Dati Cna rilevati nei comuni colpiti dal sisma

Dati Cna rilevati nei comuni colpiti dal sisma

LA CNA PICENA ATTIVA RECAPITI NEGLI ALBERGHI DELLA COSTA PER L’EROGAZIONE DEI SERVIZI NECESSARI AI TERREMOTATI

LE SOPRESE DI UNO STUDIO CNA: NEI TERRITORI MONTANI COLPITI CI SONO PIU’ PERSONE CHE VIVONO E LAVORANO NELLO STESSO COMUNE DI RESIDENZA RISPETTO AL RESTO DELLA PROVINCIA DOVE IL FENOMENO PENDOLARISMO E’ MAGGIORE

SONO OLTRE OTTOMILA I POSTI DI LAVORO DA SALVAGUARDARE NEI SEGUENTI SETTORI: AGRICOLTURA, AGROALIMENTARE, COMMERCIO, RICETTIVITA’ TURISTICA E RISTORAZIONE

San Benedetto del Tronto – Istruzione, ovvero scuole. Attività produttive, ovvero lavoro. Sociale, ovvero esigenze di nuclei familiari e anziani. La Cna di Ascoli Piceno continua l’impegno di azione e di vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma. “Proseguiamo i contatti con i sindaci e le popolazioni del territorio – spiega il direttore provinciale Cna, Francesco Balloni – ma per meglio comprendere le esigenze di queste popolazioni abbiamo elaborato anche un dettagliato monitoraggio che fotografa i territori e può aiutare molto a capire alcune priorità. Senza per questo abbandonare il sostegno per quanto riguarda i servizi che come Associazione possiamo erogare”. “Prestiamo grande attenzione ai comuni maggiormente colpiti – aggiunge il presidente, Luigi Passaretti – ma abbiamo avviato monitoraggio danni e messo in campo azioni di sostegno per tutto il comprensorio provinciale che ha subito e sta subendo gravi danni, sia diretti che indotti”.

PRATICHE SOCIALI, LA CNA PRESENTE NEGLI ALBERGHI. La Cna Picena sta stilando un calendario di presenze negli alberghi della costa dove sono ospitati gli sfollati dell’area montana per offrire i servizi dell’Associazione a chi si è ritrovato improvvisamente senza nulla o quasi. Per quest’azione, programmata già in questi giorni lungo la fascia costiera da Grottammare a Porto d’Ascoli, sono impegnati gli operatori Cna della cosiddetta area sociale, ovvero del Caf e del Patronato. Fra gli interventi maggiormente richiesti, spiegano gli operatori degli uffici Cna di Ascoli e San Benedetto, quelli relativi a bonus e sgravi per le famiglie e tutto il ramo legato alle richieste previdenziali, sanitarie e alle indennità di disoccupazione.

Oltre alla nostra consueta presenza negli uffici – aggiunge Anna Rita Pignoloni, direttrice del patronato provinciale della Cna – riteniamo quest’azione molto utile sia per il suo valore pratico che di sostegno morale. Senza contare il fatto che per molti che hanno bisogno di espletare pratiche o fare domande, è necessaria anche una ricostruzione di posizioni che espletiamo grazie alla sinergia che abbiamo con i vari uffici, a cominciare dall’Inps e dall’Inail. Ricostruzione necessaria perché, considerata la situazione contingente, molta documentazione che i nostri assistiti ci portano normalmente, per queste persone non è più reperibile. Purtroppo in quanto rimasta sotto le macerie”.

LA FORMAZIONE PER NON ABBANDONARE I TERRITORI. L’analisi compiuta dalla Cna ha riguardato i comuni maggiormente colpiti, Arquata in primis. Ma non si è fermata qui. Da Acquasanta a Montegallo, da Comunanza a Montegallo, le esigenze per una ricostruzione del tessuto sociale e produttivo sono infatti impellenti. Perché se è vero che – è uno dei dati emersi dal monitoraggio della Cna – nell’area più interessata la popolazione anziana, over 65, è mediamente di 2 o 3 punti percentuali superiore alla media della provincia, è anche vero che è superiore quasi di un punto percentuale, sempre rispetto al resto della provincia, quello dei diplomati.

PENDOLARI MA SENZA PERDERE LE RADICI. Stesso discorso, sempre in base alle rilevazioni Cna, per il discorso studio e lavoro. A cominciare dal pendolarismo. E se, infatti, per un luogo comune si può pensare che dalle zone montane ci sia inesorabilmente una forza centrifuga, la realtà dei dati non dice questo.

Nelle zone maggiormente interessate dal sisma, le statistiche dicono che il 17,3 per cento della popolazione lavora nello stesso comune di residenza. Una percentuale superiore alla media complessiva della provincia dove lavora nello stesso comune di residenza solo il 16,7 per cento della popolazione.

Identica la percentuale opposta. Nelle zone colpite il 15 per cento della popolazione è pendolare, per motivi di lavoro, verso altri comuni. Ma a livello provinciale la percentuale dei pendolari è maggiore, ovvero del 15,7 per cento.

UN’ECONOMIA DA SALVAGUARDARE E INCENTIVARE. Lo studio fatto dalla Cna Picena si è concentrato anche sulle dinamiche economiche ed occupazionali. Sempre nelle zone più colpite l’attività primaria più presente è quella legata alle coltivazioni agricole e all’agroalimentare, con 2.318 unità produttive e 1.769 addetti. E proprio da questa vocazione tipica e tradizionale deriva il fatto che, nel settore del terziario, leader in questi territori è proprio la vendita e la commercializzazione: 1.791 imprese operanti nel commercio al dettaglio (con 3.011 addetti) e 709 imprese operanti nel commercio all’ingrosso (con 1.286 addetti).

Al secondo posto nel settore dei servizi (e al terzo posto in assoluto), sia per numero di imprese che di dipendenti, il comparto legato ai servizi di ristorazione e accoglienza turistica: 853 attività e 2.137 addetti.

LE STRATEGIE PER IL FUTURO: LEGALITA’ MA ANCHE RAPIDITA’ PER LA RICOSTRUZIONE. “Ovviamente positivo – conclude Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – il recepimento da parte del Governo delle proposte riguardanti le sospensioni dei pagamenti fiscali e contributivi e gli altri provvedimenti e stanziamenti di risorse a favore di cittadini e imprese. Abbiamo giudicato inoltre favorevolmente il fatto che le tutte le imprese e i professionisti che vorranno partecipare alla ricostruzione, dovranno essere trasparenti e iscritti a una speciale anagrafe. Occorre da questo punto di vista però accelerare il decreto attuativo e consentire alle microimprese locali una procedura snella per l’iscrizione, visto soprattutto che per i danni leggeri sarà sufficiente l’aver fatto la domanda d’iscrizione alla stessa. E’ una procedura che può accelerare e al tempo stesso garantire legalità e trasparenza e consentire a molti cittadini e imprese di tornare a vivere nelle aree colpite e su cui le nostre imprese del comparto delle costruzioni sono già pronte ad operare”.

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