Ceriscioli: Hospice e Angiografo rafforzano la risposta sanitaria nel sud delle Marche”

San Benedetto del Tronto, 2019-12-18 – Il presidente della Regione oggi pomeriggio ha inaugurato la nuova apparecchiatura angiografica dell’ospedale di Ascoli e l’Hospice “Bagliori di Luce” di San Benedetto del Tronto

“L’angiografo è uno strumento utile sia per la chirurgia interventistica che per quella vascolare in grado di poter lavorare anche sulle malattie tempo dipendenti. Una crescita importante in termini di qualità, ulteriori servizi che si aggiungono e metodologie tecnologicamente avanzate necessarie soprattutto per la chirurgia mininvasiva. L’Hospice è una struttura che servirà per le cure palliative realizzate ad alto livello riguardanti soggetti con malattie terminali, ma anche pazienti con patologie degenerative e bisognosi di assistenza. E’ una visione della salute non solo per curare la malattia, ma anche nel sostenere la persona che affronta al meglio la propria esistenza. L’angiografo e l’Hospice si inseriscono in due poli differenti:uno di natura acuta, mentre l’altro di natura territoriale. Entrambi sicuramente rafforzano la risposta sanitaria in una parte del territorio regionale”.

Così il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli accompagnato dalla vicepresidente Anna Casini e dal direttore generale Cesare Milani dell’Asur 5 ha inaugurato nell’ospedale di Ascoli la nuova apparecchiatura angiografica e l’Hospice nell’ospedale di San Benedetto, struttura che eroga terapie di supporto al malato in fase terminale. Presente anche il vescovo di Ascoli Mons. Giovanni D’Ercole sottolineando che la “tecnologia non disturbi mai l’umanità, ma che le nuove strumentazioni possano favorire e non diminuire l’umanità”.

“Medicina vascolare e interventistica – ha evidenziato Casini – non sono più un sogno e divengono determinanti per il futuro. In questi anni grazie all’acquisto di nuove apparecchiature per l’ospedale di Ascoli abbiamo recuperato il gap della sanità picena”.

L’apparecchiatura angiografica del valore di circa 650mila euro è stata disposta nella struttura di Radiologia interventistica del nosocomio ascolano, all’interno di locali ampliati e ristrutturati che comprendono ambulatori, aree di servizio e sale dedicate, costituendo una sezione autonoma, la cui realizzazione porta a compimento un processo avviato da tempo nell’Ospedale di Ascoli.

L’Hospice, invece, è gestito dal Distretto Sanitario di S. Benedetto e collocato al quinto piano dell’Ospedale Madonna del Soccorso ed è uno dei servizi della Rete territoriale delle cure palliative. La struttura fornisce terapie in regime di residenzialità a coloro che sono affetti da patologie in fase terminale, quando cioè la malattia non risponde più alle terapie e al controllo del dolore. Luogo d’elezione per l’assistenza al malato terminale rimane sempre il proprio domicilio, ma quando quest’ultimo è temporaneamente o definitivamente inidoneo, l’Hospice ne costituisce valida alternativa.

#SANITÀ: SAN BENEDETTO ED IL PICENO CRESCONO. Presentazione ed inaugurazione dell'Hospice ed il Restyling della UOC Medicina Fisca e Riabilitativa di Area Vasta

#SANITÀ: SAN BENEDETTO ED IL PICENO CRESCONOAlla presenza della neo primaria di oncologia Francesca Giorgi, abbiamo presentato ed inaugurato l'Hospice "Bagliori di Luce – Viviana Campanelli" ed il Restyling della UOC Medicina Fisica e Riabilitativa di Area Vasta. L' Hospice eroga terapie di supporto e terapie palliative in regime di residenzialità a coloro che sono affetti da patologie in fase terminale, quando cioè la malattia non risponde più alle terapie ed il controllo del dolore, dei sintomi, degli aspetti emotivi, spirituali e dei problemi sociali diventa azione predominante. L’obiettivo dunque è quello di recuperare la migliore qualità di vita possibile attraverso interventi di carattere sanitario e psicologico, rivolti sia alla persona malata sia al nucleo familiare. Luogo d’elezione per l’assistenza al malato terminale rimane sempre il propriodomicilio, ma quando quest’ultimo è temporaneamente o definitivamente inidoneo, l’Hospice ne costituisce valida alternativa.

Pubblicato da Anna Casini su Mercoledì 18 dicembre 2019

 

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COMUNICATO E RELAZIONI IMPAGINATI SBT

COMUNICATO E RELAZIONI IMPAGINATI AP

 

Nuovo angiografo, radiologia interventistica e patologia vascolare

#SANITÀ: ASCOLI ED IL PICENO CRESCONO!Al Mazzoni abbiamo presentato il progetto di patologia vascolare, il nuovo angiografo e la nuova struttura di Radiologia Interventistica. Cosa sono? Scoprilo nel video!

Pubblicato da Anna Casini su Mercoledì 18 dicembre 2019

 

 

 

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Anna Casini: ”Cambiamenti climatici la sfida da vincere”

CASINI: “CAPIRE I FENOMENI E GLI SCENARI PER POI ATTIVARE LE AZIONI NECESSARIE DI PREVENZIONE”

La vicepresidente della Regione Marche ha partecipato ad Ascoli al seminario ”Cambiamenti climatici la sfida da vincere”

“L’iniziativa ha soprattutto uno scopo divulgativo che è quello di farci capire quali sono le definizioni reali che riguardano i cambiamenti climatici e quali sono i linguaggi scientifici che dobbiamo ascoltare anche alla luce dello stato di emergenza climatico dichiarato due giorni fa dal Parlamento europeo. Occorre prima capire in maniera scientifica il fenomeno, come il clima cambierà e quali i possibili scenari per poi avviare le azioni necessarie per intervenire. Così si attiva la prevenzione”.

