L’aquila, regina dei Sibillini

Un video, realizzato dall’Associazione L’Occhio nascosto dei Sibillini in collaborazione con il Parco, documenta la vita di questo straordinario rapace, simbolo della biodiversità.

Visso, 06.11.2020 – L’Occhio nascosto dei Sibillini è una associazione che raccoglie alcuni appassionati di montagna e natura che hanno dato vita ad un progetto di studio e promozione del patrimonio naturalistico dei Monti Sibillini. Tra le diverse attività portate avanti in questi anni, migliaia di fotografie e video che documentano la vita degli animali nei contesti più nascosti e difficilmente raggiungibili. L’ultimo lavoro, realizzato da Lorenzo Lambertucci, Stefano Ciocchetti e Giuseppe Del Balzo Ruiti, è un video documentario dedicato all’aquila con immagini inedite che raccontano la nascita e lo sviluppo di un aquilotto che spicca il volo e può librarsi alto nel suo regno, tra le nuvole che sovrastano i Monti Sibillini.

L’Occhio nascosto dei Sibillini ha deciso di riservare al Parco il privilegio di essere il primo a presentare il video sui propri canali di comunicazione cedendo all’ente i diritti di utilizzo per le specifiche finalità. Il titolo del video è “Futura, regina dei Sibillini”, nome attribuito al rapace nascituro, ed è visionabile sulla pagina Facebook del Parco Nazionale e su quella de “L’Occhio nascosto dei Sibillini” al link: https://www.youtube.com/watch?v=bL3z2-po9As&feature=emb_logo
Secondo le indagini più recenti il numero di aquile presenti nel Parco si aggira intorno alle 6/7 coppie nidificanti. “È un numero significativo per l’Appennino – sottolinea il biologo del Parco, Alessandro Rossetti – ed è indice del ruolo positivo dell’area protetta sulla tutela della natura: infatti dall’istituzione dell’ente Parco le coppie di aquila sono raddoppiate. Una situazione quindi favorevole alla sopravvivenza di questa specie che, pur non essendo a rischio di estinzione, oggi in Italia è comunque un animale che trova difficoltà a mantenersi nei contesti ambientali a causa della presenza umana che talvolta sfocia in comportamenti fuori legge con uccisioni con armi da fuoco e veleno. Queste immagini documentano una coppia ed il loro piccolo che viene nutrito e cresciuto fino all’approccio al volo. Un lavoro prezioso che conferma l’elevato valore della biodiversità del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, da custodire e preservare con cura”.

 



Visso, rifugio di Cupi: avviso esplorativo per l’affidamento

Strutture temporanee pronte e già disponibili per il sito di Cupi. A breve l’avviso per il rifugio Colle Le Cese.

Visso, 01.11.2020 – Il Parco ha emanato un avviso esplorativo per testare la disponibilità di potenziali gestori per il rifugio di Cupi sito nel territorio comunale di Visso. Si tratta di strutture temporanee, denominate RESP, che verranno poi rimosse all’avvenuto ripristino strutturale del rifugio. Il RESP di Cupi consiste in quattro unità abitative, di cui una destinata all’accoglienza di persone disabili, dotate di tutti i servizi necessari ed anche di impianto fotovoltaico. Rappresentano un supporto fondamentale per coloro che svolgono attività di trekking, passeggiate o altre attività di tipo naturalistico, anche per il loro essere inserite nel circuito escursionistico del “Grande Anello dei Sibillini”. È stato, inoltre, realizzato un percorso in cemento architettonico, che potrebbe consentire la fruizione in autonomia di una parte dello spazio esterno anche ai diversamente abili.

A questo avviso, consultabile sul sito del Parco al seguente link: http://www.sibillini.net/attivita/avvisiEPubblicazioni/bandi/index.php, farà seguito a breve un nuovo avviso per il RESP Colle Le Cese sito nel comune di Arquata del Tronto. “Portiamo avanti il lavoro di recupero della fruibilità di strutture ricettive attraverso costruzioni temporanee, i RESP appunto, che consentiranno agli amanti della montagna e del nostro Parco di poter pernottare e fermarsi più tempo per godere del territorio” sottolinea il presidente del Parco, Andrea Spaterna. “Sono previste altre strutture, come ad esempio quelle di Montegallo, sempre nell’ottica di potenziare la fruibilità del Parco in modalità compatibili con il suo ecosistema, nonché di proseguire nella valorizzazione delle sue straordinarie bellezze. In questo senso riveste una particolare valenza l’aver progettato alcune unità abitative per l’accoglienza di persone disabili, a significare l’attenzione che l‘Ente ha sempre riservato a chi è meno fortunato. Mi auguro – conclude Spaterna – che questi avvisi esplorativi trovino accoglienza ed interesse e che possano contribuire anche a rilanciare l’economia del territorio”.



