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Ciao Mike #romanzobreve n.3: “Il regalo di Natale che desidero”

di | in: Noi che... Quelli che..., Primo Piano

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27 dicembre 2013 alle 16:22 – Ciao Mike 8 settembre 2009 alle 15:35    2019-09-08 – 10:57:44

 

Premessa:
Quello che segue è un racconto ironico, che va inteso in quanto tale, cioè come una caricatura della realtà. Ovvero satira, e niente più. Ecco la storia, dunque:

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IL REGALO DI NATALE CHE DESIDERO

 

Insomma, per rimanere in tema di regali di Natale, rivedrei volentieri la performance dell’ascolano EMILIO MIGNINI a Flash – storico Quiz di Mike Bongiorno e Ludovico Peregrini, 1982 e dintorni, con tanto di sigla iniziale di Toto Cutugno – ma non ve n’è traccia su youtube.

Io ero un bambino e la trasmissione FLASH mi piaceva. Ricordo che all’epoca avevo ben chiari in mente gli appuntamenti liturgico-istituzionali della settimana tv, e il giovedì sera era FLASH, non c’era discussione, fisso come le supposte quando mi veniva la tosse.

La disubbidienza di MIGNINI nei confronti del monumento MIKE e del sistema tv in generale si abbatté come un uragano sulla mia rigida concezione delle cose intoccabili. A quell’età ti sei appena messo in testa due o tre certezze: questo si fa, questo non si fa, punto. E Mignini faceva tutto ciò che non si poteva fare.

 

Con il suo comportamento sciolto e privo di imbarazzo mise in dubbio tutto ciò che avevo appreso fino a quel momento. Eseguiva regolarmente tutto il contrario di quel che mi dicevano i miei genitori, la maestra ed il prete. Quella fu la prima crisi esistenziale della mia vita. La cosa mi piacque e mi terrorizzò nel contempo. Come tutte le cose “vietate”, mi incuriosì molto.

 

COSA ACCADDE ESATTAMENTE

Nella pratica arrivò a FLASH questo uomo vestito tipicamente anni 80, con giubbetto TUTTIFRUTTI eccetera, capelli a caschetto saggiamente disadorni, ghigno altamente riprovevole, una sfacciata e simpatica premeditazione nello stare seduto scomposto, dietro le gravi cabine dei concorrenti, che si ergevano come icone nella scenografia elettronica.
A ripensarci dopo 30 anni, viene in mente che Mignini somigliava un po’ a Billy Bob Thornton, anzi , il contrario, e cioè che Billy Bob Thornton, molti anni più tardi, sarebbe assomigliato un po’ a Mignini.

 

In ogni caso, come presentazione, nella prima puntata da concorrente (perché poi se non sbaglio divenne campione), Mignini ebbe il coraggio di dire a Mike Bongiorno in diretta davanti a 3/4 di italia che… “le sue trasmissioni, si sa, sono un po’ pilotate.”

Mike Bongiorno interruppe la trasmissione per procedere con un sermone dalla tonalità classica, formale secondo l’Acidità richiesta, severo da ricacciarti le palline di Natale in gola. Mike inflisse la sua proverbiale “tiratina d’orecchi” al monello ascolano, che dal canto suo non smetteva di oltraggiare le poltrone della cabina ghignando.

Epoca che vivi problemi che trovi. Oggi sarebbe stata una trovata pubblicitaria shock, allora la cosa venne vissuta come un trionfo della profonda provincia sulla irraggiungibile Milano. Ricordo babbo che schioccò le mani e si produsse in una risata che non dimenticherò mai. Babbo non rideva spesso. Cominciai allora a capire il significato della parola Rivoluzione.

 

A quell’epoca i palinsesti televisivi di prima serata avevano la stessa atmosfera spensierata del Consiglio di Guerra dell’Unione Sovietica. Nessuno poteva sindacare su niente, esisteva un unico padrone e tutto veniva preso dannatamente sul serio. I concorrenti dei quiz erano vestiti bene, educatissimi, corretti. Nessuno si azzardava ad essere esuberante, o ad ostacolare la marcia inesorabile del timing.

 

Non era ancora stato inventato Pulp Fiction e noi italiani vivevamo un tremendo complesso d’inferiorità rispetto all’America, forse per via delle passate emigrazioni, o forse perché ci avevano appena levato di dosso i tedeschi, e sicuramente ci sentivamo anche in colpa per averci fatto pappa e ciccia, coi tedeschi.

 

 

Ce ne stavamo zitti dietro la lavagna.

Tutto era più sacro di adesso.

La vergogna che provavamo verso noi stessi ci aveva ficcato dentro un contenuto che adesso non abbiamo più in dotazione: IL RISPETTO.

Eravamo timidi.

L’America era la trasgressione, la ribellione, la moda. L’america tracciava la strada.

Noi seguivamo.

Le copertine dei dischi dei cantanti pop italiani erano copiate dai manifesti cinematografici u.s.a.,

o dalla pubblicità u.s.a.,

o da quel cantante u.s.a. ,

o da quella particolare modalità teen ager u.s.a., con i jeans accorciati sull’orlo.

 

Lou Reed veniva copiato da nostri cantanti patetici di cui non faccio il nome.

 

Nessuno osava prendere l’iniziativa e tracciare un percorso nuovo, qui in italia.

 

In questa abbondanza d’america spuntò quest’ascolano, che stravolse e rilesse completamente la storia.

 

Lui da solo fece Epoca.

