la liquidazione della prestazione è necessario presentare all’Inail la domanda entro e non oltre il 29 settembre 2020. 

 

Per info UILP E ITAL UIL DI ASCOLI PICENO 




Infortuni e Malattie Professionali 1° semestre 2020

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PICENO SICUREZZA SUL LAVORO

Ascoli Piceno – Secondo i dati INAIL le denunce di infortunio sul lavoro, nel primo semestre del corrente anno, sono state 244.896 (-24,4% rispetto allo stesso periodo del 2019), 570 delle quali con esito mortale (+18,3%).

In diminuzione anche le Malattie professionali denunciate, che sono state 20.337 (-37,6%).

Negli infortuni la flessione, di 79mila casi, riguarda soprattutto gli uomini  (-30,7% da 206.010 a 142.774 denunce), mentre per le donne è del -13,3% da 117.821 a 102.122).

La riduzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-25,4%), sia quelli comunitari (-14,0%) ed extracomunitari (-20,8%).

Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 45-64 anni.

CASI MORTALI 

Le denunce di infortunio con esito mortale, anch’essi provvisori, evidenziano un aumento di 88 casi rispetto ai 482 registrati nello stesso periodo del 2019 (+18,3%). L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 30 giugno 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

L’aumento rilevato è legato soprattutto alla componente maschile; i casi mortali denunciati sono passati da 441 a 510 (+69 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 19 casi in più, da 41 a 60.

In aumento gli infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 391 a 485), in calo quelli dei lavoratori extracomunitari (da 58 a 53) e comunitari (da 33 a 32).

L’analisi per fasce d’età evidenzia un aumento dei decessi quelle over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE 

Le denunce di malattia professionale, nel primo semestre 2020, sono state 20.337, 12.238 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-37,6%).

Anche in questo caso a influenzare la flessione, che riguarda tutti i comparti e le aree territoriali, è il numero ridotto delle denunce presentate.

In ottica di genere si rilevano 8.791 denunce di malattia professionale in meno per gli uomini, da 23.710 a 14.919 (-37,1%), e 3.447 in meno per le donne, da 8.865 a 5.418 (-38,9%).

Risulta evidente che le rilevazioni di quest’anno sono fortemente influenzate dall’emergenza Coronavirus.

Vediamo la situazione nella NOSTRA REGIONE partendo dalle MALATTIE PROFESSIONALI del 1° semestre 2020 comparato con l’anno precedente.

Le malattie professionali sono 2.124 ( – 1.166 casi) di cui 1.533 uomini.

Il settore industriale presenta 1.829 denunce (- 864); dimezzati i casi in agricoltura e nello Stato.

Provincia  1°semestre 2019  1°semestre 2020  delta 

riduzione 

Ancona 688 401 287
Ascoli Piceno 405  253  152 
Fermo 422 253 169
Macerata 940 667 273
Pesaro Urbino 835 580 255
Totale  3.290 2.124 1.166

I lavoratori interessati sono prevalentemente italiani con 1.974 casi; in calo, anche le denunce dei lavoratori di provenienza U.E. e extra.

Le prime tre malattie professionali denunciate nel 1°semestre di quest’anno continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e quelle dell’orecchio, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori. Tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.

Circa gli INFORTUNI SUL LAVORO ci troviamo difronte anche qui ad una diminuzione nel periodo in esame poiché si è passati da 9.438 a 7.109 (- 2.329 casi nel periodo analizzato).

La riduzione riguarda tutti i settori e comparti economici; sia i lavoratori italiani che quelli della U.E. e extra UE.

Le fasce d’età di maggiore criticità sono i lavoratori tra i 45 e i 49 anni e quelli oltre i 50 anni. Circa le differenze di genere 4.191 sono uomini e il resto donne.

