Il Capodanno Cinese apre lo Sferisterio d’inverno

Macerata – Sabato 9 febbraio l’arena accoglierà lo spettacolo organizzato da Istituto Confucio, Università e Comune di Macerata per la Festa di primavera. Videomapping e circa 100 artisti coinvolti nella performance. Stand culturali e gastronomici in piazza Mazzini.

 

A 190 anni dalla sua inaugurazione, lo Sferisterio si apre per la prima volta d’inverno, almeno a memoria d’uomo, con il Capodanno Cinese, organizzato dall’Istituto Confucio e dall’Università di Macerata in collaborazione con il Comune di Macerata per sabato pomeriggio, 9 febbraio. L’arena accoglierà lo spettacolo conclusivo della settimana di eventi che ha preso il via lo scorso 5 febbraio, giorno ufficiale della più importante festa della Cina. L’anno del cane ha ceduto il passo a quello del maiale, il dodicesimo segno dello zodiaco cinese, auspicio di stabilità, generosità, altruismo e ospitalità. Il programma è stato presentato oggi dal rettore Francesco Adornato, dal direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin, dal vicesindaco e assessore alla cultura Stefania Monteverde, dal direttore artistico e organizzativo Aldo Caldarelli insieme a tre dei curatori delle esibizioni principali: Roberto Lori, Daniele Montenovo, Luca Agnani.

L’evento maceratese, rispetto a quelli analoghi nel resto d’Italia, non è espressione peculiare di una comunità cinese – è stato detto – ma rappresenta il momento di sintesi dell’attività didattica e di ricerca portata avanti dall’Istituto Confucio in connessione con il territorio e nel contesto di forte internazionalizzazione che caratterizza l’Università di Macerata. Ogni anno cresce la risposta del pubblico e l’aspettativa per questo appuntamento, esemplare dei rapporti sempre più stretti tra la Cina e la città natale di Padre Matteo Ricci.

Come nelle sue cinque precedenti edizioni, quindi, la Festa di primavera non sarà una semplice riproposizione dei riti più spettacolari del gigante asiatico, ma sarà anche l’espressione del talento di cui le Marche sono ricche, con oltre cento artisti coinvolti tra acrobati, maestri di arti marziali, atleti di parkur, cantanti e danzatori anche giovanissimi.

I festeggiamenti prenderanno il via alle 16.30 in piazza Mazzini con l’apertura degli stand di calligrafia e ritaglio carta, arte dei nodi, giochi e assaggio gastronomico a cura dell’Istituto Confucio e del Liceo classico-linguistico “Giacomo Leopardi” di Macerata.

Alle 18.30 andrà in scena lo spettacolo allo Sferisterio con almeno una replica successiva. Per motivi di sicurezza, potranno accedere un massimo di 500 persone per volta, che potranno godere dell’evento direttamente dal palco. I tagliandi d’ingresso, gratuiti, potranno essere ritirati il pomeriggio stesso agli stand.

La suggestiva cornice del teatro all’aperto della città accoglierà una performance coordinata dal coreografo Roberto Lori e divisa in quattro quadri integrati con il videomapping a cura di Luca Agnani Studio, proiettato sull’ellisse dei palchetti, le esibizioni di kung fu dell’Accademia arti marziali “Giuseppe Giosuè” a cura di Daniele Montenovo, canti e danze dei piccoli allievi dell’Accademia di lingua cinese nelle Marche a cura di Huang Ping, le esibizioni canore di due studentesse Unimc Caterina Marchelli e Denise Marletta: una girandola di suggestioni che vanno dai fiori di pesco alle danze del drago e del leone, dai canti tradizionali all’evocazione dei fuochi artificiali per scacciare gli spiriti maligni.

Tante altre le associazioni coinvolte: Csb Compagnia degli Istanti, Associazione Kairos Parkour, Compagnia “La Zandella”, Centro Danza Carillon insieme ad allievi delle scuole di danza locali.

L’origine della Festa di Primavera viene fatta risalire ad una antica leggenda, secondo la quale un mostro chiamato Nian sarebbe stato solito uscire dalla sua tana una volta ogni dodici mesi, a primavera, per assalire gli esseri umani, in particolare i bambini. Per spaventare e cacciare il mostro, sensibile ai rumori forti e terrorizzato dal rosso, si festeggia l’anno nuovo con canti, strepitii, fuochi d’artificio e addobbando la casa con nastri e ninnoli rossi.




