Diagnostica Sociale, nuova strumentazione “Fibroscan” in Asur Av 5

San Benedetto del Tronto 24 luglio 2018 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e la Primavera Cooperativa Sociale hanno presentato oggi presso la Aula Convegni dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, il progetto «Diagnostica Sociale» realizzato in collaborazione con la Asur Marche Area Vasta n. 5.
La Primavera Cooperativa Sociale è una ONLUS fondata dal 1997. Da sempre e sotto il controllo sanitario del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asur Marche Area Vasta n. 5, la Cooperativa si occupa in modo esclusivo dell’inserimento lavorativo di giovani portatori di disagio mentale occupandoli nella coltivazione di piante e fiori in serra ed in piena aria. Per ogni anno, mediamente, la Cooperativa offre a questa utenza seimila ore di lavoro protetto.

Nell’intento di dare un maggiore contributo sociale e sanitario in favore di tali persone la Cooperativa, in collaborazione con l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, e con il Dipartimento dipendenze patologiche dell’Asur Marche Area Vasta n. 5, ha svolto una ricerca per individuare cosa potesse essere utile per loro.
La ricerca ha rilevato che in queste persone si manifestano con molta frequenza casi di infezione cronica HCV, d’altronde tale patologia rappresenta un problema sociale con 5.000/6.000 pazienti affetti nella Regione Marche, molto spesso ex o tutt’ora tossicodipendenti, alcolisti con associate problematiche psicometriche.
Dalla parte sanitaria è stato proposto l’acquisto della strumentazione diagnostica chiamata Fibroscan, un apparecchio molto simile ad un ecografo che permette di definire la misura della elasticità/rigidità del fegato e dunque la diagnosi precoce di epatopatie croniche virali e da fegato grasso (epatiti croniche, steatosi epatica non alcolica, obesità e diabete, malnutrizione proteico energetica, uso di sostanze o farmaci quali steroidi anabolizzanti, corticosteroidi, fosforo).
Sino ad oggi, in assenza di Fibroscan, per gli esami necessari, gli utenti della Provincia di Ascoli Piceno erano avviati verso altre Asur. Mentre per i soggetti normodotati tali trasferte non rappresentano un grave problema, per altre categorie di pazienti, provenienti quasi sempre da famiglie socialmente ed economicamente fragili, queste trasferte rappresentano un dramma. Spesso, per evitare tali trasferte, gli interessati (in qualche caso privi di patente di guida perché ritirata), nonostante le prescrizioni dei sanitari,
evitano la visita specialistica.
In questo contesto ed in coincidenza con la pubblicazione dell’Avviso per la presentazione di progetti nell’ambito “INTERVENTI SOCIO – SANITARI IN FAVORE DELLE CATEGORIE SOCIALI DEBOLI E QUALITA’ DELLA VITA” emanato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno nel 2017, la Primavera Cooperativa Sociale in qualità di capofila di una rete sociale che coinvolge in primo luogo la ASUR MARCHE AREA VASTA N. 5, ma anche Associazione Aniep, Associazione I Girasoli Onlus, Cooperativa Sociale Lella 2001, Cooperativa Sociale Le Sirene, Cooperativa P.A.G.F.Ha Onlus, Associazione Anffas Onlus, Ama Aquilone Cooperativa Sociale, ha presentato l’idea progettuale “DIAGNOSTICA SOCIALE”. Il progetto è stato valutato positivamente e sostenuto dalla Fondazione Carisap che, nel Piano Pluriennale 2017/2019, ha scelto di intervenire in ambito sanitario a sostegno di realtà non profit, a condizione che gli interventi si caratterizzino per una chiara connotazione sociale, in particolare su patologie che rappresentano malattie sociali e che coinvolgono maggiormente i soggetti deboli anche in funzione di prevenzione.
L’Asur Marche Area Vasta n. 5 sin dall’inizio ha condiviso il progetto sottoscrivendolo e contribuendo finanziariamente alla sua realizzazione.
Il progetto che ha un costo complessivo di € 120.000,00, è sostenuto dalla Fondazione Carisap per € 75.000,00 e dall’Asur Marche per i restanti € 45.000,00.

Slide allegate: fibroscan

 

 




Giornata inaugurativa al “Madonna del Soccorso”

Nuovi spazi e macchinari all’ospedale di San Benedetto.

Ceriscioli: “L’impegno preso si traduce in servizi ai cittadini”.

Casini:”Un mammografo importante con una possibilità diagnostica più accurata”.

 

C’erano anche Luca Ceriscioli ed Anna Casini con il Direttore dell’Asur Av 5 Giulietta Capocasa alle inaugurazioni delle nuove sedi di Pediatria, Cardiologia ad indirizzo riabilitativo del Madonna del Soccorso e alla presentazione di due nuovi Mammografi con Tomosintesi all’offerta in Area Vasta 5. 

CERISCIOLI: “LAVORANDO IN RETE LE MARCHE POTRANNO DIVENTARE UN’ECCELLENZA ASSOLUTA A LIVELLO SANITARIO”

 

San Benedetto del Tronto, 2018-07-13 – Questa mattina il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli accompagnato dal direttore di Area Vasta 5 Giulietta Capocasa ha inaugurato all’ospedale di San Benedetto del Tronto i nuovi spazi dedicati alla Cardiologia ad indirizzo riabilitativo, alla Pediatria – Neonatologia e due nuovi mammografi dotati di tomosintesi. La performance del triennio 2015-2017 ha registrato un incremento di budget d’esercizio di oltre 16 mln e mezzo di euro, gli investimenti complessivi di oltre 30 milioni di euro, aumento del personale con 202 unità, incremento di attività ricoveri quasi 1.500 casi e incremento di posti letto pari a 113.

