Tendopoli di San Gabriele, la 4a giornata

Relatore della giornata don Luigi Maria Epicoco.

In serata, dopo un pomeriggio interamente dedicato ad un percorso di spiritualità, la tradizionale Via Crucis nel piazzale del Santuario

Domani la conclusione con la Festa dei Giovani e la santa messa presieduta dal cardinale Giuseppe Petrocchi 

Isola del Gran Sasso (Te), Venerdì 23 agosto 2019 – E’ giunta al quarto giorno la 39 edizione della Tendopoli di San Gabriele. Dopo le relazioni di ieri di don Giovanni Giorgio e della giornalista e scrittrice Costanza Miriano, oggi è stata la volta dello scrittore e teologo don Luigi Maria Epicoco, con la relazione dal titolo “Fate quello che lui vi dirà, la forza di quello avvenga per me”, che ha sintetizzato le problematiche emerse nel corso delle varie giornate di riflessione invitando i giovani ad <<ascoltare e accorgersi. Sono questi i due verbi della vita interiore. Allenarsi ad ascoltare e accorgersi, così come Maria che ascolta l’angelo Gabriele e si accorge del vino che manca alla festa>>. In un mondo di rumore e chiasso che crea dispersione, il relatore ha poi invitato i giovani a riscoprire <<specialmente in questi giorni della Tendopoli il silenzio, la solitudine, la fedeltà e la sincerità>>. Citando Sant’Agostino ha detto che <<non serve cercare il Signore fuori di sé, ma dentro di sé. E’ nella vita interiore che troviamo le risposte alle nostre domande. Ascoltare e accorgersi sono dunque i due verbi della vita interiore>>.

Epicoco ha, infine, esortato i tendopolisti a scegliere la vita che desiderano. <<Non una vita esteriore progettata fuori di voi stessi, bensì una vita interiore che segua la parola del Vangelo che ci aiuta a entrare dentro noi stessi, nel nostro cuore. Nessuno può pensare di essere libero, se non riscopre la propria interiorità. Una persona impara la propria interiorità quando impara il silenzio. Dovremmo allenarci al silenzio, anche se ci spaventa>>. L’altra parola impopolare che ha presentato ai ragazzi è <<solitudine, intesa come capacità di staccarsi da tutto ciò che ci trattiene: il bisogno di prendere distanza>>. L’invito ai ragazzi a <<prendersi un tempo di silenzio e un tempo di solitudine ogni giorno, nonostante il mondo oggi ci dice travolge nel rumore e nelle parole continue. Tutto questo è impopolare, ma necessario per incontrare Cristo>>.

Dopo le riflessioni di questa mattina, alla quale hanno preso parte anche dei ragazzi della Tendopoli del Venezuela arrivati nella serata di ieri, il pomeriggio sarà invece completamente dedicato ad un approfondimento del proprio cammino spirituale attraverso il silenzio ed il deserto cui si accompagnerà la festa della riconciliazione. In serata, la via crucis, animata dai ragazzi, sul piazzale del Santuario.

Domani la Tendopoli chiuderà con la Festa dei giovani e la tradizionale marcia a piedi Isola – San Gabriele. Alle 11.00 è prevista la messa, presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila Sua Eminenza il cardinale Giuseppe Petrocchi, durante la quale suor Gulia Cenerini, 36 anni di Rimini, emetterà la sua professione religiosa perpetua tra le Suore Passioniste. E poi, come tradizione vuole, la foto ricordo davanti al vecchio Santuario. Nel pomeriggio alle ore 14.00 i saluti con il gruppo di animazione della Tendopoli.

Potete seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social Facebook (Tendopoli di San Gabriele Ets), Twitter (@Tendopoli_IT) e Instagram (tendopoli.sangabriele), digitando gli hashtag ufficiali: #Tendopoli2019 #accendilasperanza.




Tendopoli di San Gabriele, 3a giornata

Questa mattina la testimonianza del docente don Giovanni Giorgio

Nel pomeriggio la Festa della Famiglia con la giornalista e scrittrice Costanza Miriano

Isola del Gran Sasso (Te), Giovedì 22 agosto 2019 – E’ giunta al terzo giorno la 39° edizione della Tendopoli di San Gabriele. Dopo la seguitissima e apprezzata testimonianza di ieri dei TwoTwins, che ha dato il via ai lavori e alle riflessioni dei giovani presenti, stamane ha preso la parola don Giovanni Giorgio, docente di filosofia teorica della Pontificia Università Lateranense di Roma, con la relazione “Attingete e portate”. Don Giorgio ha cominciato mettendo in dubbio la stessa tematica a lui assegnata. <<Non sempre, il ricco lungo passato della Chiesa è in essa vivente, perché spesso il passato appesantisce e impedisce la novità>>. Il docente, premettendo che viviamo in un mondo secolarizzato, ha detto che <<Dio per l’uomo di oggi non è più l’ipotesi per spiegare il mondo e la storia. L’uomo contemporaneo è chiuso in se stesso e basta a se stesso. L’uomo è relazione, non in relazione; l’uomo si forma vivendo con l’uomo. Questa è la strada che porta a relazionarsi con Dio, che si è rivelato e incarnato in ciascuno di noi>>. Don Giorgio ha detto poi che è sbagliato affermare che Dio è al primo posto, quasi che fosse staccato dalla vita dell’uomo, <<perchè Dio è il centro dell’uomo. E nella misura in cui l’uomo si relaziona con questo Dio, che lo abita, cresce nella maturazione di sé e della fede>>.

Atteso l’appuntamento pomeridiano con la festa della famiglia Tendopoli, alla quale hanno preso parte tutte le famiglie che hanno vissuto l’esperienza tend in questi 39 anni di cammino della Tendopoli. Insieme a loro la giornalista e scrittrice Costanza Miriano che ha parlato del cammino della famiglia che <<permette a tutti di compiere la propria chiamata nella relazione. Relazione in cui il desiderio di essere amati e corrisposti di più non è altro che lo spazio che il Signore vuole per sé>>. La Miriano ha poi parlato delle problematiche familiari di oggi, a partire dalla <<mancanza di libertà delle donne. Parliamo di libertà delle donne ma nel lavoro. Dov’è la libertà della donna di voler restare a casa con i propri figli? Io ad esempio sono dovuta rientrare a lavorare a quattro mesi dalla nascita delle gemelle, in quanto precaria rischiavo che il contratto non mi venisse rinnovato. Qualsiasi mamma dovrebbe avere il diritto di andare a vedere la recita del proprio figlio a scuola, ma non è così, perché spesso la mamma è una commessa in un negozio o una parrucchiera che non può lasciare il proprio lavoro. C’è libertà di scelta, nel momento in cui c’è sostegno economico, ma in Italia la famiglia non è stata vista mai come un valore da nessun governo>>. Con la messa pomeridiana c’è stata la consacrazione delle famiglie presenti a San Gabriele, per l’inizio del centenario della sua canonizzazione. E in serata il tend fest “Tendopolisti allo sbaraglio”.

