La scuola del Minimo Teatro apre alla cittadinanza lezioni e ardite sperimentazioni

MACERATA – Il Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini ha deciso d’intesa con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Macerata di rendere aperte alla cittadinanza le lezioni telematiche della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e della classe di Ingegneria Umanistica per tutto il periodo crisi virale. Già la scorsa settimana il Minimo aveva provato con successo la realizzazione della prima regia telematica e venerdì scorso la classe di Ingegneria Umanistica composta da Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Carla Antonia Forcina, Serenella Marano, Chiara Marresi,Luca Mitillo, Lorenzo Vecchioni, con la conduzione telematica di Maurizio Boldrini si è resa protagonista di un altro esperimento in diretta sorprendente nell’esito.

Un testo scritto nella precedente lezione sul digiuno è stato tradotto a livello filmico attraverso il montaggio istantaneo di sette microfilm individuali realizzati seduta stante dagli allievi. Il tutto in appena un’ora e mezza di diretta. Durante l’elaborazione individuale, Boldrini e alcuni allievi hanno trovato il tempo anche di intrattenere le numerose persone collegate con letture da Anton Cechov, Eugenio Montale, Alda Merini. Risultato: una de-generazione totale dei codici, la condizione base del teatro che implica la presenza dei corpi è saltata in un coacervo di segni, di immagini moltiplicate, di suoni e voci sovrapposte in un fenomenale labirinto, disorientamento totale dei sensi. Una delle cose positive della segregazione è che la costrizione stimola, quasi obbliga, alla creazione di nuovi codici comunicativi e se è il Minimo Teatro a operare in “remoto” ci si può aspettare di tutto perché sono quasi quaranta anni che opera “dal vivo” fuori da luoghi comuni e dai criteri del già conosciuto. Per assistere alle lezioni ci si può collegare il giovedì e il venerdì, ore 21.00, al profilo fb Maurizio Boldrini.

 




Successo per la Regia Telematica del Minimo Teatro

ESPERIMENTO TEATRALE PIONIERISTICO A MACERATA AD OPERA DEL MINIMO TEATRO

 

MACERATA – Mercoledì 11 marzo 2020 rimarrà una data storica per il teatro. Dall’ appartamento nella zona più alta di Collevario dell’ing. Federico Boldrini è stata effettuata la prima regia telematica per la composizione collettiva ed interpretazione individuale di un testo poetico. La forza relazionale del teatro si è espressa in tutta la sua potenza nonostante i limiti imposti da un’altra potenza, quella tecnologica. Strumenti: due computer e due telefoni cellulari attraverso i quali il regista Maurizio Boldrini del Minimo Teatro ha coordinato gli interventi di quattro allievi della classe di Ingegneria Umanistica e di un gruppo di operatori (allievi, poeti, artisti). L’esperimento è durato circa un’ora e dopo un momento iniziale di assestamento tecnico la creazione si è sviluppata senza inciampi. Tema della elaborazione: il digiuno. Dopo una nota introduttiva della prof.ssa Ivana Rinaldi, docente di lingua e letteratura italiana presso il Trinity College- Rome Campus, il direttore Maurizio Boldrini ha trasmesso come testo da operare  scrittura del poeta Giovanni Prosperi composta per l’occasione. A questo punto sono iniziati gli interventi operativi di coloro che si sono collegati alla video diretta fb. Boldrini prendeva, tagliava, combinava parole. Risultato il seguente testo: Il digiuno – Predica di notte fonda / sospesa tra il pulviscolo dell’ottimismo / nei corpi fuori dalle pentole armate. / Racconti a donne sparse / dispensa della fatica digestiva. / E’ più di moda l’ascesi, ombra della paura / e di cuori belli. / Bilanciamento mentale / respiro / è la prima regola per le idee chiare / sulle ferite indolori. / Fenomeno carsico degli appetiti / a volte bando prolungato / delirio organizzato tra due rette parallele. / I cuochi scrivono su foglietti per non perdersi . / Abiura per il condiviso scambio di sapori / tra incroci di destini sospesi. / Il conto alla fine resta aperto. Tale scrittura è stata poi recitata da Maurizio Boldrini con la musica del M° Marzio Moriconi,  trasmessa ovviamente per via telematica. Il disegno scenografico è stato trasmesso dall’artista Giulio Perfetti. Consulenza filosofica: Barbara Mancini della Philosofarte di Montegranaro. Operatori: da Dublino, Lucamatteo Rossi e Giorgio Maria Cornelio. Dalle segrete stanze del territorio:  Luca Mitillo, Giuseppe Teobaldelli, Andrea Torresi, Valentina Lauducci, Andrea Spinelli, Marina Franza, Antonio De Filippi, Roberto Valentini, Giulia Jommi, Fiorella Talamonti, Mary Sperti, Barbara Mancini, Marzio Moriconi, Giulio Perfetti. Postfazione di Don Felice Prosperi. Per la classe di Ingegneria Umanistica: Jennifer De Filippi, Serenella Marano, Lorenzo Vecchioni, Chiara Marresi, Carla Antonia Forcina. Gestione telematica: Federico Boldrini. Spettatori: 756, tutti regolarmente non paganti.

