Sanità in Av 5, la parola a Canducci e Marchegiani: “Il Pd caduto nel cliché del cavallo che segue la carota”. Replica del Comitato

Sanità in Av 5, la parola a Canducci e Marchegiani: “Il Pd caduto nel cliché del cavallo che segue la carota”. Replica del Comitato
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San Benedetto del Tronto, 2022-01-15 – Riceviamo e pubblichiamo

<<Dispiace constatare che il PD di Ascoli Piceno sia caduto nel cliché del cavallo che segue la carota, tornando a polemizzare su un ipotetico e futuribile nuovo ospedale di S. Benedetto del Tronto. Così facendo si riaccende la solita guerra tra poveri, sambenedettesi e ascolani, che ieri ha permesso al cdx di vincere le elezioni regionali e oggi gli fa gioco per eludere le tante promesse fatte in campagna elettorale più di un anno fa.

Bisogna avere il coraggio di dirlo con chiarezza: a nostro avviso il presidio davanti all’Ospedale di Ascoli Piceno è inutile, perché ad oggi non c’è alcun rischio di chiusura del Mazzoni ma soprattutto perché l’Ospedale Nuovo di S. Benedetto è solo una promessa finalizzata a distogliere l’attenzione dai veri problemi della sanità sambenedettese: lo svuotamento del Madonna del Soccorso di personale, servizi e impiantistica. Questioni che in campagna elettorale l’amministrazione regionale di cdx aveva promesso di risolvere.

A distanza di un anno dove sono i reparti promessi, il personale che doveva essere assunto, i nuovi primari, i macchinari che dovevano essere sostituiti e implementati? Nulla è stato fatto. Il Madonna del Soccorso se possibile si trova in una situazione peggiore, con la MURG chiusa, i reparti di chirurgia, ortopedia e otorino a mezzo servizio, i macchinari obsoleti, il personale infermieristico e medico insufficiente, la radiologia praticamente azzerata e possiamo continuare con oncologia, pediatria e via di seguito.

Di fronte a una situazione contingente così problematica, che si somma alle inefficienze nella campagna vaccinale, nel tracciamento, nella gestione complessiva dell’emergenza pandemica, a cosa serve protestare per la promessa di un nuovo ospedale, per qualcosa che è talmente di là da venire che certamente questa giunta regionale non realizzerà mai? Al contrario si deve insistere nel chiedere al cdx piceno di mantenere qui ed ora le promesse fatte ai sambenedettesi e agli ascolani: due ospedali di primo livello, ripristino dei servizi, personale e nuove strumentazioni.

La sanità non è un derby calcistico, questi due anni di pandemia hanno evidenziato, ancora di più se possibile, quanto siano necessari due ospedali nel piceno: quello di Ascoli come riferimento dell’area interna e montana e quello di S. Benedetto come riferimento per l’area costiera e il vicino Abruzzo. Allo stesso tempo è emersa in maniera evidentissima in tutta la Regione, come in Italia in generale, la necessità di rafforzare la medicina territoriale, la prevenzione e riequilibrare il rapporto con il privato. E’ poco credibile sostenere da un lato di voler realizzare un ospedale di eccellenza nazionale in ogni provincia delle Marche e dall’altro continuare a ridurre i servizi nei territori. Al contrario c’è bisogno di una sanità qualificata e di prossimità. Le eccellenze nazionali, proprio perché tali, non possono essere dovunque. Sarebbe bello ma è una favola che non convince.

La guerra campanilistica tra Ascoli e San Benedetto è il terreno ideale di scontro per una politica mediocre, incapace di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini. Il Presidente Acquaroli e i partiti che lo sostengono governano la Regione da oltre un anno, oggi devono mantenere le promesse fatte. Questa è la nostra richiesta e non ci faremo distrarre da progetti futuribili di nuovi ospedali, che in concreto non risolvono i problemi quotidiani dei cittadini sambenedettesi.>>

Europa Verde/ RinasciSanbenedetto

Paolo Canducci e Annalisa Marchegiani

 

 

Replica del Comitato Rosaria Falco

Meno male che qualcuno a sinistra non è muto…. non posso che concordare sui servizi carenti e sulla necessità di dare una accelerata ad una riforma organica che reintegri la potenzialità della nostra sanità, però il discorso di dire agli ascolani dissenzienti del PD “Tranquilli che tanto l’ospedale nuovo costiero è un bluff!” mi sa un po’ di rassicurazione… cioè il solo fatto che osteggino, manifestino e facciano barricate o whatsappate contro qualcosa che ci è dovuto, contro di NOI, mischiando tutto con grosse bugie su prossime e programmate chiusure del Mazzoni, mai né chieste né prospettate, già è di per sé grave, dunque invece di trattarli da poveri ingenui io li bacchetterei senza se e senza ma…restando legittime le critiche di Paolo Canducci sugli interventi blandi o mancati delle autorità regionali. Ma la censura doveva essere netta a prescindere, e le reazioni scomposte che ci trattano da ciurma ammutinata, condannate. L’ospedale che la costa merita va conquistato con convinzione e i nostri diritti difesi a prescindere …e questo non esclude il ripristino dei servizi sanitari. Credo che siano tutti stanchi del fatto che se la costa pretende ciò che è giusto tutti parlino di campanilismo, mentre se al Mazzoni si aprono reparti, facoltà, servizi, si investe in macchinari e ammodernamenti e si fanno inaugurazioni in pompa magna nessuno possa protestare e chiedere equilibrio…il problema sta giungendo alla extrema ratio di un inevitabile e netto distacco dal capoluogo patrigno. Fine del campanilismo e del “cannibalismo”.

 

Sanità in Av 5. Pd, Ameli: “Chiediamo chiarezza rispetto al futuro… basta viaggi della speranza tra Ascoli e San Benedetto a seconda della patologia che affligge i pazienti”

 

 

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