“Sono numeri chiarissimi – ha detto Ceriscioli –  i trasferimenti nazionali sono sempre gli stessi e la storia di questi tre anni è una storia che parla della scelta di questa amministrazione di utilizzare fondi che non riuscivano a essere spesi e che sono stati messi dentro il sistema per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Abbiamo investito 200 milioni in tecnologie, abbiamo assunto 1200 professionisti.  Nel 2015 eravamo sette milioni sotto il tetto della soglia di spesa, oggi 10 milioni sopra e questo testimonia il nostro investimento continuo nella sanita pubblica. Nel 2020 dobbiamo rientrare nel tetto senza penalizzare i servizi e questa questione è sul tavolo con il sindacato. Il nodo delle Liste di attesa va affrontato e risolto perché dobbiamo essere certi che il cittadino sceglie il professionista non lo fa perché non trova risposta nel servizio pubblico che ha capacità e qualità per dare risposte. Siamo molto soddisfatti per il lavoro svolto e devo dire che il nuovo ospedale che si farà e questa struttura offriranno una moltiplicazione notevole in termini di efficacia ed efficienza dei servizi sanitari. Sommeremo le due eccellenze: la qualità dei servizi come oggi rappresentata da questi progetti e una struttura nuova per la comunità. Il modello marchigiano è formidabile perché noi siamo abbastanza grandi da poter fare cose importanti e abbastanza piccoli per gestirle bene. Dobbiamo sicuramente curare ancora qualche segmento del percorso sanitario, però grazie al contributo di tutti e al modo di lavorare in rete potremmo diventare un’eccellenza assoluta. Gli investimenti effettuati permettono la crescita della risposta sanitaria sul posto in connessione con l’intero sistema sanitario”. La cardiologia può finalmente contare su una nuova riacquisita identità, dal punto di vista logistico,  strutturale e soprattutto a livello di posti letto che sono passati da 9 a 18, di cui 4 di terapia intensiva. Anche gli spazi dedicati alla Pediatria – Neonatologia sono stati ristrutturati all’insegna dell’accoglienza a misura di bambino e di prestazioni sanitarie sempre più qualificate. Colori, materiali, stanze dedicate ai piccoli; ma anche degenza pediatrica ordinaria, osservazione breve intensiva (OBI), consulenza pediatrica H 24 per il Pronto Soccorso, Fast Track pediatrico (percorso veloce dei bambini che accedono al P.S. con patologie minori). Infine, due nuovi mammografi dotati di tomosintesi assicurano sensibilità e specificità elevate nell’individuazione delle lesioni mammarie. Le immagini digitali così prodotte possono essere elaborate, teletrasmesse ed archiviate. Vengono pertanto potenziate le possibilità diagnostiche, con una tecnologia avanzata, sia nella prevenzione (screening mammografico) sia nel percorso della Breast-Unit (Unità Senologica), con la presa in carico di pazienti sintomatiche. La mammografia fa parte delle metodiche diagnostiche comprendenti ecografi dedicati alla Senologia, attività di Senologia Interventistica (biopsie) e RM mammaria.

 

 

 

Si è conclusa la ristrutturazione degli spazi dedicati alla Cardiologia ad Indirizzo Riabilitativo (CR) dell’AV5, ospitata all’interno del 3° piano dello S.O. Madonna del Soccorso.

La cardiologia dello stabilimento ospedaliero di San Benedetto del Tronto può finalmente contare su una nuova riacquisita identità, dal punto di vista logistico, strutturale e soprattutto a livello di posti letto che sono passati da 9 a 18, di cui 4 di terapia intensiva.

Con l’odierna inaugurazione è stato aggiunto un altro importante tassello al processo di riattivazione dei posti letto dello Stabilimento Ospedaliero che passa dai 217 del 2015 agli attuali 251 (+34 posti letto) con un trend di avvicinamento a quanto previsto dalla DGRM 735/2013.

Le altre aree maggiormente potenziate da questo punto di vista, sono state: Geriatria e Lungodegenza, Medicina, Neurologia, Pediatria e Psichiatria.

Anche gli spazi dedicati all’UOC di Pediatria – Neonatologia AV5 presso lo S.O. di SBT sono stati ristrutturati, all’insegna dell’ accoglienza a misura di bambino e di prestazioni sanitarie sempre più qualificate. Colori, materiali, stanze dedicate ai piccoli; ma anche degenza pediatrica ordinaria, osservazione breve intensiva (OBI), consulenza pediatrica H 24 per il Pronto Soccorso, Nido/Rooming-in, congiuntamente all’espletamento di attività ambulatoriali: Allergologia e Broncopneumologia, Gastroenterologia, Genetica clinica, Infettivologia perinatale, Nefrourologia, Neurologia pediatrica, Neonatologia, Follow up neonatale, Fast Track pediatrico ( percorso veloce dei bambini che accedono al P.S. con patologie minori)

Il numero dei piccoli degenti è passato dai 644 del 2016 ai 744 del 2017. Nel primo semestre del 2018 i bimbi ricoverati sono già stati 405, su un bacino d’utenza di n. 26758 soggetti compresi in un’età tra 0 e 14 anni

In Patologia Neonatale, riattivata nell’agosto del 2017, sono stati ricoverati 105 piccoli, con una bassa incidenza <20% dei ricoveri rispetto ai nati. I posti letto sono in totale 12.

Aggiunti due nuovi Mammografi all’offerta in Area Vasta. Gli apparecchi, della ditta Fuji Film, sono dotati di tomosintesi e installati negli Stabilimenti Ospedalieri di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Assicurano sensibilità e specificità elevate nell’individuazione delle lesioni mammarie. Le immagini digitali così prodotte possono essere elaborate, teletrasmesse ed archiviate. Vengono pertanto potenziate le possibilità diagnostiche, con una tecnologia avanzata, sia nella prevenzione (screening mammografico) sia nel percorso della Breast-Unit (Unità Senologica), con la presa in carico di pazienti sintomatiche.