Così la vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini ha partecipato nella sala gremita di gente della Camera di Commercio di Ascoli al seminario ”Cambiamenti climatici la sfida da Vincere”. Sul tavolo dei relatori il vicepresidente del Consiglio Comunale di Ascoli, Pietro Frenquellucci, il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini relatori il direttore del Centro Euro – Mediterraneo sui cambiamenti climatici, Mauro Buonocore e la presidente di Legambiente Marche, Francesca Pulcini e Bruno Gardini del progetto Arca.

Durante il seminario Buonocore ha sottolineato che “occorre sensibilizzare la popolazione sui cambiamenti climatici. In Italia si parla di clima soprattutto in occasione degli eventi estremi, mentre in realtà dovremmo parlare di clima e di ambiente sempre, concentrandoci sulle soluzioni che ci offre la scienza e non dobbiamo associarlo alla visione di una catastrofe. Occorre parlare di rischio perché questo si può imparare a conoscerlo, a valutarlo e a gestirlo sia a livello di comunità che di singoli individui”. Garbini nel suo intervento ha approfondito il progetto Arca (Agricoltura Rigenerazione Controllata dell’Ambiente) “una piattaforma di innovazione per sperimentare buone pratiche che permettano di rigenerare il suolo. Un modello di economia circolare che trasforma agricoltori, allevatori e consumatori in ‘rigeneratori’, per difendere l’integrità del terreno, perché senza un suolo di qualità non avremo un cibo di qualità. Sono figlio di contadini, nato sopra una stalla, mi ricordo bene gli sforzi che mio nonno adoperava affinché la fertilità del terreno potesse essere protetta per il benessere della famiglia: le lavorazioni erano poco profonde, si concimava con materiale organico e da imprenditore posso dire che possiamo correggere le cose che abbiamo sbagliato”. Pulcini, invece, ha voluto sottolineare la “vicinanza della Regione Marche per la difesa dell’ambiente e sul tema dei rifiuti, in particolare quello della plastica anticipando l’Unione europea attraverso una legge regionale che stabilisce da aprile del prossimo anno di eliminare la plastica negli uffici pubblici e ospedali. Questa legge è scaturita grazie ai dati di un monitoraggio durato sei anni sulle nostre spiagge dove i volontari di Legambiente hanno recuperato la plastica abbandonata. Dobbiamo credere che le azioni individuali possono esser d’aiuto alla politica per vincere davvero la sfida”.




Rendicontiamo il Piceno, la vicepresidente Casini racconta quanto fatto per il territorio

Ascoli Piceno, 2019-02-15 – 17:30:49 – Un racconto all’insegna del futuro, delle nuove generazioni, del Piceno che sarà: “Un luogo da non abbandonare, ma uno spazio felice in cui immaginare il proprio domani”. È stato questo il filo conduttore della rendicontazione dell’attività della Regione Marche a favore della provincia di Ascoli. Una narrazione, tra immagini, suggestioni e numeri, sviluppata dalla vicepresidente Anna Casini presso il Centro congressi della Camera di commercio del capoluogo provinciale: un architetto e funzionario della pubblica amministrazione prestato alla politica. Quella con la “P” maiuscola, “fatta con il cuore, con la passione, con la voglia di mettersi al servizio della propria comunità, locale e regionale”, ha sottolineato Casini. Un viaggio che parte dall’agricoltura (settore che, a seguito del terremoto, dispone di 698 milioni di euro, con l’85 per cento delle risorse già assegnato) per approdare sulla crisi industriale, che ha visto, il 28 luglio 2017, la sottoscrizione dell’accordo di programma per la Val Vibrata e Valle del Tronto. “Un obiettivo importante raggiunto con determinazione, una promessa mantenuta. Nascono oltre 200 nuovi posti di lavoro nel Piceno, una vera e propria boccata di ossigeno per la nostra terra, senza contare gli effetti positivi sull’indotto”. Il quadro è presto chiaro, la matematica non è un’opinione: “Abbiamo finanziato 42 progetti, di cui 16 start up, con cui si generano oltre 25 milioni di investimenti nel Piceno, sui quali la Regione riconosce 7,6 milioni di contributi. Prevediamo un incremento occupazionale di 135 unità lavorative per piccoli e medi investimenti. Oltre la metà delle aziende ha sede operativa e di investimento nel comune di Ascoli Piceno. Ci sono poi i grandi investimenti, con quattro domande ammesse a 9,8 milioni di agevolazioni che svilupperanno 15,4 milioni di investimenti e 27 nuove assunzioni. Un’azienda è ancora in fase istruttoria, con una richiesta di 2,8 milioni di contributo, a fronte di un investimento di circa 4 milioni e un incremento occupazionale di 50 nuovi addetti”. Inoltre l’area di crisi ha consentito di ottenere una proroga dell’indennità di mobilità, a partire dal 2017, di cui hanno beneficiato circa 450 lavoratori del Piceno, con un impegno di spesa di 10 milioni di euro. Casini ha quindi anticipato la volontà della Regione di spingere per l’emanazione di un nuovo bando, finanziato con le economie del precedente, per sostenere le attività produttive che ricadono nell’area di crisi complessa del piceno. “Di strada ne è stata fatta tanta e c’è sicuramente ancora da pedalare”, ha sottolineato Casini. Intanto, però, il Piceno può contare su 11,3 milioni per le ciclabili, con 6 interventi che coprono 90 km di ciclovie. Nella provincia di Ascoli sono stati finanziati 71 interventi di edilizia scolastica, con 99 milioni destinati alla sicurezza degli edifici, di cui 18 per nuove scuole. Nel Piceno sono stati realizzati 200 nove alloggi di edilizia residenziale pubblica (la metà grazie al recupero dell’esistente) e 441 alloggi sono stati messi in sicurezza o ammodernati. Sono stati conclusi anche 10 milioni di interventi negli ospedali di Ascoli e San Benedetto e oltre 8 destinati alla loro riqualificazione energetica. Il sisma ha poi danneggiato la viabilità interna: nella provincia di Ascoli sono stati stanziati 309 milioni per 296 interventi di recupero, ricostruzione e messa in sicurezza delle strade. “Sono terminati i lavori sull’Ascoli Mare, abbiamo ottenuto 11 milioni per il miglioramento delle Mezzina e oltre 2 milioni per la Ripaberardese. Anas ha impegnato 44 milioni per sistemare diversi tratti tra Trisungo e Acquasanta, in attesa dell’ultimo tratto finanziato con 211 milioni che completerà l’ammodernamento del tracciato”. Inoltre la viabilità rurale nelle aree del cratere sismico ha visto la disponibilità di 18 milioni aggiuntivi per ripristinare i collegamenti e garantire l’attività aziendale anche nel Piceno. Sempre nel settore agricolo sono stati assegnati altri 5 milioni per lo scorrimento della graduatoria 2017 relativa agli investimenti rurali, in modo da finanziare il maggior numero di aziende, comprese quelle del Piceno (570 le domande pervenute a livello regionale). La vicepresidente ha ricordato che “nella provincia di Ascoli abbiamo investito, in aggiunta ai fondi della ricostruzione, altri 25 milioni per contrastare il rischio idrogeologico. Oltre 2 milioni sono stati destinati al miglioramento del porto di San Benedetto e della sua darsena turistica, mentre la Grotta sudatoria di Acquasanta Terme, uno dei luoghi più colpiti dal terremoto, verrà riqualificata, entro il 2021, grazie a un finanziamento di 6 milioni di euro”. Tanti i cantieri aperti, tante le opportunità colte e da cogliere: “Il futuro è già qui, poggia su basi solide”, ha concluso Casini.




