Sisma in Centro Italia: il 24 luglio la Croce Rossa inaugura alloggi per studenti dell’UniCam

L’opera è stata realizzata con il sostegno del governo canadese, della Croce Rossa canadese e di Poste Italiane

Roma/Camerino 23 luglio 2020 Una nuova opera di ricostruzione a sostegno della popolazione colpita dal sisma in Centro Italia del 2016 è stata realizzata dalla Croce Rossa Italiana, con il sostegno del Governo canadese, della Consorella canadese e di Poste Italiane: saranno inaugurati il prossimo 24 luglio, infatti, gli alloggi per studenti dell’Università di Camerino.

Come promesso – sottolinea Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale della Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – la CRI è accanto alle popolazioni colpite dal sisma del 2016 nel percorso di ricostruzione. Dopo la realizzazione del nuovo complesso scolastico “Parrozzani” a Isola del Gran Sasso in Abruzzo, inauguriamo ancora una struttura dedicata ai giovani, il futuro del territorio e di tutto il Paese. La Croce Rossa in questi anni ha lavorato in stretta collaborazione con le istituzioni, gli enti e i Comitati CRI del territorio. Ringrazio, a nome di tutta l’Associazione questi ultimi e ancora i donatori, in particolare il Governo e la Croce Rossa canadese e Poste Italiane, che hanno dato un contributo sostanziale alla realizzazione di quest’opera così importante. Oggi possiamo ribadire con orgoglio di essere ‘Un’Italia che Aiuta’. Avevamo infatti promesso che non avremmo lasciato nessuno solo: continuiamo a farlo, giorno dopo giorno, soprattutto grazie al lavoro dei nostri straordinari Volontari”.

“E’ un giorno di grande festa per l’intera comunità universitaria – dichiara il Rettore Unicam, Claudio Pettinari – e in special modo per le studentesse e gli studenti. Ringrazio sentitamente la Croce Rossa Italiana per aver compreso l’importanza di un intervento presso il nostro Ateneo e quindi per aver sostenuto questo progetto. Non ci siamo arresi e abbiamo realizzato un sogno: con il sostegno di tutti i partner siamo riusciti a concretizzarlo e di questo l’intera Università di Camerino è grata. Non ci ha fermato il sisma del 2016, non ci ha fermato la recente pandemia: sappiamo di essere un punto di riferimento culturale ed economico per l’intero nostro territorio e non ci sottraiamo a questa funzione, ma il fulcro di tutte le nostre attività sono e rimangono gli studenti.  Siamo convinti che aumentare e consentire la loro residenzialità vuol dire sostenere e sviluppare queste nostre zone così duramente colpite dagli eventi sismici.”

“Il Canada è orgoglioso di aver contribuito – dichiarano dall’Ambasciata del Canada – alla costruzione di queste nuove residenze studentesche all’Università di Camerino e ringrazia la Croce Rossa italiana per il suo eccellente lavoro. Il Canada e l’Italia, ed entrambe le nostre popolazioni, hanno capito da tempo l’importanza della solidarietà e della collaborazione, e questo progetto dimostra ancora una volta ciò che siamo in grado di realizzare insieme. Come partner sulla scena internazionale, e come amici stretti, i nostri paesi possono contare l’uno sull’altro per affrontare situazioni difficili, dal terremoto del 2016 all’attuale pandemia di COVID.”

 

Quando un terremoto colpisce un territorio e una vasta comunità, come è accaduto nelle Marche e in altre regioni dell’Italia Centrale – rimarca il Responsabile Area Responsabilità sociale d’ impresa di Poste Italiane, Massimiliano Monnanni – non bisogna ricostruire solo le case e le strade ma tutto l’insieme dei rapporti umani sfaldati dagli eventi. In questo senso Poste Italiane, la cui presenza è diffusa su tutto il territorio nazionale, nei piccoli comuni e nelle città, ha voluto partecipare alla ricostruzione degli alloggi destinati agli studenti dell’Università di Camerino, simbolo di comunità in tutto il mondo. Poste Italiane crede nella sostenibilità sociale come opportunità per trasformare il profitto in valore, per coniugare solidità economica e aspettative della collettività, nella consapevolezza che la responsabilità sociale non è beneficenza, ma è semplicemente l’unico futuro possibile”.

