Il “Minimo”, il grande teatro della persona

Petritoli – Diciassette spettatori contati per sette attori calcolati fanno il prodotto “finito”, completo, del teatro che coincide con le persone stesse, niente più autori da rappresentare, niente più storie da raccontare se non l’Ingegneria Umanistica dell’essere persona, attraverso la geografia della pelle, la tensione dei nervi, le solitudini scritte tra un salto e l’altro sulla desolazione del palcoscenico della vita, la gioia tratteggiata in un gesto, la ribellione e la denuncia con una posa, il fiore del deserto, la sordità dei fiumi e della circostanza, l’urlo vocalizzato in luogo della disperazione, la mamma sempre presente anche quando non c’è, insomma: la poesia totale del corpo-teatro. Già, teatro, fa sorridere ormai questa parola, così inadeguata a comprendere ciò che il “Minimo Teatro in persona” ha realizzato domenica al Teatro dell’Iride di Petritoli.

Fuori: sagre e suoni e turisti ingelatati. Dentro: l’altra vita, quella dimenticata, quella per la quale c’è sempre una buona ragione per non esserci, negata anche a se stessi, privata, fastidiosamente autentica, senza dei, spietatamente umana, per non perdere coscienza di ciò che siamo. I nomi dei nuovi teatri sono: Lorenzo Vecchioni, ovvero la vertigine del vuoto, Alessandro Corazza, ovvero l’acrobazia per trasmettere l’udito, Martina del Bianco, ovvero la distesa delle canzoni perse, Chiara Marresi, ovvero le corde del suono dell’anima, Jennifer De Filippi, ovvero la fanfara delle emozioni, Elisabetta Moriconi, ovvero la fonte della percezione, Serenella Marano, la matrice dell’attrice. Faber: Maurizio Boldrini, dopo 37 anni di “teatro”, di Scuola di Dizione Lettura e Recitazione, di Ingegneria Umanistica, ha fatto con corpi vivi quello che Bernini fece col marmo tre secoli e mezzo fa, con buona pace degli storici del teatro e dell’arte. Dopo il “Minimo Teatro in persona” non ha più senso parlare di “teatro e il suo doppio”, grazie Artaud!




Con il Minimo il Teatro è la Persona

PETRITOLI – Ieri sera al Teatro dell’Iride sono andati in scena i primi due studi scenici degli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro di Macerata prima del gran finale programmato per domenica 30 ore 21.00 a cura degli allievi della Scuola di Ingegneria Umanistica. Il Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini, da 37 anni, ogni volta che si presenta in pubblico, diffonde sorprendenti segnali poetici dalla sua fonte creativa. Così è stato venerdì e con fondata speranza sarà domenica. Il titolo che compendia gli studi: “Minimo Teatro in persona” poteva sembrare strano, invece si è capito subito appena le luci si sono accese sulla prima prova con protagonisti due ragazzi: Gianmarco Giorgi (13 anni) e Nicolò Marcattili (11 anni) con la partecipazione di Martina del Bianco, su un palcoscenico completamente nudo (solo due sedie a conforto) i due giovanissimi allievi-attori sono stati il teatro dei loro corpi e delle loro voci capace di personificare e restituire al pubblico la straripante ricchezza di uno dei testi esemplari del cosiddetto “teatro dell’assurdo”, cioè “La lezione” di Ionesco.

I due ragazzi, alternandosi nei ruoli del professore e dell’allieva hanno condotto una prova d’attore superlativa, impressionante in considerazione della loro giovane età, 35 minuti di dinamica mimica, ritmica, tonale, espressiva degna della grande tradizione brillante italiana. La governante, interpretata di Martina Del Bianco, è stato un cammeo interpretativo di sfumata pazzia dentro la pazzia della parola della “Lezione”. Dopo una pausa di 15 minuti, salgono in scena cinque allievi al primo anno di corso con la prova delle prime pagine di “Otl”, Otello inverso scritto dal poeta Giovanni Prosperi per Maurizio Boldrini. Cambia totalmente umore e forma ma non la sostanza: le parole di Prosperi (testo esemplare di poesia) che risalgono il testo di Shakespeare dalla fine al secondo atto, sono tradotte in forma concertata a quattro voci e a tratti intervallate da incursioni di frammenti scenici. E’ stata una lezione su come far de-generare la parodia in poesia alta e irraccontabile, ma facilmente a portata di occhi e orecchi degli spettatori. Anche in questo caso bravissimi gli interpreti: Carla Antonia Forcina, Andrea Guidarelli, Luca Mitillo, Jury Peretti, Silvia Sbaffoni. Se questi sono i “principianti” della Scuola diretta da Boldrini che cosa succederà domenica con i “veterani” di Ingegneria Umanistica? Solo chi ci sarà potrà parteciparlo anche se difficilmente potrà raccontarlo. Gli studi scenici che saranno presentati portano come titolo i nomi dei loro interpreti: Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Martina Del Bianco, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Lorenzo Vecchioni. Oltre che dal Comune di Petritoli l’iniziativa è promossa dal Club degli Amici del Minimo Teatro, da Ingegneria Umanistica e da Philosofarte di Montegranaro e naturalmente dal Comune di Macerata che patrocina la Scuola di recitazione del Minimo.

