Ospedale nuovo del Piceno, l’ex sindaco Castelli voltafaccia per fini elettorali

Il capogruppo in Consiglio regionale ricorda come l’ex primo cittadino nel 2012 fosse a favore dell’ospedale unico provinciale «ci sono i verbali dell’assemblea dei sindaci a confermarlo. Ora sbandiera un’alleanza con Piunti contro l’ospedale unico»

ANCONA, 30 LUGLIO 2019 – «Ospedale nuovo del Piceno, l’ex sindaco Castelli voltafaccia per fini elettorali». Così il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, commenta le dichiarazioni dell’ex primo cittadino di Ascoli Piceno. «Sono i verbali della Conferenza dei sindaci del 2012, di cui ho copia, a smentire Castelli – sottolinea Urbinati –. All’epoca Castelli si dichiarava favorevole all’ospedale unico del Piceno, chiaramente intendendo come ospedale unico quello di Ascoli Piceno, tanto che offrì al prezzo di un euro il terreno di Campolungo.

Ospedale Unico

In questo senso, il Piano sanitario del 2015 lo aiutava a differenza di quello che andremo ad approvare a breve. Mi chiedo, dunque continua Urbinati –, come oggi l’avvocato Castelli possa sostenere di avere un’intesa con il sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, che vorrebbe un ospedale di primo livello sulla costa e mantenere l’ospedale Mazzoni di Ascoli quale presidio sanitario di base. Scelta che a me, personalmente, andrebbe benissimo. Capisco le mire elettorali dell’ex sindaco Castelli, ma sappiano i cittadini come Castelli cambi facilmente idea a seconda dei suoi interessi politici e delle esigenze di campagna elettorale. Per amministrareconclude Urbinati, e in Regione, dove spera di arrivare Castelli, ancor di più, serve capacità di programmazione a lungo termine e visione strategica complessiva, non certo atteggiamenti da banderuola seguendo ciò che fa più comodo al momento».

Sanità, alle prossime elezioni regionali fermatevi se potete!!!

 




Ospedale Unico della discordia: sulla Costa, in Vallata o ad Ascoli?

Riceviamo e pubblichiamo

PARTITO DEMOCRATICO

CIRCOLO CENTRO

SAN BENEDETTO DEL TRONTO

GRUPPO SANITA’

San Benedetto del Tronto 25/07/2019

Oggetto: Ospedale unico del piceno

Considerando il dibattito che si sta intensificando e le polemiche attorno al tema in oggetto, riteniamo doveroso esprimere alcune riflessioni sullo scenario che si va delineando.

In particolare l’approvazione della mozione in consiglio comunale che ha visto protagonista il comitato “salviamo il Madonna del Soccorso”, nella persona del suo presidente.

Il gruppo sanità del PD del circolo centro ribadisce la sua posizione per la quale sta lavorando da circa due anni.

Le funzioni ospedaliere devono essere svolte in un unico plesso per rendere l’offerta ospedaliera efficace ed efficiente dal punto di vista organizzativo, economico, ma soprattutto dal punto di vista clinico/scientifico. Questa posizione è sostenuta dalla gran parte del mondo scientifico.

Gli attuali ospedali di Ascoli e San Benedetto, rimarranno (nessuno ha mai detto di chiuderli) ma avranno funzioni sanitarie territoriali importantissime e rappresenteranno un presidio prezioso per la medicina extra ospedaliera al servizio delle comunità.

Tuttavia prendiamo atto che negli ultimi mesi sono state formulate altre proposte che hanno destato molto interesse da parte dei cittadini e dei Sindaci dei comuni della fascia costiera.

La proposta maggiormente dibattuta è quelle di realizzare un Ospedale di primo livello sulla costa, e mantenere l’Ospedale di Ascoli come ospedale di base.

Questa proposta è stata ribadita nella mozione del consiglio comunale su suggerimento del comitato.

La mozione dice anche molte cose sulle distorsioni del passato nella realizzazione dell’area vasta, alcune vere altre palesemente false. Tuttavia non vogliamo entrare nel merito della mozione perché a noi interessa la sanità picena del futuro e non fare polemiche sul passato.