 

Pubblicato da Maurizio Boldrini su Mercoledì 11 marzo 2020

 

 




La sensazione tra piatto e palcoscenico

L’Ingegneria Umanistica del Minimo Teatro si applicherà all’arte culinaria

 

 

MACERATA  – Il 16° anno di corso della classe di Ingegneria Umanistica del Minimo Teatro sarà dedicato allo studio e alla  pratica del rapporto tra arte teatrale e cultura culinaria con l’intenzione di combinarle a favore dello scopo più alto delle arti: la sensazione, coinvolgimento totale fisiologico e intellettivo. Il percorso di studio è diretto da Maurizio Boldrini che fu allievo del grande studioso Piero Camporesi, filologo, critico letterario, antropologo, accademico e per l’appunto gastronomo, a lui si debbono , tra l’altro, i maggiori studi sulla cultura del cibo, sono memorabili suoi libri quali: “ Le officine dei sensi”, Il pane selvaggio”, “Il paese della fame”, Il governo del corpo”, ecc.

Alla memoria di Piero Camporesi  è dedicato il nuovo corso che muoverà i primi passi con il riferimento imprescindibile delle sue opere. Ogni allievo che parteciperà al corso sarà testimone di un cibo con le sue possibili implicazioni fatturali, relazionali, storiche, letterarie e poetiche. Dagli studi individuali si perverrà alla composizione di un “menù” dell’Ingegneria Umanistica con tanto di “timbro di qualità” e alla fine del percorso sarà mangiato dagli spettatori insieme agli studi scenici finali, non si saprà dove finirà il piatto e dove inizierà il palcoscenico. Fin da ora ditte, produttori, cuochi, in genere “alchimisti” dell’arte culinaria possono segnalare loro prodotti e loro modalità combinatorie che diventeranno oggetto di studio della classe di Ingegneria Umanistica. Gli allievi possono ancora iscriversi al corso: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta 275, tel. 347 1054651.




