Musica e poesia, stasera il Revival Leo Ferré

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stasera sabato 15 giugno un Revival con Tetes de Bois, Lucio Matricardi, Paolo Cristalli, Gerardo Balestrieri, Rossella Marcantoni, David Martelli, Roberto Nardin.

 

Torna il Festival Ferré? No, ma quasi. Quella che si inaugurerà stasera alle 21,30 presso lo chalet Vinoammare (concessione n. 80, San Benedetto) sarà una lunga notte di musica e poesia che terminerà con il concerto all’alba degli amici Tetes de Bois, musicisti romani fedelissimi a Ferré e alla mitica rassegna sambenedettese.
Se le cose belle sono destinate a non morire mai, il Festival Ferré, ideato negli anni Novanta da Giuseppe Gennari e divenuto in breve tempo un fiore all’occhiello della programmazione culturale della Riviera, dopo qualche stagione di assenza torna come un fulmine per una serata in riva al mare: quale posto migliore per perdersi nell’indomita ricerca di bellezza e libertà accompagnati dalle parole e dalle note dell’indimenticato Léo Ferré?

 

Ferré (Monaco, 1916 – Castellina in Chianti, 1993) è stato artista sublime e assoluto. Insieme a Jacques Brel e Georges Brassens ha formato la mitica triade dei grandi cantautori francesi. “Les anarchistes”, “Avec le temps”, “C’est extra”, le sue canzoni più famose, sono pagine immortali della canzone d’autore mondiale sulle cui note tanti giovani possono imparare l’arte della libertà e dell’amore. E allora ben venga l’ennesimo omaggio di San Benedetto, grazie all’impegno di Gennari e del Centro Culturale Ferré, al suo anarchico preferito!
Spargete la voce!

 

 




Festival Ferré, 21ma edizione all’insegna del tempo con la straordinaria partecipazione di Cali e Steve Nieve

di Rosita Spinozzi

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 2016-05-16 – Ci sono manifestazioni  talmente carismatiche da sovvertire tranquillamente l’ordine spazio temporale, partendo dalle aspettative del futuro per poi tornare alle certezze del presente, infine concludere con un inevitabile e romantico tuffo nel passato per celebrare il centesimo compleanno del grande chansonnier monegasco Léo Ferré. In altre parole esiste il Festival Ferré (10-11 giugno e 24 agosto, ore 21,15, al Teatro Concordia), magnifica punta di diamante nell’ambito degli eventi culturali sambenedettesi, che quest’anno raggiunge il traguardo della 21^edizione grazie alla competenza e all’inesauribile entusiasmo  di Giuseppe Gennari, direttore artistico e presidente del Centro Ferrè, e del direttore operativo Maurizio Silvestri.  I riflettori si accenderanno, dunque, sul futuro nella serata di venerdì 11 giugno con Céline Pruvost che, accompagnata alla chitarra e al piano da Bastien Lucas, porterà in scena  lo spirito, l’intelligenza e il profumo del più pungente Cabaret parigino. Dopodichè sarà la volta di Giovanni Truppi, applaudito al Tenco 2015, ed attualmente  indicato dalla critica come il cantautore italiano più promettente per la sbalorditiva varietà della sua paletta poetica e musicale. Dulcis in fundo Pilar, al secolo Ilaria Patassini, cantautrice italiana in grado di unire l’interpretazione vocale ad un uso strumentale della voce che coniuga radici popolari e canzone d’autore in un sound originale e contemporaneo. «Una voce insinuante ed evocatrice. Una regina del canto modulato in tutta la gamma vocale tipica delle sirene incantatrici che, dal tempo di Ulisse, ammaliano i cercatori di infinito» spiega Gennari sottolineando che, in apertura di serata, è previsto un filmato speciale dedicato al grande fotografo Mario Dondero.

