Il monitoraggio di Goletta Verde nelle Marche

Di nuovo inquinate le foci del Torrente Vallescura a Fermo e quella dell’Albula a San Benedetto del Tronto 

Legambiente presenta i dati del dossier Mare monstrum:

nelle marche 3,7 reati per ogni chilometro di costa

Legambiente: “Anche se in presenza di una situazione non preoccupante, alcuni problemi non sono ancora risolti visto che ci sono criticità che perdurano e vanno approfondite”

San Benedetto del Tronto –Due foci che risultano inquinate oltre i limiti di legge ogni volta che vengono sottoposte al monitoraggio dei nostri tecnici. Sono quelle del torrente Vallescura nei pressi del Lido di Fermo e quella del fiume Albula, a San Benedetto del Tronto. Qui gli inquinanti analizzati, marker specifici di problemi legati ad una cattiva o assente depurazione, hanno superato il limite previsto dalla normativa. Entrambe sono state costantemente monitorate da Legambiente  dal 2013 al 2017 (non nel 2018 a causa dei lavori in corso) risultando sempre fortemente inquinate, segno quindi di una criticità che permane.

Gli altri dieci punti campionati nella regione dai nostri tecnici  sono risultati invece tutti entro i limiti di legge. Ci sono segnali incoraggianti come quello del fiume Tesino, che quest’anno è risultato entro i limiti e quello della foce del Tronto che mostra un miglioramento rispetto gli anni passati rientrando nei limiti della normativa, ma su cui non si può abbassare la guardia.

Con il nostro monitoraggio infatti, è bene ribadirlo, non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste marchigiane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane che nelle marche ha effettuato la sua quinte e sesta tappa, prima ad Ancona e poi a San Benedetto. Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro –  Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.

Alla presentazione del monitoraggio di Goletta Verde hanno preso parte Mattia Lolli, portavoce Goletta Verde; Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche, Marco Ciarulli, responsabile scientifico Legambiente Marche, Kessili De Bernardinis, Presidente circolo Legambiente lu cucale, Dott.ssa Milena Brandinelli, agenzia ARPAM.

«L’obiettivo del nostro viaggio – spiega Mattia Lolli, portavoce della Goletta Verde – è mantenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l’attenzione del Governo, e spesso anche della amministrazioni locali, sia diretta su tutt’altro. È ora di dire basta ad ogni forma di alibi e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente a partire dalla gestione delle acque reflue e dall’adeguamento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare”.

“Anche se in presenza di una situazione non preoccupante – – Francesca Pulcini, Presidente Legambiente Marche – alcuni problemi non sono ancora risolti visto che ci sono criticità che perdurano e vanno approfondite come quella della Foce del Fiume Albula e quella di Vallescura che non è la prima volta che risultano inquinate e per cui richiamiamo alle loro responsabilità anche gli amministratori locali. Il passaggio di Goletta Verde – conclude Pulcini deve essere un’opportunità per ricordare a tutti i portatori d’interesse, compresi i Comuni dell’entroterra, la necessità di mettersi in rete, come avvenuto per il contratto di fiume del Tesino”.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 14 e il 15 giugno scorso) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. I risultati hanno risentito delle diverse condizioni meteo tra il mese di giugno, dove l’intensa piovosità delle settimane precedenti ha causato maggiori portate di fossi, canali e fiumi in mare, e le scarse precipitazioni nei mesi successivi con conseguente minor apporto dei corsi d’acqua.

Questi gli altri punti monitorati, le cui acque sono state giudicate con inquinanti “entro i limiti di legge”: nel Comune di Pesaro (foce fiume Foglia); Comune di Fano (Foce Torrente Arzilla); nel Comune di Senigallia (Spiaggia 30m sud foce Fiume Misa); nel Comune di Falconara marina (Foce fiume Esino), Tra i Comuni di Porto Recanati e Numana (Foce Fiume Musone); tra i Comuni di Civitanova Marche e Potenza Picena (Spiaggia presso Foce Fosso Asola); nel Comune di Civitanova Marche (Fosso del Castellaro); nel Comune di Porto Sant’Elpidio (Spiaggia presso Foce Fosso dell’Albero); Tra i Comuni di Porto San Giorgio e Fermo ( Foce torrente Vallescura); nel Comune di Grottammare (spiaggia 20 m sud foce torrente Tesino); nel Comune di San Benedetto del Tronto (Foce torrente Albula e riserva naturale del Sentina).

Ci sono da riscontrare, inoltre, ancora criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, i dati delle ultime analisi, ecc.

Nei dodici punti monitorati solo in due casi (tra i Comuni di Porto Recanati e Numana presso la Foce Fiume Musone e a Fosso del Castellaro a Civitanova Marche) i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, nelle Marche, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 6.015 tonnellate di olio minerale usato. L’olio – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi. “Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE NELLE MARCHE

*prelievi effettuati il 14 e 15 giugno 2019

PROV COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
PU Pesaro foce fiume Foglia Entro i limiti
PU Fano Foce Torrente Arzilla Entro i limiti
AN Senigallia Spiaggia 30m sud foce Fiume Misa Entro i limiti
AN Falconara marina Rocca priora Foce fiume Esino Entro i limiti
MC/AN Porto recanati/Numana Foce Fiume Musone Entro i limiti
MC Civitanova Marche/Potenza Picena Spiaggia presso Foce Fosso Asola  Entro i limiti
MC Civitanova Marche Fosso del Castellaro Entro i limiti
FM Porto Sant’Elpidio Spiaggia presso Foce Fosso dell’Albero Entro i limiti
FM Porto San Giorgio/Fermo Foce torrente Vallescura Inquinato
AP Grottammare spiaggia 20 m sud foce torrente Tesino Entro i limiti
AP San Benedetto del Tronto Foce torrente Albula Inquinato
AP San Benedetto del Tronto Riserva naturale regionale Sentina Foce del Tronto Entro i limiti

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml.

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml.

Goletta Verde nel suo viaggio pone da sempre l’attenzione al brutale assalto che continuano a subire il mare e le coste italiane. Reati che non risparmiamo le Marche , come dimostra la fotografia scattata come ogni anno dal dossier Mare Monstrum 2019 di Legambiente, basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto. Nelle marche sono 640 le infrazioni accertate dalle forze dell’ordine nel 2018 per i reati legati al “mare illegale”, con 807 persone arrestate o denunciate e 118 sequestri: in pratica 3,7 infrazioni ogni chilometro di costa.

In testa alla classifica spiccano i reati commessi legati al mare inquinato (da intendere in particolare per scarichi inquinanti e mala depurazione): 212 quelli accertati lo scorso anno con 341 denunce e 72 sequestri. Seguono quelli legati al ciclo del cemento con 203 infrazioni accertate nel 2018 con 233 persone denunciate o arrestate e 28 sequestri effettuati. C’è poi il saccheggio della risorsa ittica dove si contano 166 reati; 166 denunce e un sequestro per un totale di 13.856 kg di prodotti ittici (la quasi totalità pesce, caviale, salmone, tonno rosso, datteri).

Ultimo, ma non meno importante per la salvaguardia dell’ecosistema marino, è il contrasto alle pratiche illecite nella navigazione da diporto sanzionate in particolare dalla Guardia di finanza e dalle Capitanerie di porto. Nelle Marche sono stati censiti 59 reati con 67 persone denunciate e 17 sequestri.

Su www.legambiente.it/golettaverde è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.




EcoBlitz della Goletta Verde alla foce dell’Albula nuovamente inquinata

San Benedetto del Tronto, 3 luglio 2019 – EcoBlitz della Goletta Verde di Legambiente alla foce del fiume Albula, a San Benedetto del Tronto, risultata nuovamente inquinata oltre i limiti di legge. 

Esposto lo striscione: “CHE VERGOGNA!”

Venerdì la presentazione dei dati integrali sull’inquinamento del mare nelle marche

Ecoblitz della goletta Verde questo pomeriggio alla foce del Fiume Albula a San Benedetto del Tronto. Gli attivisti dell’associazione ecologista hanno esposto lo striscione “Che vergogna”, anticipando così uno dei risultati dei prelievi effettuati giorni fa nel mare regionale, che verranno presentati integralmente dalla Goletta Verde, venerdì alle 10:30 a San Benedetto del Tronto.

Per l’ennesima volta infatti la foce del fiume Albula è risultata inquinata.

“Quest’anno siamo rimasti nuovamente delusi dal risultato dei prelievi effettuati da tecnici di Goletta alla foce del fiume Albula, in una località piena di bagnanti e turisti dove quindi le acque di questo torrente non dovrebbero essere buone, ma ottime”, afferma Sisto Bruni, Presidente del circolo San Benedetto d Legambiente. “Non può essere sufficiente – continua Bruni – l’intervento costituito dal ‘pennello’ di scogli che separa la foce dalla spiaggia: una soluzione di tipo emergenziale, ma con cui non si risolve certo l’inquinamento del fiume. Per fare questo – conclude il Presidente del Circolo – è necessario riqualificare il torrente togliendo il cemento e avviando un progetto di  fitodepurazione”.

