San Benedetto, cresce l’attesa per il concerto di Calcutta al Porto Turistico

La stella dell’it-pop in concerto al Porto Turistico martedì 23 luglio 2019. Posto unico a €28,75.

 

Il tour a supporto dell’ultimo album “Evergreen” ha riempito stadi, arene e palazzetti italiani tra la scorsa estate e questo inverno. Il film del concerto all’Arena Di Verona è stato evento speciale nei cinema e distribuito su Timvision. “Se piovesse il tuo nome”, canzone disco di platino che ha scritto per Elisa, è stata per ben quattro settimane di fila in cima alle classifiche radio italiane. Ora Calcutta è in giro per un’altra abbondante tranche del giro di concerti estivi.
Il cantautore di Latina dai testi originali e contagiosi arriverà a San Benedetto martedì 23 luglio, per un atteso live al Porto Turistico.

“Mainstream”, uscito nel 2015 per Bomba Dischi, ha sparigliato generi, appartenenze e definizioni. Calcutta ha marcato una linea di confine nel modo di intendere la musica indipendente partendo da outsider, da artista di culto, con un percorso fuori dagli schemi canonici del music business, ma attirando verso di sé una curiosità sempre crescente. Merito delle melodie contagiose delle sue canzoni che lo hanno reso un fenomeno irresistibile. La sua scrittura pop non ha pari in Italia e l’attenzione trasversale di pubblico, stampa e social network ne sono la riprova costante. Un successo testimoniato anche dal disco d’oro raggiunto da “Oroscopo”, uno dei brani più trasmessi dell’estate 2016, e da canzoni come “Cosa mi manchi a fare” e “Frosinone”, che registrano ormai milioni di visualizzazioni su Youtube e sui portali di streaming.
A maggio 2018 arriva finalmente il nuovo disco a confermare un talento fuori dal comune. Si intitola “Evergreen” ed è anticipato dal singolo “Paracetamolo”. Un pop stralunato dal retrogusto psichedelico e dal doppio principio attivo, agisce rapidamente prima con un riff di chitarra che si incolla alle orecchie, poi con il ritornello “sento il cuore a mille” lanciato verso l’infinito. Tutto l’album è sulla stessa lunghezza d’onda del singolo e non fa altro che aumentare i consensi tra le platee di tutta Italia.

 

 




Niente Siren Festival nell’estate 2019, appuntamento al 2020

La voce era nell’aria da un po’ ma ora è ufficiale: il Siren Festival, la rassegna musicale che dal 2014 al 2018 ha movimentato l’estate non solo abruzzese ma di tutto il centro sud, salterà l’edizione 2019 e dà appuntamento all’anno prossimo. The Nationa, Mogwai, James Blake, Baustelle, The Notwist, Editors, Arab Strap, Slowdive, Public Image LTD, dEUS, Verdena, Cosmo, Colapesce, John Grant, Ryley Walker, Calcutta sono solo alcuni degli artisti che hanno partecipato al Siren Festival negli scorsi anni.

 

Questo il comunicato apparso questa mattina sulle pagine social del Siren:

“To all the Friends of Siren,

A causa di diverse sfortunate circostanze che si sono verificate di recente, siamo spiacenti di annunciare che quest’anno il Siren Festival 2019 non si terrà.

Ci rendiamo conto di quanto questo sia deludente per molti di voi, come lo è anche per noi.

Ma stiamo già lavorando per il Siren Festival 2020 con moltissime novità che non vediamo l’ora di condividere con voi!

Un ringraziamento speciale al Sindaco Francesco Menna e all’assessore Carlo Della Penna e alla splendida città di Vasto, per il sostegno passato.

Grazie ai volontari e a tutto lo staff per i loro sforzi eccezionali, così come per tutti gli incredibili artisti che hanno reso Siren speciale.

Grazie soprattutto a tutti coloro che hanno partecipato al Siren, il vostro supporto ha reso tutto possibile.

Ci vediamo nel 2020!”




Beirut, una data in Italia ad aprile 2019 per presentare il nuovo album

A distanza di tre anni dall’ultimo No No No, Zach Condon è pronto a tornare con il progetto Beirut in Italia per presentare il nuovo lavoro Gallipoli, scritto e registrato tra New York, Berlino e Lecce, in uscita per 4AD il 1 febbraio 2019. Data unica all’Alcatraz di Milano il 18 aprile (biglietti a 25 euro + d.p.).

