La Violenza non ha sesso. Il Report: tanti gli uomini vittime di violenza

La Violenza non ha sesso. Il Report: tanti gli uomini vittime di violenza

Le tre donne impegnate nella tutela degli uomini:
Antonella Baiocchi, ideatrice e coordinatrice del centro antiviolenza per uomini; Aurelia Passaseo, la presidente dell’associazione CIATDM che si è presa carico del centro di violenza; Mara Vena, responsabile della sede CIATDM Sambenedettese e operatrice del call center.

E’ reso pubblico il Report del primo anno di attività del C.A.V. Oltre il Genere, il Centro Anti Violenza per uomini voluto e avviato dalla psicoterapeuta Antonella Baiocchi, nel periodo in cui è stata Assessore Pari Opportunità del Comune di S. Benedetto del Tronto ed affidato nella gestione all’associazione C.I.A.T.D.M. (Coordinamento Internazionale Associazioni a Tutela dei Diritti dei Minori) presidente Aurelia Passaseo e Responsabile della sede sambenedettese Mara Vena.

Il Report mette in luce risultati sorprendenti, in linea con la ricerca del 2012 “Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile” (autori: P.G Macrì, F. Nestola, G. Rotoli ed altri) depositata presso il CNR e pubblicata nel Settembre-Dicembre 2012, nella Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza (Vol. VI, N. 3): l’unica che abbia indagato la violenza subita dagli uomini, stranamente ignorata dall’opinione pubblica.

Hanno chiesto aiuto 132 uomini.

La zona d’Italia più rappresentata è stata il Centro Italia, con la Regione Marche, con 70 uomini.

Il 91% degli uomini ha subito violenze da parte di donne, partner ed ex partner:

Il 100% ha subito Violenza Psicologica: insulti; minacce varie (di portar via i figli e non farli più vedere, di chiedere separazione e ridurre in rovina il partner; di simulare violenze); false accuse di molestie e percosse denunciate a forze dell’ordine e alla schiera amicale; paragoni svilenti; disprezzo, derisione sulla prestanza sessuale, sul fisico, sulla capacità economica; allontanamento dagli amici criticati e giudicati inadeguati e isolamento sociale; danneggiamento o distruzione di oggetti o beni personali.

Il 70% anche violenza Fisica: oggetti tirati addosso; spinte, strattoni, graffi, tirate di capelli; schiaffi, calci, pugni, morsi. aggressione con forbici, coltelli, oggetti contundenti.

Allarmante il dato sulla Violenza Assistita: il 78% dell’intero campione è risultato essere genitore di un totale di 166 minori, 84 dei quali provenienti dalle Marche. Tutti i 166 minori sono stati esposti a violenza assistita!

I dati del Report smentiscono la tesi della Unidirezionalità della Violenza (solo dell’Uomo verso la Donna) a favore della Bidirezionalità della Violenza: anche le donne agiscono violenza, sia fisica che psicologica e con modalità che non differiscono significativamente rispetto a quelle subite dalle persone di sesso femminile.

Riconoscere il diritto di Tutela anche alle vittime di sesso maschile non significa essere “contro” le donne.” spiega la dott.ssa Antonella Baiocchi, nominata da C.I.A.T.D.M. Coordinatore Nazionale del Primo Dipartimento Italiano a Tutela di Tutte le Vittime di Violenza, anche Maschili. L’abitudine di indirizzare l’attenzione sul sesso è frutto di un equivoco, indotto dall’innegabile realtà della Violenza di Genere, che vede da secoli la maggioranza di donne vittime di violenza per mano prevalentemente di “carnefici” di sesso maschile. Ma la questione ‘sesso’ è solo un aspetto contingente che sabota gli interventi di prevenzione, fronteggiamento e contrasto di questa piaga sociale. E’ necessario superare l’atteggiamento dicotomico che spinge chi difende le Donne ad essere CONTRO gli uomini e chi difende gli uomini ad essere CONTRO le donne per capire che il vero Killer è culturale (è l’Analfabetismo Psicologico e Relazionale). Ciò che fa la differenza è la “la posizione di vulnerabilità” in cui ci si viene a trovare rispetto ad un interlocutore (Analfabeta Psicologico e Relazionale) in posizione di Potere (fisico, psicologico, economico, legale, derivante dal ruolo, etc.). Chiunque venga a trovarsi in questa posizione rischia di diventare Vittima”.

È stata evidenziata la difficoltà degli uomini a denunciare le violenze soprattutto se agite da una donna, a causa dello stereotipo della virilità che li intrappola a non poter mostrare fragilità e limiti, e a causa del timore di non essere creduti, consapevoli della disparità di trattamento riservata agli uomini rispetto alle donne, da parte della giustizia, dei servizi sociali e delle forze dell’ordine.

In merito alle Forze dell’Ordine, molti uomini hanno raccontato la medesima storia: quando hanno provato a sporgere denuncia, ammettendo di essere vittima di violenza da parte della propria compagna si sono scontrati con un atteggiamento di sufficienza, sottovalutazione e derisione con generale tendenza a non accettare la denuncia. “Un atteggiamento discriminatorio che denuncia il pregiudizio di fondo” aggiunge la curatrice del Report“ Le denunce degli Uomini dovrebbero essere accolte con la facilità con cui si accolgono le denunce delle Donne: il compito di valutarne fondatezza e rilevanza è della Giustizia, non delle Forze dell’Ordine.

Il mancato riconoscimento della vittimizzazione degli uomini rappresenta una grave mancanza di tutela e un importante problema di salute e sicurezza pubblica, cui è necessario porre rimedio: indagando con serietà e metodo anche il fenomeno della violenza sugli uomini; realizzando sportelli anti-violenza dedicati anche agli uomini affinché non ci siano più Vittime di Serie A (le donne) e Vittime di Serie B (gli uomini).

E’ bastato un embrionale Servizio Anti Violenza, portato avanti dal lavoro solidale di una manciata di persone, per di più tutte donne ” aggiunge Mara Vena, responsabile della sede sambenedettese ed impegnata come operatrice del Call Center” per portare alla luce un sommerso di dolore consumato nell’indifferenza generale. C’è da chiedersi quale entità di sofferenza maschile potrebbe portare a galla un lavoro più strutturato e sistematico”. 

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Il Report sarà divulgato a livello Nazionale ed inviato a Enti Pubblici, Privati e Forze dell’Ordine.

Il C.A.V. OLTRE IL GENERE rimane attivo a livello nazionale per chiunque ne avesse bisogno, in attesa dell’istituzione di un CAV istituzionale. Il Report completo su www.laviolenzanonhasesso.com

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