Coronavirus e Scuole, Piunti incontra Milani

San Benedetto del Tronto, 2020-10-19 – Il Sindaco Pasqualino Piunti ha incontrato oggi il direttore dell’Area Vasta n. 5 Cesare Milani per fare il punto sullo stato di attuazione del protocollo di prevenzione della diffusione del contagio nelle scuole cittadine, così come definito nella riunione con i dirigenti degli istituti scolastici comprensivi del 6 ottobre scorso.

Sulla base del quadro attuale della situazione, così come rappresentato in queste ore dai dirigenti scolastici, sentito anche il direttore del servizio di igiene e sanità pubblica dr. Claudio Angelini, l’ASUR ha assicurato che entro pochissimi giorni saranno resi disponibili test rapidi da somministrare ad alunni e personale che sono stati a contatto con soggetti risultati positivi. In questo modo si potranno ottenere elementi più precisi per l’adozione di eventuali provvedimenti.




Il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso replica al Direttore Milani: “Dall’Asur Av 5 vogliamo informazioni continue e chiare sulla programmazione”

San Benedetto del Tronto, 2020-04-19 – Riceviamo dal Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso e pubblichiamo

 

Cesare Milani

Dal recente comunicato del dottor Milani: «L’ospedale di San Benedetto, una volta finita l’emergenza, tornerà completamente operativo, come prima e meglio di prima. Sarebbe sufficiente leggere la delibera di Giunta Regionale anziché inerpicarsi in infondate congetture».

Prima considerazione: qual è il vero senso dell’espressione “finita l’emergenza”? Pare infatti che sino a quando l’ospedale di San Bendetto sarà un ospedale solo per COVID, l’emergenza, per noi, non sarà finita, al contrario che negli altri ospedali. Però, dopo le proteste del sindaco e del Comitato, pare si sia trovata la sistemazione consona per i pazienti provenienti da Fermo presso la struttura privata di Campofilone che, come afferma Milani, «risulta essere individuata come luogo di degenza post-COVID sia per l’AV4 che per l’AV5». Dunque questi pazienti sarebbero non pazienti Covid in ricovero ordinario ma pazienti post-COVID, perché li si voleva mandare nell’ospedale di San Benedetto, che non è certo post-COVID, invece che in una struttura appositamente allestita a tal fine? In caso contrario, se si trattasse di pazienti COVID, ci chiediamo come mai un ospedale che dispone di un apposito reparto di malattie infettive che non ci risulta in carenza di posti letto, vorrebbe “ripulirsi” (termine orrendo), quando dovrebbe invece restare operativo sino all’ultimo: senza polemica alcuna, permetteteci di rilevare che ci appare strano-

Ricordiamo che il 12 marzo l’Ansa e la Regione Marche pubblicarono l’elenco degli ospedali COVID e non COVID, tra i primi San Benedetto, tra i secondi Ascoli, ma poi qualche giorno dopo Milani dichiarò che ad Ascoli «… dal 16 marzo saranno pronti 21 posti letto per la terapia semintensiva dei malati COVID» … «saranno pronti i posti letto di malattie infettive da destinare ai pazienti Covid 19 in quanto sono sub intensivi. Il Gruppo Gabrielli ci ha donato alcuni letti con tutti i respiratori e dunque siamo pronti per attivarli».Questa nuova struttura è stata istituita in un ospedale non Covid, e pur essendo pronta mai nessun politico del Piceno ha proposto trasferimenti nella stessa, né ha obiettato che sarebbe stato logico trasferire tali attrezzature nell’ospedale Covid di San Benedetto invece di lasciarle inutilizzate ad Ascoli. E non ci spieghiamo perché i pazienti di Fermo non siano stati mandati direttamente lì, in quanto pazienti post-COVID. Sembra che tutti si siano dimenticati di questi posti letto.

Seconda considerazione, inclusa nelle solite accuse di polemiche gratuite e di procurato allarme: «Sarebbe sufficiente leggere la delibera regionale», ma è proprio la delibera regionale che ci preoccupa, poiché tutti ricordiamo la storia della Neurochirurgia a San benedetto, prevista su ben due delibere (una addirittura “Piano Sanitario Regionale” 2012/2015), e mai attivata. Abbiamo quindi il dovere di essere molto diffidenti.

