Valeriano Camela: “Torno a perorare l’Azienda Ospedaliera Marche Sud “

Ascoli Piceno – Non sarò di certo accusato di piaggeria per una “parte” politica, nel momento in cui, oggi, torno a perorare con convinzione la causa dell’Azienda ospedaliera Marche Sud. Voglio ricordare infatti che il Piano Sanitario regionale, approvato nel 2011 dal Consiglio regionale ed ancora vigente, ospita un passaggio strategico proiettato all’istituzione dell’Azienda ospedaliera.  Lungi da me dal pubblicizzare me stesso per la paternità di questa iniziativa (ormai lo sanno anche le pietre…). Ma se il tema azienda ospedaliera è ancora oggi sulla cresta dell’onda (tanto per rimanere in clima vacanziero,) lo si deve al fatto che questa previsione è riportata nell’attuale Piano sanitario. Vorrei quindi avvisare i nostri “naviganti” che è di fondamentale importanza confermare l’obiettivo dell’Azienda ospedaliera nel nuovo Piano sanitario che si sta elaborando in Regione. Voglio in proposito ricordare che proprio un anno fa il presidente Ceriscioli ha incontrato ad Ascoli la dirigenza medica dell’Area Vasta 5 per parlare dell’ospedale di 1° livello, ponendosi peraltro particolarmente aperto all’idea dell’azienda ospedaliera Marche Sud. Non invento nulla nel dire che il presidente Ceriscioli, dai tempi della competizione con Marcolini nelle primarie del 2015 e in successive interlocuzioni con il sottoscritto, ha sempre tenuto con correttezza e coerenza la linea possibilista, chiaramente previo approfondimento e verifica delle cosiddette carte.  Auspico quindi che il dibattito su questo argomento, così delicato per il suo forte impatto sulla nostra vasta comunità non solo nel versante qualità delle cure, ma anche in quello sociale ed economico (oggi così compromessi anche per i noti eventi), generi sotto l’ombrellone efficaci riflessioni in vista della ripresa settembrina dei lavori del Consiglio regionale.

Valeriano Camela                                                                                                                                                                                                                                                     ex Consigliere regionale




Azienda Ospedaliera Marche Sud, nota di Valeriano Camela

Ascoli Piceno, 22 novembre 2018 – Se oggi sui tavoli politico-sanitari di questo territorio si dibatte di Azienda ospedaliera Marche Sud, ebbene questo lo si deve al Piano Socio-Sanitario regionale 2012-2014, ancora vigente, il quale prevede che l’integrazione funzionale in atto tra gli ospedali di Ascoli e San Benedetto è propedeutica all’istituzione dell’Azienda ospedaliera Marche Sud. Questo passaggio strategico è frutto del mio lavoro preparatorio in commissione Sanità della regione Marche durante il mandato 2010-2015. Anzi, l’occasione è propizia per lanciare un appello affinché l’obiettivo dell’Azienda ospedaliera Marche Sud venga mantenuto nel nuovo Piano Sanitario che la Regione Marche sta elaborando. Sono da sempre un paladino dell’azienda ospedaliera nel sud delle Marche, convinto che questa operazione possa da un lato riequilibrare i servizi sanitari sull’intero territorio regionale (e quindi maggiore qualità sanitaria per i nostri cittadini) e dall’altro incrementare significativamente l’attrazione dell’utenza del centro-sud con i conseguenti benefici sulla mobilità attiva e passiva. Debbo dire peraltro che il Presidente Ceriscioli in varie occasioni si è espresso favorevolmente sull’Azienda ospedaliera Marche Sud: ricordo che già in tempo di primarie del PD per le regionali del 2015, in visita nel nostro territorio egli dichiarò che se avesse vinto le elezioni uno dei primi provvedimenti sarebbe stata l’istituzione dell’Azienda ospedaliera Marche Sud, tanto che con una nota stampa espressi apprezzamento e ringraziamento per questo impegno preso con la comunità picena. Per finire poi all’incontro dello scorso agosto con i medici dell’Area Vasta 5 dove, tra i vari punti trattati, Ceriscioli ha coerentemente confermato l’apertura verso l’azienda ospedaliera facendo specifico riferimento agli step previsti dal vigente piano sanitario, e cioè integrazione tra i due plessi ospedalieri per arrivare all’ospedale unico e all’inserimento di ulteriori specializzazioni di qualità. Sulla questione ospedale unico si o no, infine, non mi lascio trascinare dalle strumentalizzazioni. Propendo per la qualità, quindi per un servizio sanitario che possa dare le migliori risposte ai bisogni della comunità. Se queste, come penso, possono essere date dall’ospedale unico, ben venga l’ospedale unico.