 

Gallipoli iniziò, nella mia testa, quando finalmente feci spedire il mio vecchio organo Farfisa dalla casa dei miei genitori di Santa Fe a New York”, esordisce Condon. “Mi impossessai dell’organo durante il mio primo lavoro al Center For Contemporary Arts di Santa Fe; trascorsi i successivi tre anni scrivendo il maggior numero di canzoni che potevo tirarne fuori”. 
In questo periodo la mia vita privata cambiò improvvisamente”, prosegue Condon, “e mi ritrovai a viaggiare avanti e indietro tra New York e Berlino per lunghi periodi di tempo”. 

“Il disco e un brano si intitolano Gallipoli perché una sera ci trovammo per caso nella cittadina medievale di Gallipoli e seguimmo una band di ottoni in processione dietro a preti che portavano la statua del santo patrono tra le strette vie del paese, seguiti da quella che sembrava l’intera città. Il giorno seguente scrissi in una sola sessione, facendo pausa solo per mangiare, il brano che poi avrei scelto per dare il titolo all’intero album”. 

 

BEIRUT – 18 aprile 2019, Alcatraz @ Milano
Special Guests: Helado Negro
Biglietti: 25 euro + d.p.
Prevendite disponibili dalle 11:00 del 26 ottobre
www.ticketone.it




Siren Festival, il 6 giugno la Rome Preview

Dopo la London Preview dello scorso 24 aprile, anche Roma avrà il suo anticipo di Siren Festival con due nomi d’eccezione: Unknown Mortal Orchestra e Tune-Yards si esibiranno al Largo Venue il prossimo 6 giugno.

 

 

Unknown Mortal Orchestra

“Sex & Food” è il quarto album degli Unknown Mortal Orchestra, uscito il 6 aprile su etichetta Jagjaguwar. Si tratta di un album mutevole, contaminato da drum machine, funk, rock e psichedeliche melodie disco che sembrano provenire dirette dagli anni ’70. Registrato tra Seoul, Reykjavik, Città del Messico e Auckland, “Sex & Food” è una guida turistica per musicisti con la partecipazione di performer locali dei paesi visitati dagli Unknown Mortal Orchestra. E’ statao talmente apprezzato dalla stampa specializzata, anche in Italia, che Il Mucchio Selvaggio gli ha dedicato la copertina e Rumore l’ha eletto disco del mese.

 

Tune-Yards

Il progetto guidato da Merrill Garbus arriva a Roma per presentare “I can feel you creep into my private life”, l’ultimo album uscito nel 2017 su etichetta 4AD. Nonostante in questo lavoro abbiano deciso di concentrarsi su temi importanti, come razza, politica, femminismo intersezionale e profezie ambientali, i Tune-Yards sono riusciti a produrre la musica più accattivante e ballabile della loro carriera.
Afferma Merrill: “Alcuni dei richiami agli anni ottanta nella produzione fanno sembrare la mia voce robotica, per controbilanciare la sincerità dei testi. Ho iniziato campionando il mio canto in un MPC. Intrappolare il mio timbro vocale in una macchina mi è sembrato particolarmente adatto ad esprimere i temi affrontati nell’album.”

Ricordiamo che il Siren Festival è in programma a Vasto dal 26 al 29 luglio 2018.
Per i possessori di abbonamento Siren Festival il costo del biglietto della Rome Preview è di 10 euro alla porta. Per gli altri biglietti in prevendita a 17 euro+d.p. o alla porta a 20 euro.

 




Una super line up per il Siren Festival 2018: P.I.L., Slowdive, dEUS, Mouse On Mars, Cosmo, Colapesce e tanti altri

VASTO (CH) – La quinta edizione del Siren Festival si terrà a Vasto dal 26 al 29 luglio 2018 con un una line up di prim’ordine, in cui a nomi storici del rock mondiale si affiancano artisti più giovani ma già affermati del panorama italiano e europeo e alcune star del futuro. Il Siren è oramai uno degli appuntamenti più attesi e amati dell’estate: chi c’è stato lo sa bene, non si tratta semplicemente di una serie di concerti, ma di un vero e proprio festival: 4 giorni, 5 palchi, oltre 30 live e djset, degustazioni, arte, divertimento, relax, ottimo cibo e mare.