Il dottor Milani sostiene che «Sono pertanto infondati e soprattutto inaccettabili gli atteggiamenti di puro egoismo che non corrispondono alla volontà e al sentimento della quasi totalità degli operatori ospedalieri e territoriali dell’area Vasta 5». Chiaramente non ci siamo spiegati bene. Premesso che i pazienti post-COVID non vanno in un ospedale COVID, ma in luoghi diversi e appositi, ricordiamo che il Comitato ha sempre raccolto, per espressa decisione del direttivo e sin dall’inizio della sua attività, solo notizie sostenute da documenti, ordini di servizio e molto altro. Il dottor Milani ricorderà sicuramente, nel luglio 2019, l’ordine di servizio che voleva lasciare a casa la notte il medico dell’UTIC “per mancanza di personale”. Dopo la protesta pubblica del Comitato, sulla stampa del 27 luglio si leggeva: «La direzione sanitaria ha cercato e trovato il modo di reperire dall’organico di Ascoli Piceno il personale necessario al funzionamento regolare ed a norma di legge, con cardiologo in servizio anche la notte». Capirete tutti che il Comitato deve quotidianamente vigilare per evitare che si ripetano queste “sviste” che ci vengono continuamente segnalate. “Sviste” di cui soltanto una minima parte è stata resa pubblica, proprio perché vorremmo intervenire solo quando esse causano criticità davvero rilevanti e pressanti. Continueremo quindi a svolgere il nostro compito con tranquillità, sapendo benissimo di essere fastidiosi, come nessuno prima di noi era mai stato.

Tornando al dottor Milani e alle sue garanzie sul ripristino, vorremmo prevenire ogni fraintendimento sul fatto che andranno riportati al Madonna del Soccorso tutti i reparti, compresa la Pediatria, in passato purtroppo oggetto di conflitti, e i servizi, compresi il laboratorio analisi ed il centro trasfusionale [molto importante per un ospedale, come il nostro, votato all’emergenza, a detta di tutti]. E riguardo a quel “meglio” promesso da Milani: nella delibera regionale n. 272 del 9.3.2020, istitutiva degli ospedali Covid, si legge che «eventuali tecnologie acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono». Con amarezza constatiamo che tutte le “acquisite tecnologie” Covid, ossia le macchine per i test Covid e i respiratori donati per i pazienti Covid, sono state “acquisite” da Ascoli, ospedale non Covid, nonostante le ripetute proteste dalla costa. Pertanto chiediamo al dottor Milani che ci dica chiaramente se i dieci posti letto di Rianimazione, attivati per il Covid, resteranno “acquisiti” oppure se i posti letto saranno riportati al numero di tre mesi fa. Se la pneumologia, attivata per il Covid, verrà tolta. Se sarà attivato il reparto di malattie infettive, per evitare un secondo smantellamento in caso di ulteriore emergenza, oppure se Ascoli continuerà ad avere l’ambulatorio senza però prendersi i malati infetti. In caso positivo si potrà parlare di vero miglioramento, altrimenti sarà l’ennesima grave delusione con annesso fumo negli occhi. Ascoli si terrebbe le attrezzature, senza aver preso un solo malato, e alla costa non resterà nulla. Queste non sono né speculazioni né manifestazioni di egoismo, né polemica gratuita, ma semplici e logiche domande di programmazione per un’informazione che deve essere  continua e chiara. Attendiamo perciò le sue risposte dato che nessuno sembra sapere nulla e che del piano di ripristino della normalità promesso da Milani al Sindaco per ieri sera pare non si sappia ancora nulla. Resta che ormai pensar male non è peccato ma obbligo. Attendiamo risposte come dovuto.

Il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 

Ospedale Madonna del Soccorso, Milani risponde al Comitato, chiarisce e precisa: “Basta notizie false!”

 

2020-04-19

Pubblicato da Remo Croci su Domenica 19 aprile 2020

 

 




Ospedale Madonna del Soccorso, Milani risponde al Comitato, chiarisce e precisa: “Basta notizie false!”

