Patrizia Valduga, “Per sguardi e per parole” (Annullato)

 Ultima ora: l’evento di Patrizia Valduga è stato annullato

MATRIA 2019

CHIUSURA

PATRIZIA VALDUGA – PER SGUARDI E PER PAROLE

14 APRILE – 17,30

MONTEGRANARO – SALA CONSILIARE

Montegranaro – La rassegna Matria arriva al suo ultimo appuntamento, strenua fino alla fine nella sua ricerca di un modello identitario costruito su quello che il femminile puó offrire all‘essere umano, forse un modello nuovo e necessario visto il costante fallimento socio-culturale dei concetti di patria, ius soli e ius sanguinis. Tutto questo si basa su una nuova idea di donna, consapevole di non essere un soggetto passivo, vittima, sottomessa, discriminata, figura estremamente perdente e nulla dell‘immaginario collettivo, ma soggetto vivo ed attivo che si incontra e scontra spesso con la volontá di violenza e prevaricazione fisica e culturale maschile, e che sceglie, per necessitá, di fare dello scontro la propria occasione di didalogo, autoconsapevolezza e affermazione, in breve la protagonista della vita activa, come la chiamó Hannah Arendt.

Nessuno poteva essere piú tagliato della poetessa e pasionaria Patrizia Valduga per tirare le fila visionarie di questo percorso culturale controcorrente, eppur necessario. La poetessa sará ospite della cittá di Montegranaro, presso la Sala Consiliare del comune, il 14 aprile alle ore 17,30.

Nata a Castelfranco Veneto nel 1953, Patrizia Valduga si iscrive giovanissima alla Facoltá di Lettere di Venezia, dove per quattro anni segue con passione i corsi del critico letterario Francesco Orlando, maturando una sua idea molto precisa di poesia e letteratura. La sua autocoscienza letteraria viene finalmente alla luce nel 1982 con la raccolta poetica Medicamenta, incoraggiata dall’invito alla riflessione su di sé e sulla poesia del compagno e poeta Giovanni Raboni.

La sua ricerca poetica prende le forme del femminile, della necessitá per la donna-poetessa di modellare il mondo a misura della propria carne, a propria regola d’arte, con l’uso di metrica musicale, di parole che definiscano la forma del rotondo contro il piramidale, il contenuto e la bellezza di esso e, allo stesso tempo, smantellino tutte le certezze e distruggano l’identitá precostituita del singolo per farla esplodere in libertá. Proprio in questo la poesia é per Patrizia Valduga una sorta di erotismo che fa perdere all’essere umano la propria identitá fragile e plastificata, all’inseguimento dell’esplosione del sé e della libertá. Questa visionaria interpretazione del mondo non é espressa solo nell’esordio Medicamenta, ma anche nei tempestosi lavori successivi come Donna di dolori, Requiem e Lezioni d’amore.

A Matria presenta una originalissima riflessione dal titolo Per sguardi e per parole, basata sul potere dello sguardo, sia esso bramoso o negato, capace di costruire, attraverso l’arte poetica e non, una solida riflessione sulla realtá in un equilibratissimo bilico tra razionalitá maschile e sensibilitá femminile.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Michela Marzano, “Idda”

MATRIA 2019

OTTAVO APPUNTAMENTO

MICHELA MARZANO – IDDA

11 APRILE – H 21,15

URBISAGLIA – TEATRO COMUNALE

Urbisaglia – La rassegna di filosofia, letteratura e pensiero attivo Matria arriva al suo ottavo appuntamento, sempre inseguendo la volontá di ricercare un nuovo concetto di appartenenza per l‘essere umano al di fuori degli oramai inefficienti concetti di patria, ius solis e ius sanguinis, in una ricerca dell‘identitá che il femminile puó dare con le sue capacitá di cura, accoglienza e intelligente ricerca delle condizioni propizie per dare all‘essere in nuce le capacitá di dare il meglio di sé, con una libertá di spirito e carattere indipendente degne della vita activa di Hannah Arendt.

Questa volta ad illuminare un‘altro aspetto di questo percorso sará una filosofa, sociologa e scrittrice di altissimo livello, ovvero Michela Marzano, che sará ospite della rassegna l‘11 Aprile alle ore 21,15 presso il Teatro Comunale di Urbisaglia.

