Giorgio Scaramuzzino, “Come un romanzo” al Teatro dell’Archivolto

Serra San Quirico, 3 maggio 2016 – Mercoledì 4 maggio alle ore 9 e alle ore 21, al Teatro Palestra di Serra San Quirico,  il Teatro dell’Archivolto presenta “Come un romanzo”, conferenza spettacolo di Giorgio Scaramuzzino tratta dal libro di Daniel Pennac, regia di Giorgio Gallione.

 

Un doppio, grande evento teatrale ad ingresso gratuito è la proposta della 34^ Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola per mercoledì 4 maggio alle ore 9 con replica alle ore 21. Al Teatro Palestra di Serra San Quirico, nell’ambito della più importante kermesse nazionale di teatro educazione, il Teatro dell’Archivolto di Genova presenta “Come un romanzo”, con la regia di Giorgio Gallione.

Autore e interprete della conferenza-spettacolo, tratta dall’omonimo saggio dello scrittore francese Daniel Pennac, è Giorgio Scaramuzzino, attore, regista e scrittore a sua volta, che in questo lavoro propone un viaggio semiserio attraverso vizi, ossessioni e fobie del lettore.

Attraverso il gioco, l’ironia e la diretta partecipazione degli spettatori, la performance vuole ricordare che “il piacere di leggere non è andato perduto. Si è solo un po’ smarrito. E lo si può ritrovare facilmente”. Senza dimenticare quelli che per Pennac sono i “diritti imprescrittibili del lettore”: il diritto di non leggere, il diritto di saltare le pagine, il diritto di non finire un libro, il diritto di rileggere, diritto di leggere qualsiasi cosa, il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa), il diritto di leggere ovunque, il diritto di spizzicare, il diritto di leggere a voce alta, il diritto di tacere.

Tutto questo si può ritrovare nel divertente saggio di Daniel Pennac  che, oltre ad essere uno degli autori più amati degli ultimi anni, non ha dimenticato di essere un insegnante e in “Come un romanzo” (Ed. Feltrinelli) affronta dal punto di vista di scrittore e di educa­tore il problema di come si possano stimolare i giovani non tanto alla lettura in sé, quan­to al piacere di essa, cercando di proporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti.

Giorgio Scaramuzzino, che si è diplomato alla scuola di recitazione del Teatro di Genova, si occupa di animazione nella scuola e di formazione degli insegnanti sull’educazione teatrale. Dal 1986 fa parte della Compagnia del Teatro dell’Archivolto di Genova diretta da Giorgio Gallione e firma numerose regie e riduzioni teatrali. Ha vinto il Premio Miglior Regia – Bergeggi (SV) 1991 e il Premio al testo originale Ochin d’Argento – Genova 1999.

La Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola di Serra San Quirico, organizzata dall’ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata, e si avvale del sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Marche.

Tutti gli appuntamenti della rassegna, dal 22 aprile al 7 maggio, sono al Teatro Palestra e ad ingresso gratuito. Oltre 3000 gli studenti giunti in questi giorni a Serra San Quirico da 11 regioni d’Italia e da 4 paesi europei, circa 50 gli spettacoli proposti.

 

 

INFO: ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata

Sede legale Via Roma 11, 60048 Serra San Quirico

Sede Via Mazzoleni 6/a, 60035 Jesi /AN)

Tel.0731 56590 Fax.0731 4243

www.atgtp.it info@atgtp.it




Rugby senza frontiere al Campo Nelson Mandela

San Benedetto del Tronto – Nemmeno il cielo pieno di nuvole scure che hanno minacciato pioggia per tutto il pomeriggio ha fermato la manifestazione ‘Rugby senza Frontiere” al Campo Nelson Mandela di Porto d’Ascoli domenica scorsa, nell’ambito delle celebrazioni che il Quartiere Agraria organizza da anni per il primo maggio.

 

Un gran numero di bambini dai 3 ai 90 anni si è divertito sfidandosi in diverse gare, come il calcio della palla oltre la porta, una gara atletica a cronometro e la cattura del Capitano della Squadra di Rugby inglese con un hula hoop.

La promessa di un ricompensa a base di deliziosi arrosticini preparati dall’instancabile staff addetto al catering dell’Unione Rugby di San Benedetto del Tronto ed il loro profumo che ha invaso il campo, hanno fatto il resto e circa 1,500 arrosticini sono stati divorati appena cotti!

