Elezioni provinciali: Fabiani vince su Piunti con un distacco di circa 8000 voti ponderati

DAVIDE CONTRO GOLIA

 

Porto d’Ascoli, 1 novembre 2018 – Il 31 ottobre Sergio Fabiani è diventato Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, vincendo il confronto con Pasqualino Piunti. Il giorno dopo leggo indiscrezioni giornalistiche secondo le quali al Comune di San Benedetto sia in corso una sorta di caccia all’uomo mirata a scovare i nomi dei 4 franchi tiratori che nel non votare il sindaco Piunti avrebbero minato le sue velleitá di vittoria nella corsa a Palazzo San Filippo. In verità si fa allusione anche al mancato sostegno da parte del mondo pentastellato. Come si può non restare sorpresi difronte a queste notizie? Allora… Fabiani vince su Piunti non al fotofinish ma con un distacco di circa 8000 voti ponderati e si cercano 4 traditori? (Personalmente, mi sarei sorpreso di più del fatto che Piunti sia stato sostenuto anche da chi è chiamato a essere opposizione nel Consiglio Comunale, non il contrario). Ció detto, la notizia vera è che Sergio Fabiani, il sindaco del Comune di Montegallo, un paese di appena 507 anime, ha umiliato Pasqualino Piunti, ergo il Sindaco del Comune di San Benedetto del Tronto, il quale conta oltre 47.000 abitanti. In altre parole, è sembrata la disfatta del gigante Golia ad opera del Pastorello Davide. Ha perso male punto. E siccome avrebbe perso anche col contributo del M5S, suscita ilarità il fatto che se ne cerchi una qualche scusa. La domanda che invece continuo a pormi da tempo: Ma al sindaco Piunti chi glielo ha fatto fare? Da chi è stato consigliato, chi è lo stratega che lo ha spinto a cimentarsi in questa competizione. Era proprio necessario che il Sindaco di una città cosí importante si candidasse alle elezioni provinciali, correndo il rischio di esporsi al pubblico ludibrio con una sconfitta pesante, e già scritta per chi conosce la geografia politica della nostra provincia? Personalmente, per quel che può valere, non l’ho condivisa dal principio perché, al di la delle ideologie, ritengo che il ruolo di 1^ cittadino sia di già totalizzante e che non fosse giusto distogliere, con un altro impegno istituzionale, ulteriori attenzioni alla nostra Città, la quale ahimè ne ha urgente bisogno. Si è trattato di dilettantismo o di una smisurata considerazione di se stessi? O forse di entrambi? Non lo so. Penso che il Sindaco Piunti esca da questa esperienza fortemente ridimensionato e con minore credibilità rispetto a prima. Se si aggiunge che in questo terribile mese di Ottobre ha dovuto mettere all’incasso pure due rilevanti sconfitte in procedimenti penali, ecco che i presupposti per iniziare a preparare le valigie ci sarebbero tutti. Se non lo si ritenesse sufficiente, basterebbe farsi un giro in città dove il degrado regna sovrano e l’immobilismo è sotto gli occhi di tutti. Si, sarebbe un atto di grande responsabilità rispetto alla Città, ma conoscendo gli attori in campo, non ci spererei più di tanto.

Il segretario del Circolo Primo Gregori Claudio Benigni

 

Esito elezioni provinciali: dichiarazione a firma Fiori, Antonini, Fioravanti




Elezioni Provinciali, Sergio Fabiani eletto Presidente

Ascoli Piceno – Al termine delle operazioni di voto l’ufficio elettorale provinciale ha proclamato eletto Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Sergio Fabiani, sindaco di Montegallo e candidato della lista n.1. Fabiani succede al presidente Paolo D’Erasmo che ha guidato l’Ente per 4 anni dal 13 ottobre 2014 al 31 ottobre 2018. Entrando nel dettaglio di numeri e dati, hanno espresso il voto 358 elettori ( 258 maschi e 100 femmine) su 426 aventi diritto, cioè l’84,04 % dei sindaci e consiglieri comunali.

Fabiani ha ottenuto 214 voti mentre il candidato della lista n. 2 Pasqualino Piunti, sindaco di San Benedetto del Tronto ha conseguito 138 voti. Pertanto, in base al calcolo del voto ponderato, il neo-presidente Fabiani ha ricevuto 46.922 voti mente il sindaco Piunti ne ha ottenuti 39.386.




Rifiuti, Relluce, elezioni provinciali e dintorni

Appignano del Tronto, 2018-10-27 – Pasqualino Piunti candidato alla Presidenza della Provincia dichiara che se lui verrà eletto la sesta vasca non si farà; una dichiarazione un tantino fuori tempo visto che la vasca 6 ha terminato il percorso di valutazione di impatto ambientale nell’anno 2015 con un chiaro diniego da parte del servizio ambiente della Provincia di Ascoli Piceno a causa di gravi problematiche tecniche e ambientali chiarite in modo inequivocabile allora dall’arpam.