La mammografia fa parte delle metodiche diagnostiche comprendenti ecografi dedicati alla Senologia, attività di Senologia Interventistica (biopsie) e RM mammaria. La Diagnostica Senologica è parte integrante dell’attività diagnostico-terapeutica multidisciplinare insieme alla Chirurgia, Oncologia, Medicina Nucleare, Anatomia Patologica e Radioterapia. Si garantisce così un approccio multidisciplinare alla patologia del seno, come previsto dalle Linee Guida Regionali, Nazionali ed Internazionali, alle quali l’AV5 si allinea grazie ad un’offerta ed una organizzazione complete.

Attivato un servizio da APP MOBILE: SOLARIQ, scaricabile gratuitamente e disponibile per Android, iOS e Windows Phone, che consente di ridurre efficacemente il tempo di attesa degli utenti che si rivolgono agli sportelli dell’anagrafe assistiti di Ascoli Piceno e di San Benedetto Tr. per effettuare:

  • Scelta o revoca del medico di base e pediatra

  • Richiesta di esenzione

Lo slogan è: “l’app SOLARIQ fa la coda al posto tuo”. Il sistema infatti avvisa, tramite una notifica sullo smartphone dell’approssimarsi del proprio turno.

L’app consente di:

  • ricercare le strutture abilitate vicino ;

  • scoprire in anticipo il numero di persone in attesa;

  • richiedere o prenotare un servizio;

  • essere aggiornato in tempo reale sull’andamento della coda

ZEROCODALAB, è invece rivolto agli utenti del Laboratorio Analisi che vedono semplificato, velocizzato e programmato il proprio percorso di accesso alle prestazioni laboratoristiche presso gli stabilimenti ospedalieri di SBT e AP

Si tratta di un sistema di accoglienza e prenotazione online applicato ai punti prelievo degli stabilimenti ospedalieri dell’AV5 che gestisce autonomamente tempo di attesa e accesso diretto al servizio di Laboratorio, consentendo al cittadino di effettuare personalmente la propria prenotazione da remoto attraverso molteplici device e/o canali (es. smartphone, P.C.) arrivando in sede solo qualche minuto prima la chiamata.

Concretamente:

  • Sia di persona che tramite un Totem collocato in sala di attesa, o APP installata sullo smartphone o personal computer via Web, l’interessato può prenotare online giorno, ora e sede di accesso al laboratorio analisi.

  • La modalità di prenotazione è sincronizzata con il sistema di chiamata del punto prelievi e dotata di una funzione di controllo che consente di monitorare e visualizzare il numero di utenti prenotati e lo stato di affollamento del punto prelievi.

  • Gli utenti non prenotati on line, rimangono presi in carico secondo le modalità tradizionali

Semplificare e celerizzare l’accesso all’accettazione della prestazione; migliorare l’efficienza di risorse e processi attraverso una gestione programmata del flusso di utenti, migliorare visibilmente la qualità percepita del servizio: questi gli obiettivi di entrambe le iniziative.

Per saperne di + clicca le relazioni tecniche allegate: relazioni inaugurazioni 13 luglio 2018

Performance triennio

Fotocronaca


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Sanità Marche: cala la mobilità passiva

SANITA’: PIU’ PERSONALE E INVESTIMENTI TECNOLOGICI FANNO CALARE LA MOBILITA’ PASSIVA

Ceriscioli: ”L’intenzione è continuare su questa strada per dare ai marchigiani sempre più servizi di qualità”

Ancona, 2018-07-06 – Milleduecento operatori sanitari assunti,  200 milioni di investimenti tecnologici in corso ed un calo della mobilità passiva con un saldo positivo di 8,8 milioni di euro.  Dal 2015 al 2017, grazie ad una forte e incisiva azione della giunta,  la sanità è cambiata, si è invertita la rotta e i numeri dimostrano che i marchigiani tornano ad avere fiducia nelle strutture marchigiane.

I dati della sanità marchigiana sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa del presidente Luca Ceriscioli affiancato dal consigliere regionale con delega alla Sanità Fabrizio Volpini e dalla dirigente del Servizio Salute Lucia Di Furia.

Tra le varie voci della mobilità (vedi tabella) quello più evidente riguarda la riduzione dei viaggi per ricoveri ordinari e in day hospital: la Regione passa da una spesa di 127,3 milioni (2016) ad una di 124,3 milioni (2017) con una differenza di 3 milioni di euro. Il saldo, tra mobilità passiva e attiva nei due anni passa da 46,6 a 33 milioni con un risparmio di 13,5 milioni di euro.

Per quanto riguarda il saldo totale nel 2016  era negativo per 56 milioni, nel 2017 è sceso a 47,1 milioni.

“Lavoriamo per dare sempre più  qualità alle strutture sanitarie e ospedaliere e ai percorsi sanitari – ha sottolineato Ceriscioli – . I risultati ottenuti finora danno ragione alla strategia intrapresa e  ci incoraggiano a proseguire. Le assunzioni fatte e gli investimenti tecnologici si sono tradotti in una diminuzione della mobilità passiva. Continueremo quindi ancora con le assunzioni perché c’è una coda anche quest’anno. L’investimento fatto  in tecnologie è molto significativo e possiamo contare su nuovi strumenti che ci daranno risultati sempre migliori. L’impegno continua convinto anche sulle liste d’attesa perché è il modo migliore per recuperare i marchigiani che si rivolgono oltre i confini regionali”.

La Regione è impegnata infatti a rendere più facile l’accesso alle liste d’attesa entro la fine dell’anno. I cittadini, utilizzando le tecnologie a diposizione, potranno fare la prenotazione  direttamente on line. Per chi ha meno dimestichezza con internet invece, si sta costruendo una collaborazione molto importante con le farmacie  al fine di avere le prestazioni come alla cassa dell’ospedale. Un modo per utilizzare al meglio un luogo già molto frequentato dalle persone e diffuso capillarmente sul territorio.