Il ministro delle Politiche agricole nelle zone terremotate delle Marche

Centinaio: “L’obiettivo è aiutare i giovani a fare impresa”.

Casini: “In queste zone progetti di grande qualità”

 

 

Pieve Torina (MC) – Ha visitato tre aziende agricole terremotate e incontrato i rappresentanti delle associazioni regionali di categoria del mondo rurale marchigiano, i sindaci del territorio. È stata una “full immersion” nella Marche del post sisma, quella vissuta dal ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, nella nostra regione, toccando diverse province interessate dal sisma. Una mattinata e un pomeriggio di incontri che si sono succeduti nell’ambito del programma stabilito per prendere conoscenza dei problemi sul tappeto e della volontà di ripartite mostrata dal mondo agricolo. Accompagnato dalla vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, ha conosciuto realtà imprenditoriali rurali, avviate da giovani agricoltori, dislocate ad Arquata del Tronto (AP), Montefortino (FM) e Pieve Torina (MC), ultima tappa, dove ha partecipato ai lavori del Tavolo politico strategico delle Marche: organismo consultivo della Regione per la programmazione agricola.“Quella marchigiana è una terra colpita da un dramma, ma con gente fiera, persone con tantissima dignità, che vogliono proseguire il loro lavoro e che amano le proprie tradizioni e radici. Sono le persone che piacciono a me – ha detto il ministro – Le Marche, dopo il Lazio, sono la seconda tappa concordata con le Regioni per visitare le zone terremotate. Ho chiesto all’assessore di farmi vedere quelle che sono le zone più importati da valorizzare. Quello che ho visto fa molto pensare, offre spunti di riflessione. L’obiettivo che abbiamo, in questo momento, è aiutare i giovani a fare impresa, a vivere serenamente e pensare al futuro in zone, belle e devastate, come queste”. Al ministro “abbiamo fatto vedere le realtà delle aree interne che hanno avuto grandi sofferenze, ma dove ci sono imprenditori giovani e tenaci che stanno attuando progetti di grandissima qualità, importanti per la rinascita di queste zone non soltanto dal punto di vista agricolo ma anche dal punto di vista turistico – ha riferito la vice presidente Casini – Credo che  abbia apprezzato questo giro. Avremmo potuto scegliere zone più semplici da raggiungere, ma penso che la tenacia di questi giovani che si impegnano a tenere, per noi, vive queste aree andava premiata. Abbiamo a disposizione 160 milioni di euro aggiuntivi, per le zone terremotate e 110 sono già stati stanziati. Al ministro abbiamo raccontato anche questo, evidenziando la volontà della Regione di puntare sui giovani e sulla qualità espressa dall’entroterra”. Ad Arquata del Tronto, il ministro ha visitato l’azienda agricola del trentaseienne Giovanni Palaferri, attiva nella frazione Spelonga. L’attività si è insediata nel maggio 2016 con le agevolazioni per i giovani agricoltori. Dopo il sisma, la Regione ha installato una tensostruttura per ospitare 22 capi bovini e 16 ovini. A Montefortino Centinaio ha avuto modo di apprezzare l’attività dell’azienda condotta da Roberta Baigueri: nonostante i danni all’abitazione, l’attività di piante officinali è ripresa senza esitazioni. La famiglia è originaria della Lombardia e, superando le difficoltà, continua a investire in questo territorio. A Pieve Torina ha potuto visitare la Società agricola Villanova di Silvia Ermini e Alba Alessandri che alleva galline ovaiole biologiche e bovini da latte. A seguito del terremoto, la stalla bovini è stata delocalizzata e l’attività riavviata. La giornata nelle Marche del ministro Centinaio si è conclusa presso l’Istituto Monsignor Paoletti di Pieve Torina, con i lavori del Tavolo politico strategico.