Scuola di Dizione Lettura e Recitazione: una alchimia da 37 anni

MACERATA – Scuola di Dizione Lettura e Recitazione nella sua immutata etichetta ritorna per il 37° anno consecutivo ad offrire un’occasione di studio e di conoscenza. Nel corso di tanti anni, Maurizio Boldrini direttore della Scuola e del Minimo Teatro con i suoi allievi ha sviluppato ricerche sul linguaggio teatrale che, risolvendo questioni teatrali in sospeso da un secolo, hanno poi sconfinato per giocoforza in altri ambiti quali: l’architettura, l’antropologia, la medicina. Alcuni esempi telegrafici: per sapere come andare oltre le forme drammatiche mirabilmente analizzate da Peter Szondi  bisogna passare dal Minimo Teatro, così pure se si volesse conoscere come risolvere e conciliare la dicotomia tra parola e voce da Artaud a Bene. Libri di Boldrini come “La voce recitante” e “Enciclopedia per l’attore finito” (entrambi Bulzoni editore, Roma) sono divenuti riferimenti per allievi e studiosi di teatro  da Parigi a L’Avana, da  Barcellona a Dublino, non solo, costruire il più avveniristico grattacielo di Dubai ha comportato lo studio di un progetto elaborato al Minimo Teatro, o per studiare un’alternativa alle tappe di cura oncologica (diagnosi, terapia, controllo, oltre la malattia) è fortemente consigliato di passare al Minimo. Le dinamiche teatrali vertono in ingegneria umanistica capace di misurare, analizzare, progettare per altre discipline. La Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro è quindi molto di più di quanto espresso nel suo titolo, è in definitiva una costante alchimia. Recentemente Boldrini e il suo Minimo sono stati onorati dall’assegnazione del “Premio Mugellini alla carriera 2019”:   “La parola  non occupa spazio, ma se ben usata lo crea, costruisce un ambiente, un luogo d’incontro, una società. Ecco cosa ha fatto Maurizio Boldrini attraverso il Minimo Teatro – si legge nella motivazione scritta Mauro Mazziero, direttore del “Mugellini Festival”- ha costruito un posto privilegiato in cui, attraverso il corretto uso della parola, ha formato un grande numero di persone che, grazie a questa disciplina, hanno ridato una nuova forma alla loro vita”.  E l’assessore alla cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde aggiunge: “Siamo onorati del premio ricevuto da Maurizio Boldrini e dal Minimo Teatro, un ‘eccellenza culturale della città, cui il Comune di Macerata riconosce l’alto valore formativo per la capacità che ha avuto in questi anni di stimolare la crescita di una comunità di appassionati, professionisti, insegnanti. Chi è passato alla scuola del Minimo Teatro ha avuto il dono di fare un percorso culturale di qualità e di prestigio”. Sono aperte le iscrizioni per accogliere nuovi allievi al primo anno di corso sul tradizionale programma che comprende materie d’insegnamento quali: corretta dizione italiana, dinamica vocale, lettura espressiva, gesto, movimento, azione, partiture testuali poetiche e drammatiche, azione verbale e musica, recitazione in versi, montaggio registico, microcinesica corporea, composizione poetica e drammatica. Queste  le materie principali della disciplina che però non è fine a se stessa,  ma introduce al vero obiettivo della Scuola di Recitazione: offrire agli allievi gli strumenti fondamentali per un percorso di conoscenza che oltrepassa l’ambito recitativo, pure studiato secondo una modalità ricercatissima e specialistica, per mettere a frutto le acquisite competenze personali nelle relazioni, appunto per dare linfa ed equilibrio alla vita.  La Scuola, che gode del patrocinio del Comune di Macerata, assessorato alla Cultura, organizza le lezioni a piccoli gruppi in orari e giorni scelti dai partecipanti, per poter curare la formazione di ogni singolo allievo ci sono anche lezioni individuali, due laboratori integrativi (laboratorio filmico e laboratorio di scrittura). Sono previste classi per adulti e ragazzi. Inoltre è in programma la terza sessione del progetto triennale “La lettura: ieri oggi domani”, questa iniziativa, che indaga l’ingegneria della parola e la sua interpretazione, è liberamente aperta alla cittadinanza grazie al contributo del Comune di Macerata.

Per informazioni e iscrizioni: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta n. 275, telefono 347 1054651.




Mugellini Festival, “Robespierre” decapita i concetti ed apre alla sensazione

POTENZA PICENA – Quello che è successo sabato scorso al Teatro Mugellini nell’ambito della quarta edizione del Mugellini Festival diretto da Mauro Mazziero e Lorenzo Di Bella è tanto straordinario da creare imbarazzo nel tentarne un racconto. Intanto i nomi di tanta grazia ricevuta: “Robespierre”,  prima produzione del Mugellini Festival, testo Giovanni Prosperi, voce Maurizio Boldrini, chitarra Marco Poeta, fisarmonica Carlo Sampaolesi, attrice Greta Di Lorenzo, sculture Christian Zucconi, abito della principessa Massimo Eleonori, fonica  Euro Morresi, registrazione Mario Rossetti, luci Carla Camilloni, presenzazione Francesca Iacopini.