“I dati reali – ha aggiunto Volpini – ci forniscono una fotografia concreta di quanto realizzato in perfetta coerenza con una visione del sistema sanitario che dia importanza agli acuti grazie ad ospedali di qualità e  una grande  attenzione ai servizi sul territorio in un rapporto di prossimità con il cittadino. Si cambiano modalità e consuetudini, ma quello che stiamo facendo ci consente di stare al passo con i tempi del mondo della medicina”.

La dirigente Di Furia in conclusione ha sottolineato la stretta collaborazione con i direttori delle aziende ospedaliere e sanitarie al fine dell’aumento della produttività e delle attività  conseguente all’aumento del personale. E segnali positivi sono stati registrati anche su questo fronte: in particolare è aumentata la parte ortopedica in tutto il territorio marchigiano e agli Ospedali Riuniti di Torrette la cardiochirugia è cresciuta del 60%. In aumento anche i trattamenti di chemioterapia ed i trapianti.

Clicca l’allegato: Slide_Sanita_mobilita




Ospedale unico: bene la posizione dei sindaci ma occorre mantenere il punto

Ospedale unico: bene l’atteggiamento dei sindaci che chiedono chiarezza e garanzie per i cittadini.

San Benedetto del Tronto – Da tempo insistiamo che l’ ospedale unico nel piceno, così come proposto non può essere accettato. Di fatto manteniamo la posizione che , meglio avere due ospedali , uno montano ed uno in riviera , piuttosto che riceverne uno. Un piceno dissestato dalla disoccupazione, dai terremoti e dalle esondazioni , non può permettersi di perdere un ospedale in nome del risparmio e sull’incertezza delle specialistiche ricadenti e/o da prevedere come altre nuove sempre per questo territorio. Il 16 maggio abbiamo divulgato un comunicato stampa e scritto a tutti i sindaci al fine di contribuire per un obiettivo comune e cioè quello di garantire una sanità equa e solidale. Non si può continuare ad indebolire la parte pubblica perché così procedendo a rimetterci saranno solo i cittadini.

Orgoglio civico

Conferenza Sindaci Asur Av5

Cgil, Cisl, Uil: “Per noi parlare di Ospedale Unico significa…”

 

Ospedale Unico? No, grazie: meglio averne due

 




Conferenza Sindaci Asur Av5

Ceriscioli: “Nella Area Vasta 5 siamo nella situazione ottimale per una struttura ospedaliera unica”.

Ascoli Piceno – “Per la realizzazione del nuovo ospedale del Piceno la Regione ha scelto tra le aree proposte dai comuni quella  che rappresenta la sintesi tra l’applicazione dell’algoritmo e le valutazioni tecniche condotte dagli uffici regionali. Qualora dai sindaci arrivasse una indicazione diversa e condivisa la Regione sceglierebbe quella.Quello di ridurre la frammentazione è un processo che coinvolge tutta la regione: a Pesaro ha riguardato tre presidi, ad Ancona la fusione tra Inrca e Osimo, su Macerata c’è un processo analogo per Civitanova e Macerata, Fermo ha in costruzione unico ospedale di primo livello in tutta la provincia. La progettazione dell’ospedale unico è un passaggio faticoso ma è una scelta che restituirà innovazione e eccellenza dei servizi. Nella area vasta 5 siamo nella situazione ottimale per una struttura ospedaliera unica. Se infatti 15 anni fa questa scelta poteva apparire un’intuizione oggi diventa una necessità anche per rispettare una serie di dettati legislativi e di un’impostazione sanitaria che ormai valuta e misura la qualità di un servizio con i parametri di numerosità , bacino-utenza ma anche altri criteri previsti dalle norme. Si usano questi indicatori per costruire qualità, soprattutto nella risposta nella medicina per acuti.
Un percorso virtuoso che oltre a portare maggiore qualità nei servizi elimina un doppione che porta ad economicizzare. Tutte risorse che restano in sanità e ci permettono di qualificare questa spesa implementando le alte specializzazioni.
Non è un risparmio sottrattivo ma che permette di qualificare. Vogliamo costruire un percorso che serve per rafforzare una scelta” ha dichiarato Ceriscioli alla conferenza dei sindaci della Area Vasta 5 nella sede Piceno Consind.

 




Azienda Ospedaliera Marche Nord, nuovi spazi e nuove apparecchiature della Centrale di sterilizzazione

CERISCIOLI: “LA NOSTRA SANITA’ E’ UN SERVIZIO DI QUALITA’”

Pesaro – Questa mattina nell’azienda ospedaliera Marche Nord, nel presidio San Salvatore di Pesaro, il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci e il direttore dell’azienda ospedaliera, Maria Capalbo, hanno inaugurato i nuovi spazi e le nuove apparecchiature della Centrale di sterilizzazione.
“La cerimonia di oggi – ha sottolineato Ceriscioli – rappresenta un’occasione per ringraziare tutte le competenze e professionalità messe in campo per realizzare la Centrale di sterilizzazione. Nella Conferenza delle Regioni le Marche anche quest’anno si confermano tra le prime tre Regioni ‘benchmark’ in sanità. Questo risultato significa che la nostra sanità è un servizio di qualità sia per l’organizzazione e l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia per gli aspetti economici e gestionali del sistema. Tutte le Aziende sanitarie marchigiane hanno potuto contare su più risorse, più investimenti, più personale e il mantenimento del nostro risultato ci permette di avere una trentina di milioni di euro in più all’anno che noi ridistribuiremo alle aziende sanitarie. Le aziende ci stanno ripagando con più produzione che significa più risposte e con le nuove tecnologie significa maggiore qualità nella risposta ai bisogni di salute.
Ora manca che questa azienda vada a lavorare in un presidio solo. Ci sono due progetti in campo. Avere avuto una seconda offerta è stata importante. Ci permette di potere confrontare e scegliere la migliore.