 




Minimo Teatro in persona a Petritoli

PETRITOLI – Il Comune di Petritoli ospita la prestigiosa Scuola di Recitazione del Minimo Teatro diretta da Maurizio Boldrini e patrocinata dal Comune di Macerata. Gli allievi, a conclusione del 36° anno della Scuola, andranno in scena al Teatro dell’Iride venerdì 28 (ore 21.30) e domenica 30 (ore 21.00). Nel corso delle due serate saranno proposte due distinte prove che comprendono un totale di 10 studi scenici, unico titolo: “Minimo Teatro in persona”, uniche tracce sono due frammenti poetici di Giovanni Prosperi citati in locandina e i nomi degli allievi attori impegnati nelle prove.  Martina del Bianco, Gianmarco Giorgi, Nicolò Marcattili (nel primo studio scenico del 28); Carla Antonia Forcina, Andrea Guidarelli, Luca Mitillo, Jury Peretti, Silvia Sbaffoni (nel secondo studio del 28); Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Martina Del Bianco, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Lorenzo Vecchioni negli altri otto studi del 30. La direzione è di Maurizio Boldrini. Oltre che dal Comune di Petritoli l’iniziativa è promossa dal Club degli Amici del Minimo Teatro, da Ingegneria Umanistica e da Philosofarte di Montegranaro.

 




Al via il corso gratuito per diventare Cronometristi

MACERATA – Lunedì 10 maggio, ore 21.00, presso la sede dell’Associazione Cronometristi in via Panfilo n. 19, iniziano le lezioni del corso gratuito per Allievi Cronometristi.  Dopo il saluto del presidente dell’Associazione Maurizio Boldrini gli allievi inizieranno a svolgere immediatamente il programma che prevede l’apprendimento delle modalità per segnare il tempo nelle varie discipline sportive e l’utilizzo delle relative attrezzature tecniche.Conduttori delle lezioni saranno Patrizio Piccini, istruttore federale, coadiuvato dagli istruttori abilitati Enzo Pietrella e Francesca Alessandrini. L’iniziativa si svolge sotto l’egida della Scuola Federale di Cronometraggio. Al termine del corso ci sarà una prova di verifica degli apprendimenti maturati, dopodiché gli Allievi Cronometristi potranno operare in affiancamento con i Cronometristi Ufficiali. Per tutti i servizi prestati nelle gare i cronometristi riceveranno un rimborso e una diaria. Ci si può ancora iscrivere al corso telefonando al  347 1054651.

 




Maurizio Boldrini tra Crono e Teatro

Prenderà il via il corso per allievi cronometristi

MACERATA – Maurizio Boldrini è da 37 anni direttore del Minimo Teatro e recentemente è stato eletto presidente dell’Associazione Cronometristi Macerata, 92 anni di attività sportiva.

 

Che effetto le fa essere rappresentante di 130 anni di storia maceratese?

“Non vorrei passare per un monumento ai caduti! Per me ogni anno che passa, per la natura dell’attività che svolgo, ha significato sempre ricominciare da capo, ogni nuova stagione operativa è sempre la prima. Con questo spirito ho affrontato anche il nuovo impegno con i cronometristi. Quindi non mi pesa la storia, ne sento l’onore della tradizione e la leggo con la leggerezza della poesia.”

 

Che differenza c’è tra il tempo cronometrico e il tempo teatrale.

“Il tempo cronometrico segna il “quanto”, il tempo teatrale segna il “come”, due modi opposti di leggere il gesto e l’azione, due letture che è bene siano comparate per arrivare all’essenza delle situazioni e delle relazioni che viviamo.”