L’evento ha fatto perdere di senso alla distinzione tra parola e sua interpretazione vocale, è stato come se fosse la voce a scrivere e la parola coincidesse con essa, una inaudita coincidenza che non permette intromissioni concettuali. Anche il concetti di luogo, spazio, tempo appaiono del tutto inadeguati a tentare di fissare un ordine che possa confortare lo spettatore, totalmente avvolto da un perfetto equilibrismo musicale, sonoro, immaginifico attraverso il quale gli umori mutavano tanto rapidamente da produrre una sorta di dissolvenza del pensiero, un maremoto.  Il linguaggio diventa sensazione e viceversa, meglio, non si percepisce la differenza tra i due termini. C’è da perdersi, “Robespierre” è semplicemente grande teatro indescrivibile. A conforto il commento di una spettatrice registrato al termine dell’esecuzione: “Spettacolo  grandioso, sublime, luogo della commozione. L’ultima volta che ho provato una analoga sensazione è stato a Roma, di scena era Carmelo Bene con “Achilleide”. La commozione è la parola più appropriata che ha accumunato l’ascolto del pubblico al “Mugellini”, saturo di persone, arte, emozione.  Al termine dello spettacolo Maurizio Boldrini ha ricevuto il Premio Mugellini alla carriera 2019, sul palco il direttore artistico Mauro Mazziero, l’assessore Luisa Isidori per il Comune di Potenza Picena e per Macerata (città dove ha sede il Minimo Teatro di Boldrini) il vicesindaco Stefania Monteverde. Dopo la consegna Boldrini insieme agli altri artisti  ha improvvisato una “sessione per tre corde di chitarra, due tasti di fisarmonica e un filo di voce” dedicata all’Infinito di Leopardi rivisitato all’istante dal poeta Giovanni Prosperi:  un altro spettacolo nello spettacolo.

 




A Maurizio Boldrini il “Premio Mugellini” alla Carriera

POTENZA PICENA – Sabato 12 Ott, ore 21.15, al Teatro Mugellini, nell’ambito della quarta edizione del “Mugellini Festival, è di scena “Robespierre” testo scritto dal poeta Giovanni Prosperi appositamente per la voce di Maurizio Boldrini del Minimo Teatro. E’ la prima produzione del Festival, nata con l’intenzione di diffondere un’arte che è sopra le righe della consuetudine.  Arte, solo arte d’altissimo livello: è ciò che distingue il “Mugellini Festival” fin dalla sua prima edizione. Scorrendo i prestigiosi nomi che sono stati ospiti delle diverse edizioni, risulta sorprendente che una piccola comunità come quella di Potenza Picena possa permettersi di concedersi e concedere tanto lusso e tanta grazia. Il merito principale va ai due direttori dell’iniziativa: Antonio Di Bella, grande pianista, Mauro Mazziero,  non solo artista ma anche promotore di preziosi eventi culturali. Due artisti che sanno riconoscere altri artisti, così diventa semplice mettere in piedi e far camminare una rara corrispondenza poetica, umana e relazionale, come si dice “solo un poeta può riconoscere un altro poeta”. E proprio per questa dote di reciproca riconoscenza che il comitato d’onore del Festival e i due direttori hanno deciso di attribuire il “Premio Mugellini 2019 alla carriera” a favore di Maurizio Boldrini, il premio verrà consegnato proprio durante la serata, al termire di “Robespierre”.

M° Boldrini che effetto le fa ricevere il Premio Mugellini alla carriera?

Per  me questo premio è più importante del Nobel, perché è un riconoscimento vero, sentito, genuino, assegnato da persone che stimo e che sanno riconoscere la poesia in tutte le sue manifestazioni. Sono onorato e mi è di grande conforto nel continuare a fare il possibile per testimoniare la conoscenza attraverso l’arte. Lo sento come un premio a tutte le persone, agli allievi, che mi sono stati vicini in quasi quaranta anni di attività Minimo Teatro.

E “Roberpierre”?

Semplice! E’ poesia: fusione di parola, suono, voce, immagine. E’ il luogo della sensazione. A sabato!

Prosperi-Boldrini, un binomio che ha già realizzato spettacoli memorabili: la parola scritta di Prosperi e la voce di Boldrini sono troppo uniche per essere comprese nelle categorie di genere, da molti anni è come se fossero meteore luminose e sospese, in attesa di coloro che sanno alzare gli occhi e prestare ascolto.  In questa occasione godranno della complicità di un assieme di artisti diversissimi ma accumunati da grande maestria: il chitarrista e compositore Marco Poeta, il fisarmonicista Carlo Sampaolesi, l’attrice Greta Di Lorenzo, Massimo Eleonori che ha realizzato l’abito per la scultura di Christian Zucconi. Fonica: Euro Morresi, luci Carla Camilloni.