 




2 milioni di euro per il porto di San Benedetto?

Anna Casini: “Buona festa della Madonna della Marina”!!!

Grandi notizie per San BenedettoSentite cosa ho da dirvi!!!https://www.cronachepicene.it/2018/07/27/porto-anna-casini-annuncia-in-arrivo-due-milioni-di-euro-foto-e-video/55240/

Pubblicato da Anna Casini su Venerdì 27 luglio 2018




Regione Marche, Ceriscioli: “accordo importante con un’impresa del territorio in grado di creare nuova occupazione e sviluppo”

ANCONA – Questa mattina il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli accompagnato dalla vice presidente, Anna Casini, ha fatto visita allo stabilimento ascolano della Sabelli spa e a margine, insieme agli amministratori delegati Sabelli, Simone Mariani e Angelo Davide Galeati, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare il contratto di sviluppo “LaTraZione 2020”.

“Restare sul territorio non è solo un attaccamento emozionale – ha sottolineato Ceriscioli – ma significa fare per tempo delle scelte che ci permettono di sviluppare economia vera. È stato un grande risultato approvare gli strumenti di finanziamento per l’ Area di crisi complessa sui quali tutta l’amministrazione regionale è impegnata dal 2015. Il progetto della Sabelli è la testimonianza di come i contratti di sviluppo abbiano una ricaduta reale in termini occupazione, sicurezza nei luoghi di lavoro, innovazione e ricerca e qualità del prodotto. Ci sono ancora tanti progetti presentati a valere sulle risorse nazionali e regionali, molti dei quali già approvati Io sono già in corso di realizzazione. Un rapporto pubblico privato trasparente nel quale si presentano progetti e sui quali si canalizzano risorse pubbliche che attivano investimenti privati. Fino a qualche anno fa la politica non si occupava delle politiche industriali, dopo la recessione si è capito che invece serve una strategia di policy a favore del sistema produttivo e tutti gli Stati più importanti la fanno. Questo significa programmare gli strumenti e metterli a disposizione delle imprese che hanno capacità progettuale e d’innovazione”.

“Abbiamo negoziato il primo contratto di sviluppo delle Marche – ha rimarcato Casini – perché l’azienda ha sviluppato un progetto esaminato e approvato dal Ministero dello sviluppo economico che ha riscosso molto successo, perché è basato sulla qualità, innovazione e nuova occupazione”.

“Un investimento estremamente importante per la nostra azienda casearia – ha detto Mariani – che realizzerà ad Ascoli Piceno, nei prossimi tre anni, ampliamenti e innovazioni tecnologiche nell’ottica di industria 4.0 con digitalizzazione e  automazione dei processi, garantendo sviluppo e occupazione in questo territorio. E’ un segnale di grande fiducia e di speranza che vogliamo dare a questa provincia continuando come famiglia Sabelli a credere nell’importanza del territorio dove manterremo le produzioni di maggior valore aggiunto, investendo 9 milioni di euro in attrezzature e impianti e con oltre 3 milioni di euro nell’area ricerca e sviluppo anche in collaborazione con Università e Centri di ricerca”.

“Il progetto al di là della sua bontà dell’azione – ha sottolineato Galeati – ribadisce e rafforza la volontà della nostra famiglia di continuare ad investire in questa provincia, nonostante il sisma, la crisi economica complessiva del Paese e nonostante la competizione in questo settore. Noi spingiamo molto sull’automazione laddove pensiamo di poter migliorare la qualità di lavoro dei nostri collaboratori, investendo su produzioni artigianali dove c’è una manualità e l’impegno delle persone”.

La Regione Marche cofinanzia il contratto di sviluppo della Sabelli spa per l’ampliamento del sito produttivo di Ascoli Piceno e l’incremento di 40 unità lavorative. La Giunta regionale ha approvato lo schema di Accordo di programma e sottoscritto tra Regione, Ministero dello sviluppo economico (Mise) e Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti).  A fronte di un investimento aziendale superiore ai 12,7 milioni di euro, la parte pubblica garantirà agevolazioni per 5,2 milioni di euro (200 mila euro a carico della Regione). Si tratta di ulteriori 5 milioni che vanno ad accrescere le risorse pubbliche disponibili per il rilancio del Piceno e che si aggiungono ai 37 già assegnati dal Mise all’area di crisi. (a.f.)

 

 




Regione Marche, edilizia scolastica per il triennio 2018-2020 e piano annuale 2018: definiti i criteri per la programmazione

ANCONA – Nuova programmazione in materia di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020 e piano annuale 2018: la Giunta regionale ne ha definito i criteri e inviato lo schema di deliberazione al Consiglio delle autonomie locali per il parere.

 

Tra i progetti finanziabili gli interventi di adeguamento sismico, di nuova costruzione in sostituzione di edifici esistenti o di miglioramento; interventi finalizzati all’eliminazione di rischi, all’ottenimento della certificazione di agibilità dell’edificio e all’adeguamento alla normativa antincendio; ampliamenti o nuove costruzioni per specifiche esigenze scolastiche; e interventi che prevedano esclusivamente opere per l’adeguamento antincendio finalizzati all’ottenimento della relativa certificazione.

 

Possono presentare proposte progettuali Comuni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni. Le proposte devono riguardare esclusivamente edifici di proprietà pubblica adibiti ad istruzione scolastica statale compresi i CPIA (Centri Permanenti Istruzione Adulti); costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici; edifici esistenti destinati o da destinare a poli di infanzia (0-6) solo se muniti di codice edificio dell’Anagrafe Regionale dell’Edilizia Scolastica (ARES).