 

Ecco la premiazione dei 3 vincitori del primo torneo “Rugby senza frontiere “svoltosi al campo Mandela: per la Categoria Under 8 Giudici Martina, per la Categoria Under 10 Galletti Marco e per la Categoria Under 12 Felici Tommaso.

 

Una giornata fantastica rallegrata da sostenitori entusiasti che hanno partecipato con le loro famiglie, con la promessa che la prossima volta sarà tutto ancora più bello!




L’Ipsia intitolato al Preside Guastaferro

San Benedetto del Tronto – Il 30 aprile si è svolta all’IPSIA di San Benedetto la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’istituto al mitico PRESIDE Antonio Guastaferro che ne è stato il fondatore nel 1961 e primo PRESIDE ininterrottamente fino al 1992.

Ed era proprio il 30 aprile di 55 anni fa che l’IPSIA fu istituito per volere di Guastaferro come avviamento marinaro, nel momento in cui si inaugurava in Italia la scuola media unica e decadeva il vecchio avviamento professionale, era importante allacciare un collegamento tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro e nel nostro territorio Il lavoro era il mare, il mondo marinaro.

Poi nel corso degli annil’IPSIA ha aperto altri settori professionali e preparato tecnici e imprenditori che hanno fatto la storia del mondo del lavoro nel nostro territorio, diventando una scuola punto di riferimento anche a livello nazionale.

Alla cerimonia erano presenti numerose autorità, ex alunni, docenti e le tre figlie del preside Guastaferro. Ha introdotto l’attuale dirigente Giovanni D’Angelo che ha ricordato la figura del suo predecessore. Ma molte altre persone hanno ricordato la testimonianza di vita di Guastaferro tra cui l’ex preside del liceo classico Tito Pasqualetti. È stato anche proiettato un video dal titolo “Antonio GUASTAFERRO- L’uomo giusto al posto giusto”, che è una breve biografia con sue interviste che ripercorrono la storia dell’IPSIA.

Infine è intervenuta la figlia dott.ssa Nicoletta che commossa ha ringraziato tutti. È stata scoperta la targa di intitolazione della scuola che sarà d’ora in poi IPSIA “ANTONIO GUASTAFERRO”.

clicca il video https://www.facebook.com/nicolas.abbrescia/videos/10206110844357798/ 

 




Regione, Coni e Anci Marche hanno presentato il censimento degli impianti Sportivi

Ancona, 2016-05-03 – Una fotografia leggibile da parte dei cittadini e una panoramica utile per la programmazione delle iniziative sportive nelle Marche. E’ quanto è emerso dall’esito del censimento degli impianti sportivi nella Regione Marche, presentato questa mattina presso la sede del Coni delle Marche al PalaRossini di Ancona da Regione, Coni Marche e Anci Marche. All’incontro “Censimento degli impianti sportivi: uno strumento al servizio dello sport e non solo”, sono intervenuti Fabio Sturani, responsabile della segreteria del presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli – impossibilitato a partecipare a causa di un impegno a Roma con il ministro Del Rio – il presidente regionale Coni Marche Germano Peschini, in rappresentanza dell’Anci Marche l’assessore del Comune di Pesaro Mila Della Dora, Alberto Miglietta, amministratore delegato di Coni servizi spa – che ha relazionato sulle caratteristiche del progetto di censimento e sull’evoluzione della domanda di sport a cui l’offerta è necessario si adegui – Maurizio Zallocco – che ha approfondito l’Osservatorio degli impianti sportivi nelle Marche – Valentina Calvani, responsabile nazionale Coni per il progetto di censimento degli impianti – che ha approfondito casi di geomarkentig. Era presente all’incontro il consigliere regionale Enzo Giancarli. “Il censimento – ha detto Sturani – anche grazie al portale messo a punto nell’ambito del progetto, si propone come strumento utile per valutazioni e programmazioni future, basate sulla conoscenza della distribuzione degli impianti sul territorio. La Regione ha contribuito al finanziamento del progetto perché è utile avere dati aggiornati a disposizione di tutti gli operatori del settore, anche per cominciare a ragionare in termini di area vasta e ambiti territoriali ottimali in questo contesto”. Dal censimento emergono dati interessanti: sono 2628 gli impianti sportivi nelle Marche, 1,7 ogni mille abitanti, il miglior dato, assieme al Friuli Venezia Giulia, tra le Regioni che hanno partecipato all’iniziativa.