Successo in Cina per il Conservatorio di Pesaro, in trasferta grazie all’Istituto Confucio

 

 

Applausi per l’esibizione della giovane orchestra di sassofoni, diretta da Alberto Domizi e Stefano Venturi. Il direttore Ludovico Bramanti invitato al congresso mondiale di settembre.

 

Macerata – L’Istituto Confucio dell’Università di Macerata ha organizzato la visita di una rappresentativa e nutrita delegazione del Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini” di Pesaro a Pechino, su invito dell’Università Normale di Pechino e dell’Hanban, l’ufficio per la promozione della lingua e della cultura cinese del Ministero dell’Istruzione Cinese, con l’obiettivo di stabilire relazioni di scambio e di collaborazione con le istituzioni musicali più prestigiose della Cina e di effettuare una serie di concerti per il pubblico cinese.

Ad aprile la delegazione pesarese ha consolidato i rapporti, già avviati da alcuni anni, con la realtà cinese. Due apprezzati concerti sono stati tenuti nel teatro Beiguo e nel Teatro del Conservatorio Centrale di di Pechino. L’eccellenza musicale del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro è stata rappresentata dalla “Rossini Saxophone Orchestra” e dal prof. Lorenzo Bavaj, noto collaboratore pianistico del famoso tenore Josè Carreras e, per l’occasione, accompagnatore del cantante cinese, il Basso Shu Xin Li.

I concerti hanno avuto un grande successo, in particolare l’esibizione della giovane orchestra di sassofoni del Conservatorio, diretta da Alberto Domizi e Stefano Venturi. La delegazione italiana, guidata dal Ludovico Bramanti, direttore del Conservatorio di Pesaro, intitolato a Gioacchino Rossini, era composta inoltre da Lamberto Lugli, docente di composizione e autore di un brano appositamente scritto per l’occasione. Al termine della visita il direttore Ludovico Bramanti è stato invitato, quale rappresentante del Conservatorio “Rossini”, al congresso mondiale che avrà luogo a Pechino a settembre e a cui parteciperanno tutti i più importanti Conservatori musicali del mondo.

“Si tratta di un grande risultato – commenta il rettore Giorgio Trentin – che indica quale motore di scambio culturale con la Cina rappresenti l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata, in questa occasione determinante nel promuovere le eccellenze formative e culturali del territorio marchigiano. Un successo incoraggiante per una collaborazione che è solo agli inizi e che l’Istituto Confucio e il Conservatorio Rossini intendono arricchire e valorizzare”.

 




Villa Lauri, si accelera sui lavori

 

Incontro in Cina tra il rettore Unimc Francesco Adornato e il vice ministro dell’istruzione Hao Ping.

 

 

Macerata -Subito le procedure di bando per l’avvio dei lavori esecutivi di Villa Lauri: è uno dei risultati dei colloqui avvenuti ieri a Kunming tra la delegazione dell’Università di Macerata e dell’Istituto Confucio – guidata dal rettore Francesco Adornato e composta dal presidente dell’Istituto Confucio Luigi Lacchè, dai direttori Giorgio Trentin e Yan Chunyou, dalla direttrice del China Center Francesca Spigarelli – e il vice ministro dell’istruzione Hao Ping e il direttore generale di Hanban Ma Jianfei, nell’ambito della Conferenza Mondiale degli Istituti Confucio.

L’incontro è stato molto cordiale e costruttivo ed ha avuto al centro della discussione lo stato dei rapporti tra l’Università di Macerata e le Università cinesi con cui l’Ateneo maceratese collabora. In particolar modo la discussione si è concentrata sull’avvio dei lavori di Villa Lauri, destinata ad ospitare l’Istituto Confucio Modello di Macerata e a diventare una delle principali piattaforme di ricerca per i rapporti interculturali tra Italia, Europa e Cina. Il rettore ha assicurato che si procederà speditamente per le procedure di bando, in modo da avviare al più presto i lavori esecutivi.

