Montegiberto capitale di poesia e umanità

MONTEGIBERTO (FM), 2018-09-11 – Prendete spettatori che sanno essere una comunità vera, un paese senza luogo teatrale, una animatrice di tempra, un maestro e allievi di teatro, miscelate con cura e otterrete un precipitato esplosivo di poesia e vitalità. E’ ciò che è successo a Montegiberto lunedì sera alla Sala delle Volte con “Il dettato poetico” prova aperta a botta e risposta tra una rappresentativa di allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro di Macerata e una squadra di allievi di Montegiberto. L’animatrice risponde al nome di Zefferina Remia, da sempre organizza cultura a Montegiberto, col suo esile corpo sposta montagne e trova vene aurifere, quando chiama il maestro di teatro Maurizio Boldrini e il gioco è presto fatto: Montegiberto per una sera diventa capitale mondiale del teatro. Versi poetici che volano, riverberano agli archi della sala, vibrano alle orecchie degli spettatori, colpiscono al cuore e sono restituiti dagli spettatori agli attori in forma di palpabile emozione, si crea un circolo virtuoso in cui l’arte è al massimo livello: sensazione e relazione. Complici: Vladímir Vladímirovi? Majakóvskij, Federico García Lorca, Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi. In voce per il Minimo Teatro: Martina Del Bianco, Marco Frontalini, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Vecchioni; per la “squadra” locale: Cristina Benedetti , Daniela Corradini, Viola De Carolis, Ludovica Guetti, Federica Marconi, Elisa Monaldi, Valerio Monaldi, Veronica Monaldi, Elena Sofia Sardellini, Edelvais Totò. Dicono che per un punto abbia vinto la squadra locale, già, hanno avuto il vantaggio di effettuare un test atletico preliminare, prima della sfida ufficiale, presso la Casa di Riposo i cui ospiti, esigenti e attenti, hanno dispensato consigli a iosa e una lauta merenda. Comune, Pro Loco di Montegiberto e Opera Pia Arpili hanno curato logistica, vettovaglie e accoglienza per i “contendenti”. Serata indimenticabile di poesia e umanità.

 




Il dettato poetico: il Minimo Teatro incontra la squadra di allievi di Montegiberto

MONTEGIBERTO (FM) – Su promozione del Comune, della Pro Loco di Montegiberto e dell’Opera Pia Aprili (Casa di riposo), lunedì 10 settembre alla ore 21.30, presso la Sala delle Volte si svolgerà la prova aperta a botta e risposta titolata “Il dettato poetico” a seguito di un laboratorio intensivo di recitazione condotto da Maurizio Boldrini del Minimo Teatro di Macerata per un gruppo di allievi di Montegiberto.  

La prova vedrà “sfidarsi”, a colpi di versi,  due squadre di allievi su versi di poeti diversissimi quali: Vladímir Vladímirovi? Majakóvskij, Federico García Lorca, Filippo Tommaso Marinetti. Le “botta” sarà data da una rappresentativa della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione di Macerata formata da Martina Del Bianco, Marco Frontalini, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Vecchioni;  la “risposta” sarà data dalla squadra rappresentativa di Montegiberto e formata da Cristina Benedetti , Daniela Corradini, Viola De Carolis, Ludovica Guetti, Federica Marconi, Elisa Monaldi, Valerio Monaldi, Veronica Monaldi, Elena Sofia Sardellini, Edelvais Totò. La squadra locale sarà in “riscaldamento” dalle ore 16.00 presso la Casa di riposo con una prova preliminare destinata agli ospiti della casa, test atletico di rifinitura prima dell’incontro ufficiale. Coordinazione Zefferina Remia. Conduzione Maurizio Boldrini. A vincere sarà certamente la poesia.

