Una comune visione politica e strategica per il territorio montano: queste le chiavi per entrare nell’Unione Montana

Una comune visione politica e strategica per il territorio montano: queste le chiavi per entrare nell’Unione Montana

La risposta del presidente Gentilucci ai sindaci di Castelsantangelo, Valfornace e Monte Cavallo

“È del tutto evidente, dalle argomentazioni e dal modo di scrivere il comunicato stampa firmato dai sindaci di Castelsantangelo, Valfornace e Monte Cavallo, con una sequela di punti esclamativi tendenti a rafforzare le proprie opinioni, quanto si sia lontani da quello spirito di condivisione che ha animato la costituzione dell’Unione Montana nel dicembre del 2014 e che dovrebbe essere l’anima di ogni organismo associativo, soprattutto se a base volontaria”. Esordisce così il presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino in risposta ai succitati sindaci.“Rimarco alcuni punti essenziali:

1) quei signori hanno deciso all’epoca di non aderire alla costituzione del nuovo organismo che avrebbe sostituito la comunità montana, minando la possibilità anche per gli altri comuni di poterlo ottenere. Fanno bene a ricordare l’intervento in extremis della Regione che consentì una modifica della legge per far sì che la costituzione dell’Unione Montana si potesse ottenere comunque, non più in base al numero dei comuni aderenti ma della popolazione residente. Non solo: quei signori si guardarono bene dal portare nei loro consigli comunali la proposta di adesione arrogando a sé il diritto di decidere in modo autoreferenziale, e decisero per il no, nonostante i tentativi reiterati di farli tornare sui propri passi;

2) l’adesione all’Unione Montana presuppone una condivisione delle politiche di gestione del territorio: faccio un solo esempio, quello strategico delle risorse idriche. Siamo d’accordo nel voler mantenere nel nostro territorio questo servizo? Ci risulta che Castelsantangelo e Valfornace abbiano fatto scelte diverse, affidandolo ad una società di Tolentino;

3) in merito alla omissione di atti d’ufficio faccio presente che i verbali del consiglio dell’Unione Montana, e nello specifico quello del 24 giugno 2019, sono pubblici e, dunque, facilmente consultabili nell’Albo pretorio dell’ente; non solo, il tanto vituperato statuto dell’Unione è stato a suo tempo inviato alla Regione che non ha mosso alcun rilievo, e quindi neanche sulle modalità di elezione delle cariche rappresentative;

4) in merito alle ingenerose accuse promosse nei confronti del sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, è evidente che non ci appartiene una visione miope del territorio, per cui è nostro interesse, come Unione, cercare di non sovrapporre i servizi con altre, nel caso specifico quelli di riscossione dei tributi e quello della centrale unica di committenza. Era costume della vecchia politica sovrapporre i vari servizi, creando tanti piccoli uffici in ogni ente. Noi, invece, ci poniamo oggi nell’ottica di costituire un unico territorio montano con le unioni limitrofe, dividendo quegli stessi servizi ed evitando sperperi di denaro pubblico. Segnalo inoltre che il comune di Fiastra ha messo a disposizione dell’Unione Montana Marca di Camerino, gratuitamente, un suo dipendente, proprio per rinforzarne la pianta organica  e, dunque, implementarne anche i servizi. Servizi che, voglio ricordare, l’Unione ha mantenuto nel tempo ed ha sempre erogato a tutti i cittadini del territorio, compresi quelli dei comuni che non hanno aderito.
Per concludere, rinnovo l’invito a moderare i toni e a rientrare in una dialettica politica, seppur accesa e battagliera, però sana e rispettosa, e non a buttarla in caciara come invece sembra essere lo stile dei succitati signori che ammantano di moralismo spicciolo il loro astioso risentimento. Non mi sono mai sottratto ad alcun confronto, non è nel mio stile. Quindi, si a discutere dell’ingresso di nuovi comuni nell’Unione ma alle condizioni stabilite dallo statuto vigente. Per questo, come il buon padre di famiglia disposto a riaccogliere il figliol prodigo” conclude Gentilucci “scriverò personalmente ai sindaci nei prossimi giorni per invitarli ad un incontro chiarificatore. Lì vedremo quali saranno le reali volontà di entrare in un consesso che presuppone, necessariamente, l’adesione ad una comune visione politica e strategica per il territorio montano”.

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