Nelle Marche il 24,1 per cento delle persone pratica un’attività sportiva, una quota maggiore della media nazionale, pari al 23 per cento, mentre le società sportive attualmente operanti sono in totale 5405. In base ai dati 2014, gli atleti tesserati sono invece oltre 158mila.

La Regione, con la collaborazione del Coni Marche, si è dotata di una banca dati che permette di avere una conoscenza dettagliata e capillare della dotazione impiantistica esistente, necessaria a conoscere le priorità di intervento in un dimensione intercomunale. E’ possibile visualizzare il censimento ai siti www.marche.coni.it/marche.html oppure www.sport.marche.it/osservatorio.aspx




Digitalizzare il Made in Italy: è Fashion Day 2016

San Benedetto del Tronto, 2016-05-03 – Una giornata interamente dedicata al distretto della moda, tessile, calzatura e arredo: è “Fashion Day 2016” organizzato da Roland DG Mid Europe e Cosmob, con il patrocinio della Regione Marche. La prima edizione si svolgerà martedì 3 Maggio 2016 ad Acquaviva Picena, sede della multinazionale giapponese.

Unire analogico e digitale, flessibilità e produttività. Il Fashion Day mostrerà le potenzialità delle diverse tecnologie Roland DG alle piccole e medie imprese del “Made in Italy”. L’obiettivo è fornire gli strumenti giusti per competere in un mercato caratterizzato da stagionalità e cambiamenti repentini dei trend.

Il mondo del fashion ruota intorno alla personalizzazione: ogni elemento, dalla semplice etichetta al packaging, è progettato con cura per valorizzare al massimo prodotti di altissima qualità. Le tecnologie Roland DG possono perciò rappresentare un’arma in più per gli operatori che si trovano a competere in questo nuovo scenario.

La voce di Roland DG

Antonello Cristofori, marketing manager della Roland DG Mid Europe afferma: “La nostra azienda è sempre in prima linea quando si tratta di promuovere la cultura digitale tra gli artigiani della piccola e media impresa. Fashion Day 2016 è una full immersion dedicata al mondo della moda, fashion, calzatura e arredo. L’obiettivo è informare gli operatori di settore sulle reali potenzialità delle nostre tecnologie digitali, con seminari e workshop. L’idea è nata insieme a Cosmob, centro specializzato per il settore legno e arredo, che supporta le aziende della filiera per sviluppare la propria competitività. Siamo convinti che, unire giuste attrezzature e formazione adeguata sia la chiave del successo per molte piccole e medie imprese italiane”.

Il programma del Fashion Day

L’obiettivo del Fashion Day 2016 è far capire potenzialità applicative e opportunità di business legate a ogni tecnologia. I tessuti in poliestere verranno stampati con le stampanti sublimatiche XT-640 e RT-640, tagliati, cuciti e indossati da modelle, per mostrare tutto il workflow. Pelle, ecopelle, legno e altri materiali saranno stampati con LEJ-640F, LEF-12, LEF-20 e LEF-300. Gli accessori moda personalizzati con incisione e fresatura. In più seminari, workshop, approfondimenti su materiali e applicazioni realizzabili.

 

Ph © Davida Zdrazilkova Ruggieri
Copyright © Press Too srl – Riproduzione riservata
nb: per immagini ad alta definizione scrivere a redazione@ilmascalzone.it

Fashion Day 2016 su you Tube




TeatrOltre ad Urbino

TEATROLTRE , ALLA SCUOLA DI SCENOGRAFIA DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI

DAL 5 AL 7 MAGGIO BAUSLER INSTITUT

 

 

Urbino – TeatrOltre, un palcoscenico per i linguaggi più innovativi della scena giunto alla dodicesima edizione su iniziativa del Comune di Urbino con AMAT e il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, torna a Urbino il 5, 6 e 7 maggio all’Aula della Scuola di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti con Bausler Institut, spettacolo di fine anno costruito con grande professionalità dagli studenti della Scuola di Scenografia di Urbino che lo ospita e liberamente ispirato a I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy.

