Arriva a Marche Nord il secondo caschetto ‘anti alopecia’ per la prevenzione della caduta dei capelli dopo i trattamenti chemioterapici.

Marche Nord: inaugurato secondo caschetto ‘anti-alopecia’ per prevenire caduta capelli

Ceriscioli: “La malattia non deve portarci via l’identità”

(PESARO) – Arriva a Marche Nord il secondo caschetto ‘anti alopecia’ per la prevenzione della caduta dei capelli dopo i trattamenti chemioterapici. Lo strumento, già in uso per le pazienti, è stato posizionato nello stabilimento di Muraglia dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord. Nel pomeriggio di oggi è avvenuta l’inaugurazione, alla presenza del presidente della Regione Luca Ceriscioli, del direttore generale Maria Capalbo e del direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia Rodolfo Mattioli. “La Regione Marche – spiega il presidente Luca Ceriscioli – in questi cinque anni ha cambiato passo negli investimenti tecnologici che, da troppi anni, erano fermi nella sanità marchigiana. Ha sbloccato e investito milioni di euro in macchinari di ultima generazione a vantaggio del paziente e delle cure. Marche Nord è un esempio di come si è riusciti a impegnare queste risorse trasformandole in servizi importanti, in questo caso per la lotta contro i tumori”. Ceriscioli sottolinea poi che “occorre curare la persona in maniera integrale. La malattia non deve portarci via l’identità e una struttura all’avanguardia deve prendersi carico di tutte le esigenze della persona. Ho apprezzato tante belle esperienze, da questo punto di vista, nella nostra regione, a partire da alcune che si preoccupano di spiegare ai malati come chiedere i permessi di lavoro per accedere alle cure. È un’attività molto importante, di medicina complementare, che trova spazio nel nuovo Piano sanitario, dove si parla di medicina di genere perché è fondamentale preservare la persona, ognuna con le sue diverse esigenze, come l’investimento nel caschetto sta a testimoniare”. Prevenire la perdita di capelli durante la chemioterapia – aggiunge il direttore generale Maria Capalbo – “è da sempre l’obiettivo del medico oncologo, dell’infermiere e della paziente che deve sottoporsi a questo trattamento. L’alopecia chemio-indotta, sebbene sia reversibile, è uno degli effetti collaterali più impattanti a livello psicologico nei pazienti in trattamento, ma nella paziente donna ha un impatto, se possibile, ancora maggiore. Le implicazioni psicosociali e l’alterazione dell’immagine corporea può andare a influenzare l’accettazione del trattamento chemioterapico. Per questo siamo i primi in regione ad aver voluto fortemente questo macchinario. Un secondo dispositivo è stato voluto fortemente proprio per agevolare al massimo i pazienti ed evitare spostamenti tra i vari presidi. In questi anni sono tantissimi gli investimenti che Marche Nord è riuscita a fare proprio in ambito oncologico, grazie alla Regione Marche. Un salto di qualità che l’azienda ha potuto realizzare in questi anni grazie ai finanziamenti regionali. Il rinnovamento tecnologico è tutto a vantaggio del paziente e colloca Marche Nord tra le eccellenze in questa specializzazione. Continueremo con gli investimenti che, in questi anni, hanno contribuito, in modo rilevante, a migliorare la qualità delle cure, senza mai dimenticare l’aspetto dell’umanizzazione”. Lotta ai tumori “significa umanizzazione ma anche avanzamento tecnologico – rimarca il direttore di Oncologia Rodolfo Mattioli – Siamo uno dei pochi ospedali, in Italia, a essere dotati di due caschetti anti alopecia, un macchinario a cui i nostri pazienti possono accedere gratuitamente, diversamente da quanto accade in alcune strutture italiane”.