 




Macerata d’Estate: Boldrini semplicemente immenso nella poesia

Macerata, 2018-07-12 – Nell’ambito di “Macerata d’Estate”,  programma d’iniziative organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Macerata, è andato in scena  Maurizio Boldrini del Minimo Teatro con il recital poetico “Le differenze della voce”.  Le parole tremano quando incontrano la voce di Maurizio Boldrini, come se sapessero di essere liquidate, acquarellate,  a tratti scolpite, sospese sulle nuvole dell’emozione e rimandate al suono dell’origine. I numerosi spettatori convenuti  ieri sera nell’accogliente cortile del palazzo, nel cuore di Macerata,  oltre che trovarsi immersi in una magia, sono stati testimoni in ascolto dell’unico artista che oggi in Italia sappia essere erede della grande tradizione dei poeti della voce, tradizione che annovera artisti diversissimi come, ad esempio,  Nando Gazzolo, Riccardo Cucciolla, Carmelo Bene, Demetrio Stratos.  Ecco,  Maurizio Boldrini è nella sua unicità di scrittura vocale non riconducibile a nessuno dei citati eppure è come se portasse in sé il compendio della secolare ricerca dell’espressione poetica. Egli non legge, scrive con la voce nell’immediato dell’esecuzione, sommando la sua poesia a quella del testo labirintico, quindi nessuna possibilità d’uscita per il pensiero, crea per maestria e  incanto l’unico luogo possibile, quello dell’ascolto, il luogo raffinatissimo,  astratto, sospeso della sensazione. Per l’occasione gli sono state amiche complici le voci poetiche di Maria Callas, Rossella Or, Riccardo Cucciolla, Mario Luzi, Giuseppe Ungaretti,  Dino Campana, Guido Garufi, Remo Pagnanelli, Eugenio Montale, Andrea Zanzotto, Giampaolo Vincenzi, Giovanni Prosperi, Emilio Villa, Carmelo Bene, Pier Paolo Pasolini, tutti vivi, tutti presenti!




La deriva della percezione

 “DRAMMATURGIA A SCALARE” DEL MINIMO TEATRO
 
 
MACERATA – L’artista Mauro Mazziero, in una delle sue presenze al  Minimo Teatro di Maurizio Boldrini, ritrasse gli attori in scena mossi dall’aria della poesia e pose sul disegno il timbro del Minimo messo a rovescio. “Drammaturgia a scalare”, presentata domenica scorsa dalle classi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e di Ingegneria Umanistica, rovescia le forme studiate della tradizione classica in tensioni e combinazioni attoriche che obbligano a un nuovo codice di scrittura testuale e teatrale. Nella prima parte della serata “Base della prova” si inizia con il conforto della tipica timbrica del Minimo applicata a brani didattici. Trenta minuti in cui la poesia testuale è in equilibrio con la poesia dei corpi e delle voci di quattro bravissime allieve al primo anno di corso: Martina del Bianco, Elisa Frascolla, Chiara Marresi, Francesca Pesaresi. Uno strano equilibrio in cui ci sono imprevedibili scarti di senso, procedimenti ritmici che superano quelli della danza e della musica, mandando alla deriva occhi e pensiero. Dopo 10 minuti di pausa, tocca al saggio di due ragazzini, i più piccoli allievi di Boldrini: Gianmarco Giorgi (12 anni) e Nicolò Marcattili (10 anni). Ci si aspetterebbe un po’ di accondiscendente tregua per gli ospiti spettatori, invece i due fanciulli passano con disinvoltura da Shakespeare, Leopardi, Palazzeschi, Montale, Pinter, Govoni a testi da loro stessi composti con un ritmo serratissimo e con l’estro da consumati attori sono capaci di mutare rapidamente dalle tecniche del comico all’umore della tenerezza struggente.