Un luogo dove abitano nostalgie e ossessioni, in cui ciò che si vede è forse solo l’eco di una vita già vissuta o il presagio di quella che verrà. “La direzione del Bausler Institut – si legge nelle “avvertenze della compagnia allo spettatore” – vi invita ad inquisire lo spazio con cautela ed imprudenza: dove abitano ossessioni e nostalgie, nessun cuore è al sicuro. Qualcuno, qui, ha perso anche la testa. Tutto ciò che vedrete è probabilmente solo l’eco di una vita già vissuta, o il presagio di quella che verrà. E nel mentre che osservate, il vostro sguardo è ricambiato anche da chi non ha occhi. Ma prego, fatevi avanti. E ricordate: nell’Appenzell non si può fare a meno di passeggiare. Benvenuti al Bausler Institut”.

 

L’ingresso allo spettacolo è libero, i posti sono limitati e la prenotazione consigliata al n 0722 320287.




Giovani danzatori cercasi a Pesaro

VENERDÌ 6 MAGGIO A PESARO GIOVANI DANZATORI CERCASI!

AUDIZIONE PER VITA NOVA, PROGETTO DELLA BIENNALE DI VENEZIA

 

 

Pesaro – Venerdì 6 maggio a Pesaro una squisita opportunità per giovani danzatori di età compresa tra 10 e 16 anni, con un’esperienza acquisita nella danza. La Chiesa dell’Annunziata ospita un’audizione a loro rivolta per VITA NOVA Biennale College – Danza, un progetto di formazione nazionale della Biennale di Venezia realizzato per le Marche in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro.

L’intento è quello di realizzare un repertorio di danza contemporanea per giovanissimi danzatori. Il progetto, ideato dal direttore del settore danza della Biennale di Venezia, il coreografo Virgilio Sieni, si rivolge a tutto il territorio nazionale, allo scopo di favorire, in ogni regione, lo sviluppo di una o più esperienze. I lavori che verranno realizzati con i danzatori selezionati debutteranno il 25 e 26 giugno nell’ambito del prestigioso Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

 

VITA NOVA ha lo scopo di creare un’attenzione significativa sul mondo della danza favorendo la nascita in ogni regione di punti di riferimento per questa disciplina e la sua relazione con le altre arti. Il responsabile artistico per le Marche è il coreografo Manfredi Perego che seguirà le audizioni e il successivo percorso coreografico che si svolgerà fino al debutto di giugno a Pesaro, sempre alla Chiesa dell’Annunziata.

 

Per partecipare all’audizione è necessario inviare nome, cognome dati anagrafici e una foto tessera a: d.rimei@amat.marche.it. Per maggiori informazioni: 071 2075880 / 346 0956050.




Rischi ambientali per il cittadino ed energie rinnovabili: no alle scelte “schizofreniche” in Italia

Intervista a Paolo Canducci

 
San Benedetto del Tronto, 2016-05-03 – Ho scelto di intervistare Paolo Canducci in primis come componente del direttivo nazionale del Coordinamento Agenda 21, oltre che assessore delle Politiche Ambientali della amministrazione uscente di San Benedetto del Tronto. Il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane è una associazione costituita da Regioni ed enti locali per migliorare la gestione dell’ambiente e per fare dello Sviluppo Sostenibile un passo verso un futuro più equo. La città di San Benedetto è stata sempre in prima linea nelle lotte a favore dell’ambiente e della salute del cittadino. Ricordiamo ad esempio che nel 1979 la città si infiammò contro la possibilità della installazione di una centrale elettrica Turbogas; ora le lotte continuano contro l’impianto di stoccaggio del gas Gasplus e contro le trivelle in mare, nella coscienza che “la terra non è eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”, come recita un famoso proverbio dei Nativi Americani. L’ambiente come bene comune, e le energie rinnovabili, sono sempre più alla ribalta nell’interesse dei cittadini, nella coscienza che il mondo è di tutti e che i maggiori rischi delle decisioni sull’ambiente sono a carico delle future generazioni.

Paolo, quali sono le principali accortezze che oggi, finanze dei comuni permettendo, sono state adottate e sarebbe opportuno adottare per una città, per salvaguardare l’ambiente? Come è la situazione a San Benedetto?