 

flashAlcune delle sue incursioni provocatorie emanciparono un’intera generazione di paciocconi incravattati, che s’avviavano ignari a ricevere la Prima Comunione.
Elenchiamo qui alcune sue perle, preziosissime !

(occhio sembra la set list di Superman, quest’uomo è poesia pura)

 

1
il suo esordio assoluto in trasmissione:

Mike stava presentando i concorrenti, entrò Mignini in studio con il gagliardetto dell’ascoli in mano e, avvicinandosi a Mike, gli disse: “Ciao Mike, questo è per te!” e Mike, da vecchio gobbo quale era, vedendo quei colori: “Ah, grazie, un gagliardetto della Juve!!”

Mentre glielo stendeva, Mignini lo corresse dicendogli: “No Mike, è dell’Ascoli!”

Mike restò impalato e lo ringraziò: “Ah, bene l’Ascoli Piceno!”

Neanche il tempo di finire la frase e Mignini lo corresse ancora (con tono stizzito): “Ascoli Calcio Mike, Ascoli Calcio!!!”

 

2
Mignini vinse una cifra record in una sola sera e quando gli chiesero di farsi la foto insieme agli altri Supercampioni – foto che poi fece da copertina al settimanale TV Sorrisi e Canzoni, che andava per la maggiore a quei tempi – lui non accettò e disse: “O mi pagate per lo sfruttamento della mia immagine, o niente foto!!”

Queste sono affermazioni che nel 1982 erano impensabili, totalmente rivoluzionarie!

 

3
(questo è tratto da un sito internet di calciofili-vintage)

Ricordo Mignini con un CLAMOROSO completo rosso in una puntata. Ne ero talmente “affascinato” che in classe – vivevo e vivo in Emilia – avevo iniziato ad imitarlo con la sua cadenza ascolanissima per “fare il fico” e sottolineare che io ero SUPERIORE in quanto ASCOLANO.

(Questa dicitura – da sola – potrebbe rappresentare in certi ambienti la rivincita della provincia sul mito della “metropoli” e sull’idea di “vita e trasferimento nella metropoli”).

 

4
altro aneddoto che mi viene in mente, anche se in maniera approssimativa visto il tempo trascorso:
forse era la fine della terza puntata, Mike stava facendo i saluti finali e chiudendo la trasmissione Mignini lo interrompe dicendo:

“scusa Mike, posso dire una cosa?”

 

e Mike, che era stato, diciamo così, un po’ preso in giro da Mignini dalla prima puntata fino a quel momento, un po’ spazientito da quel fuori-programma, gli fa:

“stiamo chiudendo, cosa vuoi dire?”

 

Mignini: “volevo dire che siccome ho vinto molti soldi, voglio donarne la metà in beneficienza.”

e Mike con una euforia abbastanza insolita:

“ecco! io lo sapevo che dietro questa maschera da ribelle c’era un bravo ragazzo, un ragazzo che pensa anche agli altri. E a chi vuoi donare questi soldi?”
Mignini: “voglio donarli all’associazione….. (non mi ricordo il nome che disse, ma era qualcosa tipo associazione disoccupati, o reggitori di colonne in piazza) di cui io sono presidente e unico socio.”
Mike sbiancò e chiuse la trasmissione blaterando qualcosa…. ahahah, davvero esilarante ragazzi, da standing-ovation!

 

5
Mignini si presentava sulla storia dell’Ascoli Calcio e, se non ricordo male, era ancora arrabbiato per la domanda-trabocchetto su quell’Ascoli-Como con la neve ed i giocatori spalatori (uno dei quali, mi pare, fu asserito Gasparini)… Mignini rispose provocatoriamente sbagliando ed andò nel punteggio a -100mila Lire, poi non rispose più fino alla fine del programma.
Mike domandò il perché del suo silenzio e Mignini rispose beffardo: “dopo aver fatto il record di vincita in una singola serata, adesso vorrei fare anche il record negativo.”
Chiuse la puntata con un montepremi di -100.000 e se non ricordo male chiese addirittura a Mike se doveva rimborsare il suo debito… ahahahah… una meraviglia! un vero gigante della comunicazione moderna!

 

6
Ricordo che all’inizio di una puntata, Mike provò a punzecchiarlo facendogli dei complimenti per la sua eleganza eccentrica, e Mignini prontamente rispose: “Mike, io mi rinnovo, non sono come lei che va sempre in giro vestito in modo antiquato.”

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Qui chiudo.

Mignini significò molto.

 

Diede la speranza a persone stanche, che tornavano tardi da lavoro, come mio padre.

 

Quella speranza che servirebbe anche adesso. Quel Dolce Qualcosa che ci ricordi che esiste anche il bello, oltre a tutti quei perdenti che siamo costretti a frequentare durante il giorno, e molto spesso anche a leccargli il didietro (scusate la sgrammaticatura).

Mignini era un artista, perché fece quello che deve fare un artista : rallegrare le persone dopo amarezze e torti subìti , sollevare lo spirito e fungere da enorme consolazione, svegliare i popoli dal torpore e dalla noia.

 

Vorrei sapere dov’è, per ringraziarlo.
Per avermi fatto credere in me, quando ero bambino.
Per avermi convinto che anche io, in fondo, così stupido e piccolo come sono, posso combinare qualcosa .

 

Per averci mostrato che non dovevamo per forza guardare e solo guardare, ma anche provare a fare noi qualcosa, ognuno di noi !!!

Ovunque noi siamo.

 

Provincia di Ascoli, città di Milano, New York.

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Fine del racconto

Brevevita Gruppo Letterario

– Collettivo di scrittori ed artisti

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