SPECIFICHE ALLOGGI

Si tratta di due palazzine a schiera, realizzate nel rispetto dei vigenti criteri e standard antisismici, costituite da 17 stanze singole e 13 stanze doppie, per una capacità di 43 posti letto in totale. Alcuni appartamenti sono idonei ad ospitare studenti con disabilità. Inoltre, l’accesso alle palazzine è caratterizzato dalla presenza di percorsi LOGES per consentire l’accessibilità a persone ipovedenti.

LA CERIMONIA

La cerimonia inizierà alle ore 15:00, presso il Campus UNICAM di Camerino. Interverranno, tra gli altri, il Rettore UNICAM, Claudio Pettinari, l’Assessore Regione Marche, Angelo Sciapichetti, il Sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, il Presidente CRI Marche, Andrea Galvagno, il Responsabile Area Responsabilità sociale d’ impresa di Poste Italiane, Massimiliano Monnanni. Chiuderà la cerimonia il Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca. Il Governo del Canada porterà il suo saluto attraverso Anna Kapellas, Ministro Consigliere incaricata dall’Ambasciata del Canada. Seguiranno gli interventi via web di rappresentanti della Croce Rossa canadese e della Comunità italiana in Canada, il taglio del nastro e la visita agli appartamenti.




Bocciatura del pacchetto sisma, intervento di Gentilucci

Sulla vicenda della bocciatura del pacchetto sisma da parte della commissione bilancio della Camera interviene con una nota il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci:
“È incomprensibile il comportamento adottato dalle forze di maggioranza in commissione bilancio della Camera: bocciare le misure del pacchetto sisma volute per semplificare il percorso ricostruzione, già discusse ed affrontate con sindaci, ministeri competenti, associazioni di cittadini, professionisti e concordate con il commissario straordinario Legnini, è uno schiaffo al buon senso ed evidenzia il mancato riconoscimento di un impegno che vede sindaci e comunità locali nel tentativo di resistere ai danni enormi che il sisma del 2016 ha causato al nostro territorio. Ma questa resistenza è al limite. Deve essere aiutata e sostenuta dallo Stato in modo tangibile, e stupisce che rimanga inascoltata persino la richiesta del commissario straordinario Legnini. È il segno di una mancata sensibilità ed attenzione verso chi lotta per restituire dignità alla propria terra, un duro colpo al commissario che si è prodigato con competenza e dedizione ed ai sindaci tutti come rappresentanti di quei cittadini dell’area montana che, oramai è chiaro, sono considerati di serie c. Se perdurerà questo stato di cose sono pronto, e come me credo anche altri sindaci, al gesto estremo di restituire la fascia tricolore.”

 




dalla Regione Marche

Sisma e manutenzione alloggi, Sciapichetti: “E’ proprio il caso di dire che oltre al danno pure la beffa”

 

Ancona, 2020-06-08 – “Non appena venuti a conoscenza del paventato rischio che ai terremotati proprietari degli alloggi  potesse essere accollato l’onere  delle spese per la manutenzione delle messe in sicurezza, il presidente e la giunta regionale hanno subito espresso la più totale contrarietà.

Nel pomeriggio di venerdì  5 giugno attraverso una nota scritta mi sono adoperato per far pervenire al capo dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, la nostra totale contrarietà all’ipotesi formulata in quanto i terremotati stessi  si vedrebbero gravati di un  ingiusto e ingiustificabile onere a loro carico e questo sarebbe fonte di una ulteriore tensione sociale in un momento di grave difficoltà economica dovuta all’ulteriore emergenza del coronavirus.

Siamo pertanto dalla parte di sindaci, amministratori locali e cittadini che in queste ore hanno fatto sentire in vario modo la loro totale contrarietà all’ipotesi paventata e faremo di tutto quanto è nelle nostre possibilità per scongiurare una ipotesi di questo genere”.

lunedì 8 giugno 2020  11:45

PSR Marche 2014-2020: Bando Sottomisura 7.6.A ”Investimenti relativi al patrimonio culturale e naturale delle aree rurali – Area Interna Basso Pesarese e Anconetano”

Con Decreto del Dirigente del Servizio Politiche Agroalimentari n. 283 del 08 giugno 2020 è stato emanato il bando relativo alla Sottomisura 7.6.A ”Investimenti relativi al patrimonio culturale e naturale delle aree rurali – Area Interna Basso Pesarese e Anconetano” – annualità 2020.

I destinatari del bando sono Enti locali, soggetti di diritto pubblico, Enti Parco e gestori di Riserve Naturali, fondazioni ed associazioni senza scopo di lucro e soggetti di diritto privato impegnati nel settore della cultura e delle tradizioni, ricadenti nell’area interna pilota “Basso Appennino Pesarese e Anconetano” di cui alla D.G.R. n. 85 del 30/01/2017.