Domani lo scrittore e teologo don Luigi Maria Epicoco, con la relazione dal titolo “Fate quello che lui vi dirà, la forza di quello avvenga per me”, sintetizzerà le problematiche emerse nel corso delle varie giornate di riflessione invitando i giovani a vivere la libertà come totale dipendenza di amore da Dio. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, si terranno il consueto deserto e la festa della riconciliazione, prima della via crucis serale alle ore 21 sul piazzale del Santuario. Sabato 24 agosto la Tendopoli chiuderà con la Festa dei giovani e la tradizionale marcia a piedi Isola – San Gabriele. Alle 11.00 è prevista la messa presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila Sua Eminenza il cardinale Giuseppe Petrocchi, e poi, come tradizione vuole, la foto ricordo davanti al vecchio Santuario. Nel pomeriggio alle ore 14.00 i saluti con il gruppo di animazione della Tendopoli.

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Tendopoli di San Gabriele, seconda giornata

Questa mattina la testimonianza dei TwoTwinsi gemelli Valerio e Fabrizio Salvatori.

Domani la mattinata di riflessione con don Giovanni Giorgio

Isola del Gran Sasso (Te) – E’ ufficialmente iniziata ieri pomeriggio, all’insegna del canto e della letizia che contraddistingue i giovani, la 39° edizione della Tendopoli di San Gabriele. Ad accogliere i ragazzi il rettore del Santuario padre Natale Panetta con queste parole: <<Cari ragazzi voi non siete un’appendice del Santuario ma una realtà>>. Padre Panetta li ha poi esortati ad essere gioiosi come lo è stato San Gabriele: <<questo mondo mi sembra si sta raffreddando, possiate infiammarlo voi con la vostra gioia, la vostra voglia di vivere. Questi giorni di permanenza al Santuario siano un’occasione per fermarvi e riflettere>>. Anche padre Francesco Cordeschi, fondatore e anima della Tendopoli, ha invitato i ragazzi a vivere con gioia dicendo loro: <<se San Gabriele vi ha chiamati in questo luogo speciale, non sprecate il vostro tempo. Liberatevi dalla tentazione continua e costante che vi viene rivolta dai mass media che vi vogliono ridurre a merce di consumo, a oggetti da usare. Voi siete il “vino nuovo” che può cambiare l’acqua insipida di questa nostra cultura>>.

Grande emozione ieri sera per l’arrivo della Fiaccola della Speranza, benedetta da Giovanni Paolo II prima, da Benedetto XVI dopo e infine da Papa Francesco, portata in staffetta da 20 podisti di Montorio al Vomano, con in testa il primo cittadino Ennio Facciolini che ha corso con loro e acceso il tripode che ha dato il via ufficiale alla 39° Tendopoli. La Fiaccola è partita sabato 3 agosto dal centro storico dell’Aquila per ritornare, così come accadde 10 anni fa, nel cuore della città che porta ancora i segni di quel sisma che ha distrutto la città e ucciso 309 persone. Arrivata nella stessa notte a Montorio al Vomano è stata custodita nella Chiesa di San Rocco, da dove è ripartita ieri sera alle volte del Santuario di San Gabriele dove è arrivata alle ore 23 per l’apertura ufficiale della 39° Tendopoli. Ad accoglierla, insieme al sindaco di Isola Roberto Di Marco e al sindaco di Colledara Manuele Tiberi, l’entusiasmo delle centinaia di tendopolisti che hanno concluso la loro prima serata ammirando con il naso all’insù i fuochi pirotecnici.

Questa mattina i tendopolisti sono entrati nel vivo della discussione con la gioiosa testimonianza dei TwoTwins, i gemelli Valerio e Fabrizio Salvatori diventati famosi nel salotto condotto da Paolo Bonolis “Avanti un altro”, ma anche modelli e testimonial di numerose campagne pubblicitarie e speaker radiofonici. I due gemelli acqua e sapone, cresciuti nel campetto dell’oratorio di Porto San Giorgio, hanno raccontato ai ragazzi della loro voglia di mettersi in gioco in ogni circostanza, anche sull’intercity Lecce-Milano che <<prendiamo ogni qualvolta zaino in spalla andiamo a Milano per lavoro. Nove ore di viaggio in cui incontriamo tanta “bella” gente che si mette in gioco. Abbiamo coniato un termine “lochis”, che per noi significa affrontare la vita con positività, ciascuno con le proprie caratteristiche>>. Ad una domanda dei ragazzi che hanno evidenziato come spesso gli adulti manchino di fiducia verso di loro, hanno risposto che la fiducia bisogna conquistarla vivendo con coerenza la verità del proprio cuore. <<Se vi mettete in gioco non vi omologate alla massa, non seguite la logica della moda e dell’apparire che spesso nasconde un vuoto interiore. Anche voi come Gesù siate creativi e capaci di trasformare – come avvenne a Cana – l’acqua in vino>>. L’invito dei due ragazzi, partiti quattro anni fa <<con uno zaino in spalla con dentro tanta determinazione>> per raggiungere i propri obiettivi è <<prendete il vostro zaino e partite per raggiungere la vostra meta. E anche quando sembra che tutto vada storto non si molla mai. E’ questo il nostro hashtag>>.

In serata il tend fest con il gruppo “8 millimetri”.

Mentre domani giovedì 22 agosto alle ore 9.30 aprirà la mattinata di riflessione don Giovanni Giorgio, docente di filosofia teorica della Pontificia Università Lateranense di Roma, con la relazione “Attingete e portate”. Don Giorgio solleciterà i giovani a vivere la realtà contemporanea, pur segnata da tante difficoltà e povertà, e ad impegnarsi a rivelarne i valori. Nel pomeriggio alle 15.00, la festa della famiglia Tendopoli, con la testimonianza della giornalista e scrittrice Costanza Miriano che parlerà delle problematiche attuali della vita famigliare. E in serata il tend fest “Tendopolisti allo sbaraglio”.

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Al via martedì la 39a Tendopoli di San Gabriele

Si svolgerà al Santuario fino a sabato

Prenderà il via martedì pomeriggio la 39° Tendopoli di San Gabriele, che si svolgerà fino a sabato 24 agosto prossimi al Santuario di Isola del Gran Sasso (Te).

