Dopo il terremoto anche l’incidente rilevante

Ambiente e Salute nel Piceno: “Ancora una volta i fatti, purtroppo, confermano le nostre tesi”.

 

San Benedetto del Tronto – In questi ultimi mesi abbiamo affrontato e messo sotto il riflettore la valutazione dei rischi collegati alla realizzazione di uno stoccaggio del gas a San Benedetto del Tronto, affrontando sia le criticità dell’impianto di superficie legata alla distanza delle abitazioni, sia la parte geologica come la liquefazione dei terreni e i rischi sismici. In tutti e due i casi abbiamo avuto conferma da circostanze oggettive che si sono verificate nel giro di pochi giorni l’una dall’altra.

Prima con il terremoto dei giorni scorsi localizzato sulla faglia sismogenetica situata a meno di due km dall’impianto che ne dimostra la pericolosità e poi con l’esplosione di questa mattina nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto di un metanodotto che ha generato una lingua di fuoco alta 50 mt incendiando alcune abitazioni circostanti e provocando il ferimento di molte persone. Questo genere d’incidenti si verificano per una serie di combinazioni e di elementi pericolosi che creano un effetto domino là dove non vengono valutati correttamente i rischi.   La Seveso II è una normativa europea che disciplina gli impianti a rischio di incidente rilevante e pone una serie di vincoli per impedire l’esposizione ai rischi della cittadinanza, dei loro beni e dell’ambiente circostante. Il calcolo delle probabilità anche se minime non escludono l’incidente catastrofico che potrebbero causare questo genere di impianti e non esistono limiti di possibilità che lo rendono accettabile. Quasi sempre nel nostro paese accadano incidenti di questa natura, quando non si applicano le leggi che tutelano i cittadini e i territori o peggio se vengono male applicate.

Ricordiamo ai dimentichi che il gasdotto di approvvigionamento dello stoccaggio di SBT è collocato in piena zona abitata, ed è compresso, mentre a Mutignano trattasi di gas per uso domestico, quindi decompresso.

Ricordiamo pure che la zona attraversata fu definita Sentina e quindi disabitata, mentre successivamente, a firma di solo 4 componenti del CTR, venne rettificata in Agraria, zona abitata, ma per i magnifici 4 trattasi esclusivamente di errore “banale”.

Non osiamo neppure immaginare le conseguenze su uomini e beni di un eventuale incidente di tipo Mutignano nel contesto di San Benedetto.

Restiamo sempre più convinti alla luce di queste ultime vicende della nostra posizione. L’impianto di stoccaggio è inutile, dannoso e estremamente pericoloso.  Auspichiamo e ci attendiamo che la Regione non indugi nell’avvio del procedimento di revisione della VIA.




Stoccaggio gas, San Benedetto e il rischio sismico

La natura ce lo chiede: procedere alla revisione del VIA regionale

 

San Benedetto del Tronto – La terra è tornata a tremare a San benedetto in due eventi, una prima scossa il giorno 02/Mar/2015 di magnitudo 3.4 alle ore 19:18 e un’altra il giorno seguente, di magnitudo 2.2 avvenuta alle ore 17:30 con epicentri localizzati in mare a breve distanza l’una all’altra e in corrispondenza di una faglia sismogenetica importante disposta parallelamente alla nostra costa a una profondità che va dai 3000 ai 9000 metri ed è in attesa di un magnitudo di 5.5. Questi dati sono riportai nel sito ufficiale degli INGV (http://diss.rm.ingv.it/diss/KML-HTMLoptions.html) e disegnano un quadro generale riguardo ai rischi sismici non molto rassicurante.

 

In questo contesto geologico ed in base alla micronizzazione geologica prodotta dal Comune, con la manifestazione dell’11 gennaio i cittadini Ambiente e Salute nel Piceno hanno chiesto la revisione del Via regionale visto che rischi di terremoto in presenza di una massiva attività di stoccaggio gas rendono non sostenibile, per la città ed il territorio di San Benedetto, il pericolo di conseguenze catastrofiche dovute ad incidenti rilevanti (legge Seveso).

 

Ci auguriamo pertanto che le autorità preposte, Giunta e Segreteria generale della Regione Marche, accolgano la richiesta di revisione, già presentata dal Comune di San Benedetto, anche grazie allo studio predisposto dal Geologo. Giovanni Marrone e dalla sua equipe su sollecitazione della nostra Associazione.