Denunce d’infortunio per provincia 

Provincia  1°semestre 2019  1°semestre 2020  delta 

riduzione 

Ancona 3.437 2.438 999
Ascoli Piceno 1.169  829  340 
Fermo 737 587 150
Macerata 1.807 1.400 407
Pesaro Urbino 2.288 1.855 433
Totale  9.438  7.109  2.329 

Le Denunce d’infortunio con ESITO MORTALE sono in aumento poiché si sono registrati 22 casi mortali contro i 14 dell’anno precedente.  

Le cinque provincie marchigiane presentano una situazione variegata come da tabella. 

17 (circa il 90%) sono i morti di lavoratori italiani il resto di provenienza U.E. e extra.

Situazione uguale tra la differenza di genere (19 uomini e 3 donne).

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento  

  1°Semestre 2019  1°Semestre 2020  Delta 
Ancona 5 6 +1
Ascoli Piceno
Fermo 1 4 +3
Macerata 4 5 +1
Pesaro Urbino 2 5 +3
Totale  14  22  +8 

Le Denunce d’infortunio con esito mortale per classe d’età dell’infortunato registrano casi nella fascia d’età 55/59 anni (7 Casi).

 

RICORDIAMO I DATI INAIL, NELLA REGIONE MARCHE, AL 31 MAGGIO, DA COVID. 

Le denunce di infortunio sul lavoro da Coronavirus pervenute all’Inail al 31 maggio (dati nazionali) sono 47.022, (+3.623 rispetto al 15 maggio). I casi mortali sono 208  (+37), pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel periodo in esame e concentrati soprattutto nei mesi di marzo (40%) e aprile (56%).

Più della metà delle denunce (55,8%) e quasi sei casi mortali su 10 (58,7%) sono nel Nord-Ovest.

I dati nella Regione Marche Covid

Circa la nostra regione abbiamo 1.366 denunce il 2.9% del dato nazionale (47.022).

I casi mortali sono 10, ovvero il 4.8% del dato nazionale (208).

Differenze di genere 

  AN  AP  FM  MC  PU  MARCHE 
Donne  290  23  75  187  402  977  71.5 
Uomini  126  48  70  136  389  28.5 
Totale  416  32  123  257  538  1.366  100.0 

L’età media dove ci sono stati più infortuni è quella della fascia 35/49 anni con il 37.1% mentre la fascia 50/64 anni registra un 44.3%.

Esito mortale v.a. 

  AN  AP  FM  MC  PU  MARCHE 
  10 

Le professioni: Il 90.6% sono infermieri; tra le professioni qualificate nei servizi e sociali il 100% sono operatori socio sanitari; il 70% sono ausiliari ospedalieri; tra le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati il 70% sono operatori socio assistenziali.

L’attività economica: Industria e servizi presentano il 99% delle denunce, poi agricoltura , 0.5%; lo Stato 0.4%; chiude la navigazione 0.1%.

Secondo il Codice Ateco il 50% delle denunce riguarda “Sanità e assistenza sociale”. Quindi le professioni più colpite infermieri, medici, operatori socio sanitari e socio assistenziali.

I Decessi: Secondo il codice Ateco l’attività più colpita dai decessi è quello della sanità e assistenza sociale.

Il commento: 

Risulta evidente che le rilevazioni di quest’anno sono fortemente influenzate dall’emergenza Coronavirus. 

Sono dati provvisori, la loro analisi richiede cautele, in particolare l’andamento degli infortuni mortali, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.  

Per valutare il reale andamento dei casi accertati positivamente dall’Istituto, occorre aspettare il consolidamento dei dati dell’intero 2020. 

Nella Regione Marche diminuiscono infortuni e malattie professionali ma aumentano gli infortuni mortali anche in questo periodo di blockdown dove c’è stato un fortissimo calo delle attività produttive. 

Come detto il confronto tra i primi sei mesi del 2020 e del 2019 è da ritenersi poco significativo, essenzialmente per due motivi:  

  1. la sospensione su tutto il territorio nazionale, a partire da marzo, di ogni attività produttiva considerata non necessaria, è elemento determinante per il calo delle denunce d’infortunio; 
  2. l’inclusione delle denunce di infortunio da Covid-19, avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e/o in itinere, sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei decessi registrati. 