La classe del Minimo Teatro

A seguire il cuore della serata: “Altezza dell’esempio”, monologhi e dialoghi esemplari per la comprensione dello sviluppo delle forme drammatiche. In scena Valentina Lauducci con un “Riccardo III” straripante di colori espressivi e trascolorazioni; Lorenzo Vecchioni e Alessandro Corazza in una funambolica parodia di “Otello e Jago”; Lorenzo Tombesi in geometrica sospensione monologante con l’Ulisse dalla “Pentesilea” di Kleist; Serenella Marano con le allucinanti parole del “Manifesto futurista” di Marinetti che l’attrice ha liquidato alla fine con un solo gesto; Francesco Bernabei colpisce con la “Blusa del bell’imbusto” di Mayakovsky e subito dopo restituisce l’anima melanconica del poeta con la sua lettera d’addio; Maria Chiara Mannetta e Simona Branchesi cambiano totalmente rotta con un frammento da “La lezione” di Jonesco, pazza imprevedibile ed esilarante versione; Francesca Pesaresi in un frammento da “Il guardiano” di Pinter schizza a nervi il gergale dell’autore; Serenella Marano, Elisabetta Moriconi e Jennifer de Filippi, rispettivamente al microfono con “Petrolio” di Pasolini, “Robespierre” e “Advocata” di Giovanni Prosperi, trasportano il pubblico in una dimensione di commozione pura.
Ore 23.00, la serata è molto calda, alla temperatura si sommano i gradi dell’emozione, è qui che inizia “a scalare” il vertice dell’inaudito, del mai visto: “Area della sensazione”, che vede artefici gli stessi attori e attrici della parte precedente. Qui il racconto cessa, il Minimo Teatro fissa e combina etimi verbali e gestuali fuori da ogni pregressa logica drammaturgica, un’ora di perfetto vuoto trasfigurato dalla luce.

Chiara Marresi, Maurizio Boldrini, Elisa Frascolla, Francesca Pesaresi e Martina del Bianco




La “Drammaturgia a scalare” al Minimo Teatro

MACERATA – «La storia della drammaturgia moderna non ha un ultimo atto; su di essa non è ancora calato il sipario (…) la storia dell’arte non è determinata da idee, ma dal loro realizzarsi in forma». Così scriveva Peter Szondi al termine di “Teoria del dramma moderno” , saggio limpidissimo e imprescindibile per gli studi e le pratiche teatrali. Per Maurizio Boldrini fin dai tempi in cui fu studente al DAMS, il libro di Szondi, insieme ad altri capisaldi, è stato più di un riferimento, una “ossessione” da coltivare, sviluppare e da “realizzare in forma”. Studiando, ricercando, elaborando per tanti e tanti anni al Minimo Teatro con le classi della Scuola di Recitazione e di Ingegneria Umanistica, Boldrini e i suoi allievi sono in grado di presentare “Drammaturgia a scalare”, è una nuova frontiera espressiva che rende gli attori operatori in grado di trovare “etimi” verbali e gestuali, poi combinabili in nuova scrittura scenica non più catalogabile nelle consuete categorie drammaturgiche. Domenica primo luglio “Drammaturgia a scalare” viene presentata al Minimo Teatro: “Area della sensazione” che inizierà alle ore 23.00 sarà lo studio effettivamente dimostrativo dello “scalare”, ma è preceduto da altre due momenti, alle ore 20.00: “Base della prova”, semplice saggio su pezzi didattici che sono appunto alla base della preparazione dell’allievo; alle ore 21.30: “Altezza dell’esempio”, pezzi che forniranno appunto l’esemplificazione di alcune forme classiche di composizione drammatica e poetica. Queste due fasi saranno presentate in modo intenzionalmente “rudimentale”, si fa per dire, “rudimentale” al modo del Minimo, proprio per evidenziare la differenza che consegue con “Area della sensazione”. Si alterneranno sul piccolo palco del Minimo: Martina Del Bianco, Elisa Frascolla, Chiara Marresi, Francesca Pesaresi, Gianmarco Giorgi, Nicolò Marcattili (nella prima parte); Francesco Bernabei, Simona Branchesi, Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Valentina Lauducci, Maria Chiara Mannetta, Serenella Marano, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Tombesi, Lorenzo Vecchioni (nella seconda e terza parte). La serata è naturalmente dedicata alla memoria di Peter Szondi.