Michela Marzano é nata a Roma nel 1970. Dopo un ricco percorso di studi in filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa in filosofia, si é specializzata in Bioetica all’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2000 è docente di Scienze Sociali all’Université Reneé Descartes di Parigi, dove fa ricerca su filosofia morale e politica, con particolare attenzione alla fragilitá dell‘essere umano e al rapporto tra questa inevitabile e necessaria fragilitá con gli spazi fisici e con quelli sociali. Trova occasion d‘essere nel suo pensiero quale sia il ruolo del genere (femminile) in rapporto ai luoghi civici e politici, spesso tra diritto alla determinazione e sopruso. Numerose le sue pubblicazioni che hanno fatto scalpore in Italia, sia per la freschezza dei temi che per il loro peso socio-politico, come i saggi Estensione del dominio della manipolazione. Dalla azienda alla vita privata, Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne, e Il diritto di essere io, e come i romanzi L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore e L’amore che mi resta.

A Matria vuole parlare di spazio femminile, di identitá e di possibilitá e lo fará non solo con la sua grande competenza accademica, ma anche con le parole del suo ultimo e sentito romanzo, Idda. In questo meraviglioso libro si analizza, attraverso la malattia di Annie, l‘importanza della memoria, la necessitá della conoscenza di sé e del proprio contesto familiare al femminile per non perdere la propria identitá, l‘amore lo chiama la Marzano, inteso come la capacitá innata delle due protagoniste di curare sé stesse e tutto ció che le circonda per dare solide radici a tutto il mondo su cui posano lo sguardo.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo e con il libero contributo di Stamperia Bonassi, Quota CS Sport, Estetica la Coccinella, Eros Manifatture, Galleria Giò, Cherry&Cream. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Luciana Castellina, “Amori Comunisti”

MATRIA 2019 – SETTIMO APPUNTAMENTO

LUCIANA CASTELLINA – AMORI COMUNISTI

28 MARZO – H 21,15

MONTECOSARO – TEATRO DELLE LOGGE

Montecosaro – Matria, rassegna che ricerca nuove prospettive e nuove possibilitá d‘identitá per gli uomini e le donne d‘oggi, raggiunge il suo settimo appuntamento. Sempre sulla scia del rifiuto dello ius sanguinis e dello ius soli per definire l‘essere umano, alla ricerca di un‘identitá che accolga l‘essere umano nella sua interezza anziché esiliarlo da sé stesso e dal mondo, Matria sostiene proprio a questo scopo la necessitá di una vita activa del femminile, che si ribelli all‘ ormai vecchio e virulento modello identitario di patria e difesa dallo straniero, nonché a tutti i modelli di pensiero basati sulla forza e la violenza.

Stavolta l‘appuntamento sará ospitato dalla cittá di Montecosaro, all‘interno di un gioiello raro come il Teatro delle Logge, il 28 marzo alle ore 21,15 e vedrá protagonista una donna, politica e scrittrice che ha sempre riflettuto sulla necessitá di nuove identitá per le nuove generazioni e soprattutto sull‘importanza per le donne di creare il proprio spazio d‘azione e di politica: stiamo parlando di Luciana Castellina, che regalerá al pubblico tre avvincenti storie e spunti di riflessione sull‘apporto del femminile alla formazione della coscienza di sé e politica, con un intervento dal titolo Amori Comunisti.

Ma scopriamo qualcosa di piú sull‘ospite della serata: Luciana Castellina é nata a Roma nel 1929, ha studiato Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e ha cominciato subito la sua carriera come gionalista su Nuova Generazione e Il Paese.

Approdata alla politica del PCI nel 1963 grazie alla pasionaria Nilde Iotti, si allontana da Botteghe Oscure nel 1966 in quanto appartenente alla corrente di Ingrao. Arrestata piú volte durante manifestazioni di protesta, viene definitivamente radiata dal PCI e partecipa alla fondazione del quotidiano e movimento politico Il Manifesto.

Negli anni 80‘ viene eletta come eurodeputata inizialmente con il PdUP, ma aderisce poi al nuovo progetto politico di Rifondazione Comunista. Per il parlamento europeo, tra agli anni 80‘ e 90‘, si é occupata di cultura, nuove generazioni, istruzione, cinema e nuovi media, nonché delle relazioni dello stesso parlamento con le economie esterne.

Ha poi diretto con spirito di incrollabile pacifismo, assieme a Stefano Rodotá e Claudio Napoleoni, il settimanale Pace e Guerra, e ha fatto della necessitá di raccontare la costruzione/costituzione dell‘Unione Europea (e l‘operato delle donne al suo interno) il suo baluardo, in libri come Cinquant’anni d’Europa – Una lettura antiretorica, Eurollywood. Il difficile ingresso della cultura nella costruzione dell’Europa e Europa 2.0 Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo.

