La “Vendetta” di Leopardi

Spietata e magistrale lezione di Boldrini su “L’Infinito”

RECANATI – Villa Colloredo Mels, lo scorso sabato, dalle ore 17.00 alle 19.00, con la calma e la precisione di un chirurgo, Maurizio Boldrini da le “misure” dell’Infinito di Giacomo Leopardi, su invito del Sistema Musei, Recanati Città dell’Infinito.  L’attore direttore del Minimo Teatro non fa sconti a nessuno, nemmeno a Leopardi, dopo aver segnalato i punti deboli del testo, ne evidenzia,  con dovizia di dettagli, i punti di forza. Distingue chiaramente il contestabile delle singole parole dal formidabile dinamismo quando esse sono combinate e prendono vita nel corpo del verso. Fa notare cose che non figurano nella vasta bibliografica critica leopardiana, eppure sono sotto gli occhi di tutti, ad esempio l’uso della punteggiatura nell’Infinito, apparentemente contraddittorio, in quanto punteggiatura indicherebbe pausa, solo che, il poeta la pone dentro l’atomo sillabico, spesso tra due vocali, spessissimo una delle vocali è la “e” congiunzione, tutti indizi opposti di continuità sonora.  Invece che contraddizione è testimonianza della capacità musicale del Leopardi di tagliare e cucire al tempo stesso. Ciò obbliga l’interprete a trovare soluzioni all’atto della traduzione in voce e Boldrini le dimostra con una vasta e sorprendente esemplificazione vocale, al di là delle facili scappatoie proposte dai “metricisti”. E ancora, le questioni della continuità acustica dei versi, dell’accentazione ritmica, delle sequenze anagrammatiche, questioni tecniche affrontate e risolte dal relatore. Per farla breve, Boldrini rivolta L’Infinito come un calzino, nessuno prima era riuscito ad indicare con tanta esattezza la partitura musicale del testo. “L’Infinito su misura” è stata una magistrale e spietata lezione, una sorta di “vendetta” di Leopardi per voce del suo compagno di giochi Maurizio, sono stati giustiziati tanti luoghi comuni praticati e ripetuti con disarmante faciloneria da “simula(t)tori”  professionisti, alcuni dei quali trasmessi in reperti audiovisivi per indicare ciò che va evitato all’atto interpretativo dell’Infinito.

 




L’Infinito su misura, lezione di Maurizio Boldrini sulla poesia di Leopardi

A duecento anni dalla sua scrittura, una lezione per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale.

 

Recanati – A duecento anni dalla sua scrittura, una lezione per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale. L’Infinito su misura, a duecento anni dalla scrittura dell’idillio di Giacomo Leopardi, è il titolo della lezione in programma sabato 13 aprile, alle 17, nella sala del granaio di Villa Colloredo Mels, Recanati. A condurre la lezione, Maurizio Boldrini, artista da quaranta anni dedito alla traduzione vocale della poesia, una lunga esperienza che lo ha messo e lo mette in contatto con i più grandi poeti italiani e con i più grandi attori depositari dei segreti della recitazione in versi, rendendolo il maggiore custode dell’alchimia del trasformare partiture poetiche nella viva emozione delle sonorità vocali.

Sarà una lezione “tecnica”, necessaria per segnalare il “come si fa” ma soprattutto cosa non si deve fare all’atto interpretativo di una delle perle più preziose della poesia mondiale. È un importante occasione rivolta sia a semplici appassionati della poesia perfetta di Leopardi che a cultori della materia poetica per confrontarsi con i segreti di una delle opere più preziose della scrittura mondiale. Quando poi la sua azione verbale s’incontra con il corpo testuale di Leopardi, egli trasmette essenze inaudite del sommo poeta; memorabili le sue concertazioni recanatesi dal titolo “Un Leopardi/Riverberi”, i recital dei “Canti” effettuati in Italia e all’Estero, fino alla magia di qualche anno fa per le Celebrazioni Leopardiane a Recanati con “Leopardinfinito”.