Censimento del cervo all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

AL VIA IL 6 OTTOBRE
 

Visso, 30.09.2020 – Anche quest’anno verrà ripetuta l’esperienza del censimento del cervo all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. “Si tratta del 12° censimento – sottolinea Alessandro Rossetti, biologo del Parco – finalizzato a darci una indicazione sul numero di cervi dislocato all’interno dell’area protetta. Ad oggi abbiamo rilevato circa 800 individui concentrati prevalentemente sull’alta valle del Nera, un numero importante considerando che il cervo è stato reintrodotto nel territorio del Parco nel 2005”. La modalità di conteggio sarà realizzata tramite il bramito, ossia il tipico vocalizzo emesso dai cervi maschi nel periodo degli accoppiamenti per difendere il proprio territorio e il possesso dell’harem.

Il censimento rientra tra le attività previste nel progetto WOLFNET 2.0 direttiva biodiversità promosso dal Ministero dell’Ambiente. Quest’anno però non sarà possibile partecipare se non per chi ha già sperimentato in passato questa esperienza ed ha già svolto la formazione prevista per il censimento. “Purtroppo, le misure anticovid – dichiara Andrea Spaterna, presidente dell’ente – ci hanno spinto a valutare più opportuno il limitare la partecipazione. Per cui mi appello a quei volontari che vorranno ripetere questa attività perché si mettano in contatto con noi, se non ancora raggiunti dalle nostre comunicazioni. Partecipare è interessante ed utile perché può consentire al Parco una azione di controllo necessaria per monitorare il trend di crescita della popolazione dei cervi, considerando che parliamo di un mammifero che contribuisce alla ricostruzione degli equilibri naturali e che rappresenta un’importante preda naturale per il lupo”. L’appuntamento è per martedì 6 ottobre alle ore 18 presso la sede del Parco a Visso. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del Parco all’indirizzo http://www.sibillini.net/primoPiano/index.php

 




Parco Nazionale dei Monti Sibillini e RisorgiMarche: un successo che nasce dalla collaborazione

Visso, 23.09.2020 – Due i concerti targati RisorgiMarche e patrocinati dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che sono andati ad impreziosire il calendario 2020 del grande festival della solidarietà per la rinascita delle comunità colpite dal sisma del 2016. Il 13 agosto a Bolognola era stato protagonista di un suggestivo concerto all’alba lo String Quartet di Marco Santini, musicista e compositore del brano “Il CrDAisto delle Marche”, melodia che emozionò anche Papa Francesco. Lo scorso 5 settembre, invece, Ussita aveva fatto da palcoscenico al percussionista Marco Pacassoni. 

È il presidente dell’Ente, Andrea Spaterna, a sottolineare il valore della collaborazione e ad accogliere con soddisfazione il successo registrato dai due concerti: “RisorgiMarche, in quattro anni di attività, ha dato un contributo importante al territorio e il Parco, impegnato sul fronte della valorizzazione dell’offerta turistica e sulla riscoperta di luoghi e paesaggi, sempre nel rispetto della salvaguardia ambientale di questo immenso patrimonio naturale, ha accolto e sposato queste due iniziative di pregio. I concerti, uno all’alba e l’altro al tramonto, oltre a rappresentare due momenti di grande suggestione musicale, nell’assoluto rispetto delle norme anti covid, sono stati accompagnati da escursioni guidate alla scoperta dei meravigliosi  luoghi della nostra terra”.




Dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini il cordoglio per Paola Lucarini

PARCO: CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL CARABINIERE FORESTALE PAOLA LUCARINI

 

Visso, 2020-09-22 – Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, per voce del presidente Andrea Spaterna, esprime il proprio cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Paola Lucarini, il carabiniere forestale scomparso giovedì scorso per un malore improvviso. “I carabinieri forestali rappresentano una parte fondamentale del grande lavoro di tutela e valorizzazione dell’ambiente che sottende alla gestione di un Parco. Paola Lucarini per tanti anni ha interpretato questo compito in modo esemplare. Ci stringiamo a coloro che l’hanno conosciuta e apprezzata, auspicando che il suo esempio possa contribuire ad accrescere amore e passione per questo lavoro e per l’ambiente in generale. Di certo, questo è lo spirito che anima il corpo dei carabinieri forestali e che ogni giorno ha guidato l’operato di Paola”.



Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Carlo Bifulco a fine mandato

PARCO, FINE MANDATO PER IL DIRETTORE BIFULCO: “ANTROPIZZAZIONE E NATURA LA SFIDA DEL FUTURO”

Una serie di domande per fare il punto su 4 anni di direzione segnati, in modo importante, dall’esperienza del sisma

Visso, 31.08.2020 Esattamente 4 anni fa cominciava l’esperienza di Carlo Bifulco come direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un curriculum importante alle spalle, con studi in ingegneria naturalistica e gestione dei parchi che l’hanno portato a ricoprire il ruolo di direttore del Parco Nazionale del Vesuvio e ad insegnare in prestigiose università come quella di Coimbra, in Portogallo, di Murcia, in Spagna, e alla Federico II di Napoli. Poi l’approdo il primo settembre 2016 in quel di Visso, al Parco dei Monti Sibillini, in un momento tutt’altro che facile a causa degli eventi sismici che hanno segnato in modo significativo la “sua” direzione che, ricordiamolo, scade oggi, 31 agosto 2020.

Nonostante ciò, o forse proprio per questo, Bifulco ha saputo qualificare il suo impegno cercando di restituire al Parco, per quanto possibile, un ruolo non di gendarme del territorio bensì di avveduta tutela e valorizzazione in un’ottica collaborativa con gli enti locali non ponendosi mai pregiudizialmente contro, offrendo idee e suggerimenti per condividere, nei progetti proposti, gli obiettivi del parco.

Rivendico il numero di autorizzazioni e nulla osta concessi in questi anni a chi, ovviamente, aveva il diritto di ottenerli, ma anche che pochissimi sono i casi in cui ci siamo trovati ad esprimere parere negativo: solo quando era evidente che le richieste cozzavano palesemente con la normativa vigente sottolinea Bifulco.

A lui chiediamo di tracciare una panoramica delle principali attività svolte in questi quattro anni di servizio che lo hanno visto collaborare dapprima con il presidente Oliviero Olivieri, poi con Alessandro Gentilucci ed infine con l’attuale presidente Andrea Spaterna.

Subito dopo il terremoto abbiamo predisposto, di concerto con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un programma di attività per promuovere la ripresa socio-economica dei territori colpiti dal sisma che vertesse su alcuni punti cardine: in primis la conservazione e gestione della biodiversità, del territorio e del paesaggio; lo sviluppo e la promozione del turismo sostenibile; la continuazione dei progetti di ricerca e di educazione ambientale; l’implementazione di una capacità di dialogo con gli altri enti di gestione del territorio; una revisione del modello organizzativo dell’ente volta ad acquisire una maggior efficienza, trasparenza e sostenibilità.

A proposito di biodiversità, vogliamo dare qualche numero del Parco?

Cominciamo dai lupi: 16 branchi con una popolazione totale stimata ad oggi tra i 75 e gli 81 esemplari. 129 camosci, numero minimo certo di esemplari censiti nel 2018 che però, secondo i più recenti rilevamenti, potrebbero sfiorare le 230 unità. Una stima di oltre 350 cervi censiti con il metodo del bramito. 743 cinghiali rimossi tra catture ed abbattimenti solo nel 2019. Relativamente agli anfibi 10 specie rilevate nell’ultimo censimento di cui 7 con stato di conservazione favorevole. E poi ancora un trend in crescita sulla presenza delle coturnici, 14 specie di chirotteri censite, il ripopolamento dei corsi d’acqua del Parco con trote mediterranee e, dulcis in fundo, il Chirocefalo del Marchesoni che, nonostante le cattive condizioni climatiche, continua a resistere anche in virtù degli accorgimenti e protezioni che come Parco abbiamo messo in atto: mi riferisco in particolare alla rete di protezione che abbiamo applicato in quota, intorno al lago di Pilato.

Sulla biodiversità nel Parco abbiamo fatto il punto nel marzo del 2019 presentando i risultati dei progetti scientifici in atto in un convegno tenutosi a Preci che ha previsto la presentazione di relazioni e libri, ma anche dibattiti e tavole rotonde cui ha partecipato il vicepresidente di EuroParc, Paulo Castro. Un momento di confronto interessante mai realizzato sinora, a 25 anni dalla istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Di solito gli allevatori e gli agricoltori si lamentano, giustamente, dei danni al patrimonio zootecnico e agricolo causato da lupi e cinghiali…

Sì, però segnalo come si sia riscontrata una progressiva diminuzione dei danni registrati e della richiesta dei relativi indennizzi, a significare una buona gestione combinata delle popolazioni di lupo e cinghiale. Siamo passati da circa 232.000 euro di indennizzi pagati nel 2016, ai circa 86.000 euro del 2019… E come Parco abbiamo messo in atto una serie di iniziative come, ad esempio, i contributi per l’elettrificazione dei recinti, prima per la difesa delle greggi e ora per la difesa delle colture, o il recentissimo bando per selettore di cinghiali.

