Organizzazione Pronto Soccorso covid e no covid al Madonna del Soccorso

Ugl Provinciale e Ugl Medici: “Priorita’ al ruolo del Pronto Soccorso in sicurezza di utenti e del personale”

 San Benedetto del Tronto – L’Ugl Provinciale e l’Ugl Medici,  ritiene e propone come formula organizzativa sensata, la separazione dei percorsi e delle strutture gestionali del pronto soccorso di San Benedetto del Tronto a favore dei cittadini e del personale tecnico sanitario.

Siamo pertanto favorevoli alla riapertura no covid del Pronto Soccorso ma assolutamente con i suddetti fondamentali presupposti organizzativi.
La Del Reg 272 del 09.03.2020 ha individuato come Ospedale Covid il Madonna del soccorso e pertanto alla luce di ciò, presso il pronto soccorso di san Benedetto continuearanno a confluire i pazienti sospetti covid da tutta la Provincia, i quali si andranno a sommare ai pazienti no covid.
Per questo motivo, a nostro parere, proprio per principi precauzionali preventivi legati a verosimili rischi clinici ed alla gestione dei flussi di pazienti, che inevitabilmente aumenteranno, l’attuale pronto soccorso non può essere definito e né  gestito a doppi percorsi, proprio perche’ incidenti nella stessa area gestionale del piano-2.
A nostro parere il Pronto Soccorso tornerà a riempirsi, soprattutto in virtù del passaggio alla fase 2, con aumento di pazienti non sospetti Covid.
Nella ipotesi gestionale, che abbiamo appreso a mezzo stampa, con doppi percorsi al piano -2, ci saranno  rallentamenti dei percorsi gestionali e difficoltà sulle distanze di sicurezza.

La proposta della Ugl è quella di allestire 2 Pronto Soccorso separati di cui, senza fantasie interpretative, uno al piano -2 (l’esistente) e uno al piano +1( dove era lo storico pronto soccorso). Uno covid ed uno no covid.
In ambedue i Pronto Soccorso possono essere eseguiti esami radiografici e tac.
Va oltre tutto sottolineato che la gestione dei pazienti sospetti di coronavirus, in attesa di tampone, va concentrata in un unico settore di reparto e non disperderli su più piani. Soprattutto non vediamo di buon grado la gestione dei pazienti, in attesa di tampone, sul piano del  pronto soccorso, che nella ipotesi vorrebbero gestire nel mezzo dei doppi percorsi, covid e no covid. La nostra proposta è fattibile e a nostro parere con maggiori garanzie di sicurezza, ma per fare ciò occorre avere volontà. Soprattutto occorre mettere mano alla organizzazione degli ambulatori, dei percorsi e del personale necessario per i due Pronto Soccorso. Il personale, soprattutto quello medico, può essere reperito anche secondo principi razionale di priorità nella pianta organica esistente.
Per noi l’attivita di Pronto Soccorso rappresenta una priorità che va organizzata per la sicurezza dei cittadini e degli operatori tutti.
Ugl Provinciale 
Ugl medici



Tac per pazienti sospetti coronavirus al Ps dell’Ospedale Mazzoni!?

Cesare Milani

2020-05-04 – La Direzione dell’Area Vasta 5, per fronteggiare l’emergenza creatasi con la pandemia, ha chiesto alla Fondazione Carisap la donazione di un’apparecchiatura TAC per i percorsi destinati a pazienti sospetti COVID, destinata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno.

La Fondazione, con la solita attenzione ai problemi della sanità, ha prontamente recepito la necessità ed ha acquistato l’apparecchio richiesto.

L’apparecchiatura è stata consegnata oggi 4 Maggio, sarà montata nei prossimi giorni nei locali appositamente ristrutturati e collaudata entro la settimana.

La TAC entrerà in funzione dall’11 Maggio, dopo due giorni di formazione del personale.

La Direzione di AV5




CittadinanzAttiva: “Gestione separata dei pazienti sospetti covid e no covid al Pronto Soccorso”

Organizzazione e gestione, rispetto le ubicazioni strutturali, dei pazienti sospetti covid e no covid al pronto soccorso di San Benedetto
San Benedetto del Tronto, 2020-04-30 – CittadinanzAttiva assemblea territoriale di San Benedetto del Tronto ritiene fondamentale quanto previsto nella circolare regionale
n 16190 del 24 04 2020 dove si indirizza che i pronto soccorso della Regione Marche devono essere strutturati in maniera distinta per la gestione dei pazienti sospetti covid e no covid.