Le domande di sostegno possono essere presentate a partire dal giorno 03/07/2020 fino al giorno 30 ottobre 2020, ore 13.00.

Per maggiori informazioni vai al bando




Castelsantangelo sul Nera, il presidente Ceriscioli alla riapertura del primo albergo dopo il sisma

“Messi a dura prova come Giobbe, ripartiamo ma chiediamo attenzione al governo”

Castelsantangelo sul Nera, 2020-05-30 – “Di fronte a tutte le difficoltà, con grande determinazione e forza, siamo ripartiti. Abbiamo dimostrato di saper fare squadra. Adesso giochiamoci la partita fino in fondo perché ce lo meritiamo. Un’attività che riparte, con lo spirito giusto, diventa un punto di riferimento per tutti. Al governo continueremo a chiedere maggiore attenzione per la ricostruzione delle nostre comunità”. Lo ha detto il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, intervenuto, a Castelsantangelo sul Nera (MC), alla riapertura della prima struttura alberghiera dell’appennino marchigiano dopo il sisma. A quattro anni dal terremoto, è tornato in attività l’albergo-ristorante “Dal Navigante”. Delocalizzato rispetto al precedente edificio, da demolire, la nuova struttura – con una superficie di circa mille metri quadrati – dispone di 20 camere e una sala ristorante da 90 posti. Tornerà a lavorare come hanno già fatto alcuni agroturismi nelle zone terremotate, pronti ad accogliere i turisti, nel rispetto del distanziamento sociale imposto dal coronavirus. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche Francesco Massara, il sindaco Mauro Falcucci, il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari. Ceriscioli ha colto l’occasione per “rinnovare l’impegno, mai venuto meno, di restituire alle nostre terre la piena dignità di cui merita. Troviamo, ogni giorno che passa, insopportabile una situazione che riteniamo profondamente ingiusta. All’ingiustizia delle regole si aggiunge il fatto che, in altre parti d’Italia, quei vincoli, a noi imposti, sono stati sciolti. Ritengo la cosa ancor più incomprensibile, perché abbiamo mostrato, come comunità regionale, che quando l’impegno ricade su di noi, le cose riusciamo a farle bene e meglio di altri”. Il presidente ha detto che “ci sentiamo leoni in gabbia e da questa gabbia vogliamo uscire. Dopo tutta quanto è accaduto, le Marche sembrano Giobbe: messo a dura prova da tutti i punti di vista, non perde mai la fede. Come Giobbe ripartiamo, però, dalla bellezza della creazione: questa non ci manca. L’abbiamo nel paesaggio e nel territorio che ci circonda, la mostriamo in quello che facciamo e sappiamo fare. Forti di questo spirito e di questa consapevolezza, rinnoviamo l’impegno a ribaltare le cose. Abbiamo di fronte tre mesi di over time: domani si sarebbe dovuto votare per le Regionali. Giocherò questi tre mesi di supplementari per portare a casa quello che serve alle Marche, per convincere il Governo a darci, finalmente, quello di cui abbiamo diritto per ricostruire i nostri territori”.

 




Terremoto: quasi 4 anni e ancora si naviga a vista

Camerino, 2020-05-13 – Riceviamo un comunicato stampa da Donatella Pazzelli e pubblichiamo integralmente

L’ennesimo ritocco alla normativa riguardante gli interventi urgenti di Protezione Civile conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a partire dal giorno 24 agosto 2016 sta per riversare i propri effetti sui terremotati. E’ stata infatti pubblicata pochi giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale l’ordinanza n. 670, firmata lo scorso 28 aprile dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, che va a modificare la normativa di novembre 2019 e che deve essere applicata entro il 18 maggio.

Per capire dove siamo e dove andremo bisogna fare una sintetica cronologia dei fatti e dei relativi provvedimenti.

Dunque con il terremoto del 2016 sono stati messi in campo i benefici a favore della popolazione rimasta senza casa, che si sono concretizzati nel contributo autonoma sistemazione (CAS), nel soggiorno nelle strutture ricettive convenzionate (hotel, agriturismi, B&B…) e nelle soluzioni abitative d’emergenza (SAE).

I rubinetti sono rimasti aperti senza limitazioni fino al 19 novembre 2019, quando è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 614.