Torniamo un attimo sulla questione delle autorizzazioni e dei nullaosta e concentriamoci sul 2019 per capire come il Parco interagisce con il mondo esterno…

Come già sottolineato, ho cercato di dare un’impronta di chiara efficienza ed approccio collaborativo al nostro operato. Solo nell’anno passato, ad esempio, abbiamo istruito 217 pratiche di nullaosta rilasciandone 115 positive, 100 positive in conferenza dei servizi e soltanto due negative. Abbiamo stilato 56 pareri di Valutazione di Incidenza Ambientale positivi e un parere di VIncA negativo. Abbiamo istruito 113 autorizzazioni paesaggistiche, e potrei continuare con le autorizzazioni delle attività sportive e per i voli dei droni… Mi sembrano numeri che parlano da soli.

Il sisma ha comportato anche l’abbandono della storica sede di Visso per inagibilità della stessa e, dunque, l’esigenza di una delocalizzazione forzata che ha visto gli uffici distribuirsi tra Visso, Tolentino e Foligno…

La scossa del 26 ottobre 2016 ha reso gli uffici inagibili, le repliche del 30 ottobre li ha resi inaccessibili. Tuttavia, sin da subito, abbiamo cercato di riorganizzarci e dopo pochi giorni, il 4 novembre 2016, l’operatività è ripresa quasi al 100% grazie alle delocalizzazioni attivate presso l’istituto Zooprofilattico di Marche e Umbria con sede a Tolentino e presso gli uffici di Foligno della Protezione Civile dell’Umbria. A Visso, nei container che ospitavano il Comune, avevamo a disposizione uno spazio per gestire le prime urgenze e far fronte alle prime richieste: tra queste, ad esempio, quella di aiutare gli allevatori, viste le difficoltà di sistemazione del bestiame a causa del crollo di numerose stalle, con una raccolta fondi da destinare all’acquisto di recinzioni elettrificate a protezione degli animali.

Quali sono le progettualità che, nonostante l’emergenza, hanno caratterizzato il lavoro del Parco nel primo periodo post sisma?

Di sicuro il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile, un processo condiviso e partecipato tra enti e soggetti pubblici e privati del territorio che ha consentito di individuare strategie di rilancio per l’economia turistica e liberare risorse per oltre 20 milioni di euro nel quinquennio 2018/22. Parliamo di 99 progetti imperniati sulla sostenibilità ambientale come impronta qualificante. Il Parco ha ricevuto il certificato di rinnovo della CETS a fine 2019, presso gli uffici della Commissione Europea a Bruxelles. Voglio ricordare che quello dei Monti Sibillini è stato il primo parco nazionale italiano ad aver ricevuto questa attestazione e ad aver ottenuto il rinnovo già tre volte.

Altro intervento importante la possibilità di recuperare risorse per il ripristino dei sentieri rimasti danneggiati dal terremoto che sebbene rappresentassero soltanto il 20% del totale hanno comunque limitato la fruibilità complessiva del Parco trattandosi di percorsi qualificanti come la zona di Monte Bove, l’Infernaccio, le cascate dell’Acquasanta, il sentiero dei mietitori…

E comunque l’assoluta continuità dei lavori in corso, dalle pratiche di nullaosta alle valutazioni di incidenza ambientale ai tanti progetti scientifici da seguire e monitorare…

Finalmente, a dicembre 2018, la riunificazione del personale in un unico spazio, una sorta di ritorno a casa…

Si, dopo due anni siamo riusciti a far tornare tutto il personale in una sede provvisoria, ma unica, nel Comune di Visso. Non solo, abbiamo avuto la possibilità di implementare la pianta organica con l’inserimento di nuove figure a tempo determinato. Tutto questo ci ha ridato la determinazione necessaria per affrontare i mesi a venire, nella consapevolezza che entro un tempo ragionevole sarebbero iniziati i lavori per la costruzione della sede temporanea del Parco, e così è avvenuto perché a settembre 2019 è stata posta la prima pietra e ad ottobre 2020 è previsto il trasferimento degli uffici nella nuova sede.

Nel frattempo, il Parco è divenuto collettore di fondi straordinari messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per un programma di interventi incentrati sull’adattamento e sulla mitigazione del cambiamento climatico. Una opportunità che si ripeterà anche nel 2020…

Lo stanziamento previsto per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nel 2019 è stato di oltre tre milioni di euro e sono stati approvati dal Consiglio Direttivo ventiquattro nuovi progetti che hanno una disponibilità di fondi già incamerati dall’ente con una apposita variazione di bilancio. Per il 2020 è in corso la definizione di un nuovo programma di interventi per un totale di circa 4.5000.000 euro. Si tratta di risorse importanti che contribuiranno senz’altro al rilancio dell’intero territorio montano.

