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2014-10-14

ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E SINDACATI E UNITI PER IL LAVORO

SI CHIAMA LABJOB.IT LA SFIDA PER RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. OGGI IN REGIONE, ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE GIAN MARIO SPACCA, SI È TENUTA LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

 

Questo progetto è estremamente importante perché affronta uno dei maggiori problemi che colpisce il nostro Paese e non risparmia la nostra comunità, cioè la disoccupazione, specie giovanile. Parti sociali e Regione Marche si mettono a sistema per dare orientamento e prospettiva ai tanti giovani che non sono attualmente impegnati né in attività lavorative, né in attività formative. L’obiettivo è far sì che lo strumento Garanzia giovani possa trovare applicazione operativa favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Uno strumento particolarmente utile, dunque, anche alla luce del fatto che sono numerosi i posti di lavoro che le imprese non riescono a coprire per mancanza delle professionalità richieste”. Così il presidente Gian Mario Spacca, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto Labjob, tenuta questa mattina in Regione. Erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti di Confindustria (Ferruccio Squarcia), Cgia (il presidente regionale, Salvatore Fortuna), Cna (il presidente regionale, Gino Sabatini), Confcommercio, Confesercenti (in rappresentanza di entrambe, Ilva Sartini), Cisl (il segretario regionale, Stefano Mastrovincenzo), Uil (il segretario regionale, Graziano Fioretti), Lega delle Cooperative (Fabio Grossetti), e il rappresentante dell’Associazone temporanea di imprese che ha dato vita a labjob.it, Francesco Varagona. “Vista la vasta collaborazione, alla fine il progetto avrà un impatto positivo”, ha detto Fortuna, mentre Sabatini ha sottolineato “l’importanza del know how messo in campo dalle imprese”. Squarcia ha ricordato “l’impegno e il riconoscimento dato alle associazioni da parte della Regione”, Sartini, invece ha espresso apprezzamento “per l’accelerazione impressa all’iniziativa per contrastare la disoccupazione giovanile”. Mastrovincenzo ha ricordato che “è l’Unione europea a chiedere più collaborazione tra pubblico e privato”, mentre Fioretti ha detto che “già dai prossimi giorni la rete sarà attiva su tutto il territorio”, Grosseti ha invece sottolineato la valenza in questa fase di progetti come questo. “Abbiamo creato labjob.it per accompagnare i giovani a incontrare il mondo del lavoro, creando al tempo stesso un’opportunità per le imprese”, ha detto Varagona.

 

Garanzia Giovani è un’occasione unica per dare un’opportunità ai 47.000 Neet, giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano stabilmente e non sono occupati in una attività di formazione.

 

I giovani Neet che abbandonano prematuramente gli studi (18-24 anni con al più la licenza media che non frequentano altri corsi scolastici o svolgono attività formative superiori ai due anni) sono nelle Marche poco più di 8.000 (4.100 donne e 4.000 uomini). Nelle Marche è forte la quota di giovani Neet inattivi (52% pari a 24000 unità) superiore a quella dei disoccupati delle altre fasce di età (48% pari a 22000 unità). Lo scoraggiamento è la principale causa che può spiegare la maggiore quota di Neet inattivi. La componente femminile dei Neet è superiore a quella degli uomini.

 

E’ per questo motivo che 9 associazioni di categoria, centrali cooperative e sindacati delle Marche: Confindustria, Cgia, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Cisl, Uil, Lega delle Cooperative e Api Industria hanno dato vita ad una Ati, labjob.it, per dare ai giovani delle opportunità di incontro con il mondo del lavoro.

 

Le difficoltà dei giovani in cerca di occupazione sono note, anche se nelle Marche si registra un tasso di occupazione, 33.7%, più alto della media nazionale, 29,4%, dei giovani tra 15 e 29 anni.

 

Gli scopi che muovono labjob.it partono proprio da questa esigenza: riportare i giovani Neet ad incontrare le aziende, attraverso la loro accoglienza, la presa in carico e l’orientamento.

 

Il programma Garanzia Giovani prevede che ai giovani tra i 15 e i 29 anni, in possesso dei requisiti richiesti e in base a precise modalità, venga offerto un servizio: l’inserimento in un contratto di lavoro dipendente, avvio di un contratto di apprendistato o di un’esperienza di tirocinio, la formazione specifica professionalizzante e l’accompagnamento nell’avvio di una iniziativa auto-imprenditoriale di lavoro autonomo, l’impegno nel servizio civile.

 

Ai giovani che possono rivolgersi indifferentemente agli sportelli pubblici (i centri per l’impiego) e agli sportelli degli enti privati accreditati a garanzia giovani come labjob.it sarà proposto un “patto di servizio” tra quelli previsti nel programma Garanzia Giovani. Tale servizio può consistere in un’offerta di lavoro o un percorso di politica attiva (quali tirocinio, formazione, ecc.) teso a favorire l’attivazione di un contratto di lavoro. L’offerta formativa o di lavoro avverrà entro 4 mesi circa dalla firma del Patto di Servizio.

 

Dopo la registrazione e un primo colloquio nella fase di accoglienza, al giovane verrà indicato un percorso di orientamento individuale destinato a definire un progetto personalizzato di formazione o lavorativo/professionale.

