Ospedale Unico, la posizione del gruppo sanità Pd

Gruppo Sanità Pd Circolo Centro San Benedetto: La struttura dovrà essere una, nuova, moderna, e sulla stessa dovranno essere concentrate tutte le funzioni ospedaliere dell’AV5″

San Benedetto del Tronto, 2018-10-12 – Dopo la votazione dell’assemblea dei Sindaci che ha confermato la localizzazione indicata dalla regione, il dibattito sulla realizzazione del nuovo ospedale, come era facilmente prevedibile, si è di nuovo riacceso.

In particolare si sono evidenziate due posizioni diverse.

I sostenitori della nuova struttura come unico presidio ospedaliero per tutta l’AV5 ed i contrari all’ospedale unico che propongono la permanenza di due ospedali di cui uno di primo livello ed uno di base.

Il gruppo sanità del PD ribadisce la sua posizione per la quale ha lavorato da oltre un anno.

Le funzioni ospedaliere devono essere svolte in un unico plesso per rendere l’offerta ospedaliera efficace ed efficiente dal punto di vista organizzativo, economico, ma soprattutto dal punto di vista clinico/scientifico.

Riteniamo che la realizzazione del nuovo ospedale che riunisca le funzioni degli attuali con l’aggiunta di ulteriori sevizi, sia una scelta giusta, inevitabile per la medicina moderna e pertanto auspichiamo si realizzi il più presto possibile.

La località scelta ed il fatto che sia baricentrica rispetto agli attuali ospedali, pensiamo possa attutire le posizioni campanilistiche che inevitabilmente ci sono e spesso vengono alimentate ad arte.

L’area indicata dalla regione e successivamente scelta dalla conferenza dei sindaci (Spinetoli), può essere messa in discussione solo se si propone un sito alternativo su cui convergono la maggior parte dei sindaci.

Tuttavia un punto non può essere messo in discussione: la struttura dovrà essere una, nuova, moderna, e sulla stessa dovranno essere concentrate tutte le funzioni ospedaliere dell’AV5.

Qualsiasi soluzione che prevede la permanenza di due ospedali riprodurrebbe tutte le criticità presenti attualmente,

Lavorare su due plessi con specialità e tecnologie presenti in parte su un plesso ed in parte nell’altro, oltre ad essere dispersivo, diventa sempre di più impraticabile, dispendioso, e pericoloso per gli utenti stessi.

La medicina moderna consente di trattare con successo molte patologie gravi (ad esempio molti tumori e non solo), solo con un approccio multidisciplinare, multi specialistico e multi tecnologico. E’ evidente pertanto che ciò è possibile solo se gli specialisti, i servizi e le tecnologie sono presenti in un unico plesso.

Per questi motivi la maggior parte dei dirigenti medici ospedalieri, soprattutto i primari, ritengono utile ed urgente arrivare al più presto all’ospedale unico.

Ai sostenitori di due ospedali di cui uno di primo livello ed uno i base vorremmo fare alcune domande.

  1. Specificare dove sarà collocato l’ospedale di primo livello e dove quello di base, e spiegare a quelle comunità cosa contiene l’ospedale di base (tre reparti senza nessuna specialistica)

  2. Spiegare che sull’ospedale di base molti interventi non si potranno fare e molte patologie non si potranno trattare perché non sono presenti specialisti, servizi e tecnologie adeguate.

  3. Spiegare che qualsiasi nuovo servizio o nuove tecnologie da istituire o implementare dovrà essere per forza indirizzato verso l’ospedale di primo livello.

  4. Spiegare infine che per i motivi sopra descritti, tra pochi anni gli ospedali di base (senza supporti specialistici e tecnologici adeguati) non potranno più operare perché le linee guida internazionali giustamente non lo consentiranno e la legislazione si dovrà adeguare. Pertanto verranno riconvertiti con buona pace di chi li ha voluti tenere in piedi prendendo in giro i cittadini.

In questo dibattito stupisce l’assenza totale del sindacato e dell’area politica alla sinistra del PD. Non si capisce quale sia la loro posizione.