Risorse ma anche nuove idee per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Mi riferisco in particolare al forest bathing, uno dei suoi cavalli di battaglia. Cosa c’è dietro questa formula che sta prendendo sempre più piede come nuova frontiera della salute a contatto con la natura? Cosa può diventare una foresta per il Parco oltre a risorsa ambientale?

Il forest bathing in realtà è una disciplina antica, perché il valore e la conoscenza delle piante come strumenti per il benessere sono antichi quanto l’uomo. Si tratta quindi di osservare la foresta come uno spazio di rigenerazione fisica e spirituale per chi vuole immergervisi. Ma niente new age, vi sono elementi scientifici che provano come questa disciplina possa davvero attivare forme di cura integrative grazie a sostanze come i monoterpeni che interagiscono con la pelle e le mucose ed hanno ricadute positive sulle funzioni immunitarie e più in generale sul benessere complessivo di ognuno di noi. L’impegno, mio e del consiglio direttivo, in questi ultimi mesi, è stato quello di implementare questa idea e partecipare alle attività di EUROPARC nell’ambito del progetto Healthy People Healthy Parks individuando nel parco Nazionale dei Monti Sibillini degli itinerari appropriati dove svolgere attività di forest bathing. Ci candidiamo ad essere il primo parco in Europa dove il forest bathing può sperimentarsi in modo totale, un’esperienza immersiva che porti a considerare il Parco come serbatoio di salute per tutta la popolazione ed in particolare per il recupero delle sindromi dovute allo stress. Nell’aprile 2020 avremmo dovuto tenere un convegno di lancio del forest bathing nei Sibillini con la partecipazione del Ministro dell’Ambiente ma purtroppo l’emergenza covid 19 ha bloccato tutto. Rimane tuttavia la definizione di un percorso che porterà inevitabilmente a considerare le foreste come una risorsa legata ad un turismo salutare, sempre più diffuso tra chi ama sperimentare forme consapevoli e responsabili di viaggio, cammino e sosta.

Quali questioni aperte ancora permangono per il futuro del Parco?

Purtroppo ancora tante. Penso ad esempio alla necessità di assicurare una convivenza possibile tra antropizzazione e natura, come del resto è nella storia millenaria di questi luoghi, abitati da sempre, e dove si è saputo costruire un equilibrio tra uomo ed ambiente. Il terremoto purtroppo ha distrutto questo delicato equilibrio ed il rischio desertificazione è divenuto reale nel senso che in molti hanno deciso di lasciare la montagna. Accelerare sul piano della ricostruzione, nel rispetto dello straordinario patrimonio naturale del territorio, potrebbe significare ridare un futuro a chi ha scelto di rimanere qui, nonostante le difficoltà. Altro aspetto delicato è senz’altro quello legato alle risorse idriche ed ai cambiamenti climatici. Inutile nascondersi dietro ad un dito, il problema è evidente e c’è, con tutte le sue ricadute anche sulla vita di ognuno di noi. Dovremo saper sfruttare al meglio le riserve di acqua di cui disponiamo individuando strategie condivise senza fughe in avanti frutto di speculazioni o campanili.

Anche sul piano della comunicazione il Parco ha cercato di interagire con i tanti appassionati di queste terre che, soprattutto nel periodo post sisma, hanno conosciuto una solidarietà davvero straordinaria.

Cominciamo dal sito. L’idea di creare l’oracolo della Sibilla ossia organizzare un motore di ricerca che potesse aiutare il visitatore del sito a costruirsi la propria vacanza in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze si è rivelata vincente. E poi la pagina facebook del Parco, con aggiornamenti costanti sia sulle iniziative che sulla fruibilità dei sentieri e delle strade, con post che hanno segnato numeri impressionanti in termini di like, soprattutto quelli dove protagonisti sono gli animali. Importante anche la capacità di relazione con gli organi di informazione grazie al nostro ufficio stampa… insomma, anche qui un lavoro di qualità affidato ad un piano informativo che evitasse scivolate o fronti polemici, con l’intenzione di favorire la conoscenza del Parco, delle sue peculiarità, di diffondere una modalità intelligente di approccio all’esperienza della visita.

Insomma, tutto rose e fiori?