Le città oggi rappresentano le vere protagoniste del processo di riconversione ecologica della nostra società e della nostra economia. Nelle città vive il 70% della popolazione mondiale che consuma l’80% delle risorse naturali. Si comprende facilmente come le politiche degli enti locali possano dare un contributo decisivo alla lotta ai cambiamenti climatici in tutti i settori : dalla mobilità, favorendo i trasporti pubblici e la mobilità alternativa; all’energia, attraverso la produzione da fonti rinnovabili e la riqualificazione edilizia degli edifici secondo criteri di efficienza e risparmio energetico; alla raccolta dei rifiuti, spingendo sulla raccolta differenziata e sulla riduzione della produzione di rifiuti; infine alla riforestazione urbana, alberando i viali e realizzando parchi all’interno del tessuto urbano. San Benedetto del Tronto ha intrapreso questa strada, da anni facciamo parte della rete di comuni italiani dell’Agenda 21 e delle città sostenibili europee. Molto abbiamo fatto sul fronte dei rifiuti e dell’educazione ambientale, 70% di raccolta differenziata e programmi nelle scuole cittadine, nonchè nel campo delle energie alternative, installando oltre 3 MW di energia fotovoltaica su edifici pubblici e parcheggi. Sul fronte dei parchi pubblici abbiamo realizzato nuove aree verdi, Piazza Kolbe e via Ferri, e alberato viali della città. C’è ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della mobilità, implementando il progetto di metropolitana di superficie con la realizzazione di due/tre fermate aggiuntive lungo la tratta ferroviaria San Benedetto – Ascoli, una all’altezza del porto, le altre in viale dello sport in corrispondenza della caserma dei carabinieri e nella zona commerciale di via pasubio, all’altezza dell’ipercoop. In questo modo i cittadini sambenedettesi, gli studenti e i residenti della vallata e del capoluogo potrebbero spostarsi per andare al mare, allo stadio, a scuola e a fare acquisti anche con il treno.

Qual è il rischio maggiore oggi per una città, a livello ambientale? E per San Benedetto?

I rischi maggiori riguardano un pò tutte le matrici ambientali, suolo aria e acqua, dipende dalle zone e dalle città. Ad esempio nella nostra zona vi è un rischio dissesto idrogeologico, dovuto all’eccessivo sviluppo urbanistico anche in zone collinari e lungo i fiumi e torrenti, fondamentali saranno gli interventi di mitigazione e adattamento, un esempio di questi interventi sono il rifacimento delle condotte fognarie che ha visto coinvolte molte zone della nostra città, la messa in sicurezza del Paese Alto, la realizzazione di nuovi ponti sul Tronto, e delle casse di laminazione lungo il torrente Albula. Altro rischio, più subdolo, è rappresentato dalle polveri sottili, traffico e impianti di riscaldamento ne sono le principali cause, per questo bisogna investire risorse per migliorare la mobilità e incentivare l’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento domestici.

Ritieni che la politica europea sia adeguata o si stia adeguando a livello di energie rinnovabili? Quanto siamo indietro, in Italia, secondo te?

L’Europa da anni è impegnata nel portare avanti politiche di risanamento ambientale, di lotta ai cambiamenti climatici e ha raggiunto importanti risultati soprattutto sul fronte delle energie alternative con il “Piano 20 20 20”, pacchetto clima-energia che prevede di ridurre le emissioni di gas serra del 20 %, alzare al 20 % la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20 % il risparmio energetico: il tutto entro il 2020. L’Italia non è messa male da questo punto di vista. La crisi ha aiutato a ridurre i consumi e quindi a raggiungere gli obiettivi che ci sono stati fissati, però a mio avviso la differenza con gli altri grandi paesi europei sta nell’incapacità delle nostre grandi città di raggiungere obiettivi ambiziosi. I risultati migliori stanno arrivando dagli enti locali più piccoli, ad oggi sono loro l’esempio virtuoso del nostro Paese. Le grandi città su tutte Roma, per ora non fanno passi avanti, anzi. L’Expo a Milano spero abbia fatto comprendere che si può fare. Milano in quei mesi è stato un bell’esempio sul fronte della mobilità, del recupero ambientale dei navigli, dei rifiuti ma non possiamo aspettare sempre il grande evento per sperare di destinare risorse a questi temi, deve essere un percorso costante e inarrestabile. Sicuramente la schizofrenia delle scelte del governo nazionale in materia energetica e ambientale non aiuta gli enti locali ad avere questa necessaria continuità.

Cosa cambia dopo l’ultimo accordo di Parigi? quali segnali puoi cogliere a livello internazionale?