 

Al via il Mugellini Festival

 




Al via il Mugellini Festival

MUGELLINI FESTIVAL, SABATO IL PRIMO SPETTACOLO PRODOTTO DALLA KERMESSE DI POTENZA PICENA

Presso il Teatro Mugellini: Robespierre  con Maurizio Boldrini, Greta di Lorenzo, Carlo Sampaolesi, Marco Poeta e la scultura di Cristian Zucconi

Potenza Picena – La quarta edizione è per il Mugellini Festival l’edizione della maturità. Alle collaborazioni prestigiose, cifra del festival dal 2016, si affianca quest’anno la prima produzione in proprio. È lo spettacolo Robespierre, che verrà messo in scena per la prima volta sabato 12 ottobre presso il Teatro Mugellini alle 21.15. L’ispirazione nasce già nel 2018, quando lo scultore piacentino Cristian Zucconi rimane affascinato da una scultura settecentesca di proprietà del Comune di Potenza Picena e decide di ridarle nuova vita. Ne nasce un progetto artistico unico nel suo genere, condotto sotto l’egida della Soprintendenza delle Belle Arti, che abbina antico e moderno in una scultura dal forte impatto emotivo. Attorno a tale progetto si amalgamo spunti e professionalità artistiche da diversi ambiti artistici: il testo Robespierre di Giovanni Prosperi, la voce e la regia di Maurizio Boldrini, del Minimo Teatro, la presenza scenica della giovanissima attrice Greta Di Lorenzo. Accanto a loro la musica: la fisarmonica di Carlo Sampaolesi e il fado riconosciuto a livello internazionale di Marco Poeta, che sposa il progetto e decide di prendervi parte.  Un evento a tutto tondo, alla prova del pubblico del Festival, in attesa di calcare altri, futuri palcoscenici.

Come tradizione del festival, tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito. Consigliato il servizio di prenotazione tramite il sito internet e nei MuFe Point.

Info e prenotazioni su www.mugellinifestival.it, tel 0733 1776765




Il “Minimo”, il grande teatro della persona

Petritoli – Diciassette spettatori contati per sette attori calcolati fanno il prodotto “finito”, completo, del teatro che coincide con le persone stesse, niente più autori da rappresentare, niente più storie da raccontare se non l’Ingegneria Umanistica dell’essere persona, attraverso la geografia della pelle, la tensione dei nervi, le solitudini scritte tra un salto e l’altro sulla desolazione del palcoscenico della vita, la gioia tratteggiata in un gesto, la ribellione e la denuncia con una posa, il fiore del deserto, la sordità dei fiumi e della circostanza, l’urlo vocalizzato in luogo della disperazione, la mamma sempre presente anche quando non c’è, insomma: la poesia totale del corpo-teatro. Già, teatro, fa sorridere ormai questa parola, così inadeguata a comprendere ciò che il “Minimo Teatro in persona” ha realizzato domenica al Teatro dell’Iride di Petritoli.

Fuori: sagre e suoni e turisti ingelatati. Dentro: l’altra vita, quella dimenticata, quella per la quale c’è sempre una buona ragione per non esserci, negata anche a se stessi, privata, fastidiosamente autentica, senza dei, spietatamente umana, per non perdere coscienza di ciò che siamo. I nomi dei nuovi teatri sono: Lorenzo Vecchioni, ovvero la vertigine del vuoto, Alessandro Corazza, ovvero l’acrobazia per trasmettere l’udito, Martina del Bianco, ovvero la distesa delle canzoni perse, Chiara Marresi, ovvero le corde del suono dell’anima, Jennifer De Filippi, ovvero la fanfara delle emozioni, Elisabetta Moriconi, ovvero la fonte della percezione, Serenella Marano, la matrice dell’attrice. Faber: Maurizio Boldrini, dopo 37 anni di “teatro”, di Scuola di Dizione Lettura e Recitazione, di Ingegneria Umanistica, ha fatto con corpi vivi quello che Bernini fece col marmo tre secoli e mezzo fa, con buona pace degli storici del teatro e dell’arte. Dopo il “Minimo Teatro in persona” non ha più senso parlare di “teatro e il suo doppio”, grazie Artaud!