Il sindacato interviene solo sulle criticità del sistema e su alcune rivendicazioni contrattuali, cosa del tutto giusta e sacrosanta. Tuttavia riteniamo che su un tema così importante che riguarda l’offerta ospedaliera del nostro territorio per i prossimi decenni, il sindacato debba stimolare il dibattito e la riflessione sia tra gli operatori che tra i cittadini utenti.

Per quando riguarda i partiti dell’area di sinistra, constatiamo con rammarico assenza totale.

In entrambi i casi ci sembra un modo di lavarsene le mani, non far conoscere le proprie posizioni per poi criticare puntualmente le decisioni che inevitabilmente dovranno essere prese, ed utilizzarle in maniera demagogica e propagandistica.

Per tutte queste ragioni riteniamo che il percorso verso il nuovo ospedale debba essere accelerato il più possibile.

Se vi sono ripensamenti sul sito indicato e viene formulata un’altra proposta che trova un’ampia convergenza da parte dei sindaci, questa può essere presa in considerazione.

Naturalmente la decisione definitiva deve arrivare in tempi rapidissimi, altrimenti appare evidente che questo argomento viene utilizzato per non far fare nulla. In questo caso riteniamo che la giunta regionale debba procedere speditamente nel percorso intrapreso.

Siamo consapevoli che è più popolare accodarsi alla demagogia, dicendo ai cittadini che lottiamo per mantenere l’ospedale vicino alle loro comunità.

Tuttavia abbiamo l’obbligo morale di dire la verità, non ce la sentiamo di prendere in giro i cittadini promettendo cose che all’apparenza sembra avvantaggiarli ma di fatto li danneggerebbe.

Auspichiamo quindi che su un progetto così importante, e su un tema così sensibile che riguarda tutti noi, le forze in campo (politiche, sindacali, forze sociali ecc.), lascino da parte la propaganda e lavorino perché il progetto si realizzi il più presto possibile e nel miglior modo possibile.

Le amministrazioni passano ed a volte cambiano colore, i problemi di salute dei cittadini restano e vanno affrontati indipendentemente da chi vince o perde le elezioni.

Gruppo Sanità Pd Circolo Centro San Benedetto




Orgoglio Civico: “Nessun accanimento terapeutico sull’Ospedale Unico”

San Benedetto del Tronto – Orgoglio Civico ritiene che si stia consumando un accanimento terapeutico sull’ ospedale unico. Un ospedale al quale sono state istallate, gomme da 4 stagioni, per farlo spostare da pagliare a centobuchi , da centobuchi a campolungo , tra i suddetti a zona fosso dei galli.

Noi ribadiamo che i cittadini chiedono servizi nuovi e servizi da migliorare.

L’ abbaglio di un nuovo ospedale non può far passare in secondo ordine l’ importanza di “nuovi servizi”, passando anche attraverso la rivalutazione delle convenzioni con il privato, sempre più forte e sempre in vena di investimenti sul piano delle convenzione.

La sanità pubblica và ricostruita nel sistema funzionale e organizzativo, attraverso una programmazione che abbia come obiettivi, nuovi ed eccellenti servizi.

Se così non fosse meglio prevedere una riorganizzazione e miglioramento dei servizi di emergenza territoriale, del 118 e dei pronto soccorsi di Ascoli e San Benedetto, lasciando e riorganizzando gli ospedali di Ascoli e San Benedetto.

Guardiamo al contenuto innovativo dei servizi, senza anteporre una operazione di edilizia sanitaria e pertanto, ci tiriamo fuori dal coro di coloro che sostengono “intanto facciamolo”.

Facciamo cosa? Cosa migliora per il cittadino?