E’ un caso, ma un caso perfetto, che Giacomo Leopardi bambino si costruì un compagno di giochi, una specie di marionetta, che battezzò proprio col nome di Maurizio. Ora il suo prediletto compagno di giochi ritornerà a Recanati con una lezione dal titolo “L’Infinito su misura” a duecento anni dalla scrittura dell’idillio. Il direttore del Minimo Teatro entrerà nei quindici endecasillabi analizzando la partitura musicale e l’ingegneria compositiva perché attori e semplici lettori possano confrontarsi con la ricchezza delle misure dettate dal poeta.

L’evento è ad ingresso libero. Per info e prenotazioni contattare i musei civici di Villa Colloredo Mels al numero 071 757 0410.

Bio

Maurizio Boldrini. Regista, attore, operatore teatrale nato a Muccia (MC) il 7/11/1958. Laureato in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo all’Università di Bologna. Fondatore (1982) e direttore del Minimo Teatro (Macerata), della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e della Prima Scuola di Ingegneria Umanistica. Ha tenuto lezioni presso le Università di Bologna, Macerata, Siena, Istituto del Teatro di Barcellona, Trinity College di Dublino. Ha realizzato spettacoli e laboratori teatrali, documentari, registrazioni poetiche, programmi radiofonici. Tra le sue pubblicazioni: “Il lavoro teatrale”, Nuova Alfa, Bologna 1989; “La voce recitante”, Bulzoni, Roma 1994; “Enciclopedia per l’attore finito”, Bulzoni, Roma 2003; “Manifesto dell’Ingegneria umanistica”, MT, Macerata 2005; “Memorie verbali”, MT, Macerata 2012; “Teatralfilosofia”, Prosperi, Napoli 2013; “Lezione su Carmelo Bene”, MT, Macerata 2018.

www.infinitorecanati.it

#InfinitoLeopardi




Minimo Teatro: tutti in classe!

Maurizio Boldrini verso quota 100: 60 anni e 36 di teatro
MACERATA – Ci sono ancora alcuni giorni utili per iscriversi al 36° anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, le lezioni ufficialmente inizieranno il 7 novembre, giorno che coinciderà con il 60° compleanno del direttore Maurizio Boldrini, anche se nel mese di ottobre sono già iniziate le lezioni di Ingegneria Umanistica, destinate agli allievi veterani, il laboratorio su “La lezione” di Ionesco e gli incontri per docenti su “La lettura – ieri oggi domani” con il patrocinio del Comune di Macerata.

Dott. Boldrini, sessanta anni e trentasei di teatro, quota cento è vicina!
L’arte non va in pensione, è una condanna a vita, per la vita.
E questa vita è bella?
Rispondo con le parole della mamma di un poeta: “Sì, bella … da morire”.
In tutti questi anni cosa ha compreso dell’universo “teatro”?
Potrei fare un lungo elenco di ricerche e risultati, ma l’importante non è ciò che si è compreso bensì ciò che ancora non si comprende, volano formidabile per continuare il viaggio insieme agli allievi, ogni nuovo viaggio è la continuazione del precedente: indagine costante, ogni “scena” costruita apre a una nuova meta.
A proposito, quante “scene” avrà costruito in questi 36 anni?
E’ come chiedere a un gommista quante gomme ha cambiato! Comunque un numero sufficiente per farci il viaggio del mondo almeno tre volte, oceani compresi.
Qual è la miglior dote di un allievo?
Non c’è una dote in assoluto, ciò che vale per una persona non è detto che valga per un’altra, posso solo dire ciò che preferisco io, potrà sembrare una piccolezza ma per me l’importante è che sappia prendere appunti, il diario di bordo per me è strumento fondamentale di navigazione.
E il peggior difetto?
Essere troppo affezionati al proprio pensiero, ciò vale per l’allievo e per il maestro.
Qual è il tema base di questo nuovo anno di corso?
Stiamo andando verso uno studio sempre più personale, ci sarà un teatro per ogni partecipante, per capirci: la biografia, ecco il tema, per far affiorare segni che possano essere indicativi per tutta la classe, con la fondata speranza che possano essere indicativi anche per l’essenza di quella che chiamiamo “umanità”.
Programma ambizioso!
Direi modesto, poiché inizialmente la didattica prevede: corretta pronuncia, lettura espressiva, dinamiche base del gesto, del movimento, dell’azione, recitazione in versi, rapporto voce-musica, scrittura drammatica e poetica, ecc. insomma solo dalla base, dalle materie, dalla modestia paziente dello studio, potremo guardare verso l’altezza della conoscenza.
Per informazioni:  347 1054651. Per le iscrizioni è necessario presentarsi per appuntamento al Minimo Teatro, in via Borgo Sforzacosta 275 – Sforzacosta di Macerata.



