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Articoli di Recensioni

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Bobo Rondelli “Come i carnevali”

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Il nuovo lavoro mitiga l’aria da balera che finisce sempre per infestare la musica di Bobo, in favore di un approccio più raffinato e riflessivo. La title-track, già parte integrante degli spettacoli dal vivo degli ultimi mesi, contiene un sentito omaggio a Emanuel Carnevali, dimenticato scrittore e poeta italo-americano del primo Novecento, e a tutti i “poeti guaritori”. Tre pezzi sono stati scritti insieme a Francesco Bianconi



Domenico Starnone “Lacci”

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“Lacci” (Einaudi, 2014 – 133 pag; 17,50 euro)

La solita perizia linguistica e la consueta chirurgica disanima dei più minuti moti dell’animo umano vengono questa volta messe al servizio degli inciampi dell’amore e dei suoi risvolti nefasti, per la coppia e per i figli. Diviso in tre momenti, coincidenti con altrettanti punti di vista (moglie, marito e figli, appunto), “Lacci” è la spietata radiografia di un matrimonio distrutto, delle devastanti conseguenze di una relazione extraconiugale, delle ferite inferte e dell’impossibilità di suturarle con il perdono, del tentativo di ricompattare a suon di compromessi ciò che è stato inesorabilmente disperso.



john williams, stoner

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stoner

di Renzo Vitellozzi     Esattamente cinquant’anni fa, nel 1965, veniva pubblicato uno dei capolavori della letteratura americana, Stoner di John Williams (1922-1994). Accolto bene dalla critica non ebbe però grande successo nelle vendite. Quasi dimenticato nel corso degli anni, a parte l’attenzione di una piccola nicchia di ammiratori e sostenitori, è stato ristampato recentemente, […]



Belle & Sebastian “Girls In Peacetime Want To Dance”

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“Girls In Peacetime Want To Dance” (Matador, 2015)

E’ davvero difficile considerare i Belle & Sebastian una band di veterani, persino oggi, con diciannove anni di carriera alle spalle e il nono album fresco di stampa. Sarà che non hanno mai commesso un passo falso, che la freschezza che caratterizzava i loro primi pezzi non li ha mai abbandonati, e che la penna di Stuart Murdoch è una delle migliori in circolazioni quando si tratta di fissare l’odore dell’adolescenza sul pentagramma, ma ancora una volta i ragazzi di Glasgow riescono a cullare con la loro splendida malinconia.



Steve Earle & the Dukes “Terraplane”

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“Terraplane” (New West, 2015)

Terraplane non è il lavoro più centrato di Steve Earle e in diversi episodi rischia di annoiare, ma non c’è nulla di scontato in undici canzoni vissute in prima linea, sostenute da una band smagliante (Kelly Looney al basso, Will Rigby alla batteria, Chris Masterson alle chitarre, Eleanor Whitmore al violino), in cui le mai concluse battaglie personali si mescolano alle battaglie di un’America sempre più lacerata.



Philip Roth “Il grande romanzo americano”

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“Il grande romanzo americano” (Einaudi, 2014)

Gil Gamesh, l’unico lanciatore che abbia mai provato a uccidere l’arbitro. Letteralmente. O l’ex carcerato John Ball, «il Babe Ruth della galera», il prima base che non ha mai battuto un fuoricampo da sobrio. Se non vi ricordate di loro, né dei Ruppert Mundy, la prima e unica squadra senzatetto di un campionato maggiore di […]



Vashti Bunyan “Heartleap”

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“Heartleap” (Fat Cat, 2014)

“Heartleap”, a detta di Vashti Bunyan, sarà il suo ultimo album. Una dichiarazione del genere non è rara nel mondo della discografia ma, contrariamente a quanto accade di solito, nel caso della Bunyan, non c’è motivo di non prenderla sul serio. “Heartleap” è solamente il terzo album in quasi cinquant’anni di carriera, trenta dei quali passati lontani dalla scena. Nata a Londra nel 1945, incide il primo singolo nel 1965 grazie a Andrew Loog Oldham, il manager dei Rolling Stones



Tweedy @ Het Depot, Louvain – 15.11.2014

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Jeff Tweedy @ Het Depot, Louvain – 15.11.14 (foto www.ilmascalzone.it)

Si chiude a Louvain, pochi chilometri fuori Bruxelles, il tour con cui Jeff Tweedy ha portato in giro per l’Europa le canzoni del suo primo album solista, “Sukiarae”, un affare di famiglia composto di sorprendenti ballate agrodolci dedicate alla moglie Susan e registrate con il primogenito Spencer alla batteria. “Sukiarae” è un lavoro capace di mescolare con nonchalance il gusto pop di Ray Davies e John Lennon con almeno quattro decenni di musica americana, dosando le lezioni di Gram Parsons, The Band, R.E.M., Will Oldham, Elliott Smith con l’obliqua introspezione tipica del songwriting di Jeff Tweedy.



Nicola Lagioia “La ferocia”

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“La ferocia” (Supercoralli, Einaudi, 2014 – pp. 418, € 19,50)

Quella de “La ferocia” è una narrazione spettrale, mai edulcorata, congegnata con precisione autoptica, testamentaria, e, insieme a quella del precedente “Riportando tutto a casa”, offre la più alta rappresentazione letteraria di una Puglia rovinosa, incapace di salvarsi da se stessa.



Mark Olson “Good-bye Lizelle”

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MARK OLSON

Un album suonato artigianalmente, intimo e raccolto ma anche incisivo e vigoroso. Mark Olson non è un musicista che segue le mode, se ne frega degli ultimi dettami dello stile e si permette il lusso di dedicare un brano (Long Distance Runner) ad un eroe dell’atletica leggera dell’immediato dopoguerra, Emil Zatopek. La sua musica ha il pregio di suonare in tutto e per tutto fuori dal tempo, buona per tutte le stagioni, forse perché è semplicemente ottima musica



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