Tra i protagonisti dell’edizione 2018 spiccano i seguenti nomi: P.I.L., storica band di John Lydon che, dopo l’esperienza con i Sex Pistols, dà vita ad un’istituzione del post-punk; Slowdive, punto di riferimento assoluto per lo shoegaze britannico, tornati sulle scene nel 2017 dopo 22 anni di silenzio con un nuovo omonimo album e un lungo tour che ha registrato sold out praticamente dappertutto; dEUS, band belga che per gli amanti dell’indie-rock non ha bisogno di presentazioni, grazie ad album mitici come “Worst Cast Scenario” e “In a Bar Under the Sea”; Cosmo, uno dei nomi di spicco della nuova scena musicale italiana, che lo scorso gennaio ha pubblicato “Cosmotronic”, un doppio album ambizioso che gioca  con le sue due anime artistiche: la canzone d’autore e la musica da club, finalmente fusi in uno stile unico e originale; Colapesce, che accompagnato dall’Infedele Orchestra proporrà uno spettacolo visionario, dal forte impianto teatrale e carico di suggestioni, un frullatore in cui la canzone d’autore italiana si mischia con il fado portoghese, l’elettronica da club, il tropicalismo brasiliano, il free jazz; Mouse on Mars, duo elettronico tedesco formato da Andi Toma e Jan St. Werner, che presenterà il nuovo album “Dimensional Peaople”, capace di creare ancora una volta una miscela di techno, trance, ambient, dub e krautrock.

 

E poi tanti altri nomi: Ryley Walker, Toy, Rodrigo Amarante, Bud Spencer Blues Explosion, Neil Halstead, Amari, Annabel Allum, Spielbergs e tanti altri, alcuni ancora da aggiungere.

 




Iron & Wine, annunciata una data italiana a febbraio

Ritorno in grande stile per Sam Bean in arte Iron & Wine: nuovo album e nuovo tour. Data unica italiana il 5 febbraio 2018 al Santeria Social Club di Milano.

 

“Beast Epic”, quarto album di inediti per Iron & Wine uscito lo scorso 25 agosto, è il disco più diretto, incisivo e graffiante realizzato da Sam Bean. Nelle 11 tracce che lo compongono, tutte registrate live, il cantautore si interroga e riflette sul tempo che passa, e sulle tappe della vita. Diventare adulti giorno dopo giorno e partecipare allo scorrere del tempo con le delusioni ma soprattutto con le gioie che ciò comporta: questi sono i temi che Sam Bean canta in questo splendido album, sempre con una grazie e una semplicità assolutamente uniche.

Sam Beam definisce “Beast Epic” il suo album più personale. È il primo lavoro di cui cura anche la produzione da “The Creek Drank the Cradle”, nonostante i risultati siano profondamente diversi. Il nuovo lavoro trabocca di floride sorprese e di tocchi classici, con uno stile accattivante, poetico e intimo che si manifesta nello splendore di brani come ‘Call It Dreaming’, ‘Thomas County Law’, ‘About a Bruise’ e la quasi croony ‘Last Night’.

Dopo 10 anni e mezzo di prodigiosa espressività ed esplorazione musicale, Sam Beam ha confessato di essere finalmente riuscito a capire “come si fa” un disco.

 

 

IRON & WINE – 05 febbraio 2018 – Milano, Santeria Social Club

Apertura porte: 19,30
Inizio live: 20,15
Biglietto: 20 euro+d.p.
PREVENDITE:
 DA MERCOLEDI 30 AGOSTO su www.bookingshow 
 DA VENERDI 1 SETTEMBRE ORE 10 su www.ticketone.it e www.vivaticket.it




Siren Festival 2017, dal 27 al 30 luglio a Vasto: annunciati i primi nomi

Torna anche quest’anno il Siren Festival, la rassegna musicale organizzata a Vasto da DNA Concerti con i migliori nomi del panorama indie italiano e internazionale. Il Festival si svolgerà dal 27 al 30 luglio 2017 nella cittadina abruzzese con tanta musica, tante parole e tanto tanto stile. Sono stati annunciati da poche ore i primi nomi: Baustelle, Arab Strap, Apparat, Allah Las, Trentemøller, Daniel Miller. Altri nomi verranno annunciati nelle prossime settimane. Intanto da oggi sono disponibili sul sito della rassegna i biglietti-abbonamento early bird al prezzo di 50 euro.

 

 

ALLAH LAS

Freschi di pubblicazione del bellissimo “Calico Review”, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren con la loro perfetta miscela di pop stile British Invasion, di psichedelia della West Coast americana e di grezzo rock’n’roll garage. La band californiana è composta da Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Spencer Dunham e Matthew Correia.