Parigi? No, Macerata!

MINIMO TEATRO:  
Aperte le iscrizioni al 36° anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione
 
 
Macerata – A Parigi, Barcellona, Dublino, Bologna, Roma, Torino, L’Avana ci sono scuole di teatro, se son si può fare tanta strada per studiare l’arte attorica basta arrivare a Sforzacosta di Macerata anche perché nelle accademie delle citate città, e in molte altre, le ricerche praticate in 36 anni dagli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro sono riferimento imprescindibile. Testi come “La voce recitante” ed “Enciclopedia per l’attore finito” del direttore Maurizio Boldrini sono internazionali strumenti di prova. Sarà stato un caso bizzarro ma Luca Ronconi, quando fu direttore del Teatro Stabile di Torino, nel suo vocabolario ad uso degli attori, tra “mostri sacri” del teatro internazionale cita un solo italiano vivente: Maurizio Boldrini. Alla radio francese, una delle massime ricercatrici vocali, Kaya Anderson, interrogata sul teatro in Italia dopo Carmelo Bene,  risponde: c’è Maurizio Boldrini. Ascoltare la voce dell’artista maceratese che anima testi poetici, come nell’ultimo recital estivo (“Le differenze della voce”) a  Palazzo Conventati di Macerata è un’esperienza di quelle che lasciano il segno, sensazione d’alta quota, percezione esatta della differenza della maestria e dell’arte. Ciò andava premesso, non con intento celebrativo ma per “Una testimonianza inevitabile”, questo è il titolo del recente film-documento che il regista Sergio Ceschini  ha dedicato al Minimo Teatro.  Scritto questo segue la comunicazione d’apertura delle iscrizioni al 36° anno di corso 2018/2019 della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione patrocinata dal Comune di Macerata.

I nuovi allievi, da novembre 2018 a giugno 2019, oltre alle lezioni in piccoli gruppi, frequenteranno anche lezioni individuali e laboratori. La didattica, inizialmente, prevede lo studio di elementi base quali la corretta dizione, l’impostazione fonatoria, la lettura espressiva, le dinamiche del gesto, del movimento, dell’azione e pian piano, per otto mesi, gli allievi potranno affrontare materie più complesse quali la recitazione in versi, il rapporto voce-musica, la scrittura poetica, la micro cinesica, le dinamiche del monologo, fino al superamento delle tradizionali categorie drammaturgiche. Tre sono i laboratori integrativi previsti: scrittura, radiofonia, cinematografia. E’ attivata anche una classe per i più piccoli. Congiuntamente inizia il 15° anno di corso di Ingegneria Umanistica, la frontiera più avanzata del Minimo Teatro. Consiste in una classe di allievi veterani (i nuovi iscritti potranno parteciparvi come uditori), che quest’anno inizieranno ad applicarsi al progetto triennale “La lettura: ieri, oggi, domani”, in collaborazione con il Comune di Macerata (Sessione 1- 2018 – Ieri, il passato indicativo, la tradizione. Sessione 2 – 2019 – Oggi, il presente possibile, la generazione. Sessione 3 – 2020 – Domani, il futuro edificabile, la dimostrazione.)
Per informazioni: 347 1054651. Per le iscrizioni (c’è tempo per tutto il mese di ottobre) è necessario presentarsi per appuntamento al Minimo Teatro, Borgo Sforzacosta 275 – Sforzacosta di Macerata.
 