Maurizio Boldrini del Minimo Teatro all’Università di Siena con Carmelo Bene

Siena – A Siena giovedì 10 maggio, nell’ambito di “Ciclomaggio 2018 – Carmelo Bene. Uno straniero nella propria lingua”, si svolge una giornata di studi su Carmelo Bene presso l’Aula musica di via di Fieravecchia 19. L’iniziativa è organizzata dall’Università di Siena, Dipartimenti di “Filologia e critica delle letterature antiche e moderne” e di “Scienze storiche e dei beni culturali”. Al mattino dalle ore 11.00 “Sugli scritti letterari” con gli interventi di Marco Capriotti, Simone Giorgino, Franco Vazzoler, nel pomeriggio dalle ore 16.00 “Sul teatro” con gli interventi di Paola Bertolone, Maurizio Boldrini, Armando Petrini.

Maurizio Boldrini

Il libro di Maurizio Boldrini “Lezione su Carmelo Bene” (Minimo Teatro/ Edizioni), oltre al suo valore intrinseco poiché esemplificazione delle tecniche operatorie dell’artista, si sta trasformando in un viatico per collegare persone e situazioni di studio molto diverse e geograficamente distanti:  la lezione su Bene si è spostata dal Minimo Teatro di Macerata alla Philosofarte di Montegranaro, dal Trinity College di Dublino a Oskenè di San Giovanni Rotondo e ora arriva a Siena.
Maurizio Boldrini la figura di Carmelo Bene è fulcro di un grande interesse!
Lo è sempre stato, da vivo e da morto, io cerco solo di contribuire a far mutare l’interesse da fascinazione in effettivo studio. L’invito per Siena mi è giunto direttamente da studenti e studentesse dell’Università che organizzano annualmente “Ciclomaggio”, ciò mi fa particolarmente piacere perché sono giovani che organizzano direttamente il loro studio con il coraggio di chiamare e ascoltare chi può essere “strumento” del loro interesse. Dissuado sempre dal farsi prendere dalla bellezza del soggetto studiato, così faro a Siena, per fornire qualche indicazione sulle tecniche operatorie e per mostrare dove è arrivata la “microchirurgia vascolare delle parole” grazie a tecniche di Carmelo Bene combinate con altre ingegnerie.




Un incontro… per Bene

Carmelo Bene in viaggio con Maurizio Boldrini
San Giovanni Rotondo – La “Lezione su Carmelo Bene” di Maurizio Boldrini continua il suo viaggio. Dopo Minimo Teatro di Macerata, Philosofarte di Montegranaro, Trinity College di Dublino, la prossima tappa è fissata per domenica 18 marzo a San Giovanni Rotondo  su invito di Christian Palladino direttore di Oskenè, che ha organizzato: “Un incontro … per Bene” nel 16° anniversario della sua morte, presso Home Spazio Arte/Eventi (viale Aldo Moro, San Giovanni Rotondo). Alle ore 19 sarà proiettato il film finalista ai “Nastri d’argento”:  “Tracce di Bene” di Giuseppe Sansonna. 

Alle 21.15 inizierà la “Lezione su Carmelo Bene” di Boldrini, che è tratta dal suo libricino di circa settanta pagine dense di indicazioni tecniche sul lavorio del più grande artefice dell’epoca contemporanea. Per arrivare alla “Lezione” Boldrini è passato per molteplici e diversissime esperienze, le ha studiate e combinate, pervenendo ad una riconciliazione tra corpo della scrittura e corpo-gesto verbale che si erano divaricati nelle pratiche di Artaud e nelle ricerche di Stratos. Tra le migliaia di pagine scritte su Bene, a carattere filosofico, biografico, antropologico, linguistico, è difficile rintracciare qualche chiara e ferrata traccia in merito alle sue tecniche operatorie. Boldrini le studia da “manovale”, senza cedere alla fascinazione dei materiali analizzati, i suoi strumenti entrano nelle variegate prassi di Bene estraendo frammenti minimi ma altamente esemplificativi, legge gli spettacoli in sovrapposizione di Bene e spiega come l’artista riesce a generare, attraverso essi, lo spazio semivuoto del teatro, come fa a predisporsi e a predisporre gli strumenti per cogliere l’anima del suono, come fa a monologare anche usando una forma testuale dialogica, come fa a contraddirsi mentre dice.