 

“Nella attribuzione dei punteggi – evidenzia la vicepresidente Anna Casini – è stata rivolta attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, al raggiungimento di classi energetiche qualificanti l’edificio, al ricorso a fonti di finanziamento integrative quali il Conto termico. Ulteriore impegno è stato posta verso i Comuni che si trovano in aree interne svantaggiate”.

 

A seguito della valutazione da parte della commissione preposta i progetti valutati ammissibili e dei punteggi attribuiti entreranno nella programmazione 2018-2020 secondo una graduatoria. Il finanziamento verrà concesso ad interventi di livello definitivo o esecutivo relativamente ad un progetto per ente locale per annualità. Per quanto riguarda la disponibilità finanziaria, il MIUR non ha ancora proceduto alla ripartizione delle somme a disposizione per le singole Regioni. Sulla base delle risorse disponibili si procederà ad una riserva del 30% per le Amministrazioni provinciali.

 




Fritto Misto 2017, Casini: “Tanti turisti presenti, vinta la paura del terremoto”

ASCOLI PICENO, 26 aprile 2017 – “Il fritto batte le paure legate al terremoto. Tanti i turisti che, in queste giornate di festa, sono venuti ad Ascoli Piceno per vivere la città e il suo territorio all’insegna di una manifestazione che sa legare una tradizione tipica locale alla buona cucina italiana e straniera a base di frittura”. È quanto commenta la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, al “giro di boa” del festival che sta vivendo un’edizione particolarmente felice. “I timori legati agli effetti del sisma sul sistema turistico regionale, ad Ascoli, sono stati confutati da una presenza costante di tante persone che affollano il Palafritto e gli angoli più caratteristici del capoluogo – sottolinea Casini – La tredicesima edizione della rassegna si conferma come una delle più seguite. A testimoniarlo non sono le suggestioni personali, ma i dati tracciabili, come quelli delle vendita, quest’anno già triplicata, delle Fritto Card: tanti turisti, non locali, ma provenienti dal Veneto, dal Piemonte, dalla Toscana e dall’Emilia Romagna, hanno acquistato la carta che garantisce sconti e agevolazioni. Un segno di solidarietà verso le Marche, ma anche la dimostrazione che la regione mantiene il proprio appeal turistico che ha saputo conquistarsi negli anni”. La vicepresidente evidenzia, poi, come anche lo stand istituzionale della Giunta regionale registri “attenzione e curiosità. Molte le richieste legate ai bandi del Programma di sviluppo rurale e ai temi dell’agricoltura, come il recente riconoscimento dell’Igp (Indicazione geografica protetta) all’olio prodotto nelle Marche”. Intanto, per domani, gli appuntamenti istituzionali registrano due importanti convegni: la mattina quello della Regione, dedicato ai mercati locali e alle filiere corte; nel pomeriggio quello dedicato al turismo nelle aree interne.




L’assessore all’Agricoltura Anna Casini a Vinitaly

Acona, 2016-04-10 – “Il vino è uno dei migliori biglietti da visita della nostra regione, testimone di una crescita qualitativa che ha saputo coniugare il territorio con la straordinaria bellezza del paesaggio”. Con questa convinzione l’assessore all’Agricoltura Anna Casini è a Verona per presenziare alla cerimonia di inaugurazione della 50a edizione del Salone internazionale Vinitaly e per partecipare alle iniziative organizzate dalla Regione Marche nell’ambito dell’evento.

I vini italiani – continua l’assessore – sono sempre più protagonisti sui mercati internazionali e le Marche consolidano la loro reputazione di regione vinicola, con una crescita in valore dell’export di oltre il 65% nell’ultimo decennio. Il dato dell’esportazione è dunque la punta di diamante, ma è l’intero settore vitivinicolo marchigiano a confermare ed accrescere anno dopo anno la sua particolare vivacità. I risultati positivi non sono evidentemente frutto di improvvisazione, ma di professionalità, impegno e dedizione dei produttori che da tempo hanno smesso l’abito del contadino per indossare quello dell’imprenditore, competente, attento all’evolversi degli scenari e a cogliere le opportunità offerte dalle politiche agricole attraverso gli strumenti finanziari messi a disposizione dalla UE. Il settore, favorito anche dal ricambio generazionale, incrementa infatti le sue azioni innovative, reagisce prontamente al mercato e investe nel vigneto, in cantina e nel marketing per mantenere e consolidare le posizioni acquisite e per aumentare la capacità competitiva delle proprie imprese. Questa tendenza è sostenuta con convinzione dalla Regione che attraverso i fondi previsti dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020 sta incentivando operazioni di aggregazione da parte della aziende al fine di avere la forza per poter giocare un ruolo fondamentale nel commercio internazionale, dove il rapporto tra compratore e venditore deve essere immediato e realizzato con prodotti superiori. L’eccellente qualità del nostro vino – conclude l’assessore Casini – , così come dell’olio extravergine e degli innumerevoli prodotti tipici che le nostre terre offrono, ci danno un’ottima base di partenza per poter essere sempre più competitivi negli scenari mondiali”.

Le 21 denominazioni di origine marchigiane (5 DOCG, 15 DOC e 1 IGT) hanno segnato e continuano a segnare performances particolarmente positive in Cina, Usa e Giappone. In area UE, il Nord Europa (Belgio, Olanda, Germania, Svezia e Inghilterra) rappresenta una importante area di commercio; buone le performances in area extra UE (Svizzera e Norvegia) destinazione verso la quale si stanno concentrando gli interessi di molte cantine marchigiane.