(ndr: La Direzione di area vasta potrebbe anche anticipare i chiarimenti per non alimentare il protrarsi di inutili polemiche tanto che anche il Sindaco ha dovuto indire una riunione nel suo ufficio con il Direttore dell’Area Vasta 5, alcuni Medici del Madonna del Soccorso, alcuni Consiglieri, ecc. per poi arrivare a chiedere un ulteriore chiarimento a Ceriscioli dopo quello chiesto in precedenza tramite videoconferenza sugli eventuali trasferimenti verso il Covid-19 di San Benedetto) 

 

San Benedetto del Tronto, 2020-04-18 – A seguito dell’incontro svoltosi nella giornata di ieri con il Sindaco di San Benedetto e alcuni consiglieri comunali di cui sono stati riferiti solo parziali e inesatti dettagli, mi preme precisare la posizione dell’Area Vasta 5. Nonostante gli infondati proclami che si sono susseguiti in queste ore, infatti, sono costretto a ribadire ancora una volta che l’ospedale di San Benedetto, una volta finita l’emergenza, tornerà completamente operativo, come prima e meglio di prima. Sarebbe sufficiente leggere la delibera di Giunta Regionale anziché inerpicarsi in infondate congetture. La strategia messa in campo dalla Giunta Regionale per fronteggiare l’emergenza Covid 19, che nella nostra Regione ha manifestato una preoccupante virulenza, si sta rivelando vincente perché sapientemente attuata dagli operatori dell’AV5, con il raggiungimento di risultati insperati e importanti. Il nostro è un sistema sanitario pubblico, fondato sui principi costituzionali di universalità e solidarietà, che non andrebbero mai accantonati, soprattutto in una fase emergenziale come quella che stiamo vivendo. La costruzione di un centro Covid a Civitanova nell’area fiera dedicato alle terapie intensive e semintensive servirà sia a liberare ed alleggerire gli altri nosocomi che ad avere a disposizione una struttura in caso di ritorno o recrudescenza della malattia. Sono pertanto infondati e soprattutto inaccettabili gli atteggiamenti di puro egoismo che non corrispondono alla volontà e al sentimento della quasi totalità degli operatori ospedalieri e territoriali dell’area Vasta 5 che non smetterò mai di ringraziare per la professionalità, lo spirito di abnegazione e di sacrificio mostrati sino ad oggi. Vista la gravità del momento e il forte stress a cui sono sottoposti i nostri operatori non posso più tollerare notizie false, tendenziose ed inesistenti, visto che, in nome dei principi di cui prima, ritengo doveroso, nei limiti delle nostre possibilità e garantendo sempre la massima sicurezza, aiutare il sistema sanitario regionale che tanto si è prodigato per il nostro territorio. Ulteriori speculazioni prive di veridicità e fondamento saranno perciò valutate dall’ufficio legale, cui ho dato mandato di agire contro chi solamente perde tempo a allarmare l’opinione pubblica. Anche perché un siffatto atteggiamento è uno schiaffo alla Regione Marche, ai tecnici, ai dirigenti e gli operatori dell’Area Vasta 5, compresi quelli che sono tornati in servizio dopo il pensionamento e tutto ciò non è più accettabile. Tengo infine a precisare che quanto riportato da alcuni media circa il ricovero nella struttura di Campofilone, quest’ultima risulta essere individuata come luogo di degenza post covid sia per l’AV4 che per l’AV5.

Il Direttore di Area Vasta 5 Dott. Cesare Milani

 

Ospedale Madonna del Soccorso Covid? No Covid? Misto? Basta improvvisazioni e tutti a cadere dalle nuvole!