Maurizio Boldrini, “La Lettura” ieri oggi domani

Un progetto triennale con Maurizio Boldrini insieme al Comune di Macerata

Macerata, lunedì 8 ottobre 2018 – C’è la lettura declinata in tutte le sue accezioni al centro del progetto del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini che l’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata ha voluto condividere e proporre alla cittadinanza, in particolar modo ai docenti delle scuole superiori della città.

Si tratta de “LA LETTURA ieri oggi domani”, un progetto triennale che prevede tre sessioni operative teoriche, pratiche e dimostrative.

È un progetto culturale innovativo, forte della grande storia del Minimo Teatro e del suo ideatore Maurizio Boldrini. – ha affermato Stefania Monteverde assessore alla Cultura presentando oggi alla stampa la nuova iniziativa -. Rafforza l’impegno nel sostenere la lettura e i libri, pietra angolare di una società libera. Un percorso che in questi anni ha portato Macerata a essere nella rete nazionale delle Città che legge.”

L’obiettivo fondamentale è quello di fornire ai partecipanti strumenti operativi integrativi rispetto alle normali conoscenze personali sulla “lettura” di testi, immagini, materiali d’arte al fine di potenziare le loro capacità di relazione interpersonale in un concorso vicendevole di cura della vita nella sua interiorità” ha spiegato Maurizio Boldrini. Gli strumenti proposti dal Minimo Teatro derivano da una lunghissima esperienza nell’ambito della ricerca sul linguaggio teatrale, innovativi e particolarmente interessanti per i partecipanti.

La conduzione del progetto è dello stesso Boldrini, regista, interprete e operatore teatrale, con l’apporto di insegnanti e poeti maceratesi che hanno già collaborato e dato impulso al viaggio conoscitivo del Minimo Teatro. In tutte e tre le fasi progettuali ci sarà il costante apporto dimostrativo degli allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e della Scuola di Ingegneria Umanistica.

Quest’anno, il 2018, la sessione si intitola “Ieri” ovvero il passato indicativo, la tradizione. Oggetti d’indagine e di studio saranno partiture testuali, dinamiche filmiche e in genere i materiali d’arte specialmente indicativi per comprendere le fondamenta dell’estetica contemporanea. Questa sessione sarà prevalentemente teorica per fornire precise coordinate per operare in pratica nella sessione 2 che riguarderà il 2019, ossia “Oggi”. Oggi, il presente possibile, la generazione. Le esperienze della tradizione che generano nuovi percorsi e nuove interpretazioni. Infine, nel 2020, la sessione 3, “Domani”, il futuro edificabile, la dimostrazione. In base alle esperienze delle precedenti sessioni i partecipanti “chiuderanno” i materiali elaborati in una versione presentabile in pubblico, sia come oggetti spettacolari, sia come tracciati documentativi al fine di dimostrare e di esemplificare la loro esperienza perché possa stimolare l’interesse e il gioco conoscitivo di altre persone.

Per ognuna delle tre sessioni sono previsti 10 incontri, uno a settimana, della durata di 2 ore e mezza ciascuno, nella sede del Minimo Teatro (Borgo Sforzacosta, 275). Al termine di ciascuna delle tre sessioni il Minimo Teatro, d’intesa con le scuole maceratesi, che saranno coinvolte nella promozione dell’iniziativa, rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza utile a studenti e docenti per i crediti formativi.

Le scuole che ad oggi hanno aderito al progetto sono il Liceo Classico “Leopardi”, Liceo Scientifico “Galilei”, ITC “Gentili”. Il primo incontro de “La Lettura: ieri, oggi, domani”, sarà il prossimo 12 ottobre alle ore 21 mentre i prossimi appuntamenti in calendario saranno il 16, 18, 23, 25 e 30 ottobre e a novembre le date saranno il 6, 8, 13 e 15, tutti alle ore 20.30.