Il cuore della mozione riguarda la realizzazione di due ospedali di cui uno nuovo di primo livello sulla costa, ed uno di base ad Ascoli.

Il gruppo sanità pur ritenendo che la soluzione migliore sarebbe quella di una struttura nuova unica dove concentrare le funzioni ospedaliere, non si opporrà certamente a questa soluzione.

Affinché questa proposta possa diventare la posizione ufficiale del territorio Piceno era ed è necessario lavorare per avere il massimo consenso possibile tra i Sindaci dell’AV5.

E’ evidente che una proposta sostenuta in maniera congiunta dai sindaci delle due maggiori città della provincia avrebbe sicuramente poi il sostegno della maggioranza dei sindaci. Pertanto il Sindaco di San Benedetto, se veramente crede di portare avanti questa proposta, non deve fare altro che convincere il sindaco di Ascoli (peraltro della stessa parte politica) ad accettarla e sostenerla

E’ evidente che se si realizzasse questa convergenza, una posizione sostenuta dai Sindaci delle due città più importanti dell’AV5, avrebbe un peso tale da non poter essere ignorata dalla Regione.

La verità è che i Sindaci di Ascoli e San Benedetto, vogliono solo perdere tempo, non fare nulla per poi utilizzare questo argomento nelle future campagne elettorali.

Il tutto sulla pelle dei cittadini del Piceno che in maniera demagogica e propagandistica dicono di voler tutelare.

Stessa cosa deve fare il presidente del comitato dott. Baiocchi.

Abbiamo appreso dalla stampa che il comitato farà una iniziativa domenica a Grottammare alla presenza di Guido Castelli ex Sindaco di Ascoli.

Siamo per la partecipazione e quindi non possiamo che esprimere apprezzamento per ogni iniziativa che vada in questa direzione, siamo comunque un pò perplessi perché nel comitato ci sono politici e addetti ai lavori che da anni fanno politica o esercitano la loro professione in ambito ospedaliero e che quindi avrebbero dovuto lanciare il loro grido di dolore già da tempo.

Ieri il Presidente Ceriscioli ieri ha di nuovo ribadito che la regione non si opporrà ad una eventuale proposta alternativa che abbia un ampio sostegno da parte dei sindaci Piceni a partire ovviamente dai due che rappresentano le maggiori città. Il comitato ha dunque l’occasione di fare questa richiesta al’ex sindaco Castelli , personaggio politico molto influente nella comunità ascolana.

Chiudiamo questo documento ribadendo che la mancata realizzazione del nuovo Ospedale (ovunque venga realizzato) sarà un grosso danno per tutta la comunità picena, ma lo sarà maggiormente per le popolazioni della costa perché più si allontana la realizzazione del nuovo ospedale, più si avvicina l’ipotesi che l’ospedale unico diventi l’attuale Mazzoni di Ascoli.

Quindi bene discutere ma attenti a non farlo per prendere tempo perché rinviare non fa altro che favorire il mantenimento dell’ospedale di Ascoli come quello di riferimento e quindi futuro ospedale di eccellenza.


Pd, Gruppo Sanità Circolo centro




La “Medicina d’Urgenza” è la vocazione del “Madonna del Soccorso”

INAUGURAZIONE TAC al Pronto Soccorso di San Benedetto

ndr: notata l’assenza del Sindaco Piunti che in precedenza aveva avuto un inscontro con Ceriscioli

San Benedetto del Tronto, 2019-07-26 – Lo scorso maggio è stata installato e collaudato il nuovo apparecchio TAC allocato nei locali ad uso della Radiologia presso il  Pronto Soccorso dello Stabilimento Ospedaliero di San Benedetto del Tronto.

La TAC è stata acquisita mediante gara nazionale CONSIP gestita per l’ASUR dall’Area di Ingegneria Clinica, acquistata ad un costo di circa 300.000 Euro.

La nuova TAC, modello Ingenuity CT 64 fornita dalla ditta Philips, è un impianto multistrato ad alta velocità di esecuzione che permette di effettuare tutti i tipi di indagini sia in urgenza che in elezione.