I risultati completi dei monitoraggio scientifico della Goletta Verde saranno presentati in conferenza stampa venerdì, alle ore 10:30, presso la sala del circolo nautico. 

Il programma di Goletta Verde nelle Marche

2 luglio Ancona, 3-4-5 luglio San Benedetto del Tronto

Mercoledì 3 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

Ore 18:30 aperitivo Plastic Free con sindaci della costa e presentazione libro “Zuppa di plastica”

Intervengo:

Marco Ciarulli, responsabile scientifico Legambiente Marche

Sisto Bruni, presidente circolo Legambiente Lu cucale

Kessili De Berardinis, vice presidente circolo Legambiente Lu cucale

Mattia Lolli, portavoce goletta verde

Andrea Traini, assessore ambiente san benedetto del tronto

Alessandra Biocca, assessore ambiente comune Grottammare

Arcangelo Caputo, presidente circolo nautico san benedetto del tronto

Stefano Novelli, Provincia Ascoli Piceno

Giovedì 4 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

ore 10.30 Innovare la filiera ittica: dal progetto “A pesca di plastica” alle soluzioni per una pesca più sostenibile. Incontro per discutere del problema della plastica in mare, il ruolo centrale dei pescatori e le alternative alla plastica monouso.

Partecipano:

Serena Carpentieri, vice direttrice generale legambiente

Sisto Bruni, presidente circolo legambiente lu cucale

Kessili De Berardinis, vice presidente circolo legambiente lu cucale

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Paolo Colarossi, comandante capitaneria di porto di San Benedetto del tronto

Emanuele Troli, cooperativa blu marine service

Antonella Penna, Università Urbino

Sandro Bisonni, vice presidente commissione ambiente Regione Marche

Stefano Novelli, provincia Ascoli Piceno

Angelo Sciapichetti, assessore ambiente Regione Marche

Leonardo Collina, amministratore delegato picenambiente

Sono stati invitati gli amministratori locali

Ore 16.00 Lungomare S.Benedetto: Trash mob: “Usa e getta? No Grazie!”

Ore 18.00-20.00 Visite a bordo

Venerdì 5 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

ore 10.30 Conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione (presso la sala del circolo nautico)

Intervengono:

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Marco Ciarulli, responsabile scientifico Legambiente Marche

Mattia Lolli, portavoce Goletta Verde

Sisto Bruni, presidente circolo legambiente lu cucale

 




Legambiente: “Liberiamoci dalle fossili”

 EcoBlitz della Goletta Verde di Legambiente presso la raffineria dell’ Api a Falconara: esposto lo striscione “Nemico del Clima”

Dal 2010 al 2018 le concessioni produttive di greggio nelle Marche hanno estratto in totale circa 797 mila tonnellate di greggio di cui 450 mila, pari al 56,5%, sono risultate esenti dal pagamento delle royalties

Legambiente: “Api continua ad investire nelle fossili mentre il mondo va da un’altra parte. Il futuro è rinnovabile” 

Falconara – La Goletta Verde approda nelle marche con un ecoblitz presso la raffineria di API a Falconara, per Legambiente Nemico del Clima a causa della sua scelta di continuare ad investire unicamente sulle fonti fossili mettendo così a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini.

Come riportato nel nostro dossier “No Oil Marche”, nella regione le fonti fossili coprono ancora l’83,3% dei consumi totali regionali (Simeri GSE, 2016), contro il 16,7% da fonti rinnovabili.

Delle 30 piattaforme presenti davanti le coste marchigiane 11 sono inattive, le restanti 19 coprono, con la loro produzione, solamente lo 0,1% del fabbisogno nazionale. Un dato che fa riflettere sulla loro effettiva utilità a cospetto dei rischi ambientali e dell’impatto paesaggistico che comportano.

Legambiente torna a chiedere con forza, da un lato, lo smantellamento immediato delle piattaforme inattive, dall’altro l’avvio di un processo di riconversione energetica verso le fonti rinnovabili.

L’emergenza climatica è sempre più evidente e concreta, lo stesso Rapporto dell’IPCC indica 12 anni di tempo per invertire la rotta e portare il nostro Paese fuori dalle fonti fossili, che ricordiamo essere la principale causa dei cambiamenti climatici. Invece le fonti fossili, petrolio e gas, sono vergognosamente ancora al centro del sistema energetico e il gas lo rimane anche nella bozza di Piano Energia e clima. La stessa Commissione Europea chiede chiarimenti sul ruolo del Gas in ottica di decarbonizzazione nelle raccomandazioni appena fatte al nostro Paese che si appresterà nei prossimi mesi a predisporre il documento finale.

Infatti seppur le rinnovabili continuano a far registrare un aumento costante, arrivando oggi a coprire il 18% dei consumi totali nazionali e il 35,1% di quelli elettrici, il loro incremento è del tutto insufficiente a garantire gli obiettivi di sviluppo al 2030 e il contenimento delle temperature.

Non solo, ma continuano, da parte dei Governi, i “regali” alle fossili, facendo registare a livello nazionale ben 18,4 miliardi di euro tra sussidi diretti e indiretti. Nelle Marche in particolare, dal 2010 al 2018, le concessioni produttive di greggio hanno estratto in totale circa 797 mila tonnellate di greggio di cui 450 mila (56,5%) sono risultate esenti dal pagamento delle royalties. 

Questo quando nei nostri territori l’emergenza climatica si fa sentire sempre più spesso e con più intensità, arrivando a contare, secondo l’Osservatorio di CittàClima di Legambiente, oltre 470 eventi estremi verificatosi tra il 2010 e il 2018, di cui almeno 11 nelle Marche, distribuiti in 297 Comuni e che hanno portato a 146 blocchi alle infrastrutture, 151 allagamenti e 66 esondazioni fluviali.

“Scegliere di continuare a produrre gas e petrolio non solo mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici – sostiene Mattia Lolli, portavoce della Goletta Verde – ma anche quelli di sviluppo locale della Regione Marche, costretta a subire l’arroganza delle compagnie, la poca lungimiranza e la mancanza di coraggio e Governo, che invece di investire su prosumer, comunità energetiche e autoproduzione da fonti rinnovabili, si muovono ancora troppo timidamente su un piano di chiusura e decarbonizzazione.  Anche per questa ragione Legambiente – conclude Lolli – ha lanciato la petizione sull’autoproduzione, Liberiamo l’energia rinnovabile, proprio per chiedere al Governo di accelerare i passi verso l’approvazione della Direttiva Europea che introduce e consente ai cittadini di avere un ruolo da protagonista nel sistema energetico”.

“Il futuro sono le energie rinnovabili invece Api continua ad investire sulle fossili senza accorgersi che il mondo va da un’altra parte – dichiara Marina Galeassi, Presidente di Legambiente Falconara -. I numeri nel nostro dossier ‘No Oil Marche’ raccontano come continuino le estrazioni delle fonti fossili nella nostra regione da parte delle compagnie petrolifere, nonostante abbiano un ruolo superfluo nel panorama nazionale e di cui certamente potremmo fare a meno, sostituendole con impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e programmi di efficientamento del patrimonio immobiliare”.

Il sito della raffineria di API, luogo di trasformazione dei combustibili petroliferi, è stato inoltre identificato nel 2011, a termine della terza e ultima fase di uno studio epidemiologico realizzato dall’Arpam, come luogo di esposizione associato ad eccesso di rischio di morte per leucemia e linfoma non Hodgkin, particolarmente evidente per i soggetti che hanno domiciliato per più tempo entro i 4 Km dalla raffineria.

IN ALLEGATO IL DOSSIER “NO OIL MARCHE 2019”: NO OIL Marche_2019

 




La Goletta Verde di Legambiente sbarca nelle Marche

Appuntamento dal 2 al 5 Luglio ad Ancona e San Benedetto del Tronto

Continua il viaggio dell’imbarcazione ambientalista  per monitorare la qualità delle acque, denunciare le illegalità ambientali, le trivellazioni di petrolio, il marine litter 

Cittadini protagonisti grazie al servizio di segnalazione Sos Goletta

 

 

 

San Benedetto del Tronto – Contro il brutale assalto che continuano a subire il mare e le coste italiane è salpata la Goletta Verde di LegambienteDa martedì  2 a venerdì 5 luglio l’imbarcazione ambientalista sarà nelle Marche ad  Ancona (Porto Antico ) e San Benedetto del Tronto (Circolo nautico) per la quinta e sesta tappa del suo tour 2019 e rinnovare così il suo impegno contro i “pirati del mare”.

Un viaggio in 25 tappe, che si concluderà a metà agosto in Liguria per monitorare la qualità delle acque marine, denunciare le illegalità ambientali, l’abusivismo edilizio, le trivellazioni di petrolio e combattere l’emergenza delle plastiche in mare, ma anche per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di salvaguardare questo prezioso ecosistema e le sue bellezze e affermare il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza, solidarietà e integrazione.