No, chiaramente no. Ma se dovessi dare un giudizio per questa esperienza direi che è sicuramente positivo. Certo, l’Ente in questi anni si è adeguato con fatica alle innovazioni normative legate al suo funzionamento. Non solo: il Parco si trova in difficoltà a causa di un organico estremamente ridotto. Nonostante ciò, sono felice di poter dire che nel mio ruolo di direttore sono riuscito anche a migliorare il piano delle relazioni interne tra alcuni funzionari, a fungere cioè da fluidificatore per garantire a tutti uno spazio di buon lavoro e di crescita. È una eredità importante che spero, chi verrà dopo di me, saprà valorizzare. Certo, l’aver saputo creare anche un buon piano di relazioni con il consiglio direttivo, penso in particolare ad Alessandro Gentilucci, mi ha aiutato nello svolgere quest’incarico, e mi piace salutarvi con le parole che mi ha scritto il presidente Andrea Spaterna qualche tempo fa, in occasione degli auguri di Pasqua:

Carissimo Carlo,

nel farTi gli auguri, non posso non rivolgere anche a Te un ringraziamento particolare. Dal primo momento in cui sono arrivato al Parco mi hai supportato (e sopportato) in una maniera che non avrei mai osato sperare. Sei stato e continui ad essere uno straordinario compagno di viaggio che, come nessuno, sa infondere sicurezza e tranquillità; la Tua assoluta competenza rappresenta la migliore garanzia per affrontare ogni problematica con la consapevolezza di non sbagliare.

Andrea Spaterna




Obiettivo Terra: 2 i premi al Parco Nazionale dei Monti Sibillini

“OBIETTIVO TERRA” 2020: Samuele Parentella vince il primo premio con la foto del martin pescatore in azione nella Riserva Naturale della Palude di San Genuario.

 

2 Premi alle Marche. Al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la Menzione “Paesaggio Agricolo” e la Menzione Speciale “Patrimonio Geologico”, in collaborazione con la Società di Geologia Ambientale – SIGEA.

 

È Samuele Parentella il vincitore della 11a edizione di “Obiettivo Terra” 2020, il concorso fotografico dedicato alle bellezze e alle peculiarità delle Aree Protette d’Italia, promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana Onlus, per celebrare la 50esima Giornata Mondiale della Terra (22 aprile). La foto vincitrice ritrae un martin pescatore che, a pelo d’acqua, stringe nel becco una piccola preda, immortalato nella Riserva Naturale della Palude di San Genuario (Piemonte).

2 i Premi alle Marche, entrambi assegnati al Parco Nazionale dei Monti Sibillini: la Menzione “Paesaggio Agricolo”, con la foto di Francesco Castelli, Pascolo di colori, e la Menzione Speciale “Patrimonio Geologico”, in collaborazione con la Società di Geologia Ambientale – SIGEA, con la foto di Caterina Borghetti, La corona della Sibilla.

 

In collegamento video, Andrea Spaterna, Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ha dichiarato: “Le due foto premiate sono particolarmente rappresentative. Da una parte, l’altopiano di Castelluccio di Norcia, uno dei siti simbolo del nostro Parco, immortalato in un festival di colori legati alla coltivazione della lenticchia e alla presenza di altre piante, abbiamo il giallo della senape selvatica, il rosso del papavero, il blu del fiordaliso, il viola della lupinella. Dall’altra, nella foto scattata dal Monte Sibilla, si può apprezzare la stratificazione geologica della scaglia rossa con alternanze di marne e calcari. Il Monte è da sempre contesto di magia e mistero, luogo che evoca leggende legate alla sua grotta”.

 

Alfonso Pecoraro ScanioPresidente della Fondazione UniVerde, ha sottolineato: “Obiettivo Terra ha radunato in oltre dieci anni migliaia di amanti della natura e del Bel Paese. Questo patrimonio di foto è la conferma che in questo momento di emergenza i Parchi possono offrire l’occasione per un nuovo turismo più sostenibile e sicuro. La presenza di tante autorevoli presenze istituzionali e del mondo del Parchi e dell’ambiente, di persona e in collegamento, confermano la crescente stima nei confronti dei tanti cittadini attivi nella difesa della natura”.

 




Lago di Pilato: una recinzione per proteggere il chirocefalo

Visso, 02.07.2020 – Nella giornata di ieri, 1 luglio, i tecnici del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in collaborazione con i Carabinieri Forestali e l’Associazione delle Guide del Parco, si sono recati al lago di Pilato per realizzare una delimitazione fisica con lo scopo di rendere ben visibile il limite che non può essere superato dagli escursionisti che si rechino sul posto. La delimitazione è temporanea ed è costituita da paletti e filo normalmente utilizzati dai pastori per realizzare gli stazzi delle greggi. Questa misura, disposta dal direttore del Parco Carlo Bifulco, si è resa necessaria per la tutela del chirocefalo del Marchesoni, il piccolo crostaceo che in tutto il mondo vive solo nel lago di Pilato. Si tratta di un animaletto arcaico che si è adattato ad un ambiente molto mutevole, com’è quello del piccolo specchio d’acqua, che resta ghiacciato per mesi ma che in estate è soggetto anche a periodi di siccità; il chirocefalo del Marchesoni riesce a sopravvivere a queste condizioni estreme grazie alle sue uova molto resistenti, che possono sopravvivere in uno stato di quiescenza anche all’asciutto per più di un anno. 