Isola del Gran Sasso (Te) – In continuità con il tema sviluppato lo scorso anno, <<l’unica libertà che abbiamo è scegliere da chi dipendere>>, in questa Tendopoli i giovani verranno messi di fronte ad una scelta sintetizzata nello slogan “Liberi con un si”.

<<Il segreto della felicità è la libertà >> ha spiegato padre Francesco Cordeschi <<il segreto della libertà è il coraggio. Nella vita se fai ciò che ami sarai libero, se ami ciò che fai sarai felice. Se sei libero, sei tu che crei il mondo; se non sei libero, il mondo crea te! Per non essere una fotocopia di un “modello giovane”, omologato dal sistema, ti invito a partecipare alla Tendopoli, dove potrai scoprire la bellezza e la gioia di ciò che Dio, il tuo creatore, sa che tu sei. Un dono d’amore. Solo con un sì coraggioso, ti scoprirai autorevole come la donna di Cana, per indicare ai pellegrini del tempo, agli argonauti raminghi nel mare della liquida cultura di oggi, come cambiare la disperazione in speranza, la tristezza in gioia, l’acqua in vino>>.

Entrando nel merito del programma Martedì 20 agosto alle ore 18.30 sarà Sua Ecc. Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo della diocesi di Teramo-Atri, ad aprire ufficialmente, insieme al provinciale dei padri Passionisti padre Luigi Vaninetti la Tendopoli con il saluto ai tendopolisti. I giovani si prepareranno quindi, dopo il Tend Fest con Game of Tends, ad accogliere in serata l’arrivo della Fiaccola della Speranza, benedetta da Giovanni Paolo II prima, da Benedetto XVI dopo e infine da Papa Francesco, portata in staffetta da un gruppo di 20 podisti di Montorio al Vomano (Te).

La Fiaccola è partita quest’anno dal centro storico dell’Aquila per ritornare, così come accadde 10 anni fa, nel cuore della città che porta ancora i segni di quel sisma che ha distrutto la città e ucciso 309 persone. La Fiaccola partita il 3 agosto alle 18.00 dalla Basilica di Collemaggio ha attraversato l’Aquila e poi passando per la statale 80 e il passo delle Capannelle è passata per Ortolano, frazione del comune di Campotosto completamente disabitata dal terremoto del 2017, dove è stata accolta dalla comunità in festa e poi lungo la via Salaria verso Montorio. Qui l’arrivo dei podisti è coinciso all’una di notte, con l’arrivo in piazza Orsini del pellegrinaggio a piedi Teramo-San Gabriele. La Fiaccola, quindi, si è fermata a Montorio, custodita nella chiesa di San Rocco, da dove ripartirà martedì sera alle ore 20.30 per arrivare in tarda serata (alle ore 23 circa) al Santuario di San Gabriele per l’apertura ufficiale della 39° Tendopoli.

Mercoledì 21 agosto i ragazzi entreranno nel vivo della Tendopoli con la gioiosa testimonianza dei TwoTwins, i gemelli Valerio e Fabrizio Salvatori diventati famosi nel salotto condotto da Paolo Bonolis “Avanti un altro”, ma anche modelli e testimonial di numerose campagne pubblicitarie e speaker radiofonici. In serata il tend fest con il gruppo “8 millimetri”.

Giovedì 22 agosto alle ore 9.30 aprirà la mattinata di riflessione don Giovanni Giorgio, docente di filosofia teorica della Pontificia Università Lateranense di Roma, con la relazione “Attingete e portate”. Don Giorgio solleciterà i giovani a vivere la realtà contemporanea, pur segnata da tante difficoltà e povertà, e ad impegnarsi a rivelarne i valori. Nel pomeriggio alle 15.00, la festa della famiglia Tendopoli, con la testimonianza della giornalista e scrittrice Costanza Miriano che parlerà delle problematiche attuali della vita famigliare. E in serata il tend fest “Tendopolisti allo sbaraglio”.

Venerdì 23 agosto lo scrittore e teologo don Luigi Maria Epicoco, con la relazione dal titolo “Fate quello che lui vi dirà, la forza di quello avvenga per me”, sintetizzerà le problematiche emerse nel corso delle varie giornate di riflessione invitando i giovani a vivere la libertà come totale dipendenza di amore da Dio. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, si terranno il consueto deserto e la festa della riconciliazione, prima della via crucis serale alle ore 21 sul piazzale del Santuario. Sabato 24 agosto la Tendopoli chiuderà con la Festa dei giovani e la tradizionale marcia a piedi Isola – San Gabriele. Alle 11.00 è prevista la messa presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila Sua Eminenza il cardinale Giuseppe Petrocchi, e poi, come tradizione vuole, la foto ricordo davanti al vecchio Santuario. Nel pomeriggio alle ore 14.00 i saluti con il gruppo di animazione della Tendopoli.

Potete seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social Facebook (Tendopoli di San Gabriele Ets), Twitter (@Tendopoli_IT) e Instagram (tendopoli.sangabriele) , digitando gli hashtag ufficiali: #Tendopoli2019 #accendilasperanza.

La Fiaccola della Speranza

Era sorta quasi per caso, quasi un gioco di paese, una scommessa tra amici, quegli amici che frequentavano il Gruppo Podistico di Montorio al Vomano (Te). Poi, forse per la benedizione di Papa Giovanni Paolo II il 14 agosto del 1994 nella residenza estiva di Castel Gandolfo, la Fiaccola è cresciuta, si è ingrandita, percorrendo in questi oltre venti anni piccoli e grandi luoghi di culto. Partendo dal luogo simbolo della cristianità, Roma, nell’anno del terzo centenario della nascita del fondatore dei passionisti San Paolo della Croce, la Fiaccola ha attraversato ben 2000 Km, incontrando prima i giovani di Loreto e poi, nella stessa terra e nello stesso fonte battesimale che hanno generato alla vita e alla fede San Francesco e San Gabriele, quelli di Assisi. Un gesto simbolico per indicare l’unità ideale che esiste tra San Paolo, il fondatore, e San Gabriele uno dei figli della famiglia passionista.

Il 10 agosto del 2009 la benedizione di Benedetto XVI nella residenza estiva di Castel Gandolfo e poi la partenza dal centro storico dell’Aquila, distrutto dal terremoto, come segno di speranza e di rinascita. Infine, il 6 agosto del 2014, la benedizione di papa Francesco e la partenza nuovamente da Roma.