 




Caro Milani ti scrivo, Baiocchi e Falco: “Un po’ di chiarezza non fa mai male”

Il 13 marzo scorso appare sulla stampa un articolo, dal quale si riportano le seguenti frasi:

«Intanto, la direzione dell’Area vasta 5, oltre ai 21 posti di malattie infettive che saranno pronti da lunedì [16 marzo] nella palazzina del trasfusionale adiacente all’ospedale ‘Mazzoni’, si sta muovendo per recuperare posti letto da utilizzare per l’emergenza all’ex Rsa Luciani. “Per lunedì – continua Milani – saranno pronti i posti letto di malattie infettive da destinare ai pazienti Covid 19 in quanto sono sub intensivi. Il Gruppo Gabrielli ci ha donato alcuni letti con tutti i respiratori e dunque siamo pronti per attivarli”. Cinque, inoltre, i medici andati in pensione che hanno dato l’ok a tornare a lavoro per dare una mano: si tratta di tre anestesisti, un pneumologo e un nefrologo».

Il 16 marzo, giorno dichiarato per l’inizio dell’operatività della struttura, un secondo articolo recita:

«L’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ di San Benedetto diventerà in tempi rapidi centro di riferimento per l’Area vasta 5 per i pazienti Covid-19 … “Già da domani (oggi ndr ) – continua Milani – inizieremo con il trasferimento dei pazienti e contiamo di recuperare complessivamente, per l’accoglienza dei pazienti Covid-19, almeno un centinaio di posti. Dunque, per ora congelo l’ipotesi di svuotare l’ex Rsa Luciani di Ascoli e speriamo che non servirà davvero farlo”».

Cesare Milani

Qualche chiarimento rivolto alla Direzione dell’AV5:
I 21 posti letto di malattie infettive non ci risulta siano mai stati utilizzati (se sbagliamo il direttore Milani ci corregga).
I letti con i respiratori pertanto giacciono inutilizzati (anche qui, se sbagliamo, ci corregga). Se così fosse sarebbe cosa buona usarli nell’ospedale di SBT che ancora oggi, 9 aprile, gestisce pazienti COVID.

Se invece fossero stati spostati all’interno dell’ospedale Mazzoni, non COVID, allora sarebbe opportuna una spiegazione del perché attrezzature per pazienti COVID debbano essere usate in un ospedale che non li ha.

Aggiungiamo che, nella prospettiva della riorganizzazione dei servizi sanitari che andrà attuata nel post emergenza, appare logico programmare nei vari ospedali che hanno operato sul campo come centri Covid, dei reparti di malattie infettive per far fronte ai futuri ed inevitabili casi, seppur limitati, di positivi al Coronavirus o ad altre malattie infettive similari. Al momento, considerato che al Mazzoni non è stato ricoverato alcun paziente positivo, l’unico ospedale titolato in AV5, anche per l’esperienza acquisita, è il nostro Madonna del Soccorso. Vaglieremo attentamente ogni singola decisione in proposito. Nessuno potrà accettare, una seconda volta, lo smantellamento del nostro ospedale per un’altra epidemia.

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 




Emergenza Pronto Soccorso, Rosaria Falco: “Caro Milani ti scrivo”

Cesare Milani

Riceviamo e pubblichiamo

 

Abbiamo appreso nei giorni scorsi, delle notizie preoccupanti divulgate dagli organi di stampa, in merito ad una probabile prossima forte carenza di personale medico al PS del Madonna del Soccorso. Poiché il Comitato ha sempre dimostrato di parlare solo dopo essersi documentato, anche questa volta abbiamo voluto accertarci, con le nostre limitate disponibilità, della fondatezza di tali notizie.

Ci rivolgiamo pertanto alla Direzione dell’AV5 ponendo delle semplici ma precise domande:

Se è vero che è stata pubblicata, il 31 ottobre 2019, dalla ASL di Pescara, una delibera nella quale sono riportati come vincitori di concorso 5 medici attualmente nell’organico del nostro PS;

Se è vero che un medico è da almeno due mesi in malattia e non si ha alcuna indicazione sulla data di un suo prossimo ritorno in servizio;

Se è vero che alla data del 7 novembre, sono in servizio, tra PS e MURG, 19 medici più il primario;

Se è vero che venendo a mancare come prospettato i 6 medici, l’organico si ridurrebbe a 13 medici più il primario.