Fin dal 1970 sono stati utilizzati diversi sistemi di raffreddamento per prevenire la perdita dei capelli, ma con risultati scarsi e con un elevato disconforto per il paziente. Grazie al miglioramento della tecnologia, il sistema DigniLife è oggi utilizzato di routine in diversi centri di eccellenza in Italia ed Europa; risulta a oggi l’unico strumento per il raffreddamento del cuoio capelluto ad aver ricevuto, nel dicembre 2015, l’approvazione da parte della FDA. I risultati ottenuti nel periodo di utilizzo del sistema Dignicap, nell’UOC di Oncologia Medica dell’AORMN (Presidio S Croce) sono rilevanti. Dal 15 settembre 2016 al 30 aprile 2019 hanno terminato la terapia con l’ausilio del sistema DigniCap (caschetto) 158 donne. Il protocollo aziendale prevede la selezione di tutte le pazienti di età superiore a 18 anni a cui è stata documentata la diagnosi di tumore mammario (n.116) o tumore ginecologico (n. 20) che dovranno effettuare la chemioterapia.

“Il trattamento è risultato positivo nel 70% del totale – continua Mattioli – la nostra esperienza ci dimostra che un efficace trattamento di raffreddamento del cuoio capelluto e l’utilizzo di un dispositivo tecnologicamente avanzato come il DigniCap, favorisce nelle donne in trattamento: migliore collaborazione tra infermieri e paziente, migliore accettazione del trattamento chemioterapico, una accettazione della propria immagine corporea che tende a non modificarsi, il mantenimento delle proprie attività quotidiane e sociali. Risulta evidente, dai dati riportati, che le pazienti hanno ottenuto dei risultati soddisfacenti; la percentuale delle pazienti uscite dal trattamento non ci fa rinunciare a uno strumento che permette di mantenere alle pazienti maggiore fiducia in se stesse e nella propria immagine”.

I numeri del reparto di oncologia di Marche Nord registrano, per il 2018, un’attività ambulatoriale di circa 10 mila prestazioni l’anno, con 1400 ricoveri in regime diurno per un totale di 13 mila accessi.

Ecco l’elenco delle nuove tecnologie in dotazione di Marche Nord acquistati per la lotta contro i tumori:

  • Robot Da Vinci – a Marche Nord arriva la chirurgia mini-invasiva e laparoscopica (costo: tre milioni di euro).
  • Due caschetti anti-alopecipa – per la prevenzione della caduta dei capelli dopo i trattamenti chemioterapici (costo: 120 mila euro).
  • Acceleratore Lineare – per la radioterapia stereotassica corporea (SBRT, Stereotactic Body Radiation Therapy), un’innovativa tecnica radioterapica non invasiva che permette di inviare una elevata dose di radiazioni direttamente sul volume tumorale con estrema accuratezza e precisione, provocandone la morte cellulare (necrosi) (costo: oltre tre milioni e 600 mila euro).
  • Esteya (donazione Credito cooperativo) – tecnologia di ultima generazione per la cura dei tumori cutanei.
  • Nuova Metodica OSNA (One Step Nucleic Acid Amplification) – la tecnica molecolare che permette di individuare, in poco più di 30 minuti, la presenza o meno di metastasi nel linfonodo sentinella
  • Ristrutturazione del reparto di oncologia – per migliore umanizzazione paziente (Oltre 500 mila euro).

 




900 mila euro per rafforzare i servizi sanitari a Fossombrone e Macerata Feltria.

 

Ceriscioli alle cerimonie di inaugurazione: “Tecnologie sul territorio per prestazioni di qualità”

 