 

Un’edizione, quella del 2019, che sarà realizzata grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro –  Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner sarà la La Nuova Ecologia.

 

Tra le altre battaglie che saranno portate avanti durante l’estate da Goletta Verde c’è come sempre la messa al bando delle plastiche usa e getta e in generale la lotta al marine litter, una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici. Proprio per questo anche nella tappa marchigiana ci sarà il “trash mob” #UsaeGettaNoGrazie. L’appuntamento è per giovedì ore 16 presso il Lungomare di S.Benedetto.

Come ogni anno con il servizio Sos Goletta, Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, a cui chiede di segnalare situazioni anomale di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno le denunce e le segnalazioni arrivate, per poi farle arrivare alle autorità competenti. Per inviare basta collegarsi al sito www.legambiente.it/golettaverde. Il servizio SosGoletta rientra nel progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science (il contributo dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali e alla loro risoluzione).

Il programma di Goletta Verde nelle Marche

2 luglio Ancona, 3-4-5 luglio San Benedetto del Tronto

Martedì 2 luglio

Ancona – Porto Antico

Ore 16:00 arrivo della Goletta al Porto Antico di Ancona

Ore 16.30-18:00 visite a bordo

Ore 18:00 Incontro a bordo

Il nostro mare: nuove emergenze e possibili interventi

Partecipano:

Simone Cecchettini, presidente lega coop pesca marche

Roberto Rubegni, slow food ancona e conero

Fabio Vallarola, direttore area Marina protetta Torre del Cerrano (Pineto – Silvi TE)

Manuela Fanelli, Docente Università Politecnica delle Marche

Emilio D’alessio, presidente Parco del Conero

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità Legambiente

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Paolo Belelli, presidente circolo Legambiente il Pungitopo Ancona

Modera: Lanfranco Giacchetti, circolo Legambiente Pungitopo Ancona

Seguirà aperitivo

Mercoledì 3 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

Ore 18:30 aperitivo Plastic Free con sindaci della costa e presentazione libro “Zuppa di plastica”

Intervengo:

Marco Ciarulli, responsabile scientifico Legambiente Marche

Sisto Bruni, presidente circolo Legambiente Lu cucale

Kessili De Berardinis, vice presidente circolo Legambiente Lu cucale

Mattia Lolli, portavoce goletta verde

Andrea Traini, assessore ambiente san benedetto del tronto

Alessandra Biocca, assessore ambiente comune Grottammare

Arcangelo Caputo, presidente circolo nautico san benedetto del tronto

Stefano Novelli, Provincia Ascoli Piceno

Giovedì 4 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

ore 10.30 Innovare la filiera ittica: dal progetto “A pesca di plastica” alle soluzioni per una pesca più sostenibile. Incontro per discutere del problema della plastica in mare, il ruolo centrale dei pescatori e le alternative alla plastica monouso.

Partecipano:

Serena Carpentieri, vice direttrice generale legambiente

Sisto Bruni, presidente circolo legambiente lu cucale

Kessili De Berardinis, vice presidente circolo legambiente lu cucale

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Paolo Colarossi, comandante capitaneria di porto di San Benedetto del tronto

Emanuele Troli, cooperativa blu marine service

Antonella Penna, Università Urbino

Sandro Bisonni, vice presidente commissione ambiente Regione Marche

Stefano Novelli, provincia Ascoli Piceno

Angelo Sciapichetti, assessore ambiente Regione Marche

Leonardo Collina, amministratore delegato picenambiente

Sono stati invitati gli amministratori locali

Ore 16.00 Lungomare S.Benedetto: Trash mob: “Usa e getta? No Grazie!”

Ore 18.00-20.00 Visite a bordo

Venerdì 5 luglio

San Benedetto del Tronto – Circolo Nautico

ore 10.30 Conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione (presso la sala del circolo nautico)

Intervengono:

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Marco Ciarulli, responsabile scientifico Legambiente Marche

Mattia Lolli, portavoce Goletta Verde

Sisto Bruni, presidente circolo legambiente lu cucale

 

 

 

 

Goletta Verde è una campagna di Legambiente

A bordo di Goletta Verde viaggiano anche alcuni progetti dedicati alla salvaguardia del mare e alla corretta gestione dei rifiuti marini:

 

Clean Sea life

Clean Sea Life (LIFE15 GIE/IT/000999) è un progetto LIFE co-finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Parco Nazionale dell’Asinara, CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e MPNetwork. L’obiettivo è quello di accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini e di promuoverne l’impegno attivo e costante, grazie ad una serie di attività che coinvolgono gli appassionati e i lavoratori del mare in una straordinaria campagna di prevenzione e pulizia di coste e fondali. Tramite Clean Sea Life chiediamo ai cittadini di prendere l’impegno di aver cura del mare, non lasciando nulla in mare o sulla spiaggia, rimuovendo una bottiglia, un flacone, una lenza abbandonata prima che si sbricioli in milioni di coriandoli impossibili da eliminare.

Per “impegnarsi” a mettere in pratica questi piccoli gesti, supportando così il progetto, è possibile firmare la Promessa al Mare di Clean Sea Life: http://cleansealife.it/index.php/firma/ 

 

Pelagos Plastic free

Il progetto Pelagos Plastic Free di Legambiente ed Expedition Med, nasce dalla necessità di ridurre l’inquinamento marino da plastica per proteggere i cetacei del Santuario Pelagos. Otto specie diverse di balene e delfini che vivono in uno scrigno di biodiversità riconosciuto a livello internazionale, minacciato dai rifiuti plastici presenti in mare. Nel Mar Mediterraneo ci sono 250 miliardi di frammenti di plastica che galleggiano in superficie, con punte di densità massima di 10 kg/kmq, un valore tra i più alti al mondo, proprio nelle acque dell’Arcipelago Toscano. Grandi o piccoli che siano, tutti i tipi di plastica abbandonati in mare rappresentano un pericolo per la fauna marina: possono causare soffocamento e mutilazioni, essere ingeriti ed entrare in contatto diretto con l’animale, esponendolo a sostanze tossiche e a microrganismi potenzialmente patogeni.

Lo scopo di Pelagos Plastic Free è ridurre la presenza di plastica nelle acque del Santuario Pelagos attraverso tre aree di intervento: governance e gestione dei rifiuti urbani, monitoraggio scientifico della plastica in mare, e informazione e sensibilizzazione del pubblico e degli operatori di settore.

www.pelagosplasticfree.eu 

Tartalife

La conservazione della tartaruga marina Caretta caretta, specie prioritaria inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali, è minacciata a livello planetario da numerose attività antropiche. Si stima che in Mediterraneo ogni anno la pesca professionale catturi accidentalmente oltre 130 mila esemplari.

Il progetto TartaLife, condotto in collaborazione con i pescatori e promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare, si prefigge di ridurre la mortalità della tartaruga marina Caretta caretta indotta dalle attività di pesca attraverso la diffusione di soluzioni tecniche innovative, la formazione dei pescatori e il rafforzamento dei Presidi di recupero/primo soccorso.

http://www.tartalife.eu/it 

 

Tartalove

TartaLove è la campagna di adozioni simboliche lanciata da Legambiente per finanziare le attività di tutela delle tartarughe marine nel Mediterraneo: i fondi raccolti sono destinati al complesso delle attività di Legambiente per la tutela delle tartarughe marine, dal monitoraggio dei nidi fino al soccorso e alla cura delle tartarughe ferite. Le tartarughe presenti nella pagina www.tartalove.it raccontano storie di esemplari curati e reimmessi in libertà, o di piccoli nati nei nidi custoditi dai volontari di Legambiente.

www.tartalove.it




Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio nelle Marche

                                                                                                    

 

Il monitoraggio di Goletta Verde

 

 

Marche, cinque punti su dodici presentano cariche batteriche elevate. Situazione critica alle foci di fiumi e torrenti

 

Ancona, 3 agosto 2017 – Prevalentemente assenti i cartelli informativi: su 44 transetti monitorati lungo 20 km di spiaggia – da Pesaro a San Benedetto del Tronto – nel 36,3% dei casi la cartellonistica informativa è risultata assente

 

Riscontrata anche la presenza di rifiuti in spiaggia: su un’area complessiva pari a 18.160 mq, sono stati rinvenuti 3100 rifiuti spiaggiati, con una media di 517 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. A farla da padrona la plastica, nell’83,5% dei casi. Massiccia la presenza di rifiuti da pesca sulla spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto, pari al 10% contro il 6% nazionale

 

Legambiente: “Sebbene a distanza di un anno migliori la situazione in alcuni punti monitorati, come alla spiaggia presso la foce del torrente Arzilla e quella di Fosso Asola, dove i valori risultano entro i limiti di legge, spiace constatare che in una regione dove la qualità delle acque è fra le migliori in Italia, permangano criticità alle foci di fiumi e torrenti, si trovi sulle spiagge una percentuale di plastica elevata e vi sia l’assenza della cartellonistica obbligatoria per legge non solo per informare sull’eventuale divieto di balneazione di taluni tratti di costa ma anche per certificare i punti in cui l’acqua risulta eccellente”

Sono cinque su dodici i punti monitorati nelle Marche che superano il limite di inquinamento previsto dalla legge e corrispondono per lo più a foci di fiumi e torrenti, mentre appare migliore rispetto all’anno scorso la situazione nel punto campionato sulla spiaggia presso la foce del torrente Arzilla e su quella presso la foce Fosso Asola dove i valori risultano entro i limiti di legge.