L’accordo di Parigi è stata una bella pagina nella storia delle battaglie ambientaliste mondiali. Finalmente grazie a una grande mobilitazione dal basso che va avanti da decenni, i Grandi del Mondo si sono accorti dell’emergenza climatica e hanno deciso di farsene carico. Sicuramente gli obiettivi iniziali erano più ambiziosi ma secondo me non era scontato uscire con un accordo sottoscritto da tutti e questo è sicuramente il risultato più grande raggiunto. Io ho partecipato ai primi tre giorni della Conferenza e ho respirato l’aria delle grandi occasioni, sono stato sempre ottimista sull’esito finale perchè si percepiva l’importanza dell’evento. Ora è fondamentale monitorare costantemente i progressi delle iniziative messe in campo dai vari Paesi, non possiamo mollare ce lo chiedono soprattutto gli abitanti dei Paesi più poveri che stanno subendo gli effetti del cambiamento climatico mentre i Paesi più ricchi sino ad oggi ne hanno solo percepito i vantaggi, ma anche questo non potrà continuare all’infinito. Il cambiamento climatico ora si percepisce anche in Europa e negli Stati Uniti.

Mi permetto una osservazione prendendo come spunto l’XL Keystone in Canada e Stati Uniti, ma parlando poi dei vari oleodotti e gasdotti che stanno continuando a segare in due anche l’Europa. Il fine qual è, sapendo che il petrolio e le risorse fossili saranno in qualche decennio in esaurimento?
Guadagnare tutto e subito? Non si è ancora in grado, o non si vuole rimpiazzare l’energia fossile con quella rinnovabile?

Purtroppo le energie fossili sono dure a morire. Facevo le superiori nei primi anni 90 e si diceva che a breve le riserve di petrolio sarebbero esaurite. Non è successo, anzi sembrerebbe il contrario. Inoltre c’è anche il gas e proprio sul gas è in atto una grande battaglia che coinvolge l’Europa e la Russia e che è alla base delle recenti tensioni tra Stati Uniti e Russia in Siria. Le fonti fossili inquinano e sono poco democratiche, anzi spesso sono causa di scontri internazionali. Jeremy Rifkin con la sua terza rivoluzione industriale ipotizza un mondo dove tutti si producono l’energia di cui hanno bisogno e ne condividono la sovraproduzione. Non è un sogno, oggi la tecnologia già lo permette, è necessario favorire l’accesso dei cittadini a queste tecnologie. Le energie alternative sono alla portata di tutti, non favoriscono i monopoli, sono pulite e sicure, costano poco, forse per questo non interessano alle multinazionali e ai Governi legati mani e piedi a queste grandi aziende. Ma uno scoglio non può fermare il mare, la tecnologia, la rete e i giovani riusciranno nell’impresa di riconvertire in senso ecologico la nostra economia.

Infine. Diverse centrali nucleari sono state dismesse in Inghilterra e in Germania, mentre se ne costruiscono ampiamente in Cina e in India, ad esempio.
Qual è il punto di non averne nel proprio paese, se una singola centrale nucleare in un paese lontano può danneggiare interi continenti?

Questa è la classica obiezione dei favorevoli al nucleare che io non condivido. I paesi che fanno a meno del nucleare, e con piacere ho accolto la notizia della progressiva dismissione delle centrali tedesche e la decisione di non costruirne di nuove, sono l’esempio concreto che si può creare sviluppo anche senza il nucleare, se lo può fare la Germania uno dei Paesi più industrializzati del mondo allora lo possono fare tutti. Questi esempi convinceranno anche gli altri ad abbandonare il nucleare, più costoso e meno sicuro delle fonti alternative, sperando che non siano gli incidenti a convincerli. 
Paolo Canducci nato il 02.10.1975 a San Benedetto del Tronto , ivi diplomato al liceo scientifico Rosetti ; laureato nel 2000 in giurisprudenza all’università di Macerata. Master post universitario in giurista d’impresa. Di professione avvocato civilista con studio a San Benedetto del Tronto . Sposato e padre di una ragazza di 13 anni. Impegnato in politica dagli anni della scuola superiore, ha sempre militato nella federazione dei Verdi ; dal 2006 assessore al Comune di San Benedetto del Tronto con delega all’ambiente e all’urbanistica. Attualmente componente del direttivo nazionale del Coordinamento agenda 21. L’implementazione della raccolta differenziata, il recupero ambientale della riserva naturale della Sentina, la riqualificazione dei parchi urbani e del Paese Alto, la certificazione ambientale di tutti gli edifici pubblici e l’installazione di pannelli fotovoltaici su edifici pubblici per oltre 3 mega di potenza sono i principali interventi del suo mandato.
Appassionato di sport, ciclista amatoriale, grande lettore di giornali e fumetti. Ama l’arte del 900 e le moto customizzate. Possiede una bmw k75 del 1992 cafe racer.
Il suo piatto preferito sono i ravioli dolci alla ricotta della mamma. Ama mangiare il pesce e bere vino del Piceno.  