Valeriano Camela




A proposito delle elezioni comunali del 2019 ad Ascoli

Ascoli P., 06.09.2018 – Ascolto e leggo, anche su pagine facebook sponsorizzate, di strategie di posizionamento in vista delle elezioni comunali del 2019 ad Ascoli. Strategie condite da proposte di aggregazione indistinta, finalizzata a mettere insieme forze (?) politiche ormai disgregate, disaggregate e rivelatesi scarsamente rispondenti ai bisogni della gente. Aggregazione nebulosa, che sa tanto di accozzaglia, pensata solo per nascondere agli elettori ascolani il drammatico ridimensionamento dei consensi dei rispettivi partiti dovuto al fallimento dell’operato di gran parte dei propri eletti, in maggioranza o opposizione che sia. Non fa differenza. Tra un anno potranno essere ben altri gli interlocutori protagonisti della politica locale e insistere su questa strategia significa fornire un formidabile assist agli avversari. Preferibile è invece il discorso di puntare ad aggregare esperienze politiche tendenzialmente omogenee su valori e progettualità condivise, magari coinvolgendo anche quelle già sperimentate in pluriennali e positive collaborazioni amministrative diffuse nell’intero territorio regionale. Oppure, se si vuole toccare con mano l’amara realtà, non rimane che misurarsi singolarmente sul campo e raccogliere in base a quanto e come seminato.

Valeriano Camela




Disoccupazione giovanile, la ricetta di Valeriano Camela

Al Politico l’idea, al Tecnico la sua applicazione concreta!!!

Ascoli Piceno – La ricetta per dare finalmente un forte taglio alla disoccupazione giovanile in Italia?

Ridurre l’impegno orario di quei lavoratori che andranno in pensione nel giro di qualche anno, e contestuale loro affiancamento da parte di giovani.

Questa mia proposta garantirebbe ai giovani:

1) una vera formazione “sul campo” , con trasferimento dai lavoratori anziani di importanti conoscenze ed esperienze lavorative;

2) una favorevole prospettiva di stabilità occupazionale nel momento in cui quei lavoratori anziani andranno in pensione.

Allo stato attuale si osserva che il Programma Garanzia Giovani, già in applicazione da alcuni anni, rappresenta un’occasione di inserimento lavorativo, ma nella maggior parte dei casi esso si interrompe dopo pochi mesi facendo svanire ogni speranza occupazionale. Inoltre ogni adulto occupato è stato costretto a rimanere per più anni nel suo posto di lavoro, vedendo improvvisamente stravolto il proprio progetto di vita familiare post lavorativa. Questa situazione ha bloccato il fisiologico ricambio occupazionale generando un clamoroso, progressivo e insostenibile aumento della disoccupazione giovanile che oggi supera il 40%.

Questa proposta, applicabile in maniera sperimentale per un triennio, trascina con sé importanti e delicate questioni sul versante retributivo e previdenziale ed occorre quindi trovare una soluzione di buon senso, equilibrata e finanziariamente sostenibile.

Lo Stato è chiamato ad intervenire mettendo in campo un’ idonea copertura finanziaria per compensare lo stipendio e la pensione di quei lavoratori che riducono il proprio orario di lavoro.

Al Politico l’idea, al Tecnico la sua applicazione concreta.

Valeriano Camela

già Consigliere regionale




Valeriano Camela: “L’Azienda Ospedaliera Marche Sud per una risposta sanitaria di qualità nel Piceno”

Ascoli Piceno – L’incontro con la stampa locale nel giorno del mio compleanno, rappresenta per me una piacevole tradizione e mi dà l’occasione per rappresentare alla comunità ascolana e picena l’attività di Consigliere regionale e lo stato di avanzamento di alcuni impegni che ho assunto.

 

Nell’affrontare i vari temi di questo incontro, voglio prima di tutto esprimere particolare apprezzamento per la recente iniziativa assunta da S.E. Mons. Giovanni D’ercole e S.E. Mons. Carlo Bresciani:

OLTRE LA CRISI, LA SPERANZA-LA CHIESA CON IL MONDO DEL LAVORO”.

