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Gli ospedali “Unici” che diventano ospedali “Nuovi” e dintorni

di | in: Cactus, Primo Piano

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San Benedetto del Tronto – Il comitato Salviamo il Madonna del Soccorso, dopo l’elaborazione e modifica del Piano Sanitario Regionale, nell’analizzarne il contenuto, ha chiesto il competente parere al Dott. Claudio Maffei, il quale ce lo ha gentilmente fornito, autorizzandoci alla sua pubblicazione, corredata da alcune nostre considerazioni.

Claudio Maffei 29.12.2019

Gli ospedali “unici” che diventano ospedali “nuovi”: cosa cambia nella versione del Piano uscita dalla IV Commissione

In sostanza il Piano uscito dalla IV Commissione dice (o meglio: si lascia intendere) che mentre nella prima versione per Marche Nord e le due Aree Vaste 3 e 5 si prevedevano tre ospedali unici in sostituzione dei sei ospedali attuali, adesso con questa nuova versione si prevedono 3 nuovi ospedali (attenzione “nuovi” non “unici”) che sostituirebbero tre vecchi (da dismettere) con accanto uno degli attuali ospedali trasformato in accordo con le amministrazioni comunali del distretto interessato. Per Marche Nord l’Ospedale di Pesaro è quello da dismettere e l’Ospedale di Fano quello da riconvertire. Per gli altri due nuovi ospedali nulla è detto, ma è presumibile che quello nuovo dell’Area Vasta 3 sostituirà quello di Macerata (con l’Ospedale di Civitanova Marche che si riconverte), mentre quello nuovo dell’Area Vasta 5 sostituirebbe quello di Ascoli Piceno con l’Ospedale di San Benedetto del Tronto che si riconverte. Ma si tratta di una interpretazione, certo plausibile, ma sempre una interpretazione.

Per quanto riguarda il modo in cui potrebbe avvenire la eventuale riconversione degli ospedali di Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto, il Piano nella nuova versione dice che si farà riferimento al protocollo d’intesa tra la Regione Marche ed il Comune di Fano sull’assetto delle strutture ospedaliere dopo la realizzazione del nuovo Ospedale dell’Azienda Ospedaliera “ Ospedali Riuniti Marche Nord”. 


In questo accordo è scritto che “Dopo la realizzazione del nuovo ospedale dell’Azienda Ospedaliera Riuniti Marche Nord, l’Ospedale Santa Croce di Fano sara? uno stabilimento dell’Azienda “Ospedali Riuniti Marche Nord” e continuera? a svolgere funzioni sanitarie integrate con il nuovo stabilimento e con la restante rete. Verranno erogate prestazioni di specialistica e diagnostica di alto livello. Saranno inseriti, in tale struttura, il Pronto Soccorso (con accettazione di tutti i codice colore), la Postazione dell’emergenza territoriale (Potes), i reparti di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, la terapia Intensiva (rianimazione) e Medicina di urgenza H24 (MURG). Presso lo stabilimento si svolgeranno funzioni di stabilizzazione e cura ed eventualmente centralizzazione per le patologie che richiedono specifici interventi, secondo le modalita? definite nelle reti cliniche con modello Hub & Spoke in coerenza con il DM 70/2015. Saranno inserite attivita? chirurgiche specialistiche programmate (breast unit). Sara? previsto il servizio dialisi e sara? organizzato anche un DH oncologico in quanto presente il servizio di anestesia a tutela e garanzia di eventuali complicanze. Nell’Ospedale saranno garantite attivita? di diagnostica per immagini (TAC, RMN, RX, Ecografia ecc,) a supporto del Pronto Soccorso per i pazienti interni e esterni, la specialistica ambulatoriale compresa la chirurgia ambulatoriale e il Day Surgery e la diagnostica di laboratorio nelle modalita? previste dalla specifica rete. Saranno presenti anche lungodegenza post-acuzie e riabilitazione”.

In pratica più o meno (forse un po’ meno che più) gli attuali Ospedali di Civitanova M. e San Benedetto del T. potrebbero rimanere come quelli attuali, con qualche specialità in meno. Ma anche in questo caso si tratta di una interpretazione, per quanto plausibile.

Il vero problema è che manca qualunque analisi a supporto di queste scelte, analisi che il Piano uscito dalla IV Commissione prevede come precondizione prima di avviare l’iter di nuove costruzioni. Infatti, questo Piano scrive che “Per quanto riguarda la costruzione di nuove strutture ospedaliere e? da prevedere, inoltre, la predisposizione di un’ accurata analisi costi/benefici, da sottoporre al vaglio della Commissione assembleare competente, sulla costruzione/ammodernamento/manutenzione delle strutture sanitarie regionali prima di avviare l’iter di nuove costruzioni)”. Accurata analisi che non è stata sicuramente fatta per l’Area Vasta 5.

Se poi si tiene conto del fatto che il riordino della rete ospedaliera con la classificazione di tutti gli ospedali dovrà essere approvato dopo il Piano dalla Giunta sentita la Commissione Consiliare competente e che senza questo atto non si può programmare niente, si può tranquillamente (si fa per dire) concludere che non si capisce quasi niente di cosa e quando succederà degli ospedali dell’Area Vasta 5. Ma certo per l’Ospedale di San Benedetto del Tronto il rischio di un ridimensionamento stando alla lettera del “nuovo” Piano c’è.

Sin qui l’analisi di Claudio Maffei. Aggiungiamo, come Comitato, alcune considerazioni.

1) Il Direttore dell’AV3 Alessandro Maccioni, recentemente definito dalla stampa “uomo fortissimo del presidente Ceriscioli” ha affermato, il 19 dicembre 2019, che “su Civitanova non si arretra e non si chiude niente, un’amministrazione che climatizza l’ospedale non penso abbia intenzione di depotenziare l’ospedale di Civitanova. Ha un ruolo ben definito e non è in discussione”. A Civitanova ci sono la Pediatria e la ginecologia.

2) Nell’ospedale di Fano ci sono anche la Pediatria e la Ginecologia anche se non citate nell’accordo.

3) L’ospedale di SBT sarà come quello di Fano, come quello di Civitanova oppure sarà privato anche della Pediatria che ha avuto più di 800 nati nel 2019 contro i 500 di Ascoli?

4) Siamo in attesa di ascoltare il presidente Ceriscioli, quando verrà a parlare con il consiglio comunale di San Benedetto come ha affermato, per sapere se affermerá che “su San Benedetto non si arretra e non si chiude niente”. Attesa giustificata, ci sembra.

Dott. Nicola Baiocchi

Cons. Rosaria Falco

L’Ospedale diventerà un Albergo!?

 

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