 




Montegiberto capitale di poesia e umanità

MONTEGIBERTO (FM), 2018-09-11 – Prendete spettatori che sanno essere una comunità vera, un paese senza luogo teatrale, una animatrice di tempra, un maestro e allievi di teatro, miscelate con cura e otterrete un precipitato esplosivo di poesia e vitalità. E’ ciò che è successo a Montegiberto lunedì sera alla Sala delle Volte con “Il dettato poetico” prova aperta a botta e risposta tra una rappresentativa di allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro di Macerata e una squadra di allievi di Montegiberto. L’animatrice risponde al nome di Zefferina Remia, da sempre organizza cultura a Montegiberto, col suo esile corpo sposta montagne e trova vene aurifere, quando chiama il maestro di teatro Maurizio Boldrini e il gioco è presto fatto: Montegiberto per una sera diventa capitale mondiale del teatro. Versi poetici che volano, riverberano agli archi della sala, vibrano alle orecchie degli spettatori, colpiscono al cuore e sono restituiti dagli spettatori agli attori in forma di palpabile emozione, si crea un circolo virtuoso in cui l’arte è al massimo livello: sensazione e relazione. Complici: Vladímir Vladímirovi? Majakóvskij, Federico García Lorca, Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi. In voce per il Minimo Teatro: Martina Del Bianco, Marco Frontalini, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Vecchioni; per la “squadra” locale: Cristina Benedetti , Daniela Corradini, Viola De Carolis, Ludovica Guetti, Federica Marconi, Elisa Monaldi, Valerio Monaldi, Veronica Monaldi, Elena Sofia Sardellini, Edelvais Totò. Dicono che per un punto abbia vinto la squadra locale, già, hanno avuto il vantaggio di effettuare un test atletico preliminare, prima della sfida ufficiale, presso la Casa di Riposo i cui ospiti, esigenti e attenti, hanno dispensato consigli a iosa e una lauta merenda. Comune, Pro Loco di Montegiberto e Opera Pia Arpili hanno curato logistica, vettovaglie e accoglienza per i “contendenti”. Serata indimenticabile di poesia e umanità.

 




Il dettato poetico: il Minimo Teatro incontra la squadra di allievi di Montegiberto

MONTEGIBERTO (FM) – Su promozione del Comune, della Pro Loco di Montegiberto e dell’Opera Pia Aprili (Casa di riposo), lunedì 10 settembre alla ore 21.30, presso la Sala delle Volte si svolgerà la prova aperta a botta e risposta titolata “Il dettato poetico” a seguito di un laboratorio intensivo di recitazione condotto da Maurizio Boldrini del Minimo Teatro di Macerata per un gruppo di allievi di Montegiberto.  

La prova vedrà “sfidarsi”, a colpi di versi,  due squadre di allievi su versi di poeti diversissimi quali: Vladímir Vladímirovi? Majakóvskij, Federico García Lorca, Filippo Tommaso Marinetti. Le “botta” sarà data da una rappresentativa della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione di Macerata formata da Martina Del Bianco, Marco Frontalini, Serenella Marano, Chiara Marresi, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Vecchioni;  la “risposta” sarà data dalla squadra rappresentativa di Montegiberto e formata da Cristina Benedetti , Daniela Corradini, Viola De Carolis, Ludovica Guetti, Federica Marconi, Elisa Monaldi, Valerio Monaldi, Veronica Monaldi, Elena Sofia Sardellini, Edelvais Totò. La squadra locale sarà in “riscaldamento” dalle ore 16.00 presso la Casa di riposo con una prova preliminare destinata agli ospiti della casa, test atletico di rifinitura prima dell’incontro ufficiale. Coordinazione Zefferina Remia. Conduzione Maurizio Boldrini. A vincere sarà certamente la poesia.

