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Chiara Giacobelli, “Un disastro chiamato amore”

di | in: Cultura e Spettacoli

Chiara Giacobelli, “Un disastro chiamato amore”

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San Benedetto del Tronto – Uscito in libreria da pochi giorni, è già il romanzo cult dell’estate. Il titolo è “Un disastro chiamato amore”, edito da Leggereditore del gruppo Fanucci, e l’autrice è una giovane scrittrice marchigiana. Si tratta di un mix di ironia, giallo, romanticismo, suspense e rimandi culturali al cinema e alla letteratura che lo rendono il libro perfetto da leggere sotto l’ombrellone, prima di tutto se si ha voglia di ridere.

Chiara Giacobelli – che esordisce così nella narrativa dopo nove libri di varia già pubblicati – lo presenterà nella bella cornice dello Chalet “La Conchiglia” domenica 31 luglio alle 21.15 con la collaborazione del Caffè Letterario di San Benedetto, il cui Direttore Artistico è Antonio Lera. Sarà lui, insieme alla titolare del locale Francesca Rossi Bollettini, a condurre la serata, che apre la rassegna “Luna d’amore: lo scrittore sotto l’ombrellone”. Accanto ai due, uno stuolo di importanti giornalisti, scrittori e altri personaggi di rilievo parteciperanno al dibattito sul libro e faranno emergere tanto gli aspetti ironici quanto quelli profondi.


Chiara Giacobelli

Chiara Giacobelli

Abbiamo colto l’occasione per porre qualche domanda all’autrice.

 

Chiara il tuo è un esordio nella narrativa che promette molto bene. Cosa sta succedendo nei social esattamente?

“Credo si sia innescato un passaparola attraverso le tante blogger che hanno letto o stanno ancora leggendo la commedia e l’hanno amata molto. Sono apparse spontaneamente definizioni come “Il romanzo dell’estate” o “Il romanzo più divertente del 2016” o ancora “Un libro stratosferico” e ovviamente tutto ciò genera curiosità nelle persone. Mi arrivano ogni giorno tante richieste di interviste e il calore delle persone mi sommerge. E’ un’esperienza bellissima”.

 

Perché questo libro piace così tanto?

“Non saprei. In parte credo sia per il fatto di essere un mix ben bilanciato, non troppo sentimentale e quindi adatto anche agli uomini, divertente, ma con un giallo all’interno che fa venire voglia di andare avanti nella lettura e sottotrame contenenti un messaggio più profondo. In parte credo anche sia perché si discosta da tutto quanto appare quotidianamente in libreria: le persone ormai sono stanche di leggere sempre le stesse cose”.

 

C’è grande attesa per la presentazione a San Benedetto…

“Il merito è tutto del Direttore Artistico del Caffè Letterario di San Benedetto, che si è fatto in quattro per promuovere questo libro. Speriamo vengano tante persone! In seguito il mio agosto sarà costellato di interviste radio e tv, articoli su giornali, altre presentazioni, quindi sentirete ancora parlare di “Un disastro chiamato amore”, spero sempre in meglio”.

 

Tre motivi per cui un lettore dovrebbe acquistarlo?

“Perché nella vita a volte c’è bisogno di leggerezza, perché la risata ci rende belli, per aprirsi ad orizzonti diversi divertendosi”.

 

 

“Donne che scrivono di donne: di solito ne escono figure apologetiche un po’ finte. Qui, invece, l’autrice è riuscita a creare una simpatica e goffa Woody Allen in gonnella, dimostrando ironia e di saper padroneggiare la parodia.”
Giacomo Scarpelli, sceneggiatore de “Il Postino”

Un romanzo liberamente ispirato a una serie di personaggi realmente conosciuti dall’autrice: da Maria Luisa Spaziani ai figli di Audrey Hepburn, da Marta Marzotto a Rossana Podestà, fino ai grandi registi e sceneggiatori della Commedia all’Italiana, quali Furio Scarpelli, Ettore Scola e Mario Monicelli.

Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata.

“Si tratta di una commedia anglosassone in controtendenza rispetto alla moda editoriale italiana del momento, la quale punta principalmente sul genere drammatico e su avvenimenti o problematiche legate al nostro Paese. Qui si respira al contrario un’aria internazionale, a cominciare dal fatto che la protagonista femminile è parigina, mentre il protagonista maschile è il figlio di una celebre attrice ligure e di un importante regista di Hollywood.
Questo libro è stato scritto durante una lunga e snervante malattia, perciò il messaggio che vuole lanciare è prima di tutto l’importanza dell’ironia nella vita, facendo emergere realtà estremamente interessanti ma ancora poco sviluppate in Italia come la terapia del sorriso. Importante è anche la connotazione positiva del personaggio maschile – anche questa abbastanza fuoritendenza – specie nella sua carica di Presidente di una fondazione umanitaria liberamente ispirata all’Audrey Hepburn Children’s Fund”.
Chiara Giacobelli

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28 Luglio 2016 alle 15:54 | Scrivi all'autore | | |

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