Concludendo occorre più prevenzione, formazione, partecipazione, piena applicazione dei protocolli definiti tra le parti sociali sul Covid, e sanzioni severe nei casi di incidenti reiterati, argomenti importanti per una vera e propria politica della sicurezza. 

Servono più controlli poiché oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese anche in relazione ai protocolli sopra ricordati. 




Infortuni sul Lavoro dovuti al Covid, Le Marche con il 2,8% all’8° posto

Ascoli Piceno, 2020-07-28 – Di Guido Bianchini esperto UIL Ascoli Piceno Sicurezza sul Lavoro 

L’Inail ha pubblicato i dati del primo semestre del 2020, relativi agli infortuni sul lavoro legati all’emergenza Coronavirus.

La regione Marche, con il 2.8% del totale, è all’ottavo posto per infortuni sul lavoro dovuti al Covid.

È noto che il lockdown, la chiusura di gran parte delle attività produttive dei settori privati, ha generato una diminuzione degli infortuni, sul 2019, di circa il 25%, nella pubblica amministrazione specie nella sanità questo riduzione non è accaduta.

In particolare nella regione Marche, nel 1°semestre in esame abbiamo avuto 1.405 denunce complessive d’infortuni sul lavoro da Covid.

Il 71.1% sono donne e il restante 28.9% uomini.

L’età media dove ci sono stati più infortuni è quella della fascia 35/498 anni con il 37.1% mentre la fascia 50/64 anni registra un 44.3%.

Provincia 

Dato in v.a. 

Morti v.a. 

Ancona

424

3

Ascoli Piceno

35

1

Fermo

125

1

Macerata

264

2

Pesaro Urbino

557

3

Totale 

1.405 

10 

Le professioni più colpite: 

  • Tra i tecnici della salute l’89,9% sono infermieri;
  • Tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali sono tutti operatori socio sanitari;
  • Tra le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati il 65,6% sono operatori socio assistenziali;
  • Tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 65,6% sono ausiliari ospedalieri.

L’attività economica:  

– la gestione Industria e servizi registra il 98,9% delle denunce, l’Agricoltura lo 0,5%; la gestione Per conto dello Stato (0,4%), infine la Navigazione (0,2%);

Il 45% delle denunce (codice Ateco) è del settore della “Sanità e assistenza sociale”; in particolare l’assistenza sanitaria (57,6%), i servizi di assistenza sociale residenziale (25,6%) e l’assistenza sociale non residenziale (16,8%); le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali;

-nel settore delle “Attività di alloggio e ristorazione”, presente con l’1,8% delle denunce codificate, prevalgono esercenti e addetti alle attività di ristorazione;

– il settore “Noleggio e servizi alle imprese” registra l’1,7% delle denunce codificate: circa il 60% ha coinvolto gli addetti alle pulizie negli ospedali, negli uffici e nei ristoranti.

– il settore “Trasporto e magazzinaggio” registra l’1,5% delle denunce: oltre il 30% sono conduttori.

Tra i 10 decessi il settore di attività economica (Ateco) più colpito è quello della Sanità e assistenza sociale.

A questo punto è importante analizzare i dati della sanità pubblica disaggregandoli per azienda poiché solo cosi sarà possibile definire con la regione iniziative atte alla prevenzione e tutela dei lavoratori specie a fronte di un’eventuale nuova ondata. 

È altresì importante una corretta e precipua applicazione dei protocolli nazionali sottoscritti con il Ministero della Salute. 