E’ fornito di software per le indagini vascolari (angio-TC), per le indagini virtuali dell’intestino (colon-TC), è dotato inoltre di sistemi per la riduzione della dose radiante.

Oltre a garantire tutte le tecniche di indagine, il nuovo apparecchio, in considerazione della sua ubicazione, è destinato in particolare alla gestione dei pazienti politraumatizzati o comunque inviati dal Pronto Soccorso, al fine di abbreviare ed ottimizzare il percorso in caso di emergenza.

La Sezione Radiologica del Pronto Soccorso, oltre alla TAC, è provvista di un apparecchio radiologico robotizzato e di un ecografo.

L’obiettivo della Direzione è quello di costituire una Equipe Radiologica dedicata, operante nella suddetta Sezione, realizzando una effettiva e completa Radiologia d’Urgenza indicata nell’attività nell’Ospedale di San Benedetto con vocazione alla Medicina d’Urgenza.

 

da sx Marinucci, Milani, Ceriscioli, Casini, Balloni

CERISCIOLI: “LA NUOVA TAC UN PASSO IN AVANTI IMPORTANTE CHE SEGNA LA CAPACITA’ D’INVESTIMENTO DELLA REGIONE MARCHE”

Il presidente della Regione Marche inaugura nell’ospedale di San Benedetto del Tronto la nuova Tac 

“Abbiamo mantenuto l’impegno di installare una nuova Tac, un macchinario di ultima generazione  che offre un servizio migliore ai cittadini, con meno radiazioni, una qualità performante nella diagnostica e una capacità notevole di risposta a vantaggio del sistema sanitario. Un passo importante in avanti che segna la capacità d’investimento della Regione Marche che guarda a tutto il territorio. 
La nostra volontà è continuare ad investire Anche se in atto c’è il progetto di costruire un nuovo ospedale non smettiamo di destinare risorse. Risorse che vanno a beneficio dei pazienti, della personalizzazione ed umanizzazione delle cure”. 

Così il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli ha inaugurato all’ospedale di San Benedetto del Tronto la nuova Tac di ultima generazione. Installata all’interno del Pronto Soccorso del nosocomio sambenedettese, il nuovo tomografo computerizzato si affianca ad altre particolari apparecchiature sanitarie andando a consolidare la dotazione strumentale a disposizione dell’ospedale e del territorio. La nuova Tac dispone di un impianto multistrato ad alta velocità di esecuzione che permette di effettuare tutti i tipi di indagini sia in urgenza che in elezione. E’ fornito di software per le indagini vascolari (angio-TC), per le indagini virtuali dell’intestino (colon-TC) ed è dotato di sistemi per la riduzione della dose radiante.

 




Nuovo Piano Sanitario Regionale e il futuro del Madonna del Soccorso

DEFINITA LA ROAD MAP PER L’APPROVAZIONE DEL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE, A BREVE UN INCONTRO SUL MADONNA DEL SOCCORSO TRA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SALUTE DELLA REGIONE, VOLPINI, IL CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO REGIONALE, URBINATI, E LA COMMISSIONE COMUNALE SANITÀ DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Ad annunciare l’imminente appuntamento lo stesso Urbinati: «Abbiamo dati e documenti alla mano frutto delle audizioni in commissione regionale di numerosi soggetti portatori di interessi»

ANCONA, 25 LUGLIO 2019 – Concluse le audizioni per la redazione del nuovo Piano sanitario regionale, a breve l’incontro del presidente della commissione Salute dell’Assemblea legislativa delle Marche, Fabrizio Volpini, e del capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, con la commissione consiliare Sanità del Comune di San Benedetto del Tronto per parlare del futuro dell’ospedale Madonna del Soccorso. Ad annunciarlo lo stesso Urbinati all’indomani della definizione della road map per l’approvazione del nuovo Piano sanitario. «Il lavoro che è stato fatto in sede di commissione regionale è stato meticoloso e puntualesottolinea Urbinati, con l’audizione di moltissimi soggetti portatori di interessi che hanno portato all’apertura del Piano alle istanze del territorio, con molte proposte valide e di dettaglio. Questo è quanto emerso anche dal mio lungo colloquio con il presidente Volpinicontinua Urbinaticon il quale abbiamo convenuto che sia importante un confronto diretto con il territorio ed in particolare con la commissione consiliare Sanità del Comune di San Benedetto del Tronto con la quale affronteremo il tema dell’ospedale Madonna del Soccorso con dati e prospettive certi alla mano, frutto anche della sbobinatura e della trascrizione in documenti dei contenuti delle numerose audizioni in commissione Salute regionale. Ringrazio il presidente Volpini per l’opportunità – conclude Urbinati –, l’incontro sarà occasione di partecipazione anche da parte mia, visto che, nonostante il ruolo che ricopro, non sono stato mai invitato alle sedute delle commissione comunale».