 

L’Associazione Cronometristi attiva il corso 2019 per diventare Allievi Cronometristi, che caratteristiche deve avere l’aspirante allievo?

“La prima è la passione per lo sport, il desiderio di essere a stretto contatto con il gesto e le tensioni dell’atleta al di là dei colori che rappresenta, il tempo che gli registra netto, senza la tara di preferenze, di tifo, di appartenenze. Altra dote è la precisione, chi segna precisamente il tempo, deve ovviamente essere esempio di precisione. Il cronometrista è un dilettante il quale fornisce una prestazione professionale, una cosa ormai “fuori dal tempo”, quindi  un’etica antica vissuta dentro la più moderna tecnologia.”

 

Quando prenderà il via il corso e come si articola?

“Già stanno arrivando abbastanza adesioni, altre ne arriveranno, contiamo di attivare il corso, ricordo che è completamente gratuito,  entro due settimane, presso la nostra sede di via Panfilo 19 (ex Mattatoio).  Sarà un corso intenzionalmente breve con un programma minimo di quattro incontri, più una verifica, perché il vero apprendimento sarà sul “campo”, gli allievi opereranno in affiancamento con i cronometristi ufficiali. Il direttore del corso è l’Istruttore Federale Patrizio Piccini, onore della nostra associazione per esperienza e competenza. “

 

Chi diventa cronometrista, al di là del piacere di vivere lo sport direttamente, che vantaggi ha?

“La divisa comprende un abbigliamento di pregio, mica si scherza! Battuta a parte, per ogni servizio di cronometraggio effettuato c’è un rimborso, al termine di ogni anno di attività il cronometrista riceve il totale dei rimborsi,  può far comodo e comunque fa piacere. Poi la tessera Federale dà diritto all’ingresso gratuito in tutte le manifestazioni sportive in cui è previsto il servizio di cronometraggio, quindi uno si può fare una bella scorpacciata di spettacoli sportivi.”

Per informazioni e adesioni al corso cronometristi: tel. 347 1054651

 

 




La “Vendetta” di Leopardi

Spietata e magistrale lezione di Boldrini su “L’Infinito”

RECANATI – Villa Colloredo Mels, lo scorso sabato, dalle ore 17.00 alle 19.00, con la calma e la precisione di un chirurgo, Maurizio Boldrini da le “misure” dell’Infinito di Giacomo Leopardi, su invito del Sistema Musei, Recanati Città dell’Infinito.  L’attore direttore del Minimo Teatro non fa sconti a nessuno, nemmeno a Leopardi, dopo aver segnalato i punti deboli del testo, ne evidenzia,  con dovizia di dettagli, i punti di forza. Distingue chiaramente il contestabile delle singole parole dal formidabile dinamismo quando esse sono combinate e prendono vita nel corpo del verso. Fa notare cose che non figurano nella vasta bibliografica critica leopardiana, eppure sono sotto gli occhi di tutti, ad esempio l’uso della punteggiatura nell’Infinito, apparentemente contraddittorio, in quanto punteggiatura indicherebbe pausa, solo che, il poeta la pone dentro l’atomo sillabico, spesso tra due vocali, spessissimo una delle vocali è la “e” congiunzione, tutti indizi opposti di continuità sonora.  Invece che contraddizione è testimonianza della capacità musicale del Leopardi di tagliare e cucire al tempo stesso. Ciò obbliga l’interprete a trovare soluzioni all’atto della traduzione in voce e Boldrini le dimostra con una vasta e sorprendente esemplificazione vocale, al di là delle facili scappatoie proposte dai “metricisti”. E ancora, le questioni della continuità acustica dei versi, dell’accentazione ritmica, delle sequenze anagrammatiche, questioni tecniche affrontate e risolte dal relatore. Per farla breve, Boldrini rivolta L’Infinito come un calzino, nessuno prima era riuscito ad indicare con tanta esattezza la partitura musicale del testo. “L’Infinito su misura” è stata una magistrale e spietata lezione, una sorta di “vendetta” di Leopardi per voce del suo compagno di giochi Maurizio, sono stati giustiziati tanti luoghi comuni praticati e ripetuti con disarmante faciloneria da “simula(t)tori”  professionisti, alcuni dei quali trasmessi in reperti audiovisivi per indicare ciò che va evitato all’atto interpretativo dell’Infinito.

 




L’Infinito su misura, lezione di Maurizio Boldrini sulla poesia di Leopardi

A duecento anni dalla sua scrittura, una lezione per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale.