Semplificando il contenuto di tale provvedimento, possiamo dire che, salvo casi espressamente previsti, il 17 febbraio scorso è terminata l’ospitalità delle famiglia terremotate nelle strutture ricettive convenzionate, mentre per coloro che beneficiano del CAS sono state previste delle dichiarazioni al fine di valutare la permanenza dei requisiti per poter continuare a percepire il contributo.

I nuclei familiari in CAS entro il 18 marzo scorso (entro 120 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza, come previsto) avrebbero dovuto presentare al Comune di appartenenza una dichiarazione rispondendo ad alcune domande, contemplate dalla stessa ordinanza; ciò era previsto anche per i nuclei familiari a cui è stata assegnata una SAE o è stato assegnato un alloggio cd. invenduto, che alla data degli eventi sismici dimoravano stabilmente – in locazione o comodato d’uso – nell’abitazione resa inagibile dal sisma.

Successivamente la dichiarazione è stata estesa anche a coloro che erano proprietari o godevano di un diritto reale sulla casa terremotata e che ora si trovano ad abitare una SAE o un invenduto.

Poi è arrivato il coronavirus e l’Italia si è fermata.

In un altro mio scritto ho avuto modo di sottolineare come fosse necessaria una proroga del termine del 18 marzo per evitare il sovraffollamento negli uffici.

Con una nuova ordinanza del stesso Capo del Dipartimento della Protezione Civile, la n. 650, il 15 marzo scorso (a soli tre giorni dalla scadenza!) è stato prorogato al 18 maggio 2020 il termine per la presentazione delle domande relative alle nuove disposizioni in materia di CAS – SAE – alloggi invenduti.

Con un solo articolo, la 650 ha stabilito che: “Il termine di cui all’articolo 1, comma 1, dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 614 del 12 novembre 2019 è prorogato di sessanta giorni”, quindi sembrerebbe proprio un rinvio sia dei termini e sia dei benefici per tutti.

Mentre ci si avvicina alla scadenza di maggio, il Dipartimento è nuovamente intervenuto con una nuova ordinanza, appunto quella firmata a fine aprile.

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio (quindi a meno di 10 giorni dalla scadenza del nuovo termine e in piena fase 2 post-Covid) l’OCDPC 670 rimescola le carte in tavola per i terremotati e per gli uffici che hanno a che fare con la documentazione collegata.

Anche qui un solo articolo che va a sostituire alcune parti dell’ordinanza “madre” 614 del 2019.

Innanzitutto una buona notizia perché viene allargato alle quattro regioni terremotate (Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria) la possibilità di spostare residenza e domicilio senza perdere il CAS quindi, per fare un esempio pratico, un terremotato di Serravalle di Chienti (Marche) che si trova ad abitare nella vicina località di Colfiorito (Umbria) può continuare a percepire il CAS mentre prima, con la sola previsione del territorio regionale di appartenenza, lo avrebbe perso.

Però a fronte di questa apertura viene deciso di sospendere il CAS a coloro che sono proprietari di un immobile idoneo all’uso per il nucleo familiare “che non sia stato già locato in forza di contratto o concesso in comodato d’uso regolarmente registrati, ubicato nel medesimo comune, oppure in un comune confinante”.

Invero questo c’era già a novembre, ma rispetto al precedente disposto scompare la dicitura “in data anteriore agli eventi sismici”. La nuova norma continua, aggiungendo che l’immobile di proprietà non deve stare “nel comune ove il nucleo familiare beneficiario del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) usufruisca o abbia usufruito della sistemazione alberghiera”.

Non voglio entrare nel merito se è giusto o meno togliere il contributo a chi è proprietario di altri immobili, le cd. seconde case, perché queste sono valutazioni che spettano al legislatore e a chi controlla i conti pubblici, ma sulla metodologia e sulla tempestività con le quali si vuole raggiungere il risultato ho molto da dire.

Innanzitutto dal 19 novembre 2019 ad oggi tutti i Comuni hanno raccolto la gran parte delle domande presentate dalle famiglie terremotate attraverso appositi questionari, dove si richiedeva espressamente se la famiglia fosse proprietaria “in data anteriore agli eventi sismici”, di una seconda casa.

Tutti hanno risposto a questa di domanda, riferendosi alla situazione presente prima del terremoto, e non al nuovo quesito inserito nell’ordinanza uscita a ridosso della scadenza e dopo sei mesi in cui si è chiesto alla popolazione tutt’altra cosa.

E in più secondo questa nuova normativa il CAS andrebbe tolto alle famiglie che hanno una casa nel comune dove hanno soggiornato o soggiornano in albergo (testualmente: “oppure nel comune ove il nucleo familiare beneficiario del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) usufruisca o abbia usufruito della sistemazione alberghiera”).