CONCLUSE LE AUDIZIONI IN COMMISSIONE SUL PIANO SOCIO-SANITARIO 2019/2020 E DEFINITA LA ROAD MAP PER LA SUA APPROVAZIONE

Quattro mesi di lavoro intenso, tredici sedute di commissione per le audizioni, sessantuno documenti pervenuti dai soggetti interessati. A settembre le valutazioni dei consiglieri e poi il voto in Aula

Il presidente Volpini: «Un lavoro impegnativo e costante in commissione che ha coinvolto i portatori di interesse per migliorare l’atto e fare sintesi fra le diverse istanze del territorio e degli operatori sanitari con un unico obiettivo: la salute dei cittadini marchigiani e la qualità dei servizi»

ANCONA, 25 LUGLIO 2019 – Tredici sedute, oltre sessanta documenti pervenuti ed un lavoro incessante condotto da marzo a luglio 2019 per approfondire e migliorare il Piano sanitario proposto dalla Giunta. La commissione consiliare Salute ha concluso il percorso delle audizioni, ora la parola ai singoli consiglieri per le proposte di modifica ed integrazione dell’atto di programmazione sanitaria che poi andrà al vaglio dell’Aula. «Il testo ci è stato assegnato a febbraio – sottolinea il presidente della commisione Salute, Fabrizio Volpini – ed abbiamo immediatamente iniziato ad analizzarlo, calendarizzando le audizioni con tutti i portatori di interessi». Tredici le sedute svolte nel corso dei mesi e che hanno visto l’ascolto di sindacati, associazioni dei medici e delle professioni sanitarie, dirigenti medici, Università Politecnica delle Marche, enti del servizio sanitario, ordini delle professioni sanitarie, comitati di partecipazione, associazioni scientifiche, presidenti delle Conferenze dei sindaci dei Comuni delle aree vaste. Tantissime le osservazioni, le considerazioni e le proposte avanzate durante le sedute, sessantuno delle quali tradotte in documenti. Prossimo step: gli emendamenti da parte dei consiglieri, l’approvazione in commissione ed infine la discussione e l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa. «Dopo il confronto in maggioranza – riprende Volpini –, vista l’importanza e l’entità dei contenuti del Piano si è deciso di avviare una valutazione puntuale e meticolosa dell’atto, aperto ovviamente, dopo aver raccolto le istanze del territorio e dei portatori di interessi, anche alle istanze dei consiglieri regionali che potranno presentare emendamenti». Conclusa l’analisi da parte dei consiglieri, il voto del Consiglio regionale. «Il lavoro delle audizioni in commissione è stato impegnativo, ma proficuo – commenta Volpini – ed ha portato, e questo era lo scopo affermato sin dall’inizio, alla raccolta di proposte utili alla definizione di un Piano dettagliato e puntuale che riesca a fare buona sintesi delle varie richieste dei territori e degli operatori sanitari, con un unico obiettivo: la salute ed il benessere dei cittadini marchigiani ed il miglioramento dei servizi».