A Matria Luciana Castellina presenta tre racconti, che sono anche tre riflessioni e tre provocazioni, su coppie celeberrime della sinistra internazionale: Nazim Hikmet e Münevver Andaç, Argyrò Polikronaki e Nikos Kokulis e Sylvia e Robert Thompson, editi nel libro Amori Comunisti. Tre coppie segnate dalla passione politica, ma anche dalla lotta per la paritá di genere e la creazione di un nuovo spazio identitario per la riuscita dei loro desideri e aspirazioni, politici e non.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Silvia Ballestra, l’eredità di Joyce Lussu

MATRIA 2019 – SESTO APPUNTAMENTO

SILVIA BALLESTRA – L‘EREDITÁ DI JOYCE LUSSU

SARNANO – Sala Del Consiglio

23 MARZO – H 17,30

Sarnano – Dopo il quinto incontro con Lucia Tancredi a Pedaso, Matria va verso il prossimo appuntamento, il sesto, che avrá come protagonista una delle scrittrici piú impertinenti e controcorrente del panorama nazionale; stiamo parlando di Silvia Ballestra che, il 23 Marzo alle ore 17,30, presso La Sala del Consiglio, a Sarnano, presenterá un intervento su una donna, una grande scrittrice, una partigiana, una maestra, un intervento su una donna che visse una vita appassionata e contraddittoria, Joyce Lussu.

Non bisogna dimenticare che Matria vuole essere un grido di adesione alla vita activa di harendtiana memoria e una ricerca di nuove identitá al di fuori dello ius sanguis e dello ius soli, ricerca di un modo di interpretare le proprie origini e il proprio presente in base a legami che vedono il loro centro nel femminile, nella sua capacitá di accoglienza e di cura per lo sviluppo della persona e della personalitá, a prescindere da sesso, origini e fortuna.

Joyce Lussu, donna di nobili origini ma cosmopolita ed educata alla filosofia e alla dottrina politica liberale tra Inghilterra, Germania, Italia, Kenya e Tanganica, prese in mano la sua vita giovanissima e divenne un vero emblema della vita activa che anima la rassegna: dopo un matrimonio fallimentare con il giovane possidente fascista Aldo Belluigi, cominció battaglie con organizzazioni internazionali per la liberazione dal colonialismo/imperialismo dei paesi africani e asiatici. Nell‘impegno politico, conobbe e sposó Emilio Lussu e partecipó al suo progetto del Partito d‘Azione italiano. Scrittrice e traduttrice di poesie, grande narratrice delle Marche in ogni loro aspetto e paese, Joyce Lussu é proprio l‘esempio di un modo incredibilmente innovativo di interpretare la propria identitá.

Silvia Ballestra non é assolutamente da meno, e sembra la perfetta interprete per raccontare la vita di un‘outsider come Joyce Lussu: originaria di Porto San Giorgio, la Ballestra ha Studiato Lingue e Letterature Straniere a Bologna. Affamata di altri occhi con cui vedere il mondo, ha conosciuto, letto e tradotto autori statunitensi e francesi. La sua voglia di uscire dal guscio, simile a quella che spinse Joyce Lussu alla politica, l‘ha spinta a trasferirsi a Milano e fare esperienza non solo del vorticoso mondo policulturale milanese, ma anche delle sua abilitá scrittorie. I suoi oramai famosissimi romanzi, come Il Compleanno dell‘iguana, La guerra degli Antó, Nina, La Seconda Dora e Joyce L.-Una vita contro, raccontano attraverso tanti personaggi l‘ineluttabile voglia di conoscere il mondo, l‘Altro, e di lottare perché la bellezza del mondo, che forma e rende umani, venga (ri)conosciuta da tutti.

Due donne dunque ,a Sarnano, saranno il piccolo centro del mondo del sesto appuntamento di Matria.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo e con il libero contributo di Stamperia Bonassi, Quota CS Sport, Estetica la Coccinella, Eros Manifatture, Galleria Giò, Cherry&Cream. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Lucia Tancredi, “L’Otto”

MATRIA 2019

LUCIA TANCREDI – L‘OTTO

13 MARZO – H 21,15

PEDASO – TEATRO VALDASO

Pedaso – Matria giunge al suo quinto appuntamento, sempre promossa dalla Commissione Regionale per le Pari Opportunitá, e da un folto circuito di comuni che ha appoggiato con gioia l‘iniziativa di una rassegna dedicata alla creazione di un nuovo pensare il femminile.