Pertanto l’Assemblea si pronuncia contraria a qualsiasi organizzazione strutturale contigua dentro il pronto soccorso di San Benedetto dove si gestiscono flussi di pazienti sospetti covid e non sospetti covid. Contestualmente indichiamo alla Asur Av 5 di individuare una struttura distaccata da organizzare con strumentazioni ed organico specifico. Abbiamo buoni motivi di pensare che la volontà di voler sostenere una sensata organizzazione può essere messa in pratica.

 




Pronto soccorso strategico per la ripartenza e la sicurezza dei servizi e reparti ospedalieri

Apprendiamo con soddisfazione che i 5 direttori generali si sono riuniti al fine di generare un documento, a firma della Dottoressa Nadia Storti, con lo scopo di riportare i reparti del Madonna del Soccorso alla normalità. Comprendiamo la gradualità operativa prevista e nel contesto focalizziamo l’importanza strategica del “pronto soccorso previsto con due percorsi distinti”, uno per i pazienti sospetti covid ed uno per i pazienti no covid. 
Parallelamente ci aspettiamo una organizzazione territoriale che eviti gli iper afflussi nella centralità ospedaliera; gestione preventiva degli anziani, infanti e disabili a domicilio. Massima attenzione alle RSA. 

Il Piceno è un territorio che è stato baciato dalla fortuna,  siamo stati avvantaggiati,  ma nonostante tutto auspichiamo che i tamponi vengano eseguiti, oltre che ai sanitari, anche a coloro che sono a maggiore contatto giornaliero con i cittadini; cioè a dire ad es, addetti alla distribuzione alimentare, addetti negli uffici pubblici, farmacisti, venditori di tabacchi ed altri servizi, postini, forze dell’ordine, addetti alle pulizie, lavoratori che esercitano un particolare contatto con l’utenza. 
Ciò che rimane ancora irrisolto nell’organizzazione del 118 provinciale fa riferimento agli infermieri del pronto soccorso di San Benedetto che continuano ad esercitare la doppia mansione con interventi sul territorio e rientro in servizio nelle sale del pronto soccorso. Ecco! Non chiamateli eroi se poi non gli riconoscete almeno i diritti professionali. 
Orgoglio Civico



Coronavirus, Orgoglio Civico: “Proponiamo l’installazione di tensostrutture pre-triage di fronte ai Pronto Soccorso”

San Benedetto del Tronto, 2020-02-26 – Riceviamo da “Orgoglio Civico” e pubblichiamo integralmente
 
Al Governatore Regione Marche
Epc 
Al Ministro della Salute 
 
Egr Governatore, Egr Ministro che legge per conoscenza, 
nella premessa di scongiurare eccessivi allarmismi, ma di garantire i massimi livelli di prevenzione a tutela dei cittadini, l’Associazione Orgoglio Civico intende proporre ulteriori misure preventive, sulla linea di tutela già adottata nella stessa Regione Marche. 
Pertanto, 

visto il caso sospetto di coronavirus a Pesaro;

visto il caso sospetto di coronavirus a San Benedetto del Tronto; 

vista l’ordinanza adottata sulla chiusura delle scuole marchigiane; 
proponiamo l’installazione di tende pre triage di fronte ai pronto soccorso della regione marche, ( tensostrutture), con specifico personale assegnato, così come è stato già fatto in altre Regioni di Italia. 
Prevenire il contatto con l’ambiente interno ospedaliero crediamo sia la linea da adottare, nel rispetto del principio di prevenzione. 
Certi della Vostra disponibilità nel volervi attivare in merito al noto problema, porgiamo distinti saluti.
Orgoglio Civico




Pronto Soccorso, è un Soccorso Pronto? E il primario di Chirurgia?