Ad impreziosire la serata di sabato 11 giugno, sarà un eccezionale duo di artisti composto da Cali, originale e luminoso astro trainante del panorama ‘cantautorale’ francese, e dal pianista Steve Nieve, il mago per eccellenza del ‘tastierismo’ internazionale. Bruno Caliciuri, in arte Cali, (il cognome proviene dal nonno calabrese),  vanta un intrigante  repertorio a metà strada tra canzone francese e rock. È lui l’asso nella manica del 21° Festival Ferré, così come Benjamin Clementine lo è stato per l’edizione scorsa, anche se i due artisti hanno stili diametralmente opposti. Cali non è ancora noto in Italia e merita di essere conosciuto non solo per il suo grande talento, ma anche perché sta preparando un album dedicato alle canzoni di Ferré. Inoltre, onore al merito, anche lui, come Clementine, approderà nei nostri lidi  solo per il puro e vivo entusiasmo di partecipare ad un evento affettuosamente definito‘festival più folle del mondo’ dal deus ex machina Gennari. Ma non finisce qui, perché  ad accompagnare Cali sarà un artista stellare come il musicista e compositore inglese Steve Nieve, prolifico turnista che, nel corso di una trentennale carriera, ha collaborato a lungo con Elvis Costello, indiscusso esponente della scena pub rock londinese. A precedere Cali e Nieve, sarà l’esibizione dell’artista canadese Bernard Cimon che inonderà il teatro di atmosfere poetiche francesi assai coinvolgenti, alternandosi magistralmente a fisarmonica e piano; mentre Daniele Di Bonaventura al bandoneon, servito da Giovanni Ceccarelli al pianoforte, farà poi decollare la serata nell’Olimpo dei suoni divini proponendo tanghi di Ferré con l’ausilio della voce di Bernard Cimon. Degni di nota l’apertura della seconda serata con un fulminante recitato proposto in omaggio a Ferré da Francesco Tranquilli, ‘scrittattore’ sanbenedettese, e la consegna della Targa Ferré 2016 a Cali in qualità di ‘grande poeta e musicista, innovatore della canzone d’autore, devoto a Léo Ferré’. A fare da corollario al Festival, come sempre, sarà la conferenza-dibattito quest’anno dedicata al tema ‘Cento anni di Ferré, ottanta di canzoni: sono solo passato?’, prevista sabato 11 giugno alle ore 10,30, a Palazzo Piacentini. Interverranno i maggiori artisti tra cui Cali, Steve Nieve, Di Bonaventura , Cimon, con l’immancabile Paolo Cristalli e le sue emozionanti poesie, Stefano Di Matteo e un omaggio a Enrico Medail, traduttore storico delle canzoni di Ferré, recentemente scomparso, nonché indimenticabile protagonista insieme a Mauro Macario del Mémorial Ferré che a San Benedetto del Tronto, nel 1994, diede il via ai ventuno Festival finora annoverati.

Grande attesa per la terza serata di mercoledì 24 agosto, denominata ‘Bon anniversaire, Léo Ferré!’ e concepita con il nobile intento di celebrare i cento anni dell’indimenticato chansonnier nel segno di autori, cantanti e musicisti che, oltre ad amarlo incondizionatamente, simboleggiano il presente e il futuro della canzone definita, in Francia, à texte. Una serata rivolta al passato in quanto interamente dedicata al repertorio di Ferré – eroico e sublime, secondo la superba aggettivazione che gli riservò Giovanni Testori – rievocato in tre récital tenuti dai grandissimi  Annick Cisaruk, Christiane Courvoisier e Michel Hermon, già noti al pubblico del Festival, cui si aggiungerà il nome di un ospite d’onore a sorpresa.

L’ingresso alle serate è libero su prenotazione, fino ad esaurimento posti. Info: 339/2142416 – 328/4832044 – 345/1129312.




I Têtes de Bois e i capolavori di Léo Ferré a Verona

CON GIOVANNA MARINI E SERGIO STAINO

 

4 GENNAIO, SALA MAFFEIANA DEL TEATRO FILARMONICO

IN RICORDO DI ALBA AVESINI

 

 

Verona – I Têtes de Bois saranno i protagonisti di una serata su Léo Ferré domenica 4 gennaio alle ore 21 nella Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona (Via Roma 1/G), gentilmente concessa dall’Accademia Filarmonica. Ospiti speciali saranno Giovanna Marini, con un intervento musicale, e Sergio Staino, che disegnerà durante lo spettacolo degli acquerelli ispirati alle canzoni, che poi regalerà al pubblico. Introdurrà Antonio Silva.

L’evento, organizzato dal Club Tenco, è ad ingresso libero ed è dedicato ad Alba Avesini, operatrice e collaboratrice della prima ora del Club, nonché redattrice editoriale e traduttrice, in particolare traduttrice ufficiale italiana degli albi di Asterix. Il concerto si tiene nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta nel 2003. 