La Fiaccola, portata a staffetta da un gruppo di podisti di Montorio al Vomano, sta ad indicare che dove delle persone sanno vivere con coerenza la propria fede e la propria appartenenza inevitabilmente nasce la speranza.

 




Tendopoli di San Gabriele, “La donna sacra o schiava?”

Migliaia i pellegrini che hanno partecipato alla conclusione della XXXVIII Tendopoli.

Questa mattina la solenne celebrazione eucaristica presieduta

dal cardinale Bertone che ha letto il messaggio del Papa.

Al termine, la consueta foto ricordo sulla scalinata del vecchio Santuario.

Isola del Gran Sasso (Te), 2018-08-25 – L’ultimo giorno della Tendopoli si è aperto questa mattina con la tradizionale marcia a piedi dei ragazzi verso Isola del Gran Sasso.

Ad attendere i tendopolisti nel Santuario, al ritorno, Sua Eminenza il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Papa Francesco, e il vescovo di Teramo monsignor Lorenzo Leuzzi che, da ieri sera è in mezzo ai ragazzi ed ha partecipato alla tradizionale via Crucis nel piazzale del Santuario. E’ stato il vescovo a leggere il messaggio del Papa ai tendopolisti:

<<Cari amici, desidero rivolgere il mio cordiale saluto a voi, riuniti nella festa dei Giovani, che conclude la 38 Tendopoli di San Gabriele, incentrata sul tema “La donna sacra o schiava?”.

E’ bello che in queste giornate tante persone si siano riunite per considerare la vocazione sublime della donna collaboratrice di Dio nel generare la vita nuova, come pure il suo insostituibile ruolo nella famiglia e il suo indispensabile apporto nella società, in particolare verso l’altro, il debole e l’indifeso. Da parte mia, auspico che si allarghino gli spazi per la presenza e l’attività delle donne, tanto nell’ambito ecclesiale quanto in quello civile e delle professioni, così che possano manifestarsi a pieno le doti di delicatezza e tenerezza di cui è ricco l’animo femminile. Con tali voti, mentre chiedo per favore di pregare per me e per il mio ministero, invio di cuore a voi cari giovani, al Cardinale Tarcisio Bertone che presiede la celebrazione eucaristica, ai benemeriti padri Passionisti come pure ai pellegrini tutti, la benedizione apostolica>>.

Bertone ha poi concelebrato, insieme a padre Francesco Cordeschi fondatore e anima della Tendopoli e ad altri 10 sacerdoti provenienti da tutta Italia, la messa delle ore 11. Nel corso dell’attenta e partecipata celebrazione, il cardinale Bertone si è rivolto ai giovani dicendo: <<Immediatamente si presenta agli occhi della fede Maria la giovane di Nazareth, chiamata da Dio ad un compito straordinario nella storia dell’umanità ed elevata nella sua assunzione al cielo a segno di sicura speranza. Ma quante e quali donne abbiamo incontrato nella nostra vita? Che senso ha avuto fino ad ora per noi la donna? Quante storie di donne nella Bibbia, nella letteratura, nei media, nella nostra vita personale? Donne vittime della filosofia “usa e getta”, costrette a vendere la dignità per un posto di lavoro, obbligate a prostituirsi per strada, proposte come “oggetto del desiderio”, sui giornali, in tv e persino nei supermarket per piazzare un prodotto. Il sistema di “calpestare la donna perché donna” e non considerarla una persona, è sotto gli occhi di tutti; e insegnerebbe molto un “pellegrinaggio notturno” per le strade delle città o dei paesi, dove alle ragazze si chiede solo: “Quanto costi?”. Con questa fortissima denuncia, papa Francesco, nella messa celebrata venerdì 15 giugno a Santa Marta,

ha rilanciato l’insegnamento di Gesù sulla donna.

E’ appena uscito nelle librerie un libro stupefacente: “L’Alleluja di Susanna” un po’ speciale. E’ la storia di una ragazza, Susanna Rufi, di appena 18 anni, che purtroppo ha dovuto scrivere per lei il papà, perché Susanna non c’è più; è stata stroncata da una meningite fulminante a Vienna, sulla via del ritorno da Cracovia, dalla Giornata Mondiale della Gioventù del 2016 con papa Francesco. In Polonia il papa aveva chiesto ai giovani: “Le cose brutte si possono cambiare?”. Le pagine dell’Alleluja di Susanna sono una risposta, un “sì” senza “sé” e senza “ma”. Una ragazza romana di 18 anni che ha fatto le sue scelte, che ha dato un senso pieno alla sua breve esistenza scandita dalle tappe di un percorso di fede e di amore che è sfociato nel mistero di una morte assurda, inaccettabile per chi non crede, ma nell’abbraccio con il Dio della vita e della gioia per chi ha fede.

Perciò il racconto di Susanna è una sfida al pessimismo giovanile, è un canto giovanile alla speranza.

Ricordo della mia giovinezza la figura di un grande predicatore degli Stati Uniti, il vescovo mons. Fulton Sheen che affascinava grandi folle e che ha indirizzato tanti giovani verso il sacerdozio: è in corso la sua causa di beatificazione. Un sera, stavo parlando nello stadio di Philadelphia, ed improvvisamente si spensero le luci e lo stadio piombò nel buio. Il vescovo accese un fiammifero ed invitò tutti i presenti ad accendere un fiammifero o un accendino. Lo stadio come di incanto si illuminò di migliaia di fiammelle e il vescovo disse: anche nei momenti più bui della nostra vita, se ciascuno di noi accende una fiammella, tutto il mondo è illuminato e riprende a vedere e a sperare. E’ interessante la raccomandazione che il famoso Riccardo Muti ha rivolto ai carcerati di Ravenna di non perdere mai la speranza citando una frase di Giuseppe Verdi: “Se uno si trova in un luogo buio e vede una luce in fondo, per quanto lontana, non si faccia intimorire dalle tenebre ma vada verso la luce”. Ognuno porta le sue croce e i suoi problemi, ma cercate di essere postivi, guardate avanti! Questo è il nostro compito imprescindibile. Nessuno è inutile, ognuno di noi può aiutare a cambiare il mondo, a cambiare le cose brutte in cose belle, con atti di fede, di preghiera, di amore gli uni verso gli altri.

In questo luogo percepiamo il profumo di un Santo che ci ha preceduti nella vocazione religiosa come passionista, Gabriele dell’Addolorata, anch’egli morto giovane a 24 anni, ma che ha lasciato una traccia di amore appassionato a Cristo e alla Vergine Madre. Egli visse in tempi molto diversi dal nostro, ma fu modello di tante persone che seguirono le orme di Cristo e del progetto morale cristiano impregnato di profonda spiritualità. Naturalmente, non distratto da attrazioni mondane, egli era solito dire: “Il mio paradiso è meditare”.