Sanità, sindaci dell’Ambito 21 uniti per chiedere alla Regione di “scoprire le carte”

 




Sanità, sindaci dell’Ambito 21 uniti per chiedere alla Regione di “scoprire le carte”

Riunione in Municipio dei primi cittadini per ribadire la posizione comune sulla ubicazione dei presidi ospedalieri

San Benedetto del Tronto, 2019-07-25 – Presieduto dal sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti, si è riunito stamane il Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale n. 21 per  prendere in esame la questione della mozione da far approvare dai rispettivi Consigli comunali, in analogia con quanto ha fatto San Benedetto, sul numero e dislocazione dei presidi ospedalieri nella provincia di Ascoli Piceno. Erano presenti il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini, il Vicesindaco di Montalto delle Marche Graziella Cocci, il sindaco di Montefiore dell’Aso Lucio Porrà, il vicesindaco di Monteprandone Daniela Morelli.
E’ stato ricordato come, nella Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta n. 5 del 26 febbraio scorso, furono poste a votazione tre mozioni: la prima sosteneva la richiesta alla Regione di tre ospedali, uno nuovo di primo livello, e due di base corrispondenti ai due attuali presidi di San Benedetto e Ascoli. Questa mozione passò con il voto della maggioranza dei Sindaci presenti (che però rappresentavano una popolazione numericamente minoritaria) mentre i primi cittadini dell’Ambito territoriale 21 ne presentarono un’altra, bocciata, per avere un ospedale di primo livello in prossimità della costa, ovvero dove si concentra la maggior parte della popolazione, e uno di base ad Ascoli Piceno. Il sindaco di Grottammare Piergallini presentò una terza mozione, respinta anch’essa, volta a sostenere la richiesta dei 3 ospedali ma aggiungendo che, qualora tale proposta non possa essere attuata, sarebbe necessario puntare sull’ospedale di primo livello sulla costa e di base ad Ascoli.
Nella riunione odierna, Piergallini ha confermato che il contenuto della mozione che egli proporrà al Consiglio comunale di Grottammare ricalcherà quella da lui già avanzata in Assemblea dei Sindaci. Per i presenti al tavolo di stamane, dunque, le finalità del documento di Grottammare non si discostano sostanzialmente dalle richieste formulate dagli altri Comuni dell’area costiera perché finalizzate a costringere la Regione a “scoprire le carte” indicando chiaramente quale strategia intende percorrere.
E’ stato ribadito, infatti, che il termine “ospedale” ha, ai sensi del decreto Balduzzi, un significato ben preciso, comportando, anche per quelli di base, la possibilità di gestire anche i “codici rossi”, con dunque tutte le specialistiche necessarie a intervenire su situazioni particolarmente gravi.
“La posizione assunta dal Consiglio comunale di San Benedetto è dunque condivisa da tutti i Comuni dell’Ambito, anche dai Sindaci che non sono potuti intervenire ma che ho sentito telefonicamente. Nel frattempo, ho scritto per l’ennesima volta a Crescioli – aggiunge Piunti – per sapere se domani, quando verrà a San Benedetto per inaugurare una TAC, troverà anche il tempo che sinora non ha mai trovato per ascoltare i Sindaci di questo territorio che chiedono tutti chiarezza e risposte adeguate alle nostre proposte basate su dati di fatto inoppugnabili e sul rispetto della legge, la quale, lo ricordo, per aree aventi caratteristiche come la nostra prevede un ospedale di primo livello”.




Ospedale nel Piceno? Trino

LETTERA DEL SINDACO AL PRESIDENTE CERISCIOLI SULLA IPOTESI DEI TRE OSPEDALI NEL PICENO

 




Ospedale Unico del Piceno, Urbinati precisa

OSPEDALE UNICO DEL PICENO, URBINATI: «PRONTI AD ANALIZZARE NUOVE PROPOSTE SE ARRIVERANNO DALLA CONFERENZA DEI SINDACI PER L’UBICAZIONE DELLA NUOVA STRUTTURA. L’OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO PUÒ ESSERE UNO SOLO, MA LA LEGGE DELLO STATO PREVEDE ANCHE UN OSPEDALE DI BASE»

Il capogruppo torna sulla discussione dopo le sue affermazioni alla stampa e le dichiarazioni rilasciate dal presidente Ceriscioli