Orgoglio Civico




Urbinati “esterrefatto” replica a Milani

«ESTERREFATTO DALLE DICHIARAZIONI DEL DOTTOR MILANI SUGLI ACCORPAMENTI PER GLI OSPEDALI DI SAN BENEDETTO ED ASCOLI. NON SO A NOME DI CHI PARLI, QUESTI NON SONO GLI INDIRIZZI DELLA REGIONE»

Il capogruppo Urbinati commenta le affermazioni del nuovo direttore dell’area vasta 5: «La riforma sanitaria è partita da un punto fermo ed irrinunciabile: riorganizzazione senza tagli. Molti sono stati i passi avanti fatti anche sul nuovo ospedale. Le parole di Milani sono inopportune e dannose per il percorso fin qui svolto»

ANCONA, 21 SETTEMBRE 2018 – «Sono esterrefatto dalle dichiarazioni del direttore Cesare Milani. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ricordo al dottor Milani che è un nominato e non un eletto e a dare gli indirizzi politici ed amministrativi ci pensano gli eletti». Così il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, interviene sulle dichiarazioni pubbliche fatte dal nuovo direttore dell’area vasta 5. «Ho sentito il direttore parlare di accorpamenti prosegue Urbinati: accorpare significa tagliare, cosa che è sempre stata scongiurata dall’avvio della riforma sanitaria regionale. Riorganizzare senza tagliare è uno dei cardini della riforma. Invito, inoltre, il direttore a non parlare come se fosse tutto così semplice. Se lo fosse stato, i problemi li avrebbero già risolti i suoi predecessori. Così anche per l’ospedale unico, se fosse stato un gioco da ragazzi non se ne discuterebbe da 15 anni. Ricordo a Milaniaggiunge ancora Urbinati, forse non se ne è reso conto, che verso l’ospedale nuovo ci stiamo già andando da 3 anni. Ci stiamo andando avendo promesso ai cittadini di arrivarci con i due presidi, il Madonna del Soccorso di San Benedetto ed il Mazzoni di Ascoli Piceno, in piena efficienza. Se ora il direttore parla di accorpamenti non fa che complicare un percorso che sta arrivando a soluzione e soprattutto lo fa contro gli indirizzi che ha dato la Regione.

Solo per spolverare un po’ la memoriasottolinea il capogruppo, faccio presente che siamo riusciti a portare la discussione sull’ospedale unico in una fase molto avanzata. Altri hanno solo “chiacchierato” per più di 15 anni. L’attuale amministrazione regionale no, portando avanti anche un confronto serrato e proficuo con i cittadini. Non a caso in queste settimane centinaia di cittadini si stanno riunendo, maturando posizioni che fino a 3 mesi fa sembravano impossibili, tanto che chi ha avuto da subito atteggiamenti di netta chiusura rispetto al tema, ora sta collaborando e coinvolgendo. Un’operazione di buona politica. Dal giugno 2015, quando sono stato eletto in Regione, di passi avanti ne abbiamo fatti tanti ed il punto fermo ed irrinunciabile dal quale siamo partiti era che ogni accorpamento, ogni taglio, doveva essere assolutamente evitato per far arrivare alla fine del percorso di riorganizzazione sia il Madonna del Soccorso sia il Mazzoni in piena operatività. Non è ciò che ho sentito dire al direttore e non so chi gli abbia dato questi indirizzi. In merito, chiederò da subito chiarimenti al presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Sono stato sempre leale – conclude Urbinatinel mio percorso politico e sempre lo sarò. Una lealtà che ha sempre messo in primo piano gli interessi dei cittadini. Perché per me le istituzioni e i cittadini vengono prima di tutto, anche del partito».




Sanità, riconfermati 3 su 5 Direttori di Area Vasta: un premio all’insuccesso?

RICONFERMATI QUASI TUTTI I DIRETTORI DI AREA VASTA

Zaffiri (Lega nord): “Un premio all’insuccesso sul fronte del mancato abbattimento delle liste di attesa”

 

Ancona, 2018-09-18 – Tre riconferme su cinque sono un segnale. Un segnale che dovrebbe evidenziare il buon lavoro svolto nella sfida più grande che, da sempre, vede protagonista la Sanità marchigiana: la riduzione delle liste di attesa per lo svolgimento delle visite specialistiche.

“Nulla di più insensato nella riconferma dei direttori di Area Vasta” – rileva il capogruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri – “Da che mondo è mondo, la squadra che non consegue risultati apprezzabili cambia allenatore. Non è questo il caso del presidente Ceriscioli che, attraverso il provvedimento di riconferma, ha, di fatto, premiato i direttori delle Aree Vaste di Ancona, Macerata e Fermo”.

