Massimo Doná, “Dell’acqua” chiude Parole&Nuvole

PAROLE & NUVOLE 2019 – LA STORIA, LA MEMORIA

CHIUSURA

MASSIMO DONÁ – DELL’ACQUA

5 APRILE – H 21,15

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARRUCHELLO

Porto Sant’Elpidio – Parole&Nuvole arriva alla chiusura della sua quinta edizione, con un terzo appuntamento davvero scoppiettante. L’inaspettato fil rouge della Storia e della Memoria perseguito in questa edizione, disorganica ma in cerca di una sua coerenza interna come la modernitá, trova un suo ennesimo sbocco e declinazione nel suo terzo e ultimo ospite. Dopo l’appassionato racconto dell’Italia contemporanea nelle parole pesanti come macigni di Giuliano Turone, ecco quelle leggere e scanzonate, eppur tremendamente attuali, del filosofo e musicista Massimo Doná, che racconterá una possibile genealogia della fluiditá ed inafferrabilitá del presente nel libro Dell’acqua, il 5 Aprile, alle ore 21,15, presso Villa Barruchello a Porto Sant’Elpidio.

Massimo Donà nasce a Venezia nel 1957, ove si laurea in filosofia con Emanuele Severino nel 1981. Collabora con il filosofo Massimo Cacciari per fondare la rivista filosofica Paradosso e in altri progetti editoriali, e intanto insegna Estetica presso lo IUAV di Venezia e presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, per poi divenire docente di Metafisica ed Ontologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Scrive da oltre vent’anni alla rivista di filosofia Anfione-Zeto ed è tra le penne più eteree del settimanale L’Espresso.

Ha affiancato alla carriera accademica in ambito filosofico quella musicale in ambito jazz, infatti, dal 2001, dopo importanti esperienze musicali con Giorgio Gaslini, Enrico Rava, Dizzy Gillespie, Marion Brown, e Kenny Drew, ha deciso di suonare professionalmente con il Massimo Donà Quartet.

Il suo approccio eclettico alla filosofia, contaminato da musica, arte, religione e storia, lo ha portato a scrivere libri in cui la ricerca filosofica penetra nei più svariati rami dell’esperienza umana, tra i piú famosi Filosofia dell’Errore: le forme dell’inciampo (2012), Parole Sonanti: filosofia e le forme dell’immaginazione (2014), L’angelo Musicante: Caravaggio e la musica (2014), e Di un’ingannevole bellezza. Le “cose” dell’arte (2018).

A Parole&Nuvole racconta, attraverso il suo libro Dell’Acqua, un viaggio filosofico da Talete, ad Eraclito ai filosofi secenteschi, al cuore della realtá culturale più fluida dei nostri giorni, vissuto attraverso la sua memoria filosofica e la sua storia immaginifica, ovvero quello dell’uomo alla ricerca di un inafferrabile e incoerente sé stesso, di un principio che lo spieghi e gli dia senso, il cui pensiero sembra nascere e provenire dall’unico elemento sfuggente eppure completamente organico e costituente che gli assomigli, ovvero l’acqua.




Giuliano Turone, “L’Italia Occulta” @ Parole & Nuvole

PAROLE&NUVOLE 2019

LA STORIA, LA MEMORIA

GIULIANO TURONE – L’ITALIA OCCULTA

21 MARZO – H 21,15

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA MURRI –  Parole&Nuvole giunge al suo secondo appuntamento, mettendo ancor piú vento in poppa alla sua scelta di indirizzare quest’anno la forza eterna della parola con un fil rouge controtendenza, ovvero La Storia, La Memoria. Sotto l’egida dell’Assessorato alla Cultura di Porto Sant’Elpidio, sostenuto dall’intraprendenza dell’assessore Luca Piermartiri, la riflessione della rassegna si volge stavolta all’Italia e ai suoi anni piú sottaciuti, all’importanza di raccontare con tutte le parole necessarie (e pesanti come macigni) gli anni che ne segnarono la svolta verso la crisi economica e culturale moderna, ovvero i ‘70 e gli ‘80, tra l’omicidio Moro e la Strage di Piazza Bologna. A richiamare dal passato i ricordi e le omertá e a catapultarli nella nostra viva realtá sará un testimone d’eccezione di quegli anni. Il 21 Marzo alle ore 21,15, presso Villa Murri, ci sará infatti il magistrato ed accademico Giuliano Turone, divenuto famoso per le sue inchieste su Michele Sindona, la Loggia P2 e Luciano Liggio, il quale presenterá il suo ultimo lucido saggio su quei venti anni di Italia che tanto gli stanno a cuore per spiegare il presente, dal titolo L’Italia Occulta.