ANCONA, 17 OTTOBRE 2018 – «Non ho mai detto che nel Piceno si faranno due ospedali. La posizione a tal proposito è consolidata da due anni. È vero però, come ribadito anche dal presidente Ceriscioli, che se la Conferenza dei sindaci dovesse proporre soluzioni alternative all’ubicazione della struttura ospedaliera, questa sarà presa in considerazione dalla Regione»Così il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, precisa le sue affermazioni uscite sulla stampa in merito alla discussione sulla realizzazione dell’ospedale unico del Piceno e dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente Ceriscioli. «Il percorso sull’ospedale unico della provincia è stato avviato nel 2012riprende Urbinati –. Recentemente la Conferenza dei sindaci ha indicato il sito di Pagliare del Tronto come luogo per l’edificazione della nuova struttura e la Regione ne ha preso atto. Come accaduto però in altre province, in particolare Macerata e Pesaro, se a breve dovesse arrivare alla Regione la proposta di un’ubicazione alternativa, sempre avanzata dalla Conferenza dei sindaci, l’amministrazione regionale la analizzerà. Ribadisco infineconclude Urbinati, che né io né la Regione abbiamo mai sostenuto la possibilità di costruire due ospedali nel Piceno, ma ricordo che il decreto Balduzzi, che è legge dello Stato, prevede per la provincia di Ascoli Piceno, un unico ospedale di primo livello, uno solo, da realizzare, ed il mantenimento di un ospedale di base».

Ceriscioli: “Ospedale Unico di 1° livello nel sito scelto dai sindaci del Piceno”

 




Ceriscioli: “Ospedale Unico di 1° livello nel sito scelto dai sindaci del Piceno”

Il Presidente precisa la posizione della Regione dopo le dichiarazioni apparse sulla stampa del capogruppo Pd in consiglio regionale, Fabio Urbinati.

Ancona, 2018-10-17 – In merito alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale del capogruppo Pd in consiglio regionale Fabio Urbinati, secondo cui nell’Ascolano “si andrebbe verso la realizzazione di due ospedali, uno di primo livello e uno di base al posto dell’ospedale unico di Spinetoli” e che il Presidente della Regione Marche Ceriscioli condividerebbe questa soluzione, interviene per precisare e ribadire lo stesso Governatore delle Marche.

“La mia posizione e quella della Regione – sottolinea Ceriscioli – è quella già più volte ribadita in tante occasioni e in tanti incontri pubblici, ovvero che occorra realizzare un unico ospedale di primo livello e che la collocazione giusta sia quella scelta dalla Conferenza dei Sindaci, ovvero nella Vallata del Tronto. Se poi i sindaci, sul luogo, dovessero cambiare idea, la loro scelta diventa anche la nostra, sempre che nel frattempo non si siano avviati i lavori nell’area già individuata. Ma su un solo ospedale di primo livello non ci sono dubbi”.

“In questo territorio – ribadisce il Presidente – abbiamo fatto esattamente quello che è stato fatto da altre parti, abbiamo utilizzato un metodo di calcolo per aprire un dibattito e poi sono stati coinvolti i sindaci che hanno fatto delle scelte precise. L’importante è andare verso un’unica struttura di eccellenza, perché i cittadini chiedono servizi di qualità, non un ospedale a cento metri da casa”.

Ospedale Unico del Piceno, Urbinati precisa

 

 




Caro Ceriscioli ti scrivo…

Ugl sanità provinciale e Ugl medici del Piceno si rivolgono al Governatore Ceriscioli
San Benedetto del Tronto – Ospedale unico pre-elettorale e nomine di vertice in Asur5 (direttore generale e direttori di unità operative), l’aria elettorale mediatica riguardo la scelta del primo sta offuscando la visuale pubblica sui secondi.
Mentre il Governatore prevede carotaggi per l’annunciato ospedale unico (che ha più il sapore di bastone e carota per contenere gli animi di chi richiede l’azienda ospedaliera, per la quale oggi  non ci appassioniamo), si sta organizzando l’attribuzione del ruolo al prossimo direttore generale, che speriamo sia meno soffocato possibile dalla politica nostrana. Mentre il Governatore annuncia che l’ospedale unico annullera’ i viaggi in ambulanze tra Ascoli e San Benedetto, ci stiamo giocando il futuro dell’emergenza territoriale attraverso la nomina di due primari di pronto soccorso (Ascoli e San Benedetto) e di un nuovo capo dipartimento di emergenza. Sull’emergenza territoriale c’è e ci sarà molto da fare, soprattutto sulla visione gestionale delle medicine d’Urgenza, sulle quali pesa la cronica carenza di posti letto nei reparti, sulla qualità assistenziale erogata, sulla carenza di personale, con in testa i carichi di lavoro del personale. Il mito dei modelli teorici cozzano con la realtà che vivono utenti e dipendenti turnisti in prima linea.