E’ possibile oggi, con la volatilità della civiltà digitale e l’accumulo di informazioni che si susseguono e si cancellano, fermarsi a meditare, cioè concentrarsi in se stessi, dedicare tempo all’ascolto, alla lettura, all’ammirazione, alla contemplazione della bellezza delle cose visibili e di quelle invisibili? Sovente, durante l’Angelus domenicale, papa Francesco invita le miglia di fedeli radunati in piazza San Pietro a fermarsi a pregare in silenzio o a pregare tutti insieme. Siamo capaci di farlo nella nostra vita personale, secondo le parole di Gesù: “Quando preghi entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,6)? Penso di sì. Tra le migliaia di giovani che popolano il mondo e talora danno l’impressione di superficialità, di svogliatezza, persino associazione a delinquere, ci sono dei fiori che spiccano per la purezza, la freschezza dell’amore, delle intenzioni, della verità delle parole.

Proprio il 3 luglio scorso, papa Francesco ha dichiarato le virtù eroiche di tre giovani: Pietro Di Vitale, siciliano di 24 anni, coetaneo di San Gabriele; Alessia Gonzalez, spagnola di 16 anni, e Carlo Acutis, italiano di 15 anni “enfant prodige” di informatica morto nel 2006. Un filo rosso li lega perché tutti e tre sono morti di gravi malattie molto giovani, ma hanno compreso, anzitutto, che il compimento del proprio dovere è il modo di garantire il diritto di vivere a chi sta a fianco, in secondo luogo che l’accettazione e l’offerta della sofferenza sono un contributo efficace per cambiare il mondo.

Cosa ne pensiamo? Li vogliamo imitare? Preghiamo il Signore che ci ispiri e ci aiuti>>.

Bertone e Leuzzi, al termine della messa, si sono uniti con padre Francesco Cordeschi ai tendopolisti nella tradizionale foto davanti al vecchio Santuario.

Sceso il sipario su questa XXXVIII edizione, padre Cordeschi ha espresso tutta la sua soddisfazione e il suo entusiasmo per questa settimana ricca ed intensa di emozioni. Per i giovani in partenza i saluti non hanno rappresentato un addio ma un reciproco impegno a ritrovarsi di nuovo insieme per continuare a scrivere la storia della Tendopoli.

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Tendopoli di San Gabriele, giornata conclusiva

 

Migliaia i pellegrini che hanno partecipato alla conclusione della XXXVII Tendopoli.

 Questa mattina la solenne celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Gualtiero Sigismondivescovo di Foligno e assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica italiana. Presente anche il vescovo Seccia.

Al termine, la consueta foto ricordo sulla scalinata del vecchio Santuario.

 

 

Teramo, 2017-08-26 – Cala il sipario sulla XXXVII Tendopoli di San Gabriele. L’ultimo giorno della manifestazione si è aperto con la tradizionale marcia a piedi verso Isola del Gran Sasso, dove ad accogliere i giovani e la Fiaccola della Speranza c’era il sindaco Roberto Di Marco. Visibilmente commosso, davanti al municipio inagibile, il primo cittadino ha accolto tra le sue mani la Fiaccola passata anche tra le mani dei sindaci di Cascia, Norcia, Cittareale, Amatrice, Campotosto e Montorio.

Al rientro al Santuario i ragazzi hanno partecipato alle messa delle 11.00 officiata da monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica italiana e, a sorpresa, dal vescovo di Teramo monsignor Michele Seccia.  

<<Carissimi giovani>> ha esordito così il vescovo di Foligno prima di iniziare una partecipata e seguitissima celebrazione eucaristica <<Dio ci da i comandamenti perche vuole educare la nostra libertà. I comandamenti non limitano la felicità, ma indicano come trovarla, come liberare la nostra libertà dalle nostre schiavitù. Giovanni Paolo II, in occasione dell’istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù, disse ai giovani a cui parlava ”vi auguro di sperimentare uno sguardo di Cristo che ti fissa con amore”.

Cari ragazzi la tristezza è il sintomo che non siamo liberi. Dove c’è lo spirito, c’è libertà e dove c’è libertà c’è gioia. Tenere fisso lo sguardo su Gesù é un compito al quale non possiamo sottrarci mai in nessuna situazione della nostra vita. La vita cristiana scaturisce da una proposta di amore del Signore, che sceglie e fissa i tempi della chiamata e può realizzarsi solo grazie ad una risposta di amore. Forse in questi giorni, il Signore ha fissato gli occhi su di voi per sollecitare la vostra libertà a compiere l’opera sua. Si diventa adulti nella fede nel momento in cui, comprendendo che non è bello tenere per sé la propria vita, si comincia a compiere la manovra del distacco da tutto e da tutti. Si tratta di una manovra impegnativa, che se effettuata gratuitamente dilata lo spazio della libertà di amare e di lasciarsi amare. Ragazzi voi conoscete l’alfabeto dell’amore. E’ un alfabeto fatto di segni inconfondibili e di gesti inequivocabili, che appartengono al linguaggio della preghiera. Il linguaggio della preghiera che avete parlato in questi giorni è quello dell’amore, fatto di queste lettere, di questo alfabeto: la profondità dello sguardo, il silenzio dell’ascolto, il dialogo delle lacrime, l’intensità dell’abbraccio e la dolcezza del bacio. Sono tutti ingredienti dell’amore, gli stessi ingredienti della preghiera. Come il primo passo nell’amore è quello dello sguardo, così è affidato agli occhi anche il primo slancio della preghiera. Pregare non significa recitare formule,  ma volgere gli occhi al Signore, perdersi nell’abbraccio del suo sguardo. Il silenzio, autentico respiro dell’anima. E sappiamo bene che il silenzio è necessario tanto all’amore quanto alla preghiera. Quanti dialoghi hanno bisogno del respiro del silenzio perché le parole sono semplicemente inutili. Nel dialogo dell’amore sono le lacrime che danno voce allo sguardo. Allo stesso modo nel silenzio della preghiera le lacrime, sia di dolore che di gioia, traducono i moti più profondi del cuore. Quando si ama una persona, le parole non bastano, occorre qualcosa di più sostanziale: sciogliersi in un abbraccio. Anche la preghiera è un riposare fra le braccia di Dio, un lasciarsi sollevare alla sua guancia. Tanto nel linguaggio della preghiera quanto in quello dell’amore l’abbraccio dello sguardo è sigillato dalla limpida purezza di un bacio. La preghiera è come un baciare e un lasciarsi baciare dal Signore, in silenzio. Il linguaggio dell’amore è lo stesso della preghiera. L’alfabeto della preghiera ha le stesse lettere dell’amore, che risplende in tutta la sua bellezza solo quando esprime il dono della fedeltà. E anche la preghiera ha bisogno del silenzio. Il silenzio è il pane della preghiera, così come le parole sono le sue briciole. Carissimi amici, vi auguro al termine di questa esperienza di imparare a tenere lo sguardo fisso su Gesù. Se vuoi sapere chi sei devi conoscere la rotta del tuo sguardo, se vuoi sapere dove stanno i tuoi piedi devi sapere dove vanno i tuoi occhi. Facciamo fatica a capire qual è il tesoro che fa battere il nostro cuore. Ma se vuoi sapere dove abita il tuo cuore basta che segui la rotta del tuo sguardo poiché gli occhi sono la lampada del corpo. E allora chiediamo a San Gabriele la grazia di imparare a tenere fisso lo sguardo a Gesù. La bellezza e la profondità di una persona dipendono dai suoi occhi, così come il suo dolore  appare dal suo sguardo>>.