Nato a Santa Margherita Ligure nel 1940, Giuliano Turone é stato un magistrato ed é tutt’ora scrittore e accademico italiano. È divenuto famoso nel 1974, grazie all’inchiesta e al processo che riuscirono a smantellare Cosa Nostra in Lombardia e a portare in carcere il boss Luciano Liggio. Ha proseguito la sua carriera nelle vesti di giudice nell’importante caso che vedeva Michele Sindona, banchiere e faccendiere della Mala, imputato per l’omicidio Ambrosoli, uomo che non aveva voluto falsificare documenti della banca di Sindona per evitare che fossero scoperti i suoi intrecci con Cosa Nostra e con la massoneria ai danni dello Stato. Nel corso di questo processo, tra falsi rapimenti e perquisizioni a sorpresa, Turone riuscí a scoprire la lista di tutti i parteciparti alla loggia massonica P2, gruppo di intellighenzia e amicizie potenti che aveva avuto notevole peso nella decisione di Sindona di far assassinare Ambrosoli, nella quale figurano nomi di politici di destra e sinistra, persino di personaggi come il giornalista Maurizio Costanzo e dell’allora solo imprenditore Silvio Berlusconi.

Negli anni ‘90 Turone ha diretto il suo lavoro di magistrato per istituzioni internazionali, come il Consiglio d’Europa, le Nazioni Unite e Il Tribunale Internazionale dell’Aia. Nel nuovo millennio é diventato Procuratore aggiunto della Repubblica a Milano e Giudice della Suprema Corte di Cassazione. Al suo ritiro nel 2007, ha messo comunque la sua esperienza inquisitoria e le sue grandi capacitá investigative a servizio delle future generazioni come Professore di Tecniche dell’Investigazione alla Cattolica di Milano.

Negli ultimi anni molti sono stati i libri da lui scritti come punto di raccordo e informazione pubblica sui suoi casi piú famosi, come Il Boss e Il caffé di Sindona. A Parole&Nuvole peró presenta il suo saggio ricostruttivo piú significativo, L’Italia Occulta, narrazione di raccordo dedicata agli anni delle investigazioni tra l’omicidio Moro, l’Omicidio Ambrosoli, la scoperta della P2, i segreti di Andreotti e la Strage di Bologna.




Valerio Massimo Manfredi, “Quinto Comandamento” @ Parole & Nuvole

PAROLE&NUVOLE 2019

APERTURA – VALERIO MASSIMO MANFREDI

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARRUCHELLO

14 MARZO – h 21,15

Porto Sant’Elpidio – Parole&Nuvole giunge alla sua quinta edizione, sempre baciata dal meraviglioso mare di Porto Sant’Elpidio e protetta dalla salda fiducia dell’Assessore alla Cultura Luca Piermartiri. Quest’anno la rassegna dedicata alla parola nelle sue multiformi capacitá ed attitudini, che nei precedenti anni ha deciso per una consapevole e postmoderna rinuncia alla coerenza e all’organicitá cosí tipiche del fenomeno umano, ha deciso, in risonanza con il suo spirito di incoerenza, di appoggiarsi ad un filo conduttore, scottante, apparentemente dimesso ma tremendamente attuale, ovvero quello della Storia e della Memoria.