San Benedetto del Tronto – Vorremmo accendere un faro sul nostro Pronto Soccorso, che oltre alle criticità più volte segnalate, per cui si troverà ben presto ad operare sotto organico, poiché dal primo aprile prossimo ben cinque medici otterranno il trasferimento in Abruzzo, presenta delle evidenti difficoltà operative di base, come risulta da alcune segnalazioni allarmanti che ci sono pervenute.
Ci risulta che lo scorso 15 febbraio ad esempio si sia verificato al Madonna del Soccorso il caso di un codice giallo, che ha dovuto attendere per ben cinque ore di essere visitato.
Ora, per comprendere la gravità di questo episodio, va spiegato ai non addetti ai lavori che l’attribuzione di un Codice Giallo indica che il paziente che accede al Pronto Soccorso è in potenziale pericolo di vita, “che il tempo di attesa non dovrebbe comunque superare i 20 minuti ed è necessaria una rivalutazione infermieristica dopo 15 minuti dalla prima e comunque in relazione allo stato clinico del paziente. Poiché il codice attribuito al triage stabilisce la priorità di accesso alla visita, è fondamentale che il processo venga completato nei tempi previsti. Nel caso in cui il paziente non sia trattato entro 20 minuti, deve essere rivalutato, controllando che non siano insorte condizioni per classificarlo come codice rosso. In ogni caso, trascorsi ulteriori 15 minuti, il codice giallo confermato deve essere valutato da un medico che stabilirà il percorso in funzione della successiva eventuale attesa”.
Ci chiediamo quindi quante volte sia stato rivalutato da un medico il paziente in questione nell’arco delle cinque ore trascorse in attesa, e come sia possibile organizzare e gestire un Pronto Soccorso in modo così incurante delle regole e dei protocolli che dovrebbero disciplinarne l’attività a tutela della sicurezza degli utenti.

Ci dicono anche che lo stesso giorno, per far fronte alla gran mole di pazienti in attesa, sono stati chiamati addirittura gli infermieri e gli OSS da altri reparti: era presente la direttrice che ha avuto modo di affermare di essere sempre a disposizione? Ci riferiscono di no. Cosa succede al nostro Pronto Soccorso? Quali provvedimenti si sono assunti per far fronte alla situazione disastrosa ed al sovraccarico di lavoro degli operatori? Come si è previsto di ovviare alla massiccia assenza di personale prevista da tempo in prossimità della stagione estiva? Aspettiamo le dovute delucidazioni dalla Direzione Generale e Sanitaria… Senza dimenticare che gli accessi al Pronto Soccorso di San Benedetto sono stati nel 2018, secondo i dati forniti dalla Regione, circa 40.000, ossia quasi diecimila più di quelli di Ascoli.

Infine cogliamo l’occasione per porre una domanda pressante quanto necessaria. Voci malevole ed insistenti vorrebbero farci credere che ci sarebbe la precisa intenzione politica di non sostituire il primario di chirurgia nel nostro ospedale, dopo il trasferimento del dott. Siquini. Queste affermazioni ci appaiono assurde, però ci chiediamo, allo stesso tempo, come mai, un mese e mezzo dopo la scadenza per il periodo di prova del dottor Siquini, non c’è ancora nessuna indicazione, nessun comunicato sul bando per il primario del reparto Chirurgia, uno dei tre reparti fondamentali anche per un ospedale di Base. Auspichiamo di non dover attendere sette anni come per l’ortopedia… anche perché trattasi di un reparto indispensabile per avere un Pronto Soccorso. Ormai, comprendeteci, siamo abbastanza disillusi sull’operato di chi decide del nostro futuro sanitario, specialmente perché nessuno risponde alle domande nostre, dei cittadini, degli operatori, con fatti anziché con vuote chiacchiere preelettorali..

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

 

 

A proposito di Pronto Soccorso

 




Rispetto dei ruoli degli infermieri del 118 e del Pronto Soccorso

San Benedetto del Tronto – Riceviamo e pubblichiamo integralmente

 

Tarda ad arrivare la delibera aziendale asur5 dove si devono prevedere due equipe di lavoro; una destinata al 118 ed una destinata al pronto soccorso/triage/osservazione temporanea. Con molto rispetto, riconoscendo agli infermieri la gestione del problema attraverso la tutela legale ordita in maniera seria e capace,  sollecitiamo l’azienda asur5 a fare chiarezza, visto che del contenzioso è stato coinvolto anche l’ispettorato del lavoro di Ascoli Piceno.Non ci si puo’ permettere di abbassare la guardia di fronte ad un problema sempre piu’ pressante ed in vista della stagione estiva che incombe.