 




Macerata d’Estate: Boldrini semplicemente immenso nella poesia

Macerata, 2018-07-12 – Nell’ambito di “Macerata d’Estate”,  programma d’iniziative organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Macerata, è andato in scena  Maurizio Boldrini del Minimo Teatro con il recital poetico “Le differenze della voce”.  Le parole tremano quando incontrano la voce di Maurizio Boldrini, come se sapessero di essere liquidate, acquarellate,  a tratti scolpite, sospese sulle nuvole dell’emozione e rimandate al suono dell’origine. I numerosi spettatori convenuti  ieri sera nell’accogliente cortile del palazzo, nel cuore di Macerata,  oltre che trovarsi immersi in una magia, sono stati testimoni in ascolto dell’unico artista che oggi in Italia sappia essere erede della grande tradizione dei poeti della voce, tradizione che annovera artisti diversissimi come, ad esempio,  Nando Gazzolo, Riccardo Cucciolla, Carmelo Bene, Demetrio Stratos.  Ecco,  Maurizio Boldrini è nella sua unicità di scrittura vocale non riconducibile a nessuno dei citati eppure è come se portasse in sé il compendio della secolare ricerca dell’espressione poetica. Egli non legge, scrive con la voce nell’immediato dell’esecuzione, sommando la sua poesia a quella del testo labirintico, quindi nessuna possibilità d’uscita per il pensiero, crea per maestria e  incanto l’unico luogo possibile, quello dell’ascolto, il luogo raffinatissimo,  astratto, sospeso della sensazione. Per l’occasione gli sono state amiche complici le voci poetiche di Maria Callas, Rossella Or, Riccardo Cucciolla, Mario Luzi, Giuseppe Ungaretti,  Dino Campana, Guido Garufi, Remo Pagnanelli, Eugenio Montale, Andrea Zanzotto, Giampaolo Vincenzi, Giovanni Prosperi, Emilio Villa, Carmelo Bene, Pier Paolo Pasolini, tutti vivi, tutti presenti!




La deriva della percezione

 “DRAMMATURGIA A SCALARE” DEL MINIMO TEATRO
 
 
MACERATA – L’artista Mauro Mazziero, in una delle sue presenze al  Minimo Teatro di Maurizio Boldrini, ritrasse gli attori in scena mossi dall’aria della poesia e pose sul disegno il timbro del Minimo messo a rovescio. “Drammaturgia a scalare”, presentata domenica scorsa dalle classi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione e di Ingegneria Umanistica, rovescia le forme studiate della tradizione classica in tensioni e combinazioni attoriche che obbligano a un nuovo codice di scrittura testuale e teatrale. Nella prima parte della serata “Base della prova” si inizia con il conforto della tipica timbrica del Minimo applicata a brani didattici. Trenta minuti in cui la poesia testuale è in equilibrio con la poesia dei corpi e delle voci di quattro bravissime allieve al primo anno di corso: Martina del Bianco, Elisa Frascolla, Chiara Marresi, Francesca Pesaresi. Uno strano equilibrio in cui ci sono imprevedibili scarti di senso, procedimenti ritmici che superano quelli della danza e della musica, mandando alla deriva occhi e pensiero. Dopo 10 minuti di pausa, tocca al saggio di due ragazzini, i più piccoli allievi di Boldrini: Gianmarco Giorgi (12 anni) e Nicolò Marcattili (10 anni). Ci si aspetterebbe un po’ di accondiscendente tregua per gli ospiti spettatori, invece i due fanciulli passano con disinvoltura da Shakespeare, Leopardi, Palazzeschi, Montale, Pinter, Govoni a testi da loro stessi composti con un ritmo serratissimo e con l’estro da consumati attori sono capaci di mutare rapidamente dalle tecniche del comico all’umore della tenerezza struggente.