 

L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa ad Ancona da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, e Marco Ciarulli, Ufficio Scientifico Legambiente Marche, alla presenza di Bice Previtera del Sindacato Medici Italiani.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 29 e 30 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

I tecnici di Goletta Verde hanno campionato tre punti in provincia di Ascoli Piceno: sono risultati “fortemente inquinati” la foce del Tronto nella Riserva naturale regionale Sentina a San Benedetto del Tronto, la foce del torrente Albula e il punto campionato presso la spiaggia 20 metri a sud della foce del torrente Tesino, a Grottammare. In provincia di Fermo, invece, su due punti campionati, uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero la foce del torrente Valloscura, Lido di Fermo, nel Comune di Porto San Giorgio, mentre “entro i limiti” il giudizio emerso dai prelievi effettuati sulla spiaggia presso foce fosso dell’Albero, a Porto Sant’Elpidio. Uno il punto campionato in provincia di Macerata: la spiaggia presso foce fosso Asola, tra Civitanova Marche e Potenza Picena, risultato “entro i limiti”. In provincia di Ancona, in tutti e tre i punti campionati, il risultato è stato “entro i limiti”: alla spiaggia di Marcelli, nel comune di Marcelli di Numana, alla spiaggia Ponte Rosso, presso Lungomare Dante Alighieri, e a quella a 30 metri a sud della foce del fiume Misa, nel Comune di Senigallia. In provincia di Pesaro Urbino, su tre punti campionati, due sono risultati “entro i limiti”, la spiaggia presso la foce del Torrente Arzilla, nel Comune di Fano, e la foce del Fiume Tavollo, nel Comune di Gabicce Mare; mentre “fortemente inquinato”, è stato il giudizio emerso dai campionamenti effettuati presso la foce del fiume Foglia, ricadente nel Comune di Pesaro.

 

Nei punti monitorati non si può certo dire che i bagnanti vengano poi informati a dovere. La cartellonistica in spiaggia e? quasi inesistente, anche se obbligatoria per legge da tre anni per i comuni costieri: informativa che ha la funzione di informare i cittadini sulla qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Delle 5 foci verificate e delle 7 spiagge monitorate, solo sulla spiaggia 20 metri a sud foce torrente Tesino e alla Foce del Fiume Tavollo, vi era la presenza del divieto di balneazione. Sotto accusa non soltanto l’assenza di cartelli, ma anche l’inadeguata informazione: ne è un esempio il tratto di costa nel Comune di Numana, interdetto alla balneazione per 700 metri complessivi, di cui una parte in modo temporaneo e un’altra permanente, e caratterizzato dalla presenza della Foce Musone. In tutta quest’area, nonostante l’analisi approfondita da parte dei volontari, è stata riscontrata la presenza di un solo cartello informativo, situato a metà della spiaggia confinante con la stessa foce, un numero giudicato insufficiente a garantire un’adeguata informazione per un tratto di costa di oltre mezzo chilometro.

 

In particolare, i volontari della Legambiente Marche, tra metà giugno e fine luglio 2017, hanno effettuato monitoraggi lungo un tratto di costa di 20 km, da Pesaro a San Benedetto del Trontonel 36,3% dei 44 transetti osservati la cartellonistica informativa è risultata assente. Con il recepimento della Direttiva Europea sulle Acque, attraverso due normative nazionali (D. Lgs. N.116/2008 e decreto del 30 marzo 2010), i Comuni delle nostre coste sono tenuti ad informare il cittadino in modo puntuale, attraverso cartelli che devono essere posti nei “luoghi di maggiore afflusso”, a prescindere se nel tratto di spiaggia vi sia o meno la presenza di uno stabilimento balneare.

 

“Nel ribadire che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – dichiara Katiuscia Eroe, Portavoce di Goletta Verde – spiace constatare che in una regione come le Marche dove, stando ai dati dell’Arpa, la qualità delle acque è fra le migliori in Italia, permangano croniche criticità alle foci di fiumi e torrenti, si trovi sulle spiagge una percentuale di plastica elevata e vi sia l’assenza di una cartellonistica obbligatoria per legge non solo per informare sull’eventuale divieto di balneazione di taluni tratti di costa ma anche per certificare i punti in cui l’acqua risulta eccellente, come previsto dalla legge. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, è stata registrata la presenza di bagnanti. Un problema che si aggiunge a quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi – conclude Eroe – che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime”.

L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro, una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. Le criticità rispetto al sistema depurativo regionale si ritrovano anche nel quadro delineato dall’ultima procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia che comprende anche 44 agglomerati urbani marchigiani (che si aggiungono ai due già condannati in passato).

Al centro di questa edizione di Goletta Verde vi è pure l’inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla Conferenza mondiale dell’Onu sugli Oceani di New York, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini.

 

Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane proviene, infatti, dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando la fauna marina. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei wc. Nelle Marche, su 6 spiagge monitorate, su un’area complessiva pari a 18.160 mq, l’equivalente di quasi 234 campi di beach volley, sono stati rinvenuti 3.100 rifiuti spiaggiati, pari al 9% di tutti quelli classificati nella campagna 2016 in Italia (33.540 rifiuti). Sul totale dell’area indagata sono stati trovati una media di 517 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Sebbene la densità di rifiuti nelle spiagge campionate nelle Marche sia minore di quella nazionale, la percentuale di plastica trovata è maggiore, pari all’83,5% contro quella nazionale del 76%. Al primo posto vi sono i frammenti dei rifiuti minori di 50 cm costituiti da plastica e polistirolo, pari al 32%, contro il 22% nazionali. Da evidenziare, inoltre, la presenza più massiccia di rifiuti da pesca rispetto a quella nazionale presso la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto che conta un’incidenza di questo tipo di rifiuti del 10% contro la percentuale nazionale del 6%.

 

“I rifiuti che arrivano sulle nostre spiagge possono essere determinati o da scarichi anomali, come provano i 44 agglomerati marchigiani posti sotto procedura di infrazione, oppure a causa di comportamenti errati da parte dei cittadini che, gettando nel lavandino o nel wc i rifiuti, creano criticità al servizio di depurazione. I rifiuti non scompaiono, infatti, ma finiscono direttamente sulle spiagge e in mare. Prevenire è possibile e anche molto semplice: basterebbe evitare di usare i nostri WC come se fossero cestini della spazzatura – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – Il problema delle microlastiche è serio e globale, bisogna mettere in campo strategie di prevenzione. Ecco perché chiediamo un tavolo di concertazione regionale a cui partecipino il mondo della ricerca, l’Università, le associazioni e la società civile per monitorare questo fenomeno al fine di individuare una soluzione che ne riduca la presenza nei nostri mari”.

 

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. Nelle Marche nel 2016, il Consorzio ha raccolto 5.280 tonnellate di oli usati. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

 

 

 

 

 

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE NELLE MARCHE*

*prelievi effettuati il 29 e 30 luglio 2017

 

PR COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
AP San Benedetto del Tronto Riserva Naturale Regionale Sentina Foce del Tronto Fortemente inquinato
AP San Benedetto del Tronto   Foce Torrente Albula Fortemente inquinato
AP Grottammare   Spiaggia 20m sud foce torrente Tesino Fortemente inquinato
FM Porto San Giorgio/Fermo Lido di Fermo Foce torrente Valloscura Fortemente inquinato
FM Porto Sant’Elpidio   Spiaggia presso foce fosso dell’Albero Entro i limiti
MC Civitanova Marche/Potenza Picena   Spiaggia presso foce fosso Asola Entro i limiti
AN Marcelli Numana   Spiaggia di Marcelli Entro i limiti
AN Senigallia Zona Ponte Rosso Spiaggia Ponte Rosso, presso Lungomare Dante Alighieri Entro i limiti
AN Senigallia   Spiaggia 30m sud foce fiume Misa Entro i limiti
PU Fano   Spiaggia presso foce torrente Arzilla Entro i limiti
PU Pesaro   Foce fiume Foglia Fortemente inquinato
PU Gabicce Mare   Foce fiume Tavollo Entro i limiti

 

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

 

** Dal 2014 è obbligo per i comuni costieri apporre la cartellonistica informativa circa la classe di qualità delle spiagge (eccellente, buona, sufficiente, scarsa), secondo uno specifico format europeo, con tutte le informazioni sulla qualità delle acque, i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa.