“Una scelta – aggiunge Zaffiri – che ovviamente non ci soddisfa e che rappresenta l’ennesimo affronto nei confronti dei marchigiani in perenne lista di attesa di una Sanità migliore”.

Sanità Marche, nominati i 5 Direttori di Area Vasta

 

 




Sanità Marche, nominati i 5 Direttori di Area Vasta

San Benedetto del Tronto, 2018-09-17 – A seguito della proposta del Direttore dell’Asur Marche la Giunta Regionale ha nominato i nuovi direttori scelti tra i 49 candidati dell’avviso pubblico. Nella nostra Area Vasta 5 Cesare Milani ha preso il posto di Giulietta Capocasa mentre gli altri sono:
Romeo Magnoni all’Area Vasta 1;
Maurizio Bevilacqua all’Area vasta 2;
Alessandro Maccioni all’Area Vasta 3;
e Licio Livini all’Area vasta 4.http://www.ilmascalzone.it/2018/09/sanita-riconfermati-3-su-5-direttori-di-area-vasta-un-premio-allinsuccesso/

 

 

 




Implementazione al “Percorso Nascita” e decollo della “Partoanalgesia” al “Madonna del Soccorso”

San Benedetto del Tronto, 2018-09-14 – Conferenza stampa oggi, tenuta dal Direttore dell’Area Vasta 5 Avv. Giulietta Capocasa unitamente al Dr. Chiari, Dr.ssa Principi, Dr.ssa Sansoni e Dr.ssa La Rocca, per chiarimenti relativi al Dipartimento Materno Infantile e focus sull’Implementazione in atto al “Percorso Nascita” del “Madonna del Soccorso” e “decollo” della Partoanalgesia frutto del lavoro in equipe tra gli addetti ai lavori e la dirigenza dell’Area Vasta.

ORGANIZZAZIONE LOGISTICA E DI PERSONALE DELLA U.O.C. di GINECOLOGIA e OSTETRICIA STABILIMENTO OSPEDALIERO di SAN BENEDETTO DEL TRONTO

A titolo esplicativo e chiarificatore è stato precisato che:

  • l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dello S.O. di San Benedetto del Tronto è una struttura moderna in grado di accogliere nel migliore dei modi le mamme e i loro neonati, ma anche le tante donne che vi si rivolgono per essere sottoposte a delicati interventi chirurgici;

  • dotata di 23 posti letto, è stata completamente ristrutturata e progettata puntando ad un elevato standard di qualità per le degenti e ogni stanza è dotata di aria condizionata e di arredi completamente nuovi;

  • all’interno sono state ricavate nuove aree dedicate agli incontri tra le pazienti ed i loro familiari ed la sala “latte e coccole”, ovvero un nuovo ambiente riservato e dedicato solo all’allattamento, garantendo alle mamme che ne sentono la necessità uno spazio tranquillo e senza estranei dove allattare;

  • la profonda ed innovativa ristrutturazione è partita con un importante investimento economico che ha permesso di creare ex-novo un modernissimo blocco parto all’interno del quale è stata ricavata una vera e propria sala operatoria dedicata ai cesarei dove viene garantita la tutela della salute del neonato e della mamma;

  • la ristrutturazione dell’intera UOC ha consentito la massima qualificazione dell’assistenza ai neonati a partire dalla 34° settimana di gravidanza;

  • il personale del comparto (infermiere, ostetriche ed OSS) in turno ha una organizzazione di minima sempre uguale nell’arco delle 24 ore, con i consueti tre turni, mattino, pomeriggio e notte, garantendo il massimo in termini di sicurezza ed assistenza per mamma e neonato;

  • il numero minimo di ostetriche due ostetriche in turno, garantito nelle 24 ore 365 giorni all’anno, è stato calcolato applicando quanto stabilito dall’Accordo Stato-Regioni del 2010 e dal documento di Accreditamento Regionale del 2018 che stabilisce il numero di ostetriche necessarie in base al numero di parti annui di ogni punto nascita: nei punti nascita con nati compresi tra 500 e 1000, come quello di San Benedetto, il numero di ostetriche deve essere di due per turno. Ad adiuvandum è prevista una terza ostetrica nel turno notturno in reperibilità, figura professionale non prevista dall’Accordo Stato-Regioni, ma presente nella nostra organizzazione per garantire sempre una adeguata assistenza anche nei momenti di maggior afflusso che a volte si verificano;

