Dacia Maraini, “Il corpo felice” al teatro “La Perla“

MATRIA 2019 – APERTURA

DACIA MARAINI – IL CORPO FELICE

MONTEGRANARO – TEATRO LA PERLA

14 FEBBRAIO 2019 – ORE 21,15

 

 

Montegranaro – Matria, la nuova rassegna promossa dalla Commissione per le Pari Opportunitá della Regione Marche e dai comuni di Amandola, Colmurano, Montecosaro, Montegranaro, Pedaso, Sarnano, Torre San Patrizio ed Urbisaglia nelle province di Fermo e Macerata, pensata come confronto e percorso conoscitivo dei diritti attivi al femminile per ottenere una nuova consapevolezza di sé e una vera paritá di genere, nonché un nuovo modello d‘identitá e appartenenza per scalzare la non piú calzante locuzione di patria, apre finalmente i battenti con un ospite d‘eccezione. Infatti sará protagonista del primo incontro la famosissima scrittrice Dacia Maraini, che terrá un intervento dal titolo Il corpo felice, presso il teatro „La Perla“ di Montegranaro, il 14 febbraio alle ore 21,15.

Dacia Maraini, nata a Fiesole nel 1936, ha vissuto con il padre antropologo fin da piccolissima in Giappone, dove egli studiava la popolazione Hainu. Dopo il dissenso mostrato dalla propria famiglia per l‘asse Roma-Tokyo-Berlino, venne internata con i suoi genitori in un campo di concentramento giapponese, nel quale rimase dal 1946 al 1949.

Tornata prima in Sicilia, poi a Roma, intraprese gli studi letterari, cercando di sopravvivere tra vari lavori e tra i primi tentativi di scrittura. Cominció in quegli anni ad essere una penna di Nuovi Argomenti e il Mondo, nonché a cimentarsi con le prime sceneggiature teatrali diventate poi celeberrime, come Maria Stuarda e Dialogo di una prostituta con il suo cliente, e con i primi romanzi.

Il successo arriva con questi pezzi di incredibile profonditá, con la fondazione del Teatro della Maddalena, e con romanzi come Donna in Guerra, La lunga vita di Marianna Ucría, Buio e Il Treno dell‘ultima notte, che raccontano con incredibile sforzo il rapporto fra donna, voglia di autodeterminazione, libertá e autoritá maschile, patria, violenza, e che frutteranno alla scrittrice negli anni i premi letterari Campiello, Vitaliano Brancati, Flaiano e Mediterraneo.

A Matria racconta in un intervento, tramite la sua ultima fatica letteraria dal titolo Il corpo felice, il suo rapporto con il maschile e la necessitá per una donna di trovare una nuova identitá di sé fuori da questa cultura dominante. La storia parte proprio da Dacia Maraini, costretta a letto per via di una gravidanza difficoltosa, che legge libri su libri e racconta al suo bambino non ancora nato tutte le storie interessanti che le capitano sottomano, gli racconta anche cosa vuol dire lo schiavizzare una donna e tutte le battaglie che ha intenzione di combattere per far sí che questo non avvenga piú. Anche se poi la gravidanza peggiora e il bambino viene perduto, Dacia non smette di parlargli, di raccontare a lui, piccolo uomo, cosa vuol dire essere una donna e avere la voglia indomabile di raccontarlo al mondo intero, scardinando stereotipi, concetti radicati ma inadatti e idee gerarchiche.

L’Assessore alla cultura di Montegranaro ha cosí accolto l’arrivo della rassegna Matria e della scrittrice Dacia Maraini nella sua cittá: “______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________”

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha cosí definito la personalitá della sua ospite d’apertura e l’incredibile affinitá del suo ultimo romanzo con il fil rouge della sua rassegna




Dacia Maraini, “Tre donne” @ Palazzo Piacentini

San Benedetto del Tronto – Dacia Maraini presenterà il libro “Tre donne” domenica 6 maggio alle ore 18 presso la Sala della poesia Palazzo Piacentini. Coordina Eugenio Murrali.
Evento organizzato dall’Amministrazione comunale, dall’Associazione culturale “I luoghi della Scrittura” e dalla Libreria “La Bibliofila”.

Dacia Maraini, scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice, una delle personalità più importanti e significative non solo per la letteratura e per la cultura italiane, ma anche per il percorso di emancipazione femminile nella società italiana. Maraini ha fatto parte della cosiddetta “generazione degli anni 30”, insieme a autori del calibro di Umberto Eco, Gasualdo Bufalino e Ferdinando Camon. Della sua vastissima produzione letteraria ricordiamo il romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrià” (1990), vincitore del premio Campiello e da cui è stato tratto l’omonimo film di Roberto Faenza, la raccolta “Buio”, che vince il Premio Strega nel 1999.IL LIBRO
Ogni donna è una voce, uno sguardo, una sensibilità unica e irripetibile. Lo sono anche Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa stregata dall’assenza prolungata di un uomo. Tanto Gesuina, più di sessant’anni e un’instancabile curiosità per il gioco dell’amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta, che del cuore conosce solo il ritmo istintivo dell’adolescenza. Ma il fragile equilibrio che regola la quotidianità di queste tre generazioni è destinato a incrinarsi quando un uomo irrompe
nelle loro vite, e ristabilirne uno nuovo significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. Tre donne illumina i percorsi nascosti e gli equilibri impossibili del desiderio, li fotografa con un taglio inedito che ne coglie le delicate sfumature in tutte le età della vita.