Nella Chiesa di San Marcello gremita, si è pian piano costituito un tavolo di confronto sul tema tra i due Vescovi di Ascoli P. e San Benedetto Tr., Guido Castelli Sindaco di Ascoli, Paolo Canducci Assessore di San Benedetto Tr., Antonio Angelini in rappresentanza del Sindacato, Bruno Bucciarelli Presidente Confindustria Ascoli, Giuliano Tosti titolare della Ciam, una giovane dipendente di tale azienda, due giovani coniugi a testimoniare la propria precarietà occupazionale. E’ superfluo rimarcare il successo dell’iniziativa: la Chiesa è riuscita dove la politica sta annaspando! La Chiesa è riuscita infatti a far incontrare e colloquiare portatori di interessi non propriamente coincidenti.

Nel “Messaggio” distribuito a tutti i presenti al termine dell’incontro, il nostro Vescovo Giovanni D’Ercole, tra le altre cose, ci ricorda che “la Chiesa, libera da interessi e compromessi,” sollecita “lo sforzo di tutti per capire che la crisi va vinta grazie all’equo e responsabile contributo di ogni categoria sociale”; …occorre ”onestà e solidarietà per costruire insieme una società con meno sperequazione sociale e più pace”; …e ”soprattutto il recupero dei rapporti umani è alla base della felicità”.

Io condivido totalmente questo innovativo approccio al grave problema della crisi del lavoro che pesa sulla nostra comunità. Auspico anzi che possa proseguire, chiamando al tavolo anche altri fondamentali attori del contesto socio-economico e politico-istituzionale del nostro territorio:

Prefettura, Regione, Istituzioni Locali, Sistema Giustizia, Confindustria, Sindacati, Sistema Creditizio, Camera di Commercio, ecc. Tra gli obiettivi potrebbe esserci quello di mettere in piedi una valida operazione di “Marketing territoriale” basata su un pacchetto di concessioni, agevolazioni e accordi, in grado di attrarre l’interesse di quegli imprenditori che stanno rientrando dai Paesi a minor costo del lavoro, sulla scia del fenomeno della “delocalizzazione di ritorno” in atto da qualche tempo, e convincerli ad insediare le loro attività nel nostro territorio ove è presente un’area industriale ben strutturata e funzionale e una manodopera altamente qualificata.

E’ chiaro che questo obiettivo può essere raggiunto solo con l’impegno, il senso di responsabilità e la sinergia in primis dei lavoratori, dei sindacati e dei datori di lavoro.

 

Mi sento inoltre di rassicurare tutti i dipendenti della PROVINCIA di Ascoli e quelli trasferiti a Fermo sull’impegno della regione Marche nella tutela occupazionale in un percorso che si svilupperà nell’arco di alcuni anni, pur in assenza di specifici fondi statali.

Ribadisco pieno sostegno ai giovani disoccupati e a quanti hanno perso il posto di lavoro ricordando che il Prestito d’Onore Regionale per nuove attività imprenditoriali è stato prorogato al 30 aprile 2015, e che il progetto Garanzia Giovani (misura Tirocinio extracurriculare) verrà finanziato con risorse aggiuntive.

Di primaria importanza anche l’utilizzo dei lavoratori in mobilità in attività di pubblico interesse, per il miglioramento economico dei lavoratori e per il bene della comunità.

Sulla SANITA’ sono portatore di una idea diversa di sviluppo della sanità picena, rispetto a quella che punta alla chiusura degli ospedali di Ascoli e San Benedetto per costruirne uno nuovo, ma non si sa quando questo potrà vedere la luce. Io penso invece che l’Azienda Ospedaliera Marche Sud, con la sua autonomia gestionale e finanziaria, possa dare in tempi rapidi una risposta sanitaria di qualità alla gente del Piceno e del centro-meridione, con conseguente introito di importanti risorse finanziarie per le Marche. Proprio su questo punto alle prossime elezioni regionali darò fiducia e sostegno alla parte politica che fornirà serie aspettative sulla realizzazione dell’Azienda Ospedaliera Marche Sud.

 

Il mio impegno ha visto inoltre concretizzare positivi risultati per il nostro territorio, tra i quali:

Contributo di € 200.000 per la riqualificazione della STAZIONE SCIISTICA di Monte Piselli, che verrà perfezionato nei prossimi giorni, e pilastro fondamentale per una collaborazione futura tra le regioni Marche e Abruzzo.