La classe del Minimo Teatro

A seguire il cuore della serata: “Altezza dell’esempio”, monologhi e dialoghi esemplari per la comprensione dello sviluppo delle forme drammatiche. In scena Valentina Lauducci con un “Riccardo III” straripante di colori espressivi e trascolorazioni; Lorenzo Vecchioni e Alessandro Corazza in una funambolica parodia di “Otello e Jago”; Lorenzo Tombesi in geometrica sospensione monologante con l’Ulisse dalla “Pentesilea” di Kleist; Serenella Marano con le allucinanti parole del “Manifesto futurista” di Marinetti che l’attrice ha liquidato alla fine con un solo gesto; Francesco Bernabei colpisce con la “Blusa del bell’imbusto” di Mayakovsky e subito dopo restituisce l’anima melanconica del poeta con la sua lettera d’addio; Maria Chiara Mannetta e Simona Branchesi cambiano totalmente rotta con un frammento da “La lezione” di Jonesco, pazza imprevedibile ed esilarante versione; Francesca Pesaresi in un frammento da “Il guardiano” di Pinter schizza a nervi il gergale dell’autore; Serenella Marano, Elisabetta Moriconi e Jennifer de Filippi, rispettivamente al microfono con “Petrolio” di Pasolini, “Robespierre” e “Advocata” di Giovanni Prosperi, trasportano il pubblico in una dimensione di commozione pura.
Ore 23.00, la serata è molto calda, alla temperatura si sommano i gradi dell’emozione, è qui che inizia “a scalare” il vertice dell’inaudito, del mai visto: “Area della sensazione”, che vede artefici gli stessi attori e attrici della parte precedente. Qui il racconto cessa, il Minimo Teatro fissa e combina etimi verbali e gestuali fuori da ogni pregressa logica drammaturgica, un’ora di perfetto vuoto trasfigurato dalla luce.

Chiara Marresi, Maurizio Boldrini, Elisa Frascolla, Francesca Pesaresi e Martina del Bianco




La “Drammaturgia a scalare” al Minimo Teatro

MACERATA – «La storia della drammaturgia moderna non ha un ultimo atto; su di essa non è ancora calato il sipario (…) la storia dell’arte non è determinata da idee, ma dal loro realizzarsi in forma». Così scriveva Peter Szondi al termine di “Teoria del dramma moderno” , saggio limpidissimo e imprescindibile per gli studi e le pratiche teatrali. Per Maurizio Boldrini fin dai tempi in cui fu studente al DAMS, il libro di Szondi, insieme ad altri capisaldi, è stato più di un riferimento, una “ossessione” da coltivare, sviluppare e da “realizzare in forma”. Studiando, ricercando, elaborando per tanti e tanti anni al Minimo Teatro con le classi della Scuola di Recitazione e di Ingegneria Umanistica, Boldrini e i suoi allievi sono in grado di presentare “Drammaturgia a scalare”, è una nuova frontiera espressiva che rende gli attori operatori in grado di trovare “etimi” verbali e gestuali, poi combinabili in nuova scrittura scenica non più catalogabile nelle consuete categorie drammaturgiche. Domenica primo luglio “Drammaturgia a scalare” viene presentata al Minimo Teatro: “Area della sensazione” che inizierà alle ore 23.00 sarà lo studio effettivamente dimostrativo dello “scalare”, ma è preceduto da altre due momenti, alle ore 20.00: “Base della prova”, semplice saggio su pezzi didattici che sono appunto alla base della preparazione dell’allievo; alle ore 21.30: “Altezza dell’esempio”, pezzi che forniranno appunto l’esemplificazione di alcune forme classiche di composizione drammatica e poetica. Queste due fasi saranno presentate in modo intenzionalmente “rudimentale”, si fa per dire, “rudimentale” al modo del Minimo, proprio per evidenziare la differenza che consegue con “Area della sensazione”. Si alterneranno sul piccolo palco del Minimo: Martina Del Bianco, Elisa Frascolla, Chiara Marresi, Francesca Pesaresi, Gianmarco Giorgi, Nicolò Marcattili (nella prima parte); Francesco Bernabei, Simona Branchesi, Alessandro Corazza, Jennifer De Filippi, Valentina Lauducci, Maria Chiara Mannetta, Serenella Marano, Elisabetta Moriconi, Francesca Pesaresi, Lorenzo Tombesi, Lorenzo Vecchioni (nella seconda e terza parte). La serata è naturalmente dedicata alla memoria di Peter Szondi.