Pasqualino Piunti

Piunti alla ricerca di voti probabilmente quelli di Castel di Lama neppure cita la cittadina di Appignano del Tronto quando parla di miasmi, del Resto per lui come per Castelli e per la Ascoli servizi comunali, noi siamo solo un piccolo punto da rappresentare su una scala topografica a 1:25.000, però ci sappiamo difendere e ci facciamo sentire.

Quindi, Piunti ha cambiato idea? Fino a pochi giorni fa dichiarava di voler tornare a conferire i rifiuti in ambito, del resto ha scritto anche una lettera al Presidente dell’Ata rifiuti per questo fine per ridurre i costi dei rifiuti indifferenziati, il cui incremento, sappiamo bene essere pressochè ininfluente sul conteggio complessivo della tariffa.

Oppure dice no alla vasca 6 e si alla vasca 7 e al sormonto su vasca 5 di relluce??

Meglio l’uovo oggi della gallina domani?

Con D’erasmo si era avviato un virtuoso percorso di pianificazione della gestione dei rifiuti basato su riciclo, riuso, riduzione della produzione e ampliamento dell’ambito a marche sud per evitare di insistere su tutto il territorio piceno quindi sia valle del bretta che valle del chifente da anni compromesse a livello ambientale.

Invece il Sindaco di Castel di Lama può decidere liberamente se e chi votare, ma di certo non può dire che ci si è opposti all’ampliamento di relluce esclusivamente adducendo motivi formali poco rilevanti;

Ricordo che il comune di Appignano del Tronto da sempre sensibile alle problematiche ambientali ha scritto pagine e pagine di osservazioni, lettere, proteste, comunicazioni ecc ecc, inerenti le problematiche ambientali e tecniche relative alle emissioni odorigene, all’inquinamento delle acque e dei terreni e alla presenza di movimenti franosi attivi ed in costante aumento.

Da circa un anno, proprio per approfondire con le migliori competenze le problematiche tecniche ha attivato una collaborazione scientifica con la facoltà di geologia dell’università degli studi di Camerino, e sta predisponendo un progetto innovativo per il monitoraggio delle “puzze” con sensori IOT sperimentali in grado di rilevare e misurare le emissioni con L’università di Roma 3.

Quindi il nostro no a qualsiasi abbancamento a relluce è legato a palesi problematiche ambientali che stiamo studiando con il supporto delle migliori menti scientifiche.

Il CDA della Ascoli Servizi Comunali Srl nella riunione del 27/10/2018, viste le notizie apparse sulla Stampa locale nelle ultime settimane, da cui si evince che il progetto della 6° vasca presso il Polo impiantistico di Relluce viene chiamato in causa in modo inopportuno nella attuale campagna elettorale per le elezioni del Presidente della Provincia, affinché non venga strumentalizzato divenendo il fulcro della battaglia politica, ha deliberato di ritirare l’attuale progetto per la realizzazione della 6° vasca presso il Polo impiantistico di Relluce, progetto attualmente all’esame della presidenza del Consiglio dei Ministri. Nella stessa seduta il CDA ha anche preso atto della fine dei lavori della paratia a valle della 4° Vasca, oltre dello stato di avanzamento dei lavori relativi alla ricopertura finale delle vasche 4 e 5, il cui termine è previsto a breve.

Il CDA ha anche delineato gli obbiettivi futuri per quanto riguarda il Polo impiantistico di Relluce, ritenendo prioritaria l’implementazione dell’impiantistica utilizzata per il recupero di materia (compostaggio ecc..), rispetto agli impianti relativi allo smaltimento, perseguendo gli obbiettivi europei e nazionali per lo sviluppo di una reale economia circolare.

 




Elezioni provinciali, Celani replica a Gaspari

 

Ascoli Piceno, 2014-09-25 – Al coro dell’armata rossa in baldanzosa marcia verso palazzo San Filippo, mancava la voce di Giovanni Gaspari. Lacuna prontamente colmata con l’ennesimo intervento del sindaco di San Benedetto che, però, stranamente, sembra mettere quasi le mani avanti.

Celani – dice in sostanza Gaspari – lascia un cumulo di macerie e D’Erasmo, pur con tutta la buona volontà non potrà mettere riparo alla devastazione lasciata in eredità.

Intanto indica o detta?, la linea. Nuova classe dirigente “se necessario attingendo al di fuori del personale attualmente a disposizione”, revisione delle voci di bilancio, taglio della spesa improduttiva, azioni mirate e, tanto per indicare il nuovo corso, ecco che il sindaco rivierasco “suggerisce” un nome per riempire una delle, eventuali, caselle vuote e in particolare quella del vice presidente. Tutto, rigorosamente, targato PD perché il partito democratico sarà sì renziano ma non dimentica i vecchi insegnamenti togliattiani e quindi prima operazione: occupare tutte le caselle a disposizione.