La motivazione é presto chiara, in un eterno presente senza dimensione plastica e ai limiti del digitalismo distopico di 1984, un presente che rinuncia alla sua capacitá prospettiva per immaginare un futuro possibile, si rende necessario alla sopravvivenza dell’intelletto umano un passo indietro, ovvero cercare il fondamento dell’umanitá stessa nella sua innata capacitá di ricordare, di saltare con la mente nel passato e portare nel presente ricordi, parole e nozioni capaci di migliorare il proprio presente e progettare un futuro. Il ricordo, e quindi la Storia e la Memoria e la capacitá di impiegarle per orientare il presente e costruire le basi dell’avvenire, si configurano proprio come le capacitá che differenziano l’essere umano da tutte le altre creature e che gli danno spessore e forza intellettuale e spirituale.

Il memini latino, il tendere con tutte le forze della mente all’indietro per poi poterle riscattare e poter agire nel presente, sembra incarnarsi nel primo emblematico ospite della rassegna, ovvero l’archeologo, topografo, romanziere e conduttore televisivo Valerio Massimo Manfredi, che aprirá la rassegna il 14 Marzo alle ore 21,15 presso Villa Barruchello, con la presentazione del suo ultimo romanzo storico dal titolo Quinto Comandamento.

Nato a Castelfranco Emilia nel 1943, Valerio Massimo Manfredi ha studiato Lettere Classiche a Bologna e si é poi specializzato come archeologo in Topografia del Mondo Antico presso l’Universitá del Sacro Cuore di Milano. Ha avuto un’intensa carriera accademica tra la Bocconi di Milano, la Loyola University di Chicago e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona di Parigi, per poi condurre tra gli anni ‘70 e ‘80 diverse spedizioni di ricognizione e scavo archeologico in Italia, Israele ed Anatolia centrale, sempre alla ricerca dei resti della famosa spedizione dei diecimila mercenari di Ciro il Giovane raccontati dall’Anabasi di Senofonte. Ha raccontato i suoi studi e le sue avventure archeologiche su questo tema come visiting professor in tutto il mondo, da Oxford a Los Angeles, da Camberra a L’Avana.

Forse in maniera tardiva, ma non per questo meno efficace e sorprendente, ha scoperto alla fine degli anni ‘90 la sua vivida vocazione per la scrittura di romanzi storici, romanzi che fin dall’inizio lo hanno consacrato come uno dei maggiori narratori di storia italiani, prima tra tutti la trilogia di Alexandros (1998), dedicata alla tormentata e controversa figura di Alessandro Magno, per passare attraverso successi internazionali come Le Paludi di Hesperia (1994), dedicato alle battaglie di Enea nel Lazio antico, L’ultima legione (2002), in cui rivivono gli ultimi disperati giorni di Romolo Augustolo e dell’Italia tardoromana, e L’armata Perduta (2008), nel quale si va alla ricerca quasi topografico-archeologica delle legioni perse da Crasso in Oriente. Grazie a questa sua innata capacitá comunicativa dei temi storico-culturali attraverso intrecci avventurosi e tesissima spannung, é diventato anche amatissimo conduttore di programmi di approfondimento storico ed archeologico come Stargate-Linea di confine (1998-2007), Impero (2008) e Argo, un viaggio nella storia (2016).

A Parole&Nuvole presenta il suo ultimo e raffinatissimo romanzo storico, Quinto Comandamento, dedicato ad un coraggioso manipolo (realmente esistito, e non avrebbe potuto essere altrimenti) che sfidò il massacro civile della guerra in Congo.

Parole e nuvole

 

 




Valerio Massimo Manfredi apre Parole & Nuvole

PAROLE & NUVOLE 2019 – LA STORIA, LA MEMORIA

PORTO SANT’ELPIDIO

14 MARZO – 5 APRILE

Porto Sant’Elpidio – Parole & Nuvole torna ad animare le vita culturale primaverile del Comune di Porto Sant’Elpidio, che, anche quest’anno, con il sostegno del nuovo Assessore alla Cultura Luca Piermartiri, ha deciso di iniziare un nuovo percorso culturale dedicato, come ogni anno, alla Parola nella sua centralitá assoluta, come forgiatrice di realtá, come pietra creatrice e distruttrice di idee, concetti, veritá e falsitá, come magico tappeto che porta la mente a volare al di sopra delle nuvole, con particolare attenzione peró, quest’anno, ad un tema davvero scottante, quello della parola come mezzo per creare la Storia e la Memoria.