La profonda convinzione che la donna non sia un oggetto passivo, una vittima, ma un soggetto attivo che si scontra spesso con la volontá di violenza e prevaricazione fisica e culturale maschile, e che cerca nonostante tutto di essere protagonista di una vita activa, come la chiamó Hannah Arendt, continuamente ostacolata, é la riflessione fondamentale che muove la rassegna. Il maschile, da parte sua, deve fare una profonda autoriflessione sulla sua identità, che non può essere limitata dal concetto culturale di patria, basata sullo ius sanguinis e sullo ius soli, il primo che identifica l‘essere umano come essere di qualcuno e non con l‘essere qualcuno, il secondo che lega l‘identitá alla terra, persa o abbandonata la quale l‘essere non esiste piú. Potrebbe forse essere una soluzione immaginare un concetto di Matria, ovvero di rendere il rapporto con la madre quello qualificante per la propria identitá? Esso non é piramidale e coercitivo come quello paterno, ma é un rapporto di nutrimento e cura, evocatore di gratitudine e generatore di identità come somma di quello che il mondo offre all‘essere per formare sé stesso, e non quello che l‘essere offre al mondo per esserne accettato.

Questo fervente appuntamento, carico di queste stimolanti premesse, sará ospitato dalla bellissima cornice della Sala Consigliare di Pedaso, il 13 Marzo alle ore 21,15, e vedrá protagonista una donna, un‘insegnate e una scrittrice sempre piú significativa per il territorio marchigiano, ovvero Lucia Tancredi, che questa volta racconterá la storia di un uomo alla ricerca di una nuova identitá, proprio perché avverte che l‘essere umano non puó essere ridotto ad occhio possessivo, possessore e punitore. Questa sensazione di necessario cambiamento viene da un uomo tormentato, che sente dentro l‘arte e la grazia di Dio e non riesce ad esprimerla con vecchi modi di essere e di vedere, anche se si chiama Lorenzo Lotto.

Lucia Tancredi, nata a San Marco in Lamis ma adottata dalla Marca Maceratese fin da giovanissima, avverte questo tormento e cerca di narrarne le pieghe piú profonde e delicate. Con l’esordio del 2003 con il volume Racconti dì viaggio. Le città d’arte della marca maceratese ha subito la fascinazione della pittura marchigiana, soprattutto religiosa, sparsa dovunque tra le colline verdi della regione, e ha cercato di buttarsi anima e corpo in un leopardiano studio matto e disperatissimo della spiritualitá tra medioevo ed etá moderna per capirne l’intimo tormento e bellezza. Dopo due necessari romanzi sulla spiritualitá al femminile, ovvero “Io, Monica” Le confessioni della madre di Agostino -Città Nuova, 2006- e Ildegarda. La potenza e la grazia -Città Nuova, 2009-, si é cimentata nel racconto della spiritualitá maschile in uno degli artisti piú emblematici delle Marche, il pittore Lorenzo Lotto.

Lotto è un pittore veneto, misterioso e schivo, appassionato di alchimia e di esoterismo, che si aggira per la Marca in cerca di committenze e di immagini che raccontino all’uomo da dove viene e quanto grande possa essere la sua anima. É cosí che comincia a cercare nuove identitá per i personaggi dei vangeli e della Bibbia, visi e scenari di innocenza, di fede, alla ricerca disperata di pietà ed amore, che nella societá contemporanea, di ora come allora, sembrano mancare. Qui Lotto costruisce la sua nuova identitá, non piú basata sul di chi essere, ma sul cosa poter essere con amore e cura del prossimo. Questo e molto altro sará al centro dell’intervento di Lucia Tancredi e del suo romanzo L’Otto.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo e con il libero contributo di Stamperia Bonassi, Quota CS Sport, Estetica la Coccinella, Eros Manifatture, Galleria Giò, Cherry&Cream. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Elena Stancanelli, “La femmina nuda”

MATRIA 2019 – QUARTO APPUNTAMENTO

ELENA STANCANELLI – LA FEMMINA NUDA

9 MARZO 2019 – H 18,30

TORRE SAN PATRIZIO – SALA CONSILIARE

Torre San Patrizio – Matria, rassegna di letteratura, filosofia, poesia e riflessione storica, arriva danzante al suo quarto appuntamento, sempre alla ricerca di uno spazio di dialogo tra donna cosciente della sua soggettivitá attiva e la violenza machista e patriarcale, latente e non, della ormai societá odierna; spazio che vuole trovare al di lá dei minimizzanti valori del concetto di „patria“, ovvero diritto di sangue e suolo, in un nuovo concetto di spazio d‘appartenenza del genere umano, una vera e propria matria che metta alla sua base i concetti di accoglienza, comprensione, empatia, cura e sostegno alla crescita del singolo.