Poi verrà il territorio. Sì, quel territorio che a loro dire avremmo distrutto e tra il fumo e le macerie eccoli che avanzano, pronti a sacrificarsi accollandosi “l’eredità di Celani che nessuno se la sente di sopportare”… meno loro, ovviamente.

Eppure il tanto vituperato Celani è riuscito a portare in porto una gestione quinquennale della Provincia che si trascinava dietro una eredità, quella sì, devastante. Un regaluccio dei precedenti presidenti e dei loro esecutivi, guarda caso, tutti targati PD e se lo avesse dimenticato sarà mia premura fargli avere il bilancio della provincia 2009.

Ma mentre i bilanci devastati della sinistra sono ottimizzazione delle risorse per il territorio, i bilanci rigorosi del centrodestra, gli interventi a sostegno dell’occupazione e del rilancio economico del territorio, sono invece scempi. Un singolare strabismo politico! Specie se praticato da Giovanni Gaspari: sindaco, da anni ormai, in bilico sulla poltrona di primo cittadino sanbenedettese, alle prese con una fronda interna, democraticissima però, che non gli ha risparmiato i colpi più bassi e ripetuti inviti ad andarsene per presunti scempi politico amministrativi. Intanto S. Benedetto si è come ripiegata su se stessa. Gaspari prova a nascondersi dietro Giove Pluvio e le bombe d’acqua ma la città dopo anni di sindacato Gaspari è in ginocchio: nessuna opera pubblica degna di questo nome e’ stata realizzata, promozione e cultura sono all’anno zero (i turisti ricordano solo le manifestazioni promosse da questa tanto vituperata Provincia e senza alcuna partecipazione finanziaria del Comune che non ha messo un solo euro).

E l’affare stadio? Emblema della sua inefficienza e arroganza. Ma parliamo di patrimonio pubblico.

Non è forse Giovanni Gaspari quello che è stato chiamato dalla Corte dei Conti a risarcire i danni da lui perpetrati? E ancora: la tassa di soggiorno, i parcheggi a pagamento, un lungo mare che grida vendetta non essendo riuscito a fare in dieci anni ciò che il centrodestra ha fatto in due anni, e ancora la figuraccia sul Ballarin, sulle pensiline fotovoltaiche, sui fondi della Fondazione Carisap finiti a Grottammare…il PRG che attende da 20 anni, gli interventi spot sulla riqualificazione dell’Albula mai progettati, il dilettantismo sulle varianti urbanistiche che hanno messo a rischio gli investimenti dei privati…, gli allagamenti quotidiani, sempre colpa delle bombe d’acqua, le crociate sulla discarica al solo scopo di raddoppiare ai suoi cittadini la tassa rifiuti… per non dire dell’incapacità di scegliere una delle tante soluzioni progettuali proposte dalla Provincia per la variante alla ex ss 16 (bretella) …. Altro che 8 settembre! Qui siamo in presenza di una autentica Caporetto, una Waterloo, una Hiroscima messe insieme. Comunque non tema. Anche a Gaspari invierò copia dei nostri bilanci per fargli vedere come si amministra anche dalle rovine, quelle sì certificate, ereditate da 15 anni di centrosinistra. Purtroppo per lui, però, credo gli sia rimasto troppo poco tempo per imparare..ormai la sua carriera politica è ai titoli di coda… e chissà se il PD, alle prossime elezioni amministrative, troverà qualcuno in grado di sopportarne l’eredità.

Il Presidente della Provincia

Piero Celani   




Elezioni Provinciali di secondo grado: domenica e lunedì presentazione delle liste

 

Ascoli Piceno – La Provincia comunica che l’Ufficio Elettorale istituito per gli adempimenti delle elezioni di secondo grado ai sensi della Legge n.56/2014 riceverà le candidature alla carica di Presidente della Provincia e le liste di candidati alla carica di Consigliere Provinciale domenica 21 settembre dalle 8 alle ore 20 e lunedì 22 settembre dalle ore 8 alle 12, presso la Sala Giunta Provinciale di palazzo San Filippo.

In base alla normativa, l’ufficio preposto ha individuato il corpo elettorale attivo e passivo elencato nella documentazione consultabile e scaricabile sul sito istituzionale dell’Ente nell’apposita sezione denominata “Ufficio Elettorale Attuazione Legge n.56/2014” recante anche tutti gli atti afferenti le procedure elettorali. Le liste di candidati per i consigli provinciali devono essere sottoscritte da almeno il 5% degli aventi diritto al voto, mentre le candidature a presidente della provincia devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. Le elezioni provinciali di secondo grado sono previste per domenica 12 ottobre.