 




A proposito dell’Infortunio Mortale ad Acquasanta

Acquasanta Terme, 2020-07-25 – Riceviamo e pubblichiamo
“No alla indifferenza, i numeri sono sotto gli occhi di tutti. Occorre Educare alla Sicurezza sul Lavoro, ci vogliono comportamenti idonei. No agli alibi per tutti, no colpevolizzare le vittime, ai tagli sui costi della sicurezza e implementare profitto. No allo scambio lavoro /sicurezza, no ai mancati controlli, agli appalti al ribasso, ai tagli delle protezioni sociali, all’aumento della età pensionabile.
Si alla introduzione del reato di omicidio sul lavoro, più ispettori per i controlli, più formazione. Occorre una Parità di trattamento per i familiari vittime del lavoro, servizio e dovere.
Sarà la magistratura ed ispettorato ad accertare l’accaduto. 
Condoglianze e vicinanza alla famiglia. 
Guido Bianchini esperto Uil Ascoli Piceno Sicurezza sul Lavoro”

 

 




La Regione Marche promuove la “Cultura della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro”

CULTURA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO, LA GIUNTA APPROVA GLI STANDARD FORMATIVI

Loretta Bravi: “ Azioni dirette a promuovere questo valore anche in chiave di maggiore consapevolezza  e per un cambio di mentalità dei modelli comportamentali. Le esperienze di infortunio come testimonianza didattica.”

La Regione Marche vuole promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e lo fa anche attraverso  corsi formativi e iniziative di educazione sul tema. Uno dei provvedimenti adottati recentemente dalla giunta regionale, su iniziativa dell’assessore al Lavoro-Formazione Istruzione, Loretta Bravi riguarda proprio l’approvazione di standard formativi in questa materia.  Tra gli obiettivi, anche fornire competenze professionali a soggetti infortunati sul lavoro per sviluppare didatticamente la loro esperienza di infortunio.

“Un’azione che si inquadra nell’ambito delle politiche e delle azioni regionali per la promozione dell’apprendimento permanente – spiega Loretta Bravi –   promuovendo un’offerta formativa specificatamente finalizzata al conseguimento di obiettivi di competenza, definendone gli standard minimi di progettazione ed erogazione, in linea con la volontà di mettere al centro la qualità del lavoro. Sono azioni dirette anche ad aumentare la consapevolezza dei problemi legati alla salute e sicurezza sul lavoro come valore fondamentale e a promuovere un cambio di mentalità nei modelli di comportamento sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.”

In particolare, viene definita l’articolazione, le condizioni di erogazione e le attestazioni conseguibili di tre percorsi formativi: La Cultura della Salute e Sicurezza: Normativa e Formazione della durata di 64 ore; Didattica per formatori sulla Sicurezza di 24 ore e Didattica della testimonianza di 120 ore.

Tutti i percorsi sono rivolti a soggetti infortunati sul lavoro o con malattie professionali e sono progettati dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro (A.N.M.I.L.), per le finalità indicate nel protocollo d’intesa per la promozione e la diffusione della cultura della sicurezza “Marche sicure” tra regione Marche e A.N.M.I.L.  I percorsi si concluderanno con il rilascio dell’Attestato di Frequenza e attestato degli apprendimenti per i formatori.

 




Perché e come Internazionalizzarsi in tempo di Covid?

E’ questa la domanda alla quale intende rispondere il webinar gratuito sulla piattaforma Cisco Webex Meetings organizzato per giovedì 16 luglio alle ore 14.30 da: FIDEAS Srl (www.fideas.it), Magaras Business Group (https://magaras.com) ed Associazione internazionale VICINA (www.associazionevicina.com).

Il webinar parte con la presentazione delle opportunità di business di uno dei paese asiatici più dinamici (Singapore), per suggerire nuove modalità ed esempi di internazionalizzazione alla portata delle nostre piccole e medie imprese in quel Paese e per poi concludere con la rassegna delle nuove opportunità di finanziamento agevolato ed a fondo perduto messe in campo da Governo, regioni e camere di commercio.

Perché Singapore.

