A Grottammare l’omaggio a Lawrence Ferlinghetti per i suoi cento anni

GROTTAMMARE – Domani, 24 marzo 2019, il grande poeta/editore della beat generation compirà centro anni: un traguardo incredibile per un uomo che ha vissuto da protagonista una delle più avventurose e anarchiche esperienze letterarie di tutti i tempi. Grottammare, cittadina alla quale il poeta nel 1989 ha dedicato dei meravigliosi versi, lo festeggerà con un doppio appuntamento.

Domani alle ore 11 sarà inaugurata la targa dedicata a Ferlinghetti nel piazzale della stazione, proprio lì dove i versi presero vita, quando il poeta passava con il treno. “La poesia è iscritta come un tatuaggio sulla pelle della città”, ha dichiarato il sindaco Piergallini: è un dovere e un onore che la città renda a sua volta omaggio alle cento candeline dell’uomo che ha creato la City Lights e pubblicato tanti testi che hanno influenzato – e fatto deragliare – la cultura degli ultimi settant’anni. Il 6 aprile alla Sala Kursaal, invece, ci sarà un appuntamento con Giada Diano, biografa di Ferlinghetti, Lucilio Santoni, Piergiorgio Cinì e Valentina Illuminati da titolo Dipingere luce sui muri della vita.

Auguri Lawrence!




La vita di Ferlinghetti al Teatro dell’Arancio

GROTTAMMARE (AP) – Curata da Lucilio Santoni, la rassegna “Atelier di primavera” prosegue oggi sabato 7 maggio con Giada Diano e la sua biografia del poeta statunitense Lawrence Ferlinghetti “Io sono come Omero. Vita di Lawrence Ferlinghetti”. Appuntamento alle ore 18 al Teatro dell’Arancio di Grottammare.

 

A Grottammare, il padre della beat generation ha dedicato una poesia scritta nel 1990, quando il treno su cui stava viaggiando si fermò proprio nella stazione della cittadina marchigiana per un guasto, e inserita successivamente nella raccolta dei suoi migliori testi poetici.

E’ giusto dunque parlare di Ferlinghetti a Grottammare, sempre e comunque. L’appuntamento di oggi è particolarmente interessante perché vedrà la presenza della sua biografa, Giada Diano. Per “Io sono come Omero”, Giada Diano ha lavorato a stretto contatto con il poeta, ma ha consultato anche i diari privati che lui le ha messo a disposizione, ha visitato amici e conoscenti, senza naturalmente trascurare alcuni membri della famiglia. A partire da questo incrocio di notizie, la biografia ha preso una strada non canonica. L’autrice ha privilegiato il taglio soggettivo ed emozionale, dando rilievo a episodi particolari della vita di Ferlinghetti. Molti hanno a che fare con le esperienze europee del poeta e con l’influenza che la stagione culturale di cui Ferlinghetti è stato padre e nume tutelare ha avuto fuori dall’America.

La vita di Ferlinghetti trae con sé stralci di altre esperienze: incrociamo Ginsberg e Pound, i gruppi anarchici italiani e i movimenti di avanguardia con cui il poeta ha avuto a che fare. Ultimo testimone di un’epoca gloriosa, Ferlinghetti e la sua straordinaria vicenda offrono un punto di vista sulla beat generation che rinverdisce e riattualizza, di quel movimento, le battaglie per i diritti civili, il clima di accesa tensione utopica, l’ansia di libertà professata nei fatti – tutti aspetti che suonano miracolosamente attuali.