Ha preso forma quest’anno il progetto di recupero di Villa Lauri, storico complesso edilizio chiuso da decenni e destinato al progressivo e inesorabile declino. Grazie al primo stralcio, sarà? possibile recuperare il corpo centrale dell’edificio, riportandolo alle sue fattezze neoclassiche ottocentesche. L’idea di fondo prevede la destinazione di una parte della villa a nuova sede dell’Istituto Confucio. Infatti, nel dicembre 2015 l’Hanban, ente del ministero cinese dell’educazione che sovrintende a tutti gli Istituti Confucio del mondo, ha deciso di trasformare l’Istituto di Macerata in un “Istituto modello” assegnando un cofinanziamento di 2 milioni di euro per il restauro di Villa Lauri. Potrà? nascere uno straordinario centro culturale, scientifico e socioeconomico dedicato alla Cina. In particolare, il progetto prevede, oltre alla sede dell’Istituto Confucio, spazi per uffici, aule didattiche, una biblioteca e centro di documentazione, una foresteria con posti letto, un ristorante-bar.

Il governo cinese, come più volte hanno ribadito i suoi rappresentanti entrati in contatto con Unimc, ritiene inoltre basilare la creazione di un museo dedicato a Padre Matteo Ricci, figura di grande importanza nella mediazione culturale tra le due civiltà.




Istituto Confucio, missione a Pechino per UniMc

 

Programmati la seconda edizione della summer school sulla cultura occidentale per studenti cinesi e un convegno filosofico internazionale.

 

Macerata, 2016-12-08 – La delegazione dell’Università di Macerata e del suo Istituto Confucio, guidata dal rettore Francesco Adornato e composta dal presidente dell’Istituto Confucio Luigi Lacchè, dai direttori Giorgio Trentin e Chanyou Yan, dalla direttrice del China Center Francesca Spigarelli, ha iniziato ieri a Pechino un’importante serie di incontri. Alla Normal University si sono riunite le otto Università appartenenti alla rete internazionale degli Istituti Confucio che collaborano con il prestigioso Ateneo cinese, tra cui l’Università di Manchester, quella danese di Aalborg, le americane Tufts University, l’Università di Los Angeles.

Per il rettore Adornato è stata la prima volta in Cina nella sua nuova veste. Ha così potuto ribadire la rilevanza strategica del lavoro svolto sin dal 2011, riconfermare le linee principali di azione e il massimo impegno di Unimc nella collaborazione didattica e scientifica con la Normal University e il Ministero cinese dell’educazione. Il 2016 è stato un anno straordinario per l’Istituto Confucio di Macerata, entrato a far parte del ristretto novero degli Istituti “Modello” e cofinanziato dal Ministero cinese per il recupero funzionale di Villa Lauri, futura sede del Confucio e di una vera e propria piattaforma culturale per i rapporti con la Cina. I professori Lacchè, Trentin e Spigarelli hanno illustrato in dettaglio le attività svolte nel 2016 e le prospettive future.
La delegazione ha anche incontrato i vertici del Dipartimento di filosofia della Normal University. E’ stata un’occasione propizia per programmare la Summer School (giugno-luglio 2017) su Western Culture and Civilization organizzata dal Dipartimento cinese di filosofia e da quello maceratese di Studi umanistici. Tale Scuola porterà a Macerata, come già nel 2016, alcune decine di studenti cinesi della Normal University. Nello stesso tempo si è discusso e definito l’Accordo per organizzare a Macerata, sempre nel luglio 2017, un grandissimo convegno filosofico internazionale, finanziato da Pechino e promosso dai due Dipartimenti, in grado di portare a Macerata una cinquantina di studiosi cinesi, italiani e di altre nazioni sul tema “Values in a Changing World”.




Pienone per il convegno internazionale dell’Istituto Confucio

 

Tanti studenti Unimc di lingue e mediazione linguistica, ma anche insegnanti delle superiori.

 

Macerata, 2016-12-01 – Grande successo per il convegno internazionale “La prossimità e la distanza. Dialoghi e discorsi sulla didattica delle lingue straniere tra Europa e Cina” organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università di Macerata, che si è tenuto ieri e oggi. L’aula sinodale della Domus San Giuliano era colma di partecipanti: tanti studenti Unimc di lingue e mediazione linguistica, ma anche insegnanti delle superiori. L’evento ha visto la partecipazione di figure di rilievo internazionale come Geneviève Zarate, Joël Bellassen, Danielle Lévy, Fu Rong, Edith Cognigni, Gilles Forlot e Gisella Langé, che hanno segnato e definiscono tuttora la riflessione sulle dinamiche di costruzione, relazione e gestione della complessità linguistica e culturale, nei processi di insegnamento-apprendimento in Europa e in Cina, tanto in ambito scientifico quanto in quello istituzionale. Aperto dai saluti del direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin, il convegno ha rappresentato un momento di formazione e approfondimento di elevato livello, considerata la caratura e l’autorevolezza dei relatori, mettendo in evidenza, ancora una volta, il ruolo dell’Istituto maceratese come ponte tra la cultura occidentale e quella orientale.