Con il Minimo il Teatro è la Persona

PETRITOLI – Ieri sera al Teatro dell’Iride sono andati in scena i primi due studi scenici degli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro di Macerata prima del gran finale programmato per domenica 30 ore 21.00 a cura degli allievi della Scuola di Ingegneria Umanistica. Il Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini, da 37 anni, ogni volta che si presenta in pubblico, diffonde sorprendenti segnali poetici dalla sua fonte creativa. Così è stato venerdì e con fondata speranza sarà domenica. Il titolo che compendia gli studi: “Minimo Teatro in persona” poteva sembrare strano, invece si è capito subito appena le luci si sono accese sulla prima prova con protagonisti due ragazzi: Gianmarco Giorgi (13 anni) e Nicolò Marcattili (11 anni) con la partecipazione di Martina del Bianco, su un palcoscenico completamente nudo (solo due sedie a conforto) i due giovanissimi allievi-attori sono stati il teatro dei loro corpi e delle loro voci capace di personificare e restituire al pubblico la straripante ricchezza di uno dei testi esemplari del cosiddetto “teatro dell’assurdo”, cioè “La lezione” di Ionesco.

I due ragazzi, alternandosi nei ruoli del professore e dell’allieva hanno condotto una prova d’attore superlativa, impressionante in considerazione della loro giovane età, 35 minuti di dinamica mimica, ritmica, tonale, espressiva degna della grande tradizione brillante italiana. La governante, interpretata di Martina Del Bianco, è stato un cammeo interpretativo di sfumata pazzia dentro la pazzia della parola della “Lezione”. Dopo una pausa di 15 minuti, salgono in scena cinque allievi al primo anno di corso con la prova delle prime pagine di “Otl”, Otello inverso scritto dal poeta Giovanni Prosperi per Maurizio Boldrini. Cambia totalmente umore e forma ma non la sostanza: le parole di Prosperi (testo esemplare di poesia) che risalgono il testo di Shakespeare dalla fine al secondo atto, sono tradotte in forma concertata a quattro voci e a tratti intervallate da incursioni di frammenti scenici. E’ stata una lezione su come far de-generare la parodia in poesia alta e irraccontabile, ma facilmente a portata di occhi e orecchi degli spettatori. Anche in questo caso bravissimi gli interpreti: Carla Antonia Forcina, Andrea Guidarelli, Luca Mitillo, Jury Peretti, Silvia Sbaffoni. Se questi sono i “principianti” della Scuola diretta da Boldrini che cosa succederà domenica con i “veterani” di Ingegneria Umanistica? Solo chi ci sarà potrà parteciparlo anche se difficilmente potrà raccontarlo. Gli studi scenici che saranno presentati portano come titolo i nomi dei loro interpreti: Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Martina Del Bianco, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Lorenzo Vecchioni. Oltre che dal Comune di Petritoli l’iniziativa è promossa dal Club degli Amici del Minimo Teatro, da Ingegneria Umanistica e da Philosofarte di Montegranaro e naturalmente dal Comune di Macerata che patrocina la Scuola di recitazione del Minimo.

 




Minimo Teatro in persona a Petritoli

PETRITOLI – Il Comune di Petritoli ospita la prestigiosa Scuola di Recitazione del Minimo Teatro diretta da Maurizio Boldrini e patrocinata dal Comune di Macerata. Gli allievi, a conclusione del 36° anno della Scuola, andranno in scena al Teatro dell’Iride venerdì 28 (ore 21.30) e domenica 30 (ore 21.00). Nel corso delle due serate saranno proposte due distinte prove che comprendono un totale di 10 studi scenici, unico titolo: “Minimo Teatro in persona”, uniche tracce sono due frammenti poetici di Giovanni Prosperi citati in locandina e i nomi degli allievi attori impegnati nelle prove.  Martina del Bianco, Gianmarco Giorgi, Nicolò Marcattili (nel primo studio scenico del 28); Carla Antonia Forcina, Andrea Guidarelli, Luca Mitillo, Jury Peretti, Silvia Sbaffoni (nel secondo studio del 28); Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Martina Del Bianco, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Lorenzo Vecchioni negli altri otto studi del 30. La direzione è di Maurizio Boldrini. Oltre che dal Comune di Petritoli l’iniziativa è promossa dal Club degli Amici del Minimo Teatro, da Ingegneria Umanistica e da Philosofarte di Montegranaro.