Contributo straordinario di € 60.000 per il SESSANTENNALE della QUINTANA, ottenuto sulla scia della mia nota proposta di valorizzazione della Quintana di Ascoli. 

 

Valeriano Camela




Ospedale Unico, Camela: “Ben venga l’Ospedale Unico del Piceno. Ma io tifo per l’Azienda Ospedaliera Marche Sud!”

 

ASCOLI PICENO – E’ sicuramente molto valido, per vari motivi, il progetto di realizzazione di un nuovo ospedale nell’Area Vasta 5. Deve però essere chiaro che ciò comporta necessariamente la chiusura degli ospedali di San Benedetto e di Ascoli. Ma i progetti di riqualificazione ed ammodernamento di strutture, apparecchiature tecnologiche e reparti, insieme alle dichiarazioni, anche recenti, di Autorità in occasione delle inaugurazioni, fanno già capire quanto numerosi e grandi siano gli ostacoli che si presenteranno in questo percorso.

 

Ed allora mi tornano in mente le parole dell’Assessore regionale alla Sanità, Mezzolani il quale, anche in incontri pubblici nel nostro territorio, ha portato l’esperienza vissuta nel nord delle Marche dove, diceva, si è dibattuto per 25 anni dell’ospedale unico di Fano-Pesaro, che però nessuna delle due comunità effettivamente voleva, per arrivare finalmente alla costituzione dell’Azienda ospedaliera Marche Nord la quale, adesso, sta individuando l’area su cui realizzare l’ospedale unico.

E’ evidente quanto grande sia, quindi, il rischio di incunearci in uno sterile e fiaccante dibattito sull’ospedale unico e la sua localizzazione che, vista l’esperienza di Fano-Pesaro, non offre nel medio periodo prospettive di crescita della sanità picena.

 

Non rimane quindi che prendere per buona, in quanto concreta e realistica, la dichiarazione dell’Assessore Mezzolani, fatta in territorio piceno, che ha certificato la bontà del progetto dell’Azienda ospedaliera Marche Sud, oggi presente per mia iniziativa nel vigente Piano Sanitario regionale. Sono inoltre giacenti tre Proposte di Legge regionale per la sua costituzione, sulle quali a settembre la V Commissione Sanità avvierà il dibattito.

 

Questo territorio deve però dimostrare di crederci. E’ allora opportuno che tutti i 33 Sindaci della Provincia di Ascoli facciano sentire la loro voce in maniera univoca e forte.

 

Valeriano Camela

Capogruppo UDC Regione Marche

Componente V Commissione Sanità




CamelaAppunti

BLOCCARE I FINANZIAMENTI REGIONALI ALLA COOPERLAT!

Ascoli Piceno – La chiusura dello stabilimento Coalac di Ascoli Piceno, tema rovente da alcuni mesi e che ha visto anche ieri i lavoratori riuniti in assemblea, è stato oggetto di un mio intervento nel recente dibattito in Consiglio regionale sul Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, a proposito della Misura relativa alla zootecnia da latte, e che di seguito riporto:

“…..Il Latte Fresco Marche rappresenta il brand del gruppo Cooperlat, ancorché non ne costituisca il “core business” (nucleo centrale dell’attività). La rottura delle trattative da parte degli amministratori della Cooperlat è un fatto grave e mortificante per la Regione, che aveva posto in essere una serie di misure per sostenere il “Polo del Latte” marchigiano. La pubblicazione del bilancio 2013 del gruppo Cooperlat, da dove risulta una perdita di 5,2 milioni di euro, di cui 4,2 provocati dalla sua compartecipata Abit Piemonte, dimostra quanto fosse infondata l’accusa verso lo stabilimento Coalac quale centro di costo da eliminare perché generatore di disavanzo. L’amara verità emersa è che la Regione Marche, nell’erogare finanziamenti verso la Cooperlat, in realtà finanzia imprese e cooperative del Piemonte. Questo è inaccettabile e chiedo pertanto che vengano bloccati tutti i finanziamenti verso la Cooperlat. E’ altrettanto inaccettabile che si finanzi un’azienda in perdita a causa delle incapacità operative della sua governance”…

Valeriano Camela

Consigliere regionale UDC