Fossombrone – Macerata Feltria, 2018-05-12 – Migliorano i servizi sanitari nell’Area Vasta 1, con un investimento complessivo di 900 mila euro, servito per realizzare la nuova risonanza all’Ospedale di comunità di Fossombrone e il nuovo Centro dialisi del presidio territoriale di Macerata Feltria, con il taglio del nastro effettuato da una paziente in cura che ha portato la propria testimonianza e il ringraziamento dei pazienti interessati. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha partecipato alle cerimonie di inaugurazione, alle quali hanno preso parte le autorità locali, diversi nuovi parlamentari delle Marche e il direttore generale Asur Marche, Alessandro Marini. “Il messaggio che lanciamo oggi è molto semplice: si continua a investire nelle strutture del territorio perché la riorganizzazione sanitaria, assumendo ogni realtà il proprio ruolo, ha bisogno poi di crescere in termini di tecnologie e servizi alla comunità – ha detto il presidente Ceriscioli – La parte radiologica dell’ospedale di Fossombrone è particolarmente sviluppata perché ha una TAC nuova, una risonanza articolare nuova, un mammografo di ultima generazione, un Telecomandato (radiologia anche questa di ultima generazione) e due ecografi digitalizzati, in rete con tutte le strutture dell’Area Vasta 1. Un esame può essere svolto e letto in tutte le strutture interessate, senza necessità di spostare i pazienti. Quindi veramente delle tecnologie al servizio delle esigenze locali. Questo offre la possibilità di dare ai cittadini quello di cui hanno bisogno in termini di risposte mirate”. A Macerata Feltria, ha ricordato il presidente, “il problema era legato a una necessità del territorio perché la vecchia struttura era stata dichiarata inagibile”. Oggi è già operativa per la parte nefrologica e con il nuovo investimento “diamo una risposta essenziale a chi, più volte alla settimana, deve recarsi presso una struttura di dialisi. Ora trova il centro di cui ha bisogno vicino a casa. Un segno molto chiaro della volontà di superare quel pessimismo naturale che matura durante i cambiamenti, perché si pensa sempre a quello che si perde e non a quello che arriva”. Ceriscioli ha poi sollecitato i neo parlamentare a impegnarsi sulle questioni di governo che impattano sulla gestione della sanità regionale: fondo sanitaria adeguato ai servizi territoriali, tetto di spesa del personale, dotazione dei medici.

La risonanza magnetica nucleare di Fossombrone è del tipo a basso campo, per gli esami articolari degli arti e della colonna. Ha comportato lavori all’interno del reparto di diagnostica per immagine dell’ospedale, con nuovi spazi e impianti dedicati. I lavori, per un importo di 600 mila euro, hanno interessato la realizzazione del corridoio, di un locale con la cabina di risonanza, lo spogliatoio per i pazienti, la postazione di lavoro e una di visita, oltre a un ambulatorio e a uno studio medico, due uffici e due depositi. Hanno richiesto rinforzi strutturali del solaio, nuove partizioni interne, impianti elettrico, idrico, scarichi, riscaldamento e condizionamento. La nuova strumentazione è ideale per studiare l’intera anatomia muscoloscheletrica. Sarà impiegata, in particolare, per gli esami alla cervicale, lombare, anca e spalla. È una risonanza “aperta”, di particolare gradimento per i pazienti sofferenti di claustrofobia. L’avvio dell’attività per gli esterni inizierà con esami strumentali degli utenti già prenotati sull’Ospedale di Urbino, allo scopo di ridurre le attuali liste di attesa. In un secondo momento si apriranno le agende Cup (centro unico di prenotazione) per dare a tutti la possibilità di prenotarsi.

Il nuovo Cal (Centro dialisi e assistenza limitata) è stato realizzato al piano terra del Presidio di Macerata Feltria. Sviluppa una superficie di 185 mq, è organizzato con una sala d’attesa, un corridoio centrale che collega la sala dialisi con quattro postazioni (38 mq), due spogliatoi (uomini e donne) con bagno, l’area accettazione e la segreteria, l’ambulatorio medico, l’area per il personale sanitario, magazzino e sala macchine. I lavori hanno richiesto 300 mila euro e interessato, oltre l’impianto dialisi, la suddivisione interna e l’impiantistica. Nel settembre 2016, in seguito alla verifica tecnica relativa alla vulnerabilità sismica del Presidio Lanciarini di Sassocorvaro, la dialisi, trovandosi nella zona che non aveva superato le prove di staticità, era stata disattivata e i pazienti presi in carico dal Centro del Presidio Ospedaliero di Urbino. Ora il servizio, completamente ristrutturato, viene riaperto a Macerata Feltria con le più moderne tecnologie e un avanzato modello di cura. Sarà tra i pochi, a livello regionale, a lavorare con le tecniche migliori, integrando la più avanzata ricerca all’attività clinica.