 




A Dublino giornata memorabile per la cultura maceratese

Dublino – Il 2 febbraio il Minimo Teatro di Macerata si è trasferito per un giorno dai 60 metri della sua sede di Sforzacosta ai 190.000 metri del Trinity College University al centro di Dublino. Su invito di Giuliana Adamo e Bianca Battilocchi del Department of Italian, il direttore del Minimo, Maurizio Boldrini, ha tenuto la sua “Lezione su Carmelo Bene” di fronte a un pubblico di studenti e professori convenuto presso Trinity Long Room Hub. Boldrini è stato introdotto dall’intervento di Gianluca Pulsoni, studioso ascolano presso la Cornel University di New York, ha esordito portando il saluto degli allievi della Scuola di Dizione Lettura e recitazione e della Scuola di Ingegneria Umanistica attraverso una poesia dell’allieva veterana Elisabetta Moriconi.

L’incontro fra Boldrini e il Presidente della Repubblica Irlandese Micheal Higgins

Apre la lezione leggendo un frammento da “Letania per Carmelo Bene” di Emilio Villa, entra in trattazione sulle tecniche operative di Carmelo Bene con pochi e dettagliati esempi estratti dal “Riccardo III” e da “Invulnerabilità’ d’Achille”, conclude in “leggerezza” con un’analisi comparata della canzone “A mano a mano” nella doppia interpretazione di Cocciante e Gaetano per sintetizzare le differenze tra il fare della rappresentazione simulante e il fare dell’artefice-attore. Si commiata con due poesie di Dino Campana e Giovanni Prosperi. Alla lezione di Boldrini ha fatto seguito la proiezione del film, bellissimo e dall’alto valore documentativo, “Nell’insonnia di avere in sorte la luce” di Giorgio Maria Cornelio e Luca Matteo Rossi, allievi di Boldrini e da due anni studenti al Trinity College, direttori dell’intera giornata convegnistica “Performative Arts Today” che ha visto gli interventi della più importante poetessa irlandese Eiléan Nì Chuillenain, di Giuseppe Sterparelli regista di un film su Villa e Burri, Antonio Presti direttore della Fondazione Fiumana d’Arte. Forte e intensa anche la presenza-assenza della poetessa Antonella Anedda interpretata con grazia e tenerezza da Giuliana Adamo e raffinato il concerto finale che ha visto protagonisti il pianista Leonardo Colazzo e la soprano Patrizia Zanardi. Tra gli artisti in mostra nelle diverse forme anche i marchigiani Osvaldo Licini, Magdalo Mussio, Silvio Craia, Remo Pagnanelli, Stefano Scodanibbio (sue le musiche del film di Cornelio e Rossi), Mariano e Giovanni Prosperi, Elisabetta Moriconi, Valentina Lauducci, Vincenzo Consalvi. A imprevisto suggello della memorabile giornata a Dublino l’incontro e il saluto della truppa del Minimo Teatro con il Presidente della Repubblica Irlandese Micheal Higgins e Signora.

 




Carmelo Bene attraverso Maurizio Boldrini al Trinity College di Dublino

 
Macerata – Il 2 di febbraio Carmelo Bene sarà redivivo presso il Trinity College di Dublino attraverso Maurizio Boldrini che proporrà la sua “Lezione su Carmelo Bene” (Minimo Teatro) nell’ambito del convegno “Performative Arts Today”.  E’ un’occasione importante per sottrarre l’opera del più grande artefice del XX secolo a speculazioni celebrative e restituirla al suo valore tecnico operativo, la cui seria indagine sconfina dalle arti alle scienze a salute della conoscenza. In questa direzione muove lo studio di Boldrini che entra nelle tecniche operatorie di Carmelo Bene per analizzare un fare poetico che è cosciente scienza capace, suo malgrado, di essere lezione per le scienze.