Questa città-stato di 5,6 milioni di abitanti:

– è considerata la Svizzera asiatica per il tenore di vita altissimo, una qualità di vita e di benessere da fare invidia al resto del mondo: ha un reddito medio per abitante di oltre 100.000 dollari;

– è una meta del lusso, del fashion e delle banche che hanno raggiunto ricavi record da 10 miliardi di dollari (superando Hong Kong traviata dai disordini interni);

– si caratterizza come il paese al mondo nel quale i ricchi pagano meno tasse;

– costituisce autostrada finanziaria obbligata (insieme a Hong Kong) per chiunque, professionista o azienda, intenda fare affari sui mercati cinese, malesiano, indiano, indonesiano, con 2 miliardi e mezzo di consumatori, utenti e clienti potenziali;

– è uno dei paesi al mondo dove è più facile fare affari (insieme a Nuova Zelanda, Hong Kong e Danimarca);

– Singapore è uno dei Paesi fondatori dell’ASEAN (la quinta economia del mondo dopo EU, USA, Cina e Giappone), di cui ha detenuto la presidenza nel 2018 adottando lo slogan “resilienza e innovazione”;

– è particolarmente attenta alla tutela ambientale e adotta misure attente volte alla sua salvaguardia (Singapore è infatti anche chiamata città-giardino).

Nuove modalità di internazionalizzazione

Il webinar intende presentare nuove esperienze e modalità di internazionalizzazione possibili in tempi di Covid19, poiché i consumatori di tutto il mondo anelano il bello e benfatto italiano soprattutto in questi periodi di limitazione della mobilità e le aziende italiane, piccole e medie possono organizzarsi singolarmente o collettivamente per essere presenti su questi mercati.

Patto per l’export del governo italiano

Per rilanciare i processi di internazionalizzazione e promuovere il “Made in Italy” nel mondo il Governo ha stanziato per il 2020 oltre 1.500 milioni di euro, che comprendono un mix di mutui agevolati garantiti dallo Stato e di contributi a fondo perduto fino a copertura del 100% degli investimenti per: partecipare a fiere/mostre/missioni di sistema all’estero, studi di fattibilità di eventuali futuri investimenti all’estero, progetti di internazionalizzazione con un temporary export manager (TEM), sviluppare l’e-commerce della tua impresa, programmi di inserimento sui mercati esteri, programmi di assistenza tecnica, formazione del personale all’estero, patrimonializzazione delle Pmi esportatrici.

PROGRAMMA DEL WEBINAR

Ore 14:30 Presentazione ed introduzione

Ore 14:45 SINGAPORE: OUTLOOK ECONOMICO E POLITICO, OPPORTUNITÀ DI MERCATO E DI INVESTIMENTO PER LE PMI ITALIANE

Alessio Gambino, Studio Gambino’s partner, membro direttivo Associazione Vicina

Ore 15:00 NUOVE MODALITA’ DI APPROCCIO AI MERCATI ESTERI: LA PROPOSTA MAGARAS

Ramon Addazi Gouveia, Co-CEO Magaras Business Group

Ore 15:15 IL PROGRAMMA ERASMUS GIOVANI IMPRENDITORI GLOBAL PER SINGAPORE

Marco Iacuitto, Segretario Generale Camera di Commercio Belgo-Italiana e Responsabile del programma EYE GLOBAL

Ore 15:30 IL PATTO PER L’EXPORT DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

Catia Orlandi, Project Manager

Ore 15:45 LE AGEVOLAIZONI SIMEST, REGIONALI E CCIAA PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Giuliano Bartolomei, Dottore Commercialista, Presidente Fideas Srl

Ore 16:00 Domande e Risposte

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ? Clicca qui

Info: fideas@fideas.it

Offida, 10 luglio 2020

FIDEAS SRL

 

 




Monica Brandiferri e Piero Fioretti a proposito della violenza e delle discriminazioni nei luoghi di lavoro

Teramo – Riprende dopo la pausa forzata causa pandemia la campagna di sensibilizzazione a tutela delle vittime di discriminazione e di violenza sui luoghi di lavoro promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Teramo Monica Brandiferri, che continua a ricevere importanti adesioni tra le Istituzioni.