 




L’Istituto Confucio inaugura Ink Hub laboratorio di ricerca sulla china e sulla calligrafia cinese

 

Per l’occasione l’11 e il 12 settembre si terrà il convegno “L’identità espressiva del tratto. Percorsi visivi tra calligrafia e pittura cinese”.

 

Macerata – Con il convegno “L’identità espressiva del tratto. Percorsi visivi tra calligrafia e pittura cinese” che si terrà martedì e mercoledì, 11 e 12 ottobre 2016, a Villa Cola, l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata inaugura il laboratorio permanente di ricerca Ink Hub, una piattaforma per promuovere e valorizzare forme d’arte che individuano nell’inchiostro il loro principale mezzo espressivo, fornendo un contributo specialistico per lo studio della pittura e della calligrafia cinese.

 

“Siamo il primo Istituto ad attivarci in modo sistematico in questo settore degli studi cinesi – spiega il direttore Giorgio Trentin -. Il lavoro di Ink Hub ruoterà, a partire da questo convegno, intorno alle figure di Elena Macrì, storica dell’arte ed esperta di calligrafia, e del nostro maestro calligrafo Zhao Yun. Il laboratorio sarà un centro per attività di ricerca scientifica, convegnistica, laboratoriale e seminariale, rivolto sia a una platea di addetti ai lavori sia alle persone semplicemente interessate a questo aspetto fondamentale della cultura e dell’espressione artistica cinese. Ink Hub organizzerà diversi appuntamenti di studio, esposizione e workshop nel corso dell’anno”.

Nell’immaginario artistico cinese, la calligrafia e la pittura sono da sempre considerate le forme d’arte più nobili e, insieme con la poesia, costituiscono i principali strumenti espressivi del letterato. I contributi del convegno intendono aggiungere un ulteriore tassello alla riflessione teorica sull’argomento e, attraverso un ampio excursus storico-artistico, si propongono di esaminare la relazione che intercorre tra pratica calligrafica e pratica pittorica, indagandola nel suo divenire temporale e analizzando le modalità secondo cui tali pratiche si pongono in continuità con la tradizione classica, come esse si relazionano alle istanze culturali ed artistiche del presente ed il dialogo che hanno instaurato con l’arte occidentale.

 

I lavori si apriranno martedì 11 ottobre alle 10 con i saluti dei direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou e di Elena Macrì. Seguiranno gli interventi di Zhao Yun, Elena Macrì, Lia Wei, Antonello Tolve, Marco Meccarelli, Adriana Iezzi, Paola Billi e Nicola Piccioli. Si riprende il giorno successivo a partire dalle 10 con il workshop dimostrativo a cura di Zhao Yun, la performance artistica di Paola Billi e Nicola Piccioli, la proiezione del documentario “Fabienne Verdier – Peindre l’instant” di Mark Kindel. Il programma completo è disponibile sul sito confucio.unimc.it.




La Cina vista dal giornalista Rai Paolo Longo

Inaugurata a Macerata la mostra fotografica “Il sentiero cinese”.

La vita in Cina al tempo del boom economico” organizzata dall’Istituto Confucio di Unimc.

 

Macerata – Storie di persone, storie vere, immagini della vita reale in Cina: sono quelle raccontate dal giornalista Paolo Longo, corrispondente e volto noto della Rai, attraverso la sua mostra fotografica “Il sentiero cinese. La vita in Cina al tempo del boom economico”, inaugurata oggi a Macerata e organizzata dall’Istituto Confucio dell’Università. “Longo è uno dei giornalisti inviati in Cina che ha meglio ha saputo raccontare questo Paese tanto complesso” è il commento del direttore dell’Istituto Giorgio Trentin.

Le 42 foto esposte, una selezione di quelle scattate dal cronista in oltre un decennio di attività come inviato Rai per l’estremo oriente, parlano di una Cina, nella quale il racconto della collettività si stempera in un miliardo di storie individuali, di vittorie e di sconfitte, di ricchezza e di povertà, di scoperte, di battaglie, di rifiuti, di proteste, ma sempre storie di individui alle prese con un nuovo sentiero che si andava aprendo. Sarà possibile visitare la mostra, a ingresso libero, fino al 5 giugno nella galleria dell’Accademia di Belle Arti Gabamc in piazza Vittorio Veneto, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato e la domenica dalle 16 alle 20. 