 

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento, i risultati delle analisi e le foto.




La Goletta Verde arriva nelle Marche: 1 e 2 agosto tappa a San Benedetto

 

ad Ancona il 3 agosto la presentazione dei risultati dei monitoraggi delle acque

 

San Benedetto del Tronto – La storica imbarcazione di Legambiente in viaggio per monitorare la qualità delle acque marine, denunciare le illegalità ambientali, l’inquinamento, la maladepurazione e il marine litter

 

Ecco il programma delle iniziative

 

Le Marche saranno la dodicesima regione toccata dal tour 2017 di Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, che farà tappa a San Benedetto del Tronto l’1 e 2 agosto, dove si terranno una serie di iniziative nell’ambito di FestAmbiente, e ad Ancona il 3 agosto per la conferenza stampa finale di presentazione dei dati del monitoraggio eseguito dai tecnici di Goletta Verde.

 

Anche quest’anno Goletta Verde sta navigando lungo la Penisola per monitorare le qualità delle acque marine, ma anche per denunciare le illegalità ambientali, l’inquinamento, la scarsa e inefficiente depurazione dei reflui, le speculazioni edilizie, la cattiva gestione delle coste italiane, le trivellazioni di petrolio che continuano a interessare la nostra Penisola.

 

Un tour, composto da 21 tappe con arrivo finale il 12 agosto a Lignano Sabbiadoro (Ud), realizzato grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau!.

 

Un viaggio che quest’anno diventa ancor più prezioso e importante dopo la conferenza mondiale degli Oceani all’Onu dove Legambiente ha partecipato presentando un focus sul Mediterraneo, tra i mari più a rischio per inquinamento da marine litter al pari degli oceani. Legambiente ha racconto l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini.

Come sempre Legambiente con il servizio Sos Goletta assegna un compito importante a cittadini e turisti, a cui chiede di segnalare situazioni anomale foriere di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. Il team di tecnici che accompagna la Goletta approfondirà le denunce e le segnalazioni arrivate, per poi farle arrivare alle autorità competenti. Ancora oggi, infatti, in Italia il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato. Legambiente ricorda poi che la Penisola è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità.

 

Per segnalare il “mare sporco” ci si può collegare a www.legambiente.it/golettaverde o scrivere a sosgoletta@legambiente.it inviando una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico.

 

 

Il programma della tappa di Goletta Verde nelle Marche

 

Tutti gli eventi (tranne dove indicato) avranno luogo presso la Rotonda Giorgini nell’ambito dell’iniziativa FestAmbiente a San Benedetto del Tronto.

 

Martedì 1 agosto

Ore 18:00 – 20:00

Presentazione dell’evento “FestAmbiente” e visita guidata a bordo di Goletta Verde (Circolo Nautico San Benedetto del Tronto, banchina Malfizia)

Ore 20:30

Apertura mercatino con degustazioni dei “frutti dell’Adriatico”, in collaborazione con aziende locali di lavorazione e commercializzazione del pesce, aziende vinicole del piceno e produttori di ortofrutta

Apertura stand informativo Goletta Verde e gazebo “RiciclaEstate Marche” con attività informative e tanti giochi per bambini ed adulti sulla raccolta differenziata

Ore 21:30

Dibattito con l’equipaggio di Goletta Verde sulla salute del nostro mare “Monitorare e difendere da inquinamento e rifiuti”

Partecipano:

Angelo Schiapichetti, Assessore all’Ambiente della Regione Marche

Paolo D’Erasmo, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
Gennaro Pappacena, Comandante Capitaneria di Porto San Benedetto del Tronto
Gennaro Buonauro, Referente rapporti territoriali ambientali del CONAI

Katiuscia Eroe, Portavoce Goletta Verde
Francesca Pulcini, Presidente Legambiente Marche
Modera:

Sisto Bruni, Presidente Circolo Legambiente San Benedetto del Tronto

Sono stati, inoltre, invitati i sindaci e gli assessori dei comuni di San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, Grottammare , Monteprandone, Acquaviva Picena, Sindaco di Martinsicuro (TE)

 

Mercoledì 2 agosto

Ore 16:00 – 18:00 

Visite a bordo di Goletta (Circolo Nautico San Benedetto del Tronto, banchina Malfizia)

Ore 18:00

Attivazione e messa in esercizio di un’isola energetica con pannelli fotovoltaici e pacco batterie

Ore 20:30

Apertura stand gastronomici, stuzzicheria per degustazione prodotti tipici e assaggio di birre artigianali utilizzando vettovaglie e bicchieri riciclabili

Apertura stand informativo Goletta Verde e gazebo “RiciclaEstate Marche” con attività informative e tanti giochi per bambini ed adulti sulla raccolta differenziata.

Ore 21:30

Conferenza ed approfondimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico a cura di aziende locali che operano nel settore energetico.

Partecipano:

Katiuscia Eroe, portavoce Goletta Verde

Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche

Giovanni Cimini, responsabile energetico di Confindustria Marche

Filippo Piunti, progettista di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Energy Boost srl, azienda specializzata in impianti fotovoltaici che opera sul territorio

Western&Co srl, casa produttrice di sistemi di accumulo

Modera:

Sisto Bruni, presidente Circolo Legambiente San Benedetto del Tronto

Ore 23:00

Serata Silent Disco, con alimentazione da energia rinnovabile

 

Giovedì 3 agosto (Ancona, Aula del mare presso il molo Santa Maria)

Ore 11.30

Conferenza stampa presentazione dati del monitoraggio eseguito dai tecnici di Goletta Verde.

Partecipano:

Francesca Pulcini, Presidente Legambiente Marche

PicenAmbiente, gestore dei rifiuti locale

Massimiliano Boccarossa, ARPAM rifiuti

Bice Previtera, portavoce Sindacato Medici Italiani

Modera:

Sisto Bruni, Presidente Circolo Legambiente San Benedetto del Tronto

A seguire, l’imbarcazione ambientalista lascerà le Marche, diretta verso Cesenatico, mentre FestAmbiente proseguirà alle ore 21.30 con una discussone sui sistemi di raccolta rifiuti e obiettivi da raggiungere per un futuro più sano e pulito del nostro pianeta.

 

 

 

Progetti e campagne a bordo di Goletta Verde 2017

 

Medsealitter

Legambiente e Goletta Verde partecipano a Medsealitter, un progetto europeo dedicato al bacino del Mediterraneo e alle AMP per lo sviluppo di protocolli specifici per il monitoraggio sistematico dei rifiuti marini e il loro effetto sulle specie chiave della biodiversità. Il raggiungimento di questo obiettivo consentirà di rafforzare la gestione efficace all’interno delle AMP e coordinare le misure di conservazione in tutte le Aree Marine Protette. http://international.legambiente.it/news/medsealitter-project

 

Clean Sea Life

È un progetto Life realizzato con il supporto dell’Unione Europea di cui Legambiente è partner. L’obiettivo è sensibilizzare per ridurre la presenza dei rifiuti marini, una sfida che coinvolgerà subacquei, pescatori, diportisti, bagnini, bagnanti, ragazzi e tutti i cittadini nella difesa del mare. Il progetto si occuperà anche di individuare le migliori pratiche di gestione e prevenzione, e di promuovere su scala nazionale linee guida condivise per la gestione dei rifiuti marini. cleansealife.it

 

Plastic Free Beaches

Quanti rifiuti riesci a raccogliere in 5 minuti? Anche un impegno piccolo può fare la differenza! In 5 minuti si può rendere più pulita e bella una spiaggia e salvare la biodiversità! Postate le foto della vostra pulizia lampo e raccogliete la sfida #5MinutesChallenge. Una delle azioni del progetto Plastic Free Beaches di Legambiente realizzato grazie al supporto di BeMed, Beyond Plastic Med Iniziative.

 

Vele Spiegate

Vele Spiegate è un nuovo progetto di Legambiente e Diversamente Marinai. Passione per il mare, campi di volontariato in barca a vela e citizen science sono le tre parole chiave del programma che si svolgerà da fine giugno a metà agosto nei mari dell’Arcipelago toscano. Un progetto speciale che unisce la sensibilizzazione ambientale a una ricerca scientifica sui rifiuti marini e costieri, grazie all’impegno dei volontari di tutte le età coinvolti da Legambiente.

 

Le pratiche estive per vivere il mare, la natura e l’ambiente in sicurezza e salute

La campagna avrà come obiettivo principale quello di informare sui comportamenti da tenere per rispettare il mare e tutelare la propria salute e su quelle che sono le minacce di inquinamento e sanitarie presenti lungo le nostre coste. Attraverso un vademecum estivo e diverse iniziative condotte a bordo di Goletta Verde insieme al Sindacato Medici Italiani e Assimefac

 

 




#NoRifiutinelWc, un piccolo gesto per salvare il mare e le spiagge

                                                                               

 

 

Con Goletta Verde prende il via la nuova campagna di Legambiente, sviluppata da Ogilvy Change, per stimolare il cambiamento dei cittadini ed arginare un problema di portata globale come il marine litter

 

Ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono dritti nei mari e negli oceani del mondo e di questi una percentuale tra l’80% e il 90% di questi rifiuti è plastica.