La direttrice artistica della rassegna, Oriana Salvucci, ha sagacemente dichiarato: “Nel 2019 vireremo dal percorso consueto e daremo una direzione: La Storia, la Memoria. La parola storica e la sua valenza. Viviamo in un eterno presente con una completa cecità del futuro. Vi è una sorta di una ineluttabilità dell’inazione, pertanto è necessario ricordare l’eredità degli avi, delle nostre madri e dei nostri padri, nella consapevolezza che siamo nani sulle spalle di giganti.”

Il centro della rassegna diventa proprio questo, riuscire a a raccontare, con tre voci eccezionalmente dotate, come la parola sia capace di creare realtá e di tramandarla, come infatti la storia si differenzi sostanzialmente da tutto il periodo precedente grazie alla sua capacitá di rendere le parole, da nuvole inafferrabili nella memoria del singolo, a segni sulla pietra vivificati dalla indelebile capacità di riportare alla mente e al cuore di ognuno un fatto e una realtá comune. Emblematica forse di questa rassegna é la parola che designa nella lingua latina l’atto del ricordare, memini, eternamente al passato anche nel suo significato presente, una parola che si allunga nel tempo oramai andato ad abbracciare i ricordi, a cingerli insieme e a trasportarli di peso nel presente, a metterli di fronte all’interlocutore come ineluttabile pioggia di immagini, emozioni e azioni, che non possono altro che tradursi nella parola, nel racconto di chi le vuole condividere e perpetuare nella mente di chi non le ha vissute, nella Storia appunto.

Protagonisti di questa nuova avventura sono tre uomini che della Memoria e della Storia hanno fatto la propria bandiera; sará infatti Valerio Massimo Manfredi, storico, topografo, conduttore televisivo e romanziere ad aprire la rassegna il 14 Marzo a Villa Barruchello alle ore 21,15, presentando il suo ultimo meraviglioso romanzo, Quinto Comandamento, ispirato da una storia vera accaduta in un presente semisconosciuto, quello della guerra civile del Congo; il 21 Marzo a Villa Murri, alle ore 21,15, ci sará Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, nonché giudice istruttore delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, su Cosa nostra a Milano e Luciano Liggio, che presenterá il suo ultimo lucido saggio sugli ultimi venti anni di Italia, dal titolo L’Italia Occulta. Chiuderá la rassegna il 5 Aprile a Villa Barruchello, ore 21,15, Massimo Doná, filosofo e docente di Estetica tra Venezia e Milano, oltreché grande musicista jazz, che racconterá il suo percorso di pensiero nel libro Dell’acqua, di come la filosofia, esattamente come la storia e la memoria, tenda all’indietro alla ricerca dell’origine di tutte le cose e di come, spesso, l’abbia trovata in un elemento essenziale, l’acqua.




Davide Vecchi, “Heimat, ( piccola) patria” @ Parole&Nuvole

PAROLE&NUVOLE 2018

HEIMAT, (PICCOLA) PATRIA

DAVIDE VECCHI

26 APRILE 2018 – H 21,15

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARUCHELLO

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo il grande successo del secondo appuntamento, Parole&Nuvole si dirige a vele spiegate verso il terzo, sempre cavalcando l’onda del fil rouge dell’Heimat, ovvero la ricerca di un luogo da poter chiamare (piccola) patria, contro ogni nazionalismo virulento e xenofobia politicamente artefatta. A raccontare la sua visione sul tema sarà il giornalista Davide Vecchi, presso Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio, giovedì 26 Aprile alle ore 21,15, che a proposito presenterà la sua ultima inchiesta, dal titolo Il Caso David Rossi.