 

Recanati – A duecento anni dalla sua scrittura, una lezione per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale. L’Infinito su misura, a duecento anni dalla scrittura dell’idillio di Giacomo Leopardi, è il titolo della lezione in programma sabato 13 aprile, alle 17, nella sala del granaio di Villa Colloredo Mels, Recanati. A condurre la lezione, Maurizio Boldrini, artista da quaranta anni dedito alla traduzione vocale della poesia, una lunga esperienza che lo ha messo e lo mette in contatto con i più grandi poeti italiani e con i più grandi attori depositari dei segreti della recitazione in versi, rendendolo il maggiore custode dell’alchimia del trasformare partiture poetiche nella viva emozione delle sonorità vocali.

Sarà una lezione “tecnica”, necessaria per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale. È un importante occasione rivolta sia a semplici appassionati della poesia perfetta di Leopardi che a cultori della materia poetica per confrontarsi con i segreti di una delle opere più preziose della scrittura mondiale. Quando poi la sua azione verbale s’incontra con il corpo testuale di Leopardi, egli trasmette essenze inaudite del sommo poeta; memorabili le sue concertazioni recanatesi dal titolo “Un Leopardi/Riverberi”, i recital dei “Canti” effettuati in Italia e all’Estero, fino alla magia di qualche anno fa per le Celebrazioni Leopardiane a Recanati con “Leopardinfinito”.

E’ un caso, ma un caso perfetto, che Giacomo Leopardi bambino si costruì un compagno di giochi, una specie di marionetta, che battezzò proprio col nome di Maurizio. Ora il suo prediletto compagno di giochi ritornerà a Recanati con una lezione dal titolo “L’Infinito su misura” a duecento anni dalla scrittura dell’idillio. Il direttore del Minimo Teatro entrerà nei quindici endecasillabi analizzando la partitura musicale e l’ingegneria compositiva perché attori e semplici lettori possano confrontarsi con la ricchezza delle misure dettate dal poeta.

L’evento è ad ingresso libero. Per info e prenotazioni contattare i musei civici di Villa Colloredo Mels al numero 071 757 0410.

Bio

Maurizio Boldrini. Regista, attore, operatore teatrale nato a Muccia (MC) il 7/11/1958. Laureato in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo all’Università di Bologna. Fondatore (1982) e direttore del Minimo Teatro (Macerata), della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e della Prima Scuola di Ingegneria Umanistica. Ha tenuto lezioni presso le Università di Bologna, Macerata, Siena, Istituto del Teatro di Barcellona, Trinity College di Dublino. Ha realizzato spettacoli e laboratori teatrali, documentari, registrazioni poetiche, programmi radiofonici. Tra le sue pubblicazioni: “Il lavoro teatrale”, Nuova Alfa, Bologna 1989; “La voce recitante”, Bulzoni, Roma 1994; “Enciclopedia per l’attore finito”, Bulzoni, Roma 2003; “Manifesto dell’Ingegneria umanistica”, MT, Macerata 2005; “Memorie verbali”, MT, Macerata 2012; “Teatralfilosofia”, Prosperi, Napoli 2013; “Lezione su Carmelo Bene”, MT, Macerata 2018.

www.infinitorecanati.it

#InfinitoLeopardi




Minimo Teatro: tutti in classe!

Maurizio Boldrini verso quota 100: 60 anni e 36 di teatro
MACERATA – Ci sono ancora alcuni giorni utili per iscriversi al 36° anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, le lezioni ufficialmente inizieranno il 7 novembre, giorno che coinciderà con il 60° compleanno del direttore Maurizio Boldrini, anche se nel mese di ottobre sono già iniziate le lezioni di Ingegneria Umanistica, destinate agli allievi veterani, il laboratorio su “La lezione” di Ionesco e gli incontri per docenti su “La lettura – ieri oggi domani” con il patrocinio del Comune di Macerata.