Presto sceglieremo il proponente e quando l’ospedale nuovo sarà pronto avremo oltre che la struttura anche i contenuti, perché in questi anni l’azienda li ha sviluppati migliorando nella qualità. Quando il percorso sarà concluso avremo una risposta sanitaria qualificata”.
Sulla stessa scia Ricci che ha detto “una buona sanità la fa sicuramente le persone che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere attraverso l’umanità, la sensibilità e la dedizione. I numeri di questa azienda sono cambiati: budget, assunzioni e investimenti sono un’inversione di tendenza notevole. Ci sono tante cose da fare e problemi da risolvere. Ma questi presupposti ci consentono di lavorare in maniera diversa. L’obiettivo resta il nuovo ospedale. Si parla poco ma dietro si sta facendo un lavoro intenso dal punto di vista tecnico e si sta andando avanti. Gli spazi nuovi, come questo appena inaugurato invece, saranno una casa della salute, dove verranno  raccolti  tutti gli spazi asur che sono distribuiti in città. Passo dopo passo stiamo andando nella direzione giusta”.
La Centrale di sterilizzazione, un investimento di circa un milione e mezzo di euro, è una colonna portante dell’intero sistema ospedaliero, perché quando si pensa al funzionamento delle sale operatorie o degli ambulatori, molti particolari sfuggono all’osservatore esterno. La struttura è in grado di eliminare dagli strumenti chirurgici e dalle attrezzature medicali, dopo il loro utilizzo, qualsiasi microrganismo garantendo la sicurezza del paziente sottoposto a intervento chirurgico o a trattamento ambulatoriale. Ogni giorno i dispositivi medici come, ad esempio, pinze, forbici, divaricatori, strumenti per la protesica e la traumatologia, kit di medicazioni dei vari reparti e ambulatori, dopo l’utilizzo vengono lavati, confezionati e sterilizzati (ricondizionati) attraverso procedure che hanno il compito di renderli sterili, sicuri, fino al nuovo impiego.
L’importo complessivo per la realizzazione della Centrale è stato di quasi un milione e mezzo di euro ed ha interessato i lavori di adeguamento strutturale e impianti, la fornitura di strumentazione tecnologica e arredi.

 




La Sanità che cambia, Nuovo Salesi: presentato alla stampa il progetto esecutivo

Ceriscioli: “Impegno tra i più significativi per la Regione, punto di riferimento per l’Adriatico”.

Caporossi: “Completata la Cittadella sanitaria delle Marche”

 

Ancona, 2018-06-18 – Un ospedale a esclusiva caratterizzazione pediatrica, con 112 posti letto, una struttura antisismica dedicata, bassi consumi energetici, una proiezione organizzativa a servizio della dorsale adriatica e potenzialmente sovranazionale (macroregione adriatico-ionica). È il nuovo Salesi che sorgerà nell’area dell’Ospedale regionale di Torrette di Ancona, adiacente al Pronto soccorso. L’edifico avrà una superficie di 21 mila mq, con un fabbricato principale di circa 5.500 mq per piano, articolato su quattro piani e un’altezza fuori terra di circa 20 metri. Il progetto esecutivo verrà consegnato entro il 4 luglio 2018, il bando di gara emanato entro il 31 agosto 2018, la consegna dei lavori entro i primi mesi del 2019 per concludersi dopo 30 mesi. Contestualmente al sesto piano di Torrette verranno trasferiti, entro il 2020 (dodici i cantieri già aperti), i reparti di Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia assicurando spazi maggiori rispetto agli attuali del vecchio edifico nel centro di Ancona. Un doppio percorso che migliora l’offerta e garantisce al Pediatrico una propria autonomia all’interno di una struttura dedicata, con un investimento complessivo attorno ai 70 milioni di euro. Il progetto esecutivo è stato presentato alla stampa dal presidente Luca Ceriscioli, dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi e dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli presso l’Aula Mataloni del Pediatrico.