Davide Vecchi è nato a Perugia nel 1974, ha studiato Scienze Politiche a Perugia e Filosofia Politica a Milano. Dopo un corso di perfezionamento presso la Scuola di Giornalismo Walter Tobagi di Milano, ha iniziato a lavorare come giornalista d’inchiesta in numerose testate piccole e grandi, come Metro, Il Venerdì di Repubblica e l’Espresso. Presso quest’ultimo giornale riesce a distinguesi grazie ad un incredibile scoop sul Mostro di Firenze. Nel 2010 approda a Il Fatto Quotidiano, dove lavora come giornalista d’inchiesta per casi scomodissimi, come il caso Ruby, lo scandalo MPS (culminato nel libro del 2017, appunto, dal titolo Il Caso David Rossi), Mafia Capitale, i bilanci nascosti della Lega Nord, che ha poi reso noti nel suo volume Barbari sognanti nel 2012, e il fallimento di Banca Etruria, che ha divulgato con la pubblicazione Lady Etruria nel 2018, dimostrando tutto il proprio potenziale per la ricerca della verità e una grande passione per la libertà d’informazione. L’ordine dei giornalisti lo ha difatti eletto presidente nazionale nel 2008, carica a cui, nel 2013, nonostante la rielezione, ha rinunciato per dedicarsi completamente a nuove inchieste.

Sul manager di MPS misteriosamente suicidatosi, David Rossi, Davide Vecchi ha indagato scrupolosamente, e ha trovato un vero e proprio scrigno di menzogne ufficiali e di verità ufficiose perpetrate da un’intera classe politica in accordo per insabbiare un caso scottante di abuso di un ente privato a fini ufficialmente pubblici, ma ufficiosamente personalistici, da parte di potenti singoli, tutto nel nome del pro bono patriae. Il caso David Rossi si rivela così come un’appassionata ricerca della verità, un grido indignato di un giornalista che chiede giustizia non solo per un singolo uomo, ma per tutta la propria piccola patria italiana, soffocata dai castelli di menzogne di una casta senza pudore. Questa è la sua visione sulla presente (piccola) patria italiana, che, sembra succerire Vecchi al pubblico di Parole&Nuvole 2018, potrà salvarsi dal malessere diffuso rinunciando all’omertà e cercando, in ogni suo membro, la sincera ricerca della verità e dell’onestà.




Lidia Ravera, “Heimat, (piccola) patria” @ Parole&Nuvole

PAROLE&NUVOLE 2018

HEIMAT – (PICCOLA) PATRIA

LIDIA RAVERA

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARUCHELLO

19 APRILE 2018 – ORE 21,15

Porto Sant’Elpidio – Dopo l’incredibile successo dell’apertura con il teologo Vito Mancuso, la rassegna Parole&Nuvole continua il suo percorso, gemellato con la rassegna Fermo sui Libri 2018 e in collaborazione con il progetto La città che legge, con un secondo appuntamento molto particolare. Verrà a dire la sua sul tema dell’Heimat, (piccola) patria, una scrittrice e politica molto effervescente, che nel corso degli anni è riuscita a stupire sempre di nuovo con il suo stile brillante e la scelta di temi scomodi ed attuali, stiamo parlando di Lidia Ravera, che interverrà il 19 Aprile 2018 alle ore 21,15 presso Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio.

Lidia Ravera è nata a Torino nel 1951, e, dopo gli studi al liceo classico, ha incominciato subito una fitta attività di scrittrice, tra racconti brevi, romanzi romantici per la collana Bluemoon e sceneggiature Rai, sognando un giorno di pubblicare un romanzo che raccontasse la realtà della sua generazione e non una finzione ben confezionata per famiglie. L’occasione e il successo arrivano nel 1976, quando riesce a pubblicare un romanzo scritto a quattro mani con Lombardi Radice che racconta la la gioventù post-sessantottina che lei stessa aveva vissuto, dall’emblematico titolo Porci con le ali. Da lì la sua popolarità e la sua penna prendono il volo assieme ai suini del titolo, e seguono grandi romanzi che raccontano la crescita, la libertà e il malessere vissuto dai figli della rivluzione culturale, come Ammazzare il tempo (1978), Bambino mio (1979), Voi grandi (1990), Due volte vent’anni(1992), Né giovani, né vecchi (2000), La festa è finita (2002), Il freddo dentro (2003) e Piangi pure (2013), che è stato il vincitore assoluto del premio letterario Pisa nel 2013.

Nel 2013 decide di condividere il suo impegno nel sociale con un grande progetto politico condiviso assieme a Nicola Zingaretti per la Regione Lazio, di cui diventa Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili, e grazie al quale si impegna per cambiare le prospettive della giovane generazione senza patria dei nostri anni.