Presente anche il vescovo di Teramo monsignor Michele Seccia, che nel portare ai ragazzi la preghiera e la benedizione di Fatima ha detto loro: <<Il dono più grande che potete fare a voi stessi tornando nelle vostre comunità è raccontare e vivere l’esperienza vissuta>>.

Sigismondi e Seccia, al termine della messa, si sono uniti ai tendopolisti nella tradizionale foto davanti al vecchio Santuario.

Sceso il sipario su questa XXXVII edizione, il fondatore e anima della Tendopoli padre Francesco Cordeschi  ha mostrato tutta la propria soddisfazione <<E’ stata una Tendopoli che segna, come Paolo, il passaggio dal vecchio al nuovo; come ha detto il vescovo di Noto, da una fede convenzionale ad una fede vissuta>>. Per i giovani in partenza i saluti non hanno rappresentato un addio ma un reciproco impegno a ritrovarsi di nuovo insieme per continuare a scrivere la storia della Tendopoli.

Potete seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social: Facebook

(Tendopoli di San Gabriele Onlus), Twitter (@Tendopoli_IT) e Instagram (tendopoli.sangabriele) digitando gli hashtag ufficiali: #Tendopoli2017 #accendilasperanza.

 Domani migliaia di pellegrini arriveranno al santuario di San Gabriele da ogni parte d’Italia per l’annuale festa popolare di San Gabriele. La messa delle ore 11.00 sarà presieduta da monsignor Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri e a seguire l’affidamento di bambini e ragazzi al santo dei giovani. Mentre nel pomeriggio, alle ore 15.00, padre Maurizio De Sanctis (padre Nike) presenterà il musical su San Gabriele “Balla con Dio” da lui interpretato, con l’intervento del comico abruzzese ‘Nduccio che farà una testimonianza su San Gabriele. Alle ore 16.00 sarà celebrata una santa messa in ricordo delle vittime del terremoto di Amatrice e Arquata del Tronto e al termine l’urna che custodisce le spoglie mortali del santo dei giovani sarà accompagnata in processione da migliaia di devoti e dalle note musicali della banda “Città del Gran Sasso”. Al temine il cantastorie abruzzese Roppoppò presenterà una sua canzone dedicata a San Gabriele.

 

 




Tendopoli di San Gabriele, 4a giornata

Quarta giornata di Tendopoli con l’attore e scrittore Simone Riccioni.

In serata, dopo un pomeriggio interamente dedicato ad un percorso di spiritualità,

la tradizionale Via Crucis nel piazzale del Santuario.

 Domani la conclusione con la Festa dei Giovani

e la santa messa presieduta da Mons. Gualtiero Sigismondi

 

Teramo, 2017-08-25 – E’ giunta al quarto giorno la XXXVII edizione della Tendopoli di San Gabriele. Dopo la seguitissima relazione di ieri di Mons. Antonio Staglianò vescovo di Noto e la festa a sorpresa in tarda serata a padre Francesco Cordeschi per i suoi 70 anni, oggi è stata la volta dello scrittore, attore, sceneggiatore e produttore Simone Riccioni, nato in Africa da genitori italiani volontari in Uganda durante la guerra fra  Hutu eTutsi. Riccioni, che vive a Macerata dall’età di 7 anni, porta negli occhi ancora il colore rosso di quella terra <<dove tutto aveva un sapore diverso e dove pur non avendo nulla, le persone sono felici. Dell’Africa mi porterò sempre dentro il sorriso delle persone>>. Dal 2009 comincia a recitare in spot pubblicitari tra i più noti Novi, Diesel, Gillette, Fiat, Borotalco, Sky, Settimana Enigmistica, Smemoranda, Clarks, Vodafone e in alcune serie televisive, tra cui “I soliti idioti”. Al cinema i suoi primi ruoli di successo sono in “E fu sera e fu mattina” e in “Universitari – Molto più che amici”. Nel 2014 esce anche il suo primo romanzo, “Eccom” e nel 2016 è produttore associato, co-sceneggiatore e attore protagonista del film “Come saltano i pesci” con cui vince il premio come attore rivelazione al “Gold Elephant Festival” di Catania. Il 24 settembre uscirà nella sale cinematografiche “Tiro libero” di cui è produttore, co-sceneggiatore e attore protagonista.  <<E’ la storia di un ragazzo arrogante e viziato, quello che nel mondo siamo un po’ tutti>> ha spiegato ai tendopolisti l’attore <<che però si ritrova a fare l’allenatore di una squadra di basket di ragazzi disabili. E’ stato impegnativo girare il film con ragazzi che realmente vivono sulla sedia a rotelle. A volte, dopo un’ora e mezza dovevamo fermarci perché avevano esigenza di andare al bagno o si stancavano. Ma dopo un anno certamente la mia percezione è cambiata. Quei ragazzi sono stati una lezione di vita per tutti noi>>. Nato come attore comico e clown impegnato nel sociale, Riccioni, che ha vissuto anche un anno con i Salesiani dove ogni mattina portava la colazione ai barboni alla stazione Termini, ha esortato i ragazzi ad essere felici. <<Io sono felice, perché tutto ciò che faccio mi riempie la vita. La mattina, quando mi alzo, sono contento, mi sento pieno. Questo lo deve anche alla mia mamma, che ringrazio perché mi ha costretto a laurearmi in scienze motorie, quando io volevo fare l’attore>>. Ai ragazzi ha detto poi che <<ci si può anche sbagliare, ma le radici e l’educazione ricevuta in famiglia sono importanti per la crescita. Io, oggi, se faccio l’attore e sono sereno e ho resistito alle tentazioni facili in questo ambiente, lo devo alle forti radici che avevo>>. Poi ha invitato i tendopolisti a coltivare i propri sogni: <<Il sogno è quando hai il coraggio di dire si. Inizi a lavorare per creare qualcosa. Poi non importa dove arriverai, poiché le strade possono cambiare e così i tuoi sogni>>. Al termine della conferenze, Riccioni, che si è tuffato tra i tendopolisti per autografi e selfie, si è fermato per qualche minuto quando un ragazzo non vedente gli si è avvicinato per complimentarsi con lui e lo ha abbracciato.