Presentazione Progetto Nuovo Salesi

“È un progetto importante, di grande qualità, un impegno, per la Regione, tra i più significativi, circa 66 milioni di euro di investimento – ha detto il presidente Luca Ceriscioli – Diamo a un’eccellenza marchigiana, un’infrastruttura di quarto livello, una casa nuova e una qualità di servizi maggiore dell’attuale, consapevoli che il Salesi rappresenta un punto di riferimento per l’intera area adriatica”. Ceriscioli ha poi sottolineato che “è da più di un decennio che si parla del nuovo Salesi. Il progetto è stato tenuto a lungo in una sorta di limbo. Oggi non abbiamo più risorse di ieri, anzi molte meno e dobbiamo fare scelte coerenti, con una priorità per gli investimenti infrastrutturali, come il Salesi, perché per portare aventi una riforma sanitaria di qualità servono strutture adeguate”. Caporossi ha metaforicamente lanciato due hashtag: #nonsolomuri #nonsolosalesi. “Il Salesi continuerà ad avere tutte le nostre attenzioni e gli investimenti necessari finché rimarrà nella vecchia struttura. Con il suo trasferimento verrà completata la Cittadella sanitaria marchigiana di Torrette, dove la storia del Salesi continuerà anche nel futuro”. Il rettore della Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, ha confermato l’impegno dell’Università, parlando del reclutamento di nuove figure all’interno del Salesi, della crescita della scuola di specializzazione in pediatria, della continua attenzione verso le attività di ginecologia. Il presidente della IV Commissione consigliare permanente Fabrizio Volpini ha ribadito che l’identità storica e culturale del Salesi “viene preservata all’interno della nuova struttura”, mentre il sindaco di Ancona ha parlato di un progetto vero in corso di realizzazione e del Salesi come di un asset strategico per il futuro della città. Il Piano sanitario regionale delle Marche promuove servizi ad alta integrazione tra ospedale e territorio, con una specializzazione dei principali presidi ospedalieri. Le mutate esigenze strutturali dell’ospedale materno-infantile “G. Salesi” di Ancona hanno determinato la necessità di trasferire i reparti di Ostetricia e Ginecologia all’interno dell’Ospedale di Torrette e imposto la realizzazione di una struttura esclusivamente pediatrica. La collocazione del percorso nascita al sesto piano del Plesso ospedaliero di Torrette e la ricollocazione della pediatria hanno richiesto una revisione del progetto definitivo con scelte che caratterizzano la nuova struttura in chiave di alta specializzazione esclusivamente pediatrica. Il nuovo Salesi verrà organizzato per aree a diversa intensità di cura, capace di dialogare con l’Ospedale generale e con la rete territoriale pediatrica esterna, assolvendo il ruolo di stazione terminale di Telemedicina. È prevista un’organizzazione modulare delle degenze con camere da uno e due posti, disposte sul lato esterno dell’edificio e servizi igienici interni (standard e per la disabilità). La dimensione della stanza consentirà di ospitare il genitore nella camera pediatrica. La struttura antisismica sarà isolata alla base, con una rilevante riduzione delle oscillazioni e una minore percezione delle scosse, garantendo l’operatività dell’ospedale sia durante che dopo l’evento sismico. Le soluzioni progettuali garantiranno bassi consumi, collocando l’edificio a un livello di classificazione energetica di tipo B, assai prossima alla classe A.

clicca gli allegati: Presentazione1 Salesi 18_06_2018

 




Cgil, Cisl, Uil: “Per noi parlare di Ospedale Unico significa…”

 

CONTRIBUTO UNITARIO CGIL CISL UIL DI ASCOLI PICENO SU SALUTE AREA VASTA 5

 

Ascoli Piceno – CGIL CISL e UIL di Ascoli Piceno, facendo seguito alla Piattaforma Regionale del 9 luglio 2017 che delinea le proposte sindacali come cornice generale in merito alla sanità nella Regione Marche, vogliono sottoporre all’attenzione di tutte le Istituzioni, Associazioni, operatori e cittadini le seguenti considerazioni e proposte sulla situazione della sanità in Area Vasta 5, con l’obiettivo di significativi miglioramenti del servizio offerto.

  1. L’elemento fondamentale per una visione condivisa con gli operatori e cittadini sulla sanità è il confronto aperto con la parte pubblica su servizi e scelte strategiche tramite un sistema di relazioni sindacali non basato su semplici informative e su delibere già adottate e applicate nel nostro territorio ma riconoscendo spazi e strumenti effettivi di confronto e condivisione..

  2. Qualsiasi programmazione e gestione territoriale della salute (quantitativa e qualitativa) deve partire, per un confronto costruttivo, dai dati e dalle informazioni messi a disposizione che evidenzino punti di forza e di debolezza al fine di costruire un sistema pubblico di qualità che risponda ai molteplici e diversi bisogni dei cittadini attraverso l’individuazione delle priorità e dell’equilibrio tra razionalizzazioni e potenziamenti

  3. L’interesse per la creazione dell’Ospedale Unico da parte delle Istituzioni è altalenante. Non esiste una nostra contrarietà a priori ma la definizione dell’ospedale unico deve necessariamente essere collegata ad un progetto di sanità di territorio più ampio, che risponda effettivamente alle problematiche attuali con lo sguardo proiettato al futuro e che non si riduca soltanto all’applicazione di un algoritmo per l’individuazione dell’area.

Per noi parlare di Ospedale Unico significa:

– valutare e quantificare i tempi di realizzazione, anche considerando le infrastrutture e il sistema di contorno;

– definire l’orientamento sui livelli di specializzazioni previsti orientando già da oggi le scelte da operare per la loro realizzazione o potenziamento;

– avere la certezza di risorse economiche, in primo luogo pubbliche e in subordine definire l’eventuale ambito sul tipo di rapporto pubblico/privato nell’eventualità di investimenti privati;

– individuare quale sarà nel frattempo il rapporto con i vecchi ospedali rimodulando l’intera assistenza ospedaliera secondo logiche di integrazione a partire dalla riorganizzare del sistema dell’emergenza/urgenza tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto;

4) La programmazione in ambito ospedaliero deve essere collegata ad un piano che preveda l’attivazione degli Ospedali di Comunità e delle Case della salute propedeutiche ad una politica per il territorio che incrementi l’attività di prevenzione, su cui reputiamo si debba investire molto di più e che veda un coinvolgimento attivo dei Medici di medicina generale (vedi Accordo in Area Vasta del 11/06/2016);

5) La specificità delle Aree Interne, a maggior ragione dopo il sisma, richiede di programmare l’assistenza sanitaria nel territorio potenziando la rete dell’ADI, la rete dell’emergenza/urgenza tramite poliambulatori di MMG, con la strumentazione adeguata per esami di base, piste atterraggio eliambulanze anche in ore notturne, telemedicina e la necessità di rivedere il ruolo delle RSA in particolare quella di Acquasanta.

6) Le scelte degli assetti organizzativi su ospedale, territorio e prevenzione richiedono di aprire un confronto sul rapporto pubblico/privato dato che nel nostro territorio insite la metà della sanità privata della Regione.

Ciò significa discutere sulle continue esternalizzazioni dei servizi sanitari in termini di integrazione e non di mera sostituzione e sul potenziamento dei controlli pubblici in merito ai LEA delle prestazioni.