L’Assessore Regionale al Lavoro e alle Politiche Sociali Piero Fioretti ha manifestato apprezzamento per l’iniziativa aderendo con grande convinzione alla campagna “Nel lavoro donne libere dalla violenza”.

In un momento così difficile – afferma l’Assessore Piero Fioretti – bisogna unire le forze per evitare il ripetersi di fenomeni così gravi e ripugnanti. In questa prospettiva la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Consigliera di Parità Brandiferri rappresenta il fondamento da cui partire per informare e coinvolgere tutte le Istituzioni in un processo di prevenzione e repressione della violenza e delle discriminazioni nei luoghi di lavoro. La dignità e la tutela dei diritti di ogni lavoratore devono sempre essere posti al centro dell’azione politica e dell’indirizzo amministrativo. Come Assessore Regionale al Lavoro e alle Politiche Sociali manifesto la mia disponibilità a collaborare con tutte le Istituzioni competenti al fine di intraprendere iniziative comuni tese a contrastare una piaga che inquina in modo indecoroso tutto il tessuto sociale”.

La Consigliera Brandiferri non si è mai fermata e ha continuato a portare avanti la sua attività anche durante la fase di emergenza pandemica, manifestando sempre attenzione ai problemi dei cittadini e fornendo loro un importante sostegno.

Siamo ancora molto lontani – afferma la Consigliera di Parità Monica Brandiferri – dal tanto auspicato cambio di direzione in tema di violenza nei luoghi di lavoro, fenomeno che riguarda principalmente il mondo femminile ma non solo.

Potrebbe sembrare paradossale parlare di tali problematiche in questa fase, ma va evidenziato che durante il periodo acuto della pandemia il fenomeno delle discriminazioni e delle violenze nei luoghi di lavoro si è particolarmente accentuato.

Emerge sempre di più la tendenza a non denunciare eventuali molestie o violenze subite, soprattutto da parte dei lavoratori precari. La precarietà lavorativa si accompagna quasi sempre a un maggiore rischio di perdita del lavoro, ciò spinge il lavoratore precario ad avere maggiori esitazioni nel denunciare violenze e/o molestie sessuali sul luogo di lavoro. Bisogna scongiurare il fatto che la paura di perdere il posto possa indurre il lavoratore a subire passivamente e a non denunciare questi disgustosi comportamenti. Da qui il messaggio forte ma significativo che abbiamo voluto lanciare con la campagna di sensibilizzazione: il silenzio può uccidere mentre denunciare può salvare”.




In aumento nelle Marche gli Infortuni Mortali sul Lavoro nei primi 5 mesi 2020

Il commento:

In dati analizzati sono provvisori, poiché solo al termine di tutte le verifiche è possibile stabilire la realtà specie per gli esiti mortali.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà, quindi, necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero primo semestre.

Ad ogni buon conto nella Regione Marche aumentano gli infortuni mortali anche in questo periodo di blockdown che ha visto un fortissimo calo delle attività produttive dove invece si registra una forte diminuzione.

Il dato mortale, a consuntivo, dovrà essere analizzato con accortezza anche ai fini dati COVID19.

Occorre più prevenzione, formazione, partecipazione, piena applicazione dei protocolli definiti tra le parti sociali sul Covid, e sanzioni severe nei casi di incidenti reiterati: argomenti importanti per una vera e propria politica della sicurezza.

Servono più controlli poiché oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese anche in relazione ai protocolli sopra ricordati.

 

SONO IN AUMENTO NELLE MARCHE GLI INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO NEI PRIMI CINQUE MESI DEL 2020.

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PICENO SICUREZZA SUL LAVORO

Ascoli Piceno – Sono stati pubblicati oggi 30 giugno le denunce d’infortunio sul lavoro pervenute all’Inail al 31 maggio che sono state 207.472 (meno 62mila casi rispetto alle 269.431 dei primi cinque mesi del 2019).