Nonostante gli impegni istituzionali, la Ravera però non ha mai però abbandonato la riflessione e la scrittura sui frutti e le conseguenze sociologiche dei ruggenti anni ‘70 e ‘80, sul presente e il futuro, e ha continuato a svilupparla nel romanzo Gli scaduti del 2015 e nel suo ultimo lavoro, Terzo tempo, che presenta a Parole&Nuvole. Questo romanzo racconta la vecchiaia della propria generazione, del suo sentirsi al di fuori di ogni dinamica e gioco, e la necessità per essa di un totale cambio di prospettive su sé stessi e sul proprio tempo. Urge, sembra sottesamente dire la Ravera, una riflessione che aiuti i suoi coetanei a prendere atto dei cambiamenti della c.d. terza età, del suo poter essere viva, vitale, assolutamente non passiva e invecchiata come le generazioni precedenti già a 60 anni, e soprattutto in grado di riuscire, tramite ascolto, esempio e sostegno, ad aiutare la nuova generazione a dare, nonostante le catastrofiche situazioni contingenti, il meglio di sé per costruire una nuova piccola patria a misura di tutti.

Monica Leoni, Assessore alla Cultura del Comune di Posto Sant’Elpidio, ha così definito la personalità di Lidia Ravera e l’importanza del suo intervento a Villa Baruchello: “Lidia Ravera è stata, negli anni, un punto di riferimento per intere generazioni di donne. Una donna libera, una pensatrice acuta e brillante, una scrittrice indefessa ed originale. Porterà a Parole&Nuvole il suo ultimo libro che sarà il pretesto per una riflessione più ampia e a largo raggio sulla contemporaneità.

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così comentato il grande contributo al tema complesso dell’Heimat che la Ravera darà con il suo libro “Terzo Tempo” : ” Il libro della Ravera, Terzo Tempo, è l’occasione per parlare di come la nostra era rimuova una delle variabili più importanti della nostra esistenza: Il tempo. Ci si illude di essere immortali, ma non è così. E la vecchiaia non è l’inferno, può essere il luogo della libertà, del progetto, della vita vera. E ancora è necessario ristabilire un rapporto fra generazioni differenti, è necessario dare il giusto valore all’esperienza e i giovani dovrebbero accogliere l’eredità di coloro che rimangono nel cuore ancora giovani per forza, energia, visione e coraggio!!!

 

 

 




Vito Mancuso apre Parole e Nuvole

PAROLE & NUVOLE 2018

APERTURA

VITO MANCUSO

12 APRILE 2018 – H 21,15

PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARUCHELLO

Porto Sant’Elpidio, 2018-04-11 – Parole & Nuvole 2018, rassegna letteraria che muove dal piacere e dalla necessità della parola come strumento essenziale per costruire, creare, riflettere, godere e rinnovare la realtà, apre finalmente le danze e il dibattito su un tema controverso . Quest’anno la discussione è all’insegna di un fil rouge, creato in tandem con la rassegna Fermo sui Libri, che vede protagonista provocatoria della scena la ricerca di significato di una parola in particolare, carica di emozione e nostalgia come un’alba da un lato e pesante come una pietra da lapidazione dall’altro, ovvero la parola tedesca Heimat, (piccola) patria.

Il governo tedesco ha infatti creato in questi giorni un Ministero degli Interni potenziato che si occuperà anche di edilizia pubblica e di questioni sociali ed ideologiche legate al concetto di Heimat, ovvero di patria. Come reagirebbe l’Italia invece ad un governo che fondi un “ministero della patria”? L’interrogativo è attuale, brutale e provocatorio. Il concetto di Heimat è una metafora della realtà contemporanea dove si alternano chiusura e apertura, luci ed ombre, xenofobia e accoglienza, nazionalismi e la volontà di creare valori comunitari nuovi e condivisi, che non sfuggano ai cambiamenti, ma li accompagnino fino ad un nuovo equilibrio, come la ricerca di umanità e solidarietà, come l’intento da parte di tutti (dai rifugiati di guerra, ai disoccupati, dagli anziani, ai giovanissimi cervelli in fuga) di crearsi in qualche maniera una possibilità per vivere più umanamente e dignitosamente la propria esistenza. Vi è un afflato di distruzione e creazione di fondamenti, dunque, per trovare da qualche parte il luogo da chiamare casa, la propria (piccola) patria.