In questo quarto incontro, che si terrá a Torre San Patrizio nella Sala Consiliare, sabato 9 Marzo alle 18,30, sará protagonista la scrittrice Elena Stancanelli, con un intervento profondo e sentito, nato dalla riflessione dal suo omonimo romanzo, La femmina nuda.

Nata nel 1965 a Firenze, Elena Stancanelli vive una vita ortodossamente toscana nella sua cittá natale e di studio, Firenze. Dopo la laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Roma, dove studia all’Accademia di Arte Drammatica e dove pubblica i suoi primi racconti e il suo romanzo d’esordio, dal titolo Benzina (1998), che non solo vincerá il Premio Letterario Giuseppe Berto, ma verrá anche letto con interesse dalla regista Monica Stambrini, la quale lo adatterá a lungometraggio con incredibile successo nel 2001.

Segue un intenso periodo di scrittura di racconti, che vengono pubblicati, interi o in parti, nelle piú famose testate nazionali, come Max, Amica, Tutte Storie, Cosmopolitan, Marie Claire, Il Secolo XIX e il Corriere della sera, e da cui nascono collaborazioni giornalistiche durature con La Repubblica, Il Manifesto e L’Unitá.

Nel 2006 ricomincia a tutto gas la sua attivitá di romanziera, che la porterá a raccontare proprio di donne e del loro difficile dialogo con l’altro genere, soprattutto nei romanzi Mamma o non mamma (2009), L’Uomo giusto (2011) e La Femmina nuda (2016), con il quale arriva dritta dritta alla finale del Premio Strega 2016. Il romanzo parte dal una riflessione del rapporto amoroso tra uomo e donna, esaminando la mancata comunicazione tra i generi e il peso del tradimento, che nella coppia di Anna e Davide scatena rabbia, ossessione e violenza e in cui Anna si ritrova sempre piú intrappolata nel modo di pensare di quell’uomo che l’ha lasciata, con tutti gli strascichi e gli svilimenti che questo le comporta. Questa violenza sottile dettata da un innamoramento imperfetto, da una voglia/dovere di assomigliare all’altro narcisista per essere sempre piú di suo gusto, e dalle conseguenze che sfiorano l’espropriazione del corpo femminile, sono gli elementi non solo da cui Anna cercherá la sua riscossa, ma anche da cui Elena Stancanelli racconterá la sua sulla neccessitá di una soggettivitá attiva per le donne di oggi e una liberazione da quella patria a cui l’uomo accanto a noi ci vuole accostumate per entrare in contatto con lui. Anche la Stancanelli sembra dire che c’é davvero bisogno di una nuova idea di appartenenza per tutte e tutti. Questi pensieri e molti altri saranno il cuore pulsante di questo incontro da non perdere.




Giuliana Sgrena, “Il Velo”

MATRIA 2019 – TERZO APPUNTAMENTO

GIULIANA SGRENA – IL VELO

7 MARZO 2019 – H 21,15

COLMURANO – SALA CONSILIARE

Colmurano Matria, rassegna di letteratura, filosofia, poesia e riflessione storica patrocinata dalla Commissione Pari Opportunitá della Regione Marche, raggiunge rapida e senza dubbi il suo terzo appuntamento.

Tentare di diffondere nella mentalitá comune l‘idea che la donna non sia piú da vedere come soggetto passivo, ovvero vittima, sottomessa e discriminata, ma come un vero e proprio soggetto attivo che si incontra e scontra spesso con la volontá di violenza e prevaricazione fisica e culturale maschile, é quello che muove passi, idee ed incontri di questa rassegna, votata a trovare in questo scontro uno spazio di relazione e creazione di nuove armi di consapevolezza per tutti gli enti in causa. Quello che la rassegna vuole appassionatamente creare é un luogo di comune dialogo tra generi, una vera e propria matria che sia fondata su altri presupposti da quelli della patria, ovvero diritto di sangue e suolo, e in patricolare su quelli di accoglienza e cura del prossimo squisitamente femminili.

In questo appassionante percorso verrá appunto incontrata ed accolta la testimonianza della giornalista Giuliana Sgrena, che, il 7 marzo alle ore 21,15, presso la Sala Consiliare del Comune di Colmurano, presenterá il suo ultimo reportage sul mondo islamico femminile dal titolo Il Velo.