Qualche domanda a Maurizio Boldrini.
Qual è oggi il principale valore di Carmelo Bene?
E’ una miniera ancora tutta da esplorare, il materiale da estrarre è a portata di mano, ma la mano ancora non tiene strumenti adatti, si tratta innanzitutto di mettere a punto gli strumenti. Questa mia lezione è un piccolo contributo in questo senso, farsi la mano per tirar fuori. 
Gli ostacoli da superare?
Più che ostacoli, qualche fastidio, del tipo:  le rivendicazioni sulla proprietà della miniera,  oppure l’infatuazione da principianti per l’oro accecante della sua genialità! Fino a che si vedrà Bene come un genio, un mago, non c’è scampo per il ricercatore. Prima regola, prendere le distanze dalla bellezza e ricordarsi che l’oro di Carmelo Bene ha la faccia sporca del minatore “Otello”.
La sua maggiore eredità?
Un formidabile piano di studi per dimenticare e indecidere, per portare l’artefice a fenomeno di natura come un fulmine. Altri hanno fatto, inconsapevolmente, ciò che Bene ha disfatto con scrupolosa e studiata coscienza.
Quali sono le prospettive per lo “scienziato” Bene?
Le stesse per Shakespeare, Leopardi, Calvino. Fino a che il monologo di Antonio in morte di Cesare non sarà testo di studio obbligatorio per gli avvocati, fino a che tre versi dell’Infinito non saranno materia obbligatoria per i chirurghi, fino a che le “Lezioni americane” di Calvino saranno considerate solo lezioni di letteratura, sarà difficile principiarsi alla conoscenza.



Ci sono le scuole di recitazione, poi c’è il Minimo Teatro

La prossima settimana inizia per la trentacinquesima volta il corso annuale della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini.
MACERATA, 2017-11-04 – Qualcuno ha scritto: “ci sono le scuole di recitazione, poi c’è il Minimo Teatro”, già, la vicenda della Scuola maceratese è da sempre caratterizzata da una unicità distintiva data da più elementi: innanzitutto le indicazioni fornite agli allievi sono frutto di combinazioni interdisciplinari di altissimo livello, non si riproducono in facili cliscé, ogni lezione è un viaggio di conoscenza sia per il maestro che per l’allievo, inoltre il Minimo opera, suo malgrado, senza contributi pubblici, in ambito teatrale non esiste a livello nazionale un altro caso simile di massima scientificità ed altrettanta indifferenza istituzionale. Le ricerche sul linguaggio teatrale praticate al Minimo Teatro sono riferimento anche in ambito medico, architettonico, filosofico, antropologico. Per quanto poi riguarda l’ambito propriamente teatrale, le esperienze della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione sono approdate in ambiti internazionali quali: IRCAM di Parigi, Institut del Teatre di Barcellona, prossimamente al Trinity College di Dublino, si sono occupati del Minimo la radio francese e la RAI, il regista Luca Ronconi nelle sue “Voci per l’attore di teatro” cita Maurizio Boldrini, unico italiano vivente in mezzo a nomi grandissimi del panorama internazionale.

Dott. Boldrini qual è la sua impressione dominante ad inizio del 35° “viaggio” del Minimo?
Una impressione di estrema precarietà, quella che si potrebbe chiamare la “storia” del Minimo coincide con la sua “poesia”, taluni ne riconoscono, o credono di riconoscerne la storia, pochi sanno leggerne la poesia.
Parole amare per un inizio!
Per me ogni lezione che tengo è come se fosse la prima e l’ultima, da 35 anni, ciò significa che non faccio repliche, è costante, invece, un’anelito verso la progressione della conoscenza, però intorno il plauso alla mediocrità e la violenza dell’indifferenza aumentano di consistenza, è una battaglia ardua quella del Minimo Teatro e non ho voglia di passare né per una vittima, né per un eroe, vorrei solo continuare a studiare e a far studiare.
Cosa invece la conforta?
L’attenzione, la generosità di amici, la scintilla che brilla negli occhi di un allievo quando insieme scopriamo una cosa che io e lui prima non sapevamo. Al Minimo abbiamo ribaltato il concetto di “recitazione”, niente a che fare con la finzione e il mascheramento, è un gioco serio che impone ai partecipanti il riconoscimento e la prova delle personali essenze vitali. Al Minimo non si finge la vita di personaggi, si prova a vivere.
Ci sono ancora alcuni giorni utili per le iscrizioni di nuovi allievi: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta 275, Sforzacosta di Macerata, tel 347 1054651.