L’ipotetica seconda casa farebbe quindi perdere il contributo se si trova nello stesso comune dove si abitava, oppure in un comune confinante o – e qui è la novità ultima – nel territorio del comune dove si trova l’hotel che ha ospitato la famiglia. Non dimentichiamo che ci fu un vero e proprio esodo verso la costa in quei mesi di fine anno del 2016 e che il centro di smistamento aperto a Porto Sant’Elpidio decideva la destinazione dei terremotati.

Ribadisco, il mio non è un giudizio sulle scelte, ma una critica feroce sulle modalità e le tempistiche con cui si richiedono certi dati e soprattutto sulla mancanza assoluta di lungimiranza.

Non è possibile che a quasi quattro anni dal sisma non ci sia un progetto complessivo che riguardi la ricostruzione e quanto ad essa collegato – anche in termini di benefici – che si navighi a vista senza una meta precisa da raggiungere, con continue modifiche alla normativa e soprattutto con repentini cambi di rotta in prossimità della scadenza.

Lo Stato ritiene che sia ora di restringere i benefici? E sia, ma non mi pare questo il criterio più logico perché alla fine saranno penalizzate poche famiglie, mentre tante altre situazioni restano in piedi, con grande dispendio di denaro pubblico.

E poi, fateci ricostruire, perché il rientro nelle proprie case resta l’unica soluzione possibile.

 




Lettera aperta ai Sindaci del cratere sismico

Ancona, lì 28 aprile 2020

Lettera aperta ai Sindaci del cratere sismico

come promesso ti trasmetto la risposta della Regione Marche all’interrogazione che ti avevo annunciato circa la sospensione della raccolta delle macerie.

Purtroppo constato la totale assenza di risposte agli interrogativi posti, segno di trascuratezza amministrativa e di lontananza dai territori.

La lettera trasmessa dal concessionario “Cosmari” a tutti i Comuni è l’evidente prova che la sospensione attuale del servizio di raccolta delle macerie non è dovuta all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ma bensì al mancato pagamento da parte del soggetto attuatore, e quindi della Regione Marche, dei debiti nei confronti dell’impresa concessionaria che ha svolto il servizio.

Il soggetto attuatore, sapeva già da Luglio scorso che le risorse economiche non erano sufficienti! E cosa hanno fatto fino ad ora? Scritto solo lettere…, e adesso non possono scaricare le responsabilità ad altri!

Non hanno nemmeno capito, che la ricostruzione passa anche attraverso il ripristino di tutte le infrastrutture distrutte!

Ma lo sanno coloro che hanno scritto la risposta che se non tolgono le macerie di Pescara del Tronto, non potrà mai sistemarsi il tratto della via Salaria posta a valle? E che l’Anas, ha già pronto il progetto e le risorse per farlo, lo sanno questo?

Alla vigilia del quarto anniversario dal tragico sisma ritengo vergognoso che ancora la fase di raccolta e smaltimento delle macerie non sia stata conclusa. E’ ingiustificabile qualsiasi ulteriore ritardo!

Seguirò l’evolversi della vicenda e continuerò a fare in modo che da Ancona si rendano conto, una volta per tutte, delle necessità urgenti che ogni singolo Comune del Cratere continua ad avere e delle mancate risposte che restano purtroppo tali.

Il Vice Presidente

Piero Celani




Stabilizzazione del Personale assunto nei Comuni del Cratere

Stabilizzazione del personale assunto nei comuni del Cratere ai sensi
dell’art. 50 bis del D.L. 189/2016 e s.m.i.
Gentile Ministro,
Egregi Senatori e Deputati,
Egregio Coordinatore nazionale ANCI terremotate,