 

L’obiettivo di labjob.it è guidare il giovane verso le opportunità offerte dal mondo del lavoro, anche considerando i giovani che non hanno un’esperienza lavorativa alle spalle. Soltanto in questa maniera si può creare un circuito virtuoso che possa sconfiggere il triste fenomeno della disoccupazione giovanile che tocca picchi mai raggiunti prima con dati del 44%.

 

Ai giovani che si presenteranno agli sportelli di labjob.it (oltre 35 diffusi nel territorio marchigiano) oltre alle posizioni lavorative disponibili verranno offerti dei tirocini aziendali che possono costituire la base per una esperienza lavorativa e per futuri sbocchi occupazionali: il contratto dell’apprendistato, a tempo determinato e meglio ancora indeterminato. Non va neanche sottovalutata le opportunità che questi giovani formati possano iniziare nuove attività imprenditoriali.

 

Al centro dell’azione di labjob.it c’è anche una responsabilizzazione del giovane e un’importante attività di orientamento. labjob.it intende infatti stimolare i giovani verso il riconoscimento e l’attivazione delle proprie capacità, in base anche alle esigenze delle aziende. Labjob.it intende anche facilitare la connessione scuola-lavoro che è un tassello fondamentale e attivabile soltanto se entrambe le parti sono orientate alla collaborazione.

 

Fondamentale per instaurare questo circuito virtuoso sono i database dell’offerta e della domanda che verranno formati attraverso un’azione di promozione sul territorio, attivando su base regionale e provinciale tutte le associazioni e i sindacati che fanno parte di labjob.it e il sistema delle aziende.

A questo proposito sono previsti una serie di incontri sul territorio con stakeholder e istituzioni al fine di sensibilizzare giovani e aziende ed una campagna di comunicazione e promozione.

14_10_2014_Labjob

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Patto di stabilità 2014: la Regione trasferisce agli Enti locali altri 12 milioni di euro di capacità di spesa.

Spacca: “Uno sforzo eccezionale, non scontato”. Marcolini: “Grande sacrificio per la Regione”

Gli enti locali marchigiani possono derogare ai vincoli del Patto di stabilità per altri 12 milioni di euro, che si vanno a sommare ai 37,5 milioni già trasferiti nei primi mesi dell’anno. La Giunta regionale ha messo, oggi, a disposizione delle Province e dei Comuni il nuovo spazio finanziario, in attuazione del Patto di stabilità regionale verticale. Gli enti locali possono quindi procedere ai pagamenti in conto capitale, per un importo di 12 milioni, modificando i rispettivi saldi di bilancio, senza violare i vincoli del Patto. Questo perché la Regione ha ridotto, dello stesso valore, la propria capacità di spesa, consentendo alle amministrazioni locali di venire incontro alle esigenze delle imprese e del territorio. Nel corso della legislatura, la Regione ha complessivamente garantito oltre 300 milioni di euro, a Comuni e Province, con il Patto di stabilità. Nel corso della seduta odierna, la Giunta ha stabilito, inoltre, i criteri di riparto e lo spazio da assegnare a ciascuna Provincia e ai 175 Comuni interessati: quelli che hanno manifestato l’interesse a partecipare, avendo bisogno di procedere a pagamenti, senza violare i vincoli del Patto. I criteri individuati con il Consiglio delle autonomie locali, e condivisi con l’Anci (Comuni) e l’Upi (Province), prevedono un’assegnazione, per il 50 per cento, sulla base degli spazi finanziari richiesti da ciascun ente locale, e un 50 per cento in proporzione degli obiettivi programmatici assegnati dalla normativa nazionale. Inoltre una quota del 20 per cento dello spazio assegnato ai Comuni è stata riconosciuta a 111 municipalità, proporzionalmente ai tagli effettuati dal Fondo di solidarietà nazionale, consentendo un recupero delle decurtazioni che penalizzano i servizi alla comunità. Il riparto destina 3 milioni e 648 mila euro alle Province, 8 milioni e 315 mila euro ai Comuni. “Quanto compiuto dalla Regione rappresenta un ulteriore, eccezionale sforzo, al limite delle residue possibilità del bilancio regionale, pesantemente condizionato dalle manovre nazionali di contenimento della spesa pubblica – afferma il presidente Gian Mario Spacca – Il nuovo intervento a sostegno delle amministrazioni locali non era scontato, ma abbiamo voluto testimoniare, ancora una volta, l’attenzione mai venuta meno al territorio. In questa maniera intendiamo sostenere gli investimenti riconoscendo spazi finanziari alle amministrazioni che li hanno richiesti”. “Va sottolineata la condivisione della ripartizione con il sistema delle autonomie locali, in modo che gli interventi possano soddisfare le reali esigenze manifestate sul territorio – sottolinea l’assessore al Bilancio, Pietro Marcolini – Il Patto di stabilità condiziona non solo gli enti locali, ma anche la stessa Regione. Non è quindi scontato o automatico questo trasferimento di capacità di spesa dal livello regionale a quello locale, ma rappresenta un grosso sacrificio per la Regione che contiene la prioria operatività per assegnarla alle Province e ai Comuni. Va considerato, a questo proposito, che sono poche le Regioni del Centro Nord che attuano il Patto. La stessa Emilia Romagna, con una popolazione e un Pil (Prodotto interno lordo) tre volte superiori alle Marche, ha intenzione di predisporre un Patto regionale attorno ai 20 milioni di euro, quindi di poco superiore a quanto siamo riusciti a concretizzare nella nostra regione”.




14 Ottobre 2014 alle 15:00 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

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