Ugl Provinciale

 

 




Riorganizzazione degli organici medici dei pronto soccorso nelle Marche

La Regione può garantire la presenza di medici specializzati e formati, attraverso una attenta ricognizione

San Benedetto del Tronto – La scelta dei medici di lasciare i pronto soccorso, oltre ad imporre una seria riflessione su questo fallimento, impone di rivedere i livelli organizzativi e riorganizzativi, al fine di mantenere alti i livelli di qualità assistenziale. Facciamo presente che ogni medico dotato di esperienza e specializzazione richiesta per legge, dovrebbe al massimo eseguire 3000 visite annue. A causa di organici sempre più compromessi, in Italia, le visite sono di quasi 5 milioni in più. Riteniamo quindi in discussione la qualità delle cure visto che il carico di lavoro aumenta di quasi il 25 %. Prendendo in esame il PS di San Benedetto con circa 40.000 accessi all’anno, da un calcolo ogni medico dovrebbe dedicare quasi 27 minuti a visita. 

Da sottolineare che oggi in pronto soccorso non si visita e dimette, o ricovera, in tempi brevi, ma il paziente viene preso in carico e ciò significa che vengono effettuati esami e consulenze, con una permanenza in pronto soccorso che va da alcune ore sino a due giorni, per arrivare poi alla dimissione o al ricovero quando il posto letto è disponibile. Tutto in attuazione di protocolli di lavoro, da rispettare per il bene del paziente e senza incorrere in procedimenti medico legali. Per sostenere i suddetti livelli assistenziali hanno sempre prestato servizio in pronto soccorso 2 medici dotati di esperienza maturata e specializzazione prevista per legge, per consentire la gestione di codici bianchi, verdi, gialli e rossi. I suddetti Medici con le suddette caratteristiche hanno sempre garantito un importamte filtro gestionale all’arrivo di pazienti in emergenza urgenza e nel rispetto applicativo dei protocolli. Insomma in Italia i pronto soccorso rappresentano un dato storico che anche oggi dobbiamo continuare a salvaguardare. La figura del medico specializzando o neo laureato è una figura positiva se in aggiunta ai 2 medici dotati di esperienza e dovuta specializzazione e NON in sostituzione di uno dei due medici debitamente formati e specializzati come detta la legge. Pertanto invitiamo la Regione Marche ad usare una attenta riflessione nella riorganizzazione dei servizi al fine di reperire medici dotati di specializzazione, per poter gestire equamente nei pronto soccorso pazienti che giungono in codice bianco, verde, rosso e giallo. Quindi ben venga il medico specializzando o neo laureato ma in aggiunta ai due medici debitamente formati e dotati di specializzazione, ma NON in sostituzione degli stessi. Noi poniamo un serio problema dopo aver letto che la regione Marche intende organizzare i pronto soccorso con medici neo laureati e specializzandi, pertanto contestualmente proponiamo una soluzione concreta alla Regione Marche, proprio per scongiurare l’incremento del rischio clinico, reperendo medici nelle Asur, dotati di specializzazione e congrua esperienza.

Orgoglio Civico




Pronto Soccorso, Caro Milani ti scrivo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta inviata questa mattina al direttore generale della Av 5.

All’Asur 5
Direttore Generale

San Benedetto del Tronto li 26 11 19

Lettera aperta e richiesta ufficiale sulla attività di pronto soccorso

Egr dott Milani, Cittadinanza Assemblea Territoriale di San Benedetto del Tronto, tiene a precisare che è sempre intervenuta, a tutela del cittadino, sull’andamento del pronto soccorso di San Benedetto del Tronto, partecipando attivamente anche sulla vigilanza dei tempi delle prestazioni grazie alla disponibilità dei precedenti  Direttori Generali.  La nostra azione è stata sempre indirizzata verso proposte e vigilanza affinché il servizio di pronto soccorso fosse aderente alle esigenze dei cittadini, al di là di chi Dirigesse il servizio.