 

In 46 spiagge monitorate trovati quasi 7mila cotton fioc, in pratica due ogni passo tra la sabbia

 

Legambiente chiede la messa al bando dei cotton fioc in plastica

 

 

 

 Qui il video della campagna: https://goo.gl/caY1sD

 

 

Roma, 8 luglio 2017     – Qual è la distanza tra il nostro wc e il mare? Molto più che breve di quello che si immagina. Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane proviene, infatti, dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando la fauna marina. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei Wc. In sole 46 spiagge lungo la penisola sono stati trovati quasi 7mila cotton fioc (monitorate da Legambiente tra il 2016 e il 2017 con l’indagine Beach Litter), in pratica due bastoncini per le orecchie ogni passo tra la sabbia.  Il problema, purtroppo, non sono solo i cotton fioc. Sulle nostre spiagge c’è di tutto: blister, tamponi e assorbenti, medicazioni, deodoranti per wc, contenitori per le lenti a contato. Tutti rifiuti buttati nel WC e hanno raggiunto mare e spiagge, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti. Prevenire è possibile e anche molto semplice: basterebbe usare il cestino.

 

Nasce per questo la campagna #NoRifiutinelWC, sviluppata da Legambiente e Ogilvy Change, la unit di Ogilvy & Mather che applica gli studi scientifici di economia comportamentale, psicologia cognitiva e psicologia sociale nella realizzazione di interventi finalizzati a orientare positivamente i comportamenti e le decisioni delle persone. Lo scopo della nuova campagna sociale è stimolare il cambiamento spontaneo e permanente di abitudini in un piccolo gesto quotidiano che, tuttavia, può contribuire ad arginare un problema di portata globale come il marine litter: si calcola, infatti, che ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono dritti nei mari e negli oceani del mondo e di questi una percentuale tra l’80% e il 90% di questi rifiuti è plastica.

 

Il lancio della campagna è avvenuto in occasione del viaggio della Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che da oltre 30 anni per monitorare le qualità delle acque marine e la presenza di rifiuti in mare, ma anche per denunciare le illegalità ambientali, l’inquinamento, la scarsa e inefficiente depurazione dei reflui, le trivellazioni di petrolio, le speculazioni edilizie e la cattiva gestione delle coste italiane.

 

“Il problema del marine litter sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti come ha dimostrato anche la Comferenza mondiale sugli Oceani organizzata dall’Onu lo scorso mese a cui abbiamo partecipato portando la nostra esperienza  – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente. La quasi totalità dei rifiuti, in una percentuale che oscilla tra l’80% e il 90%, è composta da plastica, che persiste nell’ambiente per centinaia di anni e accumula sostanze tossiche. Si tratta di rifiuti che creano problemi economici, ambientali e alla fauna marina, ma possono anche finire sulle nostre tavole visto che le microplastiche (generate anche dalla frammentazione dei rifiuti più grandi), vengono facilmente ingerite dai pesci. Se poi i sistemi di depurazione non ci sono o sono inefficienti, come denunciamo da anni con Goletta Verde, tutto quello che buttiamo nel WC finisce in mare. Possiamo e dobbiamo invertire questo trend e per farlo bastano anche piccoli gesti come scegliere prodotti meno inquinanti, prevenire i rifiuti, differenziarli al meglio per riciclarli, ma anche evitare di usare i nostri WC come se fossero cestini della spazzatura. Per far fronte all’invasione di bastoncini – conclude Ciafani – bisogna affrontare il problema anche dal punto di vista normativo, mettendo al bando i bastoncini per le orecchie non compostabili, sull’esempio di quanto l’Italia ha fatto con il bando ai sacchetti di plastica e in linea con la messa al bando dei cotton fioc voluta dalla Francia a partire dal 2020”.

 

Il nostro Paese era già intervenuto legislativamente su questo aspetto. Infatti I bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili erano stati banditi dall’art. 19 della legge 93/2001. Salvo essere poi riabilitati, in seguito ad una sentenza della Corte di giustizia europea del 2005 per motivazioni tecnico-normative. Siamo però convinti che oggi, alla luce dell’esperienza del bando sui sacchetti di plastica non compostabili vigente in Italia, e ora esteso anche in diversi Paesi europei e del Mediterraneo, e la maggiore conoscenza del problema ambientale causato dalla dispersione dei cotton fioc, specialmente nell’ambiente marino e costiero, non sia più rinviabile una disposizione normativa che tenga insieme la messa al bando dei cotton fioc di plastica non compostabili e al tempo stesso promuova l’obbligo di una migliore e più chiara informazione sullo smaltimento dei prodotti ad uso sanitario da apporre sulle confezioni stesse.

 

“Tutti sanno che gettare rifiuti nel Wc è sbagliato, ma in tanti ancora lo fanno perché si tratta di un comportamento così radicato nella routine di molti italiani da essere diventato purtroppo automatico, istintivo e quindi molto difficile da cambiare – spiega Guerino Delfino, Chairman & Chief Executive Officer, Ogilvy & Mather –. La campagna #NoRifiutinelWC si pone l’obiettivo di indurre piccoli comportamenti virtuosi e automatici nella quotidianità delle persone. Questo grazie all’approccio che Ogilvy Change ha nell’ideazione dei suoi progetti di comunicazione: l’utilizzo delle tecniche di Nudging e degli Economical Behaviour porta a soluzioni che non hanno soltanto l’intenzione di comunicare un concetto, ma soprattutto di stimolare un’azione, o meglio, una reazione”.

 

La campagna viaggerà anche sui canali social di Legambiente e Goletta Verde, con video, pillole informative, consigli e immagini delle conseguenze dei nostri comportamenti errati. Un ruolo fondamentale sarà quello degli stessi cittadini che potranno partecipare utilizzando l’hashtag #NoRifiutinelWC, postando foto di rifiuti trovati in spiaggia e in mare, ma comportamenti virtuosi assunti per risolvere il problema.

Il viaggio di Goletta Verde quest’anno diventa ancor più prezioso e importante dopo la conferenza mondiale degli Oceani all’Onu dove Legambiente ha presentando un focus sul Mediterraneo. Da anni Legambiente sta, infatti, studiando grazie ai suoi volontari questo problema (www.legambiente.it/marinelitter): monitorando centinaia di spiagge e chilometri di mare per comprendere meglio la fonte dei rifiuti marini; facendo analisi sulla riciclabilità delle plastiche disperse in mare e in spiaggia; indagando la presenza di microplastiche nei mari e nei laghi italiani. Una grande esperienza di citizen science riconosciuta a livello mondiale.

 

 

 




No alla riapertura della pesca a strascico nell’area della Fossa di Pomo

 

L’appello internazionale di Greenpeace, Legambiente, Marevivo e MedReAct contro gli annunci del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

“Basta con annunci pericolosi, irrazionali e tecnicamente ingiustificati. Occorre piuttosto elaborare con urgenza ulteriori misure che tutelino le aree più importanti per i cicli vitali di risorse ittiche purtroppo allo stremo e per la ricostruzione degli stock in Adriatico”.

  

Ancona – Pericolosi, irrazionali e tecnicamente ingiustificate. Così le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Marevivo e MedReAct giudicano le intenzioni del sottosegretario Castiglione, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di “riaprire” alla pesca a strascico nell’area della Fossa di Pomo (o Jabuka Pit), in parte situata anche in acque internazionali, che ospita nursery tra le più rilevanti per l’economia della pesca in Adriatico. È evidente, invece, la necessità di elaborare, con urgenza, ulteriori misure che tutelino le aree più importanti per i cicli vitali di risorse ittiche purtroppo allo stremo, attivando al contempo un percorso partecipato che porti a soluzioni eque, ma rapidamente efficaci, per la ricostruzione degli stock in Adriatico.

L’appello arriva in occasione del passaggio nell’alto Adriatico della Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che è anche quest’estate è partita per il suo viaggio a difesa dei mari e delle coste italiane.

La pesca a strascico, particolarmente distruttiva per gli ecosistemi dei fondali marini, è vietata in quest’area dal 1998, quando parte della Fossa di Pomo venne designata come Zona di Tutela Biologica,  ma il divieto non sarebbe mai stato applicato fino allo scorso anno. La chiusura della Fossa di Pomo si inquadra da un lato nel contesto generale della crisi delle risorse alieutiche del Mare Adriatico (e del Mediterraneo tutto) e dall’altro in un rinnovato slancio della cooperazione tra Italia e Croazia, che è la premessa necessaria alla ricostruzione degli stock ittici dell’area.