Noi Sindaci del Cratere Piceno, vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione un’importante problematica che riguarda il personale assunto nei comuni terremotati, ai sensi dell’art. 50 bis del D.L. 189/2016, per far fronte all’emergenza e alla ricostruzione.
Sono trascorsi più di tre anni dall’assunzione dei primi 350 dipendenti a tempo determinato, cui si sono aggiunti -circa 6 mesi dopo- altri 350 dipendenti, sempre assunti a tempo determinato.
L’Ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione n.96 del 01/04/2020 sblocca l’assunzione di altre 200 unità di personale: ciò a testimonianza dell’indubbia necessità di personale che lavori alla ricostruzione.
Purtroppo tutte le persone che sinora hanno lavorato a tale scopo nei Comuni e nelle Province sono state assunte a TEMPO DETERMINATO e in molti hanno
raggiunto e superato il tetto massimo dei 36 mesi di contratto. Al momento è possibile solo sfruttare una deroga per ulteriori 12 mesi, dopodiché, viste le ridotte – o nulle – capacità assunzionali degli Enti Locali, i rapporti di lavoro dovranno essere interrotti con conseguenze disastrose per la ricostruzione, specialmente nei Comuni più piccoli.
Si tratta di personale selezionato, nella maggior parte dei casi, mediante apposito concorso pubblico, già formato, ormai esperto, che ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza e che, ad oggi, è indispensabile per la continuità del servizio e per seguire la ricostruzione la cui durata è stimata in oltre venti anni.
Ad oggi, i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie. Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, si tratta di uno sforzo insostenibile.

Il rischio è che i dipendenti in scadenza si vedano costretti, loro malgrado, a partecipare a nuovi
concorsi e a ricominciare da capo il percorso formativo, in un nuovo posto di lavoro, con un nuovo
ambiente lavorativo e un nuovo territorio da conoscere, sempre senza alcuna certezza sul proprio
futuro. I Comuni subirebbero danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti, con
interruzione del servizio, perdita del
know how e necessità di formare ex novo il personale.
Con il Decreto Milleproroghe è stato prorogato il termine per le stabilizzazioni ai sensi del Decreto
Madia, ma tale meccanismo si scontra con le conclamate difficoltà finanziarie dei piccoli Comuni.
La necessità di stabilizzare A TEMPO INDETERMINATO il personale che da oltre tre anni lavora
negli uffici sisma dei Comuni terremotati è nota al Commissario Legnini, il quale ci ha
recentemente confermato la propria attenzione sul tema e ci ha spiegato che è necessaria una
copertura legislativa di competenza del Parlamento.
Spetta dunque al Parlamento il compito di individuare soluzioni straordinarie, in quanto le soluzioni
ordinarie (assunzioni a valere sulle capacità assunzionali degli enti) non sono percorribili: sarebbe
auspicabile che vengano individuati al più presto
criteri e modalità per stabilizzare il personale
già formato, anche attraverso Ministeri e Regioni
, prima delle imminenti scadenze contrattuali.
Alla luce di tutto ciò, chiediamo a Voi, Gentile Ministro e Onorevoli Rappresentanti delle Marche, di
trovare una soluzione che possa dare una prospettiva certa a tutti i precari che abbiano maturato
36 mesi di servizio e una prospettiva di un servizio continuo ed efficiente a tutti i Comuni e le
Province del Cratere.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Comune di Appignano del Tronto – Il Sindaco Sara Moreschini
Comune di Venarotta – Il Sindaco Fabio Salvi
Comune di Palmiano – Il Sindaco Giuseppe Amici
Comune di Acquasanta Terme – Il Sindaco Sante Stangoni
Comune di Force – Il Sindaco Augusto Curti
Comune di Rotella – Il Sindaco Giovanni Borraccini
Comune di Montemonaco – Il Sindaco Francesca Grilli
Comune di Castignano – Il Sindaco Fabio Polini
Comune di Cossignano – Il Sindaco Giancarlo Vesperini
Comune di Offida – Il Sindaco Luigi Massa
Comune di Castel di Lama – Il Sindaco Mauro Bochicchio
Comune di Castorano – Il Sindaco Graziano Fanesi
Comune di Colli del Tronto – Il Sindaco Andrea Cardilli

Comune di Roccafluvione – Il Sindaco Francesco Leoni
Comune di Montegallo – Il Sindaco Sergio Fabiani
Comune di Montedinove – Il Sindaco Antonio Del Duca
Comune di Montalto delle Marche – Il Sindaco Daniel Matricardi
Comune di Maltignano – Il Sindaco Amando Falcioni
Comune di Folignano – Il Sindaco Matteo Terrani
Comune di Arquata del Tronto – Il Sindaco Aleandro Petrucci
Comune di Ascoli Piceno – Il Sindaco Marco Fioravanti
Comune di Comunanza – Il Sindaco Alvaro Cesaroni
Recapiti: Comune di Appignano del Tronto, Via Roma, 98, Appignano del Tronto (AP)
PEC: comuneappignanodeltronto@pec.it
Email: sisma.appignanodeltronto@gmail.com
Tel. 0736 817711
Cell. +39 339 600 9775 (Sindaco Sara Moreschini)

clicca l’allegato: Lettera dai Sindaci del Cratere




Coronavirus, l’Ospedale di Camerino Riferimento?

