Patricia Monica Vena, “Senza Pelle”

Patricia Monica Vena, “Senza Pelle”
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“Senza Pelle”: intervista a Patricia Vena, al Kabina Welcome domenica 7 aprile

San Benedetto del Tronto – Domenica alle 18.00, presso la Kabina Welcome in via Torino 200 lungo la Strada Statale Salaria a San Benedetto, si terrà la presentazione del libro “Senza Pelle” di Patricia Monica Vena, una raccolta di poesie della autrice argentina. Presenta la giornalista e scrittrice Raffaella Milandri e i commenti sono a cura dell’artista Maxs Felinfer. La poetessa, che vive nel Piceno da trent’anni, miscela sapientemente, ma con forza e spontaneità, profonde emozioni che riescono a toccare il cuore e a dare voce ai sentimenti di tutti, attraverso la nostalgia del passato, ma anche quella del futuro. Dice Patricia Vena: “Vivo a Monteprandone, e in stagioni come la primavera e l’autunno queste zone mi richiamano fortemente quella parte di vita che ho vissuto in Argentina, nella terra natìa. Ma oggi, è nel mio paese di accoglienza, il Piceno, dove albergano tutti i sentimenti”. “Il suo è un realismo a volte amaro, ma non è mai pessimismo. I suoi versi sono genuina poesia che ci richiama alla memoria i grandi poeti sudamericani”, commenta la Milandri. Patricia Vena è dottoressa in biochimica, ma è stata rapita presto dall’arte: sono numerose le sue pubblicazioni in spagnolo e in italiano, di poesie ma anche di racconti brevi. Fa parte del Gruppo Europeo di Arte Contemporanea”Frequenzen”, con il quale ha presentato le sue installazioni poetiche in diversi paesi europei. Attualmente conduce il circolo Caffè Letterario Novecento, dove si tengono dibattiti e incontri sulla letteratura contemporanea e del Novecento, e a cura del quale è l’incontro del 7 aprile.

Le poniamo alcune domande:

Patricia, da dove viene principalmente la sua ispirazione?

L’ispirazione, o piuttosto la spinta a scrivere una poesia, nel mio caso, può venire da molteplici situazione, eventi, sia della mia vita personale che di questioni che riguardano tutti noi, a livello sociale, che in qualche modo fanno scaturire in me delle riflessioni profonde o delle emozioni intense. La poesia, per me, è sempre una catarsi.

Ci dica cosa vuol comunicare al pubblico attraverso i suoi versi poetici

Prima di tutto attraverso i miei versi cerco di comunicare delle cose a me stessa, nel senso che scrivendoli capisco meglio le emozioni che si muovono dentro di me. E poi, come logica conseguenza, spero di comunicare quelle stesse emozioni a chi legge le poesie. Ecco da dove viene fuori il titolo, “Senza pelle”; io penso che la poesia debba essere scritta, appunto “senza pelle”, cioè senza alcuna barriera tra ciò che c’è dentro di me e l’esterno, e che nello stesso modo debba arrivare alla coscienza del lettore, direttamente, senza filtri né barriere.

Cosa pensa del mondo della poesia, oggi?

Sono convinta che, a differenza di certe posizioni che credono che la poesia sia un genere vecchio, superato nel tempo, sia, invece, sempre viva e necessaria. Oggi assistiamo ad un fenomeno che vede un fiorire di poesie e poeti un po’ dappertutto, e sebbene io creda che scrivere poesia sia, sempre e comunque, un’attività dal forte carattere terapeutico, nel senso che fa bene allo spirito e alla psiche esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, non credo che ci sia, in tutti coloro che lo fanno, quel minimo di spirito critico necessario per distinguere tra l’esercizio di espressione utile a chi scrive, e ciò che è davvero poesia, quella da consegnare ai lettori, quella capace di toccare e far vibrare l’anima di chi la riceve.

Quali sono i Suoi progetti futuri?

I progetti futuri sono: scrivere, scrivere e ancora scrivere. Non solo poesia, poiché a seconda dei momenti sento il bisogno di raccontare sotto forma di poesia o di narrativa.

I suoi poeti preferiti e , se ve ne sono, gli autori che l’hanno maggiormente ispirata

I miei poeti preferiti sono molti, ma non posso che mettere al primo posto il mio amato Pablo Neruda, per me uno dei poeti più completi in quanto ha scritto poesie un po’ su tutto, dall’amore, alla poesia militante, alle sue magnifiche Odi Elementari in cui canta alle cose più semplici che fanno parte del nostro mondo e della nostra vita. Poi c’è Nazim Hikmet, il grande poeta turco, Borges, genio assoluto della letteratura argentina, l’uruguayo Mario Benedetti, che io definisco il poeta del quotidiano, il portoghese Fernando Pessoa… Insomma, tanti poeti.
Scrittori a cui mi sono ispirata: anche qui non ce n’è soltanto uno; credo che a livello di poesia forse c’è nel mio modo di scrivere un qualcosa di Benedetti, mentre che per quanto riguarda i racconti credo che i miei hanno una forte influenza di Julio Cortázar, un altro argentino che amo profondamente e considero un grande della narrativa.

 

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