Elaborazioni di alcune testate giornalistiche specializzate su base Istat sostengono che l’export di vini marchigiani nel periodo gennaio-settembre, in milioni euro, ha registrato un incremento del 7% tra il 2014 e il 2015 (2014 euro 33.838.000 – 2015 euro 36.217.000) contro la media nazionale del 5,5%. Nelle Marche i topbuyer in valore sono di gran lunga gli Stati Uniti, che rappresentano il 26% delle esportazioni, seguiti da Giappone (9%), Germania (8%), Svezia (8%), Regno Unito (7%), Russia (5%), Canada (5%) e Cina (4%).

programma Vinitaly Marche

programma Vinitaly Marche

 

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I NUMERI DEL VINO NELLE MARCHE

Secondo l’ultimo Censimento dell’agricoltura (2010) il comparto regionale conta circa 14.190 aziende su 17.500 ettari di vigneto (1,2 ettari la superficie media delle aziende) per una produzione media nell’ultimo quinquennio di circa 1.000.000 di ettolitri. La produzione dei vini DOP/IGP registra mediamente l’incidenza sul totale di oltre il 64% (69 % nel 2015) confermando un trend regionale di crescita costante dei vini a marchio di qualità. In attesa di confrontare i dati regionali con i dati produttivi nazionali del 2015, si rileva che nel 2014 la percentuale di produzione di vini DOP Marche era il 41% della produzione totale regionale, contro la media italiana del 35%, sul totale nazionale. Il generale e diffuso apprezzamento delle 21 denominazioni regionali da parte della critica enologica e dei consumatori è peraltro attestato dai numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti da un sempre maggior numero di imprese marchigiane. La consegna della medaglia Cangrande nell’edizione Vinitaly 2016 alla Cantina Terracruda ne è la dimostrazione.

LE AZIONI – IL VIGNETO MARCHE

Un grande risultato ottenuto grazie ad un percorso che fin dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso ha scommesso in maniera lungimirante soprattutto sui vitigni autoctoni e di antica diffusione e coltivazione, considerati patrimonio viticolo regionale, che oggi sono valorizzati nelle DOP e IGP marchigiane tanto da evocarne i territori di provenienza di cui diventano espressione e testimoni di eccellenze, oltre che d’eccellenza. Parliamo di vitigni a bacca bianca, come Verdicchio, Passerina, Pecorino, Biancame, e varietà a bacca nera, come Lacrima Nera, Vernaccia Nera, Montepulciano e Sangiovese, cui si aggiungono mano a mano vitigni antichi che vengono riscoperti e valorizzati (Garofanata, Famoso). Il PSR Marche e l’OCM vitivinicolo inoltre, con il supporto della Regione, hanno contribuito a rinnovare il “Vigneto Marche”, specializzandolo e orientandolo alle produzioni di qualità, ad aumentarne la competitività e a stimolare l’introduzione di processi innovativi nella “Cantina Marche”, a definire il “Mercato dei vini delle Marche”, favorendo l’interazione delle imprese con i Paesi UE ed extra UE grazie azioni di promozione e valorizzazione in grado di far conoscere e riconoscere i vini marchigiani. La crescita del settore si legge dunque anche nella performance di spesa degli strumenti finanziari a disposizione dei produttori. Nel 2014/2015 è stata confermata la crescita di adesione a tutte le misure previste dal Programma Nazionale di Sostegno dell’OCM Vitivinicolo, con una spesa complessiva superiore agli importi originariamente assegnati dal Mipaaf, che ha consentito di partecipare all’assegnazione integrativa di fondi a livello nazionale, drenando fondi da regioni che non hanno speso completamente la loro dotazione. Nel 2015, a fronte infatti di una dotazione di fondi originariamente assegnata alle Marche di euro 7.446.475,00, è stato liquidato l’importo di euro 8.212.087,27 anche anticipando parte della dotazione della campagna 2015-2016.

 

MISURE

Assegnato

(iniziale)

DM 3741/2014

Fabbisogno registrato a

Dicembre 2015

Promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi

1.677.584,00

1.701.826,55

Ristrutturazione e riconversione vigneti

4.209.448

4.834.741,52

Investimenti in cantina

1.287.774,00

1.675.519,20

Vendemmia verde

271.669

0

Totale

7.446.475,00

8.212.087,27

 

In particolare la spesa per la misura della ristrutturazione vigneti ha registrato un significativo aumento rispetto alle iniziali previsioni, segno della diffusa consapevolezza della ricerca della qualità del vino a partire dal vigneto. Ottimi risultati sono stati ottenuti anche dalle misure investimenti in cantina e promozione sui mercati dei Paesi terzi che, registrando un trend costantemente crescente nelle ultime campagne, evidenziano la grande attenzione dei produttori per la trasformazione e la commercializzazione, quali necessari strumenti per lo sviluppo dinamico del settore. Un ulteriore dato che conferma la performance del settore vitivinicolo marchigiano, il suo carattere di vivacità ed il suo trend di crescita è la richiesta per il primo bando nazionale per l’assegnazione delle autorizzazioni dei nuovi vigneti. Qui, a fronte di una disponibilità di 172 ettari sono state registrate richieste per 280 ettari.

CAMPAGNA VITIVINICOLA 2015-2016 La campagna vitivinicola 2015-2016 attualmente in pieno svolgimento, con una dotazione complessiva di 7.446.475,00 euro, verte sull’attuazione della promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi e della ristrutturazione dei vigneti, misure di forte interesse per i produttori regionali. Gli aiuti per la promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi sono stati concessi ai due consorzi di tutela dei vini marchigiani, per quanto riguarda la ristrutturazione vigneti, ad oggi è confermata la forte domanda delle imprese. La liquidazione degli aiuti avverrà entro il 15 ottobre 2016. Ai dati di cui sopra si somma l’intervento del Programma di Sviluppo Rurale che interviene a sostegno degli investimenti e delle azioni per la promozione nel mercato comunitario.