La serata è intitolata “Extra. I Têtes de Bois cantano Léo Ferré”, il grande cantautore francese che fu nel 1974 il primo Premio Tenco della storia. Il gruppo romano proporrà infatti l’intero albumExtra”, con traduzioni in italiano da Ferré, e estratti del precedente “Ferré, l’amore e la rivolta” (già Targa Tenco nel 2002 nella sezione interpreti). I Têtes de Bois eseguiranno inoltre un brano da una poesia di Alba Avesini, musicata per l’occasione e tratta dalla sua raccolta “Poesie e filastrocche”, a cura di Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti (Scripta Edizioni).

 

Lo stesso giorno, 4 gennaio, alle 11.30 a LaFeltrinelli di via Quattro Spade a Verona, i Têtes de Bois parteciperanno alla presentazione dei libri “Ferré e gli altri” di Enrico de Angelis (edizioni Nda) e “Lavorare con lentezza. Enzo Del Re il corpofonista” di Timisoara Pinto (Squilibri Edizioni). Con gli autori interverranno Lea Tommasi e Margherita Zorzi.




Le ‘Resistenze’ del Premio Tenco 2014 e la resistenza artistica del Festival Ferré, un binomio che fa volare alta la cultura

di Rosita Spinozzi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le Resistenze. Al potere dittatoriale di ogni genere, ma anche resistenze artistiche, musicali, di creatività, costume, linguaggio. È un tema davvero interessante quello scelto quest’anno dalla direzione del Premio Tenco, prestigiosa manifestazione sanremese che, dal 2 al 4 ottobre, ha celebrato l’emblematico traguardo del quarantennale al Teatro del Casinò Municipale di Sanremo. Nessuna connotazione politica, ma una forte testimonianza culturale effettuata in un affascinante viaggio di parole e musica attraverso le lotte per le libertà dalle dittature, sia fasciste che comuniste, e contro le persecuzioni di ogni tipo come quelle effettuate contro i pellerossa. Ma Resistenza significa anche riuscire a portare avanti per vent’anni, per di più in una piccola cittadina di provincia come San Benedetto del Tronto, una manifestazione di elevato spessore culturale come il Festival Ferrè che ruota intorno alla carismatica figura del poeta e musicista franco-monegasco Léo Ferré. Un autentico miracolo nato da un’atto d’amore che trae linfa vitale dalla passione, intelligenza vivace e genuino entusiasmo del deus ex machina Giuseppe Gennari e dei suoi collaboratori. Perché a volte i ‘miracoli culturali’ possono accadere anche a San Benedetto del Tronto, ridente cittadina che ha un nome di certo meno altisonante di Parigi o Bordeaux e dove, per fortuna, gravitano ancora ancora persone sensibili che fanno della qualità dei prodotti artistici una scelta di vita. Persone in grado di accogliere e valorizzare tematiche artistiche di alto profilo, persone che viaggiano decisamente lontano dai massificanti cliché commerciali. Resistenze, insomma. Motivo per cui l’autorevole presenza del prof.Giuseppe Gennari, presidente del Centro Léo Ferré e direttore artistico dell’omonimo Festival, si è rivelata perfettamente in linea con il tema conduttore del Premio Tenco 2014 , che ha appena salutato un’edizione molto avvincente per il modo poliedrico con il quale è stata affrontata la tematica proposta, nonché per le personalità che hanno generato un dibattito sull’argomento, e per il livello degli artisti partecipanti. Tra questi, giganti internazionali della canzone d’autore, alcuni dei quali hanno pagato caro il prezzo del loro canto libertario perché oppressi e perseguitati da diversi e contrapposti regimi dittatoriali nei loro Paesi in varie parti del mondo.