Nata a Masera, in Piemonte, nel 1948, Giuliana Sgrena ha cominciato a seguire la sua passione per il giornalismo appena finite le scuole superiori, scrivendo per giornali come Pace e Guerra, per poi approdare al ben piú famoso Il Manifesto nel 1988, nonché poi a Rainews24 e al settimanale tedesco Die Zeit.

Le sue grandi passioni sono la scrittura, la politica e la condizione femminile, e non ha mai smesso di cercare un luogo comune dove poter raccontare il loro stretto contatto e intreccio nel mondo odierno. Trova la sua dimensione eletta nel reportage, soprattutto nelle zone di guerra come Algeria, Somalia, Palestina ed Afghanistan, dove cerca di comprendere e raccontare non solo la dimensione squisitamente politica e sociale dei contesti bellici, ma anche e soprattutto che posto prendono/ricevono le donne all’interno delle politiche islamiche di questi paesi.

La sua penna lucida, tagliente e scomoda l’ha fatta cadere vittima di un terribile sequestro a Baghdad nel 2005, che le causo’ giorni e giorni di prigionia e la travolse in una assai movimentata opera di liberazione diretta dal SISMI. Dopo il ritorno alla libertá, Giuliana Sgrena riprende a scrivere di donne e primavere arabe, con due interessantissimi reportage, dal titolo Rivoluzioni Violate (2014) e Dio odia le donne (2016).

A Matria presenta la sua nuova riflessione sull’argomento della reislamizzazione dei paesi arabi e delle conseguenze, che lei definisce una vera e propria “apartheid di genere”, per le donne, dal titolo Il prezzo del velo.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo e con il libero contributo di Stamperia Bonassi, Quota CS Sport, Estetica la Coccinella, Eros Manifatture, Galleria Giò, Cherry&Cream. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Annalisa Monfreda, “Come se tu non fossi femmina”

MATRIA 2019 – SECONDO APPUNTAMENTO

ANNALISA MONFREDA – COME SE NONFOSSI FEMMINA

28 FEBBRAIO 2019 – ORE 21,15

AMANDOLA – SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Amandola – Dopo il successo iniziale con Dacia Maraini, Matria procede il suo percorso alla scoperta della donna come soggetto di vita activa arendtiana, come disconoscitrice dell’immaginario vittimistico e passivo su di sé, e, soprattutto, come portatrice di significato identitario nuovo che nasca non dagli stereotipi di genere, ma da percorsi fatti dalle donne per se stesse.

Questa volta l’ospite che esplorerá da un nuovo punto di vista la concreta possibilitá di un concetto di matria per il futuro é la scrittrice e direttrice editoriale Annalisa Monfreda, che interverrá ad Amandola, presso la Sala del Consiglio del comune, il 28 febbraio 2019, alle ore 21,15, con un appassionato intervento dedicato alla sua riflessione sull’educazione femminile, sfociata anche nell’omonimo libro, dal titolo Come se tu non fossi femmina.

Nata a Bari, classe 1978, Annalisa Monfreda é giornalista e scrittrice. Dopo aver studiato Giornalismo all’Universitá di Bari e alla Carlo Bo di Urbino, e affinato le sue doti musicali al Conservatorio Piccinni di Bari, si é trasferita a Milano per tentare la fortuna nel mondo caldo delle testate giornalistiche. Ha lavorato per Il Corriere del Mezzogiorno, Kult, Donna Monderna e Geo. Nel 2008 ha cominciato la sua carriera di direttrice giornalistica, che l’ha portata a occuparsi di problematiche del mondo femminile a tutte le etá. É stata infatti energica direttrice d’orchesta di magazine giovanili come Topgirl, di giornali maturi eppure impertinentemente stilosi come Cosmopolitan, fino ad arrivare alla fascia femminile dell’adulta a tuttotondo con Donna Moderna, Starbene e TuStyle.

Sempre attenta alle difficoltá a cui il genere femminile va incontro nel mondo del lavoro e della ricerca del successo personale, non ha mai smesso di affermare che quello che riesce a dare alle donne una marcia in piú sono le idee, la riflessione che genera creativitá e vitalitá e che respinge banalitá e vittimismo, in un certo senso, la libertá di pensare sé stesse ed essere sé stesse. A Matria presenta la sua personale riflessione sulla maternitá attiva e creativa, su un modello di educazione che ella stessa pensa in primis per le sue bambine. Ció si é tradotto in un libro dal titolo Come se tu non fossi femmina, che vuole regalare 50 piccole lezioni di esperienza materna per mettere al bando gli stereotipi di genere e i paletti imposti dalla societá all’immaginario sul femminile, e, infine, centrare il rapporto madre-figlia/o sul rispetto di sé e sulla libertá propria e dell’altro, dando/riconoscendo la capacitá per ognuno di vivere la propria vita activa.

