Breast Unit: un altro scippo?

Breast Unit: un altro scippo?

San Benedetto del Tronto, 022023 – Riceviamo e pubblichiamo

<<Breast Unit: un altro scippo ascolano?

Ci giungono numerose notizie su una possibile, ulteriore, perdita di funzionalità del Madonna del Soccorso a vantaggio del Mazzoni di Ascoli.

La struttura che, in ambito chirurgico, si dedica alla patologia dei tumori del seno, conosciuta come Breast Unit, creata alcuni anni fa al Madonna del Soccorso dal dottor Siquini e mantenuta dal nuovo primario, professor Di Saverio, potrebbe perdere il Coordinamento clinico, ossia la figura decisionale più importante poiché, secondo le informazioni pervenuteci, la figura prescelta farebbe capo alla sede presso la quale opera (ovviamente la provincia!) piuttosto che dall’esperienza professionale e dal carico di lavoro effettivo. L’ospedale di San Benedetto, dall’istituzione del percorso multidisciplinare, è sempre stata sede operativa, di ricovero e degenza, e merita pertanto un suo responsabile clinico che possa continuare nella sua attività, arrivata a 200 interventi l’anno e lavorando anche in pieno Covid. Inoltre, economicamente questa attività produce molto per l’ospedale: uno dei motivi che la rendono appetibile per chi dal capoluogo se ne vuole appropriare.

Chiediamo pertanto al Commissario straordinario dottoressa Carignani di smentire vigorosamente ed ufficialmente le nostre preoccupazioni, garantendo che il Madonna del Soccorso non perderà il responsabile del Coordinamento clinico per la Breast Unit. Cogliamo anche l’occasione per chiederle se sia vero che i campioni bioptici prelevati durante le sedute operatorie debbano essere mandati ad Ascoli con l’ambulanza. Se questa fosse l’incredibile realtà, le facciamo rilevare l’assurdità di questo assurdo spreco di denaro pubblico.

Non ci aspettiamo ovviamente, e purtroppo, alcuna reazione a tali notizie dai politici locali, gli stessi che per mesi hanno ripetuto la stessa scontata litania: “prima di pensare al nuovo ospedale dovrà essere restituito al Madonna del Soccorso tutto quello che ha perso nel corso degli ultimi anni”. Gli stessi che di fronte ai dati presentati dal Comitato negli ultimi quattro anni e mai smentiti, restano in ostinato silenzio, aprendo bocca solo per attaccare il Comitato, secondo gli ordini dei capi ascolani, vecchi o nuovi, mai per difendere a viso aperto il Madonna del Soccorso ed i propri concittadini. E chiediamo ai politici della Riviera che siedono ad Ancona e a Roma, se non abbiano mai nulla da dire, nessun intervento da proporre su queste vergognose carenze, queste sfacciate sperequazioni. La minaccia di Pagliare è sempre dietro l’angolo perché 37 ettari edificabili sono un affare edilizio plurimiliardario, altro che sanità di eccellenza. L’intera area edificata del quartiere “Albula Centro”, il cuore di San Benedetto, occupa 41 ettari. Nessuno se ne è mai accorto.>> 

02.02.2023 Il Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”.

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