“Mentre lo scorso anno abbiamo accolto con soddisfazione le misure restrittive introdotte dal Decreto del 3 luglio 2015 per tutelare questa importante zona dell’Adriatico, oggi apprendiamo con timore gli annunci del Ministero di una possibile riapertura  della Fossa alla pesca – sottolineano Greenpeace, Legambiente, Marevivo e MedReAct – Nell’Adriatico centro-settentrionale, una delle zone più importanti per il settore della pesca nazionale, lo sfruttamento del  nasello o degli scampi sono più che tripli rispetto alla soglia di sostenibilità. Per rientrare entro il 2020 nei parametri della Politica Comune della Pesca, occorrerebbe una riduzione dello sforzo di pesca di oltre il 70 per cento rispetto ai valori attuali”.

L’istituzione di Zone di Tutela Biologiche, ovvero di aree chiuse alle attività di pesca più impattanti, costituisce uno strumento fondamentale per tutelare e recuperare gli ecosistemi marini, anche in acque internazionali dove fino ad oggi sono mancate serie iniziative di tutela e conservazione.

«Il nostro auspicio – proseguono le associazioni – è che anche che chi opera con lo strascico e altre attrezzi distruttivi si renda finalmente conto della necessità di ripopolare il mare, e allo stesso tempo la smetta di continuare a difendere un modus operandi che sta solamente svuotando i nostri mari, a causa di una visione miope e un approccio predatorio finalizzato solo al breve o brevissimo termine», concludono le associazioni ambientaliste”.

Da sottolineare, inoltre, che l’attuale fase di “chiusura reale” della Fossa di Pomo, è sottoposta a un doveroso monitoraggio scientifico. Una eventuale decisione in merito al futuro delle misure vigenti nell’area non può che tener conto dei risultati di questo monitoraggio. “Ci sembra peraltro irrealistico che in meno di un anno il monitoraggio possa produrre risultati attendibili. Il Ministero avrebbe così speso fondi pubblici per una attività scientifica di cui poi semplicemente ignorerebbe le conclusioni. È necessario e doveroso attendere che i risultati del monitoraggio, per lo meno triennale, siano elaborati e resi noti per discutere dei passi successivi” concludono le associazioni.




Goletta Verde: fiumi, fossi e torrenti continuano ad inquinare il mare marchigiano

 

 

Ancona – Su dodici punti monitorati da Goletta Verde nelle Marche ben nove sono stati giudicati fortemente inquinati, con cariche batteriche oltre il doppio di quelle consentite dalla legge

 

Scarsa informazione ai bagnanti: ancora troppo pochi i cartelli, obbligatori per legge, di divieto di balneazione e sulla qualità delle acque

Legambiente: “La Regione Marche dimostri, proprio a partire dall’emergenza depurativa, una nuova visione di sviluppo per questo territorio, attento alle sue risorse e che punti sulla sostenibilità ambientale per rilanciare l’economia”

 

Mare Monstrum, nelle Marche 4,3 reati per ogni chilometro di costa

 

 

La minaccia della mancata depurazione pesa come un macigno sulle Marche: su dodici punti monitorati da Goletta Verde ben nove, il 75%, presentavano cariche batteriche elevate con valori almeno del doppio rispetto ai limiti imposti dalla legge, con un giudizio di fortemente inquinati. Nel mirino ci sono sempre foci di fiumi, fossi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Da Legambiente arriva quindi l’appello a Regione e amministrazioni comunali, sia dei centri costieri che dell’entroterra, di attivarsi immediatamente per risolvere inefficienze denunciate da anni, per non compromettere una delle principali risorse di questo territorio.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto nelle Marche dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegnodei partner tecnici NAU e Novamont. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa alla Casa delle Culture di Ancona da Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche e da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde.

“Ci sarebbe piaciuto raccontare qualcosa di diverso dal solito, ma purtroppo l’immobilismo delle istituzioni sul fronte della depurazione non ha fatto registrare novità di rilievo sul fronte della tutela del mare marchigiano e i nostri punti lo dimostrano – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Al centro del problema ancora una volta le foci di fiumi, fossi e torrenti. In cinque punti risultati fortemente inquinati, inoltre, è potenzialmente alta la frequenza dei bagnanti e, di conseguenza, la carica batterica che arriva in mare rappresenta non solo un problema ambientale ma anche un rischio per la salute umana”.

Eppure, nonostante da due anni sia scattato l’obbligo per i Comuni di apporre pannelli informativi circa la qualità delle acque, i tecnici di Goletta Verde hanno riscontrato la presenza di cartelli in un solo caso rispetto ai 12 punti campionati. Anche quelli di divieto di balneazione mancano: in nessuno dei cinque punti dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti o risultano non conformi alla balneazione sono presenti cartelli. “Chiediamo quindi alla Regione Marche – conclude Pulcini – di vigilare sulla corretta informazione ai bagnanti e dimostrare, proprio a partire dall’emergenza depurativa, una nuova visione di sviluppo per questo territorio, attento alle sue risorse e che punti sulla sostenibilità ambientale per rilanciare l’economia”.

A puntare il dito contro l’inefficienza del sistema depurativo marchigiano è stata anche l’Unione europea: la nuova procedura di infrazione contro l’Italia (2014/2059) coinvolge, infatti, anche 46 agglomerati urbani marchigiani nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Problemi che non riguardano solo i comuni costieri ma anche quelli dell’entroterra. Inoltre gli agglomerati di Pesaro Urbino sono stati già oggetto di una condanna da parte dell’Europa per una precedente procedura d’infrazione conclusasi nel 2013 (C-85/13). A pagare, come sempre, saranno i cittadini: secondo il rapporto della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche, voluta dal Governo, la multa in arrivo per le Marche sarà di circa 11 milioni di euro.

I pericoli al mare e alle coste marchigiane non arrivano solo dalla scarsa depurazione, come confermano i dati del dossier Mare Monstrum di Legambiente. I reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato nelle Marche nel corso del 2015 sono stati 743 (in crescita rispetto ai 495 dell’anno precedente) con 715 persone arrestate e denunciate e 158 sequestri: in pratica 4,3 reati per ogni chilometro di costa. A fare la parte del leone i reati relativi alla pesca di frodo dove le forze dell’ordine hanno scoperto 275 infrazioni (con 255 persone denunciate e arrestate e 70 sequestri). A seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 212 (con 204 persone denunciate e 98 sequestri) e quelle legate al ciclo del cemento, con 141 infrazioni accertate, altrettante persone denunciate e 13 sequestri. Infine, i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 115 i reati contestati, con altrettante persone denunciate.

“I dati del dossier Mare Monstrum dimostrano l’importante lavoro svolto nell’ultimo anno da investigatori e inquirenti che dal maggio dello scorso anno hanno a disposizione un nuovo strumento, la legge 68/205 che inserisce i reati ambientali nel codice penale – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde -. Tra i delitti previsti nella riforma ci sono i reati di inquinamento e disastro ambientale, norme utilizzate ora per colpire anche gli illeciti connessi con il settore depurativo.  Un passo avanti fondamentale per scovare e punire finalmente chi continua a devastare i nostri mari. Non si tratta solo di difendere l’ambiente, il problema depurativo è una criticità che ha causato in molte regioni il decremento delle presenze turistiche e rischia quindi di compromettere irrimediabilmente una delle maggiori risorse di questo territorio e l’economia ad esso collegata”.

 

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 29 e il 30 luglio 2016. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

Il monitoraggio prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. Si tratta di un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Sono stati giudicati fortemente inquinati entrambi i punti campionati in provincia di Ascoli Piceno: alla foce del torrente Albula a San Benedetto del Tronto e alla foce del torrente Tesino a Grottammare.

Dei tre campionamenti eseguiti in provincia di Fermo, è risultato fortemente inquinato quello prelevato alla foce del torrente Valloscura, al lido di Fermo, al confine tra i comuni di Porto San Giorgio e Fermo. Cariche batteriche entro i limiti di legge in quelli eseguiti alla spiaggia in corrispondenza del fosso San Biagio a Marina di Altidona e alla spiaggia in corrispondenza del fosso Fonteserpe a Porto Sant’Elpidio.

In provincia di Macerata fortemente inquinato il giudizio per il prelievo alla foce del fosso Asola tra Civitanova Marche e Potenza Picena. Stesso giudizio per la foce del fiume Musone, al confine tra Porto Recanati e Numana, nonché confine tra le province di Macerata e Ancona. Passando a quest’ultima provincia, l’unico campionamento per i quale gli inquinanti erano contenuti nei limiti di legge è stato quello alla spiaggia Ponte Rosso, presso il lungomare Alighieri a Senigallia. Fortemente inquinate invece le acque prelevate alla foce del canale presso la Stazione Torrette di Ancona e alla foce del fiume Esino a Rocca Priora di Falconara Marittima.

Fortemente inquinati anche i due campionamenti eseguiti in provincia di Pesaro Urbino: alla foce del torrente Arzilla a Fano e alla foce del fiume Foglia a Pesaro.