  • il numero minimo di una infermiera in turno assistita da un OSS, sempre lo stesso numero nelle 24 ore 365 giorni all’anno, è stato calcolato applicando quanto previsto dal Manuale di accreditamento Regionale del 2018 che prevede una infermiera ogni 20 posti letto per i reparti classificati a bassa complessità assistenziale, come vengono classificati i reparti di ginecologia e ostetricia di I° livello. L’UOC di Ginecologia di San Benedetto ha 23 posti letto, ma tre di questi sono allocati all’interno del blocco parto e l’assistenza alle pazienti che li occupano viene fornita dalle ostetriche;

  • i neonati delle donne ricoverate sono assistiti e presi in cura dal personale del nido nell’orario diurno, la notte trovano assistenza in più figure professionali: l’infermiera della patologia neonatale (posizionata all’interno della ginecologia), l’infermiera e le due ostetriche in turno in ginecologia e, se necessario, può momentaneamente intervenire anche l’OSS dipartimentale fino all’arrivo di una figura professionale. Per garantire il massimo della sicurezza e della collaborazione 24 ore al giorno tra il personale del comparto di ginecologia e pediatria, l’UOC di Pediatria è stata recentemente avvicinata alla Ginecologia facilitando l’interazione tra le due strutture.

IL PARTO SENZA DOLORE: la PARTO-ANALGESIA

A completamento di questo impegnativo progetto che dimostra in modo inequivocabile la volontà locale e regionale di sostenere il punto nascita di San Benedetto del Tronto, dalla fine del 2017 viene offerta gratuitamente e 24 ore al giorno la parto-analgesia a tutte le mamme che si rivolgono al nostro punto nascita per la nascita del loro bambino. Come si sa il parto naturale è una esperienza meravigliosa che permette ad ogni donna di diventare mamma, garantendo il massimo in termini di gratificazione. Ma come altre situazioni naturali, è fisiologico che questa esperienza si accompagni ad una sensazione anche di dolore. Nella medicina moderna è giusto andare incontro a chi, pur consapevole della fisiologicità e della naturalità del dolore in travaglio, chiede un aiuto. Tra le tecniche che possono aiutare la donna in travaglio a sentire meno dolore, quella più efficace e moderna è l’analgesia peridurale, tecnica sicura sia per la madre che per il neonato. Questa tecnica è prevista dai nuovi LEA nazionali.

-Già nell’ottobre 2017 presso lo Stabilimento Ospedaliero di san Benedetto del Tronto è stato avviato il percorso di partoanalgesia, utile al miglioramento in termini di qualità prestazionale, del servizio di ostetricia che in tal modo risponde a tutte le richieste delle partorienti .

L’attività di partoanalgesia è iniziata ufficialmente nel Novembre 2017, ora è pienamente a regime con un medico anestesista disponibile h24 , non esclusivamente dedicato, poiché la quantità di parti è inferiore a 1000, ma comunque sempre attivo con risposta ad ogni richiesta sia in orario diurno che notturno.

Il giovedì, presso l’UOC di Ostetricia, è operativo un ambulatorio dedicato per colloquio e visita con il medico anestesista.

Dall’istituzione del servizio, sono state effettuate circa 50 partoanalgesie e sono in continua crescita; da gennaio sono già state sostenute 150 visite rivolte a donne in gravidanza che hanno scelto questa modalità di parto.

Il gruppo di Anestesisti, diretto dalla Dr.ssa Tiziana Principi, svolge la propria attività in stretta collaborazione sinergica con personale di Ostetricia. Il personale coinvolto effettua una formazione continua che garantisce l’acquisizione di tecniche di perfezionamento professionale e miglioramento della prestazione con positive ricadute sulla qualità del servizio erogato.

L’intero percorso è stato ulteriormente ottimizzato in collaborazione con il Consultorio familiare: durante i corsi di preparto e con il prezioso contributo del personale ostetrico vengono fornite alle partorienti dettagliate informazioni, tramite colloqui interattivi sulle modalità esecutive della partoanalgesia

A disposizione dell’utenza interessata una brochure (allegata) informativo-divulgativa, che viene regolarmente consegnata alle gestanti.