Le condizioni del lago però sono critiche a causa di due fenomeni che si sovrappongono: i forti eventi sismici del 2016 che, come rilevato dai geologi dell’ISPRA, avrebbero provocato un aumento della permeabilità del fondo del lago, e la prolungata siccità, che segue una tendenza alla riduzione delle precipitazioni legata ai cambiamenti climatici. Il Parco dal 2018 ha messo sotto osservazione l’andamento dell’habitat del lago di Pilato e il ciclo riproduttivo del chirocefalo del Marchesoni, mediante monitoraggio effettuato dall’Università di Perugia che ha fornito anche alcune indicazioni gestionali. In questa situazione ambientale così fragile, la sopravvivenza del piccolo crostaceo dipende anche dal nostro comportamento: è infatti fondamentale da parte degli escursionisti evitare di transitare nelle aree del lago ora all’asciutto, in quanto il calpestio può danneggiare le uova del chirocefalo. È anche necessario non introdurre oggetti nell’acqua per evitare possibili contaminazioni con inquinanti o organismi estranei a questo fragile habitat.

 




Parco, pronti i nuovi rifugi escursionistici provvisori di Arquata e Montegallo

Visso, 27.05.2020 – Gli interventi di ripristino dei rifugi escursionistici provvisori (RESP) del Grande Anello assumono una rilevanza fondamentale per il rilancio del territorio dei Sibillini

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si prepara alla riapertura della mobilità tra regioni prevista a partire dal prossimo 3 giugno con il ripristino di due punti tappa del Grande Anello dei Sibillini, un percorso di circa 124 Km che abbraccia l’intera catena montuosa ed è particolarmente apprezzato dagli escursionisti perché permette di conoscere, oltre alla varietà di paesaggi e bellezze naturali, anche lo straordinario patrimonio storico culturale che il territorio custodisce. “Ecco perché – sottolinea il direttore dell’Ente, Carlo Bifulco – questi interventi di ripristino dei rifugi danneggiati dal sisma del 2016 assumono una rilevanza strategica fondamentale per il Parco”. Il progetto, avviato nel 2017, è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente e, per la sua natura emergenziale, ha beneficiato anche di un finanziamento da parte della Protezione Civile. Si è proceduto con l’installazione di strutture temporanee ad uso ricettivo denominate RESP (Rifugi Escursionistici Provvisori). Il primo intervento è stato realizzato nel comune di Montegallo, su un’area di proprietà comunale concessa in comodato d’uso gratuito al Parco “e per questo – prosegue Bifulco – ringraziamo il sindaco e l’amministrazione”. Il complesso ricettivo, collaudato il 5 maggio, consentirà di ospitare fino a 14 persone in mini bungalow. È previsto un modulo bagni per diversificare l’accoglienza e dare la possibilità agli escursionisti di pernottare in tenda. Inoltre, è in essere, col Comune di Montegallo, un accordo per la gestione congiunta dell’area plein air. Il secondo sito, collaudato il 19 maggio, è quello di Colle Le Cese, nel Comune di Arquata del Tronto. Il complesso ricettivo è stato installato in prossimità del vecchio rifugio inagibile, su proprietà del Parco, e consentirà di ospitare in mini bungalow fino a 14 persone. A breve partirà una manifestazione di interesse per individuare operatori economici interessati alla gestione. Infine, stanno per iniziare i lavori di urbanizzazione per il ripristino dell’ultimo complesso ricettivo previsto dal progetto, quello di Cupi di Visso, che ospiterà fino a 16 persone e che avrà la specificità di essere un RESP – H, ossia una struttura fruibile dalle persone diversamente abili e che prevede l’adozione di accorgimenti tali da consentire agli ospiti con disabilità di godere appieno degli spazi esterni. “Il Consiglio Direttivo del Parco – sottolinea il direttore – ha deliberato la concessione di un contributo di solidarietà per il primo anno di gestione dei rifugi sostitutivi nella forma di sconto del 50% sul canone di affidamento per il primo anno di gestione. Tale contributo, ispirato alla volontà di dare maggiore agio ai gestori nelle delicate fasi iniziali di avvio dell’attività, diventa particolarmente vitale in queste delicate fasi di ripresa post pandemia”. Il Parco si propone dunque come fattore strategico di rilancio del territorio dei Sibillini dal punto di vista turistico mettendo a disposizione degli operatori strumenti e modalità di gestione sostenibili. “Tutto questo – conclude Bifulco – è stato reso possibile grazie alla disponibilità del Comune di Montegallo, che ringrazio ad un lavoro certosino ed esemplare dei nostri funzionari, in particolare Domenico Colapietro e Valentina Lepore, e servirà a riaprire il Parco, in un’ottica sempre di grande attenzione a quelli che sono gli accorgimenti di prevenzione sanitaria, ad una fruibilità che auspichiamo sempre più ampia”.