Dott. Boldrini, sessanta anni e trentasei di teatro, quota cento è vicina!
L’arte non va in pensione, è una condanna a vita, per la vita.
E questa vita è bella?
Rispondo con le parole della mamma di un poeta: “Sì, bella … da morire”.
In tutti questi anni cosa ha compreso dell’universo “teatro”?
Potrei fare un lungo elenco di ricerche e risultati, ma l’importante non è ciò che si è compreso bensì ciò che ancora non si comprende, volano formidabile per continuare il viaggio insieme agli allievi, ogni nuovo viaggio è la continuazione del precedente: indagine costante, ogni “scena” costruita apre a una nuova meta.
A proposito, quante “scene” avrà costruito in questi 36 anni?
E’ come chiedere a un gommista quante gomme ha cambiato! Comunque un numero sufficiente per farci il viaggio del mondo almeno tre volte, oceani compresi.
Qual è la miglior dote di un allievo?
Non c’è una dote in assoluto, ciò che vale per una persona non è detto che valga per un’altra, posso solo dire ciò che preferisco io, potrà sembrare una piccolezza ma per me l’importante è che sappia prendere appunti, il diario di bordo per me è strumento fondamentale di navigazione.
E il peggior difetto?
Essere troppo affezionati al proprio pensiero, ciò vale per l’allievo e per il maestro.
Qual è il tema base di questo nuovo anno di corso?
Stiamo andando verso uno studio sempre più personale, ci sarà un teatro per ogni partecipante, per capirci: la biografia, ecco il tema, per far affiorare segni che possano essere indicativi per tutta la classe, con la fondata speranza che possano essere indicativi anche per l’essenza di quella che chiamiamo “umanità”.
Programma ambizioso!
Direi modesto, poiché inizialmente la didattica prevede: corretta pronuncia, lettura espressiva, dinamiche base del gesto, del movimento, dell’azione, recitazione in versi, rapporto voce-musica, scrittura drammatica e poetica, ecc. insomma solo dalla base, dalle materie, dalla modestia paziente dello studio, potremo guardare verso l’altezza della conoscenza.
Per informazioni:  347 1054651. Per le iscrizioni è necessario presentarsi per appuntamento al Minimo Teatro, in via Borgo Sforzacosta 275 – Sforzacosta di Macerata.



Parigi? No, Macerata!

MINIMO TEATRO:  
Aperte le iscrizioni al 36° anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione
 
 
Macerata – A Parigi, Barcellona, Dublino, Bologna, Roma, Torino, L’Avana ci sono scuole di teatro, se son si può fare tanta strada per studiare l’arte attorica basta arrivare a Sforzacosta di Macerata anche perché nelle accademie delle citate città, e in molte altre, le ricerche praticate in 36 anni dagli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro sono riferimento imprescindibile. Testi come “La voce recitante” ed “Enciclopedia per l’attore finito” del direttore Maurizio Boldrini sono internazionali strumenti di prova. Sarà stato un caso bizzarro ma Luca Ronconi, quando fu direttore del Teatro Stabile di Torino, nel suo vocabolario ad uso degli attori, tra “mostri sacri” del teatro internazionale cita un solo italiano vivente: Maurizio Boldrini. Alla radio francese, una delle massime ricercatrici vocali, Kaya Anderson, interrogata sul teatro in Italia dopo Carmelo Bene,  risponde: c’è Maurizio Boldrini. Ascoltare la voce dell’artista maceratese che anima testi poetici, come nell’ultimo recital estivo (“Le differenze della voce”) a  Palazzo Conventati di Macerata è un’esperienza di quelle che lasciano il segno, sensazione d’alta quota, percezione esatta della differenza della maestria e dell’arte. Ciò andava premesso, non con intento celebrativo ma per “Una testimonianza inevitabile”, questo è il titolo del recente film-documento che il regista Sergio Ceschini  ha dedicato al Minimo Teatro.  Scritto questo segue la comunicazione d’apertura delle iscrizioni al 36° anno di corso 2018/2019 della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione patrocinata dal Comune di Macerata.

I nuovi allievi, da novembre 2018 a giugno 2019, oltre alle lezioni in piccoli gruppi, frequenteranno anche lezioni individuali e laboratori. La didattica, inizialmente, prevede lo studio di elementi base quali la corretta dizione, l’impostazione fonatoria, la lettura espressiva, le dinamiche del gesto, del movimento, dell’azione e pian piano, per otto mesi, gli allievi potranno affrontare materie più complesse quali la recitazione in versi, il rapporto voce-musica, la scrittura poetica, la micro cinesica, le dinamiche del monologo, fino al superamento delle tradizionali categorie drammaturgiche. Tre sono i laboratori integrativi previsti: scrittura, radiofonia, cinematografia. E’ attivata anche una classe per i più piccoli. Congiuntamente inizia il 15° anno di corso di Ingegneria Umanistica, la frontiera più avanzata del Minimo Teatro. Consiste in una classe di allievi veterani (i nuovi iscritti potranno parteciparvi come uditori), che quest’anno inizieranno ad applicarsi al progetto triennale “La lettura: ieri, oggi, domani”, in collaborazione con il Comune di Macerata (Sessione 1- 2018 – Ieri, il passato indicativo, la tradizione. Sessione 2 – 2019 – Oggi, il presente possibile, la generazione. Sessione 3 – 2020 – Domani, il futuro edificabile, la dimostrazione.)
Per informazioni: 347 1054651. Per le iscrizioni (c’è tempo per tutto il mese di ottobre) è necessario presentarsi per appuntamento al Minimo Teatro, Borgo Sforzacosta 275 – Sforzacosta di Macerata.
 