Se è vero che nella MURG lavorano solamente medici in grado di gestire tutti i codici;

Se è vero che nel mese di novembre il Primario effettuerà solamente pochissimi turni e soltanto di mattina;

Se è vero che, secondo quanto riportato in un documento sul deficit del personale sanitario di tutti i PS della Regione Marche, con la mancanza di 6 medici sarebbe prevista, nel nostro PS, la chiusura della OBI/MURG più l’interruzione della guardia interdivisionale.

Occorre precisare che una settimana di turni doppi al PS è formata da 336 ore, per cui sono necessari 9 medici, con un po’ di straordinario, ma nessuno dovrebbe ammalarsi o andare in ferie. Quindi si tratta una situazione in un equilibrio estremamente delicato e instabile. Nella MURG invece, per coprire 168 ore, sono necessari 4 medici più il Primario, sempre senza alcuna assenza per nessun motivo. Anche in questo caso la situazione è sul filo del rasoio. E ci chiediamo se ai medici che devono finire le ferie arretrate entro pochissimi mesi queste verranno negate, e se in tal modo questi perderanno il relativo diritto.

Da ultimo ci chiediamo e chiediamo alla Direzione Sanitaria come pensa di risolvere questo grave problema, e cosa ha spinto 5 medici ad andarsene contemporaneamente, non potendosi evidentemente parlare di un normale turn-over.

Come al solito, attendiamo risposte, sempre meno pazientemente…

Cons. Rosaria Falco

San Benedetto del Tronto, 2019-11-07

 

ndr: La Direzione  dell’Area Vasta 5  ha convocato una Conferenza Stampa :  “Problematiche relative al Pronto Soccorso dello S.O. Madonna del Soccorso che si terrà  DOMANI  Venerdì 8 Novembre, alle ore 10.00 presso la Sala Convegni – Corpo F  – Stabilimento Ospedaliero di  San Benedetto del Tronto.

 




Esito incontro tra CittadinanzAttiva e il direttore Milani

San Benedetto del Tronto, 2019-02-23 – Cittadinanzattiva assemblea territoriale di San Benedetto ieri mattina ha avuto un incontro con il Direttore Generale Asur5 Dott. Cesare Milani. Sono stati affrontati una serie di temi che riguardano, il gravissimo problema del pronto soccorso, la situazione della Pediatria, della Geriatria, le liste di attesa, la mobilita attiva, la presa in carico del paziente in regime di assistenza domiciliare, il ruolo di leader schip del servizio pubblico erogato dalla asur5, la gestione dei pazienti pediatrici ed oncologici nel fine settimana; e ancora, non meno importante, il tema del clima ambientale e dei carichi di lavoro del personale, sottoposto a turni massacranti e doppie mansioni per sopperire alla carenza di personale.

Le potenzialità dell’ex zona 12, Ospedale Madonna del Soccorso, rimangono di buona prospettiva e meritano di diritto di essere supportate e pubblicizzate.

Le buone attività vanno incoraggiate anche finanziariamente e con adeguati organici secondo la domanda, pena la perdita di attrattività.

Un bacino di utenza di oltre 220 mila abitanti, con la città di San Benedetto del Tronto quale capofila di abitanti rispetto a tutta la provincia, merita assunzioni di personale medico, infermieristico ed oss, oggi sottodimensionati rispetto ai bisogni assistenziali.

In particolare necessita anche un aumento di posti letto la Geriatria, la Pediatria e la Neonatologia. Richieste dettate da consistenti numeri di ricoveri e prestazioni ambulatoriali.

Cittadinanzattiva si impegna, non ad inseguire chimere, ma a garantire un livello di assistenza adeguato e dignitoso, per operatori ed utenti, nella consapevolezza che la realtà del nostro ospedale è un patrimonio da non perdere a tutela della salute dell’intera collettività.