Ultimo esempio l’esternalizzazione del servizio ADI a San Benedetto del Tronto, servizio che per il particolare problema dell’invecchiamento della popolazione residente e l’incremento della non autosufficienza, andrebbe invece potenziato;

7) La qualità del nostro sistema sanitario pubblico si valuta anche in relazione alle liste d’attesa rispetto alle quali esistono ancora gravi carenze che necessitano di essere affrontate con urgenza, anche attraverso l’utilizzo degli impianti H24, o attraverso assunzioni mirate a tempo determinato o, in subordine, con il ricorso a prestazioni di orari extraistituzionali affinché si possano abbattere i picchi di utenza e ridurre drasticamente il ricorso al privato;

8) Il sistema della residenzialità e semiresidenzialità va riprogrammate rispetto al reale crescente fabbisogno delle fasce più deboli della popolazione e non basato esclusivamente sulla offerta di strutture disponibili sul territorio .

Occorre un significativo investimento che cominci ad incidere anche sul forte squilibrio esistente tra le Aree Vaste della Regione, a scapito dell’Area Vasta 5 (13% dei posti letto dell’intera Regione).

Occorre effettuare monitoraggi e verifiche dei livelli di prestazioni, in termini di qualità ed economicità e un confronto continuo con le parti sociali per la rilevazione degli effettivi bisogni e la condivisione delle relative risposte;

9) L’Area Vasta 5 ha una mobilità passiva di circa il 15% del totale regionale ed una mobilità attiva di oltre il 45%; le risorse prodotte dal territorio non vengono reinvestite nei nostri territori, ma vanno a sanare i debiti di altri territori.

Inoltre va considerato che il personale e l’organizzazione, già sottodimensionati rispetto ai bisogni, vanno ad essere ulteriormente gravati da prestazioni per pazienti provenienti da altre regioni, con pesanti ricadute sull’efficienza e sulla qualità dei servizi;

10) La qualità del sistema sanitario pubblico Area Vasta 5 deve avere come fulcro fondamentale le politiche attuate nei confronti del personale che richiedono stabilizzazione dei precari, ripartizione dei carichi di lavoro, distribuzione degli orari e investimenti. Purtroppo la continua diminuzione dei fondi per il personale non fa prevedere un miglioramento della qualità dei servizi per i cittadini;

11) La ricostruzione post sisma farà registrare un incremento esponenziale delle imprese edili che cominceranno ad operare sul territorio. Occorrerà pertanto prevedere il rafforzamento del Dipartimento Prevenzione Salute e Sicurezza sul lavoro attraverso l’ampliamento dell’organico:

12) Purtroppo constatiamo che i cittadini che si rivolgono per necessità al Pronto Soccorso sia di Ascoli Piceno che di San Benedetto del Tronto sono costretti a lunghissime attese prima di essere visitati. E’ necessario per la qualità del servizio e per il rispetto dovuto ai cittadini che si rivolgono al servizio, prevedere una organizzazione più flessibile che possa ridurre sensibilmente i tempi di attesa.

Le Segreterie di

CGIL CISL UIL ASCOLI PICENO




Mammografo di ultima generazione inaugurato a San Severino

SAN SEVERINO, INAUGURATO MAMMOGRAFO DI ULTIMA GENERAZIONE.

CERISCIOLI: “INVESTIRE NEL CUORE DELL’AREA SISMA GARANZIA DI SICUREZZA SOCIALE”

San Severino, 2018-06-15 – Immagini ad alta definizione per uno studio dettagliato delle lesioni e ridotta dose di radiazioni durante l’esame. Sono queste le caratteristiche del nuovo Mammografo Digitale di ultima generazione attivo nel Presidio ospedaliero di San Severino e che verrà messo in rete a servizio dell’area Vasta 3.

Inaugurato oggi alla presenza del presidente della Regione Luca Ceriscioli è fondamentale per la diagnosi e la prevenzione del tumore della mammella. L’investimento ammonta a 178mila euro.

“La Regione continua ad investire sul presidio di San Severino, una scelta fondamentale perché siamo nel cuore dell’area sisma e sappiamo quanto i servizi sanitari, in questa parte del territorio, siano importanti sia dal punto di vista concreto per la risposta che danno sia perché punto di riferimento per una comunità in termini di sicurezza sociale” ha commentato il presidente Luca Ceriscioli – Mettere risorse in macchine di alta qualità che favoriscono la certezza della diagnosi, riducono le radiazioni,  e  poi metterle in rete è una scelta molto forte che va favore anche del fascicolo elettronico, fondamentale per un confronto in tempo reale tra i professionisti.  Questa area vasta riesce ad intercettare l’ innovazione e a metterla a sistema”.

Il mammografo, dotato di TOMOSINTESI, permette di eseguire esami ad elevata qualità e definizione. Ottima prestazione del macchinario anche per l’esame dei seni ad alta densità.

Riduce inoltre la dose di radiazioni erogata alla ghiandola mammaria diminuendo il pericolo di malattie radioindotte.

Il nuovo mammografo ha in dotazione anche due postazioni di refertazione (Work Station) ed uno strumento chiamato CAD, utile per l’individuazione delle zone più critiche.

Il Presidio Ospedaliero di San Severino Marche ogni anno esegue circa 5000 esami mammografici, di cui circa 3000 in regime di diagnostica istituzionale e circa 2000 per il programma di Screening Senologico.

L’acquisto del mammografo digitale fa parte di un progetto ampio e articolato già realizzato che coinvolge tutta l’Area Vasta 3.

Cinque i mammografi acquistati:

1 presso l’Ospedale di Macerata, sede della Brest Unit dell’Area Vasta 3 che prevede anche in dotazione uno strumento accessorio per gli esami bioptici mediante puntatore elettronico (Stereotassi); 1 destinato all’Ospedale di Civitanova Marche; 1 per l’Ospedale di Comunità di Recanati e infine 1 per l’Ospedale di Comunità di Tolentino.