Di seguito gli indicatori più significativi e caratterizzanti del settore vitivinicolo marchigiano:

 

Superficie vitata ha

2014

17.505

2015

17.263

 

 

Superficie vitata per provincia

(anno 2015)

Provincia

Superficie

Ancona

5.480

Ascoli Piceno

6.310

Fermo

1.469

Macerata

2.360

Pesaro-Urbino

1.644

Ettari

17.263

 

Fonte: Inventario delle superfici vitate

 

Produzioni

Percentuali

Vendemmia

Superficie Vitata [ha]

Totale Uva [qt]

Vino Totale [hl]

Vino da tavola

Vini Varietali

Vini IGP

Vini DOP

2009

18.106,00

1.361.461,00

1.063.891,00

32,80%

0,21%

26,18%

40,81%

2010

17.760,00

1.443.528,00

1.160.762,00

37,24%

0,32%

24,39%

38,06%

2011

17.446,00

1.063.106,47

1.023.196,21

42,62%

0,15%

20,42%

36,81%

2012

17.847,00

1.030.945,35

872.032,18

35,96%

0,02%

24,45%

39,57%

2013

17.563,00

1.169.565,51

1.016.554,23

35,57%

0,29%

26,63%

37,51%

2014

17.249,50

1.041.430,60

894.436,89

33,43%

0,21%

24,92%

41,44%

2015

17.263,00

1.152.615,70

979.656,44

30,44%

0,43%

25,87%

43,26%

Fonte: Regione Marche su dati Agea da dichiarazioni di vendemmia e produzione vino

 

Fonte: Regione Marche su dati Agea da dichiarazioni di vendemmia e produzione vino




Il governo dei nostri suoli, una sfida planetaria

L’assessore Casini: “Per una gestione sostenibile serve la massima collaborazione di tutti gli attori e una buona governance a partire dalla nuova legge urbanistica della Regione”

Treia , 2016-04-08 – “Il governo dei suoli rappresenta una sfida planetaria che per essere risolta, deve prevedere, accanto agli accordi internazionali, la volontà delle istituzioni nazionali, delle amministrazioni locali e degli agricoltori”. Così la vicepresidente Anna Casini è intervenuta al convegno “Il governo dei nostri suoli” organizzato oggi a Treia dal servizio Agricoltura della Regione Marche per illustrare agli attori locali del settore i risultati del rapporto Fao “Stato delle risorse dei suoli nel mondo”. Dal documento che riunisce il lavoro di circa 200 esperti in materia provenienti da 60 paesi risulta che i suoli del pianeta si stanno rapidamente deteriorando, ma che questo trend potrebbe essere invertito se i Paesi si impegnassero a promuovere pratiche gestione sostenibile e l’uso di tecnologie appropriate. Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni ed importanti indicazioni per uno sviluppo sostenibile.
La sua pubblicazione nel dicembre scorso ha coinciso  infatti con la chiusura dell’Anno Internazionale dei Suoli 2015 delle Nazioni Unite, che mirava a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di quello che è stato definito “il silenzioso alleato umanità”.
“I suoli – ha detto ancora l’assessore Casini – sono essenziali per produrre colture ricche di nutrienti, filtrano e puliscono decine di migliaia di chilometri cubi di acqua ogni anno. Fungendo da grandi serbatoi di carbonio inoltre,  aiutano a regolare le emissioni di anidride carbonica ed altri gas serra, e sono quindi fondamentali per regolare il clima. Ulteriori perdite di terre produttive danneggerebbero fortemente la produzione agricola e la sicurezza alimentare, aumentando la volatilità dei prezzi alimentari, e potenzialmente spingendo milioni di persone sotto la soglia della fame e della povertà.  Ne consegue che, come ha affermato il Segretario Generale dell’Onu Ban-ki Moon, in un messaggio per la Giornata mondiale dei suoli dobbiamo tutti impegnarci  a promuovere una gestione sostenibile dei suoli, ancorata a una buona governance, al controllo dell’urbanizzazione, alla prevenzione di contaminazioni ambientali e ad investimenti mirati. Come Regione Marche in particolare abbiamo deciso di integrare le iniziative già in corso per la definizione della nuova legge urbanistica con questo  convegno sul tema “suolo” inteso come risorsa naturale da tutelare e da gestire garantendo il migliore equilibrio tra esigenze economiche ambientali e sociali”.Il Servizio Agricoltura della Regione Marche inoltre, attraverso il convegno, ha voluto valorizzare e diffondere anche ai non addetti ai lavori i risultati ottenuti con l’introduzione della Politica Agraria Comune (PAC).  Si tratta di aiuti finanziari alle imprese agricole concessi a condizione di rispettare appositi standard di coltivazione  con lo scopo appunto di conciliare la conservazione delle risorse naturali ed il raggiungimento dei risultati economici  (standard di Condizionalità 1° Pilastro PAC per gli aiuti diretti agli agricoltori). La stessa PAC attraverso il Piani di Sviluppo Rurale  (PSR – 2° pilastro) concede solo su base volontaria ulteriori risorse finanziarie per  garantire validi miglioramenti  nelle strutture utilizzate ma anche nei metodi di coltivazione come la produzione in  biologico o integrata. Dal punto di vista più specifico attraverso l’iniziativa si è dato  conto anche  scelte fatte in passato, agli inizi degli anni 2000, per  la conoscenza dei suoli regionali dall’amministrazione regionale che oggi dimostrano a pieno la loro utilità. Considerati i  tempi molto ristretti per poter intervenire efficacemente la scelta della Regione Marche è stata quella di dotarsi internamente al Servizio Ambiente Agricoltura  di personale tecnico e strumenti necessari per effettuare direttamente il monitoraggio garantendo anche la conseguente gestione dei dati e la produzione di informazioni utili allo suo interno e fruibili da tutti gli altri soggetti coinvolti. La misura ripetuta nel tempo delle caratteristiche dei suoli e dei fattori che possono influire sulla loro conservazione e miglioramento porta con se una doppia utilità:
– da un lato si garantisce al consumatore ed in generale al cittadino la tracciabilità e la trasparenza delle attività produttive con garanzie di qualità, originalità e salubrità degli alimenti;
– nello stesso tempo, si  è in grado di intercettare tempestivamente comportamenti negativi (anche involontari legati alla non conoscenza dei fenomeni) prima che si arrivi a determinare danni irreparabili.