 




Lago di Pilato, acque in calo per cambiamento climatico e terremoto

Visso, 30.05.2020 – Un’analisi dell’ISPRA mette in evidenza gli effetti negativi del sisma sulla permeabilità dello specchio d’acqua simbolo dei Sibillini. Il Parco: attenzione alle uova del Chirocefalo, il minuscolo crostaceo che vive soltanto nel lago di Pilato.

Negli ultimi anni si è registrata una crisi idrica importante che determina, con frequenza maggiore, l’abbassamento del livello delle acque del lago di Pilato. Le ragioni sono diverse, ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è subito attivato per un monitoraggio costante dello specchio d’acqua cercando di preservarne l’integrità. In quell’habitat infatti vive il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolissimo crostaceo che ha scelto da tempo immemore il lago di Pilato come sua unica dimora. Per garantirne la sopravvivenza è fondamentale non avvicinarsi alle sponde dell’invaso e, qualora le acque risultassero assenti come successo più volte in estate, è vietato calpestarne la superficie, perché lì si annidano le uova del Chirocefalo, capaci di resistere a periodi di siccità ma non, ovviamente, ai comportamenti sbagliati di persone incaute.

Un ruolo nell’implementare le conseguenze nefaste dei cambiamenti climatici che sono alla base della crisi idrica è stato giocato anche dal terremoto del 2016. Secondo uno studio dell’ISPRA, ente pubblico di protezione e ricerca ambientale, l’analisi dei dati pre e post sisma ha permesso di verificare come sia aumentata la velocità di infiltrazione delle acque del lago nel sottosuolo per una probabile variazione di permeabilità dovuta appunto agli effetti del terremoto.

“Occorre cautela ed attenzione” sottolinea Carlo Bifulco, direttore del Parco. “Temevamo questo scenario, amplificato dal sisma del 2016. Dobbiamo tutelare la specificità del lago di Pilato non solo dal punto di vista paesaggistico quanto piuttosto da quello faunistico data la presenza nelle sue acque del Chirocefalo del Marchesoni. Raccomandiamo a chi decidesse di intraprendere un’escursione verso il lago di non avvicinarsi alle sue sponde e a quel che rimane dello specchio d’acqua rispettando un areale ampio poiché sotto quel pietrisco si nascondono le uova del piccolo crostaceo, in uno stadio di diapausa. Appena le condizioni ambientali miglioreranno, il percorso di sviluppo dell’animale riprenderà continuando ad assicurarne la millenaria presenza nel lago”.

In questi giorni avrebbe dovuto tenersi un sopralluogo nel sito, effettuato da tecnici del Parco, dell’ISPRA e dell’Università di Perugia. L’ISPRA si occupa degli aspetti idrogeologici, l’Università di Perugia di quelli legati all’habitat. “I sopralluoghi dell’ISPRA e dell’Università di Perugia sono solo rimandati, per ragioni logistiche, di qualche giorno” prosegue Bifulco “mentre l’altro ieri i nostri tecnici, insieme ad alcune guide del Parco e ai carabinieri forestali, sono saliti al lago per prenderne visione e documentare la situazione in cui si trova”.

Se il fattore sismico ha giocato un ruolo nell’abbassamento del livello delle acque, di certo il fattore climatico appare tuttavia preponderante: “le scarse precipitazioni piovose e nevose di questi ultimi anni – continua Bifulco – hanno impedito il formarsi dei depositi di neve che alimentano il lago. In una prospettiva più ampia, una modalità efficace per affrontare l’emergenza climatica è cercare di implementare una forestazione intensiva delle aree marginali ed abbandonate per aumentare la capacità di intercettazione e ritenzione delle risorse idriche nel terreno e di assorbimento dell’anidride carbonica. È risaputo che la presenza di foreste migliora il clima poiché attenua le massime temperature e l’aridità conseguente. Il Parco, in questo senso, può giocare un ruolo come esempio virtuoso, ma è chiaro che l’azione deve riguardare aree fuori Parco. È lì che si giocherà la battaglia”. Anche perché non è solo il lago di Pilato a soffrire di carenza idrica, ma diversi corsi d’acqua, sorgenti e l’intero ecosistema acquatico presente nel Parco e fuori, “per cui tornare ad un uso consapevole dell’acqua – conclude Bifulco – sarà non più una scelta bensì una necessità”.