CittadinanzAttiva

Assemblea Territoriale di San Benedetto del Tronto




Urbinati “esterrefatto” replica a Milani

«ESTERREFATTO DALLE DICHIARAZIONI DEL DOTTOR MILANI SUGLI ACCORPAMENTI PER GLI OSPEDALI DI SAN BENEDETTO ED ASCOLI. NON SO A NOME DI CHI PARLI, QUESTI NON SONO GLI INDIRIZZI DELLA REGIONE»

Il capogruppo Urbinati commenta le affermazioni del nuovo direttore dell’area vasta 5: «La riforma sanitaria è partita da un punto fermo ed irrinunciabile: riorganizzazione senza tagli. Molti sono stati i passi avanti fatti anche sul nuovo ospedale. Le parole di Milani sono inopportune e dannose per il percorso fin qui svolto»

ANCONA, 21 SETTEMBRE 2018 – «Sono esterrefatto dalle dichiarazioni del direttore Cesare Milani. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ricordo al dottor Milani che è un nominato e non un eletto e a dare gli indirizzi politici ed amministrativi ci pensano gli eletti». Così il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, interviene sulle dichiarazioni pubbliche fatte dal nuovo direttore dell’area vasta 5. «Ho sentito il direttore parlare di accorpamenti prosegue Urbinati: accorpare significa tagliare, cosa che è sempre stata scongiurata dall’avvio della riforma sanitaria regionale. Riorganizzare senza tagliare è uno dei cardini della riforma. Invito, inoltre, il direttore a non parlare come se fosse tutto così semplice. Se lo fosse stato, i problemi li avrebbero già risolti i suoi predecessori. Così anche per l’ospedale unico, se fosse stato un gioco da ragazzi non se ne discuterebbe da 15 anni. Ricordo a Milaniaggiunge ancora Urbinati, forse non se ne è reso conto, che verso l’ospedale nuovo ci stiamo già andando da 3 anni. Ci stiamo andando avendo promesso ai cittadini di arrivarci con i due presidi, il Madonna del Soccorso di San Benedetto ed il Mazzoni di Ascoli Piceno, in piena efficienza. Se ora il direttore parla di accorpamenti non fa che complicare un percorso che sta arrivando a soluzione e soprattutto lo fa contro gli indirizzi che ha dato la Regione.

Solo per spolverare un po’ la memoriasottolinea il capogruppo, faccio presente che siamo riusciti a portare la discussione sull’ospedale unico in una fase molto avanzata. Altri hanno solo “chiacchierato” per più di 15 anni. L’attuale amministrazione regionale no, portando avanti anche un confronto serrato e proficuo con i cittadini. Non a caso in queste settimane centinaia di cittadini si stanno riunendo, maturando posizioni che fino a 3 mesi fa sembravano impossibili, tanto che chi ha avuto da subito atteggiamenti di netta chiusura rispetto al tema, ora sta collaborando e coinvolgendo. Un’operazione di buona politica. Dal giugno 2015, quando sono stato eletto in Regione, di passi avanti ne abbiamo fatti tanti ed il punto fermo ed irrinunciabile dal quale siamo partiti era che ogni accorpamento, ogni taglio, doveva essere assolutamente evitato per far arrivare alla fine del percorso di riorganizzazione sia il Madonna del Soccorso sia il Mazzoni in piena operatività. Non è ciò che ho sentito dire al direttore e non so chi gli abbia dato questi indirizzi. In merito, chiederò da subito chiarimenti al presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Sono stato sempre leale – conclude Urbinatinel mio percorso politico e sempre lo sarò. Una lealtà che ha sempre messo in primo piano gli interessi dei cittadini. Perché per me le istituzioni e i cittadini vengono prima di tutto, anche del partito».




Sanità Marche, nominati i 5 Direttori di Area Vasta

San Benedetto del Tronto, 2018-09-17 – A seguito della proposta del Direttore dell’Asur Marche la Giunta Regionale ha nominato i nuovi direttori scelti tra i 49 candidati dell’avviso pubblico. Nella nostra Area Vasta 5 Cesare Milani ha preso il posto di Giulietta Capocasa mentre gli altri sono:
Romeo Magnoni all’Area Vasta 1;
Maurizio Bevilacqua all’Area vasta 2;
Alessandro Maccioni all’Area Vasta 3;
e Licio Livini all’Area vasta 4.http://www.ilmascalzone.it/2018/09/sanita-riconfermati-3-su-5-direttori-di-area-vasta-un-premio-allinsuccesso/