L’esposizione è un “viaggio del cuore” nella vita quotidiana del popolo cinese al tempo del boom economico e della grande trasformazione economica, sociale e culturale che sta cambiando il mondo. La sequenza delle immagini  viaggia da quello che resta della Cina Comunista (Nanjiecun, l’ultimo villaggio comunista) e del mito di Mao, trasformato in icona senza testa o in personaggio da imitare, come Elvis; transita per gli avanzi delle città imperiali, gli hutong di Pechino, la mitica Lijiang dei tetti d’ardesia; si affaccia sulle metropoli avveniristiche tutte proiettate nel ventunesimo secolo, e sui loro abitanti, che del passato ricordano ben poco e guardano all’occidente per trovare una via cinese alla modernità; fonde passato e presente nei giovani della nuova classe media, che si travestono per farsi fotografare come protagonisti dell’antichissima opera cinese, come fanno anche i contadini di un villaggio non lontano da Pechino che passano dai campi al trucco, al palcoscenico.

“Nella scelta finale delle immagini – spiega Longo – ho eliminato tutto quello che faceva ‘cronaca’ e tutto quello che aveva il sapore dell’esotico, dell’Oriente. Ogni fotografia così diventa un racconto che rimanda ad altre storie e ad altri racconti o che vale per sé stesso”.

“Da quando ho scoperto la fotografia, a diciassette anni – prosegue il giornalista -, non ho mai smesso di fotografare. In questi anni ho seguito alcuni grandi modelli, August Sander, William Klein, Dorothea Lange, Cartier Bresson, ho percorso i diversi filoni della fotografia, arte, ritratti, reportage e alla fine ho capito che sempre e comunque volevo raccontare storie, essere un cronista”.




Al Teatro Lauro Rossi, il fascino della musica tradizionale cinese nel concerto gratuito di Jiaoyue Lyu

Ipnotica e sensibile suonatrice della cetra cinese Guqin, si esibirà lunedì 29 febbraio alle 21 in anteprima italiana. L’iniziativa è firmata Istituto Confucio e Università di Macerata.

 

Macerata – L’Istituto Confucio e l’Università di Macerata presentano in anteprima italiana il concerto di Jiaoyue Lyu, ipnotica e sensibile suonatrice di Guqin, la cetra a tavola cinese, che si esibirà lunedì 29 febbraio alle 21 al teatro Lauro Rossi. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il Guqin è uno strumento musicale antichissimo, la cui arte rischia di andare perduta e di cui Jiaoyue Lyu è affascinante erede. Anche abile pianista e calligrafa, la giovane artista e studiosa è impegnata nella promozione della cultura e della musica tradizionale cinese. Questa volontà l’ha portata a calcare alcuni tra i più importanti palcoscenici internazionali, come il Carnegie Hall di New York, e a suonare in luoghi di prestigio come il quartier generale delle Nazioni Unite, il Lincoln Center, l’Università di Cambridge, l’Università e l’Istituto Confucio di Londra.

Jiaoyue, che a Macerata si esibirà gratuitamente, possiede una grande esperienza nell’educazione musicale ed è molto apprezzata per la sua straordinaria capacità di introdurre anche il pubblico occidentale alla conoscenza della musica tradizionale e della cultura cinese.

Il Guqin viene considerato uno dei modi migliori per esprimere i propri sentimenti e cercare la pace interiore. Per questo motivo, oggi rappresenta uno dei principali simboli del fascino profondo e dilagante della cultura cinese.



Docenti dell’Istituto Confucio di Macerata sul podio nazionale

Medaglia d’argento per Francesca Gesù e medaglia di bronzo per la giovanissima Chen Chen.

 

Macerata – Giovedì e mercoledì, 16 e 17 settembre, si è tenuta all’Università di Macerata la terza edizione della “Gara nazionale di abilità nella docenza della lingua cinese”. Organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia con la collaborazione dei 12 Istituti Confucio delle più importanti università italiane, questa competizione ha lasciato per la prima volta la sua tradizionale sede di Roma per svolgersi qui a Macerata.

i docenti dell’Istituto Confucio con i due direttori Giorgio Trentin e Yan Chunyou e il Consigliere per l’Istruzione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, dr. Luo Ping

i docenti dell’Istituto Confucio con i due direttori Giorgio Trentin e Yan Chunyou e il Consigliere per l’Istruzione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, dr. Luo Ping

la professoressa dell’Istituto Confucio di Macerata Francesca Gesù durante la lezione tenuta nel corso della gara

la professoressa dell’Istituto Confucio di Macerata Francesca Gesù durante la lezione tenuta nel corso della gara

A questo importante evento, in cui più di trenta docenti provenienti dai diversi atenei italiani si sono confrontati tenendo ognuno delle brevi lezioni di lingua cinese, l’Istituto Confucio di Macerata ha partecipato con una delle sue docenti italiane, Francesca Gesù, e con una delle docenti cinesi, Chen Chen.