Il pomeriggio sarà completamente dedicato ad un approfondimento del proprio cammino spirituale attraverso il silenzio ed il deserto cui si accompagnerà la festa della riconciliazione. In serata, la via crucis sul piazzale del Santuario animata dai ragazzi.

Domani la Tendopoli chiuderà i battenti con la Festa dei giovani e alle ore 9.00 la tradizionale marcia a piedi Isola – San Gabriele. Alle 11.00 santa messa presieduta da sua Eminenza mons. Gualtiero Sigismondi, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana. E poi, come tradizione vuole, la foto ricordo davanti al vecchio Santuario. Nel pomeriggio alle ore 14.00 i saluti con il gruppo di animazione della Tendopoli.

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Tendopoli di San Gabriele, 3a giornata

Terza  giornata di Tendopoli. Questa  mattina la relazione del vescovo di Noto Staglianò,

che ha parlato ai ragazzi in modo rivoluzionario

 

Nel pomeriggio la Festa della Famiglia

 

Teramo, 2017-08-24 – E’ giunta al terzo giorno la XXXVII edizione della Tendopoli di San Gabriele. Dopo la relazione di ieri di Rosalba Manes, che ha dato il via ai lavori e alle riflessioni dei giovani presenti,  stamane ha preso la parola Mons. Antonio Staglianò vescovo di Noto con la relazione “Alzati ed entra nella città”. Staglianò, che ha parlato ai presenti in modo rivoluzionario servendosi anche dei testi di canzoni attuali conosciute dai giovani, oltre che facendo riferimenti biblici, filosofici e letterari, è stato accolto dai tendopolisti con la canzone di Gabbani “Occidentali’s Karma”.

<<Che devono andare a fare questi giovani in chiesa?>> ha esordito provocatoriamente  il vescovo di Noto <<ad annoiarsi dietro queste liturgie noiose, che molto spesso riducono l’allegria? Dobbiamo riconoscere, se vogliamo prendere sul serio questo “alzati e va…” (il tema di questa Tendopoli), che il cattolicesimo convenzionale annoia a morte tutti. Ecco perché nelle chiese vanno solo gli anziani. Il cattolicesimo convenzionale non funziona più. L’80 per cento della popolazione cattolica che va in chiesa non ascolta niente. E allora come può accadere l’incontro con Gesù?
Don Tonino Bello diceva: “Fuori, andate a messa!”. Anche papa Francesco ci esorta ad uscire. Ragazzi dovete andare fuori dalle chiese ed esplodere di gioia. La camicia che gli ipermercati omologati ci fa indossare sta devastando le coscienze. E allora “alzatevi, cambiate vita, andate dietro a Gesù”. Partite proprio da qui, dal cattolicesimo convenzionale che state vivendo, che non vi converte il cuore. Fate cadere la maschera di cui parlava Pirandello. Imparerete a vostre  spese, che nel lungo tragitto della vita, incontrerete molte maschere ma pochi volti, perché il problema oggi non è conoscersi, ma riconoscersi>>.

Staglianò ha poi parlato dell’amore <<Il primo comandamento del cristianesimo non è ama il prossimo tuo come te stesso, ma amatevi gli altri come io ho amato voi. L’amore viene dall’alto.
E sull’amore la società dell’ipermercato sta distruggendo tutto. Il sesso ragazzi cerca solo il piacere e non la gioia. L’Occidente ha separato eros e amore e così ha fatto cadere gli occidentali nella noia. Non bastano il turismo sessuale, i locali per scambisti, il viagra per liberare l’uomo da questa palude di morte. Ragazzi, innamoratevi dell’amore, prima però accogliete l’amore. Passate dal cattolicesimo convenzionale, che vi porta si ad essere  cristiani, all’amore. Dove ci sono gli scandali nel cattolicesimo convenzionale non c’è Dio, non c’è amore. Dov’è carità e amore è lì che c’è Dio.
Ragazzi diventate missionari, per portare il fuoco dell’amore fuori dalla chiese. Così la messa non annoierà più e si trasformerà in un’avventura di vita splendida>>.

Tra gli applausi il vescovo di Noto, che ha annunciato l’uscita a novembre del suo libro “Pop teology per giovani”, ha chiuso cantando una canzone scritta da lui sull’amore.

Atteso l’appuntamento pomeridiano per la festa della famiglia Tendopoli, alla quale hanno preso parte tutte le famiglie che hanno vissuto l’esperienza tend in questi 37 anni di cammino della Tendopoli. E in serata il tend fest con Dj Maick.

Domani mattina l’attore e sceneggiatore Simone Riccioni racconterà della sua esperienza di vita con la relazione “Guidandolo per mano”. Nel pomeriggio si terranno il consueto deserto e la festa della riconciliazione, prima della via crucis serale alle ore 21 sul piazzale del Santuario. Sabato la Tendopoli chiuderà con la Festa dei giovani e la tradizionale marcia a piedi Isola – San Gabriele. Alle 11.00 la messa presieduta da sua Eccellenza mons. Gualtiero Sigismondi, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana. E poi, come tradizione vuole, la foto ricordo davanti al vecchio Santuario. Nel pomeriggio alle ore 14.00 i saluti con il gruppo di animazione della Tendopoli.

Potete seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social: Facebook (Tendopoli di San Gabriele Onlus), Twitter (@Tendopoli_IT) e Instagram (tendopoli.sangabriele) digitando gli hashtag ufficiali: #Tendopoli2017 #accendilasperanza.




Tendopoli di San Gabriele, 2a giornata

Seconda giornata di Tendopoli.