La Rassegna è promossa dalla Commissione Pari opportunità regionale, dal Consiglio Regionale delle Marche e da un Circuito di otto Comuni: Montegranaro, Amandola, Colmurano, Torre San Patrizio, Pedaso, Sarnano, Montecosaro, Urbisaglia. E’ Patrocinata dal Soroptimist di Fermo e con il libero contributo di Stamperia Bonassi, Quota CS Sport, Estetica la Coccinella, Eros Manifatture, Galleria Giò, Cherry&Cream. La Rassegna è nata da una libera idea della presidente della Commissione Pari Opportunità Meri Marziali ed ha la direzione artistica di Oriana Salvucci.




Dacia Maraini, “Il corpo felice” al teatro “La Perla“

MATRIA 2019 – APERTURA

DACIA MARAINI – IL CORPO FELICE

MONTEGRANARO – TEATRO LA PERLA

14 FEBBRAIO 2019 – ORE 21,15

 

 

Montegranaro – Matria, la nuova rassegna promossa dalla Commissione per le Pari Opportunitá della Regione Marche e dai comuni di Amandola, Colmurano, Montecosaro, Montegranaro, Pedaso, Sarnano, Torre San Patrizio ed Urbisaglia nelle province di Fermo e Macerata, pensata come confronto e percorso conoscitivo dei diritti attivi al femminile per ottenere una nuova consapevolezza di sé e una vera paritá di genere, nonché un nuovo modello d‘identitá e appartenenza per scalzare la non piú calzante locuzione di patria, apre finalmente i battenti con un ospite d‘eccezione. Infatti sará protagonista del primo incontro la famosissima scrittrice Dacia Maraini, che terrá un intervento dal titolo Il corpo felice, presso il teatro „La Perla“ di Montegranaro, il 14 febbraio alle ore 21,15.

Dacia Maraini, nata a Fiesole nel 1936, ha vissuto con il padre antropologo fin da piccolissima in Giappone, dove egli studiava la popolazione Hainu. Dopo il dissenso mostrato dalla propria famiglia per l‘asse Roma-Tokyo-Berlino, venne internata con i suoi genitori in un campo di concentramento giapponese, nel quale rimase dal 1946 al 1949.

Tornata prima in Sicilia, poi a Roma, intraprese gli studi letterari, cercando di sopravvivere tra vari lavori e tra i primi tentativi di scrittura. Cominció in quegli anni ad essere una penna di Nuovi Argomenti e il Mondo, nonché a cimentarsi con le prime sceneggiature teatrali diventate poi celeberrime, come Maria Stuarda e Dialogo di una prostituta con il suo cliente, e con i primi romanzi.

Il successo arriva con questi pezzi di incredibile profonditá, con la fondazione del Teatro della Maddalena, e con romanzi come Donna in Guerra, La lunga vita di Marianna Ucría, Buio e Il Treno dell‘ultima notte, che raccontano con incredibile sforzo il rapporto fra donna, voglia di autodeterminazione, libertá e autoritá maschile, patria, violenza, e che frutteranno alla scrittrice negli anni i premi letterari Campiello, Vitaliano Brancati, Flaiano e Mediterraneo.

A Matria racconta in un intervento, tramite la sua ultima fatica letteraria dal titolo Il corpo felice, il suo rapporto con il maschile e la necessitá per una donna di trovare una nuova identitá di sé fuori da questa cultura dominante. La storia parte proprio da Dacia Maraini, costretta a letto per via di una gravidanza difficoltosa, che legge libri su libri e racconta al suo bambino non ancora nato tutte le storie interessanti che le capitano sottomano, gli racconta anche cosa vuol dire lo schiavizzare una donna e tutte le battaglie che ha intenzione di combattere per far sí che questo non avvenga piú. Anche se poi la gravidanza peggiora e il bambino viene perduto, Dacia non smette di parlargli, di raccontare a lui, piccolo uomo, cosa vuol dire essere una donna e avere la voglia indomabile di raccontarlo al mondo intero, scardinando stereotipi, concetti radicati ma inadatti e idee gerarchiche.