Questa diminuzione è influenzata in particolare dal sostenuto calo delle denunce registrate tra marzo e maggio, che sono state 34mila in meno rispetto al trimestre marzo-maggio 2019 (-35,6%), a causa soprattutto dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da nuovo Coronavirus.

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate nei primi cinque mesi di quest’anno sono state 432 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano già un aumento di 41 casi rispetto ai 391 registrati nello stesso periodo del 2019 (+10,5%). Questo aumento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 maggio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

Le denunce di malattia professionale sono state 16.684, 10.701 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-39,1%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero più contenuto delle denunce presentate tra marzo e maggio 2020, in riduzione del 65% rispetto allo stesso trimestre del 2019.

In ottica di genere si rilevano 7.667 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 19.896 a 12.229 (-38,5%), e 3.034 in meno per le lavoratrici, da 7.489 a 4.455 (-40,5%).

Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 25.469 a 15.512, pari a un calo del 39,1%), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 657 a 403, -38,7%) ed extracomunitari (da 1.259 a 769, -38,9%).

Le prime tre malattie professionali denunciate nei primi cinque mesi del 2020 continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori: tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.

Vediamo la situazione nella nostra regione partendo dalle malattie professionali facendo riferimento al periodo 1°gennaio 2020 –  31 maggio 2020 comparato con l’anno precedente.

Le malattie professionali sono 1.797 ( – 904 casi) di cui 1.285 uomini.

Oltre l’80% riguarda il settore industriale con 1.561 denunce (+41%) dimezzati i casi in agricoltura e nello Stato.

Denunce di malattie professionali per Provincia

 

Gennaio

Maggio 2019

Gennaio

Maggio 2020

Delta

riduzione

Ancona

586

355

231

Ascoli Piceno

345

187

158

Fermo

341

219

122

Macerata

788

538

250

Pesaro Urbino

641

538

103

Totale

2.701

1.797

904

I lavoratori interessati sono prevalentemente italiani con 1.655 casi; in calo, anche le denunce dei lavoratori di provenienza U.E. e extra.

Circa gli INFORTUNI SUL LAVORO ci troviamo difronte ad una diminuzione nel periodo in esame poiché si è passati da 7.766 a 6.014 (- 1.752 casi nel periodo analizzato).

La riduzione riguarda tutti i settori e comparti economici; sia i lavoratori italiani che quelli della U.E. e extra UE.

Le fasce d’età di maggiore criticità sono i lavoratori tra i 30 e i 34 anni e quelli oltre i 50 anni.

Circa il 50% sono donne.

Denunce d’infortunio per provincia

Provincia

Gennaio

Maggio 2019

Gennaio

Maggio 2020

delta

riduzione

Ancona

2812

2054

758

Ascoli Piceno

938

669

269

Fermo

616

501

115

Macerata

1490

1192

298

Pesaro Urbino

1910

1598

312

Totale

7766

6014

1752

 

Anche le Denunce d’infortunio con ESITO MORTALE sono in aumento poiché si sono registrati 16 casi mortali contro i 9 dell’anno precedente.

Le  cinque provincie marchigiane presentano una situazione variegata come da tabella.

13 (circa il 90%) sono i morti di lavoratori italiani il resto di provenienza U.E. e extra.

Situazione uguale tra la differenza di genere.

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento

 

Gennaio

Maggio 2019

Gennaio

Maggio 2020

delta

Ancona

4

2

-2

Ascoli Piceno

2

2

0

Fermo

1

4

+3

Macerata

2

3

+1

Pesaro Urbino

0

5

+5

Totale

9

16

+7

Le Denunce d’infortunio con esito mortale per classe d’età dell’infortunato registrano casi nella fascia d’età 55/59 anni (5 Casi).

