Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere

Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere

A Elena Cánovas e Teatro Yeses di Madrid
il Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere

settima edizione

iniziativa a cura della

Rivista Europea “Catarsi-Teatri delle diversità”

in collaborazione con

Associazione Casa Natale Gramsci di Ales

Associazione Nazionale Critici di Teatro

International Network Theatre in Prison – ITI Unesco Partner

Pesaro e Urbino, 9 gennaio 2022

In chiusura del ventitreesimo convegno della Rivista Europea “Catarsi, Teatri delle diversità” (www.teatridellediversita.it, pubblicazione fondata all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo nel 1996 e diretta da Vito Minoia, docente in discipline dell’Educazione e dello Spettacolo), è stato assegnato il Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere.

L’iniziativa, abbinata al convegno e promossa in collaborazione con l’Associazione Casa Natale Gramsci di Ales, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, l’International Network Theatre in Prison – International Theatre Institute Partner (https://www.theatreinprison.org/), è giunta alla sua settima edizione avendo come giurati Giulio Baffi (Presidente della Associazione Nazionale dei Critici di Teatro), Valeria Ottolenghi (critico teatrale a Parma), Mariano Dolci (Maestro Burattinaio, già docente di Teatro di Animazione all’Università di Urbino).

Il Premio è stato assegnato a Elena Cánovas e Teatro Yeses di Madrid.

Così cita la motivazione: « Elena Cánovas, ispirata dai principi costituzionali sin dai primi studi in Servizio Sociale, entra a far parte dell’Amministrazione penitenziaria e poi si laurea in Criminologia alla Universidad Computense. Facendo leva su prime esperienze di teatro a scuola, crede fortemente nel potere trasformativo dell’arte, quindi decide di diplomarsi in regia e recitazione alla Real Escuela Superior de Arte Dramático di Madrid. Fonda nel 1985 la Compagnia del Teatro Yeses, costituita da attrici detenute e da attrici professioniste nel vecchio carcere femminile di Madrid, Yeserías. Da allora con la Compagnia ha messo in scena oltre 40 opere, trasferendo successivamente il lavoro nella prigione di Carabanchel Mujeres e attualmente nel centro penitenziario di Madrid I Mujeres ad Alcalá de Henares.

Dopo i primi spettacoli ispirati a testi di autori noti come Peter Weiss, Eugêne Ionesco, Fernando Arrabal, Dario Fo (per citarne alcuni) si fa gradualmente strada una modalità drammaturgica propria che si riflette in originali ricerche collettive significative per indipendenza e libertà creativa. Nel saggio “Teatro Yeses: conscienza, volontà e coraggio”, Milagros Sánchez Arnosi, critica e studiosa del teatro contemporaneo spagnolo, riconosce la maturità artistica della Compagnia,

riunendo un percorso di spettacoli che si sono distinti nel tempo: da La asamblea de las mujeres (da Aristofane) o La balada de la cárcel de Circe (da Omero) a elaborazioni originali curate come autrice dalla stessa Cánovas, tra le quali La Confesión, Una no gana para sustos, Rumbo a Guachafita o ancora Ahora que vamos deprisa, vamos a contar verdades.

Quella del Teatro Yeses è un’esperienza che si è fatta forza, superando momenti difficili e tempi di rigide restrizioni e raggiungendo traguardi insperati come la professionalizzazione della Compagnia orientata dalle convinzioni e dalla lucidità di approccio della sua direttrice che ha scommesso sull’empatia femminile, qualità presente anche nell’ultimo lavoro artistico Descalzas (Scalze), dal testo di Julieta Soria dedicato alla Vita di Santa Teresa d’Avila, attualmente in scena nei circuiti teatrali ufficiali di Spagna.

In una recente intervista rilasciata a una rivista spagnola prodotta da un’organizzazione indipendente a difesa della parità di genere e dei diritti umani per un numero monografico dedicato a “donne per la pace in tempo di guerra” Elena Cánovas ha asserito: “Il teatro dà alle donne il potere di non pensare alla prigione. Non solo imparano ad essere attrici ma ad acquisire fiducia in sé stesse, per orientare le loro vite, non più inutili”. ».

Il Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere (VII edizione)

abbinato alla Ventitreesima edizione del Convegno “I Teatri delle Diversità”

è stato organizzato dalla

Associazione Culturale Cittadina Universitaria Aenigma APS

in collaborazione con

Associazione Casa Natale Gramsci di Ales

Associazione Nazionale Critici di Teatro

International Network Theatre in Prison – ITI Unesco Partner

nell’ambito del Progetto “Ombre, Tracce, Evanescenze XXVI”

con la compartecipazione di

Consiglio Regionale Assemblea legislativa delle Marche

Ministero della Cultura

con il patrocinio di

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Ministero della Giustizia

Associazione Nazionale Critici di Teatro

Associazione Culturale Cittadina Universitaria Aenigma APS

Editrice della Rivista Europea “Catarsi, Teatri delle Diversità”

Via Peschiera, 30 – 61030 Cartoceto (PU)

https://www.teatroaenigma.it/ e https://www.teatridellediversita.it/

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