Il rapporto Fao  si concentra sulle 10 maggiori minacce alle funzioni dei suoli: erosione, perdita di carbonio organico, squilibrio dei nutrienti, acidificazione, contaminazione, impaludamento, compattazione, impermeabilizzazione e perdita di biodiversità.? Il documento nota  come ci sia un consenso generale sulle strategie legate al suolo che può da una parte, aumentare l’offerta alimentare, e dall’altra minimizzare gli effetti dannosi sull’ambiente.?La soluzione proposta si basa sulla gestione sostenibile del suolo e richiede la partecipazione di un’ ampia gamma di stakeholder che vanno dai governi ai piccoli contadini.?L’erosione, ad esempio, può essere frenata riducendo o eliminando il dissodamento – scavare, rigirare e rimestare il terreno – ed usando i residui agricoli per proteggere la superficie del suolo dagli effetti della pioggia e dei venti. Similmente, i suoli che soffrono di carenze di nutrienti possono essere risanati e i raccolti migliorati restituendo i residui agricoli ed altri materiali organici al suolo, attuando la rotazione delle colture con colture che fissano l’azoto, e facendo un uso responsabile dei fertilizzanti organici e minerali.
In questo contesto sono quattro le priorità di azione che nel corso del convegno sono state illustrate dal responsabile Ufficio suoli e gestione del territorio della Fao Ronald Vargas Roias:
1. Ridurre il continuo degrado dei suoli e ripristino della produttività di quei terreni già degradati in regioni dove le persone sono più vulnerabili;
2. Stabilizzare gli stock mondiali di materiale organico dei suoli, tra cui anche il carbonio organico ed altri organismi presenti nel terreno;
3. Stabilizzare o ridurre l’uso globale di fertilizzanti al nitrogeno e al fosforo, aumentando l’uso di fertilizzanti in regioni con carenze di nutrienti;
4. Migliorare la nostra conoscenza sullo stato e i trend delle condizioni del suolo.

Tali azioni devono essere supportate da politiche mirate, tra le quali: promuovere lo sviluppo di sistemi di informazione sui suoli per monitorare e prevedere i loro cambiamenti; aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulle tematiche relative al suolo, integrandole nell’istruzione formale e nella formazione – dalla geologia alla geografia, dalla biologia all’economia; investire in ricerca, sviluppo e divulgazione per condurre test, e diffondere tecnologie e pratiche di gestione sostenibili del suolo; introdurre normative ed incentivi appropriati ed efficaci; promuovere il raggiungimento della sicurezza alimentare locale, regionale ed internazionale tenendo in considerazione le risorse del suolo dei singoli paesi e le loro capacita di gestirle in maniera sostenibile.

Sono intervenuti tra gli altri Luca Montanarella responsabile Land resources management unit al Joint Reserch Centre della Commissione Europea; Camillo Zaccarini Bonelli direttore Divisione strumenti gestione del rischio Mipaff; Giuseppe Corti del dipartimento di scienze agrarie della Universita’ politecnica delle Marche. Al termine del convegno i partecipanti hanno potuto visitare la Pedoteca regionale dove vengono conservati e analizzati i campioni dei suoli e il Museo archeologico di Treia.
SCHEDA TECNICA

Alcune delle principali conclusioni del rapporto:
L’erosione porta via tra i 25 e i 40 milioni di tonnellate ogni anno, riducendo significativamente i rendimenti delle coltivazioni e la capacità del suolo di immagazzinare e riciclare carbonio, nutrienti ed acqua. Le perdite nella produzione cerealicola annua dovute all’erosione sono stimate attorno ai 7,6 milioni di tonnellate ogni anno. Se non si agirà per frenare l’erosione, si può prevedere una riduzione totale di tale produzione di oltre 253 milioni di tonnellate entro il 2050. Tale perdita produttiva equivarebbe a rimuovere 1,5 milioni di chilometri quadrati di terra dalla produzione agricola – pari a quasi l’intera superficie arabile in India.

La mancanza di nutrienti nel terreno é il principale ostacolo ad un miglioramento della produzione alimentare e delle funzioni del suolo in molti contesti ambientali degradati. In Africa tutti i paesi, eccetto tre, estraggono dal suolo ogni anno più nutrienti di quelli che vengono restituiti attraverso l’uso di fertilizzanti, residui agricoli, concime ed altro materiale organico.??L’accumulo di sali nel suolo riduce i raccolti agricoli e può arrivare a bloccare completamente la produzione. La salinità indotta dall’uomo colpisce circa 760.000 chilometri quadrati di terra in tutto il mondo – un’area più ampia di tutta la terra arabile del Brasile.??L’acidità del suolo costituisce un serio limite alla produzione agricola in tutto il mondo. Gli strati superficiali più acidi nel mondo si trovano in quelle aree del Sud America che hanno subito deforestazioni ed agricoltura intensiva.