Prima voce ad esprimersi sul significato più vero e necessario della patria sarà il teologo e giornalista Vito Mancuso, il 12 Aprile 2018, alle ore 21,15 presso Villa Baruchello a Porto Sant’Elpidio.

Vito Mancuso è nato a Carate Brianza nel 1962 e ha dedicato la sua giovinezza e gli anni universitari agli studi teologici, prima presso l’Arcivescovato di Milano, dove ha raggiunto il Baccellierato nel 1985, e poi presso la Facoltà Teologica San Tommaso d’Aquino a Napoli, dove ha ottenuto la Licenza nel 1988. Dopo un periodo passato come sacerdote, ha chiesto di essere dispensato dai suoi compiti e voti per potersi dedicare unicamente allo studio della sola teologia.

Col raggiungimento del massimo grado accademico e di conosenza della teologia, ovvero il Dottorato nel 1996, ha deciso di cominciare a pubblicare per il grande pubblico i suoi studi teologici, in libri come Hegel Teologo, e numerosi saggi divulgativi di tema teologico, come L’anima e il suo destino, Io e Dio. Una guida dei perplessi, Il caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia, Io Amo. Piccola filosofia dell’amore, Il coraggio di essere liberi e il famoso Il bisogno di pensare.

Scrive abitualmente su testate quali Avvenire, Panorama, Corriere dela Sera e La Repubblica ed è spesso ospite in qualità di pensatore e teologo presso programmi quali Che Tempo che Fa di Fabio Fazio, L’infedele di Gad Lerner, Otto e Mezzo condotto da Lilli Gruber, Quante Storie di Corrado Augias e Di Martedì di Giovanni Floris, spesso presentando idee non in linea con la dottrina ufficiale della chiesa, ma che stimolano l’ascoltatore, senza dubbio, a sviluppare la propria idea di spiritualità.

A Parole&Nuvole presenta un intervento dal titolo Il bisogno di pensare, ispirato al suo ultimo saggio divulgativo, che tratta proprio della necessità di conoscere sé stessi, di pensarsi, di comprendere i propri bisogni e quindi la propria identità e la propria capacità di realizzarsi in seno ad una comunità. «Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?» queste le domande che Vito Mancuso pone all’ascoltatore, affinché egli sia in grado di fondare un’esistenza piena in complementarietà con le altre, una (piccola) patria, dalle grandi ed umane prospettive.

L’assessora alla Cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio, Monica Leoni, ha così salutato l’apertura di Parole&Nuvole: ” Una Rassegna sotto l’egida della Città che legge, in collaborazione con il Comune di Fermo con un fil rouge provocatorio, ma attualissimo. Una metafora della contemporaneità fatta di caos ed armonia, di notte e giorno, di aperture e chiusure, di disorientamento e tentativi di trovare una bussola in questo bailamme. E parlando di orientamento non si poteva non iniziare da un filosofo nonchè teologo: Vito Mancuso. Lo possiamo definire un agitatore di pensiero in un’epoca in cui pensare è un lusso.”

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito la personalità e la caratura dell’ospite scelto per l’appuntamento introduttivo di tutta la rassegna: ” Un agitatore di pensiero e di desiderio così possiamo definire Vito Mancuso. Nella sua ultima opera, Il bisogno di pensare, il filosofo intrattiene un dialogo serrato con il lettore sulle domande fondamentali dell’esistenza, sul significato e sul senso del vivere, sul desiderio, sulla differenza fra necessità di pensare e il bisogno di pensare. E quella assonanza che Vito Mancuso rileva fra bisogno e sogno che apre la strada all’utopia, alla visione, all’impossibile. Vi sono dei passi nel libro che definirei lirici come quando parla dell’avere un’Itaca nel cuore. E afferma con accorata passione Si può vivere senza un’Itaca? L’Itaca di Mancuso può essere assimilata alla nostra Heimat, il luogo dove ci si sente a casa, il luogo che si sceglie come patria o matria che sia!!!!!