Oggi stiamo assistendo a profondi mutamenti dell’organico Medico, dove, al di là dei 6 medici che hanno deciso di lasciare tutti insieme il nostro storico pronto soccorso, oggi, a nostro parere, esiste un problema organizzativo che ci preoccupa non poco. Ci riferiamo alla turnistica medica ove frequentemente risultano in servizio due medici, di cui uno può prendere in carico solo codici bianchi e verdi. Da ciò se ne deduce che l’altro medico debba prendere in carico tutti i codici rossi e gialli con probabili carichi di lavoro da gestire oltre la forza fisica di quel medico. Giungiamo pertanto alla nostra richiesta, che è quella di avere copia dei turni di servizio dei tutor che sarebbero stati annunciati a mezzo stampa e contemporaneamente chiediamo una adeguata riorganizzazione della turnistica medica affinché, in servizio presso il pronto soccorso, siano presenti due medici in grado di prendere in carico codici bianchi, verdi, gialli e rossi.

Certi della Vostra collaborazione ed in attesa di un Vostro pronto riscontro, inviamo distinti saluti.

Assemblea Territoriale di San Bendetto del Tronto




Emergenza Pronto Soccorso, Rosaria Falco: “Caro Milani ti scrivo”

Cesare Milani

Riceviamo e pubblichiamo

 

Abbiamo appreso nei giorni scorsi, delle notizie preoccupanti divulgate dagli organi di stampa, in merito ad una probabile prossima forte carenza di personale medico al PS del Madonna del Soccorso. Poiché il Comitato ha sempre dimostrato di parlare solo dopo essersi documentato, anche questa volta abbiamo voluto accertarci, con le nostre limitate disponibilità, della fondatezza di tali notizie.

Ci rivolgiamo pertanto alla Direzione dell’AV5 ponendo delle semplici ma precise domande:

Se è vero che è stata pubblicata, il 31 ottobre 2019, dalla ASL di Pescara, una delibera nella quale sono riportati come vincitori di concorso 5 medici attualmente nell’organico del nostro PS;

Se è vero che un medico è da almeno due mesi in malattia e non si ha alcuna indicazione sulla data di un suo prossimo ritorno in servizio;

Se è vero che alla data del 7 novembre, sono in servizio, tra PS e MURG, 19 medici più il primario;

Se è vero che venendo a mancare come prospettato i 6 medici, l’organico si ridurrebbe a 13 medici più il primario.

Se è vero che nella MURG lavorano solamente medici in grado di gestire tutti i codici;

Se è vero che nel mese di novembre il Primario effettuerà solamente pochissimi turni e soltanto di mattina;

Se è vero che, secondo quanto riportato in un documento sul deficit del personale sanitario di tutti i PS della Regione Marche, con la mancanza di 6 medici sarebbe prevista, nel nostro PS, la chiusura della OBI/MURG più l’interruzione della guardia interdivisionale.

Occorre precisare che una settimana di turni doppi al PS è formata da 336 ore, per cui sono necessari 9 medici, con un po’ di straordinario, ma nessuno dovrebbe ammalarsi o andare in ferie. Quindi si tratta una situazione in un equilibrio estremamente delicato e instabile. Nella MURG invece, per coprire 168 ore, sono necessari 4 medici più il Primario, sempre senza alcuna assenza per nessun motivo. Anche in questo caso la situazione è sul filo del rasoio. E ci chiediamo se ai medici che devono finire le ferie arretrate entro pochissimi mesi queste verranno negate, e se in tal modo questi perderanno il relativo diritto.

Da ultimo ci chiediamo e chiediamo alla Direzione Sanitaria come pensa di risolvere questo grave problema, e cosa ha spinto 5 medici ad andarsene contemporaneamente, non potendosi evidentemente parlare di un normale turn-over.

Come al solito, attendiamo risposte, sempre meno pazientemente…

Cons. Rosaria Falco

San Benedetto del Tronto, 2019-11-07

 

ndr: La Direzione  dell’Area Vasta 5  ha convocato una Conferenza Stampa :  “Problematiche relative al Pronto Soccorso dello S.O. Madonna del Soccorso che si terrà  DOMANI  Venerdì 8 Novembre, alle ore 10.00 presso la Sala Convegni – Corpo F  – Stabilimento Ospedaliero di  San Benedetto del Tronto.