Un sogno dentro il cortile è diventato realtà: si replica al Teatro Concordia

UN SOGNO DENTRO IL CORTILE: DON BOSCO” Il musical

A grande richiesta si replica

Teatro Concordia – San Benedetto del Tronto

Lunedi 9 maggio ore 21

 

Quel sogno fatto insieme è diventato realtà!

San Benedetto del Tronto, 2016-05-03 – Sabato 30 aprile abbiamo assistito ad uno spettacolo “vero”, all’altezza del palcoscenico che lo ha ospitato; dove la cura e la maestria si sono intrecciate con il grande entusiasmo e lo slancio artistico.

Tutto il Musical è percorso da un’onda emozionale basata sulla forza dei personaggi: don Bosco “il rivoluzionario del bene” che con semplicità e fermezza ha portato delle svolte epocali; sua madre (mamma Margherita), il braccio operativo e tenero che ne completava l’opera di accoglienza dei ragazzi di strada. Emozioni contrastanti nell’incontro di altri personaggi (reali o interiori): la chiesa titubante ed incredula ma alla fine accondiscendente rappresentata dal cardinale e dal suo segretario e poi Satana (l’accusatore), che con dialoghi molto serrati cerca di scoraggiare e fermare Don Bosco.

Ampio spazio viene dato anche alla corporeità, con i balletti che con immediatezza ed eleganza riescono a “dipingere” alcuni quadri di vita vissuta: l’emarginazione dei ragazzi in strada, l’entusiasmo per le attività dell’oratorio, la paura e la morte per il colera, fino all’impatto delle prime missionarie con gli indigeni dell’America latina.

Al cuore del musical troviamo le canzoni che rappresentano veri e propri picchi artistico-emozionali: alla bellezza del canto si accompagna una profonda partecipazione, con la musica che guida lo spettatore dentro la storia.

L’accoglienza del pubblico è stata grandiosa: il teatro esaurito in ogni ordine di posto, ma soprattutto grandi applausi, commozione e richiesta di nuove repliche.

Allora si replica!

Raccogliendo l’invito del pubblico e grazie alla disponibilità del Comune di San Benedetto del Tronto, che metterà di nuovo a disposizione il teatro, è stata fissata la replica dello spettacolo per lunedi 9 maggio alle ore 21 presso il Teatro Concordia a San Benedetto del Tronto

Giovanni nasce in un paesino dell’Astigiano in Piemonte, una frazione di Castel Nuovo d’Asti il 16 agosto 1815.

Una vita segnata da tanta fatica e sofferenza. Fin da piccolo conosce la sofferenza di rimanere senza padre, ma può sperimentare la grazia di una mamma che si pone sempre al suo fianco. Un esempio di vita cristiana davvero speciale.

All’età di 9 anni Giovannino fa un SOGNO: sogna di trovarsi in mezzo a tanti ragazzi a giocare. Alcuni di loro però bestemmiavano. Lui non accettava questo comportamento e voleva farli tacere con maniere forti: pugni e calci. Ma ecco farsi avanti un “Personaggio” che gli dice: “non con le percosse, ma con la bontà e con l’amore dovrai guadagnare questi tuoi amici. Io ti darò la Maestra sotto la cui guida diventerai sapiente e senza la quale ogni sapienza diviene stoltezza”. Questo personaggio era Gesù e la Maestra era Maria.

Allora tutto diventa chiaro: si tratta di attirare il più numero possibile di ragazzi per distrarli da una strada che non porta alla vita ma alla perdizione. Per cui “saltimbanco, giocoliere, prestigiatore… sono gli strumenti che Giovanni usa per attirare i suoi compagni e tenerli lontano dal peccato.

All’età di 14 anni scende a Chieri un centro un po’ più popoloso per frequentare gli studi e si pagava gli studi e la sua permanenza lavorando. Di giorno lavorava e di notte studiava, volendosi fare sacerdote.