Questa mattina la prima relazione tenuta da Rosalba Manes

Domani la mattinata di riflessione con Mons. Antonio Staglianò vescovo di Noto

e Anna Agostiniani. Nel pomeriggio la Festa della Famiglia

Teramo, 2017-08-23 – E’ ufficialmente iniziata ieri pomeriggio tra canti e balli la 37 Tendopoli nel Santuario di San Gabriele. Ad accogliere gli oltre 400 ragazzi provenienti da tutta Italia padre Francesco Cordeschi, fondatore e anima della Tendopoli, che ha detto ai tendopolisti come <<nonostante i nostri limiti, anche quando il “vaso” che abbiamo progettato si rompe, Dio non butta via nulla, ma ne ricostruisce qualcosa di più bello e più prezioso>>. E il padre generale dei Passionisti Joachin Rego, che ha esortato i giovani a sentirsi vivi nella famiglia passionista e ha espresso entusiasmo e gratitudine per la diffusione della Tendopoli nel mondo. La Tendopoli, infatti, si svolge anche in Venezuela da 22 anni, Colombia da 8 anni e da un anno a Panama, Porto Rico e Argentina.

Grande emozione ieri sera per l’arrivo della Fiaccola della Speranza portata in staffetta dai podisti di Montorio al Vomano, che accendendo il tripode hanno dato il via ufficiale alla 37° Tendopoli. La Fiaccola ha attraversato i centri più colpiti dal terremoto dell’Umbria, del Lazio e dell’Abruzzo prima di arrivare in mezzo ai giovani. Ad accoglierla, insieme all’assessore alla cultura del comune di Isola Amelide Francia, al vice sindaco di Colledara Gesidio Frale e al sindaco di Montorio Gianni Di Centa giunto correndo insieme ai podisti, l’entusiasmo delle centinaia di tendopolisti che hanno concluso la loro prima serata ammirando con il naso all’insù i fuochi pirotecnici.

Questa mattina i tendopolisti sono entrati nel vivo della discussione con la prima relazione “Chi sei Signore?” di Rosalba Manes, docente della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma. <<Il Signore non è qualcosa di lontano>> ha detto la Manes <<ma è un fatto, un avvenimento concreto. L’uomo è contrapposizione tra il bene e il male, tra colui che è Dio e colui che tradisce Dio>>. La relatrice ha posto, quindi, l’attenzione alla parola <<che da un senso alla nostra vita, al nostro vivere. La parola che ci fa riscoprire la bellezza di Dio e la povertà dell’uomo>>. In serata tend fest con Billy Balla Reggae.

Mentre domani, giovedì 24 agosto alle ore 9.30, Mons. Antonio Staglianò vescovo di Noto con la relazione “Alzati ed entra nella città” inviterà i giovani a non restare chiusi nei propri progetti individuali, ma ad uscire e a predisporsi all’accoglienza dell’altro. Nel pomeriggio alle 15.00 si rinnova la festa della famiglia Tendopoli, alla quale partecipano le famiglie che hanno vissuto l’esperienza tend in questi 37 anni di cammino della Tendopoli. A seguire la presentazione del libro “Perché? Una storia vera” di Anna Agostiniani e in serata il tend fest con Dj Maick.

Venerdì 25 agosto l’attore e sceneggiatore Simone Riccioni racconterà della sua esperienza di vita con la relazione “Guidandolo per mano”.

Potete seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social: Facebook

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Domenica la Fiaccola della Speranza attraverserà le zone terremotate

 

 

La luce della Fiaccola partirà domenica mattina da Cascia.

Attraverserà Norcia, Cittareale, Amatrice, Campotosto e Montorio al Vomano.

Martedì sera l’arrivo a San Gabriele per aprire ufficialmente la 37° Tendopoli

 

 

Teramo, 2017-08-18 – Partirà domenica mattina alle ore 8.30 da Cascia dove verrà accesa da padre Bernardino Pinciaroli, rettore del Santuario, la Fiaccola della Speranza che aprirà ufficialmente la 37° Tendopoli di San Gabriele, che si svolgerà  dal 22 al 26 agosto al Santuario di Isola del Gran Sasso (Te). In cammino da 23 anni, la Fiaccola della Speranza, era sorta quasi per caso, quasi un gioco di paese, una scommessa tra amici, quegli amici che frequentavano il Gruppo Podistico di Montorio al Vomano (Te).  Poi, forse per la benedizione di Papa Giovanni Paolo II il 14 agosto del 1994 nella residenza estiva di Castel Gandolfo, la Fiaccola è cresciuta, si è ingrandita, percorrendo in questi 23 anni piccoli e grandi luoghi di culto.  Partendo dal luogo simbolo della cristianità, Roma, nell’anno del terzo centenario della nascita del fondatore dei passionisti San Paolo della Croce, la Fiaccola ha attraversato ben 20.000 Km, incontrando prima i giovani di Loreto e poi, nella stessa terra e nello stesso fonte battesimale che hanno generato alla vita e alla fede San Francesco e San Gabriele, quelli di Assisi. Un gesto simbolico per indicare l’unità ideale che esiste tra San Paolo, il fondatore, e San Gabriele uno dei figli della famiglia passionista e della terra umbra.

Il 10 agosto del 2009 la benedizione di Benedetto XVI nella residenza estiva di Castel Gandolfo e poi la partenza dal centro storico dell’Aquila, distrutto dal terremoto, come segno di speranza e di rinascita. Infine, il 6 agosto del 2014, la benedizione di papa Francesco e la partenza nuovamente da Roma. Nell’ultima Tendopoli la Fiaccola accesa dal cardinale Angelo Sodano a Rocca di Mezzo (Aq) ha attraversato Cavalletto, Monticchio, Onna, dove si è fermata per essere accolta dalla comunità nella chiesa di San Pietro riaperta al culto dopo la distruzione del terremoto del 2009, Paganica e San Pietro della Ienca nel Santuario caro a Giovanni Paolo II, che nel benedire la Fiaccola disse ai podisti: “Illuminate e infiammate con questa Fiaccola le strade del mondo”.

Anche quest’anno la Fiaccola attraverserà i luoghi della sofferenza dovuta agli ultimi eventi sismici come segno di novità e di comunione. Partendo daCascia (Pg), si fermerà a Norcia (Pg), Cittareale (Ri), Amatrice (Ri) e Campotosto (Aq). Poi riprenderà il cammino attraverso le Capannelle per arrivare alle ore 19.00 a Montorio al Vomano (Te), dove verrà custodita fino a martedì 22 agosto da dove ripartirà alle ore 20.30 alle volte del Santuario di San Gabriele per arrivare alle ore 23.00 in mezzo ai giovani per l’apertura ufficiale della 37° Tendopoli.