Maurizio Boldrini, “La Lettura” ieri oggi domani

Un progetto triennale con Maurizio Boldrini insieme al Comune di Macerata

Macerata, lunedì 8 ottobre 2018 – C’è la lettura declinata in tutte le sue accezioni al centro del progetto del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini che l’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata ha voluto condividere e proporre alla cittadinanza, in particolar modo ai docenti delle scuole superiori della città.

Si tratta de “LA LETTURA ieri oggi domani”, un progetto triennale che prevede tre sessioni operative teoriche, pratiche e dimostrative.

È un progetto culturale innovativo, forte della grande storia del Minimo Teatro e del suo ideatore Maurizio Boldrini. – ha affermato Stefania Monteverde assessore alla Cultura presentando oggi alla stampa la nuova iniziativa -. Rafforza l’impegno nel sostenere la lettura e i libri, pietra angolare di una società libera. Un percorso che in questi anni ha portato Macerata a essere nella rete nazionale delle Città che legge.”

L’obiettivo fondamentale è quello di fornire ai partecipanti strumenti operativi integrativi rispetto alle normali conoscenze personali sulla “lettura” di testi, immagini, materiali d’arte al fine di potenziare le loro capacità di relazione interpersonale in un concorso vicendevole di cura della vita nella sua interiorità” ha spiegato Maurizio Boldrini. Gli strumenti proposti dal Minimo Teatro derivano da una lunghissima esperienza nell’ambito della ricerca sul linguaggio teatrale, innovativi e particolarmente interessanti per i partecipanti.

La conduzione del progetto è dello stesso Boldrini, regista, interprete e operatore teatrale, con l’apporto di insegnanti e poeti maceratesi che hanno già collaborato e dato impulso al viaggio conoscitivo del Minimo Teatro. In tutte e tre le fasi progettuali ci sarà il costante apporto dimostrativo degli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e della Scuola di Ingegneria Umanistica.

Quest’anno, il 2018, la sessione si intitola “Ieri” ovvero il passato indicativo, la tradizione. Oggetti d’indagine e di studio saranno partiture testuali, dinamiche filmiche e in genere i materiali d’arte specialmente indicativi per comprendere le fondamenta dell’estetica contemporanea. Questa sessione sarà prevalentemente teorica per fornire precise coordinate per operare in pratica nella sessione 2 che riguarderà il 2019, ossia “Oggi”. Oggi, il presente possibile, la generazione. Le esperienze della tradizione che generano nuovi percorsi e nuove interpretazioni. Infine, nel 2020, la sessione 3, “Domani”, il futuro edificabile, la dimostrazione. In base alle esperienze delle precedenti sessioni i partecipanti “chiuderanno” i materiali elaborati in una versione presentabile in pubblico, sia come oggetti spettacolari, sia come tracciati documentativi al fine di dimostrare e di esemplificare la loro esperienza perché possa stimolare l’interesse e il gioco conoscitivo di altre persone.

Per ognuna delle tre sessioni sono previsti 10 incontri, uno a settimana, della durata di 2 ore e mezza ciascuno, nella sede del Minimo Teatro (Borgo Sforzacosta, 275). Al termine di ciascuna delle tre sessioni il Minimo Teatro, d’intesa con le scuole maceratesi, che saranno coinvolte nella promozione dell’iniziativa, rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza utile a studenti e docenti per i crediti formativi.

Le scuole che ad oggi hanno aderito al progetto sono il Liceo Classico “Leopardi”, Liceo Scientifico “Galilei”, ITC “Gentili”. Il primo incontro de “La Lettura: ieri, oggi, domani”, sarà il prossimo 12 ottobre alle ore 21 mentre i prossimi appuntamenti in calendario saranno il 16, 18, 23, 25 e 30 ottobre e a novembre le date saranno il 6, 8, 13 e 15, tutti alle ore 20.30.