L’Assessore alla cultura di Montegranaro ha cosí accolto l’arrivo della rassegna Matria e della scrittrice Dacia Maraini nella sua cittá: “______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________”

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha cosí definito la personalitá della sua ospite d’apertura e l’incredibile affinitá del suo ultimo romanzo con il fil rouge della sua rassegna




Matria, una rassegna al femminile per la parità di genere

TRA FERMO E MACERATA 

APRE DACIA MARAINI IL 14 FEBBRAIO

 

La Commissione regionale pari opportunità propone nove incontri in otto comuni con scrittrici, giornaliste e poetesse per riflettere su cultura ed emancipazione femminile. Primo appuntamento il 14 febbraio a Montegranaro con Dacia Maraini. Tra le protagoniste anche Michela Marzano, Giuliana Sgrena e Silvia Ballestra.

 

Ancona, 7 febbraio 2019 – Dacia Maraini al teatro La Perla di Montegranaro apre il 14 febbraio la rassegna “Matria”, organizzata dalla Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche. Nove incontri in otto comuni, con scrittrici, giornaliste e poetesse per parlare di emancipazione e di riscatto femminile, usando la forza della scrittura, della poesia e della testimonianza. La rassegna, patrocinata dal Consiglio regionale, è stata presentata oggi a Palazzo delle Marche dalla presidente della Cpo Meri Marziali, dal presidente Antonio Mastrovincenzo e da Ediana Mancini, sindaco di Montegranaro, comune capofila del festival che coinvolge anche le amministrazioni di Amandola, Colmurano, Montecosaro, Pedaso, Sarnano, Torre San Patrizio e Urbisaglia. Punto di partenza il termine “Matria”, coniato dal poeta Mario Luzi e riproposto dalla scrittrice Michela Murgia per reinterpretare, nella prospettiva femminile dell’accoglienza, il concetto di patria. «Il nome della rassegna – spiega Meri Marziali – porta in sé il significato di donne generatrici e portatrici di cultura. Abbiamo voluto mettere insieme realtà territoriali diverse e contenuti culturali diversi». Il festival si snoda tra le province di Fermo e di Macerata, ospitato anche da comuni dell’entroterra colpiti dal sisma. «Il filo conduttore – prosegue la Marziali – è la sinergia istituzionale per parlare di cultura al femminile nel territorio e per il territorio, valorizzando anche comuni di piccole dimensioni. Le autrici sono nomi importanti che attraversano il panorama culturale italiano e che trasmettono nelle loro opere messaggi di grande profondità». Tra le protagoniste Giuliana Sgrena, Silvia Ballestra, Michela Marzano, Luciana Castellina. «Continua positivamente – ha sottolineato il presidente Mastrovincenzo – la nostra collaborazione con la commissione pari opportunità che ancora una volta ci propone un’iniziativa di grande spessore, con personalità di altissimo livello. In questo momento abbiamo particolarmente bisogno di eventi culturali come questo, in grado di farci riflettere su particolari questioni». Per la direttrice artistica della rassegna, la professoressa Oriana Salvucci, «Matria è un invito all’azione, il tentativo di rovesciare stereotipi. Non è un caso che iniziamo il nostro cammino con Dacia Maraini, una delle intellettuali più autorevoli del panorama italiano, che presenterà il suo libro “Corpo Felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va”». La rassegna si concluderà il 14 aprile con Patrizia Valduga a Montegranaro. «Questo festival è un’occasione importante di incontro e di riflessione – ha detto il sindaco Ediana Mancini – La nostra è un’amministrazione attenta al femminile, non tanto nel numero dei suoi componenti, perché non è un fatto matematico, quanto nella capacità di avere uno sguardo maschile e femminile sulla realtà, con un’attenzione particolare per la vita reale e i bisogni delle persone». Sono intervenute alla presentazione anche Loredana Dionisi, presidente del Soroptimist club di Fermo, tra i promotori dell’iniziativa, la presidente della commissione P.O. di Amandola Simona Ambrosi e le consigliere comunali Laura Latini di Montegranaro e Cristina Arrà di Urbisaglia.

 

Il programma: 14 febbraio Dacia Maraini (Montegranaro), 28 febbraio Annalisa Monfreda (Amandola), 7 marzo Giuliana Sgrena (Colmurano), 9 marzo Elena Stancanelli (Torre San Patrizio), 13 marzo Lucia Tancredi (Pedaso), 22 marzo Silvia Ballestra (Sarnano), 28 marzo Luciana Castellina (Montecosaro), 11 aprile Michela Marzano (Urbisaglia), 14 aprile Patrizia Valduga (Montegranaro).