 

Nel 1941 riesce a diventare Sacerdote. Continua il suo lavoro con i giovani. Li raccoglie, li forma, li aiuta a trovare un lavoro… Comincia ad incontrare subito dei giovani con i quali stabilisce un rapporto. Ma non appena si vuole mettere in atto progetti di recupero e accoglienza, si deve fare i conti con l’avversario, il menzognero per eccellenza, il quale fa di tutto per ostacolare il bene. Giovanni Bosco sembra essere addirittura accusato di pazzia.

In queste difficoltà si fa strada l’Oratorio di Don Bosco, che lui stesso affida a San Francesco di Sales.

Qualche anno dopo sarebbe nata la CONGRERGAZIONE SALESIANA AL SERVIZIO DELLA GIOVENTU’, che in poco tempio avrebbe conosciuto uno sviluppo incredibile.

Volendo estendere il suo apostolato anche alle ragazze, fondò con Domenica Mazzarello, la Congregazione delle “FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE”.

 

Il 31 gennaio del 1888, moriva nella sua cameretta di Valdocco all’età di 72 anni, stremato di forze per l’incessante lavoro.

 

Il 1° aprile del 1934 Pio XI°, che lo ha conosciuto personalmente, lo proclamò santo

 

Unico desiderio di Don Bosco è quello di stare con i giovani. Stando con loro si possono fare esprimere tutte le risorse positive che in essi spesso sono nascoste.

Di San Giovanni Bosco è stato scritto che lui “amava in modo tale che ognuno pensava di essere prediletto”.

Ma questo è l’amore con cui ci ama Dio: farci sentire sempre dei figli prediletti.

Lo Staff de “La Bottega di Antonio”




Iran, dopo l’Implementation Day

Giornata Paese sull’Iran, organizzata il 2 maggio dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno e dalla sua Azienda speciale Piceno Promozione

 

ASCOLI PICENO – Nei primi mesi di quest’anno abbiamo letto la buona notizia della ripresa di normali relazioni con l’Iran, a seguito dell’accordo denominato Implementation Day e della conseguente revoca di gran parte delle sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di questo Paese.

 

La Giornata Paese che la Camera di Commercio di Ascoli Piceno e la sua Azienda speciale, Piceno Promozione, hanno promosso, il 2 maggio, è stata incentrata sul tema di cosa è cambiato dopo l’Implementation Day.

 

Ad aprire i lavori, insieme al Presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno Gino Sabatini ed al Presidente di Piceno Promozione, Rolando Rosetti,Raimondo Orsetti, Dirigente del Servizio Internazionalizzazione della Regione Marche e Rosario Alessandrello, Presidente della Camera di Commercio Italo-Iraniana.

In un momento storico in cui le aziende del Piceno sostengono – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Gino Sabatiniil peso economico e finanziario dell’embargo verso nazioni con cui gli interscambi erano floridi, il fatto che si riapra il mercato iraniano è senza dubbio una buona notizia. Conoscere le opportunità reali e gli aspetti procedurali per riprendere contatto con l’Iran è fondamentale ed era doveroso, da parte dell’ente camerale, informare le aziende e gli imprenditori.

A parlare degli aggiornamenti sulle restrizioni all’Iran è stato Pier Luigi d’Agata, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo- Iraniana, mentre Marcello Irlando , esponente della Direzione Centrale Antifrode e Controlli dell’Ufficio Centrale dell’Agenzia delle Dogane, si è soffermato sulle procedure doganali e gli aspetti logistici.

Gli strumenti finanziari per lavorare con l’Iran sono stati illustrati da Massimo Gatti, dell’Ufficio Estero Monte dei Paschi di Siena , responsabile per l’area “Toscana SudUmbria-Marche”.

Federico Bressan, Responsabile Marche SACE, ha parlato del Piano Sace per l’Iran ed Alvaro Cesaroni, del Gruppo Sigma Spa, ha portato la propria testimonianza imprenditoriale.

Italia e Iran – ha ricordato il Presidente di Piceno Promozione, Rolando Rosettisono legate da una lunga tradizione di interscambi e dunque la riapertura degli scambi è una notizia particolarmente positiva per le nostre aziende. Oggi abbiamo capito che il termine “revoca delle sanzioni” implica attività che si possono tornare a svolgere ed altre che ancora non si possono svolgere. Come Azienda speciale della Camera di Commercio, attenta a favorire l’internazionalizzazione dei prodotti e servizi del Piceno, crediamo di aver contribuito a fare chiarezza e ad agevolare quelle realtà che vorranno investire in Iran.