APPARAT dj

Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, è ormai a pieno titolo uno dei giganti dell’elettronica contemporanea: lo è da solista (“Walls”, 2007, è un caposaldo assoluto), lo è stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di “Berlinette” o l’album a due “Orchestra Of Bubbles”), lo è nell’aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat.

ARAB STRAP 

Il cult duo scozzesecomposto da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, arriva in Italia per celebrare il compleanno della band ad un anno dalla grande reunion e a pochi mesi della pubblicazione del doppio album celebrativo.

L’omonima compilation, che racconta i dieci anni di una carriera tanto influente quanto controversa, mostra tutte le straordinarie capacità di una band che ha sempre rifiutato di conformarsi a qualsiasi aspettativa. Dall’ottima Shy Retirer al piano noir di Love Detective, dal lo-fi sconnesso di The Clearing all’elettronica spartana di Rocket, Take Your Turn, gli Arab Strap si sono rivelati sempre una band originalissima.

BAUSTELLE

I Baustelle di Francesco Bianconi presentano “L’amore e la violenza”, il nuovo acclamato album composto da dodici brani – dieci canzoni e due strumentali – che proseguono nel solco di una poetica ormai riconoscibile e potente. Volevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio”, dice Bianconi, “fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessità. Questo è forse il nostro disco più libero, da questo punto di vista”.

DANIEL MILLER

Fondatore della Mute Records, ha scoperto e pubblicato negli anni nomi come Depeche Mode, Nick Cave, Moby (ma l’elenco sarebbe lunghissimo). La sua attitudine visionaria, spigolosa, rivolta verso il suono del futuro, lo ha portato però negli ultimi anni a reinventarsi una carriera come dj in campo techno ad altissimo livello. Classe 1951, Miller è una leggenda della discografia mondiale.

TRENTEMØLLER

La musica di Trentemøller, artista danese tra i più amati dell’ultimo decennio, sfugge catalogazioni precise: il suo tocco molto personale nell’attraversare le coordinate comprese fra elettronica ed indie non si fa in alcun modo ingabbiare in traiettorie predeterminate. “Fixion”, uscito a settembre 2016, più che essere una rivoluzione rispetto al suo predecessore “Lost” (lavoro che probabilmente meglio di tutti è riuscito a catturare e raccontare lo spirito della musica Trentemøller nella sua traduzione live) ne è una prosecuzione ideale. Restano alcuni fondamentali tratti distintivi: il tocco malinconico, la preziosità delle soluzioni melodiche ed armoniche, un romanticismo di fondo molto scuro.




Beach House, i paladini del dream pop finalmente dal vivo in Italia

Il duo di Baltimora arriva in Italia dopo anni di attesa: un unico concerto a Sestri Levante (GE) il 16 agosto, all’interno del Mojotic Festival.

 

La storia dei Beach House comincia nel 2004, quando Victoria Legrand, nata a Parigi, ma cresciuta a Philadelphia, lascia la scuola di teatro e decide di trasferirsi sulla costa opposta degli Stati Uniti, a Baltimora. Qui incontra Alex Scally e nasce così la loro creatura musicale.

L’approccio del duo si fonda ben presto su una matrice intrigante ed avvolgente, che li fa accostare al mondo dream pop. Nel 2006 esce l’album d’esordio, l’omonimo Beach House, caratterizzato da un clima melodrammatico e da suoni lo-fi. In seguito il duo di Baltimore nel 2008 da alle stampe Devotion, inserito nelle top list degli album migliori dell’anno da Pitchfork. E’ tuttavia con Teen Dream, pubblicato negli Usa da Sub Pop e in Europa da Bella Union nel 2010, che Scally and Legrand vengono definitivamente consacrati come i paladini del dream pop e si fanno apprezzare in tutto il mondo riscuotendo un incredibile successo di pubblico e critica. Victoria partecipa inoltre al brano Two Weeks dei Grizzly Bear. Nel 2012 arriva il quarto album, Bloom: la formula rimane sostanzialmente immutata, ma i testi si fanno un po’ più cupi, per ammissione della stessa Victoria, con numerosi riferimenti alla morte e alla perdita dell’innocenza. Nel 2015 i Beach House tornano con due album, pubblicati a poche settimane di distanza l’uno dall’altra: Depression Cherry, prodotto dalla stessa band con l’aiuto di Chris Coady e descritto con un “ritorno alla semplicità”, e Thank You Lucky Stars, che conferma stile, atmosfere e grandezza del precedente lavoro e trasforma il duo americano in una vera e propria istituzione dell’indie rock.