Auspichiamo che la medicina d’urgenza non rappresenti la foglia di fico per nascondere la carenza dei posti letto, ricorrendo sempre alle convenzioni private. Se da una parte il Governatore annuncia livelli alti per l’emergenza, dall’ altra parte annunciamo che avremo molto da chiedere di preciso sull’argomento: su quali organigrammi, su quali protocolli operativi che riconsegnino dignità agli operatori ed agli utenti, questi ultimi magari costretti a lunghi viaggi da Ascoli o San Benedetto verso Ancona (andata e forse ritorno), verso le eccellenze, attraverso 200 km di soffice strada ed autostrada. L’eliminazione dei doppioni può passare attraverso una riorganizzazione dei due plessi senza condizionamenti da microchip politici! Chiediamo troppo? Troppa trasparenza chiediamo? Un polo di eccellenze nel sud Marche lo avremmo visto in ipotetica azienda ospedaliera tra fermo, ascoli e san benedetto. Oggi siete poco credibili quando parlate di eccellenze, siete invece molto più credibili sul versante di politica sanitaria edilizia.

 

Ugl sanità provinciale
Ugl medici



Ospedale Unico del Piceno, Orgoglio Civico scende in campo

Orgoglio Civico scende in campo e si spenderà in termini di iniziative per contribuire al meglio a favore della sanità pubblica.

San Benedetto del Tronto – La situazione sanitaria nel piceno e nella Regione Marche non permette di rimanere inerti, anzi, auspichiamo una unione di forze civiche e politiche affinché ci si adoperi per ottenere il bene dei cittadini.

Vista la non chiarezza di intenti, in termini di programmazione sanitaria, in particolare nel piceno, riteniamo necessario spendere tutte le forze a disposizione, compreso il coinvolgimento formale del Ministro Giulia Grillo, affinché si faccia chiarezza sul destino dell’Ospedale Madonna del Soccorso e dell’Ospedale Mazzoni, in virtù, anche, di un ipotetico Ospedale Unico proposto dalla stessa Regione Marche, per l’ennesima volta in un ventennio.

La spesa complessiva in termini di ristrutturazioni intraospedaliere, al Madonna del Soccorso ed al Mazzoni,  per milioni di euro, trova maggiore concretezza rispetto ad una proposta di Ospedale Unico, a due anni dalle prossime elezioni regionali.

Il Piceno, pertanto, merita maggiore chiarezza in termini di programmazione sanitaria ma soprattutto, pretende di recuperare il divario con un nord dove maggiormente si investe.

Porteremo pertanto all’ attenzione del  ministro alcune anomalie, non tanto per fare dichiarazioni roboanti, ma perché riteniamo che nel piceno ci sia necessità di maggiore chiarezza di intenti.

Conosciamo bene la legislazione sanitaria, anche in merito alla nota autonomia regionale, ma ciò nonostante non si può pensare di rimanere a guardare di fronte ad un interesse pubblico, gestito da soldi pubblici, quale è la sanità.

I due ospedali riguardano un bacino di utenza che merita attenzione anche in relazione al Balduzzi.

Purtroppo vediamo che sta prendendo troppo piede l’aspetto elettoralistico, rispetto alle necessità socio sanitarie di un bacino di utenza, a nostro parere, da programmare come polo attrattivo dal punto di vista di eccellenze sanitarie. Il sud marche risulta pertanto una opportunità che può essere senza sconvolgere strutturalmente l’esistente ma agendo principalmente sulla programmazione sanitaria.

Orgoglio Civico