 

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 32 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale e nel 2015 ha raccolto nelle Marche 5.270 tonnellate di questo rifiuto pericoloso, evitandone così la possibile dispersione nell’ambiente. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 90% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del COOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE NELLE MARCHE*

 *prelievi effettuati tra il 29 e il 30 luglio 2016

 

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO 2016

AP San Benedetto del Tronto   Foce torrente Albula FORTEMENTE INQUINATO
AP Grottammare   Foce torrente Tesino FORTEMENTE INQUINATO
FM Altidona Marina di Altidona Spiaggia in corrispondenza fosso San Biagio ENTRO I LIMITI
FM Porto San Giorgio/Fermo Lido di Fermo Foce torrente Valloscura FORTEMENTE INQUINATO
FM Porto Sant’ Elpidio   Spiaggia in corrispondenza del fosso Fonteserpe ENTRO I LIMITI
MC Civitanova Marche/Potenza Picena   Foce fosso Asola FORTEMENTE INQUINATO
MC/AN Porto Recanati/Numana   Foce del fiume Musone FORTEMENTE INQUINATO
AN Ancona Torrette di Ancona Foce del canale presso la Stazione Torrette FORTEMENTE INQUINATO
AN Falconara Marittima Rocca Priora Foce fiume Esino FORTEMENTE INQUINATO
AN Senigallia Zona Ponte Rosso Spiaggia Ponte Rosso, presso lungomare Dante Alighieri ENTRO I LIMITI
PU Fano   Foce torrente Arzilla FORTEMENTE INQUINATO
PU Pesaro   Foce fiume Foglia FORTEMENTE INQUINATO

 

conferenza

conferenza

 

 

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

 

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

Segui il viaggio di Goletta Verde sul sito www.legambiente.it/golettaverde

sul blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it e su www.facebook.com/golettaverde

Goletta Verde è una campagna di Legambiente

Main partner: COOU – Partner tecnici: Novamont, Nau! – Media partner: La Nuova Ecologia, Rinnovabili.it

 

Ufficio stampa Goletta Verde: Luigi Colombo – 347/4126421stampa.golettaverde@legambiente.it




La Goletta Verde di Legambiente arriva nelle Marche

Ancona, 2015-06-29 – Dal primo al 4 luglio tappe a Pesaro e Ancona per discutere della qualità del mare, del pericolo delle estrazioni petrolifere, tutela della costa e sostenibilità ambientale

 Mercoledì 1 luglio a Pesaro, presso il Bar Eolico, Calata Caio Duilio l’incontro:

 “Dal territorio un’alternativa al petrolio – buone pratiche di gestione del territorio e sostenibilità per allontanare la dipendenza dalle fonti fossili”

Prosegue il viaggio della Goletta Verde: dal primo luglio la campagna itinerante di Legambiente arriva nelle Marche con tappe a Pesaro e ad Ancona. La storica imbarcazione ambientalista anche quest’estate è partita per realizzare un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani per schierarsi contro “i pirati del mare”. Un viaggio reso possibile anche dal contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati e dei partner tecnici Hach, Novamont e Nau!

Nelle Marche la Goletta Verde ribadirà la necessità di creare un fronte comune contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, mare già messo a dura prova con 78 concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata a cui si aggiungono 24 richieste avanzate per il tratto italiano, tutto questo per un’area di circa 55.595 kmq. E a queste dobbiamo aggiungere il via libera rilasciato ad inizio giugno dal nostro ministero dell’Ambiente a due compagnie per compiere prospezioni su oltre 45mila kmq nell’Adriatico italiano. Un impegno che fa seguito alla grande mobilitazione internazionale che ha accompagnato a Rovigno (Croazia) la partenza dell’imbarcazione ambientalista per il suo tour 2015. La battaglia contro la folle corsa all’oro nero, a partire dalle nuove richieste avanzate dalle compagnie, per scegliere un diverso sviluppo economico, sociale e ambientale per quest’area dell’Adriatico, proseguirà quindi anche a Pesaro, dove lunedì 1 luglio, alle ore 17.30 (presso il Bar Eolico, Calata Caio Duilio), in occasione dell’arrivo di Goletta Verde, è stato promosso l’incontro “Dal territorio un’alternativa al petrolio – buone pratiche di gestione del territorio e sostenibilità per allontanare la dipendenza dalle fonti fossili”. Nel corso dell’iniziativa sarà anche presentato l’appello #StopSeadrilling – NO OIL, promosso da Legambiente, e sostenuto dalla coalizione ambientalista croata SOS Adriatico e da numerose altre associazioni, sigle e cittadini sia in Italia che in Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia Herzegovina. Saranno presenti: Giorgio Zampetti, responsabile scientifico Legambiente; Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche; Domenico Balducci, presidente del Parco del San Bartolo; Sabina Cardinali, presidente associazione bagnini Pesaro; Daniele Tagliolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino; Enzo Frulla, presidente del circolo Legambiente di Pesaro.

Da giovedì 2 a sabato 4 luglio, invece, la Goletta Verde farà tappa ad Ancona, presso molo del Mandracchio -Mole Vanvitelliana con iniziative, dibattiti, degustazioni e visite guidate a bordo.

Il viaggio dell’imbarcazione di Legambiente lambirà anche quest’anno tutte le coste di tutta Italia, dall’Adriatico allo Ionio, dal Tirreno al Mar Ligure, per un totale di 30 tappe, 2.000 miglia nautiche e 500 ore di navigazione, prelevando e analizzando oltre 200 campioni d’acqua, per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale.  Proprio per questo, il viaggio di Goletta Verde è anticipato da un team di tecnici di Legambiente che conduce un monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici, denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque, informando la popolazione e sensibilizzando le amministrazioni sul fronte della depurazione. Analisi rese possibili anche grazie alle segnalazioni di cittadini e turisti inviate al servizio SOS Goletta che da quest’anno sarà disponibile anche negli App Store (fra pochi giorni) con un’applicazione utile per segnalare in tempo reale i casi d’inquinamento e per consultare i risultati delle analisi. Sarà possibile inoltre segnalare situazioni sospette tramite il form online o scrivendo a sosgoletta@legambiente.it. Le denunce saranno approfondite e inviate alle autorità competenti. Sotto la lente d’ingrandimento della campagna di Legambiente, che quest’anno giunge alla sua trentesima edizione, oltre i problemi della depurazione dei reflui, anche il monitoraggio delle plastiche in mare (macro e microlitter), la lotta contro le illegalità a danno di mare e coste ma anche l’Italia più bella e il turismo sostenibile.

Il programma completo della Goletta Verde nelle Marche

 

PESARO

Mercoledì 1 luglio

 

Ore 16:00 – 18.30 (presso molo di Levante Porto di Pesaro)

Goletta Verde è aperta per ospitare a bordo i cittadini e i turisti che vogliono visitare e conoscere lo storico veliero.

Ore 17.30 (presso il Bar Eolico, Calata Caio Duilio)

Incontro pubblico “Dal territorio un’alternativa al petrolio – buone pratiche di gestione del territorio e sostenibilità per allontanare la dipendenza dalle fonti fossili”

Saranno presenti:

  • Giorgio Zampetti, responsabile scientifico Legambiente
  • Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche
  • Domenico Balducci, presidente del Parco del San Bartolo
  • Sabina Cardinali, presidente associazione bagnini Pesaro
  • Daniele Tagliolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino
  • Enzo Frulla, presidente del circolo Legambiente di Pesaro

 

Ore 19.30, (presso il Bar Eolico, Calata Caio Duilio)

Aperitivo rinnovabile.

 

ANCONA

Giovedì 2 luglio

Ore 16:00 – 18.00 (presso molo del Mandracchio -Mole Vanvitelliana)

Goletta Verde è aperta per ospitare a bordo i cittadini e i turisti che vogliono visitare e conoscere lo storico veliero.

Ore 18:00 (presso molo del Mandracchio -Mole Vanvitelliana)

Incontro con le strutture certificate “Legambiente turismo” della Regione Marche per valorizzare la premiazione avvenuta alla BIT 2015 e per lanciare dalla Goletta Verde un messaggio di sostenibilità per il turismo del nostro territorio.

Ore 19:00 Aperitivo a bordo di Goletta con i prodotti tipici delle “Terre del Conero”

 

Venerdì 3 luglio

Ore 11:30 (presso molo del Mandracchio -Mole Vanvitelliana)

Presentazione della seconda edizione della campagna “RiciclaEstate Marche 2015” e approfondimento sul tema dei rifiuti con i rappresentanti del Conai.

Ore 12:30 Aperitivo a bordo di Goletta Verde con i prodotti tipici delle “Terre Del Conero”

 

Sabato 4 luglio

Ore 11:30 Aula del Mare, Molo Santa Maria

Conferenza stampa per la presentazione dei dati del monitoraggio scientifico realizzato dai tecnici di Goletta Verde.