 

RICORDIAMO I DATI NAIL, NELLA REGIONE MARCHE, AL 31 MAGGIO, DA COVID.

1.366 denunce il 2.9% del dato nazionale (47.022).

I casi mortali sono 10, ovvero il 4.8% del dato nazionale (208).

Esito mortale v.a.

Ancona

Ascoli P.

Fermo

Macerata

Pesaro U.

Marche

 

3

1

1

2

3

10

 

 




Infortuni sul lavoro da Covid-19

REGIONE MARCHE: Denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all’Inail

(periodo di accadimento gennaio – 31 maggio 2020)

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PICENO SICUREZZA SUL LAVORO

Le denunce di infortunio sul lavoro da nuovo Coronavirus pervenute all’Inail al 31 maggio (dati nazionali) sono 47.022, (+3.623 rispetto al 15 maggio). I casi mortali sono 208 (+37), pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel periodo in esame e concentrati soprattutto nei mesi di marzo (40%) e aprile (56%).

Sono i dati del quarto report nazionale statistico attuariale dell’Inail.

Più della metà delle denunce (55,8%) e quasi sei casi mortali su 10 (58,7%) sono nel Nord-Ovest.


I dati nella Regione Marche

Circa la nostra regione abbiamo 1.366 denunce il 2.9% del dato nazionale (47.022).

I casi mortali sono 10, ovvero il 4.8% del dato nazionale (208).

 

Differenze di genere

 

Ancona

Ascoli P.

Fermo

Macerata

Pesaro U.

Marche

%

Donne

290

23

75

187

402

977

71.5

Uomini

126

9

48

70

136

389

28.5

Totale

416

32

123

257

538

1.366

100.0

 

Età

 

Ancona

Ascoli P.

Fermo

Macerata

Pesaro U.

Marche

%

18/34 anni

79

0

22

49

80

230

16.8

35/49 anni

156

8

47

77

216

504

36.9

50/64 anni

175

23

52

125

229

604

44.2

+ 64 anni

6

1

2

6

13

28

2.1

Totale

416

32

123

257

538

1.366

100.0

% incidenza

30.5

2.3

9.0

18.8

39.4

100.0

 

 

Esito mortale v.a.

 

Ancona

Ascoli P.

Fermo

Macerata

Pesaro U.

Marche

 

3

1

1

2

3

10

 

Le professioni

Il 90.6% sono infermieri; tra le professioni qualificate nei servizi e sociali il 100% sono operatori socio sanitari; il 70% sono ausiliari ospedalieri; tra le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati il 70% sono operatori socio assistenziali.

 

Tecnici salute 44.5%
Qualificati servizi sanitari e sociali 27.4%
Medici 12.6%
Qualificati servizi personali e assimilati 2.4%
Non Qualificati servizi istruzione e sanitari 2.4%
addetti di segreteria e affari generali 1.4%
Non qualificati nei servizi pulizia 1.3%
Altro 8.0%

 

L’attività economica

Industria e servizi presentano il 99% delle denunce, poi agricoltura , 0.5%; lo Stato 0.4%; chiude la navigazione 0.1%.

Secondo il Codice Ateco il 50% delle denunce riguarda “Sanità e assistenza sociale”. Quindi le professioni più colpite infermieri, medici, operatori socio sanitari e socio assistenziali.

 

I Decessi

Secondo il codice Ateco l’attività più colpita dai decessi è quello della sanità e assistenza sociale.

 

COMMENTO DI GUIDO BIANCHINI

I casi sono in aumento come confermato dai dati sopra riportati

È evidente che siamo ancora in una fase fortemente critica da osservare costantemente. Importante è il ruolo degli enti di controllo, e una corretta applicazione dei contenuti del DPCM del 26 aprile negli aspetti riguardanti le gestioni aziendali sul Covid-19.

Con questo mese tutte le attività economico produttive sono riaperte è quindi imprescindibile una corretta applicazione al fine di evitare eventuali ricadute.