Con il 5° mammografo, installato a San Severino, tutto il territorio dell’Area Vasta 3 risulta coperto con tecnologia di ultima generazione. Tutte le apparecchiature saranno messe in rete.

“Era necessario che l’Asur tornasse ad investire in questo territorio in particolare modo a San Severino Marche dove possiamo vedere un bellissimo ospedale,  grande ed efficiente che è stato solo sfiorato dal terremoto – ha commentato il sindaco Rosa Piermattei – .È giusto investire su infrastrutture che ci sono già e che sono facilmente raggiungibili. Sono molto contenta ma stiamo ancora aspettando dei lavori, come la lungodegenza e i 20 posti letto che dovevano essere pronti lo scorso settembre spero saranno pronti nel 2018″




Centro di Assistenza Cardiometabolica, eccellenza per la prevenzione cardiovascolare a Recanati

SANITÀ: CERISCIOLI INAUGURA CENTRO ASSISTENZA CARDIOMETABOLICA A RECANATI

 

 

Recanati – Inaugurato questa mattina nell’ospedale di comunità di Recanati il Centro di Assistenza Cardiometabolica che rappresenta per Recanati e per l’Area Vasta un’eccellenza per la prevenzione cardiovascolare. Una nuova realtà avviata nel mese di marzo ed ora pienamente operativa. Grazie all’acquisizione di apparecchiature di alto livello, che consentono di fare una diagnosi accurata negli utenti con problematiche cardiometaboliche come il diabete, è possibile eseguire esami diagnostici e clinici avanzati. “Continuano gli investimenti sul territorio. Dal 2015 ad oggi all’ospedale di comunità di Recanati abbiamo investito oltre due milioni e duecento Mila euro. Anche il nuovo governo -spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – pone al centro della sua azione il superamento della visione ospedalocentrica della sanità. Di ospedali ne servono pochi, altamente qualificati, tecnologicamente avanzati, integrati nei servizi, appropriati al massimo nella risposta che danno, con una numerosità importante di interventi. Attorno a loro ci devono essere strutture in grado di dare la qualità e le risposte alla persona. E qui si sta realizzando questo progetto, non dimenticando le persone. Questo servizio serve a non andare in ospedale, il punto di primo intervento serve a non andare al pronto soccorso. Sono tutti servizi che evitano l’uso inappropriato della struttura per acuti, ma in questo modo non danno di  meno, danno di più alla persona, offrendo i percorsi più appropriati e consentendo a chi ne ha bisogno di accorciare le attese al pronto soccorso”. Sul punto di primo intervento il presidente aggiunge: “A Recanati abbiamo mantenuto il punto di primo intervento in forza del sisma. Quello che chiederemo al nuovo governo è di rendere questa scelta da temporanea a definitiva. Daremo a questa struttura una doppia funzione. Da una parte la prevenzione del malato cronico per evitare il ricovero ospedaliero e dall’altra con il mantenimento del punto di primo intervento sarà fondamentale per evitare l’intasamento del pronto soccorso facendo in modo che i codici bianchi e qualche codice verde possano trovare una risposta in questa struttura”.

Obiettivi fondamentali del nuovo servizio attivato a Recanati sono quelli di  effettuare una diagnosi precoce e un corretto trattamento su tutti i fronti del diabete e della sindrome metabolica, modificare  fattori di rischio quali  obesità,  ipertensione,  inattività fisica, regime dietetico non sano, fumo, dislipidemie,  glicemia  e fattori di stress psicosociali.

Nel Centro di Assistenza Cardiometabolica è possibile organizzare più prestazioni nell’arco della stessa giornata per ottenere, in poche ore, un quadro completo della situazione clinica del paziente e fornire indicazioni specifiche alle quali attenersi, sia in termini di terapie che di eventuali ulteriori esami in stretta correlazione con la Cardiologia ospedaliera e l’Emodinamica dell’ Area Vasta 3.

Al servizio, attivo dal lunedì al giovedì, sono stati dedicati tre specialisti cardiologi ed una equipe infermieristica espressamente dedicata e formata, non solo per la gestione delle  apparecchiature strumentali ma anche e soprattutto per l’attività di consulenza per l’orientamento del paziente.

Presente all’inaugurazione oltre al direttore generale del Area Vasta 3 Alessandro Maccioni anche il sindaco del comune di Recanati Francesco Fiordomo che afferma: “L’ospedale di comunità sta prendendo forma una struttura sempre più efficace grazie ai professionisti e ai nuovi macchinari con un rafforzamento dei servizi importanti per l’intero territorio. Adesso il punto di primo intervento è attivo H24 ed ha un ruolo fondamentale per l’intero sistema del territorio perché l’ospedale di comunità di Recanati fa da filtro rispetto alle necessità evitando l’intasamento del quale leggiamo in altre strutture. Un apprezzamento per questo lavoro ma guardiamo anche gli altri obiettivi da raggiungere come il potenziamento del servizio Alzheimer, una nuova fragilità che mette in difficoltà le famiglie”.

 

L’investimento per i lavori per gli spazi inaugurati oggi ammonta a a € 19.572,00  mentre per le attrezzature (ecografo portatile, sistema per le prove da sforzo, plicometro, bilancia) e gli arredi  dell’ambulatorio è stata sostenuta una spesa peri a € 74.003,00.

Gli ambulatori di Radiologia della struttura di Recanati sono stati inoltre potenziati con l’acquisizione di un ortopantopmografo digitale (atteso da tempo) per l’esecuzione delle radiografie dentali panoramiche, delle radiografie delle articolazioni temporo/mandibolari e tomografie longitudinali o trasversali delle ossa maxillo facciali. La spesa sostenuta per l’apparecchio radiologico è pari a € 64.416,00.