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

«Sono stato invitato come testimonial di una resistenza artistica che nella cittadina di San Benedetto del Tronto ha portato a concludere, con pochi mezzi e tanta tenacia, 19 Festival Ferré ed un Memorial. Una realtà che la direzione artistica del Club Tenco ha ritenuto doppiamente degna d’attenzione, da una parte attraverso l’invito a parlarne dalla prestigiosa ribalta del Premio Tenco, dall’altra con la stesura del libro ‘Ferré e gli altri’ operata dallo storico della canzone e responsabile del Tenco Enrico De Angelis, nel quale viene magicamente raccontato il Festival» afferma il vulcanico prof.Gennari, con gli occhi ancora lucidi di emozione per la lusinghiera esperienza vissuta e, come sempre, per quell’eterno entusiasmo che è suo fiero alleato nel far volare alti i valori di una cultura degna di essere definita tale «L’attenzione riscossa dal Festival Ferré e dal libro è stata massima, caratterizzata da grande ammirazione per la nostra cittadina e da vera simpatia. Il tutto sottolineato anche dal successo ottenuto dai Têtes de Bois, band italiana di musica d’autore folk rock, con l’applauditissima performance in teatro ed il nuovo album intitolato ‘Extra’: uno splendido Cd interamente dedicato all’opera di Léo Ferré in versione italiana, andato letteralmente a ruba. Magnifica la copertina, che riproduce la stessa opera disegnata da Ugo Nespolo per il Festival di quest’anno. Nel corso del Premio Tenco ho avuto l’opportunità di contattare diversi artisti, noti e meno noti ma tutti di grande valore, da invitare in previsione della 20^ edizione del Festival che si terrà nel 2015. Qualche anticipazione? Nessuna da fare al momento, non tanto per motivi di scaramanzia, quando di debita serietà».

Elevato il profilo culturale del Premio Tenco 2014, i cui premi artistici sono stati assegnati alla cantante greca Maria Farantouri, resistente al regime dei Colonnelli e nota per il suo sodalizio artistico con Teodorakis; ai cechi del gruppo rock Plastic People of the Universe, resistenti al regime comunista; al portoghese José Mario Branco, resistente al regime fascista di Salazar; allo statunitense John Trudell, figlio di un Sioux e di una messicana, resistente alle persecuzioni perpetrate in Usa sugli indigeni americani. Su tutti ha brillato la performance della cosiddetta ‘ragazza con la fisarmonica’ che ha avuto una commossa e interminabile standing ovation: Esther Béjarano, l’ebrea tedesca miracolosamente sopravvissuta a Auschwitz che oggi, a novant’anni compiuti, continua con un’energia ed un entusiasmo incredibili il suo resistente canto per la libertà. Un canto che abbraccia anche il popolo palestinese di cui non sopporta, da ebrea rigorosamente onesta, le vessazioni cui vengono sottoposti. Il premio per l’operatore culturale è andato a Gianni Minà, vittima di una spietata persecuzione subita in Rai proprio per la sua indipendenza di idee – assai note le sue coraggiose prese di posizione pro Sudamerica e contro gli Usa – che non sono mai state gradite nelle alte sfere della Rai. Numerosi gli artisti italiani che hanno partecipato al Premio Tenco, tra cui Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Paola Turci, Eugenio Finardi, David Riondino e tanti giovani già affermati o molto promettenti come Dente, Claudia Crabuzza, Pier Paolo Capovilla, Diodato ed altri ancora. «Sarà bellissimo scegliere tra questi chi invitare al prossimo Festival Ferré!» conclude l’inarrestabile prof.Gennari, che ha già parecchie idee in cantiere per il ventennale.

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

(Le immagini fotografiche che fanno da corollario a questo articolo sono state gentilmente concesse da Renzo Chiesa, fotografo ufficiale del Premio Tenco). 




Siamo tipi da baguette, noi…

 Léo Ferré non l’hanno fatto santo. E nemmeno ha votato.
 
       Basterebbe questo per “adorarlo”.
       Lui lo sa, sono almeno 19 volte che torna da queste parti.
       Laico e ribelle.
       Quest’anno, nel fragore del presente,
       ancor di più sarà una ventata d’aria antica ma fresca,
       dopo l’oscurantismo e il mercato.
       E ritorna anche l’amico Ugo Nespolo
       con un bel manifesto simil-etnico:
       note, amori, danze, teatro, mistero…
       Europa allargata ma intima,
       visionaria e impossibile.
       Col tempo tutto se ne va,
       le ideologie, le classi,
       la modernità, la storia…
       (per fortuna anche la crescita)
       Chissà la musica,
       anche lei ha perso un po’ la tonalità
       (no, non è colpa del Jazz)
       Ma al 19° Festival Ferré,
       per due giorni,
       non ascolteremo cianfrusaglie acustiche
       né terremoti sonori.
       Siamo tipi da baguette, noi…
       PGC