Camerino, 2020-03-09 –Riceviamo e pubblichiamo integralmente una riflessione di Donatella Pazzelli

 

Neanche un po’ di luci della ribalta…

 

Fino alla fine dei TG nazionali ho sperato di sentire la notizia che nelle Marche erano stati individuati degli ospedali di riferimento per il Covid-19 e in particolare, per l’Area Vasta 3, la più centrale della Regione, quella già duramente colpita dal terremoto, era stato individuato, quale presidio adeguato per fronteggiare l’emergenza, quello di Camerino, nel pieno cratere sismico.
Mi sarebbe piaciuto sentire che i terremotati di queste zone, dove ancora la ricostruzione non è partita, si sarebbero ritrovati così a sopportare altri disagi, legati anche alla perdita della normale funzionalità di un ospedale a servizio di un vasto territorio montano, abitato da una popolazione prevalentemente anziana.
Un momento di ribalta nazionale, per far capire al Paese che qui l’emergenza attuale va a sommarsi ad un’emergenza stanziale.
Tutto ciò non è passato, neanche di striscio.
Non voglio assolutamente delegittimare le scelte degli esperti regionali, che però sembrano molto mutanti nelle loro valutazioni (ora guardano all’Ospedale di Camerino come risorsa importante, mentre in questi ultimi anni hanno fatto di tutto per declassarlo e depotenziarlo) ma sottolineare come queste ci vengano sempre imposte dall’alto, invece che condivise.
Voglio anche sottolineare la grande solidarietà post terremoto che ci ha abbracciati nel momento del bisogno, poco più di tre anni fa, e che questa terra non può e non deve dimenticare.
Però mi preoccupo per le sorti future della nostra struttura, in particolare per la chirurgia e l’ortopedia, due eccellenze di questo ospedale, smantellate in fretta e furia.
Nel passato da queste parti abbiamo visto tante cose partire in velocità e non ritornare più, quindi l’idea che una volta non più necessario il lazzaretto camerte venga abbandonato, come un contenitore vuoto, passa nelle menti di tutti noi.
E’ il momento di fare quadrato per combattere il Coronavirus, ma è anche il momento delle garanzie e delle certezze, perché la somma delle disgrazie non ci lasci sempre più poveri e più soli.
Donatella Pazzelli




Terremotati – Pallonari 0 – 1

Pensate che vengono perfino sospese le Partite di Calcio. Ecco, il calcio viene sospeso e una scadenza importante per i terremotati no

 

2020-03-06 – “Che noi terremotati non contiamo nulla è ormai risaputo e anche in questo periodo dove il Covid-19 (o Coronavirus o novella Sars) la fa da padrone continuiamo a contare meno di niente. Innanzitutto la gestione dell’emergenza che i ben pagati ciarlatani di Roma portano come esempio di azione governativa efficace è il ponte Morandi di Genova, che senz’altro è stata una tragedia epocale, però anche il terremoto che nel 2016 ha colpito il centro Italia ha avuto il suo bell’impatto su cose e persone. E’ vero però – lì dove il danno è più imputabile all’uomo che alla natura – che qualcosa si sta muovendo mentre in queste zone, dove la terra ha tremato e forte, a parte i movimenti dei Commissari straordinari che vanno e vengono, si muove ben poco. Sempre in questo periodo di allerta massima si danno battaglia il Governatore regionale con il Governatore supremo del Paese più bello del mondo: chiudiamo qui, anzi no apriamo là, anzi no chiudiamo tutto qui, là, sopra, sotto e anche di più. Pensate che vengono perfino sospese le Partite di Calcio. Ecco, il calcio viene sospeso e una scadenza importante per i terremotati no. In pochi sapranno che entro il 18 marzo 2020 i terremotati che beneficiano dei contentini statali tipo il Contributo per l’Autonoma Sistemazione, l’alloggio nelle Soluzioni Abitative d’Emergenza e negli invenduti e anche coloro che ancora stanno nelle strutture ricettive convenzionate, devono confermare il mantenimento dei requisiti. Tutto ciò lo prevede l’Ordinanza del Capo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale n. 614 che è uscita lo scorso 19 novembre 2019, dopo essere stata preannunciata per anni, dopo una miriade di incontri con chi il terremoto lo conosce (e le cui esigenze sono rimaste disattese) e dopo svariate uscite sulla stampa, che hanno creato più allarmismi che altro. Comunque l’OCDPC 614 alla fine è uscita nella sua veste peggiore e come scadenza prevede 120 giorni dalla pubblicazione e quindi ecco il famigerato 18 marzo 2020. Migliaia di cittadini di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo sono coinvolti da questa legge dello Stato. Nelle incertezze dell’ordinanza in molti, ignari che un virus ci cambiasse la vita in quattro e quattr’otto, hanno atteso la scadenza per presentare l’istanza fatta di domande scontate, a volte inutili, di non facile interpretazione e soprattutto lasciate alla coscienza di ciascuno, ed eccoli che per mantenere l’unica regalia prevista per queste zone, si ritrovano in forma massiccia davanti agli uffici comunali per reclamare il loro diritto. In barba a tutte le previsioni di contenimento del contagio valide per l’intero Paese, una miriade di persone, soprattutto anziane (le cd. persone a rischio che dovrebbero restare a casa) e quindi poco avvezze alle tecnologie, si accalcano davanti agli uffici, incrementando il contatto tra terremotato e terremotato e tra terremotato e addetti, ma di una proroga della scadenza non se ne parla, appunto perché contiamo meno di una partita di pallone. Ma per quell’obolo in molti sfidano la sorte e il famigerato Coronavirus perché, semmai si riesca a sopravvivere, ogni mese ci sarà quel versamento che, come ho avuto modo di dire anche nel passato, è il prezzo della nostra rassegnazione.
Donatella Pazzelli”

