I Big Thief in Italia a febbraio con due date

Due date per la band rivelazione dell’anno: il 22 febbraio 2020 al Locomotiv di Bologna e il 23 febbraio 2020 al Magnolia di Milano.

 

A pochi mesi dall’uscita di “U.F.O.F.” (leggi la recensione del Mascalzone qui), il loro terzo album in studio pubblicato lo scorso 3 maggio, i Big Thief annunciano il loro arrivo in Italia con il nuovo “Two Hands” in uscita l’11 ottobre via 4AD Records.

I Big Thief avevano appena finito di lavorare al loro terzo album, “U.F.O.F.” – “il gemello celeste” – in uno studio nel bosco dello stato di Washington. Poco dopo hanno pensato che fosse giunto il momento di dare alla luce l’album gemello di “U.F.O.F.” “Two Hands” – “il gemello terrestre”. A 30 miglia ad ovest di El Paso, circondati da 3000 acri di frutteti di noci pecan ed a solo due passi dal confine messicano, i Big Thief (a.k.a. Adrianne Lenker, Buck Meek, Max Oleartchik e James Krivchenia) sistemarono i loro strumenti il più vicino possibile in modo da poter catturare al meglio la loro raccolta di canzoni più importante finora. Dove “U.F.O.F.” presenta suoni ed effetti misteriosi e stratificati perfetti per la levitazione, il suono di Two Hands sembra appoggiarsi alla terra asciutta e arida del deserto.

In netto contrasto con l’ambiente umido della sessione di registrazione di “U.F.O.F.”, il Sonic Ranch Studio è stato scelto per la sua posizione nella vastità del deserto. La temperatura intorno ai 105 gradi ha fatto esplodere il ricordo degli alberi verdi e dell’aria umida e fresca della sessione precedente. “Two Hands” doveva essere completamente diverso: un album sulla Terra e le ossa sotterrate nelle sue profondità. Le canzoni sono state registrate dal vivo quasi senza sovraincisioni. In tutte le canzoni, tranne due, la voce di Adrianne, che pare sospesa in un’aria asciutta, pura e vulnerabile, è interamente registrata dal vivo.




Big Thief “U.F.O.F.”

Etichetta: 4AD

Brani: Contact / U.F.O.F. / Cattails / From / Open Desert / Orange / Century / Strange / Betsy / Terminal Paradise / Jenni / Magic Dealer
Produttore: Andrew Sarlo

 

U.F.O.F. è il terzo album dei Big Thief, il primo su etichetta 4AD dopo i due pubblicati su Saddle Creek. Il terzo, si sa, è il disco della maturità e la band newyorkese con le dodici nuove tracce è pronta non solo a confermare quanto di buono aveva già dimostrato fin qui ma anche ad accreditarsi come uno dei nomi più originali e credibili del panorama folk-rock a stelle e strisce.

A dispetto dell’estrema semplicità della formula musicale, Adrianne Lenker e soci sono in grado di fare tremendamente sul serio quando si tratta di andare nel profondo dell’arte di scrivere canzoni. Il primo ascolto potrebbe essere ingannevole se non si presta attenzione a tutte le sfumature nascoste tra musica e parole. Si potrebbe rischiare di etichettare U.F.O.F. come l’ennesimo disco folk un po’ derivativo un po’ hipster e passare oltre. Già dal secondo ascolto, però, la voce di Adrianne inizia a scavare dentro, a impossessarsi dei sensi dell’ascoltatore e a non mollarlo più. Le sue sono storie di fantasmi, di figure che compaiono con la stessa velocità con cui spariscono. Adrianne è la stessa poetessa che in Mythological Beauty, il singolo del precedente album Capacity, aveva raccontato con mirabile equilibrio lirico e con un’imprudenza degna dei migliori Red House Painters dell’incidente che ha rischiato di ucciderla quando aveva appena cinque anni.

U.F.O.F. è pieno di filastrocche letali, canzoncine apparentemente innocue che cantano una verità dietro l’altra senza pietà, senza inutili difese, senza paura. Si passa da incantesimi in odore di Fleet Foxes (Cattails) a derive decisamente slow (Terminal Paradise, Magic Dealer), si contempla un’indolenza primaverile e floreale (Century) e ci si arrampica su una sorta di inno alt-country (Orange): tutto questo con la delicatezza e il coraggio di chi non deve dimostrare nulla ma semplicemente si è imposto il compito di creare bellezza dai traumi di una vita. In questo senso, è un miracolo tutto ciò che i Big Thief fanno con impareggiabile nonchalance, con eleganza non ostentata e con più che cristallino talento. Il fatto che spesso si abbia la sensazione che le canzoni siano sul punto di esplodere e rimangano invece a ciondolare tra debolezza e assoluto, senza bisogno di deflagrare, ci dice che in potenza c’è anche altro oltre quanto scritto cantato e suonato finora? Probabilmente sì, ma per ora va benissimo tutto questo.

 

 




Video della settimana

Big Thief “Cattails” (Live at WFUV)