 

Alla fine di questa edizione è risultato vincitore l’Istituto Confucio dell’Università Statale di Milano, che ha conquistato il primo premio sia per la categoria dei docenti italiani che per quella dei docenti cinesi, ma Macerata ha ben saputo farsi onore, ottenendo la medaglia d’argento per gli italiani grazie alla brillante lezione di Francesca Gesù e la medaglia di bronzo per la categoria docenti cinesi grazie all’ottima performance della giovanissima Chen Chen.

A presiedere questa terza edizione della gara nazionale di abilità nella docenza della lingua cinese è giunto da Roma il Primo Consigliere per l’Istruzione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, dr. Luo Ping, il quale alla fine ha premiato a nome dell’ambasciatore i docenti vincitori

un momento della premiazione di Francesca Gesù.

un momento della premiazione di Francesca Gesù.

la professoressa dell’Istituto Confucio di Macerata Chen Chen durante la lezione tenuta nel corso della gara

la professoressa dell’Istituto Confucio di Macerata Chen Chen durante la lezione tenuta nel corso della gara




Il Capodanno cinese riempie la piazza

Non solo studenti di Unimc, ma anche ragazzi dei licei, bambini, genitori e insegnanti e tanti curiosi hanno festeggiato l’arrivo dell’anno della capra con l’Istituto Confucio di Unimc

 

Macerata, 2015-02-19 – Folla di gente e tanto entusiasmo per il capodanno Cinese festeggiato grazie all’Istituto Confucio dell’Università oggi pomeriggio a Macerata. Piazza della Libertà era stracolma di persone: non solo studenti di Unimc, ma anche ragazzi dei licei, venuti ad assistere alle esibizioni dei loro compagni innamorati della Cina e del cinese, bambini, genitori e insegnanti della scuola primaria “E. Medi” delle Vergini, che proprio al paese asiatico hanno dedicato la settimana culturale e uno stand; e tanti curiosi.

 

Anche quest’anno abbiamo deciso di festeggiare in piazza – spiega il direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentinper portare il Capodanno tra la gente, perché la cultura cinese non sia fruibile solo all’interno dell’Università o dell’Istituto, ma sia data a tutta la cittadinanza la possibilità di avvicinarvisi e scoprirne le sue tradizioni“.

 

“L’Università di Macerata rappresenta, grazie all’istituto Confucio e al China Center, un ponte importante verso la Cina, a vantaggio dei nostri studenti e laureati, ma anche delle nostre imprese“, sottolinea il rettore Luigi Lacchè, ricordando la crescita tumultuosa dell’Istituto Confucio, che in meno di quattro anni di vita, ha avvicinato allo studio del cinese anche oltre 1.000 studenti delle scuole superiori di Marche, Umbria e Abruzzo.

 

Pieno di suggestione e magia lo spettacolo di Luca Agnani, vero artista internazionale del video mapping che, attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali e della luce, ha dato vita a giganteschi dragoni, a monumenti e pagode cinesi accompagnato da suggestive musiche orientali.

 

Per festeggiare il passaggio dall’anno del cavallo a quello della capra, sono stati proposti spettacoli di musica e danze tradizionali, stand di calligrafia, intreccio di nodi e ritaglio della carta. Da segnalare, in particolare, il coro dei bambini cinesi, la danza tradizionale delle allieve cinesi dell’Accademia di lingua cinese delle Marche, gli interventi canori delle studentesse di cinese del liceo Giacomo Leopardi di Macerata e l’esibizione di arti marziali e danza del drago dell’Accademia Arti Marziali del Maestro Giuseppe Giosuè. Immancabile la tradizionale danza del leone e del drago. Per l’occasione, la Rossini Saxophone Orchestra di Pesaro ha proposto un trascinante concerto jazz con composizioni musicali della tradizione cinese, arrangiate per l’occasione, e il più tradizionale repertorio europeo e americano per sassofono.