 




Ceriscioli: “Caro Presidente del Consiglio Conte ti scrivo: Non dimenticare il dramma del Sisma”

IL PRESIDENTE CERISCIOLI SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUSEPPE CONTE:
“ MENTRE AFFRONTIAMO INSIEME L’EMERGENZA CORONAVIRUS, CHIEDO DI NON DIMENTICARE IL DRAMMA DEL SISMA. SOLO UN SUO INTERVENTO PUO’ CAMBIARE IL CORSO DELLA RICOSTRUZIONE”

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli  ha inviato oggi una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri , Giuseppe Conte per evidenziare le problematiche legate alla ricostruzione post sisma e la necessità di misure straordinarie. Ecco il testo della lettera:
“Caro Presidente del Consiglio Conte,
l’emergenza nazionale per il Coronavirus nelle Marche è una ulteriore tragedia che si aggiunge a quella che viviamo da oltre tre anni, il sisma che ha colpito un terzo della nostra regione nel 2016.
Ho ascoltato con molta attenzione il Suo messaggio di ieri, nel quale ha spiegato le misure straordinarie prese dal governo per il Coronavirus. Correttamente evidenzia che il nostro Paese si trova in “una situazione straordinaria che necessita di misure straordinarie”.
Le Sue parole sono le stesse con cui da oltre tre anni racconto nelle sedi istituzionali e sulla stampa il dramma del terremoto. Cita il modello del Ponte Morandi come modello per l’Italia, e cioè un piano straordinario di opere pubbliche e private, di infrastrutture e di investimenti.
Non Le sfugge che sono le stesse istanze che poniamo alla attenzione dei governi che si sono succeduti per poter snellire le norme e accelerare la ricostruzione.
La svolta ancora non c’è stata, siamo rimasti ripetutamente inascoltati, accusati ingiustamente di immobilismo.
E allora mentre affrontiamo insieme l’emergenza sanitaria del Coronavirus io le chiedo di non dimenticare il sisma con oltre 50 vittime, più di 30 mila sfollati, i danni a persone, cose, beni, imprese e servizi. Una catastrofe di grandi proporzioni.
Per cambiare passo e ridare speranza a questi territori occorrono quegli strumenti straordinari per una situazione straordinaria, nel caso del sisma sarebbe sufficiente accogliere gli emendamenti, presentati più volte dalla Regione Marche. Sono stati scritti da quegli stessi tecnici che negli Uffici speciali per la ricostruzione hanno visionato migliaia di pratiche e che hanno piena consapevolezza di ciò che serve.
Solo un suo intervento può cambiare il corso della ricostruzione che rimane per noi e per il Paese una grande ferita sociale, che genera ancora sofferenza nella popolazione, penalizza lo sviluppo e il rilancio delle nostre meravigliose aree interne, le stesse che oggi affrontano contemporaneamente l’emergenza Covid-19. Le chiedo di non dimenticare le Marche e la sua comunità, di offrirci norme efficaci, di dimostrare che il Governo da Lei presieduto risolverà anche l’emergenza ricostruzione.”

clicca l’allegato: Lettera Presidente della Regione Marche_signed.pdf