 

 

 

BEACH HOUSE
16 AGOSTO 2017 – SESTRI LEVANTE (GE) – MOJOTIC FESTIVAL
Ex Convento dell’Annunziata

Ingresso: 30 euro+d.p.
 
PREVENDITE DISPONIBILI DAL 10 FEBBRAIO:

www.ticketone.it, call center 892 101

www.vivaticket.it, call center 892.234




Woods, quattro date italiane per la band americana

La band psych-folk di Brooklyn capitanata da Jeremy Earl arriva in Italia per presentare l’ultimo bellissimo album: quattro date tra marzo e aprile a Torino, Roma, Ravenna e Milano.

 

I Woods sono sempre stati esperti nel distillare piccole epifanie di vita in blocchi compatti di folk psichedelico fuori da ogni tempo e luogo. Forse quelle epifanie sono state sepolte sotto la manipolazione di cassette o freakouts drum-and-drone, o forse avvolte nel falsetto cadenzato di Jeremy Earl, ma nel corso di 8 bellissimi album, i Woods hanno raffinato il loro suono giungendo sino all’ultimo City Sun Eater in the River of Light, il loro nono LP e il secondo registrato nel loro studio e pubblicato per la prestigiosa label di Jeremy Earl  “Woodsist” che ha dato alle stampe anche Real Estate, Wavves, Kurt Vile e Thee Oh Sees.

Questo nono album dell’instancabile band newyorkese è un disco denso di chitarre e fiati lussureggianti, un lavoro mistico e seducente, animato da una vivace ansia per lo stato del mondo. Sono ancora gli Woods che abbiamo imparato ad amare in questi 10 anni, sono riconoscibilissimi è vero, eppure diversi dai lavori precedenti perché stavolta li vediamo dilettarsi con le più svariate influenze, dal jazz etiope alla psichedelia anni ’70 sino al Krautrock e a folk tribale.

City Sun Eater in the River of Light è un lavoro compatto, potente e urgente, ad oggi il migliore e più maturo della band.

31 marzo 2017 – Torino – Spazio211

Ingresso: 10€ + d.p.

01 aprile 2017 – Roma – Monk – Rome Psych Fest Nite

Tessera Arci + Contributo 10Euro in prev e 12 euro alla porta

02 aprile 2017 – Ravenna – Bronson

ingresso: 12 euro + dp in prev – 15 euro alla porta

04 aprile 2017 – Milano – Serraglio

ingresso: 12 euro + dp in prev – 15 euro alla porta

 




Due concerti italiani per la nuova regina dell’indie folk americano

Angel Olsen, da molti definita la regina dell’indie folk americano, è uno dei nomi di punta della scena indipendentee arriverà in Italia a maggio con due concerti imperdibili: il 31 maggio a Bologna e il 1 giugno a Milano.

 

Se ‘Burn Your Fire For No Witness’ del 2014 nella sua purezza indie e folk era stato una delle sorprese dell’anno, il nuovo ‘My Woman’, uscito a settembre per Jagjaguwar Records, sposta l’asticella della qualità del lavoro di Angel Olsen ancora più in alto confermandone il talento e la grandezza. ‘My Woman’ è un disco che lascia il segno, ricco di hit radiofoniche ma anche di uno stile personale e riconoscibile.

La nuova Angel Olsen è differente ma anche dannatamente vicina al minimalismo dei due precedenti dischi. Oggi l’artista ha ricalibrato il suo approccio alla scrittura e alla produzione inaugurando una nuova fase artistica, più matura e consapevole. Angel ha scritto i brano del nuovo album al piano, declinandoli poi in studio per farli suonare su synth e Mellotron o con una rock band di stampo classico.
‘My Woman’ è un disco in cui si scivola senza fratture dall’indie rock stile Courtney Barnett e Mac DeMarco di ‘Shut Up Kiss Me’ alla melanconia country rock di ‘Heart Shaped Face’, fino ai suoni classici che rimandano a Fleetwood Mac e a Neil Young di ‘Sister’ e ‘Woman’.

 

31 MAGGIO 2017 – BOLOGNA – COVO CLUB
Inizio live: 21,00
Biglietto: 18 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI PRESSO IL COVO e e JUKEBOX CAFè – Via Mentana 3, Bologna


01 GIUGNO 2017 – MILANO – LA SALUMERIA DELLA MUSICA
Inizio live: 21,00
Biglietto: 18 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI DAL 24 NOVEMBRE:

www.ticketone.it  e www.mailticket.it