 

 




Sanità bene comune

I cittadini marchigiani chiedono meno diseguaglianze e servizi più efficaci

Ancona, 13 settembre 2018 – Si è appena conclusa “Sanità bene comune”, l’indagine lanciata da CGIL, CISL E UIL Marche per conoscere e approfondire la valutazione dei cittadini sul sistema sanitario pubblico, sul ricorso alle prestazioni sanitarie private e sulla spesa che sostengono per la propria salute.

L’indagine è stata avviata nel mese di aprile 2018 attraverso la compilazione di questionari anonimi distribuiti nei luoghi di lavoro, nelle sedi sindacali, nei luoghi di aggregazione e online attraverso i siti di CGIL, CISL E UIL. Con il questionario si è voluto sondare la percezione dei cittadini marchigiani sul Servizio Sanitario Regionale, anche in relazione alle loro condizioni economiche e al ricorso ai servizi privati.

Sono 3.360 le persone che, da tutta la Regione, alla data del 31 agosto, hanno partecipato all’indagine: dalle loro risposte emerge un quadro complessivamente buono dello stato di salute dei cittadini marchigiani, ma si evidenzia anche un quadro di crescente diseguaglianza nel ricorso ai servizi sanitari sulla base delle differenze territoriali e di reddito.

Il 60,2% degli intervistati sostiene una spesa per prestazioni sanitarie private compresa tra 200 e 1.000 euro e il 20,8% tra 1.000 e 2.500 euro. La spesa per la salute delle famiglie marchigiane è inferiore al dato nazionale e in diminuzione rispetto al 2016. In particolare, a ridurre la spesa sanitaria sono state proprio le famiglie collocate nelle fasce reddituali più basse, a conferma di quanto emerso nel VII Rapporto RBM-Censis, che stima in 12,2 milioni gli italiani che nel 2016 hanno rinunciato o rinviato per ragioni economiche una prestazione sanitaria: oltre la metà degli intervistati che nell’ultimo anno ha ridotto la spesa per la sanità, lo ha fatto per motivi economici.


Parallelamente, l’85,6% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto ricorso a prestazioni sanitarie private nell’ultimo anno, con picchi nelle province di Pesaro – Urbino e Macerata. Tra le ragioni del ricorso al privato vi è soprattutto la possibilità di ridurre i tempi di attesa (38,6% delle risposte), tema dal quale arriva il giudizio più critico nei confronti del sistema pubblico, bocciato da 9 intervistati su 10 proprio per la lunghezza delle liste di attesa. Valutazioni negative anche su ticket e accessibilità dei servizi, ritenuti non adeguati rispettivamente dal 58,3% e dal 47,1% del campione.

La sanità pubblica è ritenuta sufficiente, seppur con aree di criticità concentrate in alcuni distretti sanitari, per quanto riguarda gli orari di apertura dei servizi, l’assistenza domiciliare, il sistema di emergenza – urgenza, le residenze protette e le Rsa, la chiarezza delle informazioni e le case della salute, mentre ottengono una buona valutazione il rapporto tra operatori e cittadini, i servizi ambulatoriali specialistici, l’accoglienza, gli ospedali, gli standard igienici, l’efficacia delle prestazioni ricevute e l’attività dei medici di famiglia.

I cittadini intervistati hanno inoltre espresso l’esigenza di fermare i tagli al fondo sanitario, evidenziando la consapevolezza dell’insufficienza del finanziamento nazionale, anche in ottica di un riequilibrio delle disparità di accesso ai servizi su base territoriale.

I risultati dell’indagine, utili per supportare la vertenza sulla sanità e il confronto con la Regione sul nuovo Piano Sanitario, saranno portati all’attenzione delle Istituzione regionali preposte alla programmazione delle politiche sanitarie e alla gestione dei servizi.

Tra le priorità emerse, per CGIL CISL UIL Marche, c’è l’esigenza di potenziare i servizi territoriali e di integrazione socio-sanitaria rispetto ai bisogni dei cittadini, specie quelli più fragili. Una maggiore offerta di assistenza domiciliare, tuttora inadeguata, potrebbe contribuire a migliorare la presa in carico dei pazienti dopo il ricovero oltre alla necessaria compensazione della trasformazione dei piccoli ospedali in strutture territoriali, con ulteriori importanti investimenti sulla rete dell’emergenza sanitaria, a partire da un significativo potenziamento delle Potes e della dotazione di Mezzi di Soccorso Avanzato.

Per CGIL CISL UIL Marche la riorganizzazione del sistema di cure primarie e intermedie va sostanziata dalla strutturazione effettiva degli Ospedali di Comunità e accompagnata da un concreto sviluppo delle Case della Salute. E’ inoltre necessario potenziare il sistema della prevenzione, che peraltro rappresentava uno dei pilastri della riforma sanitaria di quarant’anni fa, con particolare attenzione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Segreterie regionali

CGIL CISL UIL Marche

 




Caro Ceriscioli ti scrivo…

Ugl sanità provinciale e Ugl medici del Piceno si rivolgono al Governatore Ceriscioli
San Benedetto del Tronto – Ospedale unico pre-elettorale e nomine di vertice in Asur5 (direttore generale e direttori di unità operative), l’aria elettorale mediatica riguardo la scelta del primo sta offuscando la visuale pubblica sui secondi.
Mentre il Governatore prevede carotaggi per l’annunciato ospedale unico (che ha più il sapore di bastone e carota per contenere gli animi di chi richiede l’azienda ospedaliera, per la quale oggi  non ci appassioniamo), si sta organizzando l’attribuzione del ruolo al prossimo direttore generale, che speriamo sia meno soffocato possibile dalla politica nostrana. Mentre il Governatore annuncia che l’ospedale unico annullera’ i viaggi in ambulanze tra Ascoli e San Benedetto, ci stiamo giocando il futuro dell’emergenza territoriale attraverso la nomina di due primari di pronto soccorso (Ascoli e San Benedetto) e di un nuovo capo dipartimento di emergenza. Sull’emergenza territoriale c’è e ci sarà molto da fare, soprattutto sulla visione gestionale delle medicine d’Urgenza, sulle quali pesa la cronica carenza di posti letto nei reparti, sulla qualità assistenziale erogata, sulla carenza di personale, con in testa i carichi di lavoro del personale. Il mito dei modelli teorici cozzano con la realtà che vivono utenti e dipendenti turnisti in prima linea.

Auspichiamo che la medicina d’urgenza non rappresenti la foglia di fico per nascondere la carenza dei posti letto, ricorrendo sempre alle convenzioni private. Se da una parte il Governatore annuncia livelli alti per l’emergenza, dall’ altra parte annunciamo che avremo molto da chiedere di preciso sull’argomento: su quali organigrammi, su quali protocolli operativi che riconsegnino dignità agli operatori ed agli utenti, questi ultimi magari costretti a lunghi viaggi da Ascoli o San Benedetto verso Ancona (andata e forse ritorno), verso le eccellenze, attraverso 200 km di soffice strada ed autostrada. L’eliminazione dei doppioni può passare attraverso una riorganizzazione dei due plessi senza condizionamenti da microchip politici! Chiediamo troppo? Troppa trasparenza chiediamo? Un polo di eccellenze nel sud Marche lo avremmo visto in ipotetica azienda ospedaliera tra fermo, ascoli e san benedetto. Oggi siete poco credibili quando parlate di eccellenze, siete invece molto più credibili sul versante di politica sanitaria edilizia.

 

Ugl sanità provinciale
Ugl medici



Insieme 2: il Servizio Civile in Sanità, una occasione per te e per gli altri

Ascoli Piceno – San Benedetto del Tronto – L’ASUR MARCHE Area Vasta 5 partecipa anche quest’anno al Bando del Servizio Civile Universale con il progetto “INSIEME 2: IL SERVIZIO CIVILE IN SANITÀ UN’OCCASIONE PER TE E PER GLI ALTRI”, che interessa le strutture sanitarie delle sedi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, per un totale di 12 volontari.

Il bando è rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni (non compiuti), cittadini italiani, cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti, che scelgono di dedicare 12 mesi della propria vita a favore di un’esperienza di crescita personale grazie alla cura delle relazioni e delle comunicazione svolti con pazienti e familiari in un contesto molto complesso; all’interazione con gli operatori locali di progetto e con gli operatori che lavorano nella sede di progetto; alle abilità acquisite nel corso della formazione generale e specifica anche sul lavoro di squadra.

Si precisa che l’esperienza del servizio civile può essere scelta anche da studenti o lavoratori, purché il loro impegno sia compatibile con l’orario di servizio previsto nel progetto.

Il servizio è previsto per 30 ore settimanali su 5 giorni lavorativi, con un compenso mensile pari a € 433,80.

L’obiettivo del progetto consiste nel diffondere la cultura della salute e sostenere le categorie più fragili nei percorsi e negli accessi, tramite attività di accoglienza e assistenza, attività di informazione e di accompagnamento alla fruizione dei servizi e supporto amministrativo, anche presso i punti di front office, integrandosi con gli operatori del sistema.

Le domande dovranno pervenire all’ASUR AV5 entro il 28 settembre 2018 tramite l’invio postale a mezzo raccomandata A/R (vale il timbro postale), l’invio attraverso PEC areavasta5.asur@emarche.it o consegna a mano all’Ufficio Protocollo, via degli Iris, 63100 Ascoli Piceno (Palazzina Amministrativi, 1° Piano, l’ultimo giorno di presentazione sarà possibile consegnare a mano la domanda fino alle ore 18).

Per ulteriori informazioni e dettagli potete visitare il sito www.asurzona13.marche.it alla pagina dedicata al Servizio Civile dove sono pubblicati il bando, il progetto e tutta la modulistica necessaria.




Ospedale Unico del Piceno, Orgoglio Civico scende in campo

Orgoglio Civico scende in campo e si spenderà in termini di iniziative per contribuire al meglio a favore della sanità pubblica.

San Benedetto del Tronto – La situazione sanitaria nel piceno e nella Regione Marche non permette di rimanere inerti, anzi, auspichiamo una unione di forze civiche e politiche affinché ci si adoperi per ottenere il bene dei cittadini.

Vista la non chiarezza di intenti, in termini di programmazione sanitaria, in particolare nel piceno, riteniamo necessario spendere tutte le forze a disposizione, compreso il coinvolgimento formale del Ministro Giulia Grillo, affinché si faccia chiarezza sul destino dell’Ospedale Madonna del Soccorso e dell’Ospedale Mazzoni, in virtù, anche, di un ipotetico Ospedale Unico proposto dalla stessa Regione Marche, per l’ennesima volta in un ventennio.

La spesa complessiva in termini di ristrutturazioni intraospedaliere, al Madonna del Soccorso ed al Mazzoni,  per milioni di euro, trova maggiore concretezza rispetto ad una proposta di Ospedale Unico, a due anni dalle prossime elezioni regionali.

Il Piceno, pertanto, merita maggiore chiarezza in termini di programmazione sanitaria ma soprattutto, pretende di recuperare il divario con un nord dove maggiormente si investe.

Porteremo pertanto all’ attenzione del  ministro alcune anomalie, non tanto per fare dichiarazioni roboanti, ma perché riteniamo che nel piceno ci sia necessità di maggiore chiarezza di intenti.

Conosciamo bene la legislazione sanitaria, anche in merito alla nota autonomia regionale, ma ciò nonostante non si può pensare di rimanere a guardare di fronte ad un interesse pubblico, gestito da soldi pubblici, quale è la sanità.

I due ospedali riguardano un bacino di utenza che merita attenzione anche in relazione al Balduzzi.

Purtroppo vediamo che sta prendendo troppo piede l’aspetto elettoralistico, rispetto alle necessità socio sanitarie di un bacino di utenza, a nostro parere, da programmare come polo attrattivo dal punto di vista di eccellenze sanitarie. Il sud marche risulta pertanto una opportunità che può essere senza sconvolgere strutturalmente